Destra di Popolo.net

“TROPPI SINISTROIDI, NON VI VOTIAMO PIU'”: NEI CINQUESTELLE ORA PROTESTA L’ALA FINTA-DESTRA

Gennaio 14th, 2014 Riccardo Fucile

COMMENTI RAZZISTI SUL BLOG DI GRILLO DEI BALUBI PADAGNI

Militanti del M5s in rivolta sul blog contro l’abrogazione del reato di clandestinità .
Il giorno dopo il referendum in molti, sul Web, si chiedono se i   risultati accreditano uno spostamento a sinistra del Movimento fondato da Beppe Grillo.
Sono stati 15.839 gli iscritti che hanno votato per l’abrogazione; 9.093 per il mantenimento.
Ma sono molti di più, spiegano i Cinque stelle sul blog di Grillo, quelli che avrebbero voluto dire ‘no’ alla deriva a sinistra.
E sui social network, il dibattito sfocia nell’aperta contestazione al leader.
Intanto un nuovo referendum sarà  dedicato alla riforma elettorale.
Il nuovo capogruppo al Senato, Maurizio Santangelo, ha rivendicato da Radio Anch’io che “Noi siamo stati da subito propositivi, tanto che a luglio abbiamo proposto una delle leggi arrivate da uno dei nostri Vday, con preferenze e no ai condannati in Parlamento”.
“Ne parleremo e chiederemo, come abbiamo fatto ieri sul reato di clandestinità , nuovamente il parere degli elettori con un referendum”, ha annunciato.
“Questa volta avete proprio toppato. Vi hanno votato milioni di persone, tra le quali tantissimi di destra che se sapevano che volevate far entrare cani e porci (e poi non sono razzisti… n.d.r.) in Italia certo non vi votavano”, si legge sul blog.
Renato, da Venezia, sempre sul blog si chiede perchè il M5s non abbia scelto di astenersi. “Avete fatto un clamoroso errore politico. Un favoloso regalo al sistema dei partiti! Un regalo al Pd e alla sua politica democristiana dei ‘due forni’: quando serve, voti con Alfano per sostenere il governo, e quando si vuole approvare ‘qualcosa di sinistra’, voti con Grillo. Così Renzi ha risolto il ‘problemino’ di Bersani, e il Pd può governare tranquillo pur senza avere vinto le elezioni. Ma è stato- aggiunge – anche un bel regalo a Berlusconi, che ha avviato una politica di recupero dell’elettorato M5s proveniente dalla destra. Non c’è che dire, complimenti ai 14000 votanti!”.
Il fatto è che ci sono “troppi sinistroidi in questo movimento che non perdono le loro ideologie terzomondiste”, prova a spiegare Fulvio Sparapani.
“E con questa gente – aggiunge – non voglio averci a che fare, neanche involontariamente. Non avrete più il mio voto, nè alle Europee e neanche alle prossime politiche” (deo gratias, torna a casa Lassie… n.d..r.)
C’è anche chi contesta il meccanismo stesso del referendum online.
“Sinceramente a me e alla stragrande maggioranza degli italiani che hanno votato 5 stelle non gli frega niente degli iscritti che esprimono il loro parere – scrive Dani -. A Roma è ormai un casino con gli immigrati. Fra qualche mese ci sono le Europee e il Movimento comincia a tagliarsi le palle. Se Cinque stelle appare uguale a Pd o a Sel è la fine. E rischiamo di far rinascere il condannato Berlusconi. La vedo male. Adios”.
“La maggioranza degli utenti certificati ha deciso secondo me in contrasto con la maggioranza degli italiani. Questa scelta produrrà  certamente un riscontro negativo nel nostro elettorato”, dice Antonio Mignemi, dalla Sicilia. E pronostica: “La strada verso il nostro 51%, la vedo molto difficile”.
Anche sulla pagina Facebook di Grillo, il clima è incandescente.
“I balubba te li porti a casa tua”, gli manda a dire con molta finezza ad esempio Marco Bartolini.
In tanti annunciano che non voteranno più Cinque stelle.
Così fa Roberto Fanizza: “Dopo questa vi saluto mi tolgo dai piedi”.
Andrej Mussa si aggiunge alle voci di chi si dissente anche sul metodo. “Democrazia diretta- spiega- non vuol dire svegliarsi un mattino e decidere: oggi quale referendum mi gira? E proporlo all’improvviso così in mezza giornata. Vi sembra chiaro e corretto? Condivido tutto ma non così! È stato un gioco di gruppo mattutino compresa colazione. Non servirà  a niente questo risultato. Servirà  solo a dare in pasto il nostro Beppe ancora una volta a tutta la stampa italiana. L’avete tradito non più per tre denari. Ma per tre clandestini!” (chissà  se questo sub-umano ha mai pensato che si tratta di uomini come lui…n.d.r.)

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SCELTA DI BUON SENSO PER IL MOVIMENTO

Gennaio 14th, 2014 Riccardo Fucile

GRILLO E CASALEGGIO NON RAPPRESENTANO LA MAGGIORANZA DEGLI ELETTORI CINQUESTELLE

Il Movimento 5 Stelle, ieri, ha votato due volte: contro il reato di clandestinità  e, per la prima volta, contro Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.
Il referendum online di ieri è discutibile sotto vari punti di vista.
Non c’è stato preavviso, gli iscritti hanno dovuto scegliere in poche ore e senza preavviso.
Alcuni parlamentari, tra cui il senatore Buccarella (colui che aveva presentato l’emendamento contro il reato di clandestinità  assieme a Cioffi), hanno lamentato la poca informazione fornita dal blog.
L’esito delle consultazioni online rimane poi gestito interamente da Casaleggio: il liquid feedback, di cui si parla da mesi, garantirebbe trasparenza totale.
A fronte di tali perplessità , il Movimento 5 Stelle ha salvato la “forma”, che nel suo caso è anche sostanza: Buccarella e Cioffi avevano sbagliato nel metodo, più che nel merito. Se il parlamentare è solo un “cittadino portavoce”, non può arrogarsi il diritto di scegliere senza consultare gli elettori.
In questo modo, attraverso la consultazione si è salvato un caposaldo del M5S: “È la Rete che decide”, e dunque il parlamentare non fa che eseguire l’ordine (che arriva dagli elettori, non dai due “leader”).
Anche qui ci sarebbe da discutere.
Grillo e Casaleggio sanno bene che la politica vive di decisioni da prendere sul momento.
La politica, persino in Italia, ha tempi più rapidi del blog di Grillo: i due senatori “dissidenti” non solo non sbagliarono, ma seppero interpretare il presente con una lungimiranza che ovviamente il governo non ebbe.
E seppero dar vita al desiderio della maggioranza degli elettori, come attestato dal voto di ieri.
Un voto che continua a riguardare troppe poche persone: una forza politica che aveva a febbraio quasi 9 milioni di voti non può dipendere dalla scelta (giusta o sbagliata che sia) di 25 mila militanti della prima ora.
Grillo e Casaleggio scrissero un post livoroso, attaccato da quasi tutti e difeso teneramente da due yesman e tre o quattro troll.
I motivi del loro astio erano molteplici: il non aver rispettato il protocollo e il temere che quella decisione “di sinistra” potesse erodere il consenso tra i delusi di destra.
Grillo, guardando i sondaggi, si preoccupò. E Casaleggio, che certo di sinistra non è, temette che il “suo” movimento subisse svolte ideologiche indesiderate.
Il risultato di ieri costituisce un successo anche per loro: non solo hanno fatto sì che le regole interne fossero rispettate, ma hanno anche dimostrato che “uno vale uno”, al punto tale che i due nomi più rilevanti di una forza politica vengano sbugiardati dal loro elettorato (di più: dalla base storica, fino ad oggi duropurista).
La giornata di ieri dice però anche un’altra cosa: Grillo, e più ancora Casaleggio, non sempre — e non necessariamente — rappresentano la maggioranza degli elettori M5S.
Sulla cacciata di Mastrangeli e Gambaro avevano vinto.
Anche la scelta di Rodotà , per quanto non “grillino”, era stata accettata da entrambi con piacere.
Ora il no al reato di clandestinità  è anche un no (circoscritto , ma innegabile) a Grillo e Casaleggio.
Non tanto a loro, quanto al loro dominio. Alla loro onnipresenza.
Alla loro supposta pretesa di ipercontrollo (il controllo ci sta, l’iper no).
Il voto di ieri certifica l’eterogeneità  degli elettori 5 Stelle, a maggioranza palese di sinistra, ed esemplifica la discrasia tra “gruppo dirigente” e base elettorale.
Grillo e Casaleggio, non si sa quanto serenamente, prima o poi dovranno prenderne atto.

Andrea Scanzi
(da “il Fatto Quotidiano”)

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LA BASE CINQUESTELLE E’ PIU’ INTELLIGENTE DEI CAPI: SALVA I PROFUGHI E AFFONDA GRILLO E CASALEGGIO

Gennaio 13th, 2014 Riccardo Fucile

CON 15.839 VOTI CONTRO 9.093 LA BASE VOTANTE DICE NO AL REATO DI CLANDESTINITA’… GRILLO NON RIESCE A INGABBIARE LA VOLONTA’ POPOLARE

Alla fine gli iscritti certificati al Movimento 5 Stelle hanno espresso il loro parere, così come richiesto da Beppe Grillo, sulla depenalizzazione del ‘reato di clandestinità ‘: 15.839 hanno votato per la sua abrogazione, 9.093 per il mantenimento.
I votanti sono stati 24.932 sugli 80.383 aventi diritto.
Tradotto: sarà  questa la posizione ufficiale che i ‘cittadini’ pentastellati porteranno domani a Palazzo Madama quando sarà  il momento di votare l’emendamento.
Una votazione che rappresenta una vittoria per l’ala dissidente Cinquestelle e una pesante sconfitta di chi ha cercato fino all’ultimo di portare il Movimento verso una deriva razzista.
Una norma che aveva scatenato un vero e proprio caso quando era stata presentata da due senatori a 5 stelle (Maurizio Buccarella e Andrea Cioffi). Grillo aveva lanciato un duro attacco contro gli esponenti perchè il tema non era all’interno del programma elettorale: “Decide il Movimento” aveva tuonato in un post a doppia firma con Gianroberto Casaleggio.
Il referendum lampo. Ma non sono mancate le polemiche.
Grillo aveva lanciato in mattinata, quasi all’improvviso, un referendum online tra gli iscritti per decidere la linea sull’abrogazione del reato di immigrazione clandestina. “Si chiede a tutti gli iscritti certificati al 30 giugno il parere vincolante sul voto che il gruppo parlamentare del Senato dovrà  esprimere sul ‘reato di clandestinità ‘. Il sistema di votazione – concludeva Grillo – sarà  attivo oggi lunedì 13 gennaio dalle ore 10 alle ore 17 e i risultati saranno comunicati ufficialmente sul blog alle 18”.
Le critiche di iscritti e dissidenti.
Una modalità  contestata nei modi e nei tempi da alcuni iscritti. Il senatore Francesco Campanella, una tra le voci più critiche del Movimento, parlava del blog come “arma” e invitava a togliere “la pistola a Casaleggio”.
Campanella sottolineava anche l’orario in cui aveva ricevuto la mail per votare: 10.10, mentre le consultazioni si aprivano alle 10. E anche sul blog del leader M5S, effettivamente, il post in cui si annuncia il voto è stato pubblicato poco dopo le 10.30.
Decisamente più duro e diretto Luis Alberto Orellana, che contestava sul suo blog e rilanciava sui social network: “Stamattina ho ricevuto la mail dallo staff di Grillo alle 10.49 chiedendomi di votare, come tutti gli iscritti, a favore o contro il reato di clandestinità . Sarebbe dovuta essere una buona notizia. Per la prima volta si può sentire la voce degli iscritti. Finalmente. Invece no. Niente di tutto questo. Si tratta o dell’ennesima presa in giro o di una palese dimostrazione di totale incapacità  e di approccio dilettantesco a una questione così importante”.
Queste le principali critiche di Orellana: “Si lasciano poche ore agli iscritti per esprimersi. Queste ore si riducono se si riceve la mail in ritardo. Se l’invio delle mail è stato fatto in ordine alfabetico i nostri attivisti con il cognome con la lettera zeta hanno avuto ancora meno tempo per votare. Le ore per votare, infine, coincidono con l’orario di lavoro”
I parlamentari M5S cosiddetti ‘ortodossi’, non appena diffusi i risultati del referendum, hanno cercato di rigirare la frittata: “E adesso chi dice che la democrazia a cinque stelle non esiste, è in malafede!” commenta, tra gli altri, la senatrice Elena Fattori;
“E adesso voglio sfidare chi dice che comanda Beppe Grillo!” concorda Angelo Tofalo. Più realisticamente diciamo che Grillo e Casaleggio hanno cercato fino all’ultimo di far passare la linea da becero-destra ma gli è andata male.
A gioire è anche Andrea Cioffi, uno dei due senatori che con un suo emendamento aveva proposto l’abolizione della norma: “Grazie a tutti per la partecipazione – il suo primo commento.

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GRILLO SPROFONDA NEL RIDICOLO: REFERENDUM LAMPO E SENZA CONTROLLI, QUANDO HANNO VOTATO GLI AMICI SUOI E DI CASALEGGIO HANNO VOTATO TUTTI

Gennaio 13th, 2014 Riccardo Fucile

DALLE 10 ALLE 17 POCHI INTIMI DECIDERANNO SUL REATO DI CLANDESTINITA’ PER CONTO DI OTTO MILIONI DI ELETTORI…ATTACCO DEI DISSIDENTI: “AVVISATI CON VOTO GIA’ IN CORSO”… SCOMMETTIAMO CHE L’ESITO SARA’ DI AFFOGARE GLI IMMIGRATI?

“Sì o no alla depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina?”. Gli elettori del Movimento 5 Stelle tornano alle urne e lo fanno online per votare il più delicato degli emendamenti.
Lo hanno presentato due senatori, Cioffi e Buccarella, a inizio ottobre, ma l’idea non era piaciuta ai leader Casaleggio e Grillo.
”Iniziativa personale”, è come avevano bollato la decisione dei due cittadini a Palazzo Madama con una lettera, la prima della storia del Movimento a doppia firma, pubblicata sul blog.
Seguirono riunione dei gruppi, incontri e una discesa a Roma di Beppe Grillo per spiegare il dietrofront e la presa di posizione contro gli stessi parlamentari.
Ora la decisione passa agli iscritti, ma non mancano le perplessità .
“Giovedì scorso”, ha commentato a ilfattoquotidiano.it il senatore Maurizio Buccarella, “abbiamo parlato dell’argomento tra noi parlamentari a Palazzo Madama. Ho letto un testo ai miei colleghi che avevo scritto per spiegare le ragioni del sì e del no e che avrebbe dovuto essere pubblicato a fianco del referendum.
Mi spiace non sia stato fatto. Sarebbe stato opportuno dare più informazioni e spiegare il tema delicato”.
Un’incomprensione che non è piaciuta a molti dei più critici del gruppo, ma che Buccarella cerca di minimizzare. “Sono aspetti da imparare per le prossime consultazioni online. E che sicuramente dobbiamo chiarire con Grillo e Casaleggio per avere una migliore comunicazione. Continuiamo ad essere i parlamentari più liberi della politica italiana”.
Chi non ci sta è invece il gruppo dei “dissidenti”.
“Togliamo quella pistola a Casaleggio”, ha scritto sulla sua pagina Facebook il senatore Francesco Campanella.
“Il blog gestito così diventa un’arma nelle mani di qualcuno che si è convinto di poter gestire più di 150 parlamentari con strategie di organizzazione di rete aziendale”. Duro anche Lorenzo Battista: “Abbiamo ricevuto una mail all’ultimo minuto”, ha detto a ilfattoquotidiano.it, “Abbiamo solo sette ore per votare e così ci giochiamo tutti i lavoratori: gli operai ad esempio cosa fanno, tornano a casa per votare? Chiudere il voto alle 17 è troppo presto. Non funziona così”.
Il senatore Luis Alberto Orellana invece parla di “dilettantismo”. “E’ una cosa molto positiva”, ha commentato, “poter avere il parere finalmente degli elettori. Ma come mai aspettare fino all’ultimo per comunicare la votazione? Chi fa parte dello staff di Casaleggio? Questo dimostra la totale incapacità  di gestire temi legislativi da parte di queste persone”.
Così, a ventiquattro ore dal voto in Senato della legge sulle depenalizzazioni, arriva il referendum più delicato per gli iscritti al Movimento e il primo vero tentativo di “democrazia diretta“.
Il sistema operativo (quello che avrebbe dovuto essere “la piattaforma per la partecipazione”) è partito a dicembre 2013 con tre leggi messe online per ricevere commenti e osservazioni.
Un primo rodaggio ancora zoppicante, con le bozze piene di commenti e segnalazioni. Ma un primo passo. Ora si chiede il voto degli elettori per una questione urgente e il sistema sarà  messo alla prova.
Manca però la società  terza che certifica la votazione, o almeno non ne è stata data comunicazione come nel caso delle Quirinarie (elezioni per la scelta del candidato Presidente della Repubblica).
“Si chiede a tutti gli iscritti certificati al 30 giugno”, scrive Grillo sul blog, ”il parere vincolante sul voto che il Gruppo Parlamentare del Senato dovrà  esprimere sul reato di clandestinità . Il sistema di votazione sarà  attivo oggi lunedì 13 gennaio dalle ore 10:00 alle ore 17:00. I risultati saranno comunicati ufficialmente sul blog alle 18.00″.
La votazione rischia di spaccare il gruppo all’interno, con una parte “critica” già  in subbuglio da alcuni giorni. Il più duro è Francesco Campanella, senatore del Movimento 5 Stelle: “Questa vicenda del reato di clandestinità  è stata gestita dal blog in modo discutibile. Non è così che va gestita la democrazia diretta. La vita delle persone non è un videogioco nè una battuta da condividere sui social media. Il Movimento 5 Stelle è un fenomeno troppo serio per essere gestito in questo modo”. La sua critica riguarda i tempi ridotti per la consultazione: “Indetta senza il preavviso necessario. Siamo tutti d’accordo sul fatto che le leggi votate in parlamento hanno conseguenze serissime? à‰ così che vogliamo gestire la vita dei nostri concittadini? A mò di rischiatutto?”.
Perplesso anche il senatore Fabrizio Bocchino: “Questi temi”, scrive su Facebook, “non possono essere liquidati con votazioni frettolose. Mesi di lavoro dei nostri colleghi, liquidati da un mezzo paragrafetto presentato agli attivisti con una email mandata già  a votazione aperta e con solo poche ore per fare una scelta. Questa non è democrazia diretta, secondo me. La democrazia diretta non è decidere su un tema come il reato di clandestinità  con un frettoloso ‘click dal telefonino’”.

(da “il Fatto Quotidiano”)

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CASALEGGIO E LE BUFALE DELLE MALDIVE: IL “PENNIVENDOLO” DIVENTA LUI

Gennaio 12th, 2014 Riccardo Fucile

ATTACCA SANTORO SULLO SHARE: “E’ STATO ALLE MALDIVE, NON HA PREPARATO LA TRASMISSIONE”, MA LA FOTO CHE PUBBLICA E’ DI UN ANNO FA

È il giorno dei sondaggi contro i giornalisti Rai, della battaglia contro “i colpevoli dello sfascio dell’Italia”.
Mario Orfeo, Marcello Masi, Bianca Berlinguer: i direttori dei tg del servizio pubblico, tuona Beppe Grillo, sono i garanti “dell’informazione dei partiti”.
E alla Rete chiede che fare: non pagare il canone? boicottare le aziende che fanno spot prima e dopo i tg? denunciare tutto in Europa?
E via con le soluzioni che secondo il leader dei Cinque Stelle dovrebbero farci risalire nella classifica della libertà  di stampa.
Ma informazione vogliono farla anche quelli del Movimento.
E ieri sono incappati nell’errore che rimproverano sempre ai “pennivendoli” di regime: mancata verifica delle fonti.
Nel mirino ci sono gli ascolti di Servizio Pubblico, il programma che va in onda su La7 e di cui Il Fatto è azionista.
Al rientro dalla pausa natalizia sono più bassi del solito (7,8 per cento, comunque tra i migliori nella categoria talk show) così il sito Tze Tze (di proprietà  della Casaleggio Associati) dedica un pezzo al “tonfo di Michele Santoro”.
La colpa sarebbe da attribuire al fatto che il giornalista “è rimasto in vacanza alle Maldive” fino a pochi giorni prima della messa in onda e avrebbe messo in piedi “una diretta che sembrava una replica”.
Peccato che le foto che dovrebbero dimostrare le ferie di Santoro (pubblicate inizialmente da Chi con la data corretta) siano del gennaio 2013, un anno fa.
La polemica con Santoro era già  esplosa nelle settimane scorse con la pubblicazione di alcuni sms tra la redazione di Servizio Pubblico e alcuni 5 Stelle romani, che accusavano la trasmissione di aver usato materiale trovato da loro senza mai citarli.

(da “il Fatto Quotidiano“)

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“MASSONI INFILTRATI, GRILLO SAPEVA”: ELEZIONI IN SARDEGNA, ZAPPADU ACCUSA

Gennaio 11th, 2014 Riccardo Fucile

IL FOTOGRAFO, CANDIDATO ALLE REGIONALI CON L’INDIPENDENTE MURGIA, PUNTA IL DITO CONTRO IL LEADER DEL MOVIMENTO CINQUESTELLE: “DOVEVA VENIRE QUI A ISOLARE CHI SI E’ VENDUTO”

Con il suo zoom è riuscito a superare le mura di Villa Certosa e a immortalare le vacanze osè dell’ex ministro ceco Mirek Topolanek a casa Berlusconi.
Tanta gloria, e tanti guai. Ma adesso la missione di Antonello Zappadu sembra ancora più complicata: diventare consigliere regionale in Sardegna.
Ci ha provato con Beppe Grillo, ma alla fine il Movimento cinque stelle non si presenterà  nell’Isola.
E lui ritenta con la lista di Michela Murgia, nonostante continui a dichiararsi “5 Stelle in tutto e per tutto”.
Zappadu, che è successo?
È difficile spiegarlo, quella che si era creata all’interno del Movimento era una situazione fortemente imbarazzante.
La faida tra meetup, la pace impossibile e alla fine la decisione di Grillo di non concedere il simbolo a nessuno.
C’erano due possibilità : o affidarsi alla rete o dare l’incarico al nostro Alessandro Polese, fargli scrivere il programma e scegliere poi tra le persone che più si impegnavano.
Ma i vostri “nemici” di Olbia di candidato ne avevano un altro…
Ci siamo confrontati a lungo, qualche volta con la dialettica, qualche altra con gli insulti, non lo nego. Ma poi abbiamo scoperto che c’erano addirittura altri due gruppi clandestini.
Clandestini?
I senatori Cotti e Serra si erano fatti il loro orticello, noi non ne sapevamo nulla.
Grillo ha bruciato anche loro.
Ha bruciato tutto. Quello che gli rimprovero è di non essere venuto qui, di non aver mandato nessuno a darci una mano.
A fare cosa?
Isolare gli infiltrati: neofascisti, massoni. Grillo sapeva benissimo cosa stava succedendo, dai primi di ottobre… sapeva che c’era gente che era arrivata per rovinare il Movimento, doveva venire qui a fare il carabiniere invece li ha lasciati fare.
Perchè secondo lei?
È stata una leggerezza. Ma si rende conto di cosa significano i 276mila voti che M5S ha preso alle ultime elezioni? Non dico solo in termini politici ma anche economici….c’è gente che si è venduta per rovinare il Movimento, pensano che quei voti adesso siano a disposizione degli altri partiti, del Pdl…ma si sbagliano: andranno tutti agli indipendentisti e alla Murgia!
Vista da qui, sembra un po’ complottista come tesi.
Macchè, io la sensazione l’ho avuta da quando ero in Sudamerica: seguivo il meetup e vedevo cose strane. Poi sono tornato in Sardegna e ho avuto la conferma: era tutto segreto, anche noi avevamo il terrore delle infiltrazioni, arrivavano decine e decine di iscrizioni al blog dagli stessi indirizzi Ip, tutti dal Nord Sardegna. E poi minacce, microspie…un mio conoscente si è dato fuoco alla macchina perchè non riusciva a trovarle.
Ora le daranno dello Scilipoti.
Mi aspetto una censura dallo staff, ma quel che è fatto è fatto. Pensavo di ricevere una razione di insulti giornaliera, invece finora ho avuto grande solidarietà . Spero di non fare brutta figura. Alla Murgia l’ho detto: ti rimarrò fedele, ma ricordati che sono un grillino.
E lei?
Mi ha detto: non c’è problema, mi siete anche simpatici.

Paola Zanca
(da “il Fatto Quotidiano“)

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EUROPEE, IL PIANO DI GRILLO PER SELEZIONARE I FEDELISSIMI

Gennaio 11th, 2014 Riccardo Fucile

ALLO STUDIO UN SISTEMA A DOPPIO TURNO PER “FILTRARE” VIA WEB DISSIDENTI E METEORE

Cantiere aperto nel Movimento nel 2014, al varo le nuove Parlamentarie. Obiettivo dichiarato: le Europee di maggio.
Un punto d’arrivo a cui i Cinque Stelle mirano per bissare possibilmente il successo elettorale dello scorso anno, senza però ripeterne gli errori.
Sul banco degli imputati sono finiti in primis i criteri di selezione dei parlamentari (un minuto di presentazione web e curricula erano gli elementi cardine), che non hanno soddisfatto nessuno.
Nonostante siano convinti fosse una buona idea sperimentale, perfettamente in linea sul piano teorico con gli ideali di uguaglianza pentastellati, strateghi e fedelissimi vedono le Parlamentarie 2012 come il tallone d’Achille che ha permesso di imbarcare troppi dissidenti a Roma.
La base ne ha più volte evidenziato i limiti su carenza di rappresentatività  per chi si muove da attivista doc e non salta banchetti o altri eventi.
Da mesi si sta studiando un correttivo, un modo per mettere in lista candidati «Cinque Stelle doc» per Bruxelles.
Secondo indiscrezioni, sembra stia guadagnando terreno l’idea di un sistema a doppio turno: il primo su base regionale, il secondo, invece, riguarderebbe la circoscrizione di appartenenza.
Questo sistema, in pratica, fungerebbe da filtro selezionatore, permettendo di far convergere le preferenze nel ballottaggio verso i militanti più apprezzati e riducendo i rischi di «meteore del Movimento».
Un secondo motivo che spinge a una doppia scrematura è il fatto che il numero di candidati per le Europee sarà  drasticamente inferiore rispetto alle centinaia di persone in lista alle Politiche: poche decine in tutta Italia
«Quello che serve è una soluzione di buon senso e questa lo è» ammette un pentastellato.
Si tratta di un’idea che «molti auspicherebbero», ma che tuttavia non ha ancora convinto del tutto. Alcuni vedono un vantaggio per chi proviene da bacini elettorali più grandi, altri temono che un doppio turno possa rivelarsi un boomerang che alimenti divisioni.
Tutte ipotesi per ora. Quello che è certo è che a maggio si voterà  con le preferenze e che questo sistema può presentare sorprese anche per chi sarà  candidato in lista. L’esempio da tenere a mente è quello del deputato Alessio Tacconi, eletto (con le preferenze) nella circoscrizione estero.
Dodicesimo classificato alle Parlamentarie con 22 voti, Tacconi fece campagna elettorale con altri candidati in modo autonomo inviando 500 mila lettere/volantino agli elettori.
Risultato? Dodicimila preferenze alle urne e seggio a Montecitorio, con annesse polemiche tra gli altri candidati surclassati in termini di voti.
Intanto è stato eletto il nuovo capogruppo al Senato: è Maurizio Santangelo, che con 26 preferenze ha superato lo sfidante Maurizio Romani, più vicino agli «aperturisti», fermo a 23 voti.

(da “il Corriere della Sera”)

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IL “MITOMANE A 5 STELLE”: CHE SI FUMA DI BATTISTA?

Gennaio 11th, 2014 Riccardo Fucile

“SCALFARI NON MI PUBBLICA, IL CAVALIERE MI DESIDERA”

A Eugenio Scalfari, che criticava Beppe Grillo, il simpatico e smanioso deputato del Movimento 5 stelle Alessandro Di Battista rispose così, un giorno di novembre, su Facebook: “Mai una parolina sull’uso ad personam del potere da parte dei potenti, vero? Non sia mai! Il suo giornale mi rifiutò un reportage sulle violazioni dei diritti indigeni perpetrate da Enel in Guatemala”.
E poi: “Stavo in mezzo alla selva a supportare popolazioni autoctone millenarie che lottano per il bene comune e la madre natura. Ho scritto e inviato il materiale al giornale che lei ha fondato, Direttore. Nulla”.
E insomma Scalfari aveva niente meno che un Di Battista originale tra le mani, e non l’ha pubblicato. Pazzo.
Adesso il deputato del M5s, autore — si badi — del libro “Sicari a cinque euro” (Casaleggio e associati editore), dedicato alla sua esperienza guatemalteca (Scalfari non sa cosa si è perso), ha rivelato di essere stato avvicinato nei giorni scorsi da un emissario per conto del Cavaliere, il solito corruttore, sì, ma anche il solito scopritore di giovani talenti (vedi Van Basten e Kakà¡).
“Berlusconi mi vuole”, ha dunque spiegato Di Battista.
E insomma il Cavaliere, che ha gusto, ha ovviamente capito di che buona stoffa è fatto Di Battista.
“Ma io non mi faccio comprare”, ha rassicurato lui.
Pare tuttavia che Berlusconi, leggendo i giornali, il giorno dopo, cioè mercoledì mattina, abbia a un certo punto esclamato, seguendo la moda del momento: “Di Battista chi?”.
Così lui, venuto a saperlo, comprensibilmente c’è rimasto male.
Come “chi?”, io sono quello del Guatemala! Quello delle popolazioni millenarie!
Ed ecco dunque su Facebook, come per Scalfari che non lo pubblicava, un post anche per Berlusconi che non lo riconosce: “Berlusconi sembra un Renzi qualsiasi. Non credo che, dopo le menzogne sui milioni di posti di lavoro o sull’Imu da ritirare alle Poste ci sia gente che ancora gli crede, comunque, per dimostrare che non dico balle ecco l’sms. Non scherzate con i cittadini nelle istituzioni!”.
Vediamo l’sms. Un misterioso corruttore di Di Battista via iPhone: “Ale sono a cena da Berlusconi e parliamo di te… Bene”; Risposta: “Bene. Sempre meglio parlarne. Digli che può godersi i nipoti che al prossimo giro governiamo noi. Un abbraccio”.
Mistero gaudioso su chi fosse dell’sms, forse un convitato di pietra…
Adesso una domanda sorge spontanea: ma tra le popolazioni millenarie che in Guatemala lottano per il bene comune, com’è che si dice mitomane?

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REGIONE SICILIA: “I GRILLINI HANNO 26 PORTABORSE E POI FANNO LA MORALE AGLI ALTRI”

Gennaio 10th, 2014 Riccardo Fucile

I COLLABORATORI MANDANO I CONTI IN TILT… E L’EX VENTURINO SVELA CHE I CINQUESTELLE NE HANNO RADDOPPIATO IL NUMERO

Il caso più eclatante è quello del movimento 5Stelle. Qui, con le nuove regole della spending review all’Ars, i collaboratori esterni sono passati da 12 a 26.
I nuovi, alcuni con contratti part time, sono soprattutto avvocati o laureati in Giurisprudenza. Già , perchè se fin dall’inizio della legislatura i parlamentari grillini avevano assunto dodici collaboratori esterni con contratti subordinati, pagandoli con i 2.400 euro mensili (a deputato) destinati secondo le vecchie regole al funzionamento del gruppo parlamentare, adesso con i soldi per i portaborse (altri 3.180 euro al mese per deputato, garantiti sino alla fine della legislatura) hanno allargato il cerchio.
Una decisione nell’aria da qualche mese.
Presa insieme con la base a Enna nell’autunno scorso, poco prima della mozione di sfiducia al presidente della Regione.
“Allora   –   dice il capogruppo Giancarlo Cancelleri   –   abbiamo chiesto ai nostri sostenitori di poter utilizzare i fondi dei portaborse per rafforzare l’ufficio legislativo e il lavoro nelle commissioni e per rispondere alle continue sollecitazioni che riceviamo dai cittadini”.
Sondaggio esteso ai meetup anche via Internet e con esito positivo.
E seguito dalla ricerca del personale tra gli attivisti e i sostenitori del movimento. “All’indirizzo del gruppo   –   dice ancora Cancelleri   –   sono arrivati una trentina di curriculum tra cui abbiamo scelto quelli che ci sembravano i migliori”.
Fatto sta che adesso, a sentire i malevoli, nelle stanze dei grillini all’Ars sono più i collaboratori che le sedie.
Rafforzato l’ufficio stampa con l’ingresso di Maria Chiara Graziano, ma anche l’area legislativa con una decina di avvocati o laureati in Giurisprudenza provenienti da tutta la Sicilia.
Tra questi, Loriana Muncibì, classe 1982, di Gela e per anni avvocato a Piacenza, assunta direttamente dal capogruppo Cancelleri.
Mentre è rientrata al gruppo 5Stelle Samantha Busalacchi, attivista storica del Movimento, prima assunta nell’ufficio di presidenza con Antonio Venturino e che torna a occuparsi della segreteria.
Proprio con Venturino ieri, in aula, si è consumato un botta e risposta dai toni aspri.
A iniziare è stato il vice presidente dell’Ars che l’anno scorso ha lasciato in polemica il movimento di Grillo.
“Anche i grillini hanno speso soldi per i portaborse   –   ha detto Venturino durante la discussione sul bilancio interno dell’Assemblea   –   Loro utilizzano 3.180 euro a deputato, di questo però non parlano mai…”.
Immediata la replica del capogruppo di M5S Cancelleri: “Aveva promesso ai cittadini di restituire parte della sua indennità . Finchè non lo farà  non siamo disposti a prendere lezioni da lui”.
E oggi Venturino ha rincarato la dose: i portaborse che “i grillini si sono affrettati ad assumere e contrattualizzare entro il 31 dicembre 2013 sono ben 26 tra vecchi e nuovi. Mi viene naturale chiedere con quali soldi vengano pagati, se con il bilancio che ieri hanno populisticamente criticato davanti alle telecamere o con soldi che arrivano da altri bilanci? Quando si fa le verginelle della politica, occorre intanto avere la coscienza pulita e mi pare evidente che non sia così dato che al loro seguito ci sono più portaborse che deputati”.
I contratti dei nuovi assunti? Cocopro da 1.400 euro netti al mese. Una cosa è certa: la legge sul controllo della spesa del Parlamento votata qualche settimana fa all’Ars e che garantisce i contratti in corso al 31 dicembre, ha aperto la corsa alle nuove assunzioni un po’ in tutti i gruppi parlamentari: dall’Udc all’Mpa, dal Pdl al Pd ad Articolo 4.
E questo nonostante il Parlamento siciliano sia l’unico in Italia che può contare su 85 collaboratori interni fissi.
Assunzioni   –   c’è chi parla di almeno una cinquantina   –   fatte direttamente dai singoli parlamentari anche con forme di contratto che limitano al massimo il peso contributivo, simili a quelli delle colf   –   come ha ammesso Alice Anselmo dell’Udc che vi ha fatto personalmente ricorso   –   e contro cui si sono espressi sia il presidente della Regione Rosario Crocetta che quello dell’Assemblea Giovanni Ardizzone.
Fatto sta che proprio perchè i rapporti di lavoro dipendono direttamente dai singoli deputati, il numero dei contratti resta ancora avvolto dal mistero.
Nell’Mpa raccontano di deputati al telefono con i consulenti per chiudere i nuovi contratti (almeno tre sono emersi finora) fino al 30 dicembre.
Uno solo quello siglato per la Lista Musumeci. “Un contratto a prestazione per il nostro addetto stampa Alberto Samonà “, dice Nello Musumeci.
Il numero totale dei neo-assunti si conoscerà , comunque, solo a fine mese, quando verranno presentati i rendiconti per il rimborso delle spese.
Una verità , ammessa in aula dallo stesso presidente dell’Ars rispondendo, guarda caso, alle contestazioni dei grillini che criticavano lo stanziamento di due milioni in più nel bilancio dell’Ars rispetto a quello previsto dal governo regionale: “La certezza sui costi precisi   –   ha detto Ardizzone   –   si avrà  quando, a fine mese, i gruppi parlamentari presenteranno i rendiconti per i portaborse. Anche il suo”.
“È davvero così   –   aggiunge il capogruppo del Pd, Baldo Gucciardi –   non escludo che possano esserci state nuove assunzioni anche tra i deputati del nostro gruppo, anche se la maggior parte degli assistenti è stata contrattualizzata a inizio legislatura, senza contare che con noi ci sono una ventina di stabilizzati “.

Gioia Sgarlata

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