MARINA BERLUSCONI PENSA A ZAIA COME NUOVO LEADER DI FORZA ITALIA: NELL’INCONTRO SEGRETO TRA LA CAVALIERA E L’EX GOVERNATORE DEL VENETO, AVVENUTO ALL’INSAPUTA DEL LEADER DEL CARROCCIO E DEL MINISTRO DEGLI ESTERI A CASA DELLA PRESIDENTE DELLA FININVEST, SI È PARLATO UFFICIALMENTE “DI PROGETTI EDITORIALI” MA TRA I DUE LA SINTONIA E’ TOTALE SU IMPRESE E TEMI LIBERALI (DIRITTI LGBTQ+ E FINE VITA)
L’EX “DOGE”, OLTRE 200MILA PREFERENZE IN VENETO ALLE ULTIME REGIONALI, POTREBBE ESSERSI (FINALMENTE) STANCATO DI RESTARE IN PANCHINA NEL CARROCCIO A TRAZIONE SOVRANISTA
Che ci faceva Luca Zaia, campione del leghismo al Nord, a casa di Marina Berlusconi, custode dell’eredità politica del papà e dunque sempre più interventista sulla linea di Forza Italia? È il rovello che accende maggioranza e governo da un paio di giorni.
Da quando la notizia del faccia a faccia, che avrebbe dovuto restare riservato, tanto che Matteo Salvini non era nemmeno stato avvisato, ha invece cominciato a trapelare, formidabile humus dei chiacchiericci in Transatlantico tra i politici del centrodestra.
Nei corridoi del Palazzo, si affastellano allora suggestioni, teorie disparate, qualche perfidia
La tesi più ricorrente: vuoi vedere che l’ex Doge, oltre 200mila preferenze solo in Veneto alle ultime regionali, si è scocciato di restare in panchina nel Carroccio a trazione sovranista-salviniana?
Nell’inner circle dell’ex governatore, ora presidente del consiglio regionale, i più smentiscono traslochi. Almeno per ora. E in futuro, è fantascienza immaginare Zaia dentro FI? La risposta, detta sottovoce, è il vecchio adagio: in politica, mai dire mai.L’incontro, da quanto è in grado di ricostruire Repubblica, risale al 22 aprile scorso.
Non nella sede del Biscione a Cologno Monzese, com’era toccato ad Antonio Tajani in occasione dell’ultima visita-summit dai Berlusconi, né nella sede di Mondadori: Zaia è stato ricevuto a casa della primogenita dell’ex Cavaliere, in corso Venezia a Milano. Come vuole la prassi, quando è bene che il rendezvous non venga reclamizzato.
A domanda, la spiegazione sulla ragione formale dell’incontro è che Zaia volesse discutere con la figlia del fondatore di FI di un paio di «progetti editoriali» che ha in testa. Forse un libro, forse pure un podcast: l’ex governatore ne sta già conducendo uno, appena lanciato, si chiama Fienile, e come visualizzazioni va forte, 90milioni tra tutte le piattaforme social.
Nell’incontro non si è discusso solo di libri, però. Più fonti raccontano che la discussione è scivolata sull’attualità politica. Sui temi dell’agenda liberale rilanciata da Marina Berlusconi e che Zaia in buona parte condivide: imprese, diritti, il fine vita, argomento scelto, non a caso, dal nuovo capogruppo azzurro alla Camera, Enrico Costa, per l’avvio del nuovo corso in Parlamento. Su questi temi, tra Zaia e Marina Berlusconi c’è piena sintonia.
Zaia mal sopporta le torsioni simil vannacciane della Lega di oggi. E dopo la delusione per non avere centrato il terzo mandato in Regione (per lui, a dirla tutta, sarebbe stato il quarto) si sarebbe aspettato, riferiscono a mezza bocca i suoi in Veneto, di non finire ai margini del partito nazionale. Nonostante l’addio proprio di Roberto Vannacci, Zaia non ha ottenuto i galloni di vicesegretario.
Anche se il “suo” Veneto è stato la regione in cui il sì ha sbancato al referendum sulla giustizia, a differenza del resto dello Stivale. Zaia si è dovuto accontentare di un posto defilato nella «segreteria» varata dal vicepremier, organismo nuovo di zecca, parallelo al tradizionale consiglio federale.
Peraltro, nulla di ufficiale, convocazione via mail, senza delibere formali, lamentano i fedelissimi dell’ex Doge. E Tajani? Il segretario di FI non sembra impensierito.
(da Repubblica)
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