LA RIVOLTA DEGLI STUDENTI IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA NON SI FERMA, 450.000 IN PIAZZA IN TUTTA LA FRANCIA: SCONTRI A PARIGI, LIONE, MARSIGLIA, STRASBURGO, CHIUSI 1900 LICEI, 215 RAGAZZI FERITI
MELENCHON AL FIANCO DEI LICEALI DELLA CAPITALE: “STATE FACENDO QUALCOSA DI INCREDIBILE”
Francia, nuove proteste degli studenti e scontri con la polizia a Parigi, Lione, Marsiglia e
Strasburgo. La terza giornata di mobilitazione dei liceali si trasforma in un’altra giornata ad alta tensione per l’ordine pubblico, con feriti, arresti, lacrimogeni e centinaia di scuole coinvolte.
Nel pomeriggio decine di migliaia di studenti sono scesi in piazza in tutto il Paese, mentre nella capitale è partito il grande corteo da place de la République. A Lione gruppi di giovani hanno affrontato le forze dell’ordine nelle strade attorno a place Guichard, a Marsiglia è partito un corteo non autorizzato e incidenti vengono segnalati anche a Strasburgo. La protesta studentesca che scuote la Francia da metà settembre non accenna a fermarsi: dall’inizio delle mobilitazioni sono già 215 gli studenti feriti e 715 i poliziotti e gendarmi rimasti feriti.
La dimensione della protesta è ormai nazionale. Secondo il ministero dell’Interno, già in mattinata erano scese in piazza circa 86 mila persone fuori dalla capitale. La CGT fornisce però una stima molto più alta: oltre 260 mila manifestanti alle 13.30, sempre senza contare Parigi. Sono 891, sui circa 3.700 del Paese, i licei nei quali le lezioni sono state sospese totalmente o parzialmente.
Nella capitale il corteo, partito nel primo pomeriggio da place de la République e diretto verso Nation lungo boulevard Voltaire, era atteso con un’affluenza fra le 20 mila e le 40 mila persone. La polizia ha predisposto un imponente dispositivo di sicurezza e diverse stazioni della metropolitana lungo il percorso sono state chiuse.
La tensione è alta anche nel resto della Francia. A Lione oltre 20 mila persone hanno partecipato alla manifestazione secondo le stime riportate sul posto, mentre nelle strade laterali alla place Guichard gruppi di attivisti hanno sfidato le forze dell’ordine. Già dalla mattina la prefettura aveva segnalato otto arresti per danneggiamenti e possesso di oggetti incendiari o artifici. La polizia ha disperso anche gruppi di persone mascherate che avevano bloccato i binari del tram.
A Marsiglia, terminato il corteo ufficiale, migliaia di manifestanti, in gran parte liceali e universitari, hanno continuato a muoversi per il centro della città. Manifestazioni e momenti di tensione sono stati segnalati anche a Strasburgo e Rennes, mentre in diverse città la polizia ha fatto ricorso ai lacrimogeni.
A rendere ancora più esplosivo il clima è il bilancio delle violenze accumulate nelle ultime settimane. Dall’inizio della mobilitazione sono rimasti feriti 215 studenti. A questi si aggiungono 85 dipendenti dell’Istruzione pubblica e 715 poliziotti e gendarmi. Oltre 6.100 persone sono state arrestate, in larghissima parte minorenni. Una decina di inchieste dell’IGPN, la polizia delle polizie francese, sono state aperte sulle modalità di alcuni interventi delle forze dell’ordine.
Tra i casi più gravi c’è quello del quindicenne che a Lens ha perso una mano dopo l’esplosione di una granata della polizia e quello del sedicenne di Tours che ha perso l’uso di un occhio dopo essere stato colpito durante un blocco. La Commission nationale consultative des droits de l’homme ha espresso «viva inquietudine» per quello che considera un ricorso sproporzionato alla forza, mentre il ministro dell’Interno Laurent Nuñez sostiene che gli interventi della polizia siano avvenuti nel rispetto della «massima proporzionalità».
La protesta, partita il 17 settembre dalla regione parigina, è ormai diventata una contestazione molto più ampia. Gli studenti chiedono maggiori investimenti nella scuola, denunciano edifici degradati, classi sovraffollate, insegnanti non sostituiti, orari giudicati insostenibili e le disuguaglianze legate a Parcoursup. Alla mobilitazione si sono progressivamente aggiunti studenti universitari, insegnanti, genitori e organizzazioni sindacali.
Nel pomeriggio al corteo di Parigi si è unito anche Jean-Luc Mélenchon, accompagnato da esponenti di La France Insoumise. «State facendo qualcosa di incredibile e non ve ne rendete conto», ha detto rivolgendosi ai ragazzi, definendo quella in corso «la più potente mobilitazione giovanile degli ultimi cinquant’anni» e invitandoli allo stesso tempo alla prudenza.
Il premier Sébastien Lecornu, intervenendo all’Assemblea nazionale, ha denunciato una «banalizzazione della violenza» che, ha detto, «non è accettabile». Il governo si trova però davanti a un movimento che, invece di esaurirsi, sembra essersi allargato: dalle proteste davanti ai singoli licei a una mobilitazione nazionale capace di portare in strada studenti, famiglie, insegnanti e sindacati. E con il passare delle ore l’attenzione resta concentrata soprattutto su Parigi, dove il corteo del pomeriggio rappresenta il banco di prova più delicato per l’ordine pubblico.
(da agenzie)
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