INDOVINA CHI HA VISTO MARINA BERLUSCONI: MITI E STRATEGIE SILLA FIGLIA DEL FONDATORE DI FORZA ITALIA
LA PRESIDENTE DI FININVEST IN TUTTI I SUSSURRI DI PALAZZO
Pochissimi l’hanno incontrata davvero, pochi potrebbero farlo, tutti parlano di lei.
Marina Berlusconi non è solo la presidente di Fininvest e la figlia del fu Caimano, è uno status: se non raccontano di un tuo faccia a faccia con lei non sei nessuno, almeno nei Palazzi. Che poi sia vero, verosimile o falso conta, ma neanche troppo. Se ne parla a prescindere, nei corridoi delle Camere, dove si era fatto largo pure la voce di un faccia a faccia in preparazione tra lei e Elly Schlein per il dopo Mattarella (smentito, dalla manager). E comunque poi c’è Matteo Renzi, che un tempo aveva accesso perfino a Arcore. Mercoledì in Senato, a margine del premier time, ha intrattenuto i cronisti con la sua Berlusconeide: “Io non l’ho mai incontrata Marina: io vedevo il padre, il presidente”. A corredo, imitazione della parlata alla Silvio. Con aggiunta maliziosa: “Magari l’ha vista qualcun altro, Marina…”. Un altro centrista? Per ipotesi, di Roma Nord? “Ah, io non lo so” ha negato – o finto di farlo – l’italovivo, che mercoledì parlava bene di Giuseppe Conte. Colui che alla Camera, un’oretta prima, aveva negato con altra postura: “Marina Berlusconi? Non l’ho mai incontrata”.
Quando sente parlare di centri e centrini, l’avvocato mette mano alla pochette. Non si fida, anche perché il primo a non fidarsi è l’amico e consigliere Goffredo Bettini, demiurgo del Pd romano che i sussurri nei corridoi li decritta come pochi altri. “Non pensino di sostituire il M5S con Forza Italia” ha ammonito sul Foglio, quotidiano non certo ostile alle intese più che larghe. E Conte è andato in scia: “FI voleva la riforma della giustizia quindi non è compatibile con i valori progressisti, con noi niente più inciuci o governi tecnici”. Non l’ha detto per caso, l’ex premier. Perché, come spiega un contiano di peso – con ottimi contatti nel Pd – il timore dell’avvocato e quindi di Bettini è che una parte dei dem e altri pezzi di centrosinistra, compreso il Renzi ora ufficialmente cortese con Conte, lavorino per isolare l’avvocato. O comunque a piani B prossimi venturi. Tradotto: si partirebbe
con un governo con dentro Pd e Movimento, e in corso d’opera si sostituirebbero i 5Stelle con FI. Fantapolitica, si dirà. Ma certi fantasmi hanno già un po’ di carne, ad ascoltare certi timori pure dentro il Pd. Tanto che ieri Antonio Tajani ha assicurato: “Noi siamo alternativi alla sinistra, quindi al M5S, ad Avs e al Pd: non è pensabile governare con loro”. Lo ha già fatto, si ricorderà. Ma più che altro colpisce la necessità della smentita. La certezza è che, in tempi difficili per Meloni, la figlia di Berlusconi sta occupando tanto spazio politico, muovendo il gioco. Anche stando ferma. E non è solo questione di fideiussioni, quelle con cui i Berlusconi tengono in vita FI. È la capacità di orientare il dibattito, con i mezzi (importanti) di cui dispone la famiglia. Sfruttando i vuoti altrui, a destra e dintorni.
Certo, poi la Marina che da tempo si mostra progressista sui diritti incide quando vuole e può farlo. Ma, per esempio, in Veneto anche FI è perlomeno perplessa sulla legge sulla fine vita che è un pallino dell’ex presidente regionale, il leghista Luca Zaia. Però alla fine sempre a Marina si torna. Così riecco Renzi, su Sky: “La domanda è: chi decide in Forza Italia? Se decide Tajani allora fanno la legge elettorale, se decide la famiglia Berlusconi secondo me non la fanno”. Il fu premier punge il ministro per infastidire Meloni: molto diversa, da Marina. E non è mai stato così evidente.
(da Il Fatto Quotidiano)
Leave a Reply