Destra di Popolo.net

ORDINE DI ARRESTO PER IL COGNATO DI FINI, MA GIANCARLO TULLIANI DA ANNI RISIEDE A DUBAI (CHE NON CONCEDE MAI L’ESTRADIZIONE)

Marzo 20th, 2017 Riccardo Fucile

E’ INDAGATO PER RICICLAGGIO NELL’AMBITO DELL’INCHIESTA SU CORALLO … ANCHE FINI E’ INDAGATO PER LO STESSO REATO

Ordinanza di custodia cautelare in carcere per Giancarlo Tulliani.
Al cognato dell’ex presidente della Camera Gianfranco Fini viene contestato il reato di riciclaggio nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti (ritenuti illeciti) della famiglia, con il “re delle slot” Francesco Corallo. Anche Fini è indagato per lo stesso reato.
Tulliani, però, è residente da tempo a Dubai e il provvedimento restrittivo, firmata dal gip Simonetta D’Alessandro e sollecitato dal pm Barbara Sargenti e dall’aggiunto Michele Prestipino, non è stato eseguito.
Per la magistratura italiana risulta irreperibile.
L’ordine di arresto nasce da un approfondimento investigativo dell’indagine che aveva condotto il 13 dicembre scorso, all’arresto di Francesco Corallo, Rudolf Theodoor Anna Baetsen, Alessandro La Monica, Arturo Vespignani e Amedeo Labocetta, ritenuti capi e membri di un’associazione a delinquere a carattere transnazionale, che riciclava tra Europa e Antille i proventi del mancato pagamento delle imposte sul gioco online e sulle video-lottery (Vlt), compiendo così reati di peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
Il profitto illecito una volta depurato, secondo chi indaga, sarebbe stato impiegato da Francesco Corallo in attività  economiche e finanziarie, in acquisizioni immobiliari e destinato anche ai membri della famiglia Tulliani.
Lo scorso 14 febbraio, lo Scico della Guardia di Finanza aveva eseguito un sequestro preventivo di beni, pari a 5 milioni di euro, nei confronti dello stesso Tulliani, del padre Sergio e della sorella Elisabetta.

(da “La Repubblica”)

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BAMBINI IN VENDITA A BARI, MINORI SI PROSTITUISCONO NEI PRESSI DELLO STADIO: LE AUTORITA’ NON SAPEVANO NULLA?

Marzo 20th, 2017 Riccardo Fucile

IL TOCCANTE SERVIZIO DE LE IENE SCOPERCHIA UN VERGOGNOSO MERCATO DI MINORI ALLA PERIFERIA DELLA CITTA’

Ieri sera le Iene hanno mandato in onda un servizio di Nadia Toffa e Marco Fubini che denuncia l’esistenza di un giro prostituzione minorile nel parcheggio dello stadio San Nicola di Bari.
Le vittime sarebbero bambini e ragazzini di età  compresa tra gli 8 e i 17 anni di etnia Rom che si prostituiscono in cambio di pochi euro nei campi, nelle zone intorno allo stadio e addirittura nel “lovely park” il Parco dell’Amore destinato alle coppie che vogliono fare incontri in auto.
La zona è una di quelle note in città  per il sesso a pagamento e gli incontri clandestini ma Fubini ha trovato di tutto, ragazzini italiani e romeni, ragazze minorenni e addirittura bambini che si vendono in strada per venti o trenta euro. I clienti, ovviamente, sono quasi tutti italiani.
I bambini, perchè questo sono, incontrati da Fubini hanno raccontato storie davvero agghiaccianti che hanno sconvolto tutti gli spettatori
Poco prima dell’arrivo a Bari delle Iene — il 10 marzo scorso — i Carabinieri di Bari avevano arrestato l’8 marzo un 67enne sorpreso in macchina assieme ad un ragazzino di quindici anni al quale aveva promesso dieci euro in cambio di un rapporto sessuale. L’uomo accusato di aver “compiuto atti sessuali con un minore in cambio di un corrispettivo in denaro o altra utilità , anche solo promessi” è agli arresti domiciliari.
Il 10 febbraio invece le forze dell’ordine avevano trovato, nei pressi del campo rom che sorge nell’area del San Nicola cinque bambini, la più grande di nove anni e la più piccola di appena uno, e un 13enne che erano stato trasferiti all’interno di una comunità  protetta.
I bambini potrebbero essere stati portati lì da qualcuno o forse arrivati da soli (ma stando alle testimonianze raccolte dalle Iene è difficile sostenere che si prostituiscano di propria volontà ), ma comunque non appartenevano al campo che si trova vicino allo stadio e che è stato sgomberato il 10 marzo.
All’interno c’erano 30 persone (7 sono state denunciate) tra cui due ragazzine di 11 e 14 anni (ora in una casa protetta) che si sono dette “molto contente di essere portate via”.
L’11 marzo, esattamente un giorno dopo la registrazione del servizio di Fubini (che poi ha denunciato tutto alla Procura), Repubblica Bari dava notizia dell’avvio di un’inchiesta su un presunto giro di prostituzione minorile all’ombra dello stadio del Bari, a tal proposito Daniel Tomescu, portavoce di una delle comunità  rom di Bari (nel quartiere di Japigia) aveva parlato di un fenomeno preoccupante del quale però, era la prima volta di cui veniva a conoscenza.
Diversi utenti che sostengono di essere di Bari però sono del parere opposto, ovvero che il fatto che nell’area — da sempre destinata al consumo del sesso a pagamento (e non) — tutti sapessero che venissero offerte anche le prestazioni di ragazze e ragazzi minorenni che solo dopo l’arrivo delle Iene in città  per girare il servizio che è andato in onda ieri sera le forze dell’ordine abbiano deciso di agire per indagare su quanto accade, in pieno giorno, nel parcheggio e nei campi vicino al San Nicola.
Un utente ha chiamato direttamente in causa il sindaco di Bari Antonio Decaro, chiedendo cosa stiano facendo l’amministrazione comunale e le forze di polizia per porre fine allo sfruttamento della prostituzione minorile.
Decaro ha prontamente risposto spiegando che da qualche mese è stata avviata un’indagine che ha già  condotto ai primi arresti e all’affidamento ai servizi sociali di alcuni dei minori che si prostituivano per strada.
Altri bambini — proprio in seguito alla segnalazione delle Iene — sono stati accompagnati in una comunità  protetta. Decaro ha concluso dichiarando che
Stiamo cercando di prenderci cura dei bambini, facendo il possibile per allontanarli da tutta questa crudeltà . Sono sicuro che le forze dell’ordine faranno presto chiarezza e spero che queste persone orribili, sfruttatori e clienti, possano marcire in galera per il resto della loro vita.
Un altro utente scrive al sindaco per denunciare come già  in diverse occasioni i residenti della zona abbiano denunciato a Decaro e a Emiliano la situazione di degrado dell’area e lo sfruttamento di bambini e ragazzi uno dei quali ha raccontato a Fubini che tra i suoi clienti ci sono anche membri delle forze dell’ordine e della magistratura (anche se risulta inverosimile che un giudice vada a dire che lavoro fa quando va a prostitute).
Certo è che il mercato del sesso dei minori si svolge in pieno giorno sotto gli occhi di tutti e che le Iene non hanno avuto alcuna difficoltà  a trovare ragazzini e ragazzine disposti a vendersi per meno di cinquanta euro.
L’ex sindaco di Bari e attuale Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano invece non ha commentato la notizia. Emiliano è stato sindaco del capoluogo pugliese per dieci anni dal 2004 al 2014 e proprio durante il suo mandato è stato aperto il Parco dell’Amore, una struttura di proprietà  privata dove le coppiette possono consumare in tutta tranquillità  rapporti sessuali all’interno di appositi box.
Secondo il racconto di una ragazzina incontrata dall’inviato delle Iene alcuni dei clienti delle baby prostitute utilizzerebbero il Lovely Park per consumare le prestazioni sessuali con i minorenni al riparo da occhi indiscreti.

(da “NextQuotidiano”)

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RAPINATORI A CASA NOSTRA: BABY GANG CONTRO GLI STRANIERI, DODICI ARRESTI

Marzo 20th, 2017 Riccardo Fucile

L’EVOLUZIONE DELLA SPECIE RAZZISTA-DELINQUENZIALE: ALLE VITTIME URLAVANO “TORNA A CASA TUA”

Entravano “in massa” nei negozi, si dividevano i compiti: c’era chi pensava ad immobilizzare il negoziante e spesso anche a picchiarlo e chi si occupava di fare razzie di merce e   denaro contante dalla cassa.
Dopo una lunga indagine, i componenti della banda che ha seminato il panico tra i negozianti tra Appia e Tuscolana sono stati individuati dalla polizia che ha arrestato 12 ragazzi tra i 14 e il 19 anni. Tutte straniere le vittime delle rapine, almeno quelle accertate dagli inquirenti.
A incastrare i malviventi il modus operandi e l’abbigliamento, con un orecchino con la croce sfoggiato dal più grande della gang, un diciannovenne.
Determinante per arrivare alla loro identificazione è stata la collaborazione dei negozianti vittime delle scorribande.
Così, grazie anche ai successivi riconoscimenti fotografici, i poliziotti hanno chiuso il cerchio attorno ai responsabili di varie rapine, in via Arco di Travertino, via Menghini, via Appia Nuova e via Enea, tutti strade tra l’Appia e la Tuscolana.
Furto, rapina, percosse e danneggiamento i reati contestati.
“Per i minori è stata disposta la permanenza in casa e definito che non possono avere nè comunicazioni telefoniche e telematiche – ha precisato Pamela De Giorgi, dirigente del commissariato Appio-Tuscolano – mentre per i maggiorenni, già  noti alle forze dell’ordine, sono stati disposti gli arresti domiciliari”.
A seguito dei reati contestati “le famiglie sono rimaste particolarmente sorprese, non sospettavano tale attività  dei figli minorenni – ha aggiunto – sono ragazzi che svolgevano una vita assolutamente regolare, frequentando regolarmente la scuola al mattino”.
I negozi presi di mira erano “piccoli supermercati in capo a cittadini bengalesi o negozi tipici di cittadini cinesi. Abbiamo riscontrato che le aggressioni sono state rivolte tutte verso punti vendita gestiti da stranieri tuttavia non siamo in grado di affermare che alla base delle aggressioni ci siano motivazioni razziali”, ha fatto presente De Giorgi.
Sarebbero sei i colpi messi a segno in sei giorni, ovvero dal 17 al 23 gennaio, tutti verso l’ora di chiusura e tutti contro negozi di stranieri. E i ragazzi avrebbero urlato: “Tornatene al tuo paese”.
A quanto accertato la gang entrava in gruppo nei negozi lasciando fuori dei “pali”. Il primo negozio rapinato è stato un centro estetico cinese dove, armati di una lama, i giovanissimi malviventi terrorizzarono e picchiarono una ragazza che lavorava all’interno. Intanto proseguono le indagini per accertare se la banda sia responsabile di altri episodi.

(da agenzie)

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COME LA CASSIMATIS VUOLE INCASTRARE GRILLO

Marzo 20th, 2017 Riccardo Fucile

LA CANDIDATA PREPARA LE CARTE PER IL TRIBUNALE ALLO SCOPO DI FAR ANNULLARE LA DECISIONE DELLA SUA IMMOTIVATA ESCLUSIONE DALLA LISTA

Marika Cassimatis si prepara a una conferenza pubblica dove rispondere alle domande sul suo caso. Ma soprattutto sul suo profilo facebook non ha dubbi, e si autodefinisce “candidato sindaco del M5S alle prossime Comunali” nonostante Beppe Grillo l’abbia cacciata venerdì scorso.
E il motivo di queste dichiarazioni è uno: la professoressa si prepara a portare in tribunale il MoVimento 5 Stelle per far annullare la decisione del garante politico che l’ha esclusa in base ad accuse che non ha mai sottoposto all’opinione pubblica nè alla candidata, tenendole per sè in nome della #trasparenzaquannocepare che ha contraddistinto e caratterizzato tutta la vita politica del M5S e questi ultimi tempi in particolare.
A muoversi, come da pronostici,   dovrebbe essere l’avvocato romano Lorenzo Borrè, che patrocina le cause degli espulsi e ha già  ottenuto in alcuni casi il loro reintegro: a Napoli, ad esempio, in 23 sono stati riammessi.
In tutto sono 31 gli espulsi dal M5S in giro per l’Italia difesi da Borrè.
Quello di Marika Cassimatis a Genova potrebbe diventare il suo trentaduesimo caso, come scrive oggi il Corriere della Sera: Borrè si è già  studiato le modalità  con cui Grillo ha cancellato la candidatura a sindaco della professoressa.
L’aver chiamato al voto on line militanti di tutta Italia per elezioni relative al solo Comune di Genova – secondo il legale – solleva forti problemi di legittimità .
«Bisognerebbe approfondire la validità  della clausola di riserva e, se ritenuta valida, se il comportamento della Cassinatis integri o meno quelle violazioni dei principi del movimento richiamati nella clausola. Io la decisione la impugnerei», aveva detto qualche giorno fa Borrè.
E in effetti sono tante le perplessità  sulla decisione di Grillo.
Anche procedurali,: Beppe ha affidato la scelta di partecipare alle amministrative con il secondo classificato o non partecipare agli attivisti di tutta Italia invece che solo ai genovesi:
Un punto che va contro l’articolo 2 del regolamento del Movimento («Alla votazione per argomenti di interesse regionale o locale sono ammessi al voto solo gli iscritti residenti nell’ambito territoriale interessato»).
I militanti «ortodossi» della Lanterna chiedono chiarimenti via web. Nel Movimento fanno muro e spiegano che la natura del voto è cambiata. «Grillo in realtà  non ha violato il regolamento: si tratta di ratificare una scelta del garante e quindi ne hanno diritto tutti», precisano i Cinque Stelle.
E ancora: «Nessuno rinnega la democrazia diretta. Abbiamo riscontrato in ritardo un problema e agito di conseguenza».
Ma le difese d’ufficio (e il silenzio degli eletti sulla vicenda) non bastano a chiudere la discussione interna.
Il dietrofront su Cassimatis ha lasciato strascichi anche in Parlamento. Con Di Battista (e non solo lui) eufemisticamente perplesso. «Così si crea un grave precedente», il ragionamento dei dubbiosi. E anche chi si schiera con il leader condividendone la scelta, si pone delle domande sulla modalità .
Si teme che il «caso Genova» possa essere ripreso da qualsiasi gruppo mettendo a rischio le votazioni future.
Intanto ieri Francesco Battistini, consigliere regionale ligure uscito poco più di due settimana dal MoVimento e a ridosso del ‘caso’ Marika Cassimatis, è tornato a farsi sentire alla Costituente di Alternativa Libera, diretta da Massimo Artini e che, a Roma, ha riunito gran parte degli ex grillini: dai pizzarottiani di Parma ai liguri, dai fuoriusciti emiliani ai parlamentari come Maria Mussini: “Dire che Cassimatis è una dissidente è falso, lei si è sempre impegnata nel Movimento e in tutte le sue iniziative. E la votazione fatta a tutti gli iscritti è stato un colpo di mano e allargare a tutta Italia una votazione locale viola lo Statuto”, attacca Battistini che confessa: “per andarsene un po’ di coraggio ci vuole, io ho ricevuto minacce di morte, offese. Ma dalla convention di Palermo tutto ci ha fatto capire che il M5S va verso una deriva autoritari, con cerchi magici in ogni Regione.
Ma l’effetto domino annunciato da Cassimatis ieri — che tra l’altro ha creato un apposito hashtag — potrebbe davvero portare alla nascita di un qualcosa di più che una corrente dissidente interna al movimento.
Tanto che, annunciano Il Corriere della sera e La Repubblica, per i prossimi giorni i dissidenti potrebbero anche decidere di organizzare una protesta davanti alla villa di Grillo sulle colline di sant’Ilario.

(da “NextQuotidiano”)

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MACRON SORPASSA MARINE LE PEN GIA’ AL PRIMO TURNO: 26% A 25%

Marzo 20th, 2017 Riccardo Fucile

SONDAGGIO HARRIS: IL CANDIDATO DI “EN MARCHE” E’ SALITO DI 6 PUNTI IN DUE SETTIMANE, LA LE PEN E’ SCESA DI 2 LUNGHEZZE, FILLON AL 20%

L’ultimo sondaggio di Harris InterActive sulle presidenziali francesi certifica il sorpasso di Emmanuel Macron rispetto a Marine Le Pen. Il primo si attesterebbe a quota 26%, la leader del Front National al 25%, segue Fillon al 20%.
Macron nell’ultimo mese ha letteralmente spiccato il volo nelle intenzioni di voto.
Dall’analisi di Harris emerge che l’elettorato socialista comincia a muoversi verso la sua candidatura trasversale, in funzioni antidestra, vista la collocazione più marcata di Beoit Hamon.
Ancora più interessante l’analisi condotta in chiave ballottaggio: un ipotetico c onfronto al secondo turno tra Marine Le Pen e Macron vedrebbe trionfare quest’ultimo con un distacco di 30 punti (65% a 35%).
Interessante lo spostamento di voti.
Macron, oltre ai suoi, raccoglierebbe il 76% dei voti di Hamon contro il 3% della Le Pen, il 50% degli elettori di Melenchon contro l’8% della le Pen, il 42% dei voti di Fillon contro il 26% della Le Pen.
In pratica non solo l’elettorato di centrosinistra voterebbe per Macron al ballottaggio, ma anche due elettori su tre di quelli di centrodestra.

(da “Harris Interactive”)

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IL M5S E LE MARCHETTE CONTINUE AGLI AMBULANTI ROMANI

Marzo 20th, 2017 Riccardo Fucile

IL NUOVO REGOLAMENTO COMUNALE CONTINUA A GARANTIRE ASSURDI PRIVILEGI AL BACINO ELETTORALE GRILLINO

Andrea Coia, consigliere del MoVimento 5 Stelle e presidente della commissione Commercio in Campidoglio, ha presentato il nuovo regolamento comunale per il commercio su strada che dovrà  essere approvato dalla commissione stessa e dall’assemblea capitolina.
Nei mesi scorsi Coia si era contraddistinto per la sua vicinanza ai “mutandari” (così vengono chiamati a Roma) delle bancarelle, ma aveva trovato in Giunta l’ostilità  dell’assessore Meloni.
Adesso però la giunta ha poco da decidere e sarà  l’opposizione a dare battaglia, come racconta Repubblica Roma:
«Il documento riduce le multe contro chi contravviene alle regole» attacca la consigliera radicale del I Municipio, Nathalie Naim.
La proposta di Coia fa infatti riferimento alla legge nazionale, in base a cui le sanzioni previste per gli ambulanti infedeli è di oltre 1.200 euro. Poi però con una tabella dei vari reati o abusi viene indicato un tariffario relativo alle contravvenzioni che risulta di valore inferiore.
«Ad esempio – spiega Naim – gli ambulanti che vendono una merce diversa rispetto a quella consentita ricevono una sanzione che va dai 25 ai 500 euro, così come chi utilizza bancarelle realizzate con materiali diversi da quelli previsti o coperture non autorizzate».
Inoltre, la prassi vuole che, nella maggior parte dei casi, le sanzioni applicate siano il doppio del valore minimo: quindi se il minimo della multa prevista è di 25 euro, l’ambulante “furbetto” riceverà  una contravvenzione di appena 50 euro (riducibili del 30 per cento se viene pagata subito).
Altro nodo è quello relativo alle cosiddette “concessioni anomale”, ovvero bancarelle che hanno una licenza ma che, negli anni, è risultata in contrasto con le leggi nazionali e i regolamenti comunali (magari perchè non rispetta il codice della strada o perchè si trova a ridosso di monumenti).
In base al vecchio regolamento tali concessioni dovevano essere riesaminate da una commissione municipale, che poteva anche revocarle.
«La proposta di regolamento dei 5 Stelle prevede invece che siano tutte condonate – denuncia Naim – perchè entro 90 giorni dovranno essere riconvertite in posteggi fissi». Il documento all’esame della commissione Commercio del Comune con l’articolo 49 introduce poi il “principio di equivalenza”, presente anche nella legge regionale. In pratica, si stabilisce che una bancarella se viene spostata per motivi di decoro o sicurezza non può essere delocalizzata in una zona di più basso valore commerciale.
Quindi, ad esempio, un ambulante che lavora in via Condotti non può essere spostato a Tor Sapienza.
«Per anni – sottolinea la consigliera radicale del I Municipio – ci siamo battuti affinchè la Regione abolisse questo principio e ora i 5 Stelle vogliono introdurlo anche nel regolamento comunale».

(da “NextQuotidiano”)

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LA LIBIA FA QUELLO CHE HA SEMPRE FATTO: CHIEDERE QUATTRINI, STAVOLTA PER FERMARE I PROFUGHI

Marzo 20th, 2017 Riccardo Fucile

L’IMPORTANTE E’ CHE MUOIANO A CASA LORO, LONTANI DALLA VISTA DEI BENPENSANTI… LA LIBIA CHIEDE 10 MOTOVEDETTE, 4 ELICOTTERI, 24 GOMMONI, 10 AMBULANZE, 30 JEEP, 15 AUTO, 30 SATELLITARI PER UN MILIARDO DI EURO… LA PROPOSTA DI MILENA GABANELLI: GENERARE LAVORO

Per controllare e fermare i viaggi dei migranti verso l’Italia e l’Europa, la Libia chiede 10 navi per la ricerca e il soccorso, 10 motovedette, 4 elicotteri, 24 gommoni, 10 ambulanze , 30 jeep, 15 automobili, 30 telefoni satellitari, mute da sub, binocoli, bombole per ossigeno, l’equivalente di circa 800 milioni di euro.
Sono queste le richieste di Tripoli – scrive oggi il Corriere della Sera – per rispettare l’accordo siglato il 2 febbraio scorso con l’Italia e appoggiato dall’Unione europea, i cui termini e modalità  operative saranno discussi oggi a Roma dai ministri dell’Interno della rotta del Mediterraneo, un incontro presieduto dal ministro Marco Minniti a cui partecipano anche il premier del governo di unità  nazionale libico Fayez al Sarraj e il commissario Ue per le migrazioni Dimitri Avramopoulos.
Bruxelles, scrive il Corriere, ha già  stanziato in via d’urgenza 200 milioni di euro, ma sarà  necessario attingere al fondo per l’Africa, come promesso dai leader Ue.
Nei primi due mesi e mezzo del 2017 sono arrivate 16.206 persone, “un’impennata del 36% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso” (11.911 nel 2016 e 9.277 nel 2015).
Uno dei punti fondamentali dell’intesa riguarda la “creazione di una sala operativa uguale a quelle che si trovano in tutti gli Stati dell’Unione e che consentono di tenere sotto controllo costantemente il tratto di Mediterraneo che separa la Libia dall’Europa, quindi dall’Italia”, scrive il quotidiano.
Sempre sul Corriere, Milena Gabanelli lancia la sua proposta per trasformare l’emergenza migranti, oggi vissuta come una “disgrazia”, in un “generatore di lavoro e inclusione”.
“A partire dalla prima accoglienza: si dovrebbero utilizzare gli edifici pubblici dismessi (ne abbiamo centinaia, dagli ex ospedali alle caserme); alcuni sono già  abitabili, gli altri si dovrebbero rimettere a posto con procedure d’urgenza, invece di lasciarli marcire. Ricordiamo che nel 2016 abbiamo speso oltre 1 miliardo di euro solo in alloggi, e non sempre dignitosi.
Si dovrebbe assumere personale qualificato (medici, psicologi, insegnanti, formatori, tecnici), per l’insegnamento della lingua italiana e inglese, le regole della democrazia europea, e un mestiere, con obbligo di frequenza giornaliera e definizione di regole rigide. Anche l’identificazione di chi ha diritto a restare e chi no, andrebbe fatta in questi luoghi […].
Secondo Gabanelli, il governo italiano dovrebbe pretendere dall’Europa il finanziamento per fare questo “lavoro sporco”
“Su questi punti oggi a Roma si potrebbero battere i pugni sul tavolo […].Per trasformare la gestione “solidale” in un meccanismo controllato ed efficiente servono 2 miliardi e mezzo l’anno, e allora, signor Avramopoulos, grazie per l’elogio alla nostra umanità , ma è venuto il momento di passare ai fatti, versando in un’unica cassa (quella dello Stato italiano) il dovuto. E mandateci anche un commissario a supervisionare la gestione. Non abbiamo alternativa, poichè siamo di fatto l’hub d’Europa. Si innescherà  un meccanismo che genera lavoro nel nostro Paese, ci saranno meno “disgraziati” in giro, e i cittadini avranno percezione di maggiore sicurezza. Salvando così gli equilibri della democrazia, a cui tutti teniamo tanto”.

(da “Huffingtonpost”)

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ALLA FIERA DELL’EST PER DUE SOLDI UN ITALIANO LA MOGLIE COMPRO’

Marzo 20th, 2017 Riccardo Fucile

UN CONCENTRATO DI SESSISMO, MASCHILISMO E RAZZISMO A SPESE DI CHI PAGA IL CANONE IN “PARLIAMONE SABATO”

Secondo Paola Perego e i suoi pregevolissimi autori (di Rai Uno, eh, mica Tele Briscola col morto) di “Parliamone Sabato” le donne dell’Est sono una minaccia per noi donne italiane e precisamente lo sono, chiarisce l’indispensabile sottotitolo della trasmissione, in quanto rubamariti o, nella migliore delle ipotesi, mogli perfette.
A enucleare l’indispensabile concetto sì mirabilmente esposto è chiamato tra gli altri Fabio Testi, noto latin lover che spiega con la perizia di un ginecologo laureato alla scuola Radioelettra (e a voti bassini): “Se per caso l’uomo italiano ha qualche difficoltà  nell’approccio finale (sic!) con la donna italiana, la brutta figura la fa l’uomo (e chi la deve fa’, Fabio? La portinaia del suo macellaio?). Mentre se una donna russa vede che l’uomo non riesce a ottenere l’orgasmo, è lei che si sente in colpa”.
Come no… Tutte lì le donne dell’Est inginocchiate in blasfema preghiera affinchè Fabio e gli uomini in genere giungano alfine a dare un senso alle loro vite, che, tanto si sa che sono venute al mondo solo per quel fondamentale scopo.
Il mirabolante Fabio del resto, a testimonianza dell’indiscutibile valore delle sue parole, adduce l’inconfutabile prova di un suo amico che è stato portato in un bordello moscovita dalla sua fidanzata per fare le cose zozze in tre.
Alla veneranda età  del mio babbo (che se solo avesse osato un pensiero del genere davanti, ma pure dietro, a mia madre sarebbe finito a cantare come Farinelli) l’anziano Fabio, bene farebbe a dedicarsi alla ginnastica posturale (come del resto fa il mio babbo).
Assieme a lui dovrebbero esercitarsi anche gli autori del programma della signora Perego.
Perchè, voglio dire, se accetti di condurre una trasmissione i cui autori non riescono a produrre niente di più sensato di un cartello in cui vengono illustrati i 6 presunti pregi delle donne dell’Est che: 1) sono tutte mamme ma, dopo aver partorito (virgola) recuperano un fisico marmoreo; 2) sono sempre sexy. Niente tute nè pigiamoni; 3) perdonano il tradimento; 4) sono disposte a far comandare il loro uomo; 5) sono casalinghe perfette e fin da piccole imparano i lavori di casa; 6) non frignano, non si appiccicano e non mettono il broncio… Paola cara, direi che le scuse, come ha fatto il direttore di Rai1, sono il minimo.
Ora: io conosco donne dell’Est, del Sud, dell’Ovest e anche qualcuna del Nord, ma giuro che se mostrassi a una qualunque di loro, a prescindere dalla latitudine, il cartello prodotto dalle ineffabili menti degli autori di “Parliamone Sabato” mi guarderebbero con la pietà  che si riserva a un povero demente.
Manco stereotipi eh: roba che li rimpiangi gli stereotipi sulle femmine dell’Est.
Come se la tragedia alla quale lo spettatore è stato fino a quel momento sottoposto (compresa l’impennata di orgoglio della ex Miss Italia Manila Lazzaro che rivendica imbronciata colori da ucraina e viene rimessa a posto dal direttore di Novella 2000 con un lapidario “ma tu sei una meravigliosa burrata”, roba che se lo dici a me ti riduco io in un panetto di burro e tanti saluti ai topless estivi) viene chiamata in causa pure Marta Flavi, immotivatamente resuscitata dal giusto oblio in cui era stata confinata.
La signora di “Agenzia matrimoniale” e dello sfumato ante Instagram avvalora il concetto della supremazia delle donne dell’Est vs quelle dell’Ovest spiegando che le prime sono sempre curatissime “anche chi vende i pomodori al mercato ha le unghie curate”. Ah però, Marta, meno male che sei tornata.
Poi visto che siamo in tema di agenzia matrimoniale sempre loro, gli autori, hanno pensato bene di invitare due titolari di una agenzia di “collocamento”: trattasi di marito e moglie (dell’Est, ovviamente) che hanno elevato a business la pratica del rimorchio alla disperata, in cui bello, onesto, (emigrato Australia) sposerebbe (compaesana) ucraina/moldava/bielorussa illibata.
E pace al buongusto, al buonsenso e pure alla buonanima di Alberto Sordi.
Nessuna pace invece a chi è riuscito a produrre un simile coacervo di maschilismo, sessismo e razzismo a cui auguro la sempiterna punizione di inverni siberiani dove le tanto amate donne dell’Est hanno le mutande di pelliccia di Yak.

(da “Huffingtonpost“)

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“I MOTIVI PER SCEGLIERE UNA FIDANZATA DELL’EST”: ALLA RAI E’ IL DELIRIO, POI ARRIVANO LE SCUSE

Marzo 20th, 2017 Riccardo Fucile

“FANNO COMANDARE L’UOMO, PERDONANO E SONO SEXY”

Esistono dei motivi per cui per un uomo italiano è preferibile innamorarsi di una donna dell’est Europa invece che di un’italiana?
Secondo il programma “Parliamone Sabato” condotto da Paola Perego parrebbe proprio di sì.
È stato questo, infatti, uno dei temi trattati durante la trasmissione in onda su Rai 1, in cui è stata anche mostrata un’infografica sulle motivazioni per cui è preferibile, per gli uomini, non scegliere un’italiana.
Ma su internet è montata la polemica per una scelta parsa a molti sessista.
“Sempre sexy, niente pigiamoni”, “perdonano il tradimento”, “sono disposte a far comandare l’uomo”: questi alcuni delle ragioni del fascino irresistibile delle donne dell’est Europa, che – evidentemente – deriva dall’essere sottomesse al partner e dal soddisfare incondizionatamente i suoi istinti sessuali.
Un argomento di dibattito, quello scelto dagli autori della rubrica di “La vita in diretta”, che è stato discusso con diversi ospiti in studio (Fabio Testi, Manila Nazzaro e Roberto Alessi), a cui è stata chiesta un’opinione in merito.
La Perego ci tiene a precisare che la lista dei 6 punti è stata tratta da internet e non invenzione degli autori del programma, ma proprio in rete è scoppiata la polemica: l’indignazione di chi ha considerato il dibattito sessista e razzista è stata tanta.
“Questa cosa è aberrante su talmente tanti livelli che non si sa da che parte iniziare” scrive un utente di Twitter, mentre una donna commenta: “Ieri su Rai Uno ci hanno brevemente illustrato perchè il femminismo non smetterà  mai di essere un’urgenza”.
All’indomani dell’accaduto, comunque, arrivano – sempre tramite “cinguettio” – le scuse del direttore di Rai 1, Andrea Fabiano: “Gli errori vanno riconosciuti sempre, senza se e senza ma. Chiedo scusa a tutti”.
Anche la presidentessa della Rai, Monica Maggioni, ha commentato la vicenda: “Non ho visto la puntata, lo sto scoprendo dai siti. Quello che vedo è una rappresentazione surreale dell’Italia del 2017: se poi questo tipo di rappresentazione viene fatta sul servizio pubblico è un errore folle, inaccettabile”,commenta interpellata dall’ANSA. “Personalmente mi sento coinvolta in quanto donna, mi scuso”.
“Ogni giorno – sottolinea Maggioni – ci interroghiamo su quale immagine di donna veicoliamo, su come progredire, uscire dagli stereotipi. Poi accade un episodio come questo: il problema non è una battuta inconsapevole, ma la costruzione di una pagina su un tema del genere: è un’idea di donna che non può coesistere con il servizio pubblico. Per prima cosa – dice ancora la presidente – mi scuso. Poi come azienda cercheremo di capire come è nata una pagina di questo tipo”.

(da “Huffingtonpost“)

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