Marzo 3rd, 2021 Riccardo Fucile
“NOI SOSTENIAMO VARIE ONG, IN QUEL CASO ABBIAMO FATTO UNA DONAZIONE PER IL SERVIZIO CHE CI HANNO FORNITO DI NOSTRA INIZIATIVA, NESSUNO CI HA CHIESTO NULLA”… SE FOSSIMO UNO STATO SERIO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA DOVREBBE MANDARE UNA ISPEZIONE ALLA PROCURA DI RAGUSA: SE QUALCHE MAGISTRATO VUOLE FARE POLITICA SI PRESENTI ALLE ELEZIONI
L’inchiesta della procura di Ragusa sul trasbordo di 27 migranti dalla petroliera “Maersk Etienne” alla nave umanitaria “Mare Jonio” dovrà adesso affrontare una ricostruzione alternativa. Fornita direttamente dal gigante della navigazione commerciale danese.
Da Copenaghen un portavoce dalla compagnia ha inviato una lunga nota per ricostruire i fatti.
Un racconto che pone a questo punto nuovi interrogativi. Già ieri Maersk in una dichiarazione ad “Avvenire” aveva precisato di non essere stata mai contattata dagli investigatori, nonostante il bonifico da 125mila euro in favore dell’armatore di “Mediterranea Saving Humans” provenisse proprio dalla compagnia, un colosso che fattura oltre 36 miliardi di euro all’anno.
Ecco cosa scrive Maersk: “Il 5 agosto 2020 l’equipaggio della Maersk Etienne (la nave petroliera di proprietà del gruppo danese, ndr) ha salvato 27 persone in difficoltà in mare su richiesta delle autorità maltesi. Una volta salvati, loro e l’equipaggio sono stati lasciati bloccati per 38 giorni, senza che nessuna autorità fosse disposta a permettere alla nave di fare scalo e consentire lo sbarco in sicurezza delle persone salvate”.
Si è trattato del più lungo stop mai registrato in epoca recente nel Canale di Sicilia.
“Dopo diverse richieste di assistenza rimaste senza risposta, la situazione – si ricorda nella nota – è diventata terribile dal punto di vista umanitario. Abbiamo concordato con Mediterranea che avrebbero condotto una valutazione sanitaria utilizzando il team medico a bordo della Mare Jonio”
A questo punto il comandante della petroliera, in accordo con l’armatore, ha dato l’ok al trasbordo. “Il trasferimento sulla nave è avvenuto in seguito alla loro valutazione che le condizioni delle persone salvate richiedevano cure immediate in strutture mediche adeguate. Era una situazione umanitaria – insiste Maersk – vogliamo chiarire che in nessun momento prima o durante l’operazione è stata discussa o concordata una compensazione o un sostegno finanziario”
Questa dichiarazione pone una serie di interrogativi. Maersk al momento non risulta indagata e i suoi manager non sono stati ascoltati neanche nella veste di “persone informate dei fatti”
Il bonifico,come indicato dagli inquirenti, è stato incassato da “Idra”, proprietaria di Mare Jonio, due mesi dopo l’arrivo dei migranti in Sicilia.
“Mesi dopo l’operazione di salvataggio Maersk Tankers – si legge ancora nella dichiarazione del gruppo navale – ha incontrato i rappresentanti di Mediterranena per ringraziarli della loro assistenza umanitaria. In seguito a questo incontro, abbiamo deciso di dare un contributo a Mediterranea per coprire alcuni dei costi sostenuti a causa dell’operazione. Questo è stato effettuato per un importo di 125.000 euro e con il pieno sostegno della direzione di Maersk Tankers”.
Alla luce di queste precisazioni uno dei fondamenti dell’inchiesta verrebbe minato.
Ad oggi, assicurano da Copenaghen, “non siamo stati contattati dalle autorità in relazione all’indagine, siamo pronti a collaborare, se contattati”.
Prima di chiudere la nota Maersk tiene a precisare che il sostegno a Mediterranea non è una scelta dettata da un singolo episodio ed anzi fa parte di un impegno più ampio: “Continuiamo a spingere per un’azione politica decisiva per evitare il ripetersi dell’incidente della Maersk Etienne. Il lavoro maggiore sulla questione avviene attraverso Danish Shipping (l’associazione degli armatori della Danimarca, ndr) che sta dialogando con le autorità danesi, l’Unione europea, l’Organizzazione marittima internazionale e altre parti interessate”.
(da Avvenire)
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Marzo 3rd, 2021 Riccardo Fucile
LA VERGOGNOSA VISITA AL CARCERE DI SAN GIMIGNANO PER SOLIDARIZZARE CON AGENTI CRIMINALI CHE HANNO TRADITO IL GIURAMENTO SULLA COSTITUZIONE E CONDANNATI A PIU’ DI DUE ANNI DI CARCERE
Sono stati condannati per tortura a più di due anni di carcere, eppure l’ex ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini è ancora dalla loro parte. Li difende gli agenti penitenziari che secondo la Procura di Siena hanno pestato un detenuto tunisino durante un trasferimento in cella nell’ottobre del 2018.
Il “capitano” — così come fatto il 26 settembre del 2019, quando era scoppiata l’indagine — ieri è tornato nel carcere di Ranza a San Gimignano. E, proprio allo stesso modo di come si è comportato un anno e mezzo fa (quando però i giudici non avevano ancora emesso sentenze), ha espresso solidarietà per gli agenti di polizia penitenziaria.
Non per l’uomo pestato, ma per gli agenti di polizia penitenziaria condannati. Che, come si vede in un video che era stato pubblicato dal Tg3 in cui si vedono gli agenti colpire il detenuto, colpirlo a ginocchiate e tappargli la bocca.
“Tra guardie e ladri io sto sempre dalla parte delle guardie — aveva detto in quell’occasione l’ex ministro dell’Interno. Gli uomini e le donne in divisa di polizia penitenziaria non meritano di esser trattati come delinquenti, assassini o torturatori”. Il 17 febbraio sono arrivate le condanne.
Scrive Il Fatto quotidiano:
E così, ieri pomeriggio, il leader della Lega non ha potuto mancare di visitare il carcere e portare nuovamente solidarietà agli agenti. Li ha incontrati e ascoltato i loro sfoghi. Poi, fuori dal carcere, Salvini li ha difesi pubblicamente: “Conto che venga resa giustizia, stimo questi agenti e solo sentirli accostare alla tortura mi fa arrabbiare”.
Secondo la Procura di Siena il detenuto tunisino in carcere per spaccio e furti di beni alimentari era stato colpito dagli agenti con calci e pugni insieme a frasi del tipo: “Infami, pezzi di merda, vi facciamo vedere chi comanda a San Gimignano!” rivolte agli altri detenuti.
Ma per Salvini le violenze sono “inesistenti”: “Ma per il momento, ha concluso Salvini, “ho portato solidarietà a dei servitori dello Stato”. Lo stesso Stato che li ha condannati per tortura.
(da agenzie)
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Marzo 3rd, 2021 Riccardo Fucile
RAPPORTO DI MILLE PAGINE: “FORMAZIONE E’ UN RISCHIO PER LA DEMOCRAZIA”
Mille pagine di rapporto e un verdetto importante anche se non inatteso: secondo il Verfassungsschutz
(BfV), i Servizi segreti interni tedeschi, l’Alternative fuer Deutschland (Afd) è un partito di estrema destra.
D’ora in poi sarà tenuto sotto stretta sorveglianza come si fa per le organizzazioni che rappresentano un rischio per le istituzioni repubblicane. I suoi militanti potranno essere intercettati, la loro posta elettronica controllata, e l’organizzazione potrà essere infiltrata da spie.
E’ una decisione che in Germania non avrà solo conseguenze politiche – oltretutto in pieno anno elettorale. In alcuni casi, i tutelatissimi dipendenti pubblici rischiano il posto, se membri del partito.
E’ la prima volta nella storia della Germania del dopoguerra che un intero partito viene considerato ufficialmente pericoloso per la democrazia.
L’indiscrezione filtrata su alcuni giornali non è stata ancora confermata, ma il numero uno del BfV, Thomas Haldenwang, avrebbe comunicato stamane agli uffici dei land che la decisione è stata presa lo scorso 25 febbraio.
Per il sigillo ufficiale bisognerà aspettare il verdetto del tribunale di Colonia, dove il partito aveva già fatto ricorso contro l’indagine. In ogni caso, secondo Spiegel, la classificazione dei Servizi prevede un’importante eccezione: parlamentari e candidati alle elezioni di settembre saranno esclusi dalla sorveglianza.
Nella scorsa primavera erano stati alcuni uffici regionali a classificare l’Afd come un organizzazione pericolosa, paragonabile ai neonazisti della Npd. Anzitutto la Turingia, feudo di uno dei più pericolosi leader del partito, Bjà¶rn Hà¶cke. L’uomo che dichiarò il monumento berlinese all’Olocausto “una vergogna” e che guidò le manifestazioni di Chemnitz dell’autunno 2018 in cui neonazisti e militanti Afd marciarono gomito a gomito.
Secondo lo studioso dell’estremismo di destra Steffen Kailitz, Hà¶cke è il ponte del partito con le organizzazioni estremiste. E’ considerato l’allievo del ‘papa nero’ della destra tedesca, Gà¶tz Kubitschek.
Nello stesso mese in cui i servizi segreti della Turingia hanno annunciato la notizia, anche la corrente di destra capitanata proprio da Hà¶cke, “Der Flà¼gel” è stata classificata antidemocratica dal Verfassungsschutz federale. Tre mesi dopo è stato il Brandeburgo a dichiarare l’Afd fuori dall’arco costituzionale, di recente si sono aggiunte la Sassonia e la Sassonia-Anhalt. Quattro regioni dell’Est dove l’ultradestra è ormai stabilmente il secondo o terzo partito.
La decisione di oggi di dichiarare l’intera Afd un rischio per la democrazia arriva dopo due anni di indagini. Durante i quali il BfV avrebbe registrato una notevole radicalizzazione dell’ultradestra. Secondo i servizi, il leader moderato del partito, Jà¶rg Meuthen, faticherebbe ormai a contenere le pulsioni estremiste nell’Afd e i leader dell’ala radicale “Der Flà¼gel”, a cominciare dall’influente Hà¶cke.
Nata come organizzazione anti-euro all’inizio della crisi finanziaria, l’Afd è stato il primo partito a destra dei conservatori della Cdu/Csu a superare la soglia di sbarramento del 5% e a fare il suo ingresso nel Bundestag nel 2017, raggiungendo il 12,6%. Un risultato dovuto soprattutto alle conseguenze della crisi dei profughi del 2015, quando l’ultradestra ha spostato il focus sull’immigrazione e si è sempre più radicalizzato.
La decisione del Bfv ha anche conseguenze statistiche: d’ora in poi i rapporti sull’estremismo di destra in Germania dovranno assorbire, oltre ai 7.000 membri dell’ala radicale “Der Flà¼gel” e i 1.600 dell’organizzazione giovanile “Junge Alternative”, gli altri circa 24mila iscritti all’Afd.
(da agenzie)
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Marzo 2nd, 2021 Riccardo Fucile
ESAMINATI 382 SERVIZI DI RISTORO, RILEVATE 132 IRREGOLARITA’: C’E’ PROPRIO DA STARE ALLEGRI
In un bar su 3 all’interno degli ospedali italiani sono state riscontrate irregolarità . E’ quanto hanno accertato i
Carabinieri del Nas in una serie di ispezioni nelle strutture sia pubbliche sia private per verificare la sicurezza di cibi e bevande in vendita e il rispetto delle normative anti Covid.
I controlli hanno riguardato 382 tra bar e servizi di ristoro e in 132 casi sono state individuate irregolarità . Dieci persone sono state denunciate per detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione e per violazioni della sicurezza dei luoghi di lavoro. Sono 128 invece le sanzioni amministrative per complessivi 125mila euro.
In particolare, in 17 casi è stata accertata la mancata adozione di misure preventive quali l’esposizione di cartelli indicativi del numero massimo di avventori e delle norme di comportamento degli utenti, la mancanza di gel disinfettanti, la mancata pulizia e sanificazione dei locali, irregolarità accertate presso esercizi commerciali di vari nosocomi pubblici e privati a Catanzaro, Paola (Cosenza), Cosenza, San Severo (Foggia), Sassari, Macomer (Nuoro), Olbia, Narni (Terni), Legnago (Verona) e Novara.
Nei casi più gravi sono stati constatati il sovraffollamento di clienti, come a Pietra Ligure (Savona), e gravi inadempienze alle restrizioni in materia di contenimento, con l’adozione di provvedimenti sospensivi dell’attività nei confronti di due bar interni agli ospedali di Cefalù (Palermo) e Licata (Agrigento).
Ulteriori sanzioni sono state contestate per la carenza igienica degli ambienti di preparazione e vendita dei cibi, la mancata indicazione agli utenti degli allergeni presenti negli alimenti offerti in vendita, particolarmente rischioso in casi di soggetti sensibili e a rischio, e l’assenza di tracciabilità dei prodotti.
In altri controlli i Carabinieri del Nas hanno trovato alimenti in stato di alterazione, invasi da muffe e scaduti di validità , ma anche locali mantenuti con sporcizia pregressa e servizi igienici con rubinetti e sanitari ossidati e con stratificazioni di calcare.
Sono stati pertanto disposti ulteriori due provvedimenti di sospensione dell’attività presso presidi ospedalieri di Tricase (Lecce) e Tricarico (Matera), a causa di gravi inadeguatezze strutturali e igienico-sanitarie ed eseguito il sequestro di oltre 5.500 confezioni e 200 kg di prodotti alimentari irregolari.
(da agenzie)
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Marzo 2nd, 2021 Riccardo Fucile
LA PROPOSTA ERA DI MACRON E DELLA MERKEL E LIMITATA A SOLO 13 MILIONI DI DOSI, MA IL TREDICESIMO APOSTOLO DALLO SPIRITO CARITATEVOLE SI E’ OPPOSTO
Il presidente del Consiglio Mario Draghi non sarebbe favorevole alla donazione di dosi di vaccino ai Paesi più
poveri in questa fase dell’emergenza e della campagna vaccinale.
La questione è emersa all’ultimo Consiglio Ue, il 25 e 26 febbraio, quando il premier si era detto a favore del Covax, lo strumento per l’accesso globale ai vaccini anti Covid, pur sottolineando che non è questo il momento di fare donazioni.
Draghi è in sostanza d’accordo con il programma Onu per la distribuzione di vaccini ai Paesi poveri, ma ha messo in risalto un problema di credibilità nei confronti dei cittadini europei, visto che l’Ue è ancora indietro sulle vaccinazioni.
Ora il quotidiano francese Le Monde ha raccontato che a Bruxelles Draghi si è detto contrario all’invio di 13 milioni di vaccini all’Africa, proposta avanzata dalla Commissione Ue, con l’avallo di Merkel e Macron.
Il giornale francese scrive che “l’ex presidente della Banca centrale europea non ne vuole sentire parlare”. E mentre altri Paesi, “come Belgio, Svezia, Paesi Bassi o Spagna si sono detti piuttosto favorevoli” all’iniziativa, anche se preferirebbero procedere alle donazioni in un secondo momento, una volta ottenute “dosi sufficienti per vaccinare la loro popolazione”, l’Italia si sarebbe opposta.
La notizia sarebbe stata confermata anche da Lorenzo Robustelli, direttore di Eunews, secondo cui Draghi ha proposto di stoppare il programma Covax: “Nessuno a Bruxelles ha commentato e anche in Italia è stata fatta passare sotto silenzio, ma proporre una cosa del genere vuol dire non avere il senso politico di capire i valori politici che esistono nell’Unione europea, oltre che il buon proposito generale di aiutare i più deboli”, ha detto Robustelli.
(da Fanpage)
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Marzo 2nd, 2021 Riccardo Fucile
BASI L’ACCUSA SU UN BONIFICO E POI NON ASCOLTI CHI LO HA EMESSO? SIAMO AL RIDICOLO… ALARM PHONE: “LE ACCUSE DELLA PROCURA SONO FALSE, UN TENTATIVO DI CRIMINALIZZARE LA ONG. I VERI CRIMINALI SONO QUELLI CHE LASCIANO LE PERSONE MORIRE IN MARE SENZA INTERVENIRE”
Contattata da Avvenire, la compagnia Maersk assicura di non essere mai stata contattata dagli investigatori, nonostante abbia approvato e pagato con un bonifico diretto la somma pattuita per regolari servizi marittimi.
“Abiamo appreso che è in corso un’indagine ufficiale”, risponda da Copenaghen un portavoce della società .
“Non siamo stati contattati dalle autorità in relazione a questa indagine, ma siamo pronti ad aiutare in qualsiasi momento”, aggiunge il portavoce. Poichè l’inchiesta è in corso “ci asterremo, per principio, dal commentare ulteriormente in questo momento”.
Quindi emerge che la procura di Ragusa, quella che ritiene “plausibile” la sua tesi accusatoria nei confronti degli armatori della Mare Jonio, salvo ammettere la mancanza di un quadro probatorio assodato, si è “dimenticata” di ascoltare la più grande compagnia commerciale al mondo, quella che avrebbe concordato il trasbordo di 27 migranti dopo che per 38 giorni nessuna Procura si era mai peritata di accertare la violazione delle leggi internazionali sul diritto allo sbarco dei migranti salvati dalla nave danese. In pratica non ascolti uno dei testimoni o complici a seconda di come la si veda, per ascoltare la sua versione.
Solidarietà da Alarm Phone
“Le autorità italiane stanno nuovamente criminalizzando il salvataggio in mare e Mediterranea Saving Humans. Siamo solidali con i nostri amici di Mediterranea. Il salvataggio in mare non è un crimine! I veri criminali sono quelli che lasciano che le persone anneghino in mare, non assistono e respingono le persone illegalmente”. A scriverlo su Twitter è il call center per i migranti in difficoltà Alarm Phone.
“Hanno messo fine a uno stand-off di 37 giorni a bordo di Maersk Etienne vicino Malta — scrive ancora la piattaforma -. Le accuse sono false, intendono criminalizzare il soccorso in mare. Piena solidarietà ai nostri amici di Mediterranea!”.
(da agenzie)
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Marzo 2nd, 2021 Riccardo Fucile
DA TRE GIORNI I PATRIOTI EUROPEI DELLA SEA WATCH ATTENDONO IL POS COME STABILISCE LA LEGGE INTERNAZIONALE, QUALCUNO AL GOVERNO VUOLE VIOLARE LE NORME?
Dopo 10 giorni di navigazione e diverse operazione di salvataggio, la nave Sea-Watch 3 battente bandiera tedesca è in cerca di un porto sicuro in cui far sbarcare i 363 migranti presenti a bordo.
Due dei tre ponti sono pieni di famiglie, padri con figli, donne con bambini, minori non accompagnati, neonati. Vengono da Sudan, Mali, Costa d’Avorio, Burkina Faso, Camerun, Ghana, Gambia, Guinea, Niger, Nigeria. Un terzo di tutte le persone salvate nei cinque soccorsi operati tra venerdì e domenica hanno meno di 18 anni.
La prima richiesta è partita sabato sera: appello a Malta e Italia. La seconda domenica. Come riporta Giansandro Merli sul Manifesto, da La Valletta non è arrivata nessuna risposta, mentre il centro di coordinamento del soccorso marittimo di Roma ha invitato il capitano a coordinarsi con lo stato di bandiera, la Germania. Ieri la richiesta è stata ripetuta, ma il risultato non è cambiato: il Pos ancora non c’è.
“Quello che ci aspettiamo dal nuovo governo lo esprimono le circostanze di queste ore e cioè che la nave Sea Watch 3 si trova a sud della Sicilia con 363 persone a bordo soccorse da ormai più di 2 giorni, ammassate sul ponte della nave e soggette a ipotermia, mal di mare, partendo da condizioni di già altissima vulnerabilità . Questo governo non può che avere un approccio fortemente europeista, ci aspettiamo che sia l’Italia il primo Stato membro a dare un esempio di umanità e solidarietà assegnando un porto a queste persone e insistendo sulla necessità condivisione delle responsabilità tra gli stati dell’Unione. Chiediamo gestione strutturale, seria e lungimirante di questo fenomeno. Con la Sea Watch 3 davanti alla Sicilia questo governo ha la possibilità di dare un segnale forte. Non possiamo aspettare a lungo in queste condizioni”, lo afferma a TPI Giorgia Linardi, portavoce di SeaWatch Italia.
(da agenzie)
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Marzo 2nd, 2021 Riccardo Fucile
IL POST SPONSORIZZATO DI UN CENTRO COMMERCIALE ABRUZZESE: SE NON SEI UNA MADRE NIENTE FESTA? … IL POST E’ STATO POI CANCELLATO IN SEGUITO ALLE PROTESTE
Festa della donna in dirittura d’arrivo — manca ormai meno di una settimana — e già si iniziano a vedere i primi auguri…per le mamme.
Perchè solo chi è madre è anche donna, ovviamente, oppure dobbiamo credere che chi ha creato e pubblicato il contenuto abbia fatto confusione con la Festa della mamma.
Questo il messaggio lanciato tramite post sulla pagina del centro commerciale Borgo d’Abruzzo.
Per la giornata internazionale della donna gli auguri si fanno solo e soltanto alle madri intendendo — nemmeno velatamente — che solo loro sono donne. Il post sponsorizzato è stato adocchiato, criticato e prontamente cancellato dopo averci anche investito denaro.
L’Abruzzo e la fissazione con le madri
Facciamo il punto della situazione, ricordando in che regione siamo. In Abruzzo nelle scorse settimane è girata una circolare dell’assessore della sanità leghista Nicoletta Verì e del direttore generale della Sanità Claudio D’Amario che hanno «raccomandato fortemente» che la Ru486 — pillola per l’interruzione farmacologica della gravidanza — debba essere somministrata «in ambito ospedaliero e non presso i consultori familiari».
Donne che devono essere madri, come ricorda prontamente anche il posto sponsorizzato del centro commerciale in questione, facendo gli auguri solamente alle “mamme premurose e indaffarate” oppure alle “mamme dolci ma sempre in movimento”. E le donne che non hanno figli? Per voi niente festa.
Ricapitoliamo, quindi: la pagina in questione ha creato e investito denaro su questo post perchè raggiungesse più audience possibile. Audience che, a quanto pare, non lo ha gradito il palese sottinteso del messaggio. Non potendo recuperare il post e i relativi commenti stiamo supponendo che sia questa la ragione per la quale il centro commerciale ha scelto di cancellare un post sul quale sono stati investiti soldi. Soldi che, stando a come funzionano le sponsorizzate su Facebook, sono stati spesi per ottenere la reputazione di coloro che non considerano le donne che non sono madri meritevoli degli auguri alla Festa della donna. Un errore che costa caro.
(da Giornalettismo)
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Marzo 2nd, 2021 Riccardo Fucile
SE LO AVESSE FATTO CONTE AVRESTE SENTITO I SOVRANISTI STARNAZZARE AL GRIDO DI “SI TOGLIE IL FUTURO AI NOSTRI FIGLI”
Scuole chiuse in zona rossa e facoltà nelle altre regioni di chiudere gli istituti se, a livello locale, si raggiungono 250 casi ogni 100mila abitanti. È la linea decisa nella cabina di regia a Palazzo Chigi in vista del nuovo dpcm sul Covid, a quanto si apprende da diverse fonti di governo.
Questa soluzione recepisce in sostanza le indicazioni del Cts sulle scuole e porta alla chiusura anche delle elementari e delle medie, con il ritorno alla didattica a distanza, nelle aree rosse e ad alto contagio.
Alla riunione di stamattina a Palazzo Chigi hanno preso parte i ministri Roberto Speranza, Maria Stella Gelmini, Daniele Franco, Patrizio Bianchi, Giancarlo Giorgetti, Dario Franceschini, Stefano Patuanelli, Elena Bonetti. Presenti il coordinatore del Cts Agostino Miozzo, il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro e il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli.
Alle 12 è prevista una riunione dei ministri Roberto Speranza e Maria Stella Gelmini con le Regioni. In giornata Mario Draghi firmerà il Dpcm, ma non terrà nessuna conferenza stampa in merito: Palazzo Chigi, a quanto si apprende, si limiterà a diffondere una nota sulle misure anti-Covid adottate.
(da agenzie)
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