L’INGOMBRANTE BARELLI DOVE LO METTO? L’EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA, FEDELISSIMO E CONSUOCERO DI ANTONIO TAJANI, FATTO FUORI DALLA FAMIGLIA BERLUSCONI, È STATO RICOMPENSATO CON UNA POLTRONA DA SOTTOSEGRETARIO AI RAPPORTI COL PARLAMENTO, MA SI È IMPUNTATO SULLA SCELTA DEL SUO NUOVO UFFICIO
L’ALTRA SOTTOSEGRETARIA AZZURRA, MATILDE SIRACUSANO, GLI HA OFFERTO LA SUA STANZA IN LARGO CHIGI. MA BARELLI HA RIFIUTATO: AVREBBE CHIESTO UN UFFICIO ADDIRITTURA A PALAZZO CHIGI, RICEVENDO UN SONORO “NO” – COSÌ PER ORA È RIMASTO A MONTECITORIO, NEGLI UFFICI CHE AVEVA DA CAPOGRUPPO
In Forza Italia dicono che è ancora “furioso” tant’è che non si è più fatto vedere in
Parlamento. In Fratelli d’Italia, ormai, lo vedono come il belzebù della maggioranza che punta al più classico “muoia Sansone con tutti i filistei”
Eppure, al momento, non sono le dinamiche politiche a interessare maggiormente Paolo Barelli, già capogruppo di Forza Italia vicino ad Antonio Tajani (è suo consuocero), fatto fuori dalla famiglia Berlusconi per Enrico Costa.
Barelli è stato ricompensato con una poltrona da sottosegretario ai Rapporti col Parlamento, ma ha passato le sue prime settimane al governo con un unico cruccio: trovare un ufficio per sé e per i suoi collaboratori.
La destinazione naturale sarebbe stata al secondo piano di largo Chigi, ma già quella soluzione non era semplice. Serviva trovare spazio allo stesso piano di Ciriani e della sottosegretaria leghista Giuseppina Castiello, mentre l’ufficio della forzista Matilde Siracusano è al piano sotto.
Siracusano, che passa il suo tempo tra Camera e Senato, gli ha offerto la sua stanza in largo Chigi con affaccio su piazza Colonna. Ma Barelli ha risposto picche: troppo piccola, per lui e per i suoi collaboratori. Così ha tentato l’azzardo. Secondo due fonti a conoscenza della questione, l’ex capogruppo azzurro avrebbe chiesto un ufficio addirittura a Palazzo Chigi.
Ma la richiesta di Barelli ha sollevato diverse perplessità ai vertici del governo perché molto inusuale: a Palazzo Chigi ci sono gli uffici solo della premier Giorgia Meloni, dei vice Tajani e Salvini e dei due sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. Nessun altro sottosegretario alla Presidenza ha l’ufficio nella sede del governo. Da qui il grande rifiuto.
E così Barelli, alla fine, ha dovuto ripiegare sulla Camera restando negli uffici che aveva da capogruppo di FI, oggi destinati ai membri del governo. Non solo il suo ufficio al sesto piano di Montecitorio, ma anche l’anticamera e le altre due stanze per i suoi tre collaboratori.
(da agenzie)
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