Destra di Popolo.net

LO STRIPMEN CANDIDATO ALLE PARLAMENTARIE M5S

Gennaio 18th, 2018 Riccardo Fucile

ATTIVISTI STORICI DEL FOGGIANO ESCLUSI, LUI DICE DI AVERCELA FATTA

Luigi Di Maio ha annunciato oggi ai microfoni di Radio 24 che i partecipanti alle Parlamentarie del MoVimento 5 Stelle sono stati diecimila.
Di Maio ha anche accennato al fatto che “i candidati sono stati selezionati in maniera ferrea”. Lo Staff ha fatto insomma un lavoro incredibile scremando migliaia di candidature in pochissimo tempo e garantendo che solo il meglio del meglio degli attivisti a 5 Stelle possa essere votato ed eventualmente candidato alle politiche del 4 marzo.
Curiosamente però la selezione ferrea ha lasciato passare attivisti che avevano pensato di candidarsi ma che poi hanno rinunciato oppure che non hanno inviato la documentazione necessaria.
In altri casi lo Staff ha candidato “a loro insaputa” persone che non avevano alcuna intenzione di autocandidarsi. C’è stato chi ha rifiutato invitando amici e parenti a non votare e chi invece ha accettato con entusiasmo e senso del dovere la decisione del M5S. Gli esclusi invece protestano, chiedono l’annullamento del voto e parlano di democrazia ferita e vilipesa.
Quasi nessuno ha compreso come funziona il filtro di qualità  del MoVimento 5 Stelle.
A Foggia ad esempio si chiedono come mai siano stati esclusi degli attivisti storici e candidati altri. Uno di coloro che sono riusciti a superare il filtro è Domenico Impagliatelli in arte “Costantino Strapmen“.
Intrattenitore, attore, cantante, ballerino devoto di Padre Pio e della Madonna di Fatima e — stando a quanto scrive su uno dei suoi tanti profili — stripmen. Anzi: “Stripmen….indimenticabile e….misterioso…scoprilo tu!” come recita una pagina Facebook dove garantisce “professionalità  e passione”. Passione che a quanto pare è anche passione politica.
A confermare l’identità  — non proprio segreta — di Strapmen è lui stesso in un post in cui invita i suoi amici a votare per lui, ovvero per Domenico Impagliatelli.
In un altro post Strapmen/Impagliatelli ringrazia lo Staff del MoVimento 5 Stelle e Luigi Di Maio per aver creduto in lui: «superare il filtro di qualità  non è stato facile» ammette. Aggiungendo: «Io lo dico sempre durante le mie esibizioni nei locali: il talento prima o poi esce “fuori”».
Domenico/Costantino chiede “con tutto il rispetto” ai suoi amici di votarlo. Lui è un “ragazzo molto onesto nella vita”. E si sa che l’onestà  è il principio cardine e la prima stella, la stella polare per così dire, che guida la strada di un candidato a 5 Stelle.
Qualcuno però dubita dell’attivismo di Strapmen/Impagliatelli. Cosa ha fatto per il MoVimento? Ha partecipato a banchetti per la raccolta firme? Gazebo per fare volantinaggio? Riunioni del MeetUp locale? Non è dato di saperlo.
E anche il nostro stripman non sembra molto interessato a farlo sapere; ciò che conta è che lui crede nel suo attivismo, Sarà  un successo amici di 5 Stelle. Strapmen sarà  “un senatore di tutto il Gargano”, lui è un “ragazzo di poche parole” (visto il lavoro che fa è chiaro) che si fa capire e crede “nel successo di movimento 5 stelle cambiare il governo farà  bene a tanti politici”.
Leggendo il profilo di Costantino non sembra di trovarsi di fronte ad un possibile candidato, o ad un candidabile che abbia davvero superato il filtro qualità .
Si dirà  che lo Staff non poteva certo essere a conoscenza dell’utilizzo di questo alias. L’Url del profilo però è chiarissimo: “domenico.impagliatelli.7”.
Ieri un post sul Blog di Grillo ha fatto un po’ di chiarezza sulle motivazioni che hanno portato alcuni candidati ad essere esclusi.
In particolare si legge che «era richiesto ai sensi dello Statuto e del Codice Etico di astenersi da comportamenti che possano pregiudicare l’immagine o l’azione politica del MoVimento 5 Stelle e attenersi a criteri di lealtà  e correttezza nei confronti degli altri iscritti, di mantenere comportamenti eticamente ineccepibili, anche a prescindere dalla rilevanza penale degli stessi». Fare lo stripman è un lavoro come un altro e la categoria merita di essere rappresentata in Parlamento e questo punto ci auguriamo che Impagliatelli diventi davvero senatore.
Quello che viene alla luce qui però è che se questi sono gli attivisti che l’hanno superata la selezione forse non è stata così ferrea.

(da “NextQuotidiano”)

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CARLO RIENZI DEL CODACONS ESCLUSO DALLE PARLAMENTARIE M5S ANNUNCIA RICORSO

Gennaio 18th, 2018 Riccardo Fucile

E DENUNCIA: “IN CALABRIA HANNO AMMESSO UN PERSONAGGIO VICINO ALLA ‘NDRANGHETA”

Il presidente del Codacons Carlo Rienzi denuncia “il flop delle parlamentarie” del M5s e l’esclusione della sua candidatura avanzata attraverso la piattaforma Rousseau. “Nonostante i vari tentativi di iscrizione secondo la procedura indicata dal Movimento, ad oggi non si ha alcuna conferma della mia candidatura — spiega Rienzi — Una situazione di incertezza intollerabile per un movimento che fa della trasparenza il proprio cavallo di battaglia. Non sappiamo se gli ostacoli alla mia partecipazione alle parlamentarie siano da attribuire a problemi tecnici del sito, agli hacker o ad una precisa volontà  del movimento di escludere una associazione come il Codacons e i sui esponenti i quali, doverosamente e nel rispetto dei cittadini, hanno dovuto criticare o denunciare i vari sindaci grillini, al pari dei sindaci di altre forze politiche”.
“Ciò che è certo è che, in mancanza di risposte certe, sarà  inevitabile un ricorso in Tribunale per bloccare la procedura relativa alle parlamentarie del M5S — conclude Rienzi.
“All’associazione è inoltre giunta una segnalazione secondo cui, tra i candidati alle parlamentarie in Calabria, figurerebbe un soggetto balzato agli oneri delle cronache per vicende legate alla ‘ndrangheta. Un fatto che, se confermato, dimostrerebbe il caos che regna attorno alle parlamentarie del M5s”, chiude il comunicato.
Probabilmente l’eliminazione di Rienzi è dovuta al fatto che era candidato contro Raggi alle amministrative 2016.

(da agenzie)

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PARLAMENTARIE M5S: IL PARTITO DEL VAFFA CHE TI ESCLUDE PER TURPILOQUIO

Gennaio 18th, 2018 Riccardo Fucile

ATTIVISTI STORICI FATTI FUORI SENZA ALCUNA SPIEGAZIONE, NESSUN DIBATTITO INTERNO, NESSUNA POSSIBILITA’ DI REPLICA, SCELTE DALL’ALTO…E’ LA DEMOCRAZIA “DIRETTA” DA GRILLO E CASALEGGIO

È il partito del vaffanculo ma il turpiloquio nei confronti degli avversari politici può essere “ostativo ai fini della candidatura”.
Ieri il MoVimento 5 Stelle ha dichiarato concluse le Parlamentarie più pazze del mondo in un turbinio di annunci di ricorsi, candidature a propria insaputa e, soprattutto, lagne e lamentele da parte di iscritti che si erano proposti e sono stati esclusi senza sapere il perchè.
Tutto in pieno, totale e completo stile M5S, ma per molti la prima volta vissuta sulla propria pelle è stata sconvolgente
Eppure era tutto annunciato. La lista dei candidati a 5 Stelle per le elezioni politiche 2018 è provvisoria, per adesso la conoscono solo i vertici M5S, e dovrebbe essere annunciata domenica alla fine della kermesse di Pescara.
Ma fino al 29, giorno della presentazione definitiva delle liste, rimarrà  provvisoria perchè Beppe Grillo e Luigi Di Maio si riservano il diritto di selezione all’ingresso, come nelle discoteche ma per un motivo più nobile: non vogliono piantagrane e seguaci delle scie chimiche e li escluderanno ancora ove possibile, pure se gli scampati alla prima scrematura fatta dai collaboratori parlamentari su indirizzo di Rousseau avranno passato le forche del voto “popolare”.
E ieri un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo a proposito delle Parlamentarie ha rivelato i criteri che sono stati utilizzati per escludere i candidabili: «Per esempio anche il turpiloquio nei confronti degli avversari politici a mezzo social è stato considerato ostativo ai fini della candidatura. Inoltre era richiesto ai sensi dello Statuto e del Codice Etico di astenersi da comportamenti che possano pregiudicare l’immagine o l’azione politica del MoVimento 5 Stelle e attenersi a criteri di lealtà  e correttezza nei confronti degli altri iscritti, di mantenere comportamenti eticamente ineccepibili, anche a prescindere dalla rilevanza penale degli stessi».
E così sono rimasti fuori attivisti come la fiorentina Silvia Fossi o la romana Bianca Maria Zama, senza che nessuno abbia spiegato loro perchè.
Come del resto accade da anni nelle cose che riguardano Beppe Grillo, gli Amici di Beppe Grillo prima e il MoVimento 5 Stelle poi: nessun dibattito interno, nessuna spiegazione, nessuna possibilità  di replica, scelte dall’alto, decide Beppe.
Ciò nonostante, il M5S può giustamente bearsi del fatto — incontrovertibile — di aver fatto scegliere le sue candidature ai suoi iscritti, visto che il Partito Democratico non ha organizzato le primarie per deciderle e negli altri partiti non c’è questa abitudine. Non esattamente il “conoscere per deliberare” di Einaudi, visto che gli iscritti hanno avuto poco tempo per leggere e valutare le schede di presentazione dei candidati nel loro territorio (e per verificarne la correttezza) su una piattaforma, la Rousseau, che per l’ennesima volta ha dimostrato i suoi limiti tecnici. Ma sempre meglio di niente.
Ieri poi è stato pubblicato da Marco Canestrari, esponente della Casaleggio & Dissociati, su Youtube un file audio di Whatsapp in cui un eletto del MoVimento 5 Stelle si lamenta per le Parlamentarie.
A inviarlo sarebbero stati degli attivisti di Messina, si sente una persona che con accento catanese, e usando l’espressione “malacumparsa”, brutta figura, dice: «Sta succedendo un manicomio, il sistema è in tilt, chiedi di sospendere il voto anche a chi hai contattato per i clic».
L’audio è interessante soprattutto per la frase sui click e per quell’«Enrico» all’inizio che sembra il destinatario del messaggio.
“È molto grave — si legge in una nota in risposta inviata dallo staff comunicazione del M5S — che la stampa pubblichi un audio anonimo, non attribuibile a nessuno, probabilmente messo in giro ad arte, senza fare alcuna verifica neanche nel merito della veridicità  del contenuto. Si tratta di un atteggiamento irresponsabile e deontologicamente inaccettabile”.
Non è la prima volta che il partito che elogia il whistleblowing diffida e critica la pubblicazione di audio “anonimi”.
Il blog di Beppe Grillo nel febbraio 2015 pubblicava un dialogo tra due parlamentari, l’ex 5 Stelle Mara Mucci e Mariano Rabino di Scelta Civica, linkandolo dall’account M5S Camera Facebook (dove attualmente è ancora pubblicato).
Se è sbagliato pubblicare audio con registrazioni di parlamentari che parlano, perchè ciò non valeva per la Mucci?

(da “NextQuotidiano”)

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CAOS PARLAMENTARIE, GLI ESCLUSI CERCANO UN AVVOCATO

Gennaio 17th, 2018 Riccardo Fucile

SI PREANNUNCIA UNA PIOGGIA DI RICORSI

Le chat dei parlamentari M5s sono infuocate. I telefoni dei deputati impegnati nei lavori d’Aula alla Camera non fanno altro che squillare: “A chiamare sono gli esclusi. Vogliono sapere perchè non sono stati ammessi alle parlamentarie. Ma io non sono nulla, un motivo ci sarà …”, dice uno di loro.
Il motivo, per adesso, è chiuso nelle stanze dei vertici grillini, cioè dello staff milanese che per conto di Luigi Di Maio ha vagliato i profili degli aspiranti candidati alle elezioni pescando – viene riferito – dissidenti, infiltrati e militanti di altri partiti.
Per questo chi si è occupato della scrematura dei nomi si dice soddisfatto e non pensa a ripetere la votazione e ad annullare tutto come viene richiesto da attivisti da Nord a Sud dell’Italia. Tuttavia i vertici si riservano di fare un ulteriore controllo sui vincitori.
Intanto una prima lista provvisoria verrà  diffusa già  giovedì sera, almeno secondo le intenzioni dei big, e poi su questo elenco sarà  fatta una nuova verifica, in particolare per quanto riguarda certificati penali e indagini a carico.
Nessuna speranza però per chi non compare nell’elenco e continua a denunciare esclusioni ingiuste ed errori burocratici cercando un avvocato per un eventuale ricorso dopo che Lorenzo Borrè, il legale degli espulsi grillini, non ha dato la sua disponibilità  occupandosi solo degli iscritti alla prima associazione.
Tra gli esclusi anche il deputato Francesco Cariello e il senatore Roberto Cotti.
Il primo, in particolare, teme di essere stato tagliato fuori a causa delle sue dichiarazioni non in linea con i vertici del Movimento. Tutti comunque sono in attesa di una spiegazione che non arriva e che forse non arriverà  mai, mentre i vertici tirano dritto perchè in fondo l’apertura delle candidature alla società  civile è stata fatta per far entrare in squadra nomi grossi e portatori di voti, “non simpatizzanti o finti tali.
Quindi — viene ribadito — non imbarchiamo chiunque”. Le new entry però spaventano alcuni parlamentari uscenti che, a quanto pare, si sono organizzati in ticket uomo-donna per farsi votare e scampare il pericolo di piazzarsi troppo in basso nei listini bloccati.
Dallo staff M5S spiegano che non c’è nulla di strano in queste parlamentarie. La presentazione della candidatura, dicono, rappresentava una “disponibilità ” ma comunque doveva essere vagliata dal Movimento, non c’era nulla di scontato.
Insomma le esclusioni riguardano soggetti che non avrebbero i requisiti per essere candidati: documenti mancanti, non rispondenti al vero su indagini penali e carichi pendenti, precedenti esperienze politiche e feedback negativi provenienti dal territorio. Ci sarebbe poi chi si è finto dentista e persone che di recente si sono candidate con altri partiti.
Per fronteggiare la questione delle “quote rosa” previste dal Rosatellum, in regioni come l’Abruzzo in cui non si sono candidate abbastanza donne, sono state cambiate in corsa le regole. La legge elettorale con la quale si andrà  alle urne prevede infatti l’alternanza di genere nei listini dei collegi plurinominali.
Quindi il Movimento potrà , a suo piacimento, candidare alla Camera anche attiviste che hanno già  compiuto 40 anni d’età , contrariamente al regolamento per la selezione dei candidati.
Infine c’è un audio che pone non pochi interrogativi su queste parlamentarie. L’hanno pubblicato gli ex 5Stelle Marco Canestrari e Nicola Biondo.
La voce, secondo gli autori del libro inchiesta “Supernova”, potrebbe essere quella di un parlamentare o di un candidato che ha organizzato un pacchetto di voti: “Ti prego di girare questa richiesta di sospensione del voto anche alle persone che tu hai contattato. Il sistema non sta funzionando. L’ordine è di non votare per adesso e di aspettare la giornata di domani sperando che il sistema si aggiusti da solo; altrimenti saranno rinviate queste parlamentarie. È una malacumpassa allucinante e io comincio ad essere stanco di tutti questi problemi creati dallo staff per incompetenze ormai palesi a tutti”.
Ma lo staff va avanti per la sua strada e sottolinea che da regolamento l’ultima parola sulle candidature spetta solo ed esclusivamente a Di Maio.

(da “Huffingtonpost”)

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LA DEMOCRAZIA E’ VIOLATA SE NON CANDIDANO ME: LA PROTESTA DEGLI ATTIVISTI M5S ESCLUSI DALLE PARLAMENTARIE

Gennaio 17th, 2018 Riccardo Fucile

SUCCEDE QUELLO CHE E’ SEMPRE ACCADUTO CON GRILLO E CASALEGGIO, VE NE SIETE ACCORTI ORA? …. MA QUANDO CACCIAVANO GLI ALTRI STAVATE ZITTI, EH?

Prima vennero a prendere Tavolazzi, Favia e Salsi, e gli attivisti M5S dov’erano? Poi andarono a prendere i parlamentari ribelli, e gli attivisti M5S dove stavano? Quindi vennero a prendere i siciliani, i romani e i napoletani, e gli attivisti M5S che facevano? Infine vennero a prendere la Cassimatis, e gli attivisti M5S stavano tutti con Beppe.
Adesso vengono a prendere loro. E gli attivisti M5S “scoprono” che la democrazia è stata violata, vergogna!1!!
Piccolo antefatto necessario per comprendere cosa è accaduto ieri.
La Stampa ha raccontato il giorno dell’apertura delle Parlamentarie che delle quindicimila diconsi quindicimila candidature c’era stata una potente scrematura: alcuni dello staff parlamentare si sono dedicati a controllare l’incredibile mole di curruculum dopo la scrematura della Casaleggio che ha analizzato i certificati penali.
I collaboratori parlamentari hanno avuto il compito di analizzare il passato degli aspiranti candidati, passando in rassegna giornali, siti, agenzie e social network: «Abbiamo escluso chi aveva post omofobi, razzisti, fascisteggianti oppure chi insisteva con foto di donne nude». Spesso, racconta il quotidiano, li hanno scovati andando a ritroso. Perchè, forse in vista di una candidatura, per tutto il 2017 le bacheche non riportano massaggi imbarazzanti.
«Però basta andare al 2015, e trovi diversi candidati che condividevano frasi di Matteo Salvini. C’è il terrore che possano essere troll del Pd che piazza questi personaggi per screditare il progetto. Soprattutto tra i fantasmi del web, che non hanno altre tracce sul web».
Insomma, anche se nessuno gliel’ha detto — ma d’altro canto nessuno gli ha mai detto niente da quando stanno nel MoVimento 5 Stelle, hanno soltanto approvato quello che decidevano i capi — prima delle Parlamentarie c’è stata una severa selezione all’ingresso, che del resto il candidato premier Luigi Di Maio aveva spiegato chiaramente avrebbe fatto per non imbarcare piantagrane.
Ma da ieri molti attivisti del MoVimento 5 Stelle si sono invece accorti che la democrazia così è stata “violata”. Precisamente, è stata violata perchè hanno espulso loro, mentre quando cacciavano gli altri si trattava del giusto esercizio del potere da parte di Beppe Grillo, caro e illuminato leader.
E così in rete è nato l’hashtag #annullatetutto che raccoglie le lamentele pubbliche da parte degli attivisti esclusi.
Oggi si sono tutti accorti che c’è qualcosa che non va, e guarda caso è la stessa cosa che non riuscivano a vedere quando toccava agli altri.
C’è chi scrive che «se non dovessero essere annullate le primarie del MoVimento 5 Stelle sarebbe un attacco alla democrazia senza precedenti. Sono fuori candidati puliti, competenti e con anni di attivismo alle spalle. Se non dovessero essere annullate questa volta non basterà  un post del blog»: chissà  perchè, ma l’impressione è che quando bastò un post nel blog per fare fuori chi aveva persino vinto le primarie a Genova (Marika Cassimatis) queste stesse persone non si siano strappate i capelli.
Eppure era quello il momento giusto per evitare, perchè prima o poi tocca a tutti, come insegna il sermone del “Prima vennero…”.
C’è chi ad esempio si è accorto che il sistema non garantisce una seria selezione. Se n’è accorto oggi, non quando si candidò gente che credeva alle sirene o alle scie chimiche. Oppure che c’è la mano dei guru. Nun te se po’ nasconne gnente, Watson!
L’indignazione raggiunge livelli altissimi con chi chiede “il rispetto dei valori democratici di cui ci siamo sempre fatti portavoce” — come a Napoli, Roma e Genova probabilmente — e chi dice che Rousseau “si rivolta nella tomba” — oggi, non quando il Garante certifica che l’admin può vedere come votano gli iscritti.
E c’è chi dice che è iscritto al M5S dal 2013, certificato dal 2015 (ci hanno messo due anni per controllare una carta d’identità , ma è il bello della democrazia diretta da Grillo!12!), ha inviato “tempo fa delle mail e anche una pec senza ricevere alcun riscontro” (come è abitudine di Grillo & Casaleggio dalla notte dei tempi del blog) ma oh, adesso se mi escludete è uno scandalo, non si può mica fare.
Ci sono poi gli esclusi eccellenti. E per un Mario Improta detto Marione che accetta serenamente le regole del gioco (perchè evidentemente, a differenza di altri, le ha capite) ci sono invece decine di “lei non sa chi sono io”.
Andrea Mazzillo, ex assessore al bilancio della Giunta Raggi orribilmente defenestrato dalla sindaca per un dissenso politico sulla sorte di ATAC, promette fuoco e fiamme:   «Vediamo. Sono in molti a chiedere l’annullamento del voto». Lo chiederà  anche lei? «Ah certo, se dovessi essere escluso dal voto farò valere i miei diritti».
Quando i vari Canino, Motta, Palleschi, Caracciolo venivano cacciati dalle comunarie romane che incoronarono Virginia Raggi — finendo poi reintegrati dal tribunale — dov’era Mazzillo? Nel comitato elettorale di Virginia Raggi.
Ma il non plus ultra della comicità  lo raggiunge chi è talmente offeso da essere stato escluso che modifica il nome del suo gruppo ed esclude il M5S:
E c’è chi dice che sta ricevendo chiamate di “migliaia di attivisti” che non trovano il suo nome sulla scheda (migliaia…) e che è stata escluso forse perchè “pesto i piedi a qualcuno”.
È uno scandalo, signora mia. Come si permettono questi del 5 Stelle a fare la democrazia diretta da Grillo senza di me?

(da “Nex Quotidiano“)

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NEL M5S LA RIVOLTA DEGLI ESCLUSI: “EPURAZIONI POLITICHE DI DI MAIO”

Gennaio 17th, 2018 Riccardo Fucile

MOLTI NON SONO RIUSCITI A VOTARE, FUORI ALCUNI USCENTI, IL DISEGNATORE MARIONE E L’EX ASSESSORE DELLA RAGGI

Già  pochi minuti dopo le dieci del mattino, il primo commento al post che avvia le parlamentarie sul blog di Beppe Grillo annuncia la valanga: «Non riesco a votare».
Poche ore dopo lo sfogo diventa collettivo e si intuisce che anche questa volta la piattaforma Rousseau potrebbe non aver funzionato.
Con un sospetto ulteriore che a poco a poco si insinua fino a diventare certezza. «In quanto candidato mi ritengo danneggiato dal malfunzionamento del sistema di voto. Il mio nome, come quello di altri, non compare nella lista. Gira voce che ci siano errori nel sistema», scrive dalla Sardegna Simone Gianardi.
Tanti, tantissimi tra coloro che si erano autocandidati non trovano il proprio nome. Un esercito di sconosciuti ma anche trombati eccellenti, rimasti vittime della nuova regola del M5S che assegna allo staff della Casaleggio Associati e a Luigi Di Maio l’ultima parola sulle candidature.
Anche qualche eletto uscente cade sotto la scure del capo politico e di Davide Casaleggio, in qualità  di coordinatori delle liste.
Il senatore sardo Roberto Cotti sulla propria esclusione risponde imbarazzato: «Se parlo sono fuori dal M5S».
È fuori anche Francesco Cariello, deputato pugliese, che però è meno diplomatico: «Escluso per una condanna politica». Spiega: «La responsabile della comunicazione del M5S (Ilaria Loquenzi, ndr) mi ha informato pochi giorni fa che, in base al nuovo regolamento, non sarei “candidabile” per via di una condanna penale, estinta per via dei “doppi benefici di legge”. Ho chiesto un confronto sul merito e non mi è stato concesso». Secondo lo staff avrebbe passato documenti riservati sulla contraffazione dell’olio d’oliva ai giornalisti.
A riesumare le cronache parlamentari degli ultimi 5 anni, Cotti risulta essere il parlamentare che più di altri si è battuto contro le basi militari americane in Sardegna, una campagna che potrebbe averlo allontanato dalla nuova dottrina filo-Usa di Di Maio.
Non solo, nei mesi della rivolta dei dissidenti, poi espulsi dal M5S, Cotti risultava quotidianamente nell’elenco dei malpancisti. Così anche Cariello.
Nell’era Di Maio, l’ordine piovuto dall’alto è: «Niente più piantagrane».
E infatti non c’è neanche l’ex assessore al Bilancio Andrea Mazzillo, già  silurato dalla sindaca Virginia Raggi: «Stiamo verificando con lo staff di Rousseau dove si è verificato l’intoppo tecnico. Sono fiducioso».
Una speranza vana: su di lui peserebbe l’esperienza finita male in Campidoglio. Anche il vignettista di casa, Marione, nome d’arte di Mario Improta, è fuori dalla lista dei candidati romani. «Spero mi dicano il motivo» scrive su Twitter. E il motivo, spiegano dal M5S, sarebbero «alcune vecchie vignette dal sapore un po’ xenofobo».
Il M5S aveva fatto sapere che non ci sarebbe stato spazio per chi aveva precedenti penali, chi sostiene strampalate teorie scientifiche o aveva manifestato tesi imbarazzanti, lasciandone traccia sul web.
Tra chi sul blog lamenta di non trovare il proprio nome c’è Kilian Pileggi: lo staff ha trovato notizie di stampa su una sua presunta aggressione ai danni del sindaco del comune calabrese di Camini.
La confusione è tanta. In poche ore nasce un hashtag #annullatetutto, che cavalca lo sconcerto: «Presenti candidati che non hanno accettato di entrare in lista; assenti attivisti di lungo corso che hanno fornito la documentazione necessaria dopo la conferma dell’accettazione della candidatura; confini circoscrizionali errati. Questa da sette ore la situazione in Puglia. #annullatetutto nel rispetto dei valori democratici di cui ci siamo sempre fatti #portavoce».
Candidata a sua insaputa è l’attrice Claudia Federica Petrella. A Rimini, lo scorso settembre, era seduta al tavolo con Grillo. Qualche giorno fa aveva detto di aver ritirato la candidatura e invece: «Mi sono svegliata per votare, non vedevo l’ora di leggere i nomi e accingermi al voto e… sorpresa. Il M5S ha scelto me».
Anche Elio Lannutti, ex Idv, è in lista, a Roma.
Molti storici militanti, invece, sono rimasti fuori. Daniela Morfino, attivista da 9 anni a Palermo, chiede spiegazioni al capogruppo Giancarlo Cancelleri: «Sono stata esclusa senza motivo. Pesto i piedi a qualcuno? Voglio risposte, migliaia di attivisti mi stanno chiamando perchè non trovano il mio nome».
Domande che restano senza risposta.
Dalla Casaleggio tutto tace.

(da “La Stampa”)

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SONIA CORRADO, L’ATTIVISTA M5S CANDIDATA A SUA INSAPUTA

Gennaio 17th, 2018 Riccardo Fucile

“NON HO MAI CHIESTO DI ESSERE IN LISTA PER IL PARLAMENTO E NON HO MAI PRODOTTO I RELATIVI DOCUMENTI”: E SPORGE DENUNCIA AI CARABINIERI

Sonia Corrado è un’attivista del MoVimento 5 Stelle di Fondi: qualche tempo fa si è presentata con il M5S a Fondi anche se della sua scelta non c’è più traccia sul blog di Beppe Grillo.
Stamattina però Sonia Corrado ha vissuto un interessante avanzamento di carriera politica: si è ritrovata infatti candidata al Senato con il MoVimento 5 Stelle a Fondi a sua insaputa.
Nel pomeriggio si è presentata dai carabinieri di Fondi per sporgere quindi denuncia-querela: “Sono stata contattata da un mio amico, il quale mi metteva al corrente della mia candidatura al Senato della Repubblica italiana. Preciso di non aver mai chiesto a nessuno di candidarmi, nè l’ho mai fatto io di persona, sia in modo cartaceo che on line. Sono stata vittima di trattamento illecito di dati personali”.
Contattata da neXt Quotidiano, la Corrado ha raccontato di essere entrata il primo gennaio su Rousseau per comprendere le regole e i cambiamenti che sono arrivati per gli attivisti grillini (e che hanno dato il via a un ricorso in discussione a Genova). Ma ricorda perfettamente di non aver in alcun modo cliccato per candidarsi. E d’altro canto non ha mai mandato la documentazione necessaria per completare l’iter della candidatura.
Anzi, fa sapere anche di essere in profondo disaccordo con la nuova linea del MoVimento 5 Stelle, che a suo parere è molto lontana dalla Carta di Firenze e dal progetto originario del M5S: «Io non capisco cosa stia succedendo, ma sono un’attivista e non mi piace la deriva che sta prendendo; sono un’ammiratrice di Alessandro Di Battista e ritengo che abbia fatto benissimo lui a chiamarsi fuori prima dello scoppio di questo caos».
La sua vicenda è diversa da quella raccontata oggi da alcuni attivisti, che avevano pensato di candidarsi ma poi hanno rinunciato e si sono ritrovati lo stesso in lista: «Io rivorrei soltanto il mio MoVimento 5 Stelle, quello in cui ho creduto dall’inizio. Secondo me nemmeno Grillo è tanto contento».
La Corrado ha aderito al Comitato Di.Di.A. M5S, che difende i diritti degli ex associati, anche se non è tra i 33 che si sono mossi all’inizio.
Intanto però ha sprecato un’occasione: magari a forza di candidature a sua insaputa poteva diventare anche presidente della Repubblica.

(da “NextQuotidiano”)

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LA APPENDINO DA’ BUCA AI RESIDENTI E IN SALA SCOPPIA LA RIVOLTA

Gennaio 17th, 2018 Riccardo Fucile

CONTESTATI GLI ASSESSORI PER IL FORFAIT DELLA SINDACA: “SCAPPA, NON HA RISPETTO PER I CITTADINI”… “IL SUO E’ UN BACIO DI GIUDA”

Contestazione a distanza per la sindaca di Torino, Chiara Appendino, attesa per un incontro con i cittadini della circoscrizione 1, ma assente per “evitare strumentalizzazioni in campagna elettorale”.
Arrabbiati gli abitanti del centro: “La sindaca scappa e non ha rispetto per i suoi cittadini” hanno gridato prensendosela con gli assessori presenti, tra cui il vice Guido Montanari cui è toccato l’ingrato compito di annunciare il forfait
La prima cittadina era attesa anche dai lavoratori della fondazione Musei a rischio licenziamento che hanno atteso invano il suo arrivo.
Il forfait, secondo quanto sostenuto dall’entourage di Appendino, era stato comunicato al presidente della 1, Massimo Guerrini, già  da alcuni giorni: “In campagna elettorale preferiamo non esserci a questi appuntamenti – fanno sapere – Abbiamo già  detto che possiamo riprogrammare l’incontro dopo il 4 marzo”.
Molto arrabbiati gli abitanti: “Questa è una farsa. La sindaca scappa perchè ci sono le elezioni”, “fregatevene delle elezioni e risolvete i problemi della città “, “aveva ragione Pizzarotti”, alcune delle urla rivolte contro il tavolo dove siedono gli esponenti della giunta Appendino presenti all’appuntamento.
Nella sala del Collegio degli Artigianelli sono arrivati Montanari, l’assessore all’Ambiente, Alberto Unia, la collega all’Istruzione, Federica Patti, e il titolare delle Pari Opportunità , Marco Giusta.
Dopo diversi minuti di tensione il presidente Guerini è riuscito a riportare la calma e l’assemblea è iniziata con gli interventi dei cittadini del centro che volevano raccontare alla sindaca Appendino i problemi del cuore di Torino, ma la rabbia per l’assenza della prima cittadina resta tanta.
Presenti anche gli attivisti del comitato Vallette che, dopo l’avvicinamento ai 5stelle prima delle comunali, da mesi cercano di incontrare la sindaca senza successo e hanno lanciato il “bacio di Giuda tour”, andando a ogni appuntamento pubblico dove è annunciata la presenza di Appendino: “La sindaca ci ha dato un bacio, ma poi non ha fatto nulla per noi – spiegano – Il suo è un bacio di Giuda”.

(da agenzie)

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LA RISPOSTA DELLA ASL SMENTISCE DI BATTISTA: IL GRILLINO HA RACCONTATO BALLE NEL SUO VIDEO

Gennaio 16th, 2018 Riccardo Fucile

“ALLA ASL ROMA 1 NON TI VACCINANO, NON C’E’ PERSONALE”… LA REPLICA: “NON HA PRENOTATO, FACCIA LA CODA COME GLI ALTRI, E’ FALSO CHE CI FOSSE UNA SOLA PERSONA IN SERVIZIO”

Oggi Alessandro Di Battista ha scritto un post e registrato un video pubblicato su Facebook in cui, arrabbiatissimo per non essere riuscito a vaccinare il figlio, denuncia lo “stato della sanità  del Lazio”, puntando il dito contro “chi ha sventrato il sistema sanitario nazionale”.
“Sono in via Plinio, quartiere Prati, con la mia compagna e mio figlio — spiega il deputato M5S al riparo da una pioggia battente — dato che si parla di ‘vaccinazioni obbligatorie’, ‘non obbligatorie’, ‘il Movimento è contro’ e tutte queste fake news — figurarsi, io sono qui a vaccinare mio figlio — vorrei presentarvi la realtà  dei fatti, perchè coloro che danno lezione al M5S hanno sventrato la sanità . In questo presidio per vaccinarsi senza prenotazione dalle 7.30 alle 11.30, ultimo accesso alle 11.15, in realtà  non ti vaccinano: non c’è personale, mancano le persone. In realtà , ti devi prenotare, ma se ti prenoti il primo appuntamento — prenotandosi oggi — è a luglio!”.
“Allora cosa fanno le persone che non si sono prenotate? — incalza ‘Dibba’ furibondo — Vengono qui alla mattina molto presto — alle 5, le 6, le 7 — perchè ogni giorno ne fanno 20, dicono che vaccinano fino alle 11.15, ma in realtà  ne fanno 20. E’ una situazione sconvolgente, da paese terzomondista”.
“E poi la Lorenzin e queste persone si permettono di attaccare il M5S? — attacca Di Battista — Questi hanno sventrato la sanità , gli hanno tolto quattrini e reso difficili persino le vaccinazioni pediatriche. Questa è la realtà , uscendo dagli slogan di questa oscena campagna elettorale: genitori accampati per vaccinare i propri figli” e “non per responsabilità  di chi ci lavora — in tutta la sala stamani c’era una solo persona — ma per colpa della politica che ha sventrato la sanità  italiana e si permette di dare lezioni agli inesperti del M5S”, conclude Di Battista.
La risposta della ASL a Di Battista
La ASL Roma 1 ha pubblicato una risposta in cui contesta punto per punto le accuse di Di Battista.
1. la ASL Roma 1 da giugno 2017 — data del Decreto Legge sulla prevenzione vaccinale — ha eseguito complessivamente circa 50.000 vaccinazioni.
2. Il presidio di via Plinio ogni giorno mediamente vaccina 110 bambini e non 20 come erroneamente dichiarato. A conferma di questo, nella prima parte della mattina di oggi sono stati trattati 90 bambini.
3. Nella ASL Roma 1 l’accesso alle prestazioni vaccinali avviene su prenotazione attraverso diversi canali:
· Un Call Center Aziendale dedicato, costituito da un pool misto di operatori di sportello e sanitari (attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle ore 17) in grado di dare informazioni, prenotazione e attestazioni; da luglio 2017 ha gestito oltre 70.000 chiamate e risposto a oltre 26.000 e mail
· La pagina facebook aziendale — attiva sette giorni su sette — che ha gestito circa 3000 quesiti e richieste inerenti i vaccini, con estrema soddisfazione dell’utenza
· recup regionale.
4. Per garantire e semplificare il rispetto del calendario vaccinale alle famiglie, in tutti i centri della ASL Roma 1 c’è la possibilità  di accedere liberamente senza prenotazione per le vaccinazioni obbligatorie dei primi nati e per i richiami dei 5/6 anni.
5. In caso di eventuali disservizi segnalati che possono verificarsi, visto il volume della domanda, è cura dei servizi stessi contattare il cittadino per trovare rapidamente soluzioni adeguate e condivise. Anche in questo caso, infatti, — come avviene per tutti gli altri bambini — la famiglia Di Battista, che pure non si è rivolta ai servizi aziendali, è stata contattata per effettuare oggi stesso il vaccino necessario.
6. Ci teniamo infine a sottolineare che in data odierna erano in servizio presso il Presidio due medici, 3 infermieri e 4 operatori di sportello. Quindi non risponde affatto al vero la grave denuncia che all’interno della struttura non vi fosse personale.
In pratica la ASL sta spiegando che Di Battista non ha effettuato la prenotazione e che è falso che ci fosse una sola persona al lavoro all’interno della struttura e che si vaccinino 20 bambini al giorno.

Ora qualcuno dovrebbe chiedere scusa.

(da “NextQuotidiano”)

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