Dicembre 20th, 2024 Riccardo Fucile
TRA I PIU’ INSOFFERENTI VERSO BIANCA IL DUPLEX CONFALONIERI-CRIPPA, CAPO DELL’INFORMAZIONE MEDIASET (PORRO, DEL DEBBIO, GIORDANO, SALLUSTI): TUTTI INSIEME NON HANNO MAI DIGERITO CHE L’EX “ZARINA” DI RAI3 INTERLOQUISCA DIRETTAMENTE CON PIER SILVIO
Bianca Berlinguer non è mai stata davvero digerita da quella frangia di Mediaset che ha come “padrino” Fedele Confalonieri, e come braccio esecutivo il gran capo di Videonews, Mauro Crippa.
Quando Pier Silvio, decise di rendere il Biscione più inclusivo e pluralista, mettendo sotto contratto l’ex Zarina di Raitre, i malumori tra i giornalisti di destra di Cologno iniziarono a manifestarsi: “Questa è una serpe in seno”.
Bianca Berlinguer aveva intuito quale “ambientino” avrebbe trovato tra i corridoi di Mediaset, tra aperte ostilità e malcelate antipatie, e pretese, in cambio della firma, l’accordo di poter interloquire, in caso di problemi, direttamente con Pier Silvio Berlusconi, bypassando quello che sarebbe stato il suo naturale interlocutore, cioè Mauro Crippa.
Un canale preferenziale che ha ovviamente fatto imbizzarrire il capo dell’informazione Mediaset, che insieme a Porro, Del Debbio, Giordano e Sallusti, guida la fronda anti-Bianchina, che ovviamente non piace neanche a Giorgia Meloni. A certificarlo, è stato il comportamento delle falangi meloniane schierate ad Atreju.
Gli elettori di Fratelli d’Italia hanno fatto capire ai Berlusconi quale Mediaset vogliano in futuro: durante la kermesse hanno contestato la “nemica” Berlinguer riservando un’ovazione a Paolo Del Debbio, celebrato neanche fosse il leader di Forza Italia (je piacerebbe visto che il giornalista toscano è, ancor più di Tajani, prono a Giorgia Meloni elogiata in pompa magna: “profuma di popolo”).
(da Dagoreport)
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Dicembre 20th, 2024 Riccardo Fucile
SIAMO ARRIVATI AI PERMESSI MODIFICATI A PENNA, A QUELLI DI AMICI SPACCIATI PER I PROPRI E AI FALSI
Se sei un disabile e hai un’automobile a Roma dovrai combattere con gli incivili.
Ovvero quelli che rubano i posti auto a loro dedicati. «Solo cinque minuti, vado di fretta», è la formula magica con cui agiscono di solito. Ma ci sono tecniche più raffinate. Come i permessi modificati a penna, quelli di amici spacciati per propri e i contrassegni totalmente falsi. Il Messaggero oggi raccoglie la voce di Vincenzo Falabella, presidente della Fish, la Federazione italiana per il superamento dell’handicap: «In città manca il rispetto delle persone che, noncuranti dei problemi altrui, usano i nostri posti senza averne titolo e soprattutto esigenza. Perché loro possono sostare ovunque, noi no. Abbiamo bisogno di spazi dedicati».
I pass per disabili a Roma
Falabella dice che gli arrivano segnalazioni di persone che non riescono a usare i parcheggi: «Un nostro consigliere, per esempio, deve venire quasi ogni giorno in Centro per impegni di lavoro. Mma ormai ha rinunciato a usare l’auto perché tanto non riesce mai a parcheggiare». I dati della polizia stradale dicono che dall’inizio del 2024 sono stati 40 mila gli interventi per condotte illecite sugli spazi riservati. Dal primo gennaio al 30 novembre 2024, il numero delle violazioni per sosta irregolare sugli spazi riservati ha superato la soglia delle 12mila infrazioni. E i vigili hanno controllato 35 mila permessi grazie ai dispositivi di lettura ottica Rfid.
1.500 irregolarità
Dal primo gennaio al 30 novembre 2024, le irregolarità sono state oltre 1500. In 160 casi il contrassegno è stato ritirato perché era scaduto. Una decina, invece, quelli per cui è scattato il sequestro in quanto il pass era falso. Sei persone sono state denunciate. Ma la tecnica preferita è l’uso del pass del parente disabile. «La gente se ne approfitta facendo finta che il pass sia legato all’auto, quando invece è connesso alla presenza della persona disabile a bordo», dice l’avvocato Alebssandro Bardini. Che a piazzale Clodio vede «uscire dalle auto parcheggiate sulle strisce gialle persone che usano senza nessun problema le loro gambe. Persone che quindi non hanno nessun tipo di disabilità».
Le nuove tecnologie
Con le stampanti sempre più evolute poi creare contrassegni falsi è diventato più facile. L’ultimo caso è quello di una 67enne che aveva modificato la data di scadenza. E così, il documento scaduto nel 2023 poteva essere usato anche per il 2024. Per lei è scattata la denuncia per contraffazione.
(da agenzie)
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Dicembre 20th, 2024 Riccardo Fucile
CALA ANCHE LA DURATA DELLE FERIE: DA UNA MEDIA DI 7,3 NOTTI TRASCORSE FUORI CASA NEL 2023, SI SCENDE A 6,1 NOTTI (-16,4%) … A PESARE È IL CARO-PREZZI DEL SETTORE VIAGGI, MENTRE I SALARI SONO RIMASTI AL PALO
Diminuisce il numero di italiani in vacanza nel periodo delle festività di Natale e Capodanno, e chi si concederà un viaggio taglierà il numero di notti fuori casa. Lo afferma il Codacons, commentando lo studio di Federalberghi sulle vacanze di fine anno.
Il numero di italiani in vacanza passa dai 19,1 milioni del 2023 ai 18,3 milioni del 2024, con circa 800mila cittadini che, rispetto allo scorso anno, rinunciano a partire – analizza il Codacons – A subire un drastico taglio è anche la durata delle vacanze, con le notti fuori casa che a Natale passano da una media di 7,3 notti del 2023 alle 6,1 notti del 2024 (-16,4%).
Nonostante il forte calo nelle partenze degli italiani, la crescita incontrollata di prezzi e tariffe nel settore turistico porta il giro d’affari delle vacanze di fine anno a rimanere ai valori dello scorso anno: 14,7 miliardi di euro contro i 15 miliardi di euro del 2023. A incidere sulle mancate partenze degli italiani è proprio il caro-prezzi che attanaglia il comparto dei viaggi – denuncia il Codacons – In base ai dati Istat, nell’ultimo mese i voli europei sono rincarati dell’8,5% su base annua, i traghetti dell’8,8%, i treni del 3,9%, i pacchetti vacanza hanno registrato aumenti medi del 13,4%, gli alberghi del 6,1%.
“I continui rincari nel settore turistico da un lato impediscono ad una fetta di popolazione di concedersi una vacanza durante le feste, dall’altro costringono chi parte a ridurre il numero di giorni di vacanza allo scopo di contenere la spesa e rientrare nei budget. Incrementi di prezzi e tariffe del tutto ingiustificati, considerato che non esistono più le condizioni, a partire dal caro-energia, che avevano portato gli anni scorsi a pesanti ritocchi dei listini” conclude il presidente Carlo Rienzi.
(da agenzie)
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