Destra di Popolo.net

INTERVISTA AL SEN. CINQUESTELLE GIARRUSSO: “NEL MOVIMENTO INFILTRATI PRO-SILVIO”

Giugno 7th, 2013 Riccardo Fucile

DITO PUNTATO CONTRO CRIMI: “MESI A FARE CASINO PER DICHIARARE INELEGGIBILE IL CAVALIERE E POI LUI NON AI PRESENTA AL VOTO”

Quando risponde al telefono il senatore Mario Giarrusso è furibondo.
Ha appena mandato un’email ai colleghi in cui dice di volersi autosospendere dal gruppo dei 5 stelle a Palazzo Madama.
Ce l’ha con Vito Crimi, il capogruppo che non lo ha votato perchè è arrivato tardi. «Sento il bisogno di un confronto con il gruppo e con i gruppi siciliani scrive — per comprendere il senso della mia presenza in Senato».
Senatore, si è autosospeso? Come mai?
«Io? Chi lo dice? Le sto dicendo che mi sono sospeso?».
Ha mandato una e mail ai suoi colleghi. Qualcosa dev’essere successo.
«È successo che la partitocrazia ha mostrato il suo lato migliore e più forte. Sono tutti d’accordo per salvare Berlusconi, ci hanno emarginati con questo preciso scopo».
Il problema è quel che è successo in giunta?
«Hanno eletto una specie di democristiano che non si sa come è finito a Sel. Uno che ha quel compito: salvare Berlusconi. Si sono messi tutti d’accordo».
Anche i 5 stelle?
«Gli infiltrati sono ovunque. I filoberlusconiani stanno dappertutto. Se la Puppato dice che nel Pd ce ne sono 101, è fisiologico che ci siano anche da noi. Mica abbiamo un vaccino che tiene lontano chi strizza l’occhio a Berlusconi».
Sta dicendo che nel suo Movimento qualcuno ha voluto favorire il Cavaliere?
«Dico che c’è qualcuno che va segnalato a Beppe per mandarlo affanculo come merita. Provvederemo a cacciare i berlusconiani dal Movimento».
Ce l’ha con Vito Crimi?
«Abbiamo passato quattro mesi a fare casino per l’ineleggibilità  di Berlusconi, e abbiamo un capogruppo che non si presenta al voto per il presidente della Giunta. Ognuno tragga le conclusioni»
La presidenza della Vigilanza Rai non è un successo?
«La giornata di oggi per noi è una Caporetto. L’opposizione è stata emarginata e messa alla porta e c’è una responsabilità  interna per questo, che non è la “stupidaggine”, non è casuale. Non credo nel caso. La Rai ha un valore simbolico, la presidenza diventerà  il parafulmine di ogni cosa, non potrà  fare niente. Era il Copasir, che contava».
Quindi che farà ?
«Esaminerò la situazione col Movimento in Sicilia, sto andando lì per i ballottaggi. E chiedo che intervenga Napolitano: la maggioranza si è scelta l’opposizione che più le fa comodo mandando a pezzi la democrazia. Richiamiamo il capo dello Stato al suo dovere di garante».

Annalisa Cuzzocrea
(da “La Repubblica“)

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RIBELLI CONTRO GRILLO: “BASTA IMPOSIZIONI DALL’ALTO, GRUPPI A RISCHIO, ALTRI SE NE ANDRANNO”

Giugno 7th, 2013 Riccardo Fucile

“FINIAMO SEMPRE PER PARLARE SOLO DI SOLDI”…E ALLE RIUNIONI INTERNE IL 50% DEI PARLAMENTARI DISERTA

La scena si ripete da giorni. Sempre uguale.
I deputati e i senatori 5 stelle sono attesi in assemblea, magari di giovedì sera, come ieri.
E invece, li si vede imboccare veloci l’uscita già  nel primo pomeriggio: trolley al seguito, taxi da prendere al volo. Si torna a casa. Non si tratta di “dissidenti”.
A prendere il treno ieri sera non sono stati solo Alessandro Furnari e Vincenza Labriola (che hanno formalizzato la loro intenzione di uscire dal gruppo e passare al misto con una lettera inviata alla presidenza della Camera).
A disertare le assemblee sono molti di più: non ne capiscono più il senso, le vedono scavalcate da decisioni prese dall’alto, le trovano — per dirla con Adriano Zaccagnini: «Farraginose, lente, elefantiache, burocratiche».
Il deputato racconta che alla riunione congiunta di ieri (al momento del voto erano un’ottantina su 163) si è parlato solo di dove destinare i soldi eccedenti dallo stipendio e dalla diaria: «Li daremo allo Stato, non è passata la linea di chi voleva finanziare iniziative locali».
Ma come? Dove? Su quale conto? «Non si è capito. Faremo le cose bene e con calma. L’idea del salvadanaio temporaneo non passerà  perchè molti non se la sentono di affidare i loro soldi al comitato direttivo».
Eppure, il nuovo capogruppo Riccardo Nuti parla di un bonifico entro 10 giorni. Zaccagnini taglia corto: «Propaganda».
Poi spiega: «Il problema è che ormai l’assemblea non discute dei problemi, ma di questioni burocratiche disciplinari interne. Il disagio di alcune persone è evidente. Non solo non vengono alle riunioni, non si presentano neanche ai lavori d’aula, e l’assemblea non se ne prende cura. Io l’ho detto chiaro: o riprende in mano la gestione delle questioni più importanti del gruppo, o il gruppo non c’è più. I casi come Furnari e Labriola aumenteranno».
Si sarebbe dovuto parlare dell’esito del voto amministrativo, del rapporto incrinato con Stefano Rodotà , ma niente: «Finiamo sempre per parlare di soldi».
E poi: «Se ti rendi conto che alcune decisioni ti vengono sfilate sotto il naso e imposte dall’alto ti dici: ma alloraqui che ci stiamo a fare?».
Un episodio chiave lo racconta un’altra deputata: «Uno che fino a qualche giorno fa consideravamo talebano ci ha detto che non farà  più parte del gruppo Internet perchè Casaleggio gli ha detto che sul portale vuole interfacciarsi solo con Artini. E si è scusato, perchè non potrà  vigilare sullo strumento che aspettiamoda anni».
Al Senato non va meglio. Davanti ai microfoni di Sky, Adele Gambaro dice: «Il dissenso dev’essere ascoltato, e Grillo deve cambiare toni. Capisco che ora ci siano i ballottaggi, ma è arrivato il momento di voltare pagina».
Che il gruppo rischi di sfaldarsi hanno cominciato a capirlo anche gli ortodossi.
Non è un caso che Beppe Grillo ieri, a ora di pranzo, abbia chiamato Alessandro Furnari. Hanno parlato per 20 minuti, passando dall’Ilva ai lavori parlamentari. Troppo tardi però: la lettera alla presidenza della Camera era già  partita.
Il passaggio al misto è praticamente ufficiale. «Quando senti le scarpe strette, vuol dire che devi toglierle », chiosa la deputata tarantina. Fine della storia.
Zaccagnini è felice per loro. «Non si può lavorare quando non si è sereni. Metà  delle persone ormai ha dubbi. Non dico che vogliano uscire, ma non lavorano bene per una sorta di mobbing interno. Io loro due li capisco. Le contraddizioni prima o poi emergono, i nodi vengono al pettine. Quando sarà  ufficiale, esprimerò la mia solidarietà ».

Annalisa Cuzzocrea
(da “La Repubblica“)

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I SOGNI A CINQUE STELLE FINITI IN TV

Giugno 7th, 2013 Riccardo Fucile

QUANDO I SEDICENTI RIVOLUZIONARI, INVECE CHE CHIEDERE L’ABOLIZIONE DELLA COMMISSIONE VIGILANZA RAI, NE IMPLORANO LA PRESIDENZA, E’ SEGNO CHE LA RIVOLUZIONE NON E’ MAI INIZIATA

“La grande tristezza”. È il titolo del film di questi mesi grillini.
Il M5S era partito per fare la rivoluzione, «aprire il Parlamento come una scatoletta» e cento giorni dopo è già  ridotto a festeggiare la poltrona da presidente di uno dei peggiori simboli della partitocrazia all’italiana, la commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai.
L’eroe di questa straordinaria impresa è l’onorevole cittadino Roberto Fico.
È il tipico esponente del grillismo rampante, a partire dai due requisiti fondamentali. Primo, non avere la benchè minima idea di come funzionino le istituzioni che si vorrebbero cambiare.
In questo Fico è stato fantastico, nelle sue apparizioni televisive prima e dopo la nomina, straparlando di interventi sulla qualità  dei programmi e sui palinsesti che la commissione parlamentare non può attuare per legge.
E per fortuna, possiamo aggiungere.
Secondo, agire in modo esattamente opposto allo scopo dichiarato.
Nel caso di Fico e dei grillini il fine sarebbe quello di liberare la Rai dal controllo politico.
Ma la prima cosa da fare, per liberare la Rai dai politici, sarebbe appunto l’abolizione della commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai.
Un’anomalia impensabile in qualsiasi altra democrazia, dove è ovvio che siano i media a vigilare sulla politica e non viceversa.
Nel momento in cui i sedicenti rivoluzionari, invece di chiedere l’abolizione, ne implorano la presidenza, tanti saluti alla nobile causa.
Per altro, una presidenza ottenuta grazie a un ignobile inciucio fra Pdl e «Pdmenoelle».
Gli otto milioni d’italiani che hanno votato Cinque Stelle forse non l’hanno fatto per vedere Fico alla vigilanza Rai e magari non saranno contenti.
Ma Grillo sì. È felice. Beato lui.
Dopo aver rifiutato anche la sola ipotesi di costringere il Pd a un vero governo innovatore, all’elezione di un nuovo presidente e a mettere fine per sempre alla stagione di Berlusconi, il leader del Movimento 5 Stelle aveva concentrato tutti i propri sforzi su questo grandioso, rivoluzionario obiettivo: la presidenza della più inutile e indecente delle commissioni parlamentari.
Del resto, in televisione è nato. E anche lui, come Berlusconi, la considera la priorità  del Paese.
Con un’opposizione come questa, Enrico Letta ha ragione a prevedere che il governo durerà  altri cinque anni. Forse anche una decina.
L’unica speranza che anche la democrazia italiana possa godere di una vera opposizione parlamentare, come le altre democrazie, rimane a questo punto una rivolta della base grillina contro i ducetti Grillo e Casaleggio e i sottostanti tirapiedi. In parte sta già  avvenendo.
In questi giorni Grillo ha lanciato sulla rete un referendum per stabilire chi sia il giornalista televisivo più servile, con l’intento ovvio di colpire gli obiettivi delle ultime polemiche: Milena Gabanelli, Gad Lerner e Corrado Formigli.
È noto infatti che i rivoluzionari all’italiana odiano soprattutto le persone oneste e capaci, si tratti di magistrati, politici o giornalisti.
Ma purtroppo per Grillo, il popolo del web ha messo al primo posto fra i faziosi e gli asserviti ai partiti Bruno Vespa, chissà  perchè, e ha ignorato del tutto i suggerimenti del capo, finiti agli ultimi posti o fuori lista.
C’è da giurare che Grillo non si darà  pace finchè non avrà  convinto i suoi seguaci che Gabanelli è peggiore di Vespa, il Pd peggiore di Berlusconi e Totò Riina detto ‘u curtu” più onesto di chiunque osi criticare lui e Casaleggio.
Gli costasse pure il novanta per cento dei voti.
Nel frattempo c’è da sperare che in Italia sorga un vero movimento per cambiare le cose, con o senza scontrini, a cominciare dall’abolizione degli enti e delle commissioni inutili e truffaldine.

Curzio Maltese
(da “La Repubblica“)

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LITE TRA CINQUESTELLE, CRIMI ASSENTE IN GIUNTA ELEZIONI, IL SUO COLLEGA GIARRUSO LO ACCUSA: “CHIEDETEVI PERCHE’ NON SI E’ PRESENTATO”

Giugno 6th, 2013 Riccardo Fucile

“DOPO QUATTRO MESI A FARE CASINO SULL’INELEGGIBILITA’ DI BERLUSCONI, IL CAPOGRUPPO NON SI PRESENTA AL VOTO?”… L’INCREDIBILE AUTODIFESA DI CRIMI: “MI SONO PERSO, NON TROVAVO IL PALAZZO”

«Mi sono perso, non trovavo il palazzo». È di nuovo bufera sul Cinque Stelle Vito Crimi, capogruppo al Senato, che ha fatto infuriare il collega Michele Giarrusso.
Che si autosospende dai Cinque Stelle al Senato e spiega «Ci sono delle mele marce che se ne devono andare anche nel Movimento 5 Stelle», ha chiosato Giarrusso. «Dopo quattro mesi trascorsi a fare un casino per l’ineleggibilità  di Berlusconi, il capogruppo non si presenta al voto?», ha aggiunto il senatore.
INELEGGIBILITA’ BERLUSCONI
Nel mirino di Giarrusso c’è il collega e capogruppo al Senato, Vito Crimi, arrivato in ritardo al voto.
«Ci sono delle mele marce che se ne devono andare anche nel Movimento 5 Stelle», ha chiosato Giarrusso.
«Dopo quattro mesi trascorsi a fare un casino per l’ineleggibilità  di Berlusconi, il capogruppo non si presenta al voto?», ha aggiunto il senatore.
Era la prima riunione della giunta per le elezioni del Senato. Quella in cui il Movimento Cinque Stelle voleva dichiarare ineleggibile Silvio Berlusconi.
Ma il capogruppo dei grillini non si presenta.
Il primo a protestare per l’assenza è stato il senatore Cinque Stelle Michele Giarrusso. «Dov’è il mio capogruppo Vito Crimi? Chiedetevi perchè non c’era alla riunione», tuona, rivolto ai giornalisti, lasciando l’aula di Sant’Ivo alla Sapienza, come spiega l’agenzia Dire, che mostra anche le immagini video.
NO AD ACCORDI
A fare infuriare Giarrusso il risultato della riunione. La giunta ha infatti eletto come presidente, Dario Stefano di Sel. C’erano tutti e 23 i membri. Tranne Crimi.
I Cinque Stelle erano invece decisi rifiutare in blocco gli «accordi sotto banco tra maggioranza e finte opposizioni», come aveva spiegato.
Per questo avevano deciso di far convergere tutti e quattro i loro voti su Mario Michele Giarrusso. Ma alla fine i voti sono stati solo tre: quelli di Serenella Fucksia, di Maurizio Buccarella e dello stesso Michele Giarrusso.
Mancava il voto del senatore più rappresentativo: il capogruppo Vito Crimi.
Quando Giarrusso esce dalla giunta e affronta i giornalisti, il suo presidente non si è ancora neppure affacciato a Sant’Ivo.
«NON TROVAVO IL PALAZZO»
Come spiega ancora la Dire, Giarrusso allarga le braccia sconfortato, quando i cronisti gli chiedono se per caso Crimi, dopo aver incassato dalla maggioranza l’elezione di Roberto Fico alla Vigilanza Rai, non abbia voluto contraccambiare con quello che in gergo si chiama segnale di buona volontà « delle opposizioni nei confronti delle rispettive maggioranza.
«Chiedetelo a lui», replica Giarrusso sottraendosi alle domande. Poi scappa infuriato. Mentre esce dal palazzo, arriva trafelato Crimi.
Il capogruppo sorridente, va per abbracciare il compagno di partito, ma Giarrusso lo scansa da sè. E gli intima: «Vai, vai».
Ma ormai è troppo tardi.
Poi arriva la spiegazione dello stesso Crimi: «Mi dispiace per Mario. Ma è stata una giornata intensa, e poi ci sono le incombenze amministrative in ufficio che non mancano mai durante la giornata. E poi di fatto, trovare il luogo, non è stato facile. È la prima volta che veniamo qui…».
Al termine della riunione Crimi torna sull’argomento: «Non si inventino scuse, la calendarizzazione della ineleggibilità  di Silvio Berlusconi dipende dal presidente. Vedremo se metterà  l’argomento a breve in calendario. Noi lo chiederemo alla prima seduta».
Se qualcuno non gli suggerirà  di perdersi per strada ovviamente.

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INTERVISTA A VINCENZA LABRIOLA, DEPUTATA CHE STA PER LASCIARE I CINQUESTELLE: “L’IDEA DEL MOVIMENTO NON C’E’ PIU'”

Giugno 6th, 2013 Riccardo Fucile

“AL MOMENTO OPPORTUNO SCRIVERO’ SU FB LE RAGIONI, CE NE SONO PIU’ DI UNA”

Vincenza Labriola parla con la collega Eleonora Bechis nel cortile di Montecitorio. Fuma una sigaretta, allontana chi le chiede se — davvero — sia pronta ad abbandonare il Movimento 5 stelle in Parlamento.
Davanti a domande più precise, però, davanti a chi le chiede se il suo progetto, come quello di Alessandro Furnari, sia di lasciare il gruppo spiegando la decisione con un post su Facebook giovedì o venerdì notte, confessa: «Può darsi che sulla mia pagina troverete un post analogo a quello di Alessandro».
Dipende dall’istinto: «Deciderò al momento opportuno. Ci sono volte in cui devi scegliere tra la persona che sei e un’idea che forse non esiste più».
Ha due figlie piccole, la deputata a 5 stelle.
Fa i salti mortali per riuscire a vederle, per non far sentire loro la mancanza della mamma. È di Taranto, molto sensibile al caso Ilva.
Allora è vero. Lei e il suo collega abbandonate il gruppo?
«Posso dire solo che sono una persona istintiva e che deciderò d’istinto, quando mi troverò davanti a un bivio».
Può almeno dirci qual è il motivo di questa “possibile” scelta.
«Non c’è un solo motivo».
È diventato difficile lavorare con il gruppo alla Camera. Si sono create dinamiche che non vi piacciono?
«Io lavoro benissimo con i miei colleghi della commissione Lavoro. Sono come una famiglia per me, stiamo a preparare leggi e mozioni tutto il giorno, da mattina a sera. Ci vediamo anche fuori».
Il problema è l’assemblea?
Non risponde
Ci sono delle pratiche burocratiche da fare per il passaggio al gruppo misto. Lei e il suo collega vi siete già  informati.
«Una cosa è informarsi, un’altra decidere. Posso informarmi su come si ottiene il Telepass senza prenderlo mai, no?».
Pare che Grillo sarà  a Taranto questo week end. Ci andrà ?
«Non so. Non ne sapevo nulla».
Come vive la vicenda dell’Ilva?
«Non voglio dire qual è la mia posizione politica. Non ancora almeno. È una discussione che stiamo facendo con la rete, una cosa in cui siamo tutti coinvolti. Da donna tarantina posso dirle che ho allattato le mie figlie e che mi sono sentita in colpa per questo. Perchè dopo si sono scoperte quantità  eccessive di diossina nel latte materno. Perchè ho visto da vicino casi di tumore».
Quando se n’è parlato chiedeva che l’eccedenza della diaria si potesse donare liberamente. Pensava ai centri tumore?
«Pensavo a quelli, all’assistenza ai bambini malati di Sla, agli ultimi, ai deboli, a chi non riesce ad arrivare a fine mese».
Stasera (ieri, ndr) sarà  all’assemblea dei deputati?
«No. Non ci andrò».

Annalisa Cuzzocrea
(da “la Repubblica“)

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“GRILLO VUOL SOLO PIEGARCI”: SE NE VANNO I DUE DEPUTATI “CINQUESTELLE” FURNARI E LABRIOLA

Giugno 6th, 2013 Riccardo Fucile

ARRIVANO ALTRE DUE DEFEZIONI NELLA CASERMA CINQUESTELLE E I RIBELLI VANNO ALL’ATTACCO

La crepa si aprirà  stanotte, al massimo domani.
Alessandro Furnari e Vincenza Labriola potrebbero sciogliere la riserva e lasciare il Movimento 5 stelle alla Camera.
Senza entrare in polemica con Grillo e Casaleggio, senza «fare i dissidenti».
Le loro motivazioni vogliono affidarle a un post su Facebook. La destinazione prescelta sarà  il gruppo misto.
Non hanno avvisato gli altri “malpancisti” della loro decisione, i due deputati tarantini.
Non hanno preso parte a cene o incontri semiclandestini. La loro è una scelta autonoma, delle ragioni non vogliono ancora parlare.
Quel che è certo è che non si trovano più a loro agio nell’assemblea.
E che il malcontento avevano cominciato a manifestarlo nei giorni in cui si era discusso della restituzione della diaria: come tanti, avevano raccontato di non condividere un’imposizione che va al di là  di quello che i parlamentari a 5 stelle si sono impegnati a fare (dimezzarsi l’indennità  base).
«Non è una questione di soldi», dice Furnari a chi è riuscito a parlarci.
«Il problema è un altro – spiega una deputata che comprende la loro scelta – quello della diaria è solo l’inizio. Grillo e Casaleggio sanno che una volta ceduto su questo punto, su cui ovviamente tutti sono molto sensibili, finiremo per cedere su ogni cosa. Per farci imporre ogni decisione».
Così, il probabile abbandono dei due tarantini si unisce al malcontento di chi – da almeno un mese – è in cerca di vie di fuga.
«Sono buffi – racconta Pippo Civati – mi danno appuntamenti segreti, negli anfratti, dietro i vicoli, e poi arrivano i giornalisti a dirmi: hai parlato con tizio? Hai visto caio?».
Eppure il deputato Pd è certo che qualcosa si stia muovendo nella giusta direzione: «È ovvio che sarà  un fatto esterno a far prendere loro una decisione. Magari una sentenza che faccia venir voglia a Berlusconi di mettere in pericolo il governo. Io ne conto in uscita 7 sicuri più 5 incerti alla Camera, e un’altra dozzina al Senato. Se Monti non facesse scherzi, per essere autonomi dal Pdl a Palazzo Madama basterebbero 20 voti: sono certo che davanti allo spettro delle elezioni anticipate ci si arriverebbe tranquillamente».
L’emorragia potrebbe cominciare dopo le riunioni cruciali di questi giorni.
La vicenda dei soldi non è affatto conclusa, il fondo dove mettere l’eccedenza di stipendi e rimborsi ancora non c’è (bisognerà  aspettare un travagliato iter del ministero dell’Economia).
La creazione di un «salvadanaio temporaneo» non piace ai dissidenti.
Non si fidano: «Perchè dovrei affidarli a qualcun altro? Chi dovrebbe gestirli? chiede uno di loro – E se poi me ne vado? O se mi cacciano?».
In più c’è il problema delle leggi.
Il fatto che le proposte che vanno oltre il programma saranno sottoposte al blog prima di essere presentate è ormai assodato. Sullo ius soli, ad esempio, sta lavorando la commissione Affari Costituzionali, e il 5 stelle Giorgio Sorial fa parte di un intergruppo che conta di arrivare a qualcosa mettendo insieme le diverse sensibilità  che esistono sul tema in Parlamento.
E però, racconta Federica Dieni, «credo che prima dovremo fare un sondaggio sul blog. La nostra proposta passerà  prima da lì».
È il punto focale del malcontento dei dissidenti, l’autonomia.
È quello di cui ha parlato ai parlamentari Stefano Rodotà  quando è stato alla Camera, la parte del suo discorso che ha dato più fastidio a Beppe Grillo.
Li ha invitati a scoprire il confronto, la mediazione. Li ha spronati a cercare di ottenere dei risultati uscendo dal solipsismo.
Non è che questa, la colpa di cui si è macchiato agli occhi del capo politico.
Ma non è in disarmo, il professore. Tutt’altro.
Adriano Zaccagnini e Tommaso Currò – in contatto costante con Civati continuano a guardare a lui e al movimento dei «beni comuni» come possibile approdo.
Oggi Civati andrà  a trovarlo a un convegno della fondazione Basso, di fronte al Senato.
Gli parlerà  ancora di un progetto che potrebbe vederlo protagonista. Rifletterà  con lui sull’incontro che la rivista Left sta preparando già  per la prossima settimana, invitando un fronte trasversale di Pd, Sel e 5 stelle.
Così, anche se ieri – prima della riunione – Zaccagnini diceva di voler proporre un armistizio ai “talebani”, una sorta di patto fondato sul «tornare a decidere tutto in assemblea», il piano B rimane dietro l’angolo.
La crepa aperta da Furnari e Labriola potrebbe diventare una voragine.

Annalisa Cuzzocrea
(da “La Repubblica“)

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ROBERTO FICO, IL FIGLIOCCIO PREDILETTO DI GRILLO, HA AUTOCERTIFICATO IL FALSO PER CANDIDARSI IN CAMPANIA

Giugno 5th, 2013 Riccardo Fucile

SECONDO IL REGOLAMENTO 5 STELLE, IN DATA 4-12-2012 FICO AVREBBE DOVUTO ESSERE RESIDENTE IN CAMPANIA PER POTERSI CANDIDARE NELLA STESSA REGIONE… MA ERA RESIDENTE A LATINA E HA SPOSTATO LA RESIDENZA SOLO IL 26-12-2012 DOPO CHE ERA STATO SOLLEVATO IL CASO DAI SUOI COLLEGHI CINQUESTELLE

Fico non avrebbe potuto candidarsi in Campania, ma al figlioccio prediletto di Grillo è permesso violare quegli stessi regolamenti che quando vengono “violati” da altri vengono cacciati a calci nel culo, vedi Tavolazzi, Favia, la Salsi, Mastrangeli, Venturino etc.
Roberto Fico dice al programma di Lucia Annunziata: “5 Stelle ha delle regole, ad esempio per candidarsi bisogna essere residenti nel luogo dove ci si candida”.
Ebbene, Roberto Fico per candidarsi alle elezioni in quella circoscrizione ha presentato al Movimento 5 Stelle un’autocertificazione di residenza.
Le regole di candidatura di 5 Stelle sono chiare, per potersi candidare in Campania doveva essere residente li in data 04/11/2012.
Fico ha spostato la sua residenza in Campania in data 26/11/2012 dopo che persone del Meet Up l’avevano scoperto.
Il 04/11/2012 ha quindi autocertificato il falso.
Tutto questo non è stato dimostrato chissà  da quale complottisto del Piddìmenoelle ma da gli stessi grillini sull Meet Up di Grillo.
Ecco cosa c’è scritto sul forum ufficiale di 5 Stelle:

“Flaggando le 4 caselle e cliccando su “Confermo di volermi presentare al Parlamento”, proprio nel preciso istante del click, hai dichiarato (con valore legale) che in quel momento specifico possedevi i requisiti richiesti per la candidatura (tra i quali la residenza nella Circoscrizione Campania 1).
Non hai assolutamente autocertificato di essere residente dov’eri residente all’epoca delle passate elezioni amministrative, requisito questo assolutamente non richiesto.
Infatti se Marco avesse voluto candidarsi nella Circoscrizione Marche, se come ho capito è attualmente lì residente, nessuno avrebbe potuto impedirglielo, candidandosi semplicemente (così come previsto dalle regole) nella Circoscrizione in cui risiede.
La regola ripeto non prevede l’obbligo di essere residente nella stessa Circoscrizione dove si era residente al tempo delle passate amministrative, ma quella di essere ora residente nella stessa Circoscrizione in cui ora ci si candida.
Se invece non eri in quel momento residente nella Circoscrizione Campania 1 caro Roberto, hai dichiarato il falso.
Poichè risulta dal certificato di residenza Storico che hai cambiato residenza dopo che ti è stata fatto notare l’anomalia ovvero il giorno 23/11/2012 guarda caso il giorno 26/11/2012 risulti immigrato da san Felice Circeo a Posillipo Napoli.
Questo modo di fare non credo sia da MoVimentista ma credimi avresti fatto più bella figura a dire la verità  e rimetterti alla Caselaggio, come ha fatto Marco Savarese e devo dire la verità  tanto di cappello, ha avuto il coraggio di dirlo pubblicamente.”

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato una lettera ricevuta alla nostra redazione :

Ciao Gaetano,
a Napoli purtroppo il M5S locale riproduce microscopicamente quello Nazionale.
Ti spiego in breve: una delle tassative regole interne di candidatura per queste “parlamentarie” appena concluse, prevede che i candidabili siano residenti nella stessa Circoscrizione elettorale in cui ci si candida. Condivisibile o meno è una regola e, moralmente ed eticamente, va rispettata da chiunque intenda proporsi per un incarico così importante come quello di Deputato del Parlamento Italiano in un momento, come questo, di enorme degrado etico/morale e di assoluta assenza di ogni valore sano nel nostro Paese.
Per autocertificare di possedere questo e gli altri requisiti richiesti per potersi candidare, obbligatoriamente entro il 04/11/2012 ogni candidato ha compilato un form di autocertificazione visualizzato nel proprio profilo sul Blog di Grillo.
Bene, anzi male, perchè a Napoli è successo che il candidato Roberto Fico, poi risultato il più votato della Circoscrizione Campania 1, il volto storico del M5S nonchè “figlioccio” preferito di Grillo, ha autocertificato il falso, essendo nel momento dell’autocertificazione residente nel Lazio e violando così sia la regola interna di candidatura che commettendo un vero e proprio reato di falsa autocertificazione, perseguibile per vie legali.
La storia è venuta a galla quando sul Meetup Napoli un anonimo ha postato la copia del certificato di residenza storico di Fico da cui si evince che, avendo il Fico sentito puzza di bruciato, ha effettuato il cambio di residenza dal Lazio a Napoli ben 3 settimane dopo l’autocertificazione, cioè il giorno 26/11/2012.
Ritengo che prima che un personaggio del genere sieda in Parlamento dove gli avversari politici distruggendo e delegittimando facilmente lui su questo argomento demolirebbero anche il lavoro di centinaia di seri attivisti che da anni operano sul territorio, sia cosa sì dolorosa ma anche saggia denunziare l’accaduto ai mezzi di informazione.
E’ una medicina al momento amara ma che spero servirà  a salvare la vita al maliticcio M5S.
Grazie per l’attenzione.
Qui trovate i cambi di residenti fatti ad hoc per la candidatura :
link Meetup Napoli:
http://www.meetup.com/Gli-amici-di-Beppe-Grillo-di-Napoli/messages/boards/thread/28931522/200#89253802
link Meetup Salerno:
http://www.meetup.com/amicidibeppegrillosalerno/messages/boards/thread/29317982

Parliamo da tempo dei problemi del Movimento 5 stelle , si replicano gli stessi meccanismi dei tradizionali Partiti .
Amicizia, parantela funzionano molto più dell’onesta.
Molte le persone vittime da questo meccanismo,spesso i grillini trovano risposta nel complotto .
La maggior parte degli attacchi al Movimento 5 stelle arriva dai grillini stessi non da altri Leader Politici .
Abbiamo già  dichiarato chi sono i favoriti di Beppe Grillo , Roberto Fico del gruppo di Napoli sarà  candidato al Parlamento sicuramente , Fico è stato candidato a tutto, purtroppo non hai mai vinto nulla per ora .
Noi stessi siamo stati messi alla porta per gli stessi motivi , amici di amici che parlano con il “padrone Grillo” e lui ti sbatte fuori .
Beppe Grillo come per magia dirà  che non sa nulla , dirà  che è l’ennesimo complotto di qualche alieno, con una battuta chiuderà  la questione.
Non vi arrendete ,basta con questi “nuovi politici” vestiti da comici , fate girare l’informazione, forza ragazzi , siamo in tanti, riuniti Beppe Grillo non può nulla ,non fatevi confondere per l’ennesima volta da una battua facile o dal complotto immediato .

Gaetano Vilnò
(da “Movimento Revolution”)

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GRILLO CHE INGIURIA I GIORNALISTI E’ COME IL CONTADINO CHE INSULTA LE SUE GALLINE DALLE UOVA D’ORO

Giugno 4th, 2013 Riccardo Fucile

SE NON CI FOSSERO STATE LE INCHIESTE DEI GIORNALISTI, GRILLO NEPPURE SAPREBBE I COSTI DELLA CASTA… SIAMO TANTO SERVI DEI POLITICI CHE HANNO FATTO UNA LEGGE CHE PREVEDE IL CARCERE PER LA DIFFAMAZIONE

C’è qualcosa di surreale in Beppe Grillo che dà  degli «spregevoli» ai giornalisti, come ha fatto nel suo ultimo comizio a Piazza Armerina.
Spregevoli lo saremo senz’altro, e per tanti motivi, ma tra tutti questi motivi l’unico che manca è proprio quello indicato da Grillo: e cioè che siamo i silenziatori delle sue battaglie.
Anzi. Di che cosa si alimenta, il grillismo? Della convinzione che tutto fa schifo, che i politici sono tutti ladri, che l’Italia è sull’orlo del baratro, che per trovare lavoro ci vuole sempre la raccomandazione, che ci hanno rubato il futuro e i figli è meglio mandarli all’estero.
E chi è che più di ogni altro contribuisce, da anni, a diffondere tra la gente queste convinzioni?
Chi, se non noi giornalisti, pensa che faccia notizia solo quello che non va, che non funziona, che è corrotto?
Perfino nelle previsioni del tempo siamo catastrofisti: il caldo è sempre record e quando piove non è mai piovuto così tanto. Se c’è un terremoto, la colpa non è della Natura crudele matrigna ma dei politici che non hanno previsto, pianificato, prevenuto.
Beppe Grillo vuol far credere che giornalisti e politici siano tutto un pappa e ciccia, ma a Montecitorio e a Palazzo Madama non esiste una categoria più detestata della nostra.
E infatti solo pochi mesi fa, quando s’è trattato di modificare la legge che prevede il carcere per la diffamazione a mezzo stampa, con quale godimento i nostri amici politici ci hanno affossati.
Vendetta comprensibile: non siamo stati forse noi a chiamarli «casta»?
Grillo gioca molto sull’ignoranza, e così può anche ripetere all’infinito la balla del finanziamento pubblico ai giornali, ma se c’è qualcuno che dovrebbe pagarci, se non altro per gratitudine, è proprio lui.
Grillo che chiama spregevoli i giornalisti è come il contadino che insulta le sue galline dalle uova d’oro.

Michele Brambilla
(da “La Stampa”)

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“GRILLO PARLA DEI CAMMELLI E METTE LA FOTO DI UN DROMEDARIO”: SU “LIBERO” FACCI MASSACRA IL COMICO, SETTE PALLE IN TRE MINUTI

Giugno 4th, 2013 Riccardo Fucile

UNA SERIE DEVASTANTE DI BUFALE SMASCHERATE DAL GIORNALISTA… EMERGE LA VERITA’: GRILLO NON SA NEANCHE DI COSA PARLA, RECITA PER CONTO TERZI

Giovedì, in un video da Santoro, Beppe Grillo diceva che la doppia sede del Parlamento Europeo costa 400 milioni l’anno: ma a essere precisi sono 200.
Poi ha detto che un terzo del bilancio europeo è speso per traduzioni: ma il bilancio del 2012, a essere precisi, è di 147 miliardi, e le traduzioni sono costate 330 milioni.
Poi ha detto che l’Italia fornisce un terzo del bilancio dell’Unione Europea: a essere precisi è il terzo paese per contributi, che è diverso, perchè significa che versa 14 miliardi su circa 140, cioè un decimo.
Poi ha detto che i soldi del bilancio vanno in ipermercati e strade e petrolio: la metà  dei fondi europei, a essere precisi, vanno in sovvenzioni per l’agricoltura.
Poi ha citato alcuni grattacieli in bambù che Renzo Piano avrebbe progettato in Australia: a essere precisi in Australia non esistono grattacieli in bambù progettati da Renzo Piano, a Melbourne semmai esiste un palazzo di legno (non in bambù, e progettato da altri) che comunque è costosissimo.
Poi ha detto che la Francia ha un bilancio di 17 miliardi di euro inferiore al nostro: a essere precisi è di 300 miliardi superiore.
Sinchè, domenica, Beppe Grillo ha detto che «L’Italia è come un cammello, nelle gobbe non ha più acqua». Ma i cammelli, a essere precisi, nelle gobbe non hanno acqua, hanno grasso: l’acqua la conservano nel corpo e nel flusso sanguigno.
E comunque, sul suo blog, ha messo la foto di un dromedario.

(da “Libero“)

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