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“CI HA ABBANDONATI IN BATTAGLIA”: ESPLODE LA RABBIA DEI CRIMINALI SOVRANISTI CONTRO TRUMP

Gennaio 9th, 2021 Riccardo Fucile

LE MILIZIE EVERSIVE SI SPACCANO SUI SOCIAL TRA L’ORGOGLIO PER L’ASSALTO, LA DELUSIONE PER IL COMPORTAMENTO DI TRUMP E IL DINIEGO: “IL MOVIMENTO E’ PIU’ FORTE DI TRUMP”

«Ha appena detto che i patrioti che hanno preso il Campidoglio la pagheranno. Smettetela di pensare che tutto dipenda lui. Dipende da TE, da me, da tutti noi in questo Paese e con le nostre libertà . Non fate le pecore. Pensate con la vostra testa. Trump ha appiccato il fuoco e poi se n’è andato, lasciandoci a gestire i resti carbonizzati».
Sono passate poche ore dal video in cui Donald Trump si dice «indignato per la violenza, l’illegalità  e il caos» dell’assalto al Congresso.
Sul social che ha accolto l’estrema destra, Parler, il leader dei Proud Boys Enrique Tarrio dà  voce alla delusione di molti: Trump li ha abbandonati nel mezzo di una battaglia che lui stesso li aveva incitati a combattere.
«Non potrei essere più d’accordo. Quando la situazione si è fatta seria, ci ha mandati a casa. Non ha declassificato documenti, appena ha vinto ha rinunciato ad arrestare Hillary Clinton. Salviamo Dio e il Paese!», gli fa eco l’utente PatriotParty24. Anche sul forum 4chan, tanti si sentono traditi: «Wow, è un pugno nello stomaco»; «Sono sotto shock. Mi sento svuotato».
Dove c’è rabbia c’è rissa. Uno se la prende con Tarrio perchè non ha partecipato di persona all’assalto, essendo stato arrestato lunedì scorso e poi bandito da Washington: «Vaffanculo, hai fatto in modo di farti arrestare per una sciocchezza così da avere una scusa per non essere con noi a fare il tuo dovere patriottico. Sei scappato con la coda tra le gambe! Nessun ordine del tribunale avrebbe impedito a me di esserci. Non sei un patriota, sei un codardo».
C’è poi chi è ancora al primo stadio del lutto: il diniego. Circola la teoria che il video del pentimento di Trump sia un falso oppure che abbia solo preso tempo. «Ti sbagli, non è finita per Trump, Qualcosa di grosso sta per accadere. Il male non prevarrà ».
Siti della destra come Breitbart e Daily Caller scelgono una copertura cauta, forse condizionati dalla fetta del partito che ora incolpa Trump non solo per l’assalto al Congresso ma anche per la sconfitta elettorale.
C’è poi la linea del deputato della Florida Matt Gaetz o dell’ex candidata alla vicepresidenza Sarah Palin: ripetere che l’assalto sarebbe stato in realtà  compiuto da attivisti di Antifa travestiti. Ma queste tesi fanno infuriare alcuni dei veri rivoltosi che sono orgogliosi e convinti di aver condotto un’impresa eroica: «Fa male vedere gente dare ad Antifa la gloria».
Arriva il tweet del senatore texano Ted Cruz: fino a poche ore prima ha osteggiato la conferma della vittoria di Joe Biden, dopo la morte del poliziotto ferito nella sommossa parla di «attacco terroristico». Su Parler questa «indignazione ipocrita» viene accolta con disprezzo: «Non abbiamo fatto niente di peggio rispetto a Black Lives Matter», commenta il collettivo che gestisce il profilo Murder the Media (uccidi i media).
Il loro mondo si è capovolto. La destra è quella che risponde «Blue Lives Matter» (blu come le divise degli agenti) agli slogan di Black Lives Matter. «Una cosa che ho capito durante l’assalto al Congresso –racconta su Twitter Elijah Shaffer, reporter conservatore diThe Blaze che era sul posto – è che c’è una crescita esponenziale del risentimento verso la polizia nella destra conservatrice, dovuta anche al fatto che in questi mesi gli agenti hanno applicato i lockdown anti-Covid. Strano vedere le cose capovolgersi». Ricercati dalle autorità , timorosi di essere inseriti in una no-fly list, licenziati o sospesi al lavoro (sta succedendo anche questo), ora i rivoltosi rischiano 10 anni di carcere per vandalismo o distruzione di monumenti e statue, a causa di un ordine esecutivo approvato in estate proprio dal loro presidente durante le manifestazioni di Black Lives Matter.
Dove sfocerà  la rabbia? «Il movimento è più grande di Trump», ripete il Proud Boy Tarrio. «La Repubblica è morta – scrive qualcuno–. Il nostro voto non ha più senso. Il popolo è schiavo dei despoti che occupano il Congresso, illegittimi e traditori come i loro sgherri al governo. Possiamo ancora fermarli, ma lo spiraglio si sta chiudendo». «Sì – replica un altro – l’unico rimedio è la guerra».

(da “il Corriere della Sera”)

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“RISCHIO DI NUOVE ISTIGAZIONI ALLA VIOLENZA”: TWITTER CHIUDE ACCOUNT DI TRUMP IN MODO DEFINITIVO

Gennaio 9th, 2021 Riccardo Fucile

DOPO FACEBOOK ANCHE TWITTER DECIDE DI BLOCCARE IL CRIMINALE SERIALE

L’account twitter di Donald Trump è stato sospeso in modo definitivo dal social network con la motivazione del “rischio di nuove istigazioni alla violenza”
La decisione sarebbe stata assunta dopo “un’attenta verifica dei tweet recenti” pubblicati sul profilo personale del presidente uscente
Giovedì l’ex first lady Michelle Obama aveva chiesto alle società  tecnologiche della Silicon valley di contrastare quelli che aveva definito i “comportamenti mostruosi” di Trump.
In settimana prime restrizioni all’attività  social del presidente uscente erano state poste da Twitter, Facebook e Instagram dopo l’assalto dei sostenitori del presidente uscente al congresso a Washington.
Dopo la sospensione del suo account, Trump ha fatto sapere di stare valutando la “possibilità  di creare in futuro una propria piattaforma”, alternativa a Twitter.
A muoversi contro il presidente uscente è stata anche la speaker della camera dei rappresentanti, Nancy Pelosi. La dirigente democratica ha annunciato un’iniziativa per un impeachment di Trump da avviare prima dell’insediamento di Joe Biden, previsto il 20 gennaio.

(da agenzie)

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ORBAN SI RIFIUTA DI CONDANNARE TRUMP: “NON GIUDICO GLI ALTRI PAESI”. E QUESTO SOGGETTO STA NELLA UE E NEL PPE

Gennaio 8th, 2021 Riccardo Fucile

ALLA RADIO PUBBLICA UNGHERESE “METTE IN GUARDIA” DALLE INGERENZE NEGLI AFFARI AMERICANI

Non c’era da meravigliarsi che Viktor Orban non condannasse Donald Trump per l’assalto di Capitol Hill. Anzi, il presidente ungherese segue la scuola di Giorgia Meloni, e si limita a dichiarare: “Non ci piace essere giudicati, quindi non giudichiamo gli altri Paesi”.
Nel corso di un’intervista alla radio pubblica ungherese Orban, tra i rari sostenitori di Trump all’interno dell’Ue, ha messo in guardia dalle “ingerenze” negli affari americani, distinguendosi dalle tante condanne internazionali piovute sulla Casa Bianca.
“Non dovremmo interferire con quello che sta succedendo in America – ha chiarito – Siamo sicuri che riusciranno a risolvere i loro problemi”.

(da agenzie)

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“NON RINUNCIARE MAI ALLE TUE ARMI”: VIAGGIO DENTRO THEDONALD, IL RIFUGIO ON LINE DEI CRIMINALI DI TRUMP

Gennaio 8th, 2021 Riccardo Fucile

IL GIORNO DELL’ASSALTO OLTRE IL 50% DEI COMMENTI INCITAVANO ALLA RIVOLTA … E LA SITUAZIONE DOPO DUE GIORNI NON E’ CAMBIATA

Keyboard warrior. Secondo UrbanDictionary, una persona che è incapace di esprimere la sua rabbia attraverso la violenza fisica e che quindi decide di usare la violenza verbale in rete.
Nel gergo italiano, leoni da tastiera.
La sera del 6 gennaio, mentre Capitol Hill veniva assaltata dai sostenitori di Trump, è stato chiaro che queste definizioni non funzionano poi così tanto. Chi passa le giornate e seminare violenza sul web, prima o poi quella violenza vuole metterla in pratica davvero. A 48 ore dall’attacco al Congresso Usa siamo stati nel forum TheDonald, il rifugio dei più accaniti sostenitore del (quasi) ex presidente degli Stati Uniti.
Reddit non è un social molto diffuso in Italia. Eppure è una delle fucine di meme e subculture più attive del web. Senza addentrarci troppo nei suoi cunicoli, Reddit è strutturato come se fosse una sorta di contenitore di mini-forum.
Chiunque può creare quello che in gergo si chiama un subreddit per discutere di un argomento in modo verticale. Uno di quelli diventati più famosi negli ultimi anni è stato r/The_Donald, uno spazio dedicato solo ai sostenitori di Donald Trump. È stato creato nel 2015 ed è cresciuto talmente tanto da arrivare a 790 mila utenti.
Una community grande ma non esattamente inclusiva. Il 29 giugno 2020 Reddit ha deciso di chiudere r/The_Donald. Troppi commenti razzisti, troppi incitamenti all’odio e troppe fake news.
Come successo già  per altri social, gli utenti che si sono incontrati qui non hanno rinunciato a interagire tra di loro ma si sono spostati da un’altra parte. È così che è nato il forum TheDonald.win. (Sì, il dominio è proprio questo).
Il gruppo di ricerca no profit Advance Democracy ha calcolato che il 4 gennaio oltre i 50% dei commenti pubblicati su questo forum incitavano a trasformare la protesta andata in scena il 6 gennaio in una serie di scontri violenti. Ed è proprio qui che abbiamo cercato di capire la reazione dei sostenitori più accanti di Trump il giorno della resa, quello in cui il Presidente ha detto che garantirà  una «transazione pacifica» dei poteri.
L’eterno ritorno al 1776
Uno dei grandi miti citati su TheDonald è il 1776, l’anno in cui gli Stati Uniti firmarono la Dichiarazione di Indipendenza. Un anno che viene citato spesso, con la giustificazione che quando bisogna combattere una battaglia non è necessario seguire le legge.
Scrive Thomas 1963-1967, «Dobbiamo smettere di giocare secondo le regole. Nel 1776 gli inglesi marciarono e giocarono secondo le regole. Noi invece ci siamo nascosti dietro gli alberi e le rocce pure di sparargli addosso». Una rivoluzione, quella proposta su TheDonald, che è contro lo Stato ma sempre condita da un distorto senso di patriottismo. «Noi non distruggiamo l’America, noi distruggiamo le istituzioni che distruggono l’America», scrive crazyfingers619.
Due pesi, due proteste
All’interno del forum sono molti gli utenti che paragonano l’attacco a Capitol Hill con le proteste del movimento Black Lives Matter. «I media ci definiranno come terroristi, mentre gli esponenti del movimento Blm (che si sono proclamati marxisti/terroristi che vogliono rovesciare gli Stati Uniti) vengono definiti come attivisti», scrive 1A2A.
Una contrapposizione netta quindi tra i sostenitori di Trump e gli attivisti di Blm, tanto che per battere la fazione nemica diventa necessario preparare le armi, come si legge da questo dialogo. Aristones: «Io sono pronto a morire per la libertà  delle prossime generazioni. Loro lo sono?». Nancypelosisoldiver: «Sì, lo sono. Non rinunciare mai alle tue armi».
La propaganda dei Democratici
L’odio verso il sistema mediatico è comune nei movimenti populisti, particolarmente accentuato in questo caso. Uno dei principali account di informazione sul social di destra Parler si chiama @MurderTheMedia. Non esattamente un nickname conciliatorio. Un odio che si è esteso anche ai social media dopo la decisione presa da Facebook di bannare Trump a tempo indertminato.
Commies-aint-people paragona il sistema mediatico, a sua detta curato dai Democratici, a quello gestito da Joseph Goebbles, il ministro della Propaganda del Terzo Reich Nazista: «Hanno alle spalle la più grande rete di propaganda nella storia dell’Occidente. Il 100% delle comuncazioni e delle informazioni arrivano dai loro alleati dei media e dei social media. Gobbles (scritto proprio così, ndr) non avrebbe potuto nemmeno sognare un sistema del genere».

(da agenzie)

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I TERRORISTI TRUMPIANI ANNUNCIANO NUOVE AZIONI VIOLENTE PER LA VIGILIA DELL’INSEDIAMENTO

Gennaio 8th, 2021 Riccardo Fucile

SUI SOCIAL APPELLI AD AZIONI CONTRO LE SEDI DELLE ASSEMBLEE LEGISLATIVE DI TUTTI GLI STATI

Sarebbe pronto un nuovo attacco a Washington il 19 gennaio, un giorno prima dell’inaugurazione di Joe Biden.
Esaltati dal successo di mercoledì, dall’assalto al Congresso che dovrebbe segnare per loro l’inizio di una “rivoluzione”, leader di gruppi dell’estrema destra americana in questi hanno lanciato sui social l’appello ad azioni contro le sedi delle Assemblee Legislative in tutti gli stati.
Ma per molti dei loro attivisti e simpatizzanti, che nei mesi scorsi hanno manifestato contro le proteste di Black Lives Matter ed a sostegno della polizia con lo slogan “Blue Lives Matter”, è arrivata come una doccia fredda la notizia della morte di un poliziotto della Us Capitol Police, quinta vittima della sedizione inscenata dai sostenitori di Donald Trump lo scorso 6 gennaio nel tentativo di impedire la certificazione della vittoria di Biden.
La morte del poliziotto, su cui la procura federale ha aperto un fascicolo per omicidio, è destinata a dividere ancora di più gli animi di questi rivoltosi in nome del credo law and order diffuso da Trump, che permette comunque di tentare di rovesciare l’esito di elezioni legale sulla base di infondate accuse di brogli.
E su i social media, anche quello preferito dall’estrema destra Parler, in queste ore ci si divide tra il rivendicare l’azione, ed anche i saccheggi ed i vandalismi che sono testimoniati da foto e video, oltre che dalle denunce di furti che stanno arrivando da senatori e deputati di computer ed altre cose.
Oppure avallare la fake news che alcuni deputati repubblicani sostenitori di Trump hanno fatto circolare, cioè che responsabili delle violenze sono stati degli attivisti antifa travestiti da sostenitori di Trump. Ed anche le quattro vittime degli scontri, in particolare l’ex militare Ashli Babbitt, da qualcuno viene definita una martire della causa, da altri un’infiltrata degli antifa, con una bugia smentita dai familiari della donna che da San Diego l’hanno descritta come una grande sostenitrice di Trump.
“Per lo zoccolo duro dei gruppi di estrema destra questo è stato un grande successo, una pietra miliare nella loro lotta contro i mulini a vento, i presunti nemici dell’America – commenta Arie Kruglanski, docente di psicologia dell’università  Maryland che studia i movimenti estremisti americani – mentre invece scoraggerà  chi non era così impegnato”.
Per gli esperti quello che è successo mercoledì, per quanto sconvolgente, non è avvenuto come una sorpresa, preceduto da mesi di scontri, attacchi simili – si pensi all’occupazione armata della sede dell’Assemblea Legislativa del Michigan – e persino un piano per rapire es assassinare la governatrice del Michigan, Gretchen Whitmer, grande nemica di Trump.
“L’estremismo è ormai il mainstream della politica americana, dobbiamo capirlo per il bene del nostro Paese, non è più un fenomeno marginale”, ha detto Eric Ward, esperto di estremismo del Southern Poverty Law Center.

(da Globalist)

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ECCO CHI SONO GLI ALTRI TERRORISTI CHE HANNO ASSALTATO IL CAMPIDOGLIO: C’E’ ANCHE UN DEPUTATO REPUBBLICANO, IL FIGLIO DI UN GIUDICE E CHI HA NOLEGGIATO UN AEREO PRIVATO

Gennaio 8th, 2021 Riccardo Fucile

SOVRANISTI, COSPIRAZIONISTI, EX MILITARI E RAZZISTI

Due giorni dopo l’assalto al Congresso che è costato la vita a cinque persone, l’Fbi e la polizia stanno cercando di identificare gli organizzatori della rivolta al Campidoglio con l’aiuto di cittadini e social media.
Il Bureau ha chiesto al pubblico di aiutare la polizia a identificare i rivoltosi, offrendo fino a 50 mila dollari di ricompensa per chi darà  informazioni “sulle persone responsabili dell’installazione di ordigni nella sede del comitato dei principali partiti politici statunitensi nella capitale”.
Il dipartimento di polizia del distretto di Columbia ha condiviso una pagina web con le foto di alcuni manifestanti chiedendo aiuto per l’identificazione.
Bigo il cattivo
La foto diventata virale di un uomo seduto sulla scrivania della speaker della Camera Nancy Pelosi ritrae Richard “Bigo” Barnett, 60 anni, di Gravette, Arkansas. Arringava la folla all’entrata con la camicia strappata e poi è stato fotografato lì, nel cuore del potere di Washington. “Le ho scritto un brutto biglietto, ho messo i piedi sulla sua scrivania e mi sono grattato le palle”, ha detto dopo essere uscito dall’ufficio di Pelosi. Sul suo profilo Facebook Barnett aveva criticato la speaker la scorsa settimana rivendicando di essere un nazionalista bianco: “Sono bianco. Non lo si può negare. Sono un nazionalista. Metto la mia nazione al primo posto. Quindi questo fa di me un nazionalista bianco”, ha scritto. Barnett aveva raccolto fondi per la campagna “Save Our Children”, che è uno slogan di cui QAnon si è impossessato per affermare la sua teoria secondo cui l’èlite democratica di Washington sarebbe responsabile di un traffico di minori. I ribelli che sono entrati in Campidoglio sventolavano anche bandiere che facevano riferimento alla tratta dei bambini, pilastro del culto QAnon. Non è chiaro cosa Barnett facesse per vivere.
Evans, deputato e rivoltoso
“Derrick Evans è in Campidoglio! Oh Mio Dio, non posso credere che siamo qui adesso!”. Il video è scomparso da Facebook poche ore dopo essere stato condiviso ma oramai la storia era uscita e la faccia di Derrick Evans è diventata un simbolo del cortocircuito che ha portato qualche migliaia di persone a tentare l’assalto al palazzo della democrazia americana, due giorni fa.
Deputato repubblicano della West Virginia, 34 anni, Evans si è unito ai rivoltosi e ha poi cercato di ridurre il danno, cancellando i video che lo ritraevano con l’elmetto bianco a Capitol Hill e dicendo di esserci andato come “membro indipendente dei media” e non come parlamentare. “Voglio assicurarvi che non ho avuto nessuna interazione negativa con la polizia nè ho partecipato ad alcuna distruzione”, si è scusato sempre via Facebook. Nel suo distretto Evans è un noto anti-abortista, il Washington Post ricorda che nel 2019 “un impiegato di una clinica per aborti a Charleston, W. Va., ha presentato un ordine restrittivo contro Evans per presunto stalking e ripetuta minaccia di lesioni personali”. I democratici hanno chiesto che il deputato venga immediatamente sospeso.
Aaron, figlio di un giudice della Corte Suprema
The Gothamist ha identificato anche un altro perosnaggio dell’invasione al Campidoglio, il ragazzo che appare vestito con le pelli di pelliccia e il giubbotto anti-proiettile anche all’uomo con la bandiera confederata. Si chiama Aaron Mostofsky, è il figlio di un giudice della Corte Suprema di Brooklyn. “Il padre dell’uomo è Shlomo Mostofsky, un’importante figura del mondo ortodosso di Brooklyn ed ex presidente del Consiglio nazionale della Giovane Israele. È stato eletto alla Corte Suprema della Contea di Kings lo scorso gennaio con il sostegno del Partito Democratico di Brooklyn”. Aaron ha parlato con il New York Post e ha spiegato che ha preso d’assalto l’edificio perchè “le elezioni sono state rubate”. Suo fratello, Nachman, che è il vice presidente del South Brooklyn Conservative Club pure era alla manifestazione giovedì da dice di non essere mai entrato in Campidoglio. “Mio fratello non ha fatto nulla di illegale”, ha detto Nachman a Gothamist. “Sicuramente non faceva parte della rivolta, è stato spinto dentro”.
Antisemiti ed ex militari
Tra i rivoltosi c’erano anche uomini e donne che indossavano magliette con slogan negazionisti dell’Olocausto e antiebrei, ma anche uomini con una chiara formazione militare. Sui social girano molto le foto di un uomo con passamontagna e lacci di plastica che di solito vengono usati come manette.
Secondo il ricercatore John Scott Railton, che ha identificato l’uomo grazie ai contributi di altri utenti online con l’analisi di video e foto, nella biografia dell’uomo ci sono: “nulla osta di sicurezza a lungo termine, una laurea all’accademia militare, grado di ufficiale superiore al momento del pensionamento”.
La presenza di militari o ex militari durante le rivolte del 6 gennaio è uno degli elementi su cui indaga l’Fbi. Finora sono state arrestate 68 persone. Tra i manifestanti c’erano anche operai edili di Indianapolis e una agente immobiliare di Frisco, in Texas, che è arrivato a Washington su un jet privato per “assaltare la capitale”: Jenna Ryan, che è anche conduttrice radiofonica.

(da agenzie)

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ARRESTATO IL TERRORISTA TRUMPIANO FOTOGRAFATO ALLA SCRIVANIA DI NANCY PELOSI

Gennaio 8th, 2021 Riccardo Fucile

RICHARD BARNETT DEVE RISPONDERE DI TRE CAPI DI IMPUTAZIONE… TRA GLI ARRESTATI CINQUE ERANO ARMATI SENZA LICENZA E UNO AVEVA 11 MOLOTOV

Il sostenitore di Donald Trump che dopo l’incursione al Campidoglio del 6 gennaio era stato fotografato seduto alla scrivania della presidente della Camera Usa Nancy Pelosi è stato arrestato e accusato di tre reati federali compreso il furto di proprietà  pubblica: lo hanno detto oggi funzionari federali citati dalla CNN.
L’immagine dell’uomo sessantenne seduto trionfante con un piede sul tavolo, diventata un simbolo delle violenze che hanno scosso il Paese, avevano fatto il giro del mondo.
I funzionari federali hanno fatto sapere che Richard Barnett dell’Arkansas è stato arrestato venerdì mattina a Little Rock. “Barnett è stato accusato di entrare e rimanere consapevolmente in un terreno edificabile limitato senza autorità , ingresso violento e comportamento disordinato nei terreni del Campidoglio e furto di proprietà  pubblica”, hanno detto i funzionari.
“Anche se avete lasciato Washington potete ancora attendervi che qualcuno bussi alla vostra porta”, ha affermato l’Fbi.
In un video pubblicato da un giornalista del New York Times durante gli scontri a Capitol Hill, Barnett si vanta di aver preso una busta personalizzata, ma ha assicurato di non averla rubata. “Ho lasciato un quarto di dollaro sulla sua scrivania”, ha aggiunto.
Anche un residente dell’Alabama è stato accusato per una bomba a tubo trovata sul lato Sud dell’edificio del Campidoglio, 11 bottiglie molotov e un’arma in stile militare trovate nel suo camioncino. In tutto quindici persone sono state incriminate a livello federale per gli scontri al Congresso.
“L’FBI non sta risparmiando risorse in questa indagine”, ha detto Steven D’Antuono, assistente direttore dell’ufficio di Charge Washington.

(da agenzie)

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TRUMP, L’AMICO DEI NEONAZISTI: UNA LINEA DI VIOLENZA SI ESTENDE DA CHARLOTESVILLE AL CAMPIDOGLIO

Gennaio 7th, 2021 Riccardo Fucile

SONO 1.124 I GRUPPI NEONAZISTI NEGLI USA, 200.000 I MILITANTI, UN FLUSSO DI DENARO E ARMI… ECCO CHI SONO

“Una chiara linea di violenza e antisemitismo si estende da Charlottesville al Campidoglio, dall’agosto 2017 al gennaio 2021. Questa linea è la cosa più importante che la storia registrerà  sulla presidenza di Donald Trump”.
A scriverlo su Haaretz è Amir Tibon, profondo conoscitore dell’arcipelago suprematista bianco americano. Vale la pena leggere le sue considerazioni a commento della notte della democrazia in America, quella dell’assalto a Capitol Hill, una battaglia provocata dagli “ariani” di Trump che ha provocato quattro morti e una ferita nel cuore degli Usa difficile da rimarginare per il neo eletto presidente Joe Biden.
Perchè quello che è andato in scena ieri a Washington (e replicato in Georgia) non è il gesto disperato, criminale, di un manipolo di folli suprematisti, ma un vero e proprio atto insurrezionale.
Lo sdoganatore dei neonazisti, le SS dell’”America first”.
“Il presidente Donald Trump è rimasto in silenzio per diverse lunghe ore, mentre violenti teppisti hanno marciato dal suo raduno davanti alla Casa Bianca verso il Campidoglio degli Stati Uniti e hanno preso d’assalto le sale del Congresso, minacciando l’incolumità  di legislatori e poliziotti, sparando colpi di pistola nei corridoi più sacri della democrazia americana e costringendo a fermarsi nel processo di certificazione della vittoria di Joe Biden all’Electoral College — scrive Tibon -.   Quando finalmente ha rilasciato una dichiarazione video, ore dopo l’assedio al Congresso, si è trattato di un breve messaggio scritto in cui ripeteva le sue bugie su un’elezione che gli era stata presumibilmente ‘rubata’, e chiedeva gentilmente alla folla di ‘andare a casa in pace’.
Tutto nasce a Charlottesville
“Quell’evento lo ha reso il primo, e si spera l’ultimo, presidente americano a legittimare e lodare i neonazisti che terrorizzavano i cittadini di una città  americana — prosegue Tibon -. Il secondo evento è quello che è successo mercoledì, quando i suoi sostenitori più cerebrolesi e cospiratori hanno cercato – e per un breve periodo ci sono riusciti – di fermare con forza un dibattito al Congresso sui risultati delle elezioni presidenziali. Trump non ha solo ispirato questo attacco al Congresso condividendo, giorno dopo giorno negli ultimi due mesi, false teorie cospiratorie sulle elezioni.
Ha letteralmente detto ai suoi sostenitori, che si sono riuniti per una manifestazione fuori dalla Casa Bianca mercoledì scorso, che devono marciare sul Congresso. Non a caso, hanno fatto irruzione nell’edificio nello stesso momento in cui i media statunitensi hanno svelato una lettera del vicepresidente Mike Pence, in cui rifiutava la richiesta illegale di Trump di buttar via i voti validi del Collegio Elettorale che erano stati espressi per Biden.
I sostenitori di Trump si sono resi conto che il loro eroe aveva perso la sua ultima possibilità  legale di ribaltare i risultati delle elezioni e sono passati ad azioni illegali. Trump non li ha denunciati per questo; al contrario, ha detto loro ‘vi amiamo’ e ha dato la colpa alla violenza ‘dall’altra parte’, che ora include non solo Biden e il Partito democratico, ma anche governatori repubblicani, funzionari elettorali, senatori e membri del Congresso che si sono rifiutati di partecipare al suo attacco alla democrazia.
Il grido di battaglia del raduno di estrema destra di Charlottesville era ‘Gli ebrei non ci sostituiranno’, e tre anni dopo, è ancora un messaggio che prospera sotto la superficie del movimento di culto di Trump.
Appena poche ore prima che i teppisti di Trump irrompessero in Campidoglio, la Georgia aveva eletto il suo primo senatore ebreo, spianando la strada all’elezione del primo ebreo americano a Speaker del Senato ,il tutto nello stesso giorno in cui Biden ha annunciato   l’intenzione di nominare un giudice ebreo di spicco, Merrick Garland, come suo procuratore generale.
Per coloro che parlano in termini antisemitici come ‘globalisti e diffondono folli teorie cospirative che includono elementi antisemitici, non ci saranno compromessi mentre combattono per preservare il loro uomo al potere’. Quando dicono che gli ebrei non li sostituiranno, lo intendono,     letteralmente. E sanno che nel suo cuore, Donald Trump è con loro, non importa quante volte i suoi parenti ebrei affermeranno il contrario”.
Radiografia dei gruppi dell’odio
A luglio scorso il direttore della polizia federale, Christopher Wray, ha assicurato che erano state aperte 850 inchieste per “terrorismo interno” e che i suoi agenti avevano effettuato cento arresti.
Di questo universo impastato di odio antisemita fa parte John Earnest, il diciannovenne autore dell’attacco, il 28 aprile 2019, alla sinagoga di Poway, nella contea di San Diego, California, che ha provocato un morto e tre feriti. Come i suoi “eroi” anche Earnest ha postato prima dell’attacco il suo “manifesto”.
Il manifesto di Earnest è zeppo di dichiarazioni d’odio contro ebrei, musulmani, africano-americani, ispanici, immigrati e femministe, così come altri gruppi e minoranze. Ogni ebreo è responsabile del genocidio meticolosamente pianificato della razza europea, delira il diciannovenne terrorista. Earnest ripropone anche la teoria, molto popolare negli ambienti di estrema destra americani, del “complotto giudaico”, e cioè del piano pilotato dagli ebrei di “sostituire” americani bianchi con immigrati provenienti da altri paesi. Nel documento, scrive il Washington Post, Earnest rivendica di aver dato fuoco a una moschea nella località  californiana di Escondido, a poche miglia dalla sinagoga in cui è avvenuta la sparatoria. Gli estremisti del white power si passano il testimone, indicano a chi li vuole seguire cosa fare.
Gli attentatori suprematisti amano l’esibizione mediatica, agiscono rivolgendosi sempre a un’audience a un pubblico che credono ricettivo alle loro idee, hanno sempre contatti con gruppi più o meno radicali.
E a quel mondo appartiene anche Christopher Paul Hasson, 49 anni, tenente della Guardia costiera americana, arrestato nella cittadina di Silver Spring in Maryland con la grave accusa di terrorismo interno. A fermarlo l’Fbi e i servizi investigativi della Guardia costiera dopo che un’indagine federale aveva portato alla luce un piano criminale per un attacco terroristico su larga scala contro civili e personaggi noti. Nel mirino anche una lista di giornalisti e politici democratici.
La rete del terrore cresce
Tra le personalità  della lista vi erano la Speaker, riconfermata,   della Camera Nancy Pelosi, il leader dell’opposizione democratica al Senato Chuck Schumer, la deputata newyorkese Alexandria Ocasio-Cortez, ma anche i giornalisti della Cnn Don Lemon e Chris Cuomo e della MsnbcChris Hayes e Joe Scarborough.
Nell’abitazione di Hasson, non distante da Washington, gli inquirenti hanno ritrovato una consistente scorta di quindici armi da fuoco e migliaia di munizioni, ma anche steroidi e ormoni. Rinvenuti nel suo computer lettere e documenti impregnati di odio e piani omicidi.
Nella cronologia delle sue ricerche in rete c’erano “il miglior posto a Washington per vedere persone del Congresso” o anche “i giudici della Corte Suprema hanno la scorta?”.
L’uomo, che si è autodefinito un nazionalista bianco e filo-russo, era ossessionato da neonazismo. Hasson aveva anche studiato il manifesto di Anders Behring Breivik, il suprematista norvegese di cui era un ammiratore e che nel 2011 uccise 77 persone. Secondo la documentazione raccolta dalle forze dell’ordine e depositata al tribunale distrettuale del Maryland, l’obiettivo finale era quello di “stabilire una patria bianca”.
Attualmente sono 1124 i gruppi razzisti che sostengono idee come la supremazia bianca basata sulla teorica superiorità  di questa razza su africano-americani, ispanici, arabi o ebrei. Queste credenze, basate sull’odio, hanno fondamenta politiche e sociali che a volte partono da una base religiosa spesso legata al cristianesimo fondamentalista. Nel biennio 2018-2019 secondo i dati americani, il sessanta-settanta per cento degli omicidi di stampo politico, ideologico o religioso sono stati messi in atto da suprematisti bianchi o da gruppi di estrema destra, neonazisti. E sono largamente superiori a quelli commessi dagli estremisti islamici.
È stato stimato che un numero tra le 150mila e le 200mila persone s’iscrivono a pubblicazioni razziste, partecipano alle loro marce e manifestazioni e donano denaro. Circa centocinquanta programmi radiofonici e televisivi indipendenti sono trasmessi settimanalmente e raggiungono centinaia di migliaia di simpatizzanti.
Saint Tarrant, il nuovo cavaliere crociato che “pulisce il mondo dalla feccia musulmana”. Ma anche James Mason, un membro del partito neonazista americano che idolatrava Hitler e Charles Manson, ispiratore del gruppo Atomwaffen, sospettato di diversi omicidi. O ancora il norvegese Andres Breivik, autore della strage di Utoya, o lo youtuber da 53 milioni di follower PewDiePie, accusato di antisemitismo.
Sono questi gli eroi dei lupi solitari che si radicalizzano in rete, nei canali come 8chan trovano manifesti preconfezionati per motivare le loro azioni e sul deep web comprano armi, abbigliamento militare per entrare in azione, magari utilizzando bitcoin per evitare di essere rintracciati o per finanziare le loro ricerche “sul campo”.
Negli Usa, i suprematisti bianchi sono cresciuti di numero dopo le presidenziali del 2016. Alcuni appartengono al gruppo Vanguard America, usano slogan razzisti, iconografie connesse a simboli del passato e ora sulla loro divisa, polo bianca e pantaloni kaki, molti hanno aggiunto il cappellino rosso con la scritta “Make America Great Again”, motto della campagna elettorale di Trump. Un’immagine che ha creato imbarazzo per la Casa Bianca.
Altro gruppo in crescita è quello dei Proud Boys, in prima linea nelle manifestazioni violente di queste settimane. E’ il gruppo che più si è impegnato nell’organizzare la guerriglia di Washington e l’attacco a Capitol Hill.
All’interno del movimento bianco suprematista, i gruppi neonazisti hanno registrato la crescita maggiore, aumentando del 22 per cento. I gruppi anti-musulmani sono saliti per un terzo anno consecutivo. In South Carolina, ad esempio, secondo il Southern Poverty Law Center, operano almeno diciannove “hate groups”, cioè i gruppi che fanno dell’odio la propria cifra.
Tra quelli che operano attivamente sono compresi: neonazisti, miliziani del Ku Klux Klan, nazionalisti bianchi, neoconfederati, teste rasate di taglio razzista, vigilanti frontalieri. I gruppi neonazi nel 2008 erano 159, otto anni dopo sono saliti a 1384. Tra i più attivi: American Front, American Guard, Hammerskins, National Alliance, National Socialist American Labor Party, National Socialist Vanguard, Nsdap/Ao, White Aryan resistance. Un altro gruppo suprematista bianco, neonazista e neofascista in ascesa è il Patriot Front, nato da una scissione di una sigla analoga, Vanguard America, dopo il raduno suprematista “Unite the right” del 2017 a Charlottesville, in Virginia. Durante l’evento, un neonazista lanciò la sua auto su contro-manifestanti uccidendo una giovane donna.
Il suprematismo bianco viaggia anche sul web. Un recente studio del Simon Wiesenthal Center ha identificato più di dodicimila gruppi di odio xenofobo e antisemita sul web. La League of the South sul proprio sito avverte: “Se ci chiamerete razzisti, la nostra risposta sarà : e allora?”.
Ecco chi sono i miliziani di Trump. Hanno assaltato Capitol Hill perchè in odio non hanno il neo presidente democratico. Il loro odio è contro tutto ciò che è democrazia, i suoi simboli, le sue istituzioni. Odiano gli ebrei, schifano i musulmani, considerano i latinos dei subumani, si considerano gli ariani di America. Come le SS di Hitler. Da “Sieg Heil a “Stop the Steal”.

(da Globalist)

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“ORA VI RACCONTO CHI E’ L’UOMO CON LE CORNA DA BISONTE CHE HA ASSALTATO IL CAMPIDOGLIO”

Gennaio 7th, 2021 Riccardo Fucile

UN ALTRO FUORI DI TESTA, DIVENTATO SUPREMATISTA DOPO CHE IL PADRE SI E’ SUICIDATO PERCHE’ LA MOGLIE LO TRADIVA… FA LA COMPARSA E TIENE “SEMINARI” SU YOUTUBE… LA PROSSIMA VOLTA INVITATELO A PONTIDA

«Siamo cresciuti insieme, era il mio vicino di casa, l’ultima volta che l’ho incontrato era al matrimonio di mio fratello, nel 2016. Abbiamo sempre litigato perchè era contro l’educazione scolastica e su YouTube ha un canale dove tiene certi “seminari” così li chiama», scrive Gary Trubl   su Twitter.
«Si è completamente instupidito ma non è stato sempre così. La sua storia ha preso una brutta piega quando sua madre ha tradito il padre e quello si è suicidato. Ha cominciato a farsi di droghe pesanti, ha cambiato nome e poof: all’improvviso è diventato così», prosegue l’amico d’infanzia. Ecco quello che   sappiamo di Jake Angeli (ma il suo vero cognome è Chansley, non è chiaro se Angeli sia effettivamente un nome di famiglia), 32 anni, da Phoenix, Arizona.
L’uomo che ieri ha dato l’assalto al Campidoglio degli Stati Uniti a petto nudo nonostante il freddo intenso, il volto dipinto — manco a dirlo, senza mascherina — il megafono in mano e una finta pelle di bisonte cornuto sulla testa, la cui immagine oggi è su tutti i giornali e siti del mondo, è un aspirante attore che a volte svolge lavoretti da doppiatore, ma sogna di fare il cantante: come si racconta lui stesso sul sito Backstage.com.
Ma sui social è conosciuto soprattutto come “lo sciamano di QAnon”: sì i complottisti convinti che Hillary Clinton e Barack Obama sono parte di una setta satanica di pedofili che stuprano i bambini nel sottoscala di una pizzeria di Washington Dc, protetti dal “Deep State”, sorta di Stato nello Stato di cui Donald Trump è l’unico, acerrimo nemico.
Qualcuno ieri ha tentato di dire che probabilmente era un infiltrato, un antifà , cioè un antifascista accorso solo per aizzare la folla e screditare President Trump.
Ma in realtà  è un volto molto noto della galassia complottista, animatore di diverse manifestazioni di estrema destra, dove si presenta sempre con un costume diverso: indiano, bandito, cacciatore.
“Accessori” che poi è possibile acquistare sul suo canale YouTube. Ieri, al termine delle scorribande che lo hanno visto mettersi in posa anche sul podio del Presidente del Senato Mike Pence, ha preso lo stesso megafono con cui aveva incitato i suoi compagni a scalare il Congresso e ha invitato la folla a tornare a casa.
«La depressione è una brutta cosa» twitta ancora l’amico Gary.

(da “La Repubblica”)

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