BAGNO DI FOLLA ALLA LIBRERIA FELTRINELLI PER SILVIA SALIS PER LA PRESENTAZIONE DEL SUO LIBRO “E’ GIA’ DOMANI”
TUTTO ESAURITO PER LA SINDACA DI GENOVA, UN PERCORSO TRA PRESENTE E FUTURO, VISIONE POLITICA E TRASFORMAZIONI DELLA SOCIETA’
Bagno di folla alla libreria Feltrinelli di via Ceccardi per Silvia Salis, protagonista di un incontro molto partecipato in occasione della presentazione di È già domani, (Feltrinelli) la sua nuova opera editoriale, che si propone come un vero e proprio libro-manifesto. A dialogare con la prima cittadina è il giornalista Corrado Formigli, chiamato ad accompagnarla in un confronto sui temi centrali del volume, tra visione politica, trasformazioni della società e prospettive per il futuro.
L’appuntamento si trasforma in un momento di confronto che va oltre la semplice presentazione letteraria, attirando l’attenzione di un pubblico numeroso e interessato a conoscere più da vicino il pensiero e le ambizioni della sindaca. Attraverso le pagine del libro, Salis ripercorre i passaggi più significativi della propria riflessione, delineando le idee che ne ispirano l’impegno pubblico e le sfide che attendono la politica nei prossimi anni.
Il titolo, È già domani, già usato per la vittoriosa campagna elettorale per le comunali dello scorso anno, racchiude il senso di una riflessione che invita a guardare oltre l’immediato, affrontando le questioni del presente con uno sguardo rivolto ai cambiamenti in corso e alle opportunità ancora da costruire. Nel dialogo con Formigli emergono così i temi e gli spunti più rilevanti dell’opera, in un incontro che intreccia racconto personale, visione amministrativa e ragionamento sul futuro del Paese.
Prima di iniziare un dialogo serrato sul libro “È già domani”, Formigli e Salis hanno ricordato la battaglia che a pochi metri da qui stanno portando avanti i lavoratori dell’ex Ilva, che oggi hanno occupato la Prefettura.
La situazione ex-Ilva
“Sono in costante contatto con i commissari, li ho sentiti anche pochi minuti fa, si sta cercando una soluzione e io devo dire personalmente che non sono pessimista, perché vedo che la soluzione si sta cercando e si sta cercando di trovare – commenta la sindaca di Genova Silvia Salis -. In questo momento gli operai, ai quale va il mio pensiero, sono in prefettura, loro stanno lottando per il loro lavoro, ricordo che ogni giorno di sciopero per loro sono più di 100 euro in meno sullo stipendio, quindi va considerata anche questo e pensare a quanto è importante che una soluzione si trovi nel breve tempo”.
Il ricordo del padre Eugenio
Una Silvia Salis commossa ha ricordato il padre Eugenio, che ha dato il nome al figlio, nato un paio di anni fa. Parole di amore sono state espresse nei confronti del papà custode di Villa Gentile e comunista di nascita e di credo. “Il valore del lavoro” questo è stato il più grande insegnamento del padre, venuto a mancare proprio nei giorni in cui Salis fu incoronata candidata sindaco di Genova. Il libro è un messaggio di una storia italiana dove una bambina che è nata in un campo di atletica, figlia di un operaio, è riuscita con la fatica e il lavoro e la meritocrazia a ottenere i risultati che voleva e poi entrando in politica a diventare sindaca della città in cui è nata e che ama. E per farlo non poteva far riferimento al padre Eugenio.
Il no alle primarie
Nel 2022, prima delle elezioni politiche, uscì “Io sono Giorgia” dell’allora leader di Fratelli d’Italia che poi diventò presidente del Consiglio. Nel 2026, a qualche mese dal voto, esce “È già domani” di Silvia Salis. Che sia il lancio della campagna elettorale?
“È una coincidenza (ride ndr). Nel futuro e negli anni chiunque ha ambizioni, credo che sia importante avere un sindaco rilevante, un sindaco credibile e rilevante dà potere alla città” ha aggiunto Salis. Nessuna dichiarazione per il futuro più imminente, ancora un “no” netto alla Primarie, anzi un messaggio forte e chiaro a Conte e Schlein, che sembrano non tornare indietro sui gazebo. “Spero che non si buttino in questa avventura, io non mi candido e lo ribadisco” le parole di Salis. Una stilettata ma al miele, a Elly Schlein, pronta a giocarsi la partita alle Primarie. “Elly legittimamente vuole giocarsi questa partita, con la convinzione di vincerle e ha il diritto di pensare di farle. I nostri elettori si meriterebbero un po’ di più, sono stoici nel difendere un campo che fa fatica a stare insieme. Non è facile e non è scontato”
Salis federatrice del centrosinistra?
In molti vedono Silvia Salis come possibile federatrice del centro, un centro che però deve trovare ancora la sua bussola. “Io cosa dovrei fare? La copertina di un gruppo di persone che non so se vogliono stare insieme? – domanda retoricamente la sindaca -. Io sono un’elettrice del Pd che quando ha perso le anime più centriste ha perso anche voi, il Pd è stato un partito che ha toccato una punta storica del 40% e lo ha fatto quando dentro conteneva tante realtà politiche”.
Patrimoniale ed evasione fiscale
Tra i temi più scottanti che spesso dividono anche il centrosinistra, quello legato alla patrimoniale, che Avs presenterà in un programma specifico domenica prossima.
“Siamo riusciti nel capolavoro di far credere che la patrimoniale ricada sulle tasche di chi sta mediamente bene, il tema della patrimoniale va costruito bene, bisogna fare un discorso più ampio sull’evasione fiscale, su questo bisognerebbe essere radicali, anche se sulla patrimoniale bisogna parlarne – ha commentato Salis -. Il governo parla delle tasse come pizzo di Stato, dicono di pagare in contanti, ma qui manca lo stato sociale. Alle mense sociali ci vanno i lavoratori, quelli in giacca e camicia. Senza il volontariato il paese crolla”.
Immigrazione e integrazione
Il tema dell’immigrazione, che probabilmente sarà al centro del battage politico delle prossime elezioni, è stato tema di confronto tra Formigli e Salis alla Feltrinelli. “Bisogna formare veramente una classe che possa lavorare, che sappia l’italiano e possa inserirsi in questa società, e farli arrivare in Italia per lavorare, con i documenti a posto – commenta Silvia Salis -. Nel campo largo una ricetta sull’immigrazione deve essere chiara, rassicurante per i cittadini, perché naturalmente deve essere rassicurante, ma che vada incontro a queste necessità, che sono quelle che noi abbiamo bisogno degli stranieri integrati perché si integrino nel tessuto, lavorino, paghino le tasse e contribuiscano a far crescere il Paese”. È facile, secondo la prima cittadina, gridare all’invasione senza fare nulla, nessuna politica di integrazione.
La parte più intima: la fecondazione assistita
È arrivato poi il momento della parte più intima e profonda, quella legata alla nascita del figlio Eugenio, concepito con la fecondazione assistita. “Innanzitutto questa non è politica ma il sostegno a tutti gli uomini e a tutte le donne che hanno passato questo percorso – spiega Salis -. Quando dicevo che ho fatto la fecondazione assistita le altre ascoltavano e non lo dicevano, si vergognavano”. Un tabù, la vergogna di non riuscire a concepire, un messaggio per coloro che arrivano a 40 anni e non riescono a rimanere incinte. “Mio figlio è nato nel laboratorio, con la dottoressa, mi ricordo tutto, è stato romantico? No, ma quello che sentite urlare è mio figlio (in sala alla Feltrinelli) ed è la cosa più romantica. Sentiamo parlare tanto di natalità ma in Italia è a zero, questo paese ha bisogno di proposte concrete, non bisogna far ascoltare il battito del feto per impedire l’aborto”. Per Silvia Salis servono tre semplici cose: servizi, pianificazione con le donne giovani (congelare gli ovuli e farlo gratis) e fecondazione assistita con fondi destinati. “È difficile e durissima, è carissima se la fai nel privato, nel pubblico devi trovare posto e non è facile, io mi facevo le punture in treno, in aereo, ovunque, non c’è niente di sbagliato in nessuna scelta che facciamo” il messaggio finale di Salis.
Le cinque domande di Formigli sotto forma di quiz
1- Cosa invidia a Giorgia Meloni? “Il suo elettorato e la capacità del suo elettorato di avere la memoria corta”.
2- Cosa rimprovera a Elly Schlein? “Non rimprovero niente, sta nel posto più pericoloso della politica e non solo. Forse, dopo quattro anni di opposizione, è difficile rimproverare qualcosa, non bisogna dire nessuna cosa divisiva. Me le tengo per me”.
3- Chi è il modello politico a cui si ispira? “È una donna di grande ispirazione: è qui con me, è Roberta Pinotti”.
4- Dove si vede tra cinque anni? “Vediamo come va il primo mandato”. Cinque mesi? “Qua a Genova”.
5- Non è proprio una domanda ma la richiesta di lettura delle ultime parole, dell’ultima frase del libro: “Non ci sopravvalutiamo, non siamo gli eletti, non ancora”.
(da Primocanale)
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