Marzo 1st, 2021 Riccardo Fucile
LA PROCURA: “NON C’E’ UN QUADRO PROBATORIO ASSODATO, MA E’ PLAUSIBILE”: QUINDI CHIUNQUE UN DOMANI PUO’ ESSERE DENUNCIATO SENZA PROVE, E’ IL FONDAMENTO DEL DIRITTO, CERTO… “NESSUN TRASBORDO IN CAMBIO DI SOLDI, SOLO UNA REGOLARE FATTURA PER SERVIZI PORTUALI TRA ARMATORI”
Un accordo di natura commerciale tra le società armatrici», finalizzato al trasbordo di un gruppo di migranti bloccati per 37 giorni sul cargo bestiame Maersk Etienne.
È questa l’accusa mossa dalla procura di Ragusa alla società armatrice della nave “Mare Jonio”, adoperata da “Mediterranea Saving Humans”.
I reati contestati sono quelli di «favoreggiamento dell’immigrazione clandestina — si legge in una nota della procura siciliana — e di violazione alle norme del Codice della Navigazione».
Il procuratore Francesco D’Anna ha voluto precisare che non vi sono inchieste sulla gestione delle Ong nei soccorsi in mare, ma «soltanto su un episodio in cui sono coinvolte due società commerciali».
I fatti oggetto dell’inchiesta risalgono allo sbarco dei 27 migranti avvenuto il 12 settembre scorso nel porto di Pozzallo.
Gli stranieri erano stati trasbordati il giorno precedente dalla Maersk Etienne, di proprietà della più importante compagnia di navigazione mercantile del mondo. Il giorno dopo il trasbordo, l’Alto commissariato Onu per i rifugiati si complimentò con il governo italiano, in particolare con il ministero dell’Interno, per avere contribuito a interrompere il più lungo e drammatico stop mai registrato a causa del rifiuto maltese di accogliere i profughi.
Nella dichiarazione dei vertici di Unhcr-Acnur si parlava di «fondamentale intesa con il governo italiano, nella totale assenza dell’Europa».
Secondo la procura di Ragusa, invece, si sarebbe trattata di un’operazione non autorizzata. Tuttavia proprio la Procura nel decreto di perquisizione non parla di quadro probatorio assodato ma, sulla base degli elementi raccolti, ritiene «plausibile» la condotta illecita della compagine armatoriale, «essendovi motivo di ritenere» che nei giorni precedenti al trasbordo Caccia e Casarini avessero concordato con i manager della compagnia danese l’intervento della Mare Jonio.
A quanto trapela da diverse fonti vicine all’inchiesta, un mese dopo il trasbordo l’armatore “Idra”, proprietario di Mare Jonio, ha fatturato alcuni servizi portuali per la Maersk, che con regolare bonifico ha versato circa 100mila euro.
Secondo la difesa si è trattato di attività professionale rientrante tra le prestazioni che il personale professionale alle dipendenze di “Idra” (marinai e tecnici) svolge per conto dell’armatore, che poi riversa gli introiti nel finanziamento del soccorso in mare.
Per la procura, invece, quella cifra è la prova della “gratitudine” di Maersk, che non è stata indagata.
Sempre nel decreto di perquisizione tra l’altro si legge che da Amsterdam uno dei manager della più importante compagnia di navigazione mercantile del mondo informava Caccia di avere ricevuto i complimenti di altri importanti armatori europei, preoccupati dallo scaricabarile tra Paesi (Malta e Italia) che più volte aveva provocato il blocco delle navi in mare dopo i salvataggi di naufraghi.
Una posizione, quella di Maersk, che faceva preannunciare «il proprio sostegno politico e materiale» alle organizzazioni umanitarie nel Mediterraneo, «come se l’iniziativa di Mare Jonio — aggiunge la Procura —, avesse coraggiosamente inaugurato una nuova fase».
(da Avvenire)
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Marzo 1st, 2021 Riccardo Fucile
L’IMPRENDITORE SANTOPIETRO: “UN RAPPRESENTANTE DELL’ITALIA NON PUO’ LASCIARE MESSAGGI DEL GENERE CHE DIVIDONO IL PAESE”
Rimuovere lo slogan “Prima il Nord” dal sito personale del ministro al Turismo Massimo Garavaglia. E’ la battaglia ingaggiata da Visit Italy, famoso portale di promozione turistica fondato da due imprenditori partenopei, Ruben Santopietro e Paolo Landi.
Le notizie e i comunicati stampa sul sito personale dell’esponente della Lega nominato dal governo Draghi sono fermi al 2017 / 2018 ma “un rappresentante delle istituzioni così attento al web dovrebbe rimuovere dalla propria pagina messaggi che dividono il Paese” dice Santopietro di Marketing Italia, società leader in Europa per la promozione turistica e che gestisce portali di successo come appunto “Visit Italy” e progetti di promozione del territorio sia pubblici che privati.
“Il turismo è una risorsa essenziale anche per Centro e Sud Italia – prosegue – Da Nord a Sud lo stivale ha bellezze paesaggistiche che il mondo ci invidia. Tra i compiti di un ministro, soprattutto come quello del turismo, c’è sicuramente la promozione dell’Italia e delle sue meraviglie”.
Da qui la richiesta di rimuovere la scritta “Prima il Nord” presente su massimogaravaglia.net, la pagina del neoministro del Carroccio ferma a qualche anno fa. “Sicuramente l’attaccamento al partito è importante – sottolinea l’imprenditore partenopeo – ma quando si ricopre un ruolo istituzionale che interessa l’intero paese, alcuni slogan dovrebbero essere messi da parte”.
Questo è il secondo round della polemica a distanza scattata tra il ministro e Santopietro nel salotto di Porta a Porta su Rai 1, dove Garavaglia aveva dichiarato mercoledì scorso: “Dobbiamo investire nel digitale, avere una piattaforma che funzioni bene è fondamentale oggi, se un americano cerca ‘visit Italy’ non trova italia.it, ma un sito di un privato”.
“È triste – commenta Santopietro su Facebook – lavorare per anni ad un progetto, ottenere anche dei riconoscimenti a livello europeo, per poi essere considerati quasi come un problema da un ministro della Repubblica Italiana. Siamo sicuri della buona fede ma le sue parole hanno chiaramente un tono provocatorio. Ancora oggi, nel 2021, la sensazione è che la politica veda il privato più come un nemico che come un alleato. Risultare primi negli Stati Uniti alla ricerca “Visit Italy”, senza disporre dei 45 milioni investiti per Italia.it è stato un duro lavoro e ha previsto un impegno che forse merita più rispetto”.
Dopo aver visto la trasmissione, il team ha cercato il sito personale del ministro “e abbiamo appurato che nella home in prima pagina c’è lo slogan: “Prima il Nord” – conclude Santopietro – Noi siamo una realtà nata a Napoli e da anni promuoviamo i territori di tutta Italia in 180 paesi del mondo. Speriamo che non sia stato proprio questo ad infastidire il ministro della Lega. Certo è che se adesso ricopre una carica istituzionale, il suo dovere è lavorare per l’Italia intera, centro e sud inclusi. Chiediamo formalmente la rimozione di questo slogan a nome di migliaia di operatori del settore”.
(da agenzie)
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Marzo 1st, 2021 Riccardo Fucile
COSTATA 21.000 EURO PER LE RIPRESE SU UNA TV PRIVATA CON LA PRESENZA DELL’ATTORE CASTELLITTO: “LO CONFERMANO I VERTICI DELL’OSPEDALE”
Il giornalista Ferruccio Sansa, capogruppo della lista Pd-M5s al Consiglio regionale della Liguria, ha
scritto un post sulla sua pagina Facebook in cui mette nel mirino il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova. «Stando anche a quanto ci è stato riferito da fonti ufficiali del Policlinico San Martino», scrive Sansa, «è accaduto questo: sabato scorso per commemorare i morti del Covid è stata organizzata nei locali dell’ospedale una lettura di brani del libro del professor Matteo Bassetti (con l’attore Sergio Castellitto)».
La cerimonia «è costata circa 21 mila euro che, stando sempre a quanto riferito dall’ospedale, sarebbero andati a società del gruppo di Primocanale che ha organizzato le riprese. La somma, ci comunica San Martino, è stata pagata con fondi della Clinica Malattie Infettive di cui lo stesso Bassetti è direttore».
«I fondi», prosegue Sansa, «stando sempre alle informazioni dell’ospedale, provengono da “attività proprie, sperimentazioni, ricerca e donazioni”.
Insomma — non lo diciamo noi, ma i vertici del Policlinico San Martino — per pagare un evento che consisteva nella lettura del libro di Bassetti sono stati utilizzati fondi della clinica universitaria che lui stesso dirige».
(da agenzie)
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Marzo 1st, 2021 Riccardo Fucile
“DIMOSTREREMO NELLE SEDI COMPETENTI CHE NON ABBIAMO MAI COMMESSO NULLA DI ILLEGALE”… “IL PROCURATORE DI RAGUSA HA ESTERNATO PIU’ VOLTE PUBBLICAMENTE LA SUA CROCIATA CONTRO LE ONG”
Questa mattina all’alba è scattata una vasta operazione di polizia contro Mediterranea Saving Humans. La Procura della Repubblica di Ragusa ha coordinato perquisizioni effettuate da decine e decine di agenti in tutta Italia, in abitazioni, sedi sociali, e sulla nave Mare Jonio. Le accuse sono pesanti, ma in realtà puntano a colpire la pratica del soccorso civile in mare che Mediterranea promuove dal 2018, attraverso la sua compagnia armatoriale, Idra social shipping, che fornisce all’associazione la nave di ricerca e soccorso e cura la gestione degli equipaggi.
Il Procuratore di Ragusa, ha più volte esternato pubblicamente la sua crociata contro le Ong arrivando a sostenere che “bisogna che non passi l’idea che sottrarre i migranti dalle mani dei libici possa essere una cosa consentita”.
Quello di oggi è un vero e proprio “teorema giudiziario”, in cui si ipotizza che le attività di soccorso e salvataggio siano preordinate allo scopo di lucro.
La “macchinazione” ipotizzata è talmente surreale da rendere evidente quale sia il primo e vero obiettivo di questa operazione: creare quella “macchina del fango” che tante volte abbiamo visto in azione nel nostro paese, dal caso di Mimmo Lucano alle inchieste di questi giorni contro chi pratica la solidarietà ai migranti che attraversano la rotta balcanica, e sparare ad alzo zero contro chi come noi non si rassegna al fatto che da inizio gennaio ad oggi siano già centinaia le donne, uomini e bambini lasciati morire nel Mediterraneo, e si contino già a migliaia i catturati in mare e deportati nei campi di concentramento libici, finanziati con i soldi dell’Unione Europea e dell’Italia.
Le perquisizioni cercano “prove” perchè in realtà l’accusa, nonostante migliaia di ore di intercettazioni telefoniche e ambientali, si fonda solo su congetture che si scioglieranno presto come neve al sole.
La vicenda in esame riguarda il soccorso prestato ai 27 naufraghi della Maersk Etienne che da 38 giorni erano abbandonati in mezzo al mare tra Malta e Lampedusa, a bordo della portacontainer che li aveva tratti in salvo. Fu definito la “vergogna d’Europa” quel disumano abbandono, il più lungo stand — off che si ricordi per dei naufraghi che in teoria, secondo ciò che impongono le Convenzioni Internazionali, avrebbero dovuto raggiungere “tempestivamente” un porto sicuro.
Idra social shipping non ha mai fatto nulla di illegale e lo dimostrerà presto nelle sedi competenti. E Mediterranea non si fermerà a causa di questo attacco, triste e prevedibile, e continuerà ad essere in mare, lì dove i crimini che vengono commessi e sono quelli di strage, tortura, stupri, sevizie.
Mediterranea Saving Humans
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Marzo 1st, 2021 Riccardo Fucile
IL GIORNALISTA HA CHIESTO IMMEDIATAMENTE LA RIMOZIONE DELLA SUA IMMAGINE DALLA CARD DI PROMOZIONE DIFFUSA DALLA LEGA… E DOPO QUALCHE ORA E’ STATA RIMOSSA
Nel manifesto di promozione della sesta edizione della scuola di formazione della Lega — coordinata dal lavoro di Armando Siri — compare la foto del giornalista Enrico Mentana. Una fototessera, proprio accanto a quella di Luca Morisi.
La locandina promozionale della sesta edizione della scuola di formazione della Lega è stata diffusa principalmente da due pagine Facebook, quella ufficiale della Lega e quella — altrettanto ufficiale e comunque collegata al partito — Noi con Salvini premier.
Mentana alla scuola Lega, tuttavia, non ci andrà . E la sua immagine è stata utilizzata, a quanto pare, senza la sua autorizzazione.
«Scopro che un mio sosia e omonimo è nel cast della scuola leghista — ha scritto ieri Enrico Mentana su Instagram -. La cosa che mi insospettisce è che alle sue spalle c’è una tappezzeria uguale alle scenografia del tgla7.
Fuor di scherzo: egregi signori della scuola, togliete la mia foto con cortese solerzia, grazie». Dunque, l’invito a rimuovere il suo nome e la sua immagine è stato piuttosto esplicito. Qualche ora dopo, i due post in questione — quello della Lega e quello di Noi con Salvini — sono stati direttamente rimossi da Facebook.
Ma com’è nato questo malinteso e perchè Enrico Mentana è stato associato alla scuola della Lega? In passato, il direttore del Tg La7 ha partecipato ad alcuni seminari di formazione. All’epoca dei fatti, contattato dalla redazione del Corriere della Sera che gli aveva chiesto spiegazione sull’accaduto,
Mentana aveva risposto di aver partecipato anche a eventi promossi dal Pd (come le Feste de L’Unità ) o dal Movimento 5 Stelle, senza per questo prendere la tessera dem o iscriversi alla piattaforma Rousseau pentastellata.
Sul sito dedicato alla Scuola di Formazione, in homepage compare — come seconda, subito dopo quella del leader del partito Matteo Salvini — una citazione dello stesso Mentana che recita «La formazione politica è l’essenza».
Ma non è l’unica testimonianza: se si naviga nel sito della scuola di formazione, infatti, nella sezione “Ospiti” si nota ancora una volta la stessa foto di Enrico Mentana (quella che compariva anche nel manifesto diffuso dai canali social della Lega), tra l’altro in compagnia di altri giornalisti che, tradizionalmente, non possono di certo essere inseriti nel pantheon leghista, come Lucia Annunziata, Ferruccio De Bortoli e Oscar Giannino.
Insomma, che Mentana sia un brand è cosa nota (del resto la sua pagina Facebook ha oltre un milione di followers). In virtù di vecchie partecipazioni del giornalista a eventi simili, però, qualcuno aveva provato a “sfruttare” questo brand anche quest’anno.
Evidentemente con risultati opposti.
(da agenzie)
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Marzo 1st, 2021 Riccardo Fucile
DOPO VARI FALLIMENTI GIUDIZIARI, LA PROCURA CONTESTA “STRANAMENTE” IL PRESUNTO REATO DI FAVOREGGIAMENTO DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA SOLO AGLI ARMATORI DELLA MARE JONIO MA NON A QUELLI DANESI DELLA MAERSK… E NON CONTESTA LA VIOLAZIONE DELLE NORME INTERNAZIONALI SUL SOCCORSO IN MARE ALLE AUTORITA’ MALTESI CHE SI SONO RIFIUTATE DI INTERVENIRE IN ACQUE MALTESI PER 38 GIORNI
“Un accordo di natura commerciale tra le società armatrici”, finalizzato al trasbordo di un gruppo di migranti bloccati in mare a bordo della nave cargo Maersk Etienne bloccata per 37 giorni in mare senza l’assegnazione di un porto di sbarco.”
E’ questa l’accusa mossa dalla procura di Ragusa alla società armatrice della nave “Mare Jonio”, adoperata da “Mediterranea Saving Humans” nelle operazioni di soccorso nel Canale di Sicilia.
Nel corso della mattinata gli inquirenti hanno voluto fare una precisazione: la Procura di Ragusa non ha inchieste sulla gestione delle Ong nei soccorsi in mare, ma “soltanto su un episodio in cui sono coinvolte due società commerciali” e nessun componente della Mediterranea saving humans è indagato.
Lo ha spiegato all’Ansa il procuratore capo Fabio D’Anna.
I reati contestati sono quelli di “favoreggiamento dell’immigrazione clandestina – si legge in una nota della procura siciliana – e di violazione alle norme del Codice della Navigazione”.
Questa mattina un gruppo interforze composto da diversi reparti di Guardia di finanza, Polizia e Capitaneria di porto “ha dato esecuzione ad un decreto di perquisizione personale e locale e sequestro nei confronti della società proprietaria ed armatrice del rimorchiatore “Mare Jonio” e di alcuni soggetti”, in totale quattro persone tra i quali amministratori e dipendenti della società armatoriale. Tra i quattro indagati vi sarebbero anche Giuseppe Caccia, Luca Casarini e Alessandro Mez.
I fatti oggetto dell’inchiesta risalgono allo sbarco di 27 migranti avvenuto il 12 settembre scorso nel porto di Pozzallo. Gli stranieri erano stati trasbordati il giorno precedente dalla “Maersk Etienne”, una nave adibita al trasporo di animali, di proprietà della più importante compagnia di navigazione mercantile del mondo.
“Le indagini fin qui svolte, corroborate da intercettazioni telefoniche, indagini finanziarie e riscontri documentali – informa la procura -, hanno permesso di far emergere che il trasbordo dei migranti effettuato dall’equipaggio della “Mare Jonio”, che secondo l’accusa non aveva avuto indicazioni dalle autorità maltesi, competenti in quel tratto di mare ma che per oltre un mese si erano rifiutate prendere in carico la gestione del caso”.
Il trasbordo sarebbe avvenuto “solo dopo la conclusione di un accordo di natura commerciale tra le società armatrici delle due navi, accordo in virtù del quale la società armatrice della motonave Mare Jonio ha percepito un ingente somma quale corrispettivo per il servizio reso”.
Al momento non viene precisato di quale natura e di quale importo sarebbe l’accordo. Le indagini sono ancora in corso e sono finalizzate “a ricercare ed acquisire ogni elemento documentale e/o su supporto elettronico utile a comprovare i rapporti tra gli indagati e tra essi e la società danese armatrice della Maersk Etienne”, che al momento non risulta sottoposta a indagine.
Già in passato la procura di Ragusa aveva avviato indagini su diverse Ong, accusate di favoreggiamento dell’immigrazione. Inchieste fino ad ora mai approdate a condanne.
(da Avvenire)
In sintesi
1) Una nave commerciale soccorre 27 naufraghi in acque maltesi e li mette in salvo sulla propria nave.
2) La nave chiede un porto di sbarco per far scendere i migranti, Malta lo nega e per 38 giorni, in violazione delle leggi internazionali, si rifiutano tutti di intervenire
3) La nave commerciale trasporta animali, quindi al danno della sosta forzata in mare si unisce il rischio della perdita degli animali. 38 giorni vuol dire centinaia di migliaia di euro di danni per una omissione di atti d’ufficio criminale
4) Gli armatori della nave contattano la Mare Jonio per far trasbordare i migranti e viene raggiunta l’intesa per farli trasbordare e poi sbarcare i migranti a Pozzallo. Se la Maersk ha fatto una donazione all’armatore per averli tolti dall’impasse ha fatto bene, lo avrebbe fatto chiunque. Ma se fosse un reato andrebbe contestato ad entrambe le parti, non a una sola. Sempre dopo aver aperto un fascicolo per omissione di soccorso e violazione delle norme internazionali sul soccorso in mare nei confronti dell autorità di Malta che se ne sono fottute.
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Marzo 1st, 2021 Riccardo Fucile
IL GENERALE DI CORPO D’ARMATA FIGLIUOLO E’ STATO COMANDANTE IN AFGHANISTAN E KOSOVO, NON RISULTA ABBIA ESPERIENZA IN VACCINAZIONI… SOVRANISTI ESULTANO: DA “VOGLIAMO I COLONNELLI” A “EVVIVA IL GENERALE”
Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha nominato il Generale di Corpo d’Armata, Francesco Paolo
Figliuolo, nuovo Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19. A Domenico Arcuri i ringraziamenti del Governo per l’impegno e lo spirito di dedizione con cui ha svolto il compito a lui affidato in un momento di particolare emergenza per il Paese. Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi.
Il Generale Francesco Paolo Figliuolo, originario di Potenza, ha maturato esperienze e ricoperto molteplici incarichi nella Forza Armata dell’Esercito, interforze e internazionale. Ha ricoperto l’incarico di Capo Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore della Difesa, dal 7 novembre 2018 è Comandante Logistico dell’Esercito.
In ambito internazionale ha maturato esperienza come Comandante del Contingente nazionale in Afghanistan, nell’ambito dell’operazione ISAF e come Comandante delle Forze NATO in Kosovo (settembre 2014 – agosto 2015). Il Generale Figliuolo è stato insignito di numerose onorificenze. Tra le più significative la Decorazione di Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia, la Croce d’Oro ed una Croce d’Argento al Merito dell’Esercito e NATO Meritorius Service Medal.
Il primo a congratularsi con la scelta del presidente Draghi è il segretario leghista, Matteo Salvini: “Rimosso il commissario Arcuri, al suo posto designato il generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo. Grazie presidente Draghi. Missione compiuta”
Pronta la risposta su Twitter di Matteo Renzi: “La scelta del Presidente Draghi di sostituire il commissario Arcuri con il generale Paolo Figliuolo, responsabile logistico dell’Esercito, va finalmente nella direzione che Italia Viva chiede da mesi. Bene! Servizi segreti, vaccini, Recovery plan: buon lavoro al Governo Draghi”.
“Bene ha fatto il presidente Draghi a rimuovere Domenico Arcuri da commissario straordinario per l’emergenza Covid-19. Come Fratelli d’Italia siamo stati tra i primi a chiedere di dare un netto segnale di discontinuità sulla pessima gestione del governo precedente. Buon lavoro al generale Francesco Paolo Figliuolo per questo importante e delicato incarico. Le nostre idee, le nostre proposte e il nostro contributo in Parlamento sono a sua disposizione”, conclude.
“Buon lavoro al nuovo Commissario straordinario per l’emergenza Covid19, Generale Figliuolo, che abbiamo ascoltato in Commissione Difesa e di cui abbiamo apprezzato efficienza e capacità . Un ringraziamento a Domenico Arcuri per il difficile lavoro svolto in questo drammatico anno”. Lo scrive la senatrice del Pd, Roberta Pinotti.
“Il governo ha recepito le proposte di Forza Italia a favore di un concreto cambio di passo e della nomina di un nuovo commissario per l’emergenza #Covid_19. Un successo politico che va nella direzione dell’interesse nazionale. Buon lavoro al generale #Figliuolo!” Lo scrive su Twitter Antonio Tajani, Coordinatore nazionale di Forza Italia.
(da agenzie)
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Marzo 1st, 2021 Riccardo Fucile
LANCIA UN SONDAGGIO PER CHIEDERE INFORMAZIONI AI GENITORI DI CUI DOVREBBE ESSERE GIA’ IN POSSESSO
Credevamo di averle viste tutte.
Ma Nino Spirlì, Presidente facente funzioni della Regione Calabria si è addirittura superato. Lo ha fatto con un post su Facebook nel quale ha chiamato a rapporto i genitori e chiesto loro informazioni sulle scuole chiuse nella sua regione.
«SCUOLE PER MAGGIORE SICUREZZA, per favore comunicatemi le scuole dei vostri figli chiuse per contagi dal 1 gennaio 2021. Grazie».
In pratica, Spirlì, come se fosse passato di lì per caso (e, in effetti, è anche vero), domanda con un sondaggio dal valore statistico discutibile informazioni di cui dovrebbe essere già abbondantemente in possesso o che, al limite, ci si aspetta che un governatore di regione reperisca attraverso canali istituzionali. Invece no. Nella politica al tempo dei social accade che informazioni di tale importanza, e le decisioni conseguenti, vengano prese attraverso i commenti degli utenti su Facebook.
Inevitabile l’ondata di reazioni sconcertate e di critiche sotto il post di Spirlì in cui il sarcasmo e l’ironia amara prevale di gran lunga sulla rabbia, complice una certa rassegnazione da parte dei calabresi. Tra queste, alcune meritano di essere citate:
“Per maggiore sicurezza converrebbe chiederlo anche su Instagram e Tik Tok”;
“Complimenti per il suo metodo di lavoro: serio, efficiente, sicuro”;
“FF ma ci sei o ci fai?”;
“Wow! Monitoraggio affidato ai social… Ora sì che mi sento sicuro!!!”.
E’ evidente a tutti che uno spettacolo del genere non sia più tollerabile in una regione che, negli ultimi mesi, ha pagato anche troppo l’incompetenza della sua classe politica, di cui il caso Gino Strada non è che la punta dell’iceberg.
Nella mattinata di oggi è arrivata la replica di Spirlì, affidata a una diretta Facebook, nella quale attacca senza mezzi termini quelle che definisce le due categorie politiche che lo hanno criticato: i “piddini” e i “grillini”.
Quando la toppa è peggiore del buco…
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 28th, 2021 Riccardo Fucile
“MI HA PASSATO IL SALVAGENTE E POI E’ SCOMPARSO TRA LE ONDE”: IL DEVASTANTE RACCONTO DEL CALCIATORE SCAPPATO DALLA GUERRA IN GUINEA A UNA SILVIA TOFFANIN IN LACRIME
Un racconto devastante quello di Cherif Karamoko, ospite di Silvia Toffanin a Verissimo nella puntata in
onda sabato 27 febbraio. Calciatore che ha debuttato nel 2019 in serie B nel Padova, Cherif ha raccontato la sua storia di dolore in un libro.
La conduttrice lo ha voluto in tv perchè raccontasse il suo vissuto, una storia carica di dolore, segnata dalla perdita dei suoi genitori e del fratello, morto dopo che il barcone a bordo del quale si erano imbarcati per raggiungere l’Italia è affondato nel Mediterraneo.
Di fronte alle lacrime di Silvia Toffanin, Cherif ha raccontato la sua storia.
Il padre, imam del suo quartiere, morì quando aveva appena 13 anni, ucciso dalle milizie durante la guerra in Guinea. Ma i dolori per il giovane Cherif non sono finiti. A 15 anni perde la madre, scomparsa a causa dell’ebola. Ma è la perdita del fratello Mory ad averlo devastato. Mory è morto durante il naufragio del barcone a bordo del quale i due fratelli hanno tentato di raggiungere insieme l’Italia.
“Su quella barca potevano starci 60 persone, ma noi eravamo in 143. Era piena, non ci stavamo, ma chi aveva organizzato il viaggio era armato e ci ha spinto a forza tutti dentro. Non c’era spazio per muoversi”, racconta Cherif tra le lacrime:
“Una notte, abbiamo iniziato ad imbarcare acqua. A quel punto è nata una battaglia disperata per accaparrarsi i salvagenti, che erano pochissimi rispetto a quanti eravamo. La gente urlava e non si capiva niente.”
A bordo di quella barca, Cherif ha perso suo fratello: “Quando la barca è affondata ci siamo aggrappati ad alcuni pezzi dell’imbarcazione. Ero senza forze, faceva freddissimo e avevo bevuto un sacco di benzina. All’improvviso mio fratello mi ha allungato un salvagente e mi ha detto di tenere duro, che sarebbe arrivata la nave italiana a salvarci. Mi ha detto di salvarmi perchè dovevo giocare a calcio. Lui era al mio fianco e non mi sono accorto quando è scomparso nelle onde. Sono svenuto e mi sono risvegliato in ospedale in Italia”. Cherif spera ancora con Mory sia ancora vivo da qualche parte:
“Ancora oggi non credo a quello che è successo. Forse si trova da qualche parte in Italia o è in Libia, non lo so. Quando eravamo a Tripoli mi diceva di guardare le luci in fondo al mare, che lì c’era l’Italia, il posto dove avrei potuto realizzare il mio sogno.”
(da Fanpage)
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