A TAJANI DUE MILIONI IN TRE ANNI, COSI’ I BERLUSCONI FINANZIANO FORZA ITALIA
DENARI ARRIVATI DAI FIGLI DEL CAVALIERE, DAL MARITO DI MARINA E DAL BISCIONE
Ci sono almeno 2 milioni di motivi, solo nell’ultima legislatura, per cui Forza Italia non
può emanciparsi dalla famiglia Berlusconi. Ragioni solide, come la somma dei versamenti fatti dagli eredi del Cavaliere in tre anni sul conto del partito.
Il giornalista e volto Mediaset Paolo Del Debbio, in un editoriale sulla Verità, ha sostenuto che i figli di Silvio Berlusconi, in testa Marina e Pier Silvio, abbiano sbagliato a convocare il segretario del partito e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nella sede dell’azienda, a casa Mediaset. Si tratta infatti del capo della diplomazia, in un periodo storico in cui il ministero degli Esteri ha una centralità che non si vedeva da anni.
La vicenda è finita anche al centro di un’interrogazione annunciata dal deputato del Movimento 5 stelle, Francesco Silvestri: «Possibile che con una guerra in corso Tajani non avesse altre priorità?», ha chiesto, ricordando che «è assolutamente improprio che si sia recato a parlare di temi nazionali e internazionali con i proprietari di un’azienda privata».
Partito dell’azienda
Di sicuro un atto irrituale, molto discutibile, ma che deriva da un elemento mai risolto: un soggetto politico dipendente da un impero economico. Forza Italia non è (forse) più un “partito-azienda”, ma continua a essere un partito dell’azienda. Non fornisce più personale dirigenziale, come agli esordi, ma ne decide le sorti. Dietro al logo di Forza Italia, con la bandiera tricolore, c’è sempre il Biscione. Così sfuma la narrazione di una normalizzazione degli azzurri, capaci di farlo diventare un partito “normale” con una leadership contendibile e congressi locali.
I desiderata di Cologno Monzese non possono essere traditi: se i Berlusconi hanno chiesto rinnovamento, deve esserci un rinnovamento. Non è possibile alcuna forma di resistenza. Perché, per un partito fondato da un imprenditore, i soldi, i danè, sono decisivi. E peseranno nell’indicazione del futuro leader di Forza Italia.
La candidatura in prima persona resta solo un’ipotesi giornalistica. In una lettera inviata a Dagospia, Marina Berlusconi ha smentito l’ipotesi di una sua «fantomatica discesa in campo», annunciata dal Fatto quotidiano che aveva decritto, come propedeutica alla candidatura da leader, l’ingaggio di un dialogue coach per migliorare la voce e di autori per preparare il racconto di aneddoti durante gli eventi
pubblici. Niente candidatura, ma l’impegno politico è nei fatti e fa passare quasi in secondo piano la presunta discesa: il partito è dipendente dai Berlusconi. Altrimenti non si spiegherebbe la convocazione di Tajani negli uffici di famiglia e il siluramento dei capigruppo di Camera e Senato.
Gli eredi del fondatore continuano a far affluire fondamentali risorse economiche per garantire l’equilibrio dei bilanci, che altrimenti sarebbero in profondo rosso. Solo nell’ultima legislatura, i cinque figli di Silvio Berlusconi e il fratello, Paolo, hanno donato a Forza Italia 1,8 milioni di euro, cui si aggiungono 100mila euro di Maurizio Vanadia, marito di Marina Berlusconi e altrettanti versati da Fininvest nel maggio 2023, quando era ancora in vita l’ex presidente del Consiglio. Ciascuno stacca un assegno da 100mila euro ogni anno.
(da agenzie)
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