Destra di Popolo.net

DOMANI FINI DARA’ L’ADDIO A FUTURO E LIBERTA’: IL PARTITO O SI SCIOGLIE O RIMARRA’ IN MANO A BOCCHINO

Marzo 6th, 2013 Riccardo Fucile

SALVO COLPI DI SCENA, IL PRESIDENTE DI FLI INTENZIONATO A ESCLUDERE OGNI SUO IMPEGNO DIRETTO NEL PARTITO… TRA GLI EX PARLAMENTARI CHI PENSA A UN NUOVO SOGGETTO POLITICO, CHI A CONFLUIRE CON MONTI, CHI IPOTIZZA UN’INTESA CON EX AN

Dopo un comunicato interlocutorio dato alla stampa il giorno successivo all’insuccesso elettorale, Futuro e Libertà  non ha dato segni di vita per una settimana, salvo finire sui giornali per il veloce trasloco dalla sede di via Poli, a Roma.
Domani Fini ha convocato una riunione degli ex parlamentari e dirigenti per comunicare le sue intenzioni circa il futuro del partito.
La decisione che starebbe maturando il presidente del partito è quello di esprimere la sua personale volontà  di escludere qualsiasi suo impegno diretto nel partito.
Non a caso, nel primo e unico comunicato, vi era un riferimento a una forma di associazione culturale con cui far maturare, in un ideale passaggio di consegne, le giovani generazioni.
Con Fini disimpegnato, in   Fli restano due alternative: lo scioglimento del partito se tutti fossero d’accordo su questa ipotesi o la sua consegna definitiva a Italo Bocchino che ha l’esclusiva notarile del marchio.
Ovvero a colui al quale il 90% della classe dirigente addebita di aver sfasciato il partito per mere ambizioni personali, sistemando ovunque i suoi uomini.
Bocchino potrebbe cercare di mantenere in vita Fli ancora per qualche tempo, in attesa del momento propizio per confluire in qualche diverso contenitore a lui adatto.
Per fare ciò cercherà  di trattenere qualche nome conosciuto di Fli che non ha ancora operato scelte definitive.
C’è infatti chi pensa alla nascita di un nuovo soggetto politico in sintonia con le tesi originarie di Bastia Umbra, chi guarda con interesse a Scelta civica di Monti, chi non è insensibile ad aprire una discussione con chi auspica la ricostruzione di una nuova destra con gli ex An.
Diverse correnti di pensiero che Fini aveva tenuto insieme (con scarso esito elettorale peraltro) e che adesso invece, col declino del leader, potrebbero portare a scrivere la parola fine a un’avventura che, con una classe dirigente diversa,   avrebbe meritato di finire meglio.
Nel merito, abbiamo già  espresso il nostro punto di vista: Fli va sciolta e in subordine nessuno dei esponenti di vertice, a partire da Fini e Bocchino, sono riproponibili.
Finito un ciclo, se ne riaprirà  prima o poi uno nuovo.
Possibilmente con una linea politica chiara.
Nel frattempo liberi tutti.

argomento: Fini, Futuro e Libertà | Commenta »

FINI, DI PIETRO, BONGIORNO: QUANDO LA STORIA PUNISCE CHI HA AVUTO CORAGGIO DI ROMPERE IL SILENZIO E RESISTERE A LEGGI AD PERSONAM

Marzo 3rd, 2013 Riccardo Fucile

IL SUCCESSO NON SI MISURA CON UNO SCRANNO DA SCALDARE MA CON L’ESSERE STATI PROTAGONISTI DI SCELTE CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO ATTORNO A NOI… IL FATTO DI ESSERE QUI OGGI E’ ANCHE MERITO LORO

Provate a scorrere le foto dei 108 grillini eletti alla Camera e avrete di colpo la sensazione che è successo davvero qualcosa di storico: finalmente un esercito di giovani, vestiti da giovani (sembra banale, ma non è così) è entrato in una sede normalmente abitata da maschi anziani, spesso sovrappeso, con brutte grisaglie e un accento dialettale, persone con cui capivi di non avere nulla a che spartire, anni luce lontane dalla tua vita.
Con tutto il rispetto: ma il paese non è solo quello, le nuove generazioni parlano le lingue, viaggiano, sono molto più colte e fino ad ora non avevano nessuno che le rappresentasse nel luogo deputato alla rappresentanza del paese.
I palazzi della Camera dei Deputati, che ho avuto modo di frequentare in un curioso periodo della mia vita, sono davvero un mondo fuori dal mondo.
Burocrazia, sprechi inutili, dalla carta alle agende, procedure assurde, commessi che guadagnano migliaia di euro senza fare granchè, impiegati e funzionari che guadagnano centinaia di migliaia di euro facendo normalissimi lavori.
Ma soprattutto, evitiamo echi demagogici, si respira là  dentro un’aria tombale, antichissima, che si rispecchia nell’arredamento e nei tendaggi, nei quadri spettrali, nelle piante solenni e un po’ ridicole, nei gabbiotti all’entrata dove bisogna passare controlli come quando si vola verso Israele.
Un parlamento finalmente ringiovanito, molte donne: addio vecchie, tetre grisaglie. Ma mentre Razzi e Santanchè restano dentro, tra gli addii ci sono tre persone che, grazie al coraggio di rompere il silenzio e resistere a leggi ad personam, hanno permesso di arrivare fino qui. Eppure sono fuori dal Parlamento, mentre Razzi e Santanchè no.
È magnifico che i nuovi deputati siano diversi, più giovani e con tante donne, oltre un terzo.
Ma nel toto eletti e “trombati” che si è fatto ieri c’è un aspetto che mi ha colpito in particolare: la legge elettorale ma anche il modo in cui sono andate le vicende di questo paese hanno fatto sì che, alla fine, siano entrati i vari Razzi e Santanchè e siano rimasti fuori alcuni che hanno invece, nell’ultimo Parlamento, sono stati tra i pochi che hanno fatto un’efficace opposizione a Berlusconi, rendendo possibile il cambiamento di cui oggi siamo testimoni.
Gianfranco Fini, l’uomo che per primo ha osato spaccare un partito di uomini adoranti, di deputati per lo più gregari incapaci persino di pensarsi senza Berlusconi, come si è visto durante il periodo in cui si pensava di fare le primarie (che poi, incredibilmente, sono state cancellate).
È stato Fini ad aver rotto il silenzio, ad aver gridato “basta con questo scempio”, ad aver tentato di riportare in agenda i temi giusti, non solo le leggi ad personam, a cercare, insomma, di rappresentare quella destra normale che è sempre mancata al paese.
Il suo progetto è fallito, forse per fragilità  e debolezza. Non ha giovato la casa di Montecarlo, la questione del cognato e molte altre cose sui cui avrebbe dovuto essere più accorto. Eppure vederlo fuori mi dispiace, davvero.
Antonio Di Pietro: un uomo passionale e cocciuto, che pur con il suo linguaggio e i suoi modi per i lunghi anni del potere berlusconiano lo ha contrastato in tutti modi, denunciando ogni inciucio, intervenendo su ogni tentativo di strappare la democrazia. Di Pietro è stato un vero cane da guardia, molto più, certo volte, dei giornali che dovrebbero svolgere questa funzione e sicuramente molto più di un partito democratico afono e debole.
Così debole che Berlusconi è caduto non per motivi per politici, ma a causa dello spread .
Fa impressione vedere come un partito che ha svolto una funzione importante, l’Italia dei valori, arrivato anche all’8-10 per cento, si sia polverizzato in un attimo.
E fa molto onore a Di Pietro il fatto che si sia dimesso anche dalla presidenza del partito.
Come nel caso di Fini, è stato letale per lui farsi coinvolgere, meno di altri, ma comunque troppo, nel familismo amorale, o comunque non troppo morale, nella tentazione di includere la sua famiglia in politica.
Ma gli è stato fatale soprattutto non aver scelto i suoi uomini bene, aver pescato dove non avrebbe dovuto: invece di mettere donne e giovani, il, suo partito era per lo più composto da quegli uomini anziani in grisaglia e con scarsa cultura: bastava conoscerli per capire che le cose non sarebbero andate bene.
Peccato per Di Pietro, però.
Nessun familismo amorale per Giulia Bongiorno, una che la famiglia se l’è fatta fuori da ogni canone, con coraggio, da sola, con un figlio quando era già  oltre i quaranta fatto da sola e una carriera professionale costruita con una grinta e un’intelligenza fuori misura.
Giulia Bongiorno presidente della Commissione Giustizia ha fatto più contro le leggi ad personam di Berlusconi di tutta l’opposizione messa insieme.
È stata un baluardo di legalità , si è sempre attenuta a ciò in cui davvero crede: il valore delle regole, anzi di più, delle leggi e dei valori che incarnano.
Contro ogni tentativo di distruggere lo stato di diritto.
Anche lei è fuori dal Senato, oltre ad aver perso la sua battaglia come candidata presidente della Regione Lazio.
Tre storie politiche di persone che hanno avuto il coraggio di cambiare e di lottare e sono rimaste fuori, mentre il caso ha premiato altri inetti e spesso gregari.
Succede spesso anche nella nostra vita: che una scelta di rottura, di anticonformismo spesso non abbia quel riconoscimento che uno si aspetterebbe, mentre chi vive da succube resta protetto.
Un po’ è così: cambiare significa rischiare, e rischiando si può anche fallire.
Ma tutto sommato credo che la lettura da fare in questi casi sia un’altra.
Non parlerei nè di fallimento nè di insuccesso.
Perchè il grado di successo non sempre si misura con parametri sociali, comunque non con criteri formali — avere uno scranno, scaldare una poltrona.
Il successo di scelte coraggiose si misura soprattutto rispetto a se stessi.
Chi ha la forza di cambiare sa di aver fatto la cosa giusta, che non avrebbe potuto fare altrimenti, e nel cambiare le cose cambia anche se stesso e il mondo intorno a sè.
E questo è tantissimo.
Grazie a Gianfranco Fini, Antonio Di Pietro e Giulia Bongiorno, se oggi un sistema è saltato, pur con tutte le conseguenze drammatiche, è anche merito vostro.
Come spesso accade nella vita, chi ha il coraggio di rischiare e cambiare non sempre ha il successo che si meriterebbe, mentre i gregari restano ben protetti.
Ma il successo non si misura con uno scranno da scaldare, ma con il guardarsi indietro e vedere che quella scelta di rottura di ha cambiati e ha cambiato tutto il mondo intorno a noi.
Il fatto di essere qui oggi è anche merito loro.

Elisabetta Ambrosi
(da Vanity Fair.it)

argomento: Berlusconi, Di Pietro, Fini | Commenta »

DA FUTURO E LIBERTA’ A FUTURO IN LIBERTA’: I VERTICI PRENDONO TEMPO QUANDO ORMAI E’ SCADUTO

Marzo 2nd, 2013 Riccardo Fucile

FUORI DAL PARLAMENTO, FINI RINVIA OGNI DECISIONE INVECE DI DIMETTERSI SUBITO, INSIEME A TUTTI I VERTICI DEL PARTITO

Il “dopo esito elettorale” in Futuro e Libertà  pare caratterizzato da due aspetti: il silenzio dei vertici che si sono limitati a un breve comunicato del presidente Fini in cui ogni decisione viene rinviata a un confronto con i suoi principali collaboratori e il dibattito in atto tra i militanti, allargato a coloro che avevano da tempo abbandonato Fli in dissenso vuoi per la conduzione organizzativa, vuoi per la linea politica.
Sono pochi i parlamentari uscenti che hanno espresso un’opinione ufficiale sul futuro del partito e si intuisce ovviamente che i punti di vista sono diversi: se la speranza di vedersi confermati in parlamento aveva fatto da tappo a tante perplessità , ora emergono le stesse critiche che avevano portato all’allontamento di tanti iscritti nell’ultimo anno.
Peraltro, se certe prese di posizione fossero state espresse nelle sedi opportune dai parlamentari a tempo debito, forse avrebbero fatto cambiare il corso degli eventi.
O forse no, vista l’impermeabilità  dei vertici a cambiare metodi di gestione e linea politica.
A fronte della debacle elettorale, nessuno ci ha messo ancora la faccia con una qualsiasi argomentazione e conseguente decisione.
Con la consueta sincerità , dopo aver seguito il dibattito interno tra gli iscritti, riteniamo che l’esperienza di Fli debba ritenersi conclusa.
Restano validi i principi di Bastia Umbra, ma la classe dirigente si è dimostrata inadeguata.
Ci saremmo aspettati almeno lo stesso doveroso atto che hanno compiuto altrove Ferrero e Diliberto, ovvero le immediate dimissioni e la convocazione di un’assemblea degli iscritti, aperta a tutti coloro che sono stati emaginati nel tempo, alla ricerca di una nuova classe dirigente.
Ce lo saremmo aspettato dai principali responsabili della disfatta: Fini, Bocchino e relativa corte.
Ce lo saremmo aspettato il giorno dopo lo spoglio elettorale.
Così non è stato e così non sarà .
Ma il problema non è solo questo: ci sono anche tra i militanti di base troppe idee diverse sulla linea politica e manca una personalità    credibile per rappresentare un’alternativa.
Ereditare un partito comporta intanto averne il titolo notarile e questo già  non è.
Comporta non essere attaccabile su temi “sensibili” da parte della stampa berlusconiana e anche qua non è facile.
Necessita un’immagine pubblica credibile che in Fli attualmente vediamo solo in due donne, ma con controindicazioni .
Occorrono poi tante altre cose, compresa una politica a basso costo per evidenti ragioni di badget e una organizzazione territoriale affidata a referenti politicamente preparati, non al primo che bussa alla porta vantando amicizie e interessi.
Mantenere in vita Fli con le stesse persone che non ne hanno azzeccata una o che hanno fatto più danni della grandine non avrebbe senso.
Stessa cosa dare spazio a giovani raccomandati che hanno dimostrato di avere più difetti di chi li raccomanda.
Non parliamo poi di fondazioni o associazioni da reduci solo per mantenere visibilità  in attesa di riciclarsi.
L’affermazione dei Cinquestelle ha cambiato la politica, chi non se n’è accorto in tempo si ritiri e non illuda più nessuno.
I tempi decisionali sono sempre più ristretti, i leader si bruciano prima, la politica o è movimentista e mediatica o non è, il nuovo diventa vecchio in pochi anni se non ci si rinnova velocemente.
Ecco perchè quei valori di destra moderna, eredità  di Bastia, vanno veicolati in un nuovo contenitore   con poche ma efficaci linee guida, una struttura agile, un supporto web adeguato e presenza politica territoriale aperta alla discussione e al contributo di tutti.
Una ventata di novità , facce nuove, cultura politica, scelta movimentista e slogan efficaci: il mix per chi vuole ricominciare a crederci.
E una linea autonoma, senza ricerca di alleanze: alleati solo col popolo italiano.

argomento: Fini, Futuro e Libertà | Commenta »

GIANFRANCO FINI, IL FUTURO FUORI DAL PARLAMENTO

Febbraio 28th, 2013 Riccardo Fucile

LE URNE HANNO ELIMINATO LUI E IL SUO PARTITO, MA NON MOLLA… INTANTO PRESIEDERA’ DI DIRITTO LA FONDAZIONE DELLA CAMERA

Tra gli illustri perdenti che sono stati tagliati fuori dal parlamento ce n’è uno che spicca: Gianfranco Fini.
Il leader di Futuro e libertà  si è scontrato contro numeri della prima prova nazionale che lo hanno condannato all’irrilevanza.
FLI, ZERO SEGGI.
Infatti il misero 0,46% di preferenze si traduce in zero seggi per Fli. È quindi andata delusa anche l’ultima chance nella ripartizione dei seggi per il miglior perdente della coalizione Scelta civica.
Il premio di consolazione è infatti andato a Pier Ferdinando Casini.
LE PROFEZIE SBAGLIATE.
Il leader futurista, però, era convinto che sarebbe andata diversamente.
Addirittura aveva azzardato previsioni grandiose per la coalizione Monti: «Può avvicinarsi al 20%, se non andare oltre».
Invece Scelta civica si è fermata alla metà , superando per un miracolo la soglia del 10% alla Camera.
LA DEFEZIONE DI RAISI.
E immediatamente si sono registrate già  le prime defezioni.
Enzo Raisi, coordinatore dell’ Emilia Romagna si è dimesso a seguito della dèbà¢cle elettorale.
«Il risultato è stato pessimo e come tutti i capi mi ritengo responsabile», ha detto.
Per il finiano si tratta di un abbandono totale: «Ho fatto politica da quando avevo 14 anni. Queste sono state le mie ultime elezioni».
Fini però non molla.
“Nei prossimi giorni — ha dichiarato — con le amiche e con gli amici di Futuro e Libertà , che ringrazio comunque per il loro lavoro, valuteremo come dar vita ad una nuova stagione di impegno culturale e politico per consentire ad una generazione più giovane di continuare in prima persona a lavorare per una Italia migliore”.
Insomma le passeggiate al parco possono attendere.
Dopo otto legislature, Fini non potrà  però festeggiare il personale record trentennale come parlamentare.
C’è da dire che sarà  in buoan compagnia. Con lui restano a casa i fedelissimi Italo Bocchino, Fabio Granata, Chiara Moroni e Flavia Perina.
E non è andata meglio a quelli che avevano trovato un posto nella lista unica del Senato di Monti.
Eppure nel destino dell’ex leader di An non è previsto un ritiro dorato a Montecarlo, come molti maligni suggeriscono.
Neppure una sistemazione temporanea e meno chic al parco, in compagnia delle figlie Carolina e Martina.
Archiviato lo scandalo dell’appartamento monegasco della contessa Colleoni affittato dal fratello della sua compagna Elisabetta Tulliani, Fini resterà  a Roma.
IL BUEN RETIRO ALLA FONDAZIONE.
Ma non sarà  a lungo un disoccupato eccellente. Se non altro perchè sarà  di diritto il nuovo presidente della Fondazione della Camera.
Anche se non si sa fino a quando, visto che l’ente è in via di scioglimento.
La Fondazione era stata creata da Pier Ferdinando Casini nel 2002 e da allora occupa gli ex presidenti di Montecitorio che non si annoiano e continuano a respirare l’aria di Palazzo.
Lo scopo ufficiale è «realizzare una più ampia conoscenza e divulgazione dell’attività  della Camera, di promuoverne l’immagine, di favorire e sviluppare il rapporto tra i cittadini e l’istituzione».
Il tutto per il modico costo di 600 mila euro l’anno.
TAGLI SUI BENEFIT.
Nei vari tagli che hanno colpito il parlamento negli ultimi mesi, questa Fondazione non è stata risparmiata.
Quindi sono cambiati i benefit di cui possono godere gli ex presidenti della Camera. Dal 2023 non saranno più a vita ma si estingueranno dopo «10 anni dalla data di cessazione dalla carica di presidente».
Lo scorso ottobre, poi, ne è stata decisa la chiusura.
Fino a quando sarà  attiva, però, Fini potrà  avere a disposizione uffici, segretari e auto di servizio.
Il tutto nella comoda sede di Palazzo Theodoli-Bianchelli, giusto accanto alla Camera dei deputati.

Marianna Venturini
(da “Lettera43“)

argomento: Fini, Futuro e Libertà | Commenta »

CARO GIANFRANCO, GRAZIE COMUNQUE PER QUEL DITO ALZATO

Febbraio 26th, 2013 Riccardo Fucile

SE OGGI BERLUSCONI NON E’ PIU’ PREMIER LO SI DEVE ALLA CORAGGIOSA PATTUGLIA DI FUTURO E LIBERTA’… E DA PARTE DI CHI NON E’ MAI STATO UN SUO FAN E’ GIUSTO IN QUESTO MOMENTO DISTINGUERSI DALLA MUTA DI SCIACALLI E DI INGRATI

C’è chi a destra a Gianfranco Fini deve molto, in termini di affermazione politica e di carriera personale.
Alla sua corte di “miracolati” hanno in passato messo radici personaggi di bassa cucina, ducetti di periferia, colonnelli che amavano guidare le truppe dalle retrovie, ma sempre pronti ad appuntarsi medaglie in caso di vittoria.
Venti anni di militanza nel Msi non sono pochi, tanti congressi combattuti o scontati, mai una volta che ho votato per te o per la tua mozione.
Sono al di sopra di ogni sospetto.
Dall’altra parte, dalla tua parte, ho visto passare una pletora di caporali di giornata: quelli che oggi gioiscono per la tua mancata rielezione in Parlamento.
Personaggi senza dignità  e pudore che hai allevato e promosso, pensando che potessero costituire il ricambio generazionale della destra italiana.
Piccoli uomini che dopo aver ricevuto immeritate gratificazioni e prebende oggi fanno a gara a conquistare la prima fila degli aspiranti boia, tuonando volgarità  dalle cucine dove pulivano fino a ieri le stoviglie.
Sono coloro che, anche grazie ai tuoi silenzi, hanno portato la destra italiana allo sfascio, che parlano di etica e coltivano solo clientele, che recitano a memoria valori che non applicano mai, che invocano criteri di meritocrazia purchè non si applichino a loro.
Sono quei cortigiani che per troppi anni ti sei tenuto accanto pensando che fossero sinceri, che hai difeso anche qundo erano indifendibili, sacrificando realtà  locali a vantaggio dei capibastone.
Fino all’esperienza di Futuro e Libertà , il partito “diverso” che tale non hai saputo rendere, demandando a personaggi sbagliati e atti al compromesso incarichi che avrebbero dovuto essere affidati solo in base al tanto decantato merito.
Fino a disamorarti di questa creatura, a impostare una campagna elettorale spenta, quasi per dovere, in attesa di una rendita minimale che invece non è arrivata.
E’ mancato l’atto di coraggio di fare un passo indietro al momento giusto, subito dopo l’esito della votazione sulla fiducia al governo Berlusconi, affidando il partito ad altri e sottraendolo e sottraendoti alla quotidiana macchina del fango.
Troppi errori seriali, troppa incorenza tra principi enunciati e prassi politica per essere politicamente assolto.
Ma anche un gesto che non si può dimenticare: quel dito alzato contro l’arroganza del potere, contro chi si crede ingiudicabile, contro chi ha reso l’Italia la barzelletta del mondo, contro chi impedisce da venti anni che anche il nostro Paese possa avere una destra moderna, sociale e legalitaria.
Un gesto che rimarrà  d’esempio alle giovani generazioni, perchè a destra non devono esistere servi e padroni, principi e sudditi, ma solo una grande comunità  umana di persone oneste e pensanti.
Molti oggi dimenticano che senza quel tuo gesto Berlusconi sarebbe ancora ben saldo al suo posto di esecutore testamentario della destra italiana.
Hai pagato, tra tanti tuoi errori, anche quell’atto di coraggio e di dignità .
Che ha impedito, tra l’altro, vale la pena ricordarlo, assassini di profughi inermi e immunità  speciali di fronte alla giustizia.
Oggi si chiude un ciclo, anche tuo personale, ma una vera destra sociale non potrà  dimenticare e prescindere dal significato di quel dito alzato contro l’arroganza del potere.

argomento: Fini, Futuro e Libertà | Commenta »

FUORI DAL PARLAMENTO FINI, BOCCHINO, DI PIETRO, STORACE, LOMBARDO E INGROIA, TRA GLI ESCLUSI ECCELLENTI ANCHE L’EX GRILLINO FAVIA

Febbraio 26th, 2013 Riccardo Fucile

I RIPESCAGGI SALVANO LA RUSSA E MELONI, TABACCI E DONADI

È lunghissima la fila degli esclusi dal Parlamento.
Innanzitutto il presidente della Camera uscente, Gianfranco Fini, che si era presentato con il Fli che è molto lontano dalla soglia minima del 2%, necessaria ad ottenere dei seggi per i partiti facenti parte di una coalizione: a spoglio praticamente concluso ha ottenuto lo 0,46%, con circa 160.000 voti.
Non sarà  possibile il recupero come miglior perdente sotto alla soglia di sbarramento perchè nello stesso raggruppamento l’Udc ha ottenuto per la Camera solo l’1,78% .
A far compagnia a Fini anche Italo Bocchino e Giulia Bongiorno.
Fuori anche Francesco Storace (La Destra) e soprattutto Raffaele Lombardo (Movimento per le Autonomie)
I «RIPESCAGGI» –
In attesa della conferma del repàªchage, però, rimangono lontani dal Parlamento, tra gli altri, i capolista Paola Binetti, Lorenzo Cesa , Rocco Buttiglione e l’ex ministro dell’agricoltura Mario Catania, oltre a Giuseppe De Mita , Ferdinando Adornato e Marco Calgaro.
Usufruiscono della clausola del «miglior perdente» anche i Fratelli d’Italia (1,95%, terzo partito della coalizione), quindi Giorgia Meloni e Ignazio La Russa rientrano: in Lazio il partito è al 2,59, oltre la soglia.
Idem, nel centrosinistra, per il Centro Democratico, in termini numerici l’ago della bilancia con lo 0,49% (oltre 167 mila voti, più del divario con il centrodestra): beneficiano degli ultimi sei seggi Bruno Tabacci e Massimo Donadi.
ESCLUSI –
Fuori, invece, La Destra, il Mir di Gianpiero Samorì e Gianfranco Miccichè del Grande Sud (che però trova l’exploit al Senato di Gianni Bilardi, eletto in Calabria).
Fuori dai giochi anche Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, che presentandosi da sola doveva alla Camera doveva raggiunge il 4% ma si è fermata al 2,24%: esclusi, quindi, oltre allo stesso Ingroia, Antonio Di Pietro, l’ex grillino Giovanni Favia e Ilaria Cucchi.
Non entra in Parlamento nemmeno la Lista amnistia, giustizia e libertà : restano fuori Giacinto Pannella ed Emma Bonino.
IL SENATO SALVA CASINI E TREMONTI –
Passando al Senato, si salva nell’Udc Pierferdinando Casini, capolista in ben 5 regioni con Scelta Civica: il gruppo montiano infatti raccoglie 18 seggi.
In ben 5 regioni il raggruppamento che fa capo al presidente del Consiglio uscente non supera lo sbarramento dell’8%: in Lazio, in Abruzzo, in Calabria, in Sicilia e in Sardegna (dove il «trombato» eccellente è il giornalista Mario Sechi).
Si salva anche Giulio Tremonti, capolista quasi ovunque con la Lega (che passa solo in Piemonte, Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto).
Sel entra in Senato soltanto in due regioni superando il 4% necessario ai partiti facenti parte di coalizioni, Puglia in casa di Vendola e in Basilicata, ma fa parte della coalizione vincitrice solo nella seconda di queste regioni.
Tra i candidati esclusi, in Toscana fuori l’ex allenatore Renzo Ulivieri.
CONCIA E RAZZI –
Non entra in Senato la candidata del Pd Anna Paola Concia: la coalizione di centrosinistra riesce a far eleggere soltanto Stefania Pezzopane.
Concia, su Twitter, si è sfogata con due messaggi amari: «Entra Razzi non io… Mi dispiace per gli abruzzesi», e «Gli abruzzesi hanno preferito Razzi a me… Questa è la democrazia e la volontà  del popolo», riferendosi ad Antonio Razzi, quarto in lista per il Pdl, l’ex Idv che raccontava di meritarsi il voto avendo organizzato tornei di tennis.
IL CASO GIANNINO –
Fuori da entrambe le Camere, dopo il clamoroso autogol di Oscar Giannino, i candidati di Fare per fermare il Declino.
In cinque giorni le liste del nuovo presidente Silvia Enrico hanno perso ogni possibilità . Fare, al Senato, si è fermato allo 0,9% e all’1,12 alla Camera.

(da “il Corriere della Sera”)

argomento: Di Pietro, Fini | Commenta »

PERCHE’ IL CENTRO NON SFONDERA’: LA NOSTRA ANALISI PREVENTIVA

Febbraio 23rd, 2013 Riccardo Fucile

ALLA FINE LA COALIZIONE RAGGIUNGERA’ LA STESSA PERCENTUALE INTORNO AL 14% CHE AVEVANO RAGGIUNTO INSIEME FLI-UDC-RUTELLI UN PAIO D’ANNI FA NEL PERIODO MIGLIORE

Partiamo dal “dito alzato” di Fini di ormai un paio di anni or sono.
Se un paziente lettore andasse a rileggersi i sondaggi di quel periodo e sommasse le percentuali accreditate allora a quello che pareva delinearsi come “Terzo polo” (alternativo a centrodestra e centrosinistra, ma non per definizione “di centro”) constaterebbe che la somma di Futuro e Libertà , Udc e Api sfiorava il 14%.
Quel patrimonio è stato dissipato in soli due anni per una serie di ragioni: Fli ha perso la propria identità  originaria per strada e ha pagato a caro prezzo l’aver affidato l’organizzazione del partito a persone non all’altezza, l’Udc si è sacrificata sull’altare dell’appoggio a Monti “senza se e senza ma”, Rutelli ha tolto addirittura il disturbo.
L’irrompere sullo scenario politico di Scelta civica di Monti, invece di costituire un valore aggiunto di almeno il 5%, come previsto da molti politologi, si è rivelato un fallimento.
Perchè ha solo eroso consensi ai partiti alleati, cannibalizzando i voti di quella area, ma senza aggiungerne uno.
Quali gli errori?
La coalizione avrebbe dovuto avere almeno altre due gambe per essere credibile: ovvero “Fermare il declino” e un movimento di ex Pdl che potesse fare da richiamo a quell’area in fase di disfacimento.
Questi due partiti avrebbero realisticamente apportato insieme un altro 5%, invece non sono stati voluti da qualcuno nel timore di perdere la scialuppa di salvataggio del miglior resto, diciamolo chiaramente.
Poi un grosso errore strategico: Fini e Casini sostengono, con minore credibilità , il 100% delle tesi di Monti e l’elettore a quel punto vota l’originale e non la copia, per dirla alla Ganfranco.
I tre partiti avrebbero invece dovuto coprire tre spazi distinti: Monti l’anima liberal riformista, Casini la componente cattolica (magari aprendo al gruppo di Fioroni e alla Cisl), Fini la destra sociale attenta ai bisogni dei ceti più deboli.
Operando ogni tanto gli opportuni distinguo e smarcamenti tattici da Monti.
In tal modo avrebbero conservato buona parte del proprio elettorato.
Altro errore, definirsi “di centro”: bastava dirsi “alternativi al bipolarismo di Bersani e Berlusconi”, vedi Grillo che prenderà  i voti di tanti moderati sì, ma anche incazzati, sia di destra che di sinistra.
L’appiattimento sulla politica dei tecnici ha ridotti ai minimi termini sia Udc che Fli, più intenti a calcoli elettoralistici per salvare poltrone che a prendere iniziative politiche autonome.
Se a ciò si unisce la capacità  del Pd, mettendo in campo Renzi, di risultare credibile all’elettorato liberal in libera uscita dal Pdl e l’estremo tentativo del Cavaliere di recuperare qualche briciola con le sue promesse per i gonzi, si capisce perchè il Centro andrà  a sbattere.
Anche per aver venduto il prodotto nel peggiore dei modi: come un “Centro” appunto verso il quale l’elettorale non sente attrazione e tanto meno bisogno e non come un cantiere di di idee riformiste coraggiose e trasversali.
Un partito liberale in Italia, tanto per capirci, non ha mai raggiunto percentuali a due cifre e   mai le otterrà .
Con il risultato che la coalizione potrà  anche risultare determinante al Senato (e non è detto) ma solo con la prospettiva di conservare qualche poltrona di governo, non certo di incidere sul futuro del Paese.
Se dopo due anni, con l’apporto ulteriore di Monti e la regia di Montezemolo, questo rassemblemant non raggiungesse neanche la somma dei voti accreditati a suo tempo al Terzo polo di Fini, Casini e Rutelli, qualcuno dovrebbe trarne le logiche conseguenza.
Tanto rumore per nulla, verrebbe da commentare.

argomento: Casini, Fini, Monti | Commenta »

GIUDICATE VOI, ECCO LE FOTO DI FINI AD AGRIGENTO: SALA VUOTA O TENTATIVO DEL PDL DI SMINUIRE LA MANIFESTAZIONE DI FLI? MA QUANTI ERANO DALLA MELONI? E QUANTI DA ALFANO?

Febbraio 18th, 2013 Riccardo Fucile

CHE STRANO: SUL “CORRIERE” SI PARLA DI 50 PERSONE AD ASCOLTARE FINI, MA NON SI DICE QUANTI ERANO LO STESSO GIORNO DALLA MELONI E DA ALFANO

Facciamo una premessa: questa nota non è finalizzata a dimostrare alcuna tesi precostituita atta a difendere o attaccare qualcuno.
Quando lo facciamo usiamo argomenti politici e ci mettiamo la faccia in prima persona.
Tutto nasce da una nostra cuoriosità : stamane il “Corriere della Sera” ha pubblicato l’articolo qua a lato dal titolo “Sala vuota ad Agrigento. Flop per l’incontro con Fini (e lui ci resta male)”.
Ovviamente gli ambienti Pdl si sono sentiti realizzati nel far girare la notizia.
Poco dopo arriva una precisazione di Fabio Granata: “l’articoletto vergognoso, ispirato da un solerte fotografo della città  di Alfano che ritrae la sala di Agrigento un’ ora prima l’inizio della manifestazione,e pubblicato dal Corriere rappresenta l’ennesimo patetico tentativo di sminuire Fli.”.
Da esperti notiamo due particolari: la foto ha un taglio “ad escludendum”, va cioè lateralmente e non in profondità  e Fini, più che contrariato per le poche presenze in sala, sembra più intento a leggere un sms.
A questo punto ci procuriamo, grazie alla testata locale AgrigentoOggi.it che ringraziamo, una trentina di foto della manifestazione: ne pubblichiamo due che ampliano la sala in profondità  e la coprono per due terzi in larghezza.
Risultato: i presenti erano almeno 120 e non “poco meno di 50”.
Non ci interessa se siano pochi o tanti, non entriamo nel merito, ma quasi tre volte quelli dichiarati sul Corriere.
Ma andiamo a vedere un altro partito, dato vicino al 2%, quante persone ha portato in sala ad ascoltare la loro leader.
Eh si, perchè lo stesso giorno ad Agrigento c’era anche Giorgia Meloni, con analoga mobilitazione dei militanti di Fratelli d’Italia.
Valutate voi la sala nella quarta foto: eppure non è uscito un articolo su un “flop della Meloni”, chissà  come mai.
Dimenticavamo: lo stesso giorno ha parlato ad Agrigento anche Angelino Alfano, ma non in piazza, bensì al Grand Hotel dei Templi.
Considerando che è la sua città , come mai non ha scelto di parlare nella piazza principale davanti a migliaia di concittadini festanti, ma si è rinchiuso in una sala   d’hotel capace di contenere al massimo 300 persone?
Tutte domande che giriamo al Corriere certi che la par condicio del tarocco in futuro sarà  rispettata sia in casi di Fli-p che in quelli di Flop.

.

.

argomento: Alfano, Fini, Meloni | Commenta »

IL COMIZIO DI FINI A PALERMO: “ORAZIONE CIVILE” O OPERAZIONE DI MARKETING ?

Febbraio 18th, 2013 Riccardo Fucile

PICCOLO SPAZIO PUBBLICITA’ IN VIA D’AMELIO

In via D’Amelio, stasera, l’unico lembo autentico di memoria è l’albero, adornato con messaggi e ricordini dei viaggiatori.
Disegni stesi da una mano di bambino, visi di ragazze in scatti depositati sulle radici come ex voto, fazzoletti di boy scout ad avvolgere il silenzio di fondo che dal diciannove luglio del ’92 non si è mai spento.
In quel silenzio, dopo l’esplosione, rimasero arsi e congelati il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina.
L’alberello accanto al portone che il giudice non riuscì mai ad attraversare, mentre si accendeva una sigaretta, li protegge.
Il resto è marketing.
E’ marketing politico il breve comizio — Fabio Granata la definisce addirittura un’orazione civile — che Gianfranco Fini ha scelto di tenere in uno dei santuari del rispetto trasversale per la legalità .
Così via D’Amelio dovrebbe essere nelle buone intenzioni di tutti. Ma non lo è mai.
E non lo è, perchè svela la cicatrice di un furto continuato.
Paolo Borsellino e Giovanni Falcone subiscono un saccheggio, da destra e da sinistra, pressochè quotidiano.
I ladri sono le maschere del potere che strappano, piegano e umiliano per mera propaganda un bottino di esempi e di amore verso le istituzioni che i due magistrati nutrirono fino all’ultimo senza ricevere nulla in cambio.
Marketing politico e partitico.
Hanno un resistente e affannato argomentare i colonnelli di Fli, uniti in falange accanto al ritornello che abbiamo ascoltato in questi giorni: non ci saranno bandiere di partito, solo il tricolore.
Vero, però la scenografia è tipicamente da comizio.
Il tricolore, appunto. La musica del ‘Signore degli anelli’, patrimonio acustico della destra dura e pura. Un paio di bimbi con cartelli inneggianti a ‘Libertà  e Futuro’.
Il mimetismo non riesce. Gianfranco Fini è qui per rivendicare, come capo di Fli, un legame esclusivo e identitario con l’insegnamento di Paolo Borsellino, più volte citato nei suoi passaggi celebri.
Un capolavoro di retorica in copia conforme. L’ennesimo atto di invasione di campo che ha uno scopo predefinito: dichiarare la preminenza del marchio, mettere il cappello sopra “un posto dell’anima” (sintesi di Fabio Granata) conservato gelosamente nel cuore dei siciliani di buona volontà .
Non è però la consueta retorica dei diciannove luglio, su cui noi cronisti abbiamo versato ettolitri di cattiva coscienza, scrivendo pezzi che titillavano l’enfasi, non spiegando niente.
E’ la campagna elettorale del 17 febbraio, a sette giorni dall’ora del giudizio.
E’ il riflesso di paura di una formazione che ha paura di non vedere tornare i conti.
E’ il gigantesco terrore, la strizza di chi detiene le leve del comando e sa che presto sarà  costretto a cederle.
Allora rimane una strada disperata: aggrapparsi ai vettori d’emozione e d’impatto — via D’Amelio, Capaci, le mamme, gli arcobaleni di un esagitato Bersani vociante in Lombardia, gli occhiali fiduciosi di Monti, la corte dei miracoli di Berlusconi —, tentare la presa di un salvagente che ritardi l’inevitabile annegamento.
Marketing. Infatti c’è pure la scuola di ballo che si presenta con lo striscione, il numero di telefono e le specialità  della casa. Dal liscio all’hip hop.
Domanda ai ragazzi che reggono la reclame: perchè siete qui.
Risposta: per Paolo Borsellino. Per chi altrimenti?
Con la pubblicità  che muove al sorriso, visto che si mostra innocente nella sua mostruosa evidenza. Almeno non finge.
Non si tenta di sviare il discorso. Sì, piccolo spazio pubblicità . In via D’Amelio.
L’orazione civile del presidente della Camera è stanca.
Fini è ancora uno dei migliori oratori parlamentari della vicenda repubblicana. Tuttavia, stavolta, l’eloquio è chiaro, eppure gelido.
La gestualità  non coinvolge. Lo sguardo non incalza.
E’ un passaggio fulmineo dalla “terra che sarà  bellissima, quando saprà  liberarsi dai condizionamenti” ad altri motti di scuola.
Non manca la campana del “per battere la mafia, si garantisca il lavoro”.
Siamo nello specchio senza alibi. Nell’epicentro della nostra vecchia politica terremotata.
Così, mentre Gianfranco e Fabio se ne vanno, tra scorta e flash, non c’è che l’alberello per recuperare un sorso di dolcezza.
Non c’è che ripercorrere la strada di Paolo, Emanuela, Agostino, Vincenzo, Walter e Claudio.
Dalle macchine al portone. Senza ritorno.
Non c’è che mormorare una preghiera per il fantasma di una sigaretta.

Roberto Puglisi
(da “Sicilia Live“)

FINI IN VIA D’AMELIO: “LA LEGALITA’ DEVE ESSERE UNA PRATICA QUOTIDIANA”

«La legalità  dev’essere un   valore condiviso da tutti, una pratica quotidiana». Lo ha detto   il presidente della Camera Gianfranco Fini sul palco montato in   via Mariano d’Amelio, a Palermo, dove il 19 luglio ’92 avvenne   la strage che uccise il procuratore aggiunto Paolo Borsellino e   5 poliziotti della scorta, in una manifestazione «non   elettorale ma politica» è stato detto per ricordare i valori   incarnati da Borsellino. Prima di giungere in via D’Amelio Fini   si è recato dalla vedova del magistrato, Agnese, e dal figlio   Manfredi, per «rendere loro omaggio».
«Per battere la mafia – ha detto Fini – dobbiamo garantire   lavoro».
Con lui vi erano anche gli esponenti di Fli Carmelo   Briguglio, Fabio Granata, Nino Lo Presti, Alessandro Aricò, e Tina Montinaro vedova di un agente di polizia morto nella strage   di Capaci.
Nella strada non vi erano bandiere di partito o manifesti   elettorali ma solo bandiere col tricolore.
Il vice coordinatore   di Fli, Fabio Granata, ha detto: «Siamo in via D’Amelio con     Fini e la nostra comunità  militante non per un comizio ma per   rinnovare un giuramento e l’impegno solenne per la costruzione   di una forza politica legalitaria e radicalmente antimafiosa, distante anni luce dal berlusconismo e dai suoi maggiordomi».
«Una forza che parli di patria, coesione sociale e unità    nazionale: i valori per i quali siamo nati nel luglio del 2010   in via D’Amelio e sui quali molti hanno perso per sempre il   diritto alla parola. Per tenere alta la bandiera di Paolo   Borsellino», ha concluso Granata.

(da “Il Giornale di Sicilia“)


Il commento del ns. direttore


Sono tra   coloro che ritengono che i “buoni maestri” vadano ricordati nella prassi politica di ogni giorno, possibilmente anche nello stile di vita personale.
Non amo le commemorazioni “obbligate” e i riti di chi, a sinistra come a destra, a distanza di decenni, porta ancora in processione icone a cui genuflettersi.
Se qualcosa Paolo Borsellino ha insegnato a tutti gli italiani è la coerenza fino al sacrificio, la sobrietà  e la dignità  di chi serve lo Stato oltre ogni compromesso.
Le polemiche sulla manifestazione di Fli in via Amelio a pochi giorni dal voto, con una parte dei familiari che tirava la coperta da un parte, i vertici di Fli dall’altra, al centro un’altra parte silente, penso che Paolo non le avrebbe apprezzate.
Proprio perchè nel manifesto di Fli delle origini è forte il richiamo alla legalità , non ritengo fosse necessario marcare il territorio proprio in campagna elettorale, atteggiamento semmai più tipico di quelle parti politiche che amano speculare sulle vittime della criminalità  organizzata in prossimità  del voto.
Chi “semina legalità ” non ha bisogno di organizzare la mietitura, il raccolto viene da sè se il percorso è stato lineare.
In politica conta anche lo stile che viene percepito dagli elettori più di quanto possano immaginare tanti aspiranti parlamentari, “stile di vita” in cui Paolo fu maestro.
Come conta la coerenza tra principi e prassi politica.
Ha ragione Fini quando afferma che “la legalità  deve essere un valore condiviso, una prassi quotidiana”.
Chi crede in questi valori dovrebbe applicarli in primis nelle scelte politiche quotidiane del partito di cui fa parte, poco importante se segretario, dirigente o semplice militante.
Non ci sembra che nell’appoggiare in passato tante leggi ad personam il percorso politico di molti sia andato in questo senso: a titolo personale chiunque avrebbe potuto dissociarsi.
Magari gli sarebbe costata la riconferma in Parlamento, ma chi si richiama a Paolo e al suo sacrificio estremo, come può fermarsi di fronte a una piccola rinuncia personale?
Se Paolo si è opposto alla trattativa Stato-mafia, dettando la sua condanna a morte, altri avrebbero potuto impedire leggi vergognose rinunciando (forse) semplicemente a un seggio.
Ma giustamente si può anche sbagliare nella vita, soprattutto quando si sta all’interno di una alleanza.
Meno giustificabile quando si crea un partito ex novo, non un “nuovo partito”, ma un “partito nuovo”, come sottolineò giustamente Fini a Bastia Umbra, un partito fondato (anche) sulla legalità .
Ma è evidente che per poter parlare di legalità  all’esterno, occorre in primis dimostrare di saper applicare l’etica politica all’interno del proprio mondo, senza compromessi.
Se questo fosse stato fatto, oggi Fli non sarebbe ridotto a quello che è.
Se in tante regioni non fossero stati fatti allontanare i dirigenti migliori per dare spazio a intrallazzoni, se di fronte a personaggi equivoci si fosse seguito l’insegnamento di Paolo, ovvero di accompagnarli alla porta, se si fossero “dati esempi” invece che “silenzi omertosi”, oggi Fli avrebbe quella credibilità  che ha invece perso per strada.
E la credibilità  non si riacquista con i pellegrinaggi e gli ex voto.
Occorrevano fatti e decisioni nette e coraggiose, troppi “ultimi tram” sono stati fatti passare con leggerezza.
Il mondo cambia, ma qualcuno non se n’è accorto.
Ed è rimasto solo alla fermata.

argomento: Fini, Futuro e Libertà, Giustizia | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.221)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.581)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.527)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.076)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (67)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.780)
    • governo (5.799)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.393)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.411)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.778)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (42.734)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.681)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.520)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (452)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Novembre 2026 (134)
    • Ottobre 2026 (684)
    • Settembre 2026 (707)
    • Agosto 2026 (517)
    • Luglio 2026 (613)
    • Giugno 2026 (545)
    • Maggio 2026 (402)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (652)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (608)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (457)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (642)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (632)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (423)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (434)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (334)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (256)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (157)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Novembre 2026
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    30  
    « Ott    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITIC
    • ORBAN, IL GRANDE DELATORE: L’EX PREMIER UNGHERESE ERA UNA SPIA SOVIETICA. È QUELLO CHE SOSTIENE MIKLOS NEMETH, ULTIMO PREMIER DELL’ERA COMUNISTA A BUDAPEST
    • AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C’ERA MARIA ELENA BOSCHI. PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A “NASCONDERE” RENZI
    • ALLACCIATE LE CINTURE: SONO ENTRATI IN AZIONE GLI SCAGNOZZI DEL WEB DI PUTIN . “STATO DI MASCHI”, IL GRUPPO ESTREMISTA RUSSO CHE HA SEMINATO IL CAOS NEI CIELI EUROPEI CON MAIL DI MINACCIA-BOMBA FORMALMENTE È STATO MESSO FUORILEGGE NEL 2021, MA DI FATTO OPERA COME BRACCIO ARMATO DEL REGIME DI “MAD VLAD”
    • PESTAGGI, INSULTI RAZZISTI E FURTI AI DANNI DI IMMIGRATI E PUSHER FERMATI: CHIUSE INDAGINI DELLA PROCURA SU 30 AGENTI DELLA POLIZIA LOCALE DI GENOVA QUANDO GOVERNAVANO I SOVRANISTI, COINVOLTO L’EX ASSESSORE ALLA SICUREZZA DELLA GIUNTA DI CENTRODESTRA, SERGIO GAMBINO DI FRATELLI D’OTALIA E L’EX COMANDANTE GIANLUCA GIURATO, CHE HANNO CERCATO DI INSABBIARE LE ACCUSE DOPO LA SEGNALAZIONE DI DUE VIGILESSE
    • SVERGOGNATI E PURE PASTICCIONI.C’È UN ENORME PROBLEMA DI COMPATIBILITÀ NELLA SCELTA DEL GOVERNO MELONI DI AFFIDARE A TRIFONE “NUCCIO” ALTIERI LA PRESIDENZA DELL’AUTORITÀ NAZIONALE ANTICORRUZIONE
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA