Marzo 26th, 2020 Riccardo Fucile
“DI FRONTE A UNA CRISI EPOCALE C’E’ CHI SEMINA PANICO DIFFONDENDO BUFALE”
Continuano le reazioni dopo il video postato da Salvini sui social ieri, la famosa puntata di
Leonardo del 2015.
“In questo momento, viviamo in uno stato di ansia e siamo più fragili e vulnerabili di quanto non siamo di solito. E c’è chi, nel pieno dell’emergenza sanitaria, con centinaia di morti ogni giorno, semina il panico facendo disinformazione. Salvini e Meloni, a quale gioco state giocando? Per quale motivo state speculando sulle fragilita’ delle persone?”.
Lo scrive su facebook la deputata Pd Giuditta Pini.
“Siamo di fronte a una crisi epocale- aggiunge-. Facciamo ogni giorno appello alle responsabilità di tutti (state a casa, evitate assembramenti, uscite solo se necessario) e voi che fate? Fate propaganda sulla pelle delle persone che in questo momento, spaventate, cercano risposte. Forse non avremo milioni di condivisioni come li avete voi, forse non saremo invitati in tv come voi, ma lavoriamo ogni giorno con dignita’ e onore per il bene comune”.
“Salvini e Meloni, la Storia, presto o tardi, vi chiedera’ conto di tutto questo squallore, conclude.
(da agenzie)
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Marzo 26th, 2020 Riccardo Fucile
NON E’ IMPORTANTE MENTIRE SE QUESTO SERVE PER GUADAGNARE CONSENSI
Ieri Matteo Salvini e Giorgia Meloni hanno scoperto l’esistenza di un video del 2015 del TGR Leonardo in cui si parla di un esperimento cinese su un coronavirus (i coronavirus sono una famiglia di virus).
Il servizio è stato rilanciato anche da Mario Giordano, che ci ha fatto uno spettacolino dei suoi il tutto senza dire che differenza passa tra il contenuto del servizio di Leonardo e il Coronavirus SARS-CoV-2.
Perchè il video della TGR è vero, non è una bufala o un montaggio. Il punto è che non parla dello specifico coronavirus che causa Covid-19 ma di un altro esperimento.
Ma a Meloni e Salvini non interessa la veridicità delle informazioni che danno, poco importa che entrambi oltre ad essere parlamentari della Repubblica e siano giornalisti professionisti iscritti all’Albo.
Ma Giorgia Meloni e Matteo Salvini sono anche due leader politici, e sull’altare dei consensi e della propaganda i fatti valgono poco. I due hanno studiato a fondo la lezione di Donald Trump negli Stati Uniti sui cosiddetti alternative facts, ovvero fake news, bufale e distorsioni della verità che diventano “fatti alternativi” utili a costruire una narrazione politica ben precisa.
Non è importante mentire o distorcere la verità se questo serve per guadagnare consensi. E come si misurano i consensi al tempo dei social? Con le visualizzazioni, le condivisioni i like.
Il video pubblicato da Salvini ha totalizzato ad oggi 1.666.836 visualizzazioni, quello di Giorgia Meloni (lo stesso, ma la pagina ha una reach minore) “appena” 416.927 visualizzazioni.
Salvini ha fatto il pieno di like e condivisioni (47mila le persone che hanno condiviso il video) la leader di Fratelli d’Italia viaggia sulle tredicimila condivisioni.
Questo è “l’oro” che cercano questi politici: le condivisioni, le visualizzazioni. Non potendo fare campagna elettorale — perchè sarebbe di cattivo gusto — durante un’epidemia si accontentano di aizzare il popolo con informazioni sbagliate
E il video del TGR Leonardo serve alla perfezione allo scopo, come hanno ben capito i social merda manager di Lega e Fratelli d’Italia.
Perchè la politica della sedicente destra italiana ha un unico argomento: la paura.
Questa paura fino a due mesi fa era quella dell’invasione, della sostituzione etnica e del genocidio dei bianchi. Tutti complotti inesistenti raccontati come se fossero la realtà di quanto stava accadendo.
Oggi la paura è il coronavirus, che però è un nemico invisibile, che non ha cittadinanza e appartiene solo ai corpi delle persone infettate, quindi ai cittadini italiani nel nostro caso. Ma così come in America Donald Trump si ostina a parlare del “virus di Wuhan” o del “virus cinese” anche i sovranisti nostrani hanno capito che in questa “guerra” ci sono dei nemici.
Non il virus, la scarsità di risorse o di personale medico ma gli altri. Che di volta in volta sono i tedeschi, i francesi, il Governo o — appunto — la Cina.
Sembra quasi che Salvini abbia fatto tesoro di quanto suggerito dal direttore di Libero Vittorio Feltri l’altro ieri suggeriva al capo del Carroccio che di non puoi lasciare le «praterie di consenso» a Giuseppe Conte: «devi frenarlo, abbatterlo, almeno zittirlo. Cavalca la paura delle gente come sai fare tu, non permettere di essere accantonato quasi fossi diventato una comparsa. Reagisci da par tuo come se ti trovassi al cospetto di una nave piena di africani clandestini. In tal modo riconquisterai la tua posizione apicale».
La nave di clandestini non c’è, e ormai Salvini ha abbandonato la retorica dei migranti che ci portano il virus (o ci rubano i soldi che avremmo potuto spendere per gli ospedali se solo mannaggia fossimo al governo di Lombardia e Veneto).
Serve un nemico alternativo. Il Governo che chiude il Parlamento impedendo a Salvini di andare a lavoro. La BCE, che però alla fine fa quello che aveva chiesto la Lega (vittoria!).
Il Governo che rifiuta le proposte di Salvini (ma poi le fa sue, sempre perchè la narrazione leghista necessità di un lieto fine). Conte uomo solo al comando che decide tutto con una diretta via Facebook (non come Salvini che chiudeva i porti con un tweet).
Novello Don Chisciotte della Padania Salvini combatte contro nemici immaginari e immaginari mulini a vento.
Una battaglia che piace ai suoi fan, perchè vogliono un leader battagliero. Ma su una cosa Feltri ha ragione: in questi giorni Salvini si sta incartando su sè stesso dimostrando ogni giorno di più quanto è distante dall’essere un vero leader politico capace di governare alcunchè (ci sarà pur un motivo se uno che è in politica da 27 anni il massimo che è riuscito a fare è stato il Ministro dell’Interno pr 15 mesi).
Lo dimostra la patetica scenetta di Salvini che non sa nemmeno i numeri del PIL italiano, ultima di una lunga serie di inesattezze inanellate da Salvini nei suoi comizi televisivi.
E pensare che lo paghiamo per sapere cosa succede dalle parti del Parlamento e del Goerno: non si è nemmeno accorto che due mesi fa era stato dichiarato lo stato di emergenza.
Oggi Salvini era al Senato, ha presentato la sua diretta dichiarando «spero di riuscire a portare la vostra voce». Ma la voce delle decine di migliaia di italiani indignati con la Cina grazie al suo video di ieri non l’ha portata. Ieri aveva promesso un’interrogazione urgente per fare luce sulla balla del virus creato in laboratorio.
Di quella bellicosa dichiarazione rimane questa frase: «se il governo cinese sapeva e non ha denunciato ha commesso un crimine ai danni dell’umanità e ora non lo si può far passare per salvatore. Hanno o no fatto passare tre settimane prima di denunciare l’esistenza del virus?».
Non una frase sul virus creato in laboratorio. Perchè a Salvini non interessa quello che può fare per voi, interessa quello che voi potete fare per lui.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 26th, 2020 Riccardo Fucile
L’APPUNTAMENTO STA DIVENTANDO GROTTESCO
Siamo dentro una tragedia di vaste dimensioni che nella seconda parte dell’anno farà altri morti,
perchè la crisi economica uccide come e più dei virus.
E siamo anche dentro una profonda crisi di identità del nostro sistema istituzionale (e sanitario), squassato da frizioni tra i vari livelli amministrativi che rendono evidente la necessità di ripensare la Repubblica persino nelle sue fondamenta.
In questa grave situazione non serve aggiungere altra confusione alla tanta già esistente. Per questo dico che è da oggi va sospesa la surreale conferenza stampa alle 18.00 della Protezione Civile, che sta diventando semplicemente grottesca.
Essa infatti continua sfornare numeri del tutto privi di fondamento, come è facile dimostrare.
Punto primo: non ha alcun contatto con la realtà il numero delle persone contagiate, come reso evidente da dozzine di autorevoli pronunciamenti della comunità scientifica e come confermato (di fatto) anche dall’intervista di Borrelli a Repubblica.
Punto secondo: è privo di sostanza anche il numero delle persone decedute, come molti sindaci cominciano a evidenziare.
Per chi avesse dei dubbi si veda un articolo del Corriere della Sera di oggi che riporta dati relativi al comune di Bergamo. I numeri (drammatici) dicono quanto segue: 1.128 morti in città nel periodo 1 gennaio — 19 marzo di quest’anno, di cui 48 ufficialmente attribuiti al virus.
Nel 2019 (stesso periodo) 628 decessi, cioè 500 in meno. Non credo vi sia bisogno di aggiungere altro sul tema.
Punto terzo: le guarigioni comunicate non corrispondono minimamente alla realtà , poichè sono relative soltanto alla parte di contagiati censita dal sistema, vale a dire quelle relative a persone sottoposte al tampone.
È pero evidente che se non conosciamo il numero reale delle persone contagiate (certamente un multiplo di quello reso noto) non ha alcun senso contare le guarigioni, perchè ogni giorno se ne verificano a migliaia fuori dalle statistiche ufficiali (esattamente come i decessi).
È quindi tempo di sospendere quell’appuntamento, che rischia di diventare (anzi lo è già ) strumento di propaganda assai pericoloso, poichè inizia a mandare segnali di ottimismo tutt’altro che opportuni in questa fase.
Si approfitti dunque del momentaneo impedimento del Capo della Protezione Civile Borelli per eliminare l’appuntamento delle 18 sostituendolo con un burocratico comunicato stampa, capace di rendere noti i numeri disponibili senza enfasi alcuna.
Questo è il tempo della serietà e del rigore, perchè ogni atteggiamento diverso farà altri morti e alimenterà altre tragedie. Lo capisca anche il Governo una volta per tutte: prima si fanno le cose e poi le si racconta.
Esibire numeri di Stato privi di contatto con la realtà è drammaticamente, istituzionalmente e moralmente sbagliato.
(da “Huffingtonpost”)
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Marzo 26th, 2020 Riccardo Fucile
TROPPI ERRORI DELLA REGIONE LOMBARDIA… SOLO LA CHIUSURA TOTALE PUO’ FERMARE IL CONTAGIO, MA NON LO VOGLIONO CAPIRE
Il presidente della Lombardia Attilio Fontana si è detto preoccupato per l’aumento dei casi positivi al Coronavirus sul territorio.
«Il numero dei contagiati è aumentato troppo rispetto alla linea dei giorni scorsi», ha affermato nel punto stampa quotidiano in Regione. «Siamo sui 2.500 casi in più». Il lavoro di analisi sui dati non è ancora stato concluso, e non è ancora stata fornita una mappatura che individui le province più colpite.
Ulteriori dettagli saranno forniti nella consueta conferenza stampa delle 17:30.
Il 25 marzo, la Regione aveva comunicato che i nuovi casi di positività erano 1.643: un aumento, oggi, di quasi più di mille unità .
Ma alla preoccupazione non segue autocritica per i troppi errori commessi nella gestione dell’emergenza.
(da agenzie)
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Marzo 26th, 2020 Riccardo Fucile
SONO MENO UTILI ALLA “VITA ECONOMICA”: EVVIVA IL LIBERISMO
Negli Usa, dove stanno fronteggiando la prima ondata della terribile e drammatica epidemia
legata alla diffusione del Covid-19, hanno già deciso chi potrà avere accesso alle cure intensive e chi no.
Nel Paese dove chi non ha un’assicurazione privata viene lasciato al suo destino, si decide -ora- chi scegliere di salvare dalle complicazioni del nuovo coronavirus
La prima potenza globale offre al mondo questa agghiacciante immagine di sè, passando nell’arco di pochi giorni dalla negazione dell’emergenza globale, alla selezione della specie.
Come racconta Elena Molinari su Avvenire, più di 10 Stati, infatti, hanno fornito ai medici dei criteri guida per prendere la decisione più difficile e cioè chi attaccare al respiratore e chi no
A chi dare una speranza di vita e a chi toglierla. Liste che si fondano, nella maggior parte dei casi, su inquietanti discriminazioni.
Tra i criteri ci sono considerazioni di tipo intellettivo o discriminatorie nei confronti delle persone con disabilità .
L’Alabama, senza alcuna remora o vergogna, dichiara che “i disabili psichici sono candidati improbabili per il supporto alla respirazione”, mentre Maryland o Pennsylvania sostengono che chi soffre di “disturbi neurologici gravi” ha diritto solo dopo gli altri ad accedere alle cure salvavita.
In Tennessee le persone affette da SMA devono essere “escluse” dalla terapia intensiva. Ma la lista è lunga e fa spavento perchè, di fatto, esclude le persone con disabilità dall’accesso alle cure, considerandole meno importanti delle altre.
Vite minori. Vite sacrificabili in una situazione di emergenza e risorse scarse.
La Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità impone agli Stati aderenti di assumere tutte le misure necessarie a garantire il pieno esercizio dei diritti, impedendo la violazione dei diritti umani e le discriminazioni.
La Convenzione stabilisce di promuovere, proteggere e garantire il pieno e uguale godimento di tutti i diritti e di tutte le libertà , promuovendo il rispetto per la dignità umana. Qui, invece, si decide che le persone con disabilità sono di serie b e possono essere sacrificate in una questa situazione.
Il corpo persona, con i suoi desideri, le sue ansie, i suoi affetti, diventa un corpo organismo che va lasciato morire perchè “meno efficiente” di un altro, “meno utile” alla vita economica di un Paese.
L’uguaglianza di tutti i cittadini viene fatta a brandelli in nome di una predominanza fisica e cognitiva determinata dallo Stato che, tutti, nessuno escluso, dovrebbe proteggere.
Fa paura e riporta indietro a tempi bui della storia dell’umanità che pensavamo di esserci lasciati definitivamente alle spalle. E lo facciamo nei confronti di persone, che più delle altre, soffrono questa drammatica crisi perchè più fragili e vulnerabili.
Ma ciò non toglie che siano persone singole, irripetibili che hanno diritto alla vita esattamente come tutti gli altri. Non sono solo la loro patologia ma sono persone, esseri umani, individui. Il principio di “unicità ” delle persone implica il rispetto della dignità dell’individuo, in qualsiasi condizione che è autentica garanzia della democrazia. Se salta quel principio, salta anche la democrazia.
(da agenzie)
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Marzo 26th, 2020 Riccardo Fucile
ADOMBRARE UN COMPLOTTO INESISTENTE DIETRO IL CORONAVIRUS E’ L’ULTIMO LIVELLO DELLA MISERIA UMANA
Pubblicare il servizio di TGR Leonardo del 16 novembre 2015 su un Coronavirus creato in laboratorio dai cinesi sulla propria pagina facebook per adombrare un complotto dietro COVID-19 è l’ultimo livello della miseria umana: i due maggiori leader dell’opposizione italiana, Giorgia Meloni e Matteo Salvini, sono riusciti a toccarlo ieri sera.
Il messaggio che i due hanno messo online quasi in contemporanea — ma più probabilmente copiandolo uno dall’altro è una bufala e siamo curiosissimi di vedere se Salvini farà firmare davvero a qualche leghista l’interrogazione urgente al ministro degli esteri che senza alcuna vergogna prometteva ieri sera.
Il servizio del 16 novembre 2015 andato in onda nella rubrica “Leonardo” della TgR che faceva riferimento a un super virus polmonare dai pipistrelli e topi studiato nei laboratori cinesi “è tratto da una pubblicazione della rivista Nature”, ha spiegato il direttore della testata regionale Rai, Alessandro Casarin, in merito alle polemiche, anche politiche, che si stanno innescando su questo cosiddetto ‘supercornavirus’ cinese.
Casarin aggiunge che “proprio tre giorni fa la stessa rivista ha chiarito che il virus di cui parla il servizio, creato in laboratorio, non ha alcuna relazione con il virus naturale Covid-19”.
Anche Roberto Burioni ha smentito: “L’ultima scemenza è la derivazione del coronavirus da un esperimento di laboratorio. Tranquilli, è naturale al 100%, purtroppo”. Il 17 marzo un articolo su Nature — di cui avevamo parlato — aveva smentito la scemenza:
“Le sequenze riguardano la «punta» più esterna di quei minuscoli organelli, quasi antennine, con cui il virus viene a contatto con le cellule, in questo caso le nostre. Sono state scelte in particolare due minuscole regioni di cui parleremo fra un attimo. Il risultato è chiaro. Il virus attuale è strettamente imparentato con gli altri virus del passato, appartenenti alla stessa famiglia. Le differenze sono piccole ma significative, originatesi probabilmente per mutazione spontanea. Non c’è nessuna evidenza che possano essere state prodotte in laboratorio.”
E giusto per completare, anche l’autore del servizio lo ha smentito
Quella che il nuovo coronavirus sia un prodotto sintetico è una delle prime fake news emerse insieme all’epidemia, ma non ha mai avuto nessuna prova scientifica, anzi. A generare la bufala è stata, lo scorso gennaio, un’intervista di un ex ufficiale israeliano al Washington Times, un sito di destra già noto per aver rilanciato altre teorie cospirazioniste, come quella che l’ex presidente Usa Obama fosse musulmano.
Pochi giorni dopo lo stesso autore, Danny Shoam, ha smentito parzialmente, dicendo di non avere prove. A rafforzare le ipotesi complottiste c’era poi il fatto che a Wuhan esiste l’unico laboratorio di alta sicurezza della Cina, che però ha avuto l’ok ad operare solo nel 2018, tre anni dopo lo studio citato dal servizio di Tg3 Leonardo.
In realtà tutte le ricerche condotte sul Sars-Cov-2 finora non hanno trovato prove di una presunta origine ‘sintetica’. Gli esperti hanno in particolare confrontato il gene per una proteina chiave nel processo infettivo, una proteina dell’involucro esterno del virus (chiamata ‘spike’, da punta o spina) che gli serve per attaccarsi, entrare e infettare le cellule umane.
Questa e altre “caratteristiche del virus, la sequenza genetica di RBD e la spina dorsale del virus — hanno concluso gli autori dello Scripps Research Institute di La Jolla — ci portano a scartare l’ipotesi della manipolazione di laboratorio come possibile origine del SARS-CoV-2”.
Al coro degli scienziati intervenuti per spegnere le preoccupazioni si è unito Walter Ricciardi, consulente del ministro Speranza e rappresentate Oms, sottolineando come l’ipotesi sia destitutita di ogni fondamento.
Con lui la virologa Ilaria Capua, che conferma come l’origine del virus sia assolutamente naturale, proveniente da “un serbatoio selvatico”. La sintesi che mette fine ad ore convulse arriva da Burioni: “Questa è una scemenza. Tranquilli, il coronavirus è naturale al 100%, purtroppo”.
Ma allora perchè i due leader dell’opposizione italiana hanno pubblicato una bufala non verificata sulla loro pagina facebook, anche se si poteva verificare in cinque minuti la falsità delle affermazioni che avranno ripreso da qualche cretinissima catena su Whatsapp? La risposta è tutta in questa immagine: 27mila mipiace e 42mila condivisioni per il post di Salvini e sotto i commenti di due persone che dicono che sì, alla fine può essere, a mia moglie lo dicevo da tempo.
La verità è che Salvini e Meloni, così come tanti altri, guadagnano like e condivisioni dal postare scemenze. E per questo continuano e continueranno a farlo. A loro non interessa in alcun modo fornire informazioni corrette se queste vanno contro la narrativa che i loro fans si aspettano da loro e la necessità di acquisirne altri.
E oggi che i loro due partiti sono in aperta competizione, come risulta dai sondaggi, è anche normale che a una stronzata della pagina facebook del primo risponda una stronzata della pagina facebook dell’altra e viceversa.
E c’è anche un altro motivo che permette a loro di fare cose come queste: domani nessuno chiederà conto a Salvini o a Meloni in televisione delle sciocchezze che dicono su Facebook, chiamando esperti a smentirli.
E finendo nei guai come invece è finito Zaia con i cinesi quando se n’è uscito con i topi vivi.
Se fossero a capo di un governo, Salvini e Meloni oggi si ritroverebbero al centro di una crisi diplomatica internazionale per quello che hanno postato su Facebook. Ma se fossero, appunto, a capo di un governo non posterebbero nulla di simile. Perchè il loro obiettivo finale lo avrebbero raggiunto.
A forza di stronzate, appunto.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 26th, 2020 Riccardo Fucile
SOTTOVALUTAZIONE DEL RISCHIO E INCAPACITA’ ORGANIZZATIVA
Il Fatto Quotidiano oggi riepiloga in un articolo a firma di Davide Milosa e Maddalena Oliva i
dieci errori della Regione Lombardia sul Coronavirus SARS-COV-2 e su COVID-19.
Ecco qua la pletora di “sottovalutazioni del rischio e incapacità organizzativa” di Attilio Fontana e Giulio Gallera:
1. Gli incontri a Roma. L’Unità di crisi di Regione Lombardia si è addirittura riunita il 9 gennaio pe rla prima volta. Cosa si decide? Fino al 20 febbraio ben poco.
2. Prevenzione inesistente. Manca un piano pandemico regionale: sul sito,l’ultimo disponibile è quello contro il virus N1H1. Data: 2009.
3. Ospedalizzazione di massa. Quando scoppia il “caso Mattia”, la battaglia è già impari. Il virus è ovunque in Lombardia. Le terapie intensive vengono invase e, nonostante se ne fosse parlato a livello centrale già tre settimane prima, la Regione punta sugli ospedali. “È stato un disperato inseguimento all’ospedalizzazione, ma le epidemie non si vincono negli ospedali:quando arrivano lì sono già perse”, spiega una fonte molto qualificata. Con la logica dei più ricoveri possibili, dimenticando la medicina sul territorio, gli ospedali sono andati in collasso.
4. Ospedali veicoli di contagio “accidentale”. La scelta della Regione ha trasformato i presidi sanitari in vettori per la diffusione del virus anche tra gli operatori. Tanto che la percentuale degli infetti tra i medici in Lombardia è la più alta (13%, a livello nazionale è il 9%). I casi degli ospedali di Codogno e di Alzano Lombardo (Bergamo) —chiuso dopo i primi casi e poi inspiegabilmente riaperto —hanno dimostrato che, nonostante le buone prassi di medici e infermieri, il virus ha viaggiato dal pronto soccorso ai reparti.
5. Mancate zone rosse. Nei primi giorni di crisi il Basso Lodigiano diventa zona rossa. Il “modello Codogno” funziona. La Regione però tergiversa sul focolaio della bassa Valseriana, dove i casi sono ormai esplosi. “È evidente —spiega il professor Massimo Galli d e l l’ospedale Sacco —che la chiusura di Nembro e Alzano avrebbe ridotto la diffusione”.
6. I medici inascoltati. Un medico di Bergamo —lo ha raccontato il Wall Street Journal— il 22 febbraio ha provato a farsi ascoltare, mandando una lettera in Regione per consigliare la costituzione di strutture Covid dedicate. La Regione rispedirà al mittente la proposta, salvo ripensarci giorni dopo. Un gruppo di medici sempre di Bergamo scrive al New England Journal of Medicine: “Questo disastro poteva essere evitato con un massiccio spiegamento di servizi alla comunità , sul territorio”.
7. Nessuna sorveglianza epidemiologica. Non c’è stata, fino a ora, nessuna mappatura epidemiologica, attraverso la ricostruzione dei contatti dei positivi.
8. Tamponi ai sanitari. Tra i target sfuggiti c’è la categoria più esposta: il personale sanitario. Spiega Stefano Magnone, medico a Bergamo e segretario regionale dell’Anaao : “All’inizio i tamponi venivano fatti anche al personale asintomatico. Molti erano negativi e il problema è stato sottovalutato. Adesso si mandano al lavoro medici con febbre non superiore a 37,5 e senza nemmeno fare loro il tampone. Forse perchè si teme che i positivi siano così tanti, da sguarnire ulteriormente di personale i presidi ospedalieri”.
9. Personale non sufficiente. Dicono i medici in trincea: se tu Regione mi fai aumentare i posti letti in terapia intensiva, ma il personale resta sempre lo stesso, allora mi uccidi. Se non di virus, di fatica.
10. La vocazione al privato. Il “peccato originale”de l modello Lombardia. Una galassia, quella del privato accreditato che, tranne alcune eccezioni, non sembra aver risposto a questa emergenza.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 26th, 2020 Riccardo Fucile
INTERVENGA IL GARANTE DELLA PRIVACY: LE NOTIZIE SULLA SALUTE DELLE PERSONE NON SI POSSONO DIVULGARE, SALVO CHE NON SIANO GLI INTERESSATI A FARLO… E IN QUESTO CASO SI DIVULGANO PURE NOTIZIE FALSE
Angelo Borrelli è negativo al tampone rino-faringeo per la ricerca di coronavirus. L’indagine epidemiologica si era resa necessaria a seguito dei sintomi febbrili avvertiti nella giornata di ieri dal Capo della Protezione Civile, che attualmente continua ad accusare un lieve stato influenzale e continuerà a lavorare dalla sua abitazione in costante contatto con il Comitato Operativo e l’Unita’ di Crisi. Il Dipartimento della Protezione Civile continuerà , come sempre, a garantire la massima operatività e a lavorare senza sosta sull’emergenza in atto.
Ma la cosa divertente è che nonostante ci vogliano ore per avere il risultato del test del tampone, ieri Dagospia lo aveva già dato per malato
E non finisce qui. Perchè stamattina il Corriere della Sera in prima pagina aveva scritto la stessa cosa
C’è da segnalare che nell’articolo dedicato alla vicenda e firmato da Fabrizio Caccia il quotidiano aveva invece scritto correttamente che l’esito del test del tampone doveva ancora arrivare
Vale appena la pena di ricordare che i risultati dei test del tampone, così come qualunque notizia che riguarda la salute delle persone, non sono per niente pubblici anche se si tratta di personaggi che rivestono ruoli istituzionali.
Se sono loro stessi a divulgarli, va bene. Ma nel caso in cui non lo siano — e questo pare proprio quel caso — ci sarebbe un garante della privacy da allertare in Italia. Sempre se siamo rimasti una democrazia anche nell’era del Coronavirus.
(da agenzie)
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Marzo 26th, 2020 Riccardo Fucile
POI QUALCUNO LO AVVISA E LUI CANCELLA IL POST
Attilio Fontana ha pubblicato e cancellato da Facebook e Instagram un post in cui parlava
dell’ospedale da campo di Crema “pienamente operativo” e “dotato delle migliori tecnologie sanitarie, con 32 posti letto ai quali si aggiungono 3 postazioni per la terapia intensiva” perchè la foto che illustrava il post era quella dell’ospedale di Piacenza.
Gli scatti dei post ormai cancellati sono stati pubblicati da Selvaggia Lucarelli su Twitter.
L’ospedale — 40 posti letto che possono arrivare fino a 60, di cui tre in terapia intensiva — vede al lavoro da questa mattina 40 tra medici e infermieri militari: funzionerà come pre-triage per l’ospedale di Piacenza, cercando di far fronte alle emergenze che verranno segnalate.
Ventuno le tende allestite all’interno del Polo di Mantenimento Pesante piacentino, una caserma che si trova poco distante dall’ospedale di Piacenza.
L’opera è stata realizzata in tempo record da personale della difesa — 72 ore di lavoro — e arriva dopo la struttura inaugurata venerdì scorso a Cremona dalla sanità militare.
(da agenzie)
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