Gennaio 7th, 2021 Riccardo Fucile
AVEVA ESORTATO “I FIGLI DELLA LUCE AD AGIRE A FAVORE DI TRUMP” IN UNA INTERVISTA A BANNON…. L’INTERNAZIONALE CRIMINALE SOVRANISTA HA MOSSO LE SUE PEDINE
Tre giorni prima dell’assalto al Congresso degli Stati Uniti per “bloccare” la proclamazione della vittoria di Joe Biden, l’ex Nunzio Carlo Maria Viganò ha rilasciato (1 gennaio, festa di Maria Madre di Gesù) un’intervista a Steve Bannon resa pubblica il 3 gennaio su Lifesite (in Italia Stilum Curiae) in cui ha incitato i “figli della luce” ad agire “adesso”.
Con questa motivazione: “Se gli Stati Uniti perdono questa occasione, adesso ( in corsivo nel testo,ndr) saranno cancellati dalla Storia. Se consentiranno che si insinui nelle masse l’idea che il verdetto elettorale dei cittadini, prima espressione della democrazia, possa esser manipolato e vanificato, essi saranno complici della frode e meriteranno l’esecrazione del mondo intero, che all’America guarda come ad una nazione che ha conquistato e difeso la propria libertà .”
Visto quanto è successo ieri si può ben dire che i complottisti hanno avuto una benedizione “cattolica” da parte parte del controverso arcivescovo il cui pupillo è almeno dal 2018 Donald Trump e il cui nemico numero uno è Papa Francesco.
Al grido di “Dio lo vuole”, grido di battaglia medievale per arruolare i crociati da inviare in Terra Santa a liberare il Santo sepolcro.
Alla domanda di Bannon – “Lei è stato molto fiducioso che Dio desidera (da notare il verbo al presente, ndr) una vittoria di Trump per sconfiggere le forze del male insite nel Grande Reset dei globalisti. Cosa direbbe per convincere i contrari che sono ambivalenti all’idea che questa è una battaglia epocale tra i figli della luce e i figli delle tenebre?” – l’arcivesco Viganò ha infatti risposto: “Mi limito a considerare chi è il suo avversario, e quali siano i suoi legami con la Cina, con il deep state e con i fautori dell’ideologia globalista. Penso alla sua intenzione di condannarci a portare la mascherina, come ha candidamente ammesso. Penso al fatto che, incontestabilmente, egli sia soltanto un fantoccio nelle mani dell’èlite, pronto a dimettersi non appena essa avrà deciso di sostituirlo con la vice Kamala Harris. Al di là dello schieramento politico, dobbiamo inoltre capire che — soprattutto in una situazione complessa come quella attuale — è indispensabile che la vittoria del futuro Presidente sia garantita nella sua assoluta regolarità , fugando ogni sospetto di brogli e prendendo atto delle prove schiaccianti, emerse in alcuni stati. Un Presidente proclamato tale dai media mainstream affiliati al deep state lo priva di ogni legittimità ed espone la Nazione a pericolose interferenze straniere, peraltro già provate nelle presenti elezioni” (ieri Trump ha affermato che il vero problema degli Usa è la stampa).
Il bersaglio ultimo di Viganò appare Bergoglio e spera che “eventuali prove in possesso dei servizi segreti venissero alla luce, specialmente in relazione ai veri motivi che hanno portato alle dimissioni di Papa Benedetto XVI e alle cospirazioni soggiacenti all’elezione di Bergoglio, permettendo così di cacciare i mercenari che hanno occupato la Chiesa”. Infine sostiene che “per porre fine alla deep church e restaurare la Chiesa Cattolica, si dovrà rivelare quale sia stato il coinvolgimento degli ecclesiastici con il progetto massonico-mondialista, quali i casi di corruzione e i reati che possano aver compiuto rendendosi così ricattabili, proprio come in campo politico avviene per i membri del deep state”.
Alla domanda – “Lei sembra suggerire che l’amministrazione Trump potrebbe essere strumentale per aiutare a riportare la Chiesa a un cattolicesimo pre-Francesco. Come fa l’amministrazione Trump a fare questo, e come possono i cattolici americani lavorare per salvare il mondo da questo “reset” globalista?”- Viganò ha risposto: “L’asservimento di Bergoglio all’agenda mondialista è palese, e il suo contributo all’elezione di Joe Biden è altrettanto evidente. Così come evidente sono l’ostilità e i ripetuti attacchi di Bergoglio contro il Presidente Trump, che egli considera il principale avversario, l’ostacolo da rimuovere, in vista della attuazione del Great Reset. Da un lato abbiamo quindi l’amministrazione Trump e quei valori tradizionali che essa ha in comune con quelli dei Cattolici; dall’altra il deep state del sedicente cattolico Biden, asservito all’ideologia globalista e alla sua agenda perversa, antiumana, anticristica, infernale”.
A proposito di inferno, per qualche momento durante la rivolta di ieri sul seggio del presidente del Senato americano si è seduto lo sciamano dei complottisti di QAnon, Jack Angeli, vestito da bisonte. Ma assomigliava tanto a Sauron, il demone del Signore degli Anelli scritto dal cattolico Tolkien.
(da “Huffingtonpost”)
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Gennaio 7th, 2021 Riccardo Fucile
LA INDOSSAVA UNO DEI CRIMINALI NEONAZISTI CHE HA ASSALTATO CAPITOL HILL
Le immagini parlano e danno risposte ai tanti interrogativi che, di per sè, non avevano motivo di esistere.
Il caso più evidente è racchiuso in una felpa, quella utilizzata da un uomo che — insieme agli altri — ha fatto irruzione all’interno del Campidoglio nel tentativo di interrompere la certificazione della vittoria di Joe Biden.
«Camp Auschwitz», campeggia su quel capo di abbigliamento in una delle immagini diventate il simbolo di questa follia anti-democratica.
L’uomo è stato immortalato dalle telecamere delle varie televisioni e testate, mentre festeggiava per non si sa cosa.
E dal gruppetto di persone che erano con lui, ecco spuntare la sua lunga barba e quella felpa nera con la scritta: «Camp Auschwitz». E sotto al riferimento al campo di concentramento, simbolo della follia nazista degli anni Trenta e Quaranta, anche la traduzione di quella scritta posta sul cancello del lager polacco: «Arbeit macht frei».
«Il lavoro rende liberi». Ecco la mentalità di chi nelle ultime ore ha attentato alla democrazia americana. Il tutto fagocitato da un Presidente uscente che ha aizzato il suo popolo sui social parlando di teorie della cospirazione contro di lui. Invece di accettare la sconfitta ha armato le menti di tantissimi cittadini che, presi dall’ebbrezza e dal suo sostegno, hanno creato il pandemonio.
E le ideologie che hanno mosso quanto accaduto a Capito Hill sono racchiuse in quella felpa nera.
(da agenzie)
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Gennaio 7th, 2021 Riccardo Fucile
IL SELFIE TRA UN POLIZIOTTO INFAME E UNO DEI ASSALITORI DIMOSTRA CHE TROPPI AGENTI NEGLI USA SONO COLLUSI CON IL CRIMINALE
Da Washington sono arrivate tantissime immagini diventate il simbolo di una giornata da
dimenticare, con la democrazia gettata nel gabinetto per inseguire teorie del complotto già smentite su tutti i livelli.
Dai video che mostrano gli agenti che spostano le transenne, fino a quello che mostra il selfie poliziotto-manifestante all’interno del Campidoglio.
Video e fotografie che segnalano come le ultime 24 ore negli Stati Uniti siano state contraddistinte da momenti di insana follia, con le persone che dovevano garantire la sicurezza del Parlamento americano che si sono rese protagoniste di eventi molto poco consoni al momento, poi rivelatosi tragico.
L’agente, in pettorina gialla della Polizia, si mette in posa per consentire uno scatto al manifestante di turno col cappellino rosso. In molti sottolineano come l’atteggiamento del poliziotto sia coerente con il momento: rifiutare una foto non avrebbe fatto altro che acuire le tensioni già elevate. Ma quella immagine mostra come qualcosa non sia andata per il verso giusto in questo giorno di ordinaria follia.
Il cattivo gusto di quella immagine, sia da parte del manifestante che da parte del poliziotto che si è prestato. Perchè in quel momento non occorrevano transenne spostate e selfie con chi aveva appena deciso di attentare all’istituzione madre di tutti gli Stati Uniti.
E, invece, le immagini di quello scatto non fanno altro che aumentare il malcontento. Questa volta nei confronti di chi doveva mantenere la tenuta stagna della democrazia americana.
(da Giornalettismo)
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Gennaio 7th, 2021 Riccardo Fucile
VETERANA DELL’AERONAUTICA, NEUTRALIZZATA MENTRE TENTA DI SFONDARE UNA PORTA
È Ashli Babbit il nome della donna uccisa durante l’assalto al Congresso.
Veterana dell’aeronautica e titolare di un’attività a San Diego, era sostenitrice di Trump ed era stata gravemente ferita in seguito ai colpi di pistola esplosi all’interno del Campidoglio di Washington durante gli scontri. “Non so perchè ha deciso di farlo”, ha riferito la suocera a Fox.
Sulla morte della donna è stata aperta un’inchiesta. Il marito di Babbitt, che non si trovava con lei a Washington, ha riferito a un’emittente locale che la moglie era una grande sostenitrice di Donald Trump: elemento che si evince dai profili social della donna, dove sono presenti tweet e post a sostegno del tycoon.
Sono stati i colpi di arma da fuoco sparati dalla polizia a uccidere Babbit durante le proteste a Capitol Hill: a dirlo è stato il capo della polizia di Washington, ribadendo che sui fatti è stata aperta un’inchiesta. La donna è stata colpita da un agente in uniforme della polizia del Campidoglio con la sua arma di servizio.
In un video si vede la donna tentare l’assalto di una sala attraverso lo sfondamento di una porta, oltre la quale degli agenti cercavano di difendere la loro incolumità .
(da agenzie)
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Gennaio 7th, 2021 Riccardo Fucile
L’EX PRESIDENTE REPUBBLICANO: “COMPORTAMENTO SCONSIDERATO DI TRUMP”
L’ex presidente Usa George W. Bush ha dichiarato che lui e sua moglie Laura, sono disgustati
e affranti per il caos scoppiato a Washington e hanno assistito con “incredulità e sgomento” allo svolgersi degli eventi.
L’ “assalto” al Campidoglio mercoledì e l’interruzione di un incontro stabilito dalla costituzione per affermare la vittoria del democratico Joe Biden è stato “intrapreso da persone le cui passioni sono state infiammate da falsità e false speranze”, ha detto Bush.
Il repubblicano ha sottolineato di essere “sconvolto” da quello che ha descritto come un comportamento “sconsiderato” da parte di alcuni leader politici sin dalle elezioni e dalla mancanza di rispetto per le istituzioni, le tradizioni e le forze dell’ordine statunitensi.
Bush si poi è rivolto a coloro che sono delusi dal risultato elettorale, dicendo: “Il nostro paese è più importante della politica del momento”.
(da agenzie)
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Gennaio 7th, 2021 Riccardo Fucile
32 ANNI, COMPLOTTISTA, NEGAZIONISTA, RAZZISTA CON LARGO SEGUITO SUI SOCIAL
Si fa chiamare lo “Sciamano di QAnon”. Jake Angeli, 32 anni, l’aspirante attore e performer
dal cognome italiano, è uno dei volti dell’assalto di Washington.
Assieme all’uomo con i piedi sul tavolo della speaker Nancy Pelosi – quello che in una cartellina ha lasciato scritto “Noi non ci arrenderemo” – lo “sciamano” vestito da nativo americano con le corna da bisonte, lascerà sicuramente un’impronta nella giornata più nera della storia d’America degli ultimi decenni.
Angeli, che vive a Phoenix, è un personaggio molto noto negli ambienti dell’ultradestra complottista americana. In prima linea in Arizona nelle manifestazioni contro “l’elezione rubata”, è convinto che il mondo sia guidato da una rete di pedofili che odiano il suo idolo: il presidente Donald Trump.
E non manca mai di gridarlo o di scriverlo sui social dove pare abbia un enorme consenso. Qualche mese fa si era già reso protagonista di un’altra protesta durante la quale aveva parlato alla folla esponendo – come sempre – le numerose credenze della setta complottista QAnon
ake Angeli è stato il primo ieri a penetrare alla guida di un drappello di suoi “fedelissimi” all’interno dell’aula del Congresso prendendo il posto destinato al vice presidente americano Mike Pence.
E non è la prima volta che si presentava vestito in quel modo, meritandosi il soprannome di battaglia. Nel 2020, per esempio, si era reso protagonista di una protesta in Arizona dove ha esposto in maniera convinta le numerose credenze della setta complottista QAnon.
La sua storia recente, come ormai è tradizione, emerge anche dalle sue pagine social. A inizio novembre, per esempio, aveva partecipato alle manifestazioni di Maricopa insieme al noto complottista americano Alex Jones. Poi, il 30 novembre, aveva pubblicato le sue foto durante una “finta udienza” tenuta da Rudolph Giuliani: “Con onore sono tra tanti fantastici patrioti” aveva scritto “gratificato” da centinaia e centinaia di like.
Ma Angeli è solo uno dei tanti personaggi di questa rivolta. La donna morta in Campidoglio, probabilmente uccisa da un proiettile esploso dalla polizia, è la veterana dell’Aeronautica Ashli Babbitt: su Twitter si faceva chiamare CommoashSense e anche lei, secondo qualto ha riferito il marito, era una sostenitrice di QAnon.
Nelle strade di Washington sono stati fotografati i Proud Boys e i Boogaloo, altri gruppi dell’ultradestra ben noti negli Usa, ma anche esponenti dei vecchi Tea Party come Kylie Jane Kremer e leader di gruppi anti-mascherine e negazionisti del Covid. Un mix esplosivo che, davanti a Capitol Hill, è deflagrato nella drammatica protesta che ha incollato tutto il mondo davanti a siti e televisioni.
(da “La Repubblica”)
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Gennaio 7th, 2021 Riccardo Fucile
13 FERITI E 52 ARRESTI IL BILANCIO PROVVISORIO DELL’ASSALTO TERRORISTICO ALLA DEMOCRAZIA USA
Quattro morti, 13 feriti e 52 arresti: è il bilancio provvisorio degli scontri nella manifestazione di protesta dei fan di Donald Trump nella capitale, secondo la polizia.
Il capo della polizia metropolitana di Washington Dc, Robert J. Contee, ha precisato che gli arresti sono stati 52 e che hanno partecipato alle marcia di Washington “Save America” circa 45.000 persone.
Degli arresti, 47 sono stati effettuati per le violazioni del coprifuoco e ingresso illegale. Quattro per possesso di pistole senza licenza e un’altra persona è stata arrestata per possesso di armi proibite.
Le autorità hanno anche recuperato una bomba artigianale dal Comitato nazionale democratico e un’altra bomba dal Comitato nazionale repubblicano. Sul terreno del Campidoglio degli Stati Uniti sono stati recuperati anche un refrigeratore di un veicolo insieme a una lunga pistola che includeva anche molotov.
Le quattro vittime comprendono la donna raggiunta da un colpo di pistola a Capitol Hill. La polizia ha confermato che sono stati rinvenuti ordigni esplosivi davanti al quartier generale sia del Dnc (Democratic National Convention) e sia dell’Rnc (Republican National Convention). E’ stato inoltre individuato un veicolo vicino al Congresso con un fucile e molotov.
(da agenzie)
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Gennaio 7th, 2021 Riccardo Fucile
CHIESTA L’APPLICAZIONE DEL 25° EMENDAMENTO: “NON E’ MENTALMENTE SANO E NON E’ IN GRADO DI DIFENDERE LA NOSTRA DEMOCRAZIA”
La Commissione giudiziaria della Camera Usa ha chiesto al vicepresidente Mike Pence di
invocare il 25/mo emendamento per rimuovere il presidente uscente degli Stati Uniti Donald Trump dalla Casa Bianca, dopo l’assalto al Capitol Hill e a due settimane dall’insediamento del presidente eletto Joe Biden.
E’ quanto fa sapere sul suo profilo Twitter il deputato democratico David Cicilline; la lettera è stata firmata anche da altri 18 parlamentari. Vi si legge che il presidente Trump “ha confermato di non essere mentalmente sano e ancora incapace di accettare i risultati delle elezioni del 2020”
“Per il bene della democrazia – hanno scritto i deputati a Pence – vi esortiamo con forza a invocare il 25/mo emendamento e iniziare il processo di rimozione del presidente Trump: ha dimostrato più volte di non essere adatto a proteggere la nostra democrazia e a svolgere i suoi compiti”.
(da agenzie)
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Gennaio 7th, 2021 Riccardo Fucile
PENCE: “LA VIOLENZA NON VINCE MAI”… MCCONNELL: “HANNO CERCATO DI DISTRUGGERE LA NOSTRA DEMOCRAZIA, MA HANNO FALLITO”… DA PIU’ PARTI SI CHIEDE LA RIMOZIONE IMMEDIATA DI TRUMP
Dopo l’assalto al Congresso da parte dei supporter di Donald Trump secondo cui le elezioni erano truccate, Camera e Senato Usa hanno bocciato tutti i ricorsi e hanno certificato l’elezione di Joe Bide alla Casa Bianca.
Mentre a Washington è stato dichiarato lo stato d’emergenza fino al 21 gennaio, alla Casa Bianca continua a circolare sempre più insistente la voce di un’ipotesi di rimozione immediata di Donald Trump.
Aprendo la seduta per certificare la vittoria di Joe Biden, Mike Pence ha condannato l’assalto dei sostenitori di Donald Trump. “Non avete vinto, la violenza non vince mai”, ha detto.
“Hanno cercato di distruggere la nostra democrazia, ma hanno fallito”. Lo afferma il leader dei repubblicani in Senato, Mitch McConnell, parlando di “falsa insurrezione”, di una “ribellione armata” che però non impedirà al Senato di fare il suo lavoro. “Gli Stati Uniti non saranno intimiditi”, ha continuato, assicurando che non si inchinerà all’illegalit�
L’ipotesi della rimozione di Trump
Il Washington Post chiede che la responsabilità di questo atto di insurrezione ricada sul “presidente, che ha mostrato di rappresentare un grave minaccia alla democrazia”: “Ha causato l’assalto al Congresso. Deve essere rimosso”. Trump “non è adatto a restare in carica per i prossimi 14 giorni. Ogni secondo che mantiene i vasti poteri della presidenza è una minaccia all’ordine pubblico e alla sicurezza nazionale”, aggiunge il board editoriale del Washington Post. “Trump è una minaccia e fino a quando resterà alla Casa Bianca il paese sarà in pericolo”, osserva il Washington Post.
L’ipotesi di invocare il 25/o emendamento per rimuovere Donald Trump si sta rafforzando nel gabinetto del presidente.
Lo riporta Cbs citando alcune fonti, secondo le quali l’idea è in discussione all’interno della Casa Bianca ma non è stata ventilata al vicepresidente Mike Pence. Il 25/o emendamento della Costituzione prevede che il vicepresidente prenda i poteri nel caso il presidente muoia, si dimetta o sia rimosso dal suo incarico. A differenza dell’impeachment, dunque, consente di rimuovere il presidente senza che sia necessario elevare accuse precise. Tanto che il consigliere alla sicurezza nazionale di Donald Trump, Robert O’Brien, e il suo vice Matt Pottinger, stanno valutando le dimissioni dopo le violenze in Congresso.
Anche il potente senatore repubblicano Lindsey Graham volta le spalle a Donald Trump, di cui è stato uno stretto alleato. “Io e Trump abbiamo avuto fatto un bel viaggio. Mi dispiace che finisca così ma oggi tutto ciò che posso dire è ‘non contare su di me’. Quando è troppo è troppo. Ho provato ad essere utile”, ha detto in Senato, affermando che Joe Biden e Kamala Harris “sono stati eletti legalmente e diventeranno presidente e vicepresidente”.
Il sindaco di Washington Muriel Bowser, dopo l’irruzione a Capitol Hill, con i manifestanti che hanno sfondato i cordoni di sicurezza e hanno fatto irruzione nel palazzo che ospita Camera e Senato Usa, estende l’emergenza pubblica nella capitale americana per 15 giorni, ovvero fino al 21 gennaio, il giorno successivo al giuramento di Joe Biden. Resta in vigore anche il coprifuoco.
È battaglia anche sul fronte dei social. Facebook blocca Donald Trump per 24 ore. Lo riportano i media americani. Il blocco del social di Mark Zuckerberg segue quello simile di 12 ore deciso da Twitter. Zuckerberg, secondo le ricostruzioni di Axios, avrebbe definito la situazione a Washington un'”emergenza” e, in una email ai dipendenti, ha assicurato che si stavano valutando altre misure per tenere la gente al sicuro.
(da agenzie)
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