Giugno 25th, 2020 Riccardo Fucile
NELLA DITTA DI LOGISTICA ATTIVITA’ RIDOTTA AI MINIMI TERMINI, PROSEGUONO I CONTROLLI
Quarantacinque operai positivi, un ricovero in ospedale, centinaia di tamponi già fatti o ancora da eseguire nei prossimi giorni ai lavoratori e alle loro famiglie.
L’aumento dei contagi a Bologna – 17 quelli registrati soltanto ieri – è dovuto in gran parte al focolaio scoppiato in un’azienda di logistica, la Bartolini, che grazie al superlavoro degli esperti della Sanità pubblica si sta cercando faticosamente di spegnere.
Il picco di casi era stato comunicato nei giorni scorsi dalla Regione, e riguarda un reparto di stoccaggio dove lavorano i magazzinieri della ditta.
Nei giorni scorsi l’area è stata sanificata e l’attività lavorativa ridotta ai minimi termini perchè sono tanti i dipendenti finiti in isolamento precauzionale in attesa dei test.
I controlli sono stati allargati a numerosi dipendenti ( che appartengono a più cooperative) e alle famiglie secondo la logica dei ” cerchi concentrici”: parti da un episodio e ti espandi sempre di più alla rete dei contatti. Per questo non si può escludere che, a partire da oggi, i numeri siano destinati a salire ancora.
Il caso è strettamente monitorato dall’Ausl, dal Comune e dall’assessorato alla Sanità . In particolare è il settore della logistica a ricevere attenzioni particolari in questo periodo.
Pierluigi Viale, direttore delle Malattie infettive del Sant’Orsola, invita alla calma: ” Soltanto degli incompetenti possono permettersi di dire che il virus non c’è più. Io ho sempre recitato la parte del gufo chiedendomi non se ci sarebbe stato un focolaio, ma quando. Perchè quando si passa da una fase pandemica a una endemica, il virus circola sotto traccia e può scoppiare un incendio. È proprio il caso che stiamo studiando. C’è poi una considerazione importante da fare: non siamo davanti a un cluster di malati ma di infetti, la stragrande maggioranza di queste persone non ha sintomi e soltanto una è ricoverata in ospedale nel reparto di Malattie infettive. Siamo riusciti a identificare il focolaio proprio perchè il nostro sistema funziona e abbiamo la possibilità di andare a scovare subito i positivi. La differenza con quattro mesi fa è che oggi siamo pronti, non ci facciamo prendere alla sprovvista. La situazione è sotto controllo, è in corso l’attività per capire le reali dimensioni del contagio. Non siamo nè ottimisti nè pessimisti”.
Nell’ultima settimana Bologna ha visto un balzo in avanti nei contagi e nelle persone in isolamento. Per quanto riguarda i 17 casi di ieri, 13 persone non hanno sintomi come tosse e febbre. Sempre l’area metropolitana ha registrato il numero di morti più alto rispetto al resto della regione: 5 su 9. Tra le vittime un bolognese di 59 anni.
Anche il bollettino su scala regionale restituisce dati in aumento: 44 i nuovi positivi, di cui 33 asintomatici, numero che non si vedeva da quasi un mese. Il tutto sulla base degli esiti di seimila tamponi e 1.156 test sierologici. Oltre alla provincia di Bologna, i dati di contagio più alti sono a Reggio Emilia (+ 8) e in Romagna (+11). Gli altri 4 decessi sono avvenuti nelle zone di Parma, Reggio e Rimini: 4.245 dall’inizio dell’epidemia. Restano confortanti altri indicatori, come il numero di ricoveri in terapia intensiva (stabile a 12) e quello negli altri reparti Covid (quattro in meno, 117 in tutto). Infine, ci sono altri 50 guariti.
(da agenzie)
argomento: emergenza | Commenta »
Giugno 25th, 2020 Riccardo Fucile
A BACOLI LA GDF SEQUESTRA SETTE QUINTALI DI SIGARETTE… AVEVANO PRECEDENTI PENALI MA PERCEPIVANO IL REDDITO DI CITTADINANZA
Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato in un deposito
di Bacoli sette quintali di sigarette di contrabbando prive del contrassegno di Stato e tratto in arresto due responsabili.
I finanzieri del Gruppo di Nola hanno sorpreso i due contrabbandieri mentre scaricavano da un furgone le stecche di sigarette per custodirle in un magazzino nella disponibilità di uno di loro.
Entrambi gli arrestati, un 52enne di Napoli e un 67enne di Bacoli, gravati da diversi precedenti, sono risultati percettori del reddito di cittadinanza.
La loro posizione è stata, pertanto, segnalata, oltre che all’Autorità Giudiziaria, anche all’INPS per la sospensione del beneficio illecitamente incassato, in corso di quantificazione.
(da agenzie)
argomento: denuncia | Commenta »
Giugno 25th, 2020 Riccardo Fucile
SI ABBIA IL CORAGGIO DI DIRE CHE LA POLIZIA AMERICANA E’ PIENA DI DELINQUENTI
Il filmato è stato pubblicato due mesi dopo la morte di Carlos Ingram Lopez, che durante i lunghi 12 minuti di arresto implora un po’ di acqua e dice di non poter respirare
A un mese dall’omicidio di George Floyd a Minneapolis, negli Stati Uniti scoppia un nuovo caso dopo la diffusione di un nuovo video che mostra la brutalità della polizia a Tucson, in Arizona. La vittima questa volta è un ispanico 27enne, Carlos Ingram Lopez, morto durante l’arresto avvenuto lo scorso 21 aprile fa a Tucson.
Solo ora la polizia ha diffuso nel immagini registrare dalla bodycam di uno degli agenti coinvolti, nella quale si vedono i poliziotti inseguire l’uomo in casa, per poi ammanettarlo, tenendolo con la faccia contro il pavimento per circa 12 minuti.
Per tutto il tempo l’uomo implora un po’ di acqua, riuscendo a mormorare a fatica «Non posso respirare», finchè non è morto.
Tre poliziotti che hanno svolto l’arresto, due bianchi e un afroamericano, si sono dimessi, seguiti dal capo della polizia, Chris Magnus.
Prima della pubblicazione del video, ricorda il New York Times, Magnus aveva descritto la polizia di Tucson come una delle più progressiste degli Stati Uniti, in precedenza aveva già vietato ai suoi uomini l’uso del blocco al collo, spingendo i suoi agenti a seguire dei corsi di formazione culturale e sulla gestione delle situazioni di crisi.
Solo dopo la diffusione del video da parte della stessa polizia, Magnus ha chiarito che gli agenti non hanno usato la tecnica di blocco al collo per arrestare Lopez, ma hanno comunque violato le linee guida di addestramento
Secondo la perizia dei medici legali, Lopez è morto per una combinazione del blocco a terra in posizione prona, con addosso un cappuccio anti-sputo, e di un arresto cardiaco.
L’autopsia ha poi fatto emergere un’intossicazione di cocaina. I tre agenti, Samuel Routledge, Ryan Starbuck and Jonathan Jackson, hanno tentati un massaggio cardiaco su Lopez, oltre a iniettargli il Narcan, un farmaco usato per rianimare persone in overdose, ma inutilmente.
L’intervento della polizia era nato dopo la segnalazione di un uomo dal comportamento scombinato, che andava in giro senza vestiti e aveva creato sospetti, tentando anche di nascondersi dietro un’auto in un garage.
Nel video si sente poi uno dei poliziotti minacciare Lopez che avrebbe usato la pistola taser se non avesse collaborato. L’uomo sembra non opporre resistenza, ma appare solo terrorizzato. Il capo della polizia ha descritto il caso come quello di una crisi mentale con «delirio eccitato».
(da agenzie)
argomento: criminalità | Commenta »