Novembre 11th, 2023 Riccardo Fucile
“OGGI GLI OPPRESSORI SONO ANCHE DA NOI, BASTA CHIEDERLO A CHI E’ STATO CACCIATO DALLA RAI”
A un anno dal suo ultimo disco, Francesco Guccini torna con un nuovo
album: 12 cover provenienti dalle tradizioni popolari di tutto il mondo. Il titolo è Canzoni da osteria, anche se – confessa il cantautore 83enne – «oggi vado a dormire al massimo alle 11. E sull’Appennino, dove vivo, di osterie non ce ne sono». Nell’Aula Magna dell’Università Statale di Milano, gremita di studenti, Guccini ha raccontato la genesi della sua ultima opera e la scelta delle canzoni da inserire. Per esempio 21 aprile, scritta dall’amico Alexandros Devetzoglou contro la dittatura dei colonnelli in Grecia. Oppure l’antifascismo di Bella Ciao, rivisitata per essere adattata alle vicende di oggi. «L’ho dedicata alle ragazze iraniane perseguitate dal regime. Vi ho messo delle parti in farsi, la loro lingua, e l’ho declinata al femminile», ha spiegato Guccini agli studenti, secondo quanto riporta il Corriere.
L’invasore e l’oppressore
Nella nuova versione, l’invasore viene sostituito da un «oppressore». Una figura che Guccini non identifica solo con gli ayatollah: «Gli oppressori sono anche da noi. E per sapere chi sono basta chiederlo a Fazio, a quelli cacciati della Rai». Ma nelle nuove Canzoni da osteria c’è posto anche per Hava Nagila, una canzone in ebraico composta nel 1918 dal musicologo sionista Abaraham Zwi. «In realtà l’avevo messa in cantiere ben prima di questa tragica guerra», confessa il Maestro, che sul conflitto ha comunque «le idee molto chiare». Guccini aggiunge: «Non sopporto le tifoserie che vedo in tv. Io sto con chi sta in mezzo, le vittime». E per spiegare la sua posizione sulla guerra in Medio Oriente, il cantautore emiliano riprende il finale della sua celebre Auschwitz: «Io chiedo quando sarà / che l’uomo potrà imparare / a vivere senza ammazzare / e il vento si poserà». Allo stesso tempo, Guccini dice di capire perfettamente le prese di posizione più nette, e a volte divisive, di artisti come Zerocalcare: «Anch’io ho fatto i miei boicottaggi: quando non ero d’accordo con Berlusconi, non sono mai andato nelle sue reti. Anche se nessuno mi chiamava, quindi non ho fatto troppa fatica».
(da agenzie)
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Novembre 11th, 2023 Riccardo Fucile
LE RAPINE SONO SEMPRE DI PIÙ (+65% NEL 2022) E LE AGGRESSIONI SONO SALITE DEL 32%
C’è stata, negli ultimi anni, una vera e propria impennata dei reati tra gli under 15. Lo dice l’ultimo report “Criminalità minorile in Italia 2010-2022” realizzato dal Servizio Analisi Criminale – ufficio interforze della Direzione Centrale della Polizia Criminale – che analizza le segnalazioni di minori di età compresa tra i 14 e i 17 anni, denunciati o arrestati sul territorio nazionale, estrapolate dalla Banca Dati delle Forze di Polizia.
Tra il 2010 e il 2022, infatti, si è rilevato un aumento del 15,34% delle segnalazioni di minori (28.196 nel 2010, 32.522 nel 2022). Il valore del 2022 è molto simile a quello del picco positivo rilevato nel 2015 (32.566). Le segnalazioni di minori di 16-17 anni che commettano reati aumentano dell’8,99% dal 2010 al 2022. Il picco (21.886 segnalazioni) si è registrato nel 2015.
Il valore del 2022 (20.719) è inferiore del 5,37%. Le segnalazioni di minori di 14-15 anni aumentano del 28,46% tra il 2010 ed il 2022, anno cui corrisponde il picco con 11.812 segnalazioni. Le segnalazioni di minori italiani di 14-15 anni incidono sul totale per il 68,15% nel 2010 e per il 53,81% nel 2022. Le segnalazioni di minori italiani di 16-17 anni incidono sul totale per il 64,23% nel 2010 e per il 52,56% del 2022.
In particolare, le segnalazioni per furto risultano le più numerose ma scendono dell’11,9% dal 2010 al 2022 mentre quelle per rapina registrano un sensibile incremento, in particolare nel 2021 e nel 2022, con un +65,62% negli ultimi tre anni. Le segnalazioni per lesioni, cresciute del 58,4% tra il 2010 e il 2022, lievitano del 32,4% tra il 2019 e l’anno passato.
In aumento anche le segnalazioni di minori per minaccia (+ 27,6% tra il 2019 ed il 2022, anno in cui si registra il picco della serie storica) e quelle per rissa (+123,3% tra il 2018 e il 2022). Le segnalazioni di minori denunciati e/o arrestati per violenza sessuale presentano un andamento irregolare, con un incremento del 6,5% tra il 2010 ed il 2022 (273 nel 2010 e 291 nel 2022).
(da la Stampa)
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Novembre 11th, 2023 Riccardo Fucile
QUELLI CHE VANNO MENO PEGGIO SONO “LIBERO” E “IL GIORNALE”, CHE SCENDONO “SOLO” DEL 5 E DEL 7% … LE PERDITE PER GLI ALTRI SONO TUTTE IN DOPPIA CIFRA: IL PEGGIORE È “LA STAMPA”, CHE IN EDICOLA CALA DEL 14,6% – PER IL “CORRIERE DELLA SERA” LE COPIE SCENDONO DEL 12,6%, PER “REPUBBLICA” DEL 12,7%
Settembre nero in edicola per i quotidiani italiani, che registrano tutti
indistintamente vendite in calo, secondo le ultime rilevazioni Ads. Più che una débâcle autunnale, le vendite risentono del confronto con lo stesso mese del 2022, quando la scomparsa della regina Elisabetta II e anche le elezioni politiche erano riuscite a spingere le diffusioni nella Penisola.
L’impatto è tale che anche Libero registra, lo scorso settembre, il primo mese in contrazione in edicola dopo 8 mesi filati al rialzo. Adesso segna, comunque, un contenuto -5,4%. In parallelo, invece, il Giornale registra un -7,3% in edicola ma dopo 7 mesi di contrazione a due cifre e un solo mese con perdite di molto contenute
Si tratta di due segnali che dipendono in larga parte dai notiziari e dalle reazioni del mercato che, però, coincidono anche con l’avvicendamento dall’inizio dello scorso settembre alle direzione delle due testate (entrambe del gruppo Angelucci): Alessandro Sallusti e Vittorio Feltri hanno traslocato al timone del Giornale lasciando Libero, dove invece sono approdati Mario Sechi e Daniele Capezzone.
Difficile dire quante sono le copie a valore assoluto, che si sono spostate, ma il dato può essere stimato, secondo ItaliaOggi, intorno alle 2 mila copie. Si vedrà poi a ottobre se e come questo trend proseguirà o meno. In definitiva e pubblicazioni sportive a parte, Libero e Giornale sono le due testate che meglio contengono le fuoriuscite a settembre 2023, rimanendo peraltro in diminuzione a una sola cifra.
Non è così per il resto del segmento editoriale, sempre nel canale edicola, visto che dopo la Nazione giù del 9,4% si arriva subito alle contrazioni a doppia cifra, con il -10,7% del Sole 24 Ore, proseguendo poi col -11% del Resto del Carlino, il -11,1% del Messaggero, il -12% del Giorno, il -12,2% del Fatto Quotidiano e ancora il -12,4% della Verità e il -12,6% del Corriere della Sera o il -12,7% di Repubblica. Poco dopo si attesta Avvenire (-13,7%) e dopo la Stampa (-14,6%).
A livello di top ten in edicola, non cambia di molto il panorama rispetto alla classifica di agosto. Il Giornale, per esempio, era e rimane decimo così come il podio resta appannaggio (nell’ordine) di Corriere della Sera, Quotidiano Nazionale-Qn (dorso sinergico di Giorno, Nazione e Resto del Carlino) e della Gazzetta dello Sport con l’edizione del lunedì.
Dopo le conferme della Gazzetta dello Sport in settimana e di Repubblica (quinta) e della Stampa, emerge l’unica variazione sul tema: il Messaggero sale di una posizione alla settima mentre il Corriere dello Sport-Stadio del lunedì scende di una, all’ottava. Nono è il Corriere dello Sport-Stadio con gli altri numeri della settimana.
Totale diffusione pagata. Le rilevazioni si ampliano poi dalla sola edicola fino a ricomprendere anche le copie che i singoli lettori decidono di comprare in digitale e pure quelle che gli editori vendono a un unico acquirente, come le aziende, che poi distribuisce ogni copia, ai dipendenti per esempio.
Si riparte così con Libero (-2,1%), il Fatto Quotidiano (-2,9%) e Avvenire (-3%) e, in seconda battuta ma sempre in calo a una sola cifra, il Sole 24 Ore (-4,8%), il Corriere della Sera (-5,1%) e il Giornale (-7,4%), concludendo questa prima tranche di variazioni col Messaggero (-8,3%), la Nazione (-8,4%) e il Resto del Carlino (-9,5%). In coda ci sono invece il Giorno (-11,2%), Repubblica e Verità (entrambi i quotidiani a -11,9%) mentre la Stampa chiude le rilevazioni con un -13,1%.
In graduatoria, il trio Corriere della Sera-Repubblica-Quotidiano Nazionale continua a occupare le prime posizioni ma già al quarto gradino balza in avanti di due postazioni il Sole 24 Ore, a discapito del lunedì della Gazzetta dello Sport . Entrambe le pubblicazioni Rcs arretrano di un gradino nel ranking. Settima resta la Stampa, precedendo Avvenire e Messaggero. Il Fatto Quotidiano si conferma decimo.
(da agenzie)
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