IL RETROSCENA DEL PERCHE’ AD AMATRICE NON HANNO FISCHIATO MELONI COME A TARANTO: CONTESTATORI FERMATI A DISTANZA DALLA POLIZIA SU ORDINE DEL GOVERNO E CLAQUE ORGANIZZATA DEI SINDACI E DEI DIRIGENTI DI FRATELLI D’ITALIA IN PIAZZA
IL SINDACO AMMETTE: “A PALAZZO CHIGI ERANO PREOCCUPATI, HO INVIATO UN DOSSIER PER EVITARE DISSENSI”
A differenza della cerimonia dei Giochi del Mediterraneo a Taranto, dove la premier Giorgia Meloni
ha ricevuto fischi dal pubblico, ad Amatrice la presidente del Consiglio è stata accolta da strette di mano, incoraggiamenti e urla di giubilo. Un’anomalia, che secondo Repubblica non sarebbe lasciata al caso. Ne parla Tommaso Ciriaco sul quotidiano.
«A Palazzo Chigi erano preoccupati dai fischi di Taranto»
Già il territorio è da sempre favorevole a Fratelli d’Italia. Per lo staff della presidenza del Consiglio la visita si chiude con successo, senza contestazioni paragonabili a quelle registrate di recente in altre uscite pubbliche. Ma il clima rilassato è anche dato dalla mobilitazione dei sostenitori organizzata dai riferimenti locali del partito, con slogan che, sottolinea Repubblica, in qualche momento sono parsi persino stonare con il tono mesto della commemorazione. Ad alcuni cronisti il sindaco di Amatrice Giorgio Cortellesi, eletto con una civica tendenza Fratelli d’Italia, prima dell’arrivo di Meloni ha anticipato: «Ho detto alle forze dell’ordine di fermare i contestatori perché sarebbe stata una mancanza di rispetto nei confronti delle vittime». E ancora: «A Palazzo Chigi erano preoccupati dai fischi di Taranto e ho mandato un report su criticità e contestazioni».
I ringraziamenti di Giorgia
Poco dopo esser andata via dalle zone colpite dal sisma, via social, la premier ha affidato il suo ringraziamento alla comunità: «Grazie per l’accoglienza, per il calore e soprattutto per la straordinaria determinazione con cui state ricostruendo il vostro futuro. Siamo con voi». Ad accompagnare il messaggio, un filmato che ripercorre i momenti più toccanti della giornata, compreso l’abbraccio commosso con un anziano del parco Don Minozzi, per chiudersi con il logo “Amatrice città degli italiani”.
(da agenzie)
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