LA CORTE SUPREMA AMERICANA HA BOCCIATO LE RESTRIZIONI CHE TRUMP VOLEVA IMPORRE SUL VOTO PER POSTA, PRESENTATA PER PREVENIRE PRESUNTE FRODE ELETTORALI: PER I MAGISTRATI, SI TRATTAVA DI UN’”ACQUISIZIONE DI POTERE INCOSTITUZIONALE”
UN GIUDICE FEDERALE HA ANCHE BLOCCATO LA NORMA CHE AVREBBE LIMITATO A 4 ANNI I VISTI PER GLI STUDENTI E A 240 GIORNI QUELLI PER I GIORNALISTI STRANIERI … NEL FRATTEMPO, IL TYCOON CONTINUA A OFFRIRE “MAZZETTE” DA 5MILA DOLLARI A OGNI ADULTO AMERICANO SE I REPUBBLICANI VINCERANNO ALLE MIDTERM
La Corte suprema americana ha bocciato le restrizioni che Donald Trump voleva imporre sul voto per corrispondenza. In uno dei casi più rilevanti affrontati negli ultimi anni, il massimo tribunale americano ha inferto una dura sconfitto al presidente americano. Solo due giudici conservatori, Samuel Alito e Clarence Thomas, hanno espresso parere contrario.
Nella sua breve sentenza, la Corte ha affermato che è “improbabile che l’amministrazione abbia successo nel merito della sua contestazione” sulla procedura introdotta e bloccata da due tribunali inferiori per imporre agli Stati di compilare un elenco di tutti gli elettori che devono ricevere la scheda per posta.
L’amministrazione Trump aveva presentato la proposta come una modifica “minore” ai regolamenti postali, volta a prevenire le presunte frodi. Tuttavia, per i due tribunali che l’hanno bocciata l’iniziativa era un’acquisizione di potere incostituzionale e che il Servizio postale non era nemmeno pienamente in grado di attuare.
Un giudice federale ha bloccato una nuova norma introdotta da Donald Trump che avrebbe limitato la durata della permanenza negli Stati Uniti per studenti e giornalisti stranieri.
Il giudice distrettuale F. Dennis Saylor, di Boston, si è pronunciato a favore di una coalizione di sindacati e gruppi a sostegno dei college solo un giorno prima che la misura entrasse in vigore. Nella sentenza, Saylor ha spiegato che il dipartimento per la Sicurezza ha adottato la misura basandosi su motivazioni “incredibilmente deboli” stravolgendo un sistema attraverso il quale, per quasi cinquant’anni, gli Stati Uniti hanno rilasciato visti agli studenti stranieri.
Tale sistema, ha osservato, ha permesso a decine di milioni di studenti e ricercatori stranieri di recarsi in America, favorendo “ricerche pionieristiche in campo scientifico, medico e tecnologico, una crescita economica significativa e numerosi altri vantaggi, spesso su vasta scala”.
In base alla norma introdotta a giugno, i visti F per studenti internazionali e i visti J – che consentono ai partecipanti a programmi di scambio culturale di lavorare negli Stati Uniti – avrebbero una durata massima di quattro anni, mentre i visti I per giornalisti sarebbero limitati a 240 giorni. Attualmente circa 1,6 milioni di persone detengono un visto F e altre 500.000 un visto J. Importanti università, come il Massachusetts Institute of Technology e Harvard, contano su un’elevata percentuale di studenti stranieri, in particolare nei corsi post-laurea.
(da agenzie)
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