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FONDI LEGA SPARITI, VERGOGNOSO ATTACCO DI SALVINI ALLA PROCURA DI GENOVA: “SPENDETE DENARO PUBBLICO PER CERCARE SOLDI INESISTENTI”

Agosto 3rd, 2018 Riccardo Fucile

LA REPLICA DELLA PROCURA LO GELA: “LA SEGNALAZIONE E’ PARTITA DA UN REVISORE DEI CONTI DELLA LEGA, NOSTRO DOVERE OCCUPARCENE… FATE UNA LEGGE CHE VIETI DI INDAGARE E CI ADEGUEREMO… IL PARLAMENTO DOVREBBE ESSERE CONTENTO SE RECUPERIAMO SOLDI DEI CITTADINI, INFATTI SI E’ COSTITUITO PARTE CIVILE”

Botta e risposta tra Matteo Salvini, leader della Lega Nord e vice presidente del Consiglio dei Ministri e il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, sulle indagini sui fondi pubblici finiti nelle casse del partito e poi “volatilizzati”.
«Faccio appello alla procura di Genova: ditemi dove sono i tanti soldi che abbiamo e di cui io non sono a conoscenza perchè non ci sono. Spendete denaro pubblico per andare a cercare soldi e conti correnti inesistenti. Spero che poi qualcuno risarcisca gli italiani».
Lo dice Matteo Salvini, leader della Lega Nord e vice presidente del Consiglio dei Ministri, commentando a SkyTg24 l’inchiesta, sui fondi pubblici affidati al partito e di cui si sarebbero “perse le tracce”.
Al vice presidente del Consiglio ha risposto il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi: «Se qualcuno interno ad un’organizzazione o che ha fatto parte dell’organizzazione segnala l’esistenza di alcune attività , è doveroso andarle a cercare. Noi facciamo le attività  doverose di ufficio su segnalazioni, in questo caso, di esponenti contabili dello stesso movimento, perchè – ricorda Cozzi – è stato un revisore dei conti (della Lega, ndr) a dare indicazioni su possibili esistenze di fondi di questo tipo. Quindi, per i magistrati che seguono la vicenda, è doveroso occuparsene.
Cozzi ha repicato anche alle parole del vice presidente del Consiglio circa il denaro pubblico speso per condurre le indagini.
«Noi facciamo il nostro, lui fa quello che ritiene – ha dichiarato il procuratore capo – Noi spendiamo quello che dobbiamo per fare una attività  di indagine che è doveroso fare. È una valutazione del ministro che ci sia uno spreco di denaro da parte della procura. Il giorno che metteranno un limite a questo – ha proseguito Cozzi – oppure un limite di soldi per le attività  che uno vuol fare, allora si vedrà ”
“Poi magari in realtà  il Parlamento è contento che vengano spesi soldi per il risarcimento che gli spetta visto che è parte civile nel processo per la maxi truffa. C’è la condanna al risarcimento dei danni: sinceramente, come fai a non cercarli i soldi».
L’indagine
Secondo l’ipotesi investigativa – dal giugno del 2015, mentre la Procura di Genova chiudeva le indagini sullo scandalo degli investimenti leghisti a Cipro o dei diamanti in Tanzania e chiedeva il rinvio a giudizio del senatur Umberto Bossi e del tesoriere Francesco Belsito, la Lega Nord mutava il suo statuto dichiarando l’indipendenza giuridica e finanziaria dalla Federazione, delle sezioni regionali.
L’iniziativa fu “ratificata” dal segretario Matteo Salvini.
Quella scelta di suddividere in “compartimenti” le finanze del movimento, è al centro delle udienze in corso al tribunale del Riesame del capoluogo ligure, con i giudici chiamati a decidere se la Procura — nell’ambito della “caccia” ai 49 milioni di rimborsi truffa percepiti durante l’era Bossi-Belsito – possa sequestrare anche il denaro presente nelle casse della varie sezioni regionali.

(da “il Secolo XIX”)

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“SEMINARE IL CAOS E’ TIPICO DI MOSCA MA E’ PIU’ FACILE NEI PAESI DIVISI”: PARLA PATRICK WARREN, L’ESPERTO CHE HA SCOVATO I TROLL RUSSI

Agosto 3rd, 2018 Riccardo Fucile

“PIU’ UN PAESE E’ DIVISO AL SUO INTERNO, PIU’ E’ FORTE LA RUSSIA”… IL GARANTE DELLA PRIVACY: “I GOVERNI SONO TROPPI LENTI AD AGIRE”… PER NON DIRE DI QUANDO SONO COMPLICI DEL DISEGNO EVERSIVO

“Questa strategia di seminare il caos, è un modus operandi del Cremlino, da sempre. Quanto più un Paese è nel caos, diviso al suo interno, tanto meno è una minaccia per la Russia, e tanto più Mosca è forte”
Lo ha detto, in un’intervista al Messaggero, il professor Patrick Warren della Clemson University, che insieme al collega Darren Linvill ha reso pubblici i milioni di tweet lanciati da circa 3 mila troll russi, inclusi alcuni che hanno finto di essere utenti italiani
E’ una delle costole più importanti del Russiagate: la propaganda su Twitter che potrebbe aver influenzato le ultime elezioni americane. Ma anche la politica italiana, come sostiene il Corriere della Sera citando in particolare i circa 400 nuovi profili anonimi, ma tutti riconducibili a un’unica origine, che nella notte tra il 27 e 28 maggio chiedevano le dimissioni del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel pieno delle polemiche sul caso Savona.
“Abbiamo trovato numerosi account italiani – ha detto ancora il professor Warren – e siamo sicuri che siano troll russi. Capirne il contesto sta alla vostra intelligence”.
“Questa è sempre stata la strategia di Mosca – ha sottolineato Warren – anche nella Guerra Fredda. A loro non interessa diventare famosi, vogliono trovare contatti locali, o che sembrino locali, ai quali dare il compito di esaltare il nome e l’influenza di elementi estremisti che già  esistano nel Paese. A loro interessa creare il caos, quindi sostengono estremismi opposti. Negli Usa ad esempio da una parte sostenevano gli anarchici, dall’altra i suprematisti bianchi, per infiammare gli animi e dividere il Paese. Non possiamo dire che impatto politico abbiano avuto. Ma sappiamo cosa hanno fatto: ad esempio, che nelle dieci settimane precedenti alle elezioni Usa, i tweet di questi 3mila troll russi sono stati ritwittati o citati oltre 30 milioni di volte”.
“Per difendersi – ha concluso Warren – ci sono tre strade che si possono seguire, meglio se tutte insieme. Negli Usa è nata una collaborazione fra i social media e l’accademia, per creare difese e diffondere informazione corretta, e qui Facebook sta facendo un lavoro che promette molto bene. La seconda strada sta ai cittadini, e consiste nel rigettare chi provochi odio, caos, razzismo. E la terza sta alle intelligence dei vari Paesi. Alla Nato ad esempio. Anzi, spero che ci contattino”.
Il Garante della privacy Soro: “governi lenti a reagire”
Sul caso è intervenuto anche il Garante della privacy Antonello Soro. “Esistono alcuni siti e agenzie di comunicazione russi – ha detto Soro a Radio radicale – che fanno in tutti i paesi dell’Ue un’azione di informazione e disinformazione palesemente anti-Ue e contraria al suo spirito. I governi sono un po’ lenti a reagire e ad accertare questa azione ostile di troll che hanno rilanciato contenuti di profili twitter in italiano a sostegno dei partiti populisti”.
“Si tratta – ha spiegato Soro – di siti di proprietà  russa che fanno attività  di informazione quotidiana mirata a soggetti di cui hanno informazioni e di cui conoscono gli orientamenti, a cui raccontano un sacco di informazioni che spingono contro l’Europa”.
“Il nuovo regolamento europeo – ha ricordato Soro – prevede che quando si verificano queste cose, se un cittadino europeo compie un atto illecito si può sanzionare con sanzioni molto dure. Poi ci sono i servizi, c’è l’autorità  di intelligence che già  oggi vigila su questi aspetti”.

(da Globalist)

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COSA PREVEDE LA LEGGE MANCINO, QUELLA CHE NESSUNO APPLICA MAI AI RAZZISTI

Agosto 3rd, 2018 Riccardo Fucile

UNA NORMA INSUFFICIENTE CHE DI FATTO VIENE DIMENTICATA, ALTRIMENTI TANTI POLITICI SAREBBERO IN GALERA DA TEMPO E L’ITALIA UN PAESE CIVILE

La legge 205 del 1993, conosciuta come legge Mancino   – finita nel mirino del ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana – punisce chi istiga a commettere o commette atti di violenza o di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi con una reclusione da 6 mesi a quattro anni.
Sanziona anche chiunque faccia propaganda di idee fondate sulla superiorità  o sull’odio razziale o etnico, o istiga a commettere atti di discriminazione prevedendo la reclusione fino a un anno e 6 mesi e una multa fino a 6mila euro.
La legge condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia fascista e vieta ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.
La legge – che prende nome da Nicola Mancino, ministro dell’Interno nel 1993 – ebbe tra i primi effetti lo scioglimento, proprio nell’anno di approvazione, del Movimento Politico Occidentale, un’organizzazione di estrema destra fondata nel 1984 da quello che ne fu per anni il leader, Maurizio Boccacci.
Nel 2014 la Lega ha proposto un referendum per abrogarla affermando che si tratta di una norma liberticida. Attualmente la legge Mancino è il principale strumento legislativo che l’ordinamento italiano offre per la repressione dei crimini d’odio.
Nella scorsa legislatura, il Partito democratico provò ad ampliare queste norme attraverso la legge Fiano che prevedeva il reato di propaganda fascista e antifascista, con un’aggravante per l’utilizzo di Internet.
Il testo, però, fu approvato solo alla Camera e non ebbe mai il via libera definitivo. Doveva sanzionare anche la produzione, la vendita o l’ostentazione di simboli e gesti che rimandano ai contenuti del partito fascista. E prevedeva anche il divieto di manifestazioni con il saluto romano.
Da tempo si discute di una possibile estensione della Legge Mancino ai reati basati sulla discriminazione in base all’orientamento sessuale e all’identità  di genere.
In realtà  è una delle leggi meno applicate d’Italia, che ha introdotto una serie di aggravanti per i reati a sfondo razziale per i quali, di fatto, praticamente nessuno viene perseguito, basti leggere ciò che appare in rete ogni giorno .
Quello che sarebbe necessario è una norma che equipari l’istigazione all’odio razziale a quello che è: un attentato alla sicurezza dello Stato perchè mira a minare la civile convivenza. Ed equiparlarlo ai reati di mafia per i quali sia previsto anche l’ergastolo, il sequestro dei beni e la perdita della patria potestà  per gli organizzatori e i mandanti.

(da agenzie)

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LA LEGA GETTA LA MASCHERA, VUOLE PROTEGGERE I REATI RAZZISTI: “ABOLIRE LA LEGGE MANCINO”

Agosto 3rd, 2018 Riccardo Fucile

PER TIMORE DI FINIRE IN GALERA LA SOLUZIONE E’ ELIMINARE LA LEGGE CHE ISTIGA ALL’ODIO RAZZIALE… ALLE IDEE EVESIVE NON SI RISPONDE CON LE MANETTE? INFATTI SI RISPONDE CON L’ERGASTOLO COME I PEGGIORI MAFIOSI

Il ministro della Famiglia, il leghista Lorenzo Fontana – già  criticato per le sue affermazioni su coppie gay, famiglie arcobaleno e aborto – oggi decide di esternare contro legge Mancino.
Lo fa con un post su Facebook. “Abroghiamo la legge Mancino, che in questi anni strani si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano”, scrive riferendosi alla normativa – approvata nel 1993 – contro chi diffonde l’odio razziale e l’ideologia nazifascista.
E ancora: “I burattinai della retorica del pensiero unico se ne facciano una ragione: il loro grande inganno è stato svelato”, aggiunge.
Parole che scatenano polemiche e proteste nel mondo politico, e non solo.
Ma che trovano una sponda nel ministro dell’Interno. “Sono d’accordo. Alle idee, anche le più strane, si risponde con le idee, non con le manette”, dice Matteo Salvini (‘altra parte nel 2014 proprio Salvini avviò una raccolta firme per abrogare la legge con un referendum, ma non raggiunse quota 500 mila firme”.
Per il ministro Fontana gli episodi di violenza e aggressione nei confronti di cittadini immigrati – gli ultimi in queste ore a Napoli e Pistoia – non consentono di parlare di un’emergenza razzista. Anzi.
La prima replica, dal mondo politico, arriva dal numero uno dei senatori Pd, Andrea Marcucci: “È un governo sempre più nero. Il Ministro della famiglia (sic) Fontana ora propone di abolire la legge #Mancino. La cosa grave è che non si tratta di un colpo di sole di un ministro un po’ strambo”.
Il segretario dem, Maurizio Martina: “Altro che abrogare la legge Mancino. Da abrogare è il ministro Fontana. E con lui il governo dell’odio, sempre più pericoloso per gli italiani”.
E Nicola Fratoianni, di Leu: “Il ministro Fontana, almeno non è ipocrita: riconosce con le proprie parole strampalate contro le norme della legge Mancino di essere un razzista. Tutto qui”.
A chiedere le dimissioni di Fontana è Roberto Speranza: “Inaccettabili le parole del ministro sull’abolizione della legge Mancino. L’Italia è una repubblica democratica antirazzista. Chi non lo ricorda non è degno di fare il Ministro. #Fontanadimettiti”.
La comunità  ebraica si schiera a difesa della legge Mancino.
La presidente Noemi Di Segni si rivolge direttamente al premier, Giuseppe Conte. “Chiedo al presidente del consiglio se la proposta di abrogazione della legge Mancino corrisponde a un progetto del governo italiano che dirige. Nella Repubblica italiana fondata sull’antifascismo e sulla negazione dell’odio e di ogni forma di razzismo questi presidi normativi vanno semmai rafforzati e da tutti difesi, senza al contrario alimentare ulteriori paure e rancori sociali”.
“È uno strumento necessario per combattere i rigurgiti di antisemitismo”, dice la presidente Ruth Dureghello. “Se si accetta l’incarico di Ministro della Repubblica di questo Paese lo si deve fare coscienti della storia e della responsabilità , evitando boutade e provocazioni stupide. Sopratutto a 80 anni anni dalle leggi razziali sarebbe bene comprendere come combattere le discriminazioni invece che strizzare continuamente l’occhio ai neofascismi”.

(da agenzie)

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COSI’ I TROLL DI PUTIN ATTACCARONO MATTARELLA DOPO IL NO A SAVONA

Agosto 3rd, 2018 Riccardo Fucile

IN UNA NOTTE MIGLIAIA DI PROFILI TWITTER BOMBARDARONO LA RETE CON LA STESSA PAROLA D’ORDINE: : #MATTARELLA DIMETTITI… I SOVRANISTI SONO AL SERVIZIO DI PUTIN

Ci sarebbero le ‘firme’ del Russiagate dietro gli attacchi lanciati via web contro Mattarella nella notte fra il 27 e 28 maggio scorso, subito dopo il no del capo dello Stato alla designazione di Paolo Savona alla carica di ministro dell’Economia.
È quanto rivela il Corriere della Sera in apertura di prima pagina.
Il quotidiano di Via Solferino ricorda come quella notte migliaia di profili Twitter cominciarono improvvisamente a bombardare la Rete con la stessa parola d’ordine: #MattarellaDimettiti, dopo che Luigi Di Maio aveva appena chiesto la messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica.
Oggi il Corriere rivela: “in quel momento un dettaglio sfuggiva a tutti: almeno una ventina di profili Twitter coinvolti nella campagna digitale contro il capo dello Stato avevano una storia controversa. Probabilmente anche più di venti. Nel passato recente quei profili su Twitter, che appartengono a italiani del tutto ignari, erano stati usati una o più volte dalla Internet Research Agency (Ira) di San Pietroburgo per far filtrare nel nostro Paese la propria propaganda a favore dei partiti populisti, dei sovranisti e degli anti-europei.
Gli stessi account – prosegue il Corriere – che fino a poco più di un anno prima erano stati rilanciati, fatti balzare e a volte sollecitati a intervenire sulla rete da parte di agenti russi sotto copertura, adesso stavano attaccando Mattarella”.
La rivelazione su Mattarella va ad aggiungersi a quanto scoperto ieri da Fivethirtyeight, che ha condiviso nove file csv contenenti circa tre milioni di interventi su Twitter. Gli autori sono profili fortemente sospettati dal procuratore speciale Robert Mueller di appartenere a operatori russi.Come scrive Fivethirtyeight.com, la fabbrica di troll russa — cioè la Internet Research Agency — avrebbe 400 impiegati e, da San Pietroburgo, avrebbe dato vita a “una sofisticata e coordinata campagna per seminare disinformazione e discordia nella politica americana”.
Gli investigatori di Washington hanno constatato che una parte del materiale è in italiano.
Nello specifico non sono contenuti originali direttamente immessi nel circuito del dibattito politico nel nostro Paese. Piuttosto, i profili della fabbrica russa “rilanciano con una serie di retweet altri profili noti per essere al centro della conversazione sul social network degli ambienti simpatizzanti con le forze populiste in Italia”.

(da Globalist)

argomento: criminalità | Commenta »

TAJANI E CARFAGNA: “IL TRADITORE DEL CENTRODESTRA E’ SALVINI”

Agosto 3rd, 2018 Riccardo Fucile

“USA LA RAI PER NASCONDERE IL DECRETO DIGNITA’, HA PRESO I VOTI DEL CENTRODESTRA PER POI FARE L’INCIUCIO COI GRILLINI”… “FORZA ITALIA COMPATTA, NON SE NE VA NESSUNO”

“Non vedo questo presunto smottamento”. Antonio Tajani smonta la vulgata dell’Opa leghista su Forza Italia, alimentata da un’intervista di Matteo Salvini a QN.
Secondo il vice presidente di Forza Italia c’è però un “problema politico” che “non ha nulla a che vedere con la coalizione di centrodestra”.
Tajani, intervistato dal Corriere della Sera, ribalta l’accusa di tradimento mossa da Salvini sulla Rai, sostenendo che è il leader leghista a tradire il centrodestra.
“Pensi piuttosto al programma di centrodestra per il quale è stato votato; finora hanno solo fatto un decreto di stampo vetero sindacalista anni 70, che farà  perdere al Paese anche più di 100 mila posti di lavoro. […] La Rai sta diventando la scusa per non parlare di tutto il resto. Parlano di Rai per nascondere il decreto dignità , non caschiamo nella trappola. Piuttosto questo governo faccia qualche cosa di centrodestra” […] “Noi siamo sempre nel centrodestra, è la Lega ad avere fatto il governo con i grillini. Noi siamo convinti che il centrodestra sia ancora in piedi. Non c’è alcun accordo con la sinistra”.
Molto critica la vice presidente della Camera, Mara Carfagna, sulle pagine del Messaggero, sulla campagna acquisti ventilata dalla Lega.
“Il vincolo di mandato per i parlamentari è uno dei punti del programma sottoscritto da tutti i partiti del centrodestra. Non credo che la Lega, dopo aver tuonato contro i cambi di casacca e i governi tenuti in piedi dai traditori, oggi infanghi la sua storia cercando transfughi qua e là . Se c’è un tradimento non è certo il nostro, ma di chi ha firmato il programma di governo del centrodestra e oggi aumenta le tasse e burocrazia sui rinnovi contrattuali, promuove una politica di decrescita che penalizza le aziende e arresta lo sviluppo. E’ una legge targata M5s ma i leghisti, invece di fermare loro, si preoccupano di minacciare noi”.
Voci a parte, messe in giro ad arte da Salvini, nessun parlamentare di Forza Italia è passato alla Lega.

(da agenzie)

argomento: Forza Italia | Commenta »

TREDICI SBARCHI IN 48 ORE A LAMPEDUSA, SALVINI PRENDE IL SOLE A MILANO MARITTIMA

Agosto 3rd, 2018 Riccardo Fucile

SI RIAPRONO LE ROTTE ALTERNATIVE, SOLI DEI CAZZARI POSSONO PENSARE DI FERMARE L’ESODO FACENDO I BULLI… MENTRE MALTA SI INVENTA IL SEQUESTRO DI STATO

A piccoli gruppi, ma in Italia si continua a sbarcare. Di nuovo a Lampedusa, nel Siracusano, in Calabria, in Sardegna, al ritmo di almeno 100 persone al giorno su rotte giudicate minori.
Ogni giorno, bucando quella che dovrebbe essere la rete di controllo in mare del dispositivo militare, sono almeno 100/150 i migranti che riescono a sbarcare sulle nostre corte.
Un forte incentivo sembra aver avuto la tratta dalla Turchia sui velieri che portano migranti dalle buone capacità  economiche che pagano 5000 euro a testa per viaggi gestiti dagli scafisti ucraini.
L’ultimo sbarco è avvenuto ieri a Fontane Bianche, in provincia di Siracusa dove sono stati ritrovati 15 migranti partiti una settimana fa da Izmir in Turchia. La barca a vela è stata ritrovata dalla Guardia costiera mentre sono ancora ricercati gli scafisti ucraini.
Il soccorso della Open Arms
Resta ancora in zona sar libica la nave della Ong spagnola Open Arms che ieri ha soccorso 87 persone da due giorni alla deriva su un gommone. Le condizioni meteo sono buone e quindi quella di oggi potrebbe essere un’altra giornata di partenze dalla Libia.
“La situazione a bordo è tranquilla – dice il comandante Riccardo Gatti – non ci sono casi medici e abbiamo viveri e acqua a sufficienza. Le persone continuano ad avere paura di essere riportate in Libia anche se da parte nostra continuiamo a dare loro messaggi rassicuranti che mai li riporteremo in Libia”.
Il caso Sea Watch
Resta irrisolto il caso denunciato dalla Ong tedesca Sea Watch la cui nave è trattenuta a Malta da oltre un mese, da quando approdò nel porto de La valletta la Lifeline, oggetto tuttora di un procedimento penale a carico del comandante sia per un soccorso contestato sia per le presunte irregolarità  nella bandiera esibita, disconosciuta dall’Olanda.
Il 2 luglio le autorità  maltesi proibirono alla Sea Watch, ferma in porto per rifornimenti, di riprendere il mare disponendo controlli amministrativi che, secondo quanto riferisce la Ong tedesca, si sarebbero conclusi positivamente.
Nonostante ciò la nave resta ancora bloccata. “Il fermo della nostra nave per indagini senza alcuna indicazione di irregolarità  è stata una farsa fin dall’inizio – dice Johannes Bayer, presidente di Dea Watch – Ci viene tuttora impedito di lasciare il porto nonostante gli ispettori olandesi richiesti da Malta abbiano confermato l’accuratezza della nostra registrazione. Non si tratta chiaramente di pratiche burocratiche ma di una campagna politica contro la flotta civile di soccorso in mare. da oggi le autorità  maltesi dovranno assumersi la piena responsabilità  di ogni persona che avrebbe potuto essere salvata dalla Sea-Watch”.

(da agenzie)

argomento: emergenza | Commenta »

NAPOLI, SPARI RAZZISTI CONTRO UN GIOVANE SENEGALESE CON REGOLARE PERMESSO DI SOGGIORNO

Agosto 3rd, 2018 Riccardo Fucile

FERITO DA COLPI DI PISTOLA, NON E’ GRAVE. ..OGGI LA COMUNITA’ SENEGALESE IN PIAZZA PER MANIFESTARE

Ferito a colpi di pistola mentre passeggiava in strada con due amici. Vittima dell’aggressione Cissè Elhadji Diebel, un venditore ambulante senegalese di 22 anni, in Italia con permesso di soggiorno.
L’aggressione è avvenuta giovedì sera in via Milano, nel quartiere Vasto, non lontano dalla stazione ferroviaria centrale.
Diebel, intorno alle 22, si trovava in compagnia di due amici, in strada, quando è sopraggiunto uno scooter con a bordo due persone: secondo quanto riferito dai compagni della vittima i due erano di pelle bianca, e uno di loro ha esploso alcuni colpi di pistola, forse tre, uno dei quali ha colpito a una gamba il senegalese.
Il ferito è stato condotto all’ospedale San Giovanni Bosco, dove sarà  sottoposto a intervento chirurgico per l’estrazione del proiettile, rimasto conficcato nell’arto. Diebel non è in pericolo di vita. Proseguono intanto le indagini della Polizia e la ricerca dei responsabili.
Questo episodio razzista, l’ennesimo è la goccia che fa traboccare il vaso. Oggi, venerdì 3 alle 17, la comunità  senegalese cittadina e l’associazione “NapoliSenzaConfini”, guideranno a piazza Garibaldi una manifestazione di solidarietà .
“Chiediamo a tutte e tutti – scrivono gli organizzatori – italiani e immigrati, antirazzisti e antirazziste di scendere in piazza. Mobilitiamoci insieme contro gli attentati razzisti!”

(da agenzie)

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SPARI CONTRO UN PROFUGO OSPITE DELLA PARROCCHIA AD OPERA DI DUE RAZZISTI ITALIANI AL GRIDO DI “NEGRI DI MERDA”

Agosto 3rd, 2018 Riccardo Fucile

A PISTOIA ENNESIMO EPISODIO OPERA DEI DELINQUENTI RAZZISTI

Dei colpi di pistola, forse con una scacciacani secondo i primi accertamenti della polizia, sono stati esplosi a Pistoia, ieri sera, intorno alle 23, contro un migrante africano ospite della parrocchia di Vicofaro.
Il bersaglio dell’aggressione è rimasto illeso.
A denunciarlo con un post sul suo profilo Facebook è stato il parroco di Vicofaro, don Massimo Biancalani, da sempre impegnato nell’accoglienza dei migranti e al centro di polemiche, la scorsa estate, per la pubblicazione di una foto in cui gli ospiti della sua parrocchia trascorrevano una giornata in piscina.
Secondo i primi rilievi, gli spari potrebbero provenire da una scacciacani. Il giovane ha raccontato di aver incrociato due giovani in bicicletta, di aver sentito prima gli insulti, poi un botto.
“Vi scrivo a quest’ora, le due di notte, dagli uffici della Questura di Pistoia – scrive don Biancalani, che nella sua parrocchia accoglie circa 80 migranti – , per informarvi che verso le 11.00 a Vicofaro ci sono stati degli spari! Due giovani italiani al grido ‘negri di merda’ hanno sparato uno o due colpi di arma da fuoco in direzione di uno dei nostri ragazzi migranti che fortunatamente è rimasto illeso. Sono in corso indagini”.
Il caso è stato affidato alla Digos. Secondo i primi rilievi, gli spari potrebbero provenire da una scacciacani. Il giovane ha raccontato di aver incrociato due giovani in bicicletta, di aver sentito prima gli insulti, poi un botto.
Secondo il racconto che lo stesso don Biancalani fa, ci sarebbe stato un primo allarme ieri sera intorno alle 22,30: “Un nostro volontario è venuto a dirmi che erano passati due ragazzi dalla strada urlando insulti razzisti, del tipo “negri bastardi” e “negri di merda”. Poi abbiamo fatto una riunione, chiusi in una stanza e ad un certo punto – prosegue il sacerdote – è entrato Buba, un ragazzo del Gambia, di 23 anni,   che era andato a correre intorno alla parrocchia. Era spaventatissimo e ha detto che due giovani che lo avevano insultato, gli avevano poi sparato contro uno o due colpi. Siccome non parla bene l’italiano, ho chiamato un interprete e ci siamo fatti raccontare di nuovo la storia”.
A quel punto don Biancalani chiama la polizia che arriva sul posto ed effettua un sopralluogo: “Ho saputo che avevano trovato qualcosa su un vialetto, dicevano che poteva essere il bossolo di una pallottola ma non sapevano lì per lì se di una pistola vera o di quelle che sparano a salve”.
Secondo i primi accertamenti gli investigatori ritengono trattarsi di una scacciacani. Molti però sono ancora i punti da chiarire.
Il prete assieme ad altre persone è stato portato in questura la notte scorsa per redigere la testimonianza. “Sono state circa una decina che persone sentite dalla polizia questa notte, più o meno tutte quelle che avevano avvertito i colpi” conclude don Biancalani.
Don Biancalani è da sempre molto attivo nel campo dell’accoglienza ed è stato spesso oggetto di polemiche per le sue iniziative, ma anche accusato di fare di tutto per comparire sui media. A giugno aveva postato una foto ritoccata in cui il governo Conte era a bordo di un gommone in mare e sopra l’immagine c’era la scritta “I have a dream”.
Le reazioni “Anche in Toscana la caccia al nero. Ma per Salvini e per Di Maio nessun problema di razzismo. Ora ci aspettiamo parole inequivocabili di condanna dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini e dai rappresentanti del governo 5Stelle-Lega”, ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, condannando il gesto.   “Cos’altro deve accadere per capire che siamo dentro una pericolosissima spirale di razzismo e violenza?”, ha aggiunto il governatore.   “Solidarietà  ai ragazzi di Don Massimo Biancalani, alla parrocchia di Vicofaro, a tutte le cittadini e i cittadini della Pistoia democratica, civile e solidale. Il ministro dell’Interno parcheggi sulla spiaggia la moto d’acqua della Polizia di Stato con cui si fa fotografare in gioioso trastullo a Milano Marittima e vada a Pistoia a far sentire la presenza dello Stato, della Repubblica, delle istituzioni. Vada a presiedere il Comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico e garantisca – se ne è capace – la sicurezza che, da quando siede al Viminale, è diminuita per tutti”, hanno detto dichiarano Andrea Maestri e Beatrice Brignone della segreteria di Possibile.
“Il razzismo si è armato e c’è chi ha una responsabilità  morale e politica per quanto sta accadendo”, ha spiegato Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico.

(da agenzie)

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