Agosto 2nd, 2018 Riccardo Fucile
LE NUOVE ROTTE DEGLI SCAFISTI CHE NON VENGONO INTERCETTATE… QUA NON CI SONO ONG DA CRIMINALIZZARE, CHISSA’ QUANTI SONO GIA’ SBARCATI
Sono arrivati in Italia con barche a vela provenienti dalla Turchia, una rotta sempre più utilizzata
dagli scafisti, soprattutto ucraini e russi.
Si tratta di 40 migranti, di presunta nazionalità irachena, rintracciati questa mattina mentre camminavano in strada tra la spiaggia di Fontane bianche ed Avola, nel Siracusano
Secondo il Gruppo interforze di contrasto all’immigrazione clandestina della Procura di Siracusa sono sbarcati la notte scorsa. Alcuni migranti sono stati individuati dai carabinieri e altri dalla polizia.
Il pattugliatore Barletta della Guardia di Finanza e la motovedetta della Guardia costiera sono invece alla ricerca della barca che avrebbe lasciato i migranti in spiaggia.
Si tratta dell’ennesimo sbarco con barche a vela provenienti dalla Turchia.
(da agenzie)
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Agosto 2nd, 2018 Riccardo Fucile
DOPO L’ARRESTO DEI TRE GIOVANI SEDICENTI GOLIARDI (SU CONSIGLIO DELL’AVVOCATO) AGGRESSORI DI DAISY, PENSA DI USCIRNE CON LA SOLITA BATTUTA CHE PUO’ FAR FELICE SOLO I PIRLA
Sono stati identificati dai carabinieri gli aggressori di Daisy Osakue, la discobola italiana che lo scorso 30 luglio a Moncalieri era stata ferita all’occhio sinistro da un uovo lanciato da un auto in corsa.
Si tratta di tre ragazzi italiani, residenti a Vinovo, La Loggia e Moncalieri, che erano a bordo di una Fiat Doblò.
Il veicolo era stato segnalato precedentemente da una donna residente a Moncalieri, che qualche giorno prima era stata vittima di un analogo lancio di uova, per fortuna senza conseguenze. Grazie ai filmati delle videocamere di sorveglianza della zona i militari sono riusciti a identificare la targa dell’auto, appartenente al padre di uno dei ragazzi, e che spesso veniva presa in prestito dal figlio 19enne.
Quest’ultimo, alla presenza del suo avvocato, ha ammesso di aver lanciato almeno 7 uova in due mesi, fornendo anche i nomi di due amici, che in caserma hanno ammesso le loro responsabilità .
Ai carabinieri i tre giovani, denunciati per lesioni e omissione di soccorso, hanno raccontato di aver lanciato le uova per “goliardia”.
Sul caso interviene anche il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Non solo “nessun razzismo” scrive su Facebook, ma “pare che uno dei ‘lanciatori’ sia il figlio di un consigliere comunale del PD!!!”.
Allora facciamo chiarezza, perchè non tutti si bevono le stronzate:
1) I tre giovani hanno avuto tutto il tempo di concordare una versione, non a caso erano accompagnati dai loro avvocati, sanno benissimo che la motivazione razziale sarebbe un’aggravante e solo un cretino lo ammetterebbe davanti al giudice.
2) Che abbiano agito per una “goliardata” lo hanno detto loro. Come nel caso dell’imputato dell’omicidio di Pamela che ha detto di non averla uccisa ma di averla sezionata dopo che era morte per overdose. Sono le tesi di imputati, tutte da verificare.
Nessuno sa chi siano i tre lanciatori di uova e che idee abbiano, quindi ogni parola è fuoriposto, in primis da parte di un ministro degli Interni.
3) L’emergenza razzismo è data da altri 12 casi in 15 giorni: vogliamo ricordare quelli che aggredivano stranieri inneggiando a Salvini? Episodi per cui il ministro non ha mai speso una parola di condanna.
4) Salvini è stato beneficiato da migliaia di voti di ex comunisti e si meraviglia se uno dei tre lanciatori di uova sia figlio di un consigliere comunale del Pd? Che nesso può esistere tra le idee razziste di un figlio con quelle antirazziste del padre o viceversa?
Una cosa è piazzare figli di conoscenti nel proprio staff, altra è prestare l’auto al figlio senza immaginare che uso possa farne.
Capisco che Salvini sia un esperto del ramo (da ex comunista padano) , capisco che sia un intenditore del lancio di uova (condannato a un mese di reclusione per aver lanciato uova a un comizio di D’Alema quando non era più comunista padano, ma anche al ridicolo c’e’ un limite.
Si faccia un uovo alla coque e ci risparmi le sue penose considerazioni.
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Agosto 2nd, 2018 Riccardo Fucile
E QUESTO SAREBBE IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO? NEPOTISMO PEGGIORE DELLA PRIMA REPUBBLICA
Leonardo Foa, figlio di Marcello Foa, è assunto nello staff comunicazione di Matteo Salvini,
ministro dell’Interno. A parlarne per primo oggi è stato Dagospia, ma la carica di Foa è visibile su Linkedin, dove si legge che è laureato e ha un master alla Grenoble Ecole de Management.
Marcello Foa, che oggi ha fatto sapere di avere convocato il consiglio di amministrazione della RAI nella sua qualità di consigliere anziano anche se ieri il voto in Commissione di Vigilanza lo ha ufficialmente bocciato, si trova attualmente in bilico: il cda ha infatti oggi rifiutato di nominare un altro presidente in assenza di accordi politici ma si è anche reso conto che l’organo, senza presidente, non può operare.
FNSI e USIGRAI hanno minacciato di impugnare qualunque atto che dovesse uscire dal CdA che ha ancora in seno Marcello Foa.
Fnsi e Usigrai annunciando quindi di aver costituito “un osservatorio legale per monitorare le attività del CdA”, dicendosi “pronti a impugnare atti illegittimi. Quanto sta accadendo in questi giorni conferma la volontà del governo di occupare, come e piu’ del passato, la Rai, e quindi l’urgenza di una norma che liberi in maniera definitiva il Servizio Pubblico”.
Quanto all’attuale presidente della RAI, aveva detto di rivendicare la necessità di sfilare la RAI dal giogo della politica per lavorare alla sua indipendenza e al pluralismo.
(da “NextQuotidano”)
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Agosto 2nd, 2018 Riccardo Fucile
“FOMENTA INTOLLERANZA SOCIALE”… NEL MIRINO LA FRASE “ANDATE VIA”, RIPETUTA DA SALVINI IN SPREGIO ALLA SENTENZA DELLA CASSAZIONE
“Salvini fomenta un’allarmante intolleranza sociale”. È questa la considerazione, per loro convinzione comune, che li ha spinti a denunciare Matteo Salvini. “Volontari, attivisti solidali, cittadini che insieme all’associazione “Baobab Experience” credono nell’accoglienza e nei valori che trasmette” e hanno deciso di portare in tribunale il vicepremier e ministro dell’Interno “per il reato di diffusione di idee fondate sull’odio etnico o razziale”, si legge nel post pubblicato sul profilo Facebook dell’associazione che a Roma si occupa di accoglienza e integrazione dei migranti.
Alla base della denuncia, presentata all’avvocato e della quale si parlerà domattina nel corso di una conferenza stampa, la sentenza della Cassazione “che – prosegue il messaggio affidato a Facebook – ha ritenuto la frase “…andate via”, rivolta ad alcuni immigrati minacciati ed aggrediti, aggravante con finalità di discriminazione, ovvero di odio razziale o etnico”.
Notizia che il 12 luglio scorso Salvini ha commentato via social con tanto di faccina sorridente finale. “Ha delegittimato la sentenza a mezzo Twitter riproponendo di fatto e ripetutamente – si sottolinea nel post – la stessa locuzione: “andate via”. Per questo appare configurarsi il reato di diffusione di idee fondate sull’odio etnico o razziale”.
Il riferimento è al “clima di intolleranza, di questi ultimi mesi, verso migranti ed immigrati nel nostro paese”, secondo i denuncianti “strettamente connesso alla politica respingente e denigratoria delle migrazioni” e alla scia di morti che continua a insanguinare il Mediterraneo.
“Crediamo che la politica e la sua sete di consensi facili abbia le maggiori responsabilità di quanto sta accadendo nel Mediterraneo e per le strade delle nostre città . La propaganda facile e le parole dure come pietre stanno facendo riemergere un razzismo preoccupante che sentiamo il bisogno di fermare”, hanno scritto su Facebook, dicendosi “comunque ottimisti perchè sappiamo che contro questo imbarbarimento centinaia di persone si mobilitano ogni giorno”.
L’ultimo passaggio è una nuova bordata al ministro dell’interno: “I diritti umani non sono merce di scambio ma diritti inviolabili che nessuno può mettere in discussione, neanche il ministro dell’interno Matteo Salvini e il suo partito”.
(da agenzie)
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Agosto 2nd, 2018 Riccardo Fucile
“POLITICO”, IL NOTO GIORNALE AMERICANO DI ANALISI POLITICA, EVIDENZIA IL SERVILISMO DEL PREMIER ITALIANO
Politico, uno dei più importanti, sofisticati e rinomati quotidiani di politica nazionale e estera
americani, ha dedicato un lungo articolo al meeting di Giuseppe Conte e Donald Trump, prendendo abbondantemente in giro Conte definendolo “la ragazza pon pon di Trump”.
In effetti, fa notare Politico, l’incontro è stato infarcito di surrealismo, a cominciare dall’esordio della conferenza stampa in cui Trump si è congratulato con Conte per la sua “strabiliante vittoria” alle elezioni di marzo, ignorando a quanto sembra che Conte altro non è che un tecnico al servizio di Salvini e – dicono – anche di Di Maio.
Ma Trump ha continuato per la sua strada e Conte, che ben sa che non era in alcun modo candidato alle elezioni, non ha avuto il cuore di correggerlo, forse emozionato perchè per la prima volta la scena era sua e non di Salvini.
Trump ha guidato l’incontro, congratulandosi con Conte per come l’Italia sta gestendo la questione migranti, ignorando anche qui il fatto che Conte non abbia avuto completamente voce in capitolo.
Conte, però, ha aperto bocca solo per ringraziare il presidente e per lodare la sua amministrazione di cui, spera, l’Italia sarà un interlocutore essenziale.
Toni completamente diversi da quelli della Merkel, di Macron e del ministro olandese Rutte che hanno approfittato dell’incontro per prendere le distanze dall’amministrazione Trump.
Da questo evidente servilismo la definizione di “ragazza pon pon” e la stoccata finale: “Trump sarà emozionato, perchè per una volta ha la possibilità di stare accanto a un leader che ha meno esperienza politica di lui”.
(da agenzie)
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Agosto 2nd, 2018 Riccardo Fucile
TUTTO SECONDO COPIONE, DELINQUENTI A PIEDE LIBERO PERCHE’ LO STATO E’ INCAPACE DI INTERNARLI A PSICHIATRIA O OSPITARLI NELLE PATRIE GALERE…INSIEME AI MANDANTI DELL’ODIO RAZZIALE CHE DICONO CHE NON ESISTE RAZZISMO IN ITALIA
E’ iniziata la campagna di odio contro Daisy Osakue, l’atleta italiana vittima dell’aggressione con danni alla cornea alcune sere fa a Moncalieri: “Fosse per me l’avrei cacciata dall’Italia”, “Ma azzurra di che?”, “Tanto di azzurro hai solo la maglia”, “Valigia, barcone e tornatene in Africa” e “non ci sono neri italiani” sono solo alcuni tra i commenti colmi d’odio razzista che hanno letteralmente invaso la pagina facebook dell’atleta
La bacheca Facebook della ragazza diventa incredibilmente un luogo dove postare – in modo quasi ossessivo – foto e frasi sull’omicidio della povera Pamela Mastropietro. “Ha fatto più notizia un uovo in faccia che la povera Pamela stuprata, uccisa e fatta a pezzi da un migrante”
“Invece di lamentarti per una goliardata chiedi piuttosto scusa e vergognati per i tuoi amichetti e per tutto quello che hanno fatto a Pamela”, scrivono, come se i due episodi fossero correlati o se la ragazza ne avesse colpa.
Intanto la partecipazione di Daisy agli Europei è “fortemente a rischio”. I danni all’occhio provocati dall’aggressione hanno costretto infatti l’atleta a dosi di cortisone troppo elevate. Un incubo nell’incubo per la primatista.
(da Globalist)
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Agosto 2nd, 2018 Riccardo Fucile
LO SCRITTORE, VICINO AI SENTINELLI, AGGREDITO DA DUE NEONAZISTI
Lo hanno aspettato sotto casa con un coltello e lo hanno aggredito urlando “comunista di
merda”.
E’ successo mercoledì sera all’ora di cena quando Enrico Nascimbeni, militante dei movimenti antirazzisti e antiomofobi e vicino ai Sentinelli di Milano, stava tornando a casa.
Nascimbeni ha riportato un taglio non profondo al braccio dopo essersi difeso dal tentativo di accoltellamento al volto.
Ha sporto denuncia ai carabinieri della stazione Garibaldi che stanno facendo le indagini. “Erano due energumeni palestrati”, racconta Maurizio Merlotti, amico del giornalista e scrittore aggredito mentre usciva di casa
Secondo Merlotti che ha parlato a lungo con Nascimbeni dopo l’agressione il fatto è riconducibile ad alcune minacce che gli erano arrivate via mail e via social negli ultimi mesi dopo la partecipazione a manifestazioni antirazziste. Il giornalista che dirige la rivista on line della comunità Sanam ha fatto un giro con i carabinieri per il suo quartiere per vedere se i due aggressori fossero stati ancora in zona.
“Uno dei due che mi hanno aggredito sulla porta di casa — si legge sulla pagina Facebook – mi ha tirato una coltellata al viso che per reazione istintiva ho parato con un braccio che ovviamente ha un taglio non grave. Se ne sono scappati via dicendomi “sporco comunista di merda”. Mi sono chiuso in casa. Mi sono ripigliato un po’ è chiamato i carabinieri (e ne sono arrivati tanti) ed è arrivata una ambulanza. Una paramedica mi ha medicato e poi sono andato con i carabinieri in caserma e ci sono rimasto fino a poco fa. Non mi aspettavo una cosa del genere. Una violenza del genere contro un giornalista, uno scrittore un cantautore per le sue idee. Mi sono spaventato e parecchio. Me la sono vista brutta. Ma mi è andata tutto sommato bene.”
(da agenzie)
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Agosto 2nd, 2018 Riccardo Fucile
IL FALLIMENTO DELLA RAGGI E SALVINI: SE CHIUDI UN CAMPO ROM SENZA CREARE ALTERNATIVE, NON FAI CHE SPOSTARE IL PROBLEMA ALTROVE E ALIMENTARE IL RAZZISMO
Una bomba carta è stata lanciata questa notte a Roma contro gli ex abitanti del Camping River a via delle Galline Bianche, nel quartiere Labaro.
Verso mezzanotte, secondo quanto scrive oggi l’agenzia Dire, da una Fiat Punto nera è stato scagliato l’ordigno verso dove si trovava la popolazione rom, dal giorno dello sgombero divisa in accampamenti di fortuna tra Labaro e Prima Porta.
Non ci sono feriti, ma solo un grande botto.
Nei giorni scorsi i cittadini della zona avevano manifestato una crescente insofferenza a seguito dello sgombero che di fatto ha portato in strada, per lo più appunto tra Labaro e Prima Porta, buona parte dei rom del campo.
Perchè è evidente che se sgomberi un campo senza dare alternative abitative non fai altro che spostare il problema da una parte all’altra della città e fomentare il razzismo latente.
Sul gruppo aperto Sei di Labaro se… apaiono infatti commenti di rabbia, insofferenza e intolleranza
“La cosa che mi fa piu’ schifo . scrive Stefania – e’ che se parli di fare una rivolta no, si pensa solo alle vacanze e alle cazzate di sempre. Fanno piu’ schifo quelli che parlano e non fanno niente che i rom”.
Tesi che trova l’appoggio di molti, in particolare di Valentina che fa un appello: “Dobbiamo muoverci noi! Chi di noi e’ disposto a mettersi in gioco?”.
Più cauta Franca, secondo la quale “se i cittadini intervengono va a finire che poi passano guai. Siamo ospiti in casa nostra!”. Si rammarica anche Tiziano, perchè dopo gli sgomberi “già sognavo di non ritrovarmeli più a scuola”.
(da Globalist)
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Agosto 2nd, 2018 Riccardo Fucile
DOPO TANTI ANNUNCI SI E’ ACCORTO CHE “CI VORRANNO 50 ANNI”
Vi ricordate? Era la prima delle sue promesse elettorali. 
«Ci sono mezzo milione di irregolari in Italia. Con le dovute maniere vanno allontanati tutti. Altrimenti si alimenta la confusione».
Così parlava Matteo Salvini da candidato. Il ministro dell’Interno invece si è reso conto, a sue spese, che fare quello che si promette è piuttosto difficile quando quello che prometti non dipende soltanto dalla tua volontà .
Racconta oggi Francesco Grignetti sulla Stampa che espellere 7000 persone l’anno non è difficile: è impossibile
Per incrementare i voli di rimpatrio, nelle settimane scorse il ministro aveva annunciato di avere spostato molti fondi: almeno 50 milioni di euro, recuperati da altre voci di bilancio.
E 42 milioni di euro andranno ai rimpatri assistititi, che sono quella modalità su base volontaria per cui l’immigrato decide di tornare a casa ma con un piccolo fondo con cui avviare una propria attività economica.
Il punto più bello dell’articolo è però quando Salvini durante un’audizione in Senato si accorge che i voli di linea non sono adatti al suo piano e non c’è un altro modo per effettuare i rimpatri:
Nella medesima audizione, Salvini ha sbuffato diverse volte sul tema. Quando ha spiegato, ad esempio, che sono soltanto 4 gli accordi di riammissione che ha trovato operanti al ministero. «Ma solo la Tunisia accetta i charter. Gli altri Paesi ci impongono i voli di linea. E con 3 rimpatri a settimana, ci vorranno anni….».
Lo aveva detto più o meno negli stessi termini qualche giorno prima a Innsbruck, a margine di una riunione dei ministri dell’Interno: «Negli ultimi anni sono arrivati dalla Nigeria 60mila migranti, nella stragrande maggioranza dei casi non-profughi e siamo riusciti ad espellerne 700. Quindi voi capite che l’Italia ha un pregresso di 500mila clandestini e se non riusciamo ad espellerne più di 10mila l’anno ci mettiamo cinquanta anni a recuperare il passato».
Buongiorno, principessa!
(da “NextQuotidiano”)
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