Maggio 5th, 2023 Riccardo Fucile
IL GENERALE VINCENZO CAMPORINI: “È IMPOSSIBILE CHE UN MEZZO IN GRADO DI VOLARE PER 700 CHILOMETRI E CON DIMENSIONI CHE SUPERANO LA TONNELLATA POSSA FARE QUESTA TRAVERSATA SENZA ESSERE AVVISTATO”… “L’ALTERNATIVA È CHE SI TRATTI DI UN DRONE SPEDITO DA SABOTATORI INTERNI. MA QUESTO VORREBBE DIRE CHE I RUSSI NON HANNO IL CONTROLLO DEL TERRITORIO NELLE VICINANZE DI MOSCA”
Gli ucraini smentiscono il loro coinvolgimento nell’attacco sul
Cremlino di mercoledì, però non possono negare di aver studiato come colpire in profondità la Russia. […] Nell’estate di un anno fa gli uomini di Zelensky prendono di mira il comando della Flotta del Mar Nero, a Sebastopoli. […] Ai primi di dicembre nuova sorpresa: sono colpite le basi aeree di Engels e quella di Ryazan, a circa 250 chilometri dalla capitale russa. Il 6 tocca a una installazione a Kursk, a circa 175 chilometri dal confine ucraino, quindi a infrastrutture a Bryansk.
Il 26 febbraio droni danneggiano un aereo-radar sulla pista di Machulishchy, in Bielorussia, gesto dimostrativo attribuito a oppositori interni e il giorno seguente ci sono deflagrazioni a Belgorod, la località a ridosso della frontiera con l’Ucraina. Sul mezzo è stato inserito un «panetto» di esplosivo di origine britannica. Ancora un salto: il 28 febbraio trovano un velivolo senza pilota a Kolomna, 100 chilometri a sud est di Mosca e scatta l’allarme a San Pietroburgo con un breve stop alle attività aeroportuali dopo l’avvistamento di un oggetto volante.
La minaccia sembra avvicinarsi ancora di più il 24 aprile, quando vengono recuperati i resti di un drone nella foresta di Bogorodsky, a soli 30 chilometri da Mosca. Una cadenza significativa che la Bbc ha censito contando almeno 20 episodi a partire da gennaio all’interno del territorio russo, con colpi portati sempre più vicino alla capitale
Una parte degli osservatori continua a pensare a una provocazione.
È tutto troppo perfetto, sottolineano. Il complesso presidenziale è protetto, schermato elettronicamente, e sollevano sospetti i video, i commenti ufficiali ben coordinati, i danni irrisori ma sufficienti ad «autorizzare» una reazione massiccia, a infliggere ancora più perdite. Insistono sul fatto che Kiev non ricava alcun vantaggio nell’alzare il livello dello scontro coinvolgendo i leader. Ma lo stesso si può dire del neo-zar: cosa ricava da una situazione così imbarazzante? Forse la risposta arriverà con il tempo.
Il generale Vincenzo Camporini, ex capo di Stato Maggiore della Difesa, guarda ai dettagli. Questa operazione può essere portata a termine, dice, «solo con un drone che non parte dall’Ucraina. È praticamente impossibile che un mezzo in grado di volare per 700 chilometri e con dimensioni che superano la tonnellata possa fare questa traversata senza essere avvistato. Se la Russia continua a sostenerlo ammette di non avere un vero scudo anti-aereo. E non mi sembra questo il caso».
Dunque per l’alto ufficiale è una «false flag», una provocazione, un blitz inscenato dagli stessi invasori. «L’alternativa — aggiunge Camporini — è che si tratti di un drone più piccolo spedito non più dall’Ucraina, ma da sabotatori interni. Scenario non meno grave per la Russia, in quanto vorrebbe dire che non hanno il controllo del territorio nelle vicinanze di Mosca. Ma anche questa ipotesi pare poco credibile e di conseguenza non resta che la provocazione».
(da il Corriere della Sera)
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Maggio 5th, 2023 Riccardo Fucile
“L’ESERCITO DI MOSCA AFFRONTA SIGNIFICATIVE CARENZE DI MUNIZIONI E DI PERSONALE. SE NON AVVIA UNA MOBILITAZIONE OBBLIGATORIA E NON SI ASSICURA FORNITURE, SARÀ SEMPRE PIÙ DIFFICILE SOSTENERE OPERAZIONI OFFENSIVE, ANCHE MODESTE”
È improbabile che le forze russe siano in grado di organizzare un’operazione offensiva significativa quest’anno, anche se l’anticipata controffensiva ucraina non avrà pieno successo: lo ha detto la direttrice della National Intelligence – che sovrintende la comunità dell’intelligence Usa – Avril Haines in una testimonianza davanti alla commissione per le forze armate del Senato, aggiungendo che l’esercito russo ha guadagnato meno territorio ad aprile rispetto a qualsiasi dei tre mesi precedenti e si trova ad affrontare “significative carenze” di munizioni e di personale.
“Se la Russia non avvia una mobilitazione obbligatoria e non si assicura sostanziali forniture di munizioni di terze parti oltre alle consegne esistenti dall’Iran e da altri Paesi, sarà sempre più difficile per i russi sostenere operazioni offensive anche modeste”, ha spiegato. Il conflitto, ha proseguito, rimane una “guerra di attrito brutale”, con combattimenti quotidiani che si svolgono nell’Ucraina orientale per “centinaia di metri” e nessuna delle due parti capace di dimostra un vantaggio definitivo.
Secondo le valutazioni degli Stati Uniti, ha affermato Haines, Vladimir Putin “probabilmente ha ridimensionato le sue ambizioni immediate” di consolidare il controllo del territorio già occupato nell’est e nel sud del Paese e di garantire che l’Ucraina non aderisca alla Nato.
(da agenzie)
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Maggio 5th, 2023 Riccardo Fucile
IL PROGETTO, SECONDO IL VICE PREMIER PER L’INNOVAZIONE, MYKHAILO FEDOROV, HA COME OBIETTIVO IL LANCIO DI 60 COMPAGNIE D’ATTACCO DI DRONI
-10mila operatori di droni sono già stati addestrati in Ucraina
nell’ambito del progetto ‘Esercito di droni’: lo ha detto in tv il vice premier per l’innovazione e ministro della trasformazione digitale, Mykhailo Fedorov, come riporta Ukrainska Pravda.
Il progetto, ha spiegato Fedorov, ha come obiettivi il lancio di 60 compagnie d’attacco di droni e la trasformazione della dottrina sull’uso di questi velivoli.
“Recentemente, abbiamo terminato la prima parte del progetto di addestramento dei piloti, durante questo periodo sono stati addestrati 10mila piloti – ha detto il ministro -. L’Esercito di droni riguarda lo sviluppo completo del campo dei velivoli senza pilota, sia dal punto di vista della produzione sia dal punto di vista della loro applicazione”. Fedorov ha inoltre annunciato che in un anno la piattaforma di raccolta fondi ‘United 24’ ha raccolto 325 milioni di dollari.
(da agenzie)
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Maggio 5th, 2023 Riccardo Fucile
IL BILANCIO È DI OTTO FERITI: DUE SONO STATI TRASPORTATI IN OSPEDALE, MA LE LORO CONDIZIONI NON SAREBBERO GRAVI… MA LA POLIZIA CHE CI STA A FARE?
Gli ultrà dell’Udinese lo avevano detto alla vigilia: non festeggerete lo scudetto sul nostro campo. E dalle parole sono passati ai fatti. Alcune decine di loro infatti sono entrati in campo con cinghie e bastoni correndo verso la folla dei napoletani che a centinaia si erano stretti intorno ai loro giocatori.
Sono seguiti tafferugli per alcuni minuti prima che le forze dell’ordine in tenuta antisommossa entrassero in campo e riuscissero a separare i pochi facinorosi dalla folla festante.
Subito dopo un cordone di poliziotti si è messo in postazione davanti alla Curva Nord dove erano rientrati i supporter bianconeri impedendo loro di tornare in campo.
Analogamente nell’altra metà campo, più lentamente, un più corposo numero di poliziotti si è schierato trasversalmente al campo a contenere gli entusiasmi azzurri, fino a far rientrare anche i tifosi del Napoli nella Curva Sud da dove erano scesi.
Intorno alle 23.15, a circa mezzora dal fischio finale, gli spalti della tifoseria bianconera si sono quasi completamente svuotati. Ci sono stati infatti otto feriti tra i tifosi partenopei, due in ospedale: uno avrebbe riportato un trauma cranico ed un altro una frattura di una gamba e sarebbero stati trasportati all’ospedale di Udine. I due non sarebbero gravi.
(da agenzie)
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Maggio 5th, 2023 Riccardo Fucile
RISSA AL VERTICE ECONOMICO
Le tensioni internazionali per il conflitto in Ucraina hanno trovato
un punto di attrito al vertice della Cooperazione economica del Mar Nero che si è tenuto ad Ankara. La capitale turca ha ospitato i rappresentanti di circa una dozzina di paesi, trai quali anche quello di Kiev e quello di Mosca.
Già durante l’intervento del rappresentante russo, la delegazione ucraina ha inscenato una protesta, srotolando la bandiera gialla e blu che ha causato la sospensione del dibattito.
Ma è fuori dall’aula del congresso che si è verificato l’incidente più grave. Il rappresentante ucraino stava mostrando la bandiera ai fotografi quando quello russo si è avvicinato e gliel’ha strappata.
La reazione è stata immediata: l’esponente di Kiev lo ha inseguito e lo ha colpito al volto, rientrando in possesso della bandiera, mentre altri delegati si sono messi in mezzo per impedire che la situazione degenerasse.
(da agenzie)
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Maggio 5th, 2023 Riccardo Fucile
“DOVE CAZZO SONO LE MUNIZIONI? VOI CANAGLIE VE NE STATE NEI VOSTRI CLUB ESCLUSIVI MENTRE QUI LA GENTE MUORE”
«Abbiamo un deficit di munizioni del 70%. Shoigu, Gerasimov, dove c**zo sono le munizioni?».
È una furia Yevgeny Prigozhin, il capo del gruppo mercenario privato Wagner, sostenuto dal Cremlino e impegnato nella guerra in Ucraina. In un video pubblicato sul suo canale Telegram, Prigozhin mostra decine di soldati morti e si scaglia contro gli alti ranghi dell’esercito russo per la scarsità di munizioni.
«Ora ascoltatemi, brutti str**zi! Questi sono corpi di padri e figli di qualcuno. Se voi str**zi non ci date le munizioni, ci mangeremo le vostre budella quando saremo all’inferno».
Dopodiché, Prigozhin se la prende direttamente con due persone: Valery Gerasimov, capo di Stato Maggiore delle forze armate, e Sergei Shoigu, ministro della Difesa. «Voi canaglie ve ne state nei vostri club esclusivi, i vostri figli si godono la vita e mettono video su YouTube», attacca il capo del gruppo Wagner.
E ancora: «Pensate di essere i padroni delle loro vite. I calcoli da fare sono semplici: se ci date le giuste munizioni, ci sarebbero cinque volte meno vittime. Questi uomini sono venuti qui da volontari e stanno morendo per la vostra libertà. Pensateci»
«Ci ritiriamo da Bakhmut»
Quindi, ha accompagnato l’uscita con parole ancor più pesanti, affidate ad una dichiarazione: «Il 10 maggio, un giorno dopo l’anniversario della vittoria sul nazismo, la Wagner si ritirerà da Bakhmut, cedendo le sue posizioni all’esercito russo».
Anche in questo caso si è rivolto a Shoigu e Gerasimov affermando: «Annuncio ufficialmente che i miei ragazzi non sopporteranno perdite a Bakhmut senza munizioni. Pertanto, dal 10 maggio, lasciamo la città. Ci mancano ancora solo due chilometri, ma se non volete dare ai russi una vittoria con la conquista di Bakhmut, questi sono problemi vostri». Prigozhin elenca quindi come la Wagner ha agito nel conflitto, partendo dal 16 marzo del 2022: «Quando l’operazione militare speciale non è andata secondo i piani», i vertici militari hanno chiesto l’aiuto della compagnia privata, che tre giorni dopo ha fatto rientrare dall’Africa le sue prime unità. Dopo l’estate e quando i russi si erano ritirati dalla regione di Kharkiv, i miliziani della Wagner si sono dedicati ad occupare una linea sul fronte lunga oltre 130 chilometri. Quindi l’8 ottobre hanno avviato l’operazione ‘Bakhmut tritacarne’ con lo scopo di “attirare le forze ucraine su se stessi e dare così tregua all’esercito» di Mosca. Il problema principale sarebbe arrivato un mese fa quando la milizia ha smesso di ricevere munizioni. Sarebbe stata questa mancanza il principale ostacolo alla conquista di Bakhmut, pianificata per il 9 maggio. Per rispetto dell’anniversario, la Wagner rimarrà ancora a Bakhmut fino al 10 maggio. «Poi andremo nei nostri accampamenti arretrati e lì aspetteremo fino a quando il popolo russo avrà di nuovo bisogno di noi».
(da agenzie)
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