IN GERMANIA JENS SPAHN, GAY SPOSATO E CAPOGRUPPO DELLA CDU IN PARLAMENTO, E’ IL CONSERVATORE CHE PUNTA A SFILAREIL POTERE AL CANCELLIERE FRIEDRICH MERZ: DA ALCUNI GIORNI E’ DIVENTATO PADRE GRAZIE ALLA GESTAZIONE PER ALTRI, PRATICA LEGALE IN GERMANIA DAL 2017
IL PARTO E’ AVVENUTO NEGLI STATI UNITI: LA FOTO CON IL FIGLIO IN CARROZZINA STA FACENDO IL GIRO DEL MONDO – ENTRATO IN PARLAMENTO A 22 ANNI, CATTOLICO, ESPONENTE DELL’ALA DESTRA PIU’ TRADIZIONALE, SPAHN NON HO MAI NASCOSTO LA SUA OMOSESSUALITA’
«Benvenuto al mondo, piccolo uomo. Che la tua vita sia piena di amore, salute e meraviglie e che la ricca benedizione di Dio ti protegga nel tuo cammino». Questo messaggio, ieri mattina, ha mandato in fibrillazione Berlino. L’ha scritto Jens Spahn, che non è un politico qualunque, ma il più potente conservatore della Germania dopo Friedrich Merz.
Omosessuale, sposato, 46 anni, di destra, capogruppo della Cdu al Parlamento: in tre parole, il possibile prossimo cancelliere. Da due giorni papà, grazie alla gestazione per altri e alla possibilità di adottare il figlio del partner, pratica che in Germania è legale dal 2017: «Mio marito è diventato papà, e io con lui. Georg è tutta la nostra felicità. È una sensazione che difficilmente si può descrivere».
La Bild ci ha aperto il giornale (del resto, ha una spiccata simpatia per Spahn). Pubblica una sua foto mentre spinge la carrozzina con il marito Daniel Funke, 45 anni, in primo piano. «Siamo consapevoli che sul tema della maternità surrogata ci siano spesso incertezze e anche molti pregiudizi. Ma, come diceva il grande Franz Beckenbauer: “Il buon Dio si rallegra per ogni bambino”».
Quella di Spahn è quindi una scelta personale, ma anche politica. Ha fatto capire da subito che, da conservatore, non si nasconderà, che è pronto a difenderla. «Sappiamo che questa notizia vi sorprenderà e che sul tema della maternità surrogata possano sorgere delle domande. Saremo lieti di rispondervi».
Però in certi ambienti della destra mondana e internazionale è una prassi normalizzata, vedi il ministro del Tesoro Usa, Scott Bessent (curiosamente, Spahn è nella stessa situazione della leader dell’AfD Alice Weidel, che ha due figlie con la compagna srilankese, loro madre biologica).
L’assistenza medica a una gravidanza per altri e l’intermediazione di madri surrogate sono vietate sul suolo tedesco: perciò molte coppie che non riescono ad avere figli si rivolgono all’estero. Ma è dal 2014 che la Corte federale di giustizia riconosce pieni diritti a questi bambini e alle loro famiglie, purché vi sia un genitore biologico.
Il parto è avvenuto negli Stati Uniti. Come dicono i due nel messaggio agli amici (presumibilmente nella chat c’è qualche vicedirettore della Bild ): «Siamo innamorati di lui. Con immensa gioia guardiamo alla nostra vita insieme, noi tre. I papà orgogliosi».
Spahn ne aveva informato personalmente il cancelliere Friedrich Merz, ed è volato negli Usa appena il parlamento ha chiuso per la pausa estiva. La donna «surrogata» del piccolo Georg, fa sapere la coppia, continuerà a far parte della vita del bambino. «Ormai fa parte della famiglia e accompagnerà Georg nel suo percorso di vita».
Giovane enfant prodige della Cdu renana, cattolico, è entrato in Parlamento a 22 anni, e l’omosessualità non gli ha impedito di fare carriera in un partito tradizionalista. «La Chiesa è una parte di me, anche se a volte mi fa arrabbiare», ha detto una volta. È stato a 35 anni viceministro alle Finanze sotto il potentissimo Wolfgang Schäuble; poi, da ministro della Sanità, ha gestito bene il Covid.
Ma Spahn è anche una figura complessa, molto popolare. Espressione dell’ala destra, quella che vuole mettere fine ai governi di centrosinistra che hanno dominato la Germania dai primi anni Duemila (salvo un intermezzo Cdu-liberali), è molto ambiguo sull’apertura all’estrema destra AfD.
È per questo, si dice, che Merz gli ha affidato la guida del gruppo parlamentare della Cdu: un ruolo, per tradizione, da aspiranti cancellieri. Perché tenesse a bada la destra interna, secondo la massima: «Cooptali, se non li puoi battere».
Ma Spahn è tanto un vice leale quanto un avversario di Merz, come un’ombra che si proietta sul futuro del proprio capo. Sogna di fare il cancelliere da sempre: e nelle foto ufficiali i figli ci stanno benissimo, l’«irregolarità» dà un tocco di imperfetta, umanizzante simpatia. In larga parte, la Germania è cambiata tanto da accettarlo. E lui, questo, è stato tra i primi a capirlo.
(da Corriere della Sera)
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