SALVINI SCAPPA. SLITTA A DATA DA DESTINARSI IL RADUNO LEGHISTA DI TREVISO, CHE ERA PREVISTO PER IL 4 E 5 LUGLIO: UFFICIALMENTE PER “MOTIVI LOGISTICI”, IN REALTÀ IL SEGRETARIO TEME IL “PROCESSO” DA PARTE DEI MILITANTI E LA RESA DEI CONTI CON I GOVERNATORI DEL NORD, CHE CHIEDONO UNA “RIFORMA DEL PARTITO”
SALVINI HA UNA CARTA COPERTA COME CANDIDATO SINDACO PER MILANO NEL 2027: LA MANAGER MARTA MARSILIO, PRESIDENTE DELL’ISTITUTO CARLO BESTA, MA SE LA DOVRÀ VEDERE CON IGNAZIO LA RUSSA, CHE PRETENDE DI DETTARE LE REGOLE SOTTO LA MADUNINA
Il clima non è dei migliori. Contro il segretario sono già apparsi striscioni qua e là. E anche dall’interno si teme il processo al leader. Dunque il raduno leghista del 4 e 5 luglio slitterà: a data da destinarsi.
Nell’entourage di Matteo Salvini parlano di decisione dettata «da motivi logistici», insomma si negano ragioni politiche, «ci sono troppi dossier sul tavolo in questa fase»
E sul fronte interno, solo due giorni fa è stato avviato il tavolo con i territori ed è il caso di lasciare spazio ai lavori in corso, senza aggiungere troppa carne al fuoco. Di sicuro però nella cerchia del segretario in tanti avevano capito che gli avversari di Salvini nella Lega avrebbero voluto trasformare la due giorni nel Trevigiano, pensata come appuntamento di «team building», in una resa dei conti aspra, con militanti più o meno spontaneamente mobilitati con striscioni contro il leader, invocando il passaggio di testimone a Luca Zaia.
Alle prese con le beghe interne del Carroccio, Salvini ha intanto una carta coperta per la candidatura a sindaco di Milano, poltrona che il centrodestra considera davvero contendibile, a differenza delle altre grandi città al voto l’anno prossimo, Roma, Napoli, Torino e Bologna.
La Lega ha organizzato una gazebata nel weekend, i più votati sono stati il vicepremier e la vicesegretaria Silvia Sardone. Ma era solo un modo per accelerare le farraginose trattative con gli alleati. Il Carroccio in realtà, sottotraccia, sta lavorando da settimane a un nome civico, che Repubblica è in grado di anticipare.
Si tratta di Marta Marsilio, professoressa di Economia aziendale all’università degli Studi di Milano e soprattutto presidente dell’istituto Carlo Besta, eccellenza della sanità lombarda (ed europea) nel campo della neurologia.
È una manager esperta di processi decisionali nelle aziende, ha coordinato anche il Telehealth Innovation Hub. «Un curriculum con i fiocchi», gongolano i leghisti sottovoce, convinti che questo profilo civico possa andare bene anche a FI, che non vuole un politico in campo per il dopo Sala. Anche se Antonio Tajani ieri ha rilanciato Carlo Cottarelli, gradito ad Azione. Ignazio La Russa invece vuole un politico, Maurizio Lupi.
(da Repubblica)
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