Destra di Popolo.net

“SIAMO AMICI DEGLI USA MA RESTIAMO SOVRANI”: IL PRESIDENTE DEL PPE, MANFRED WEBER, LANCIA UNA FRECCIATA ALLA MELONI, SCARICATA MALAMENTE DA TRUMP E COSTRETTA ALL’ENNESIMA GIRAVOLTA

Aprile 18th, 2026 Riccardo Fucile

WEBER LIQUIDA L’IPOTESI CHE IL PARTITO POPOLARE GUARDI ALLA DUCETTA COME A UN POSSIBILE NUOVO MEMBRO: “NON C’È ALCUNA DISCUSSIONE SU QUESTO. HO UN PARTNER MOLTO FORTE IN ITALIA, TAJANI”

«Chi fa politica contro gli interessi europei fa politica contro gli interessi nazionali: Europa e interesse nazionale coincidono. Questa è una delle principali lezioni apprese dalle elezioni ungheresi e da altre elezioni negli ultimi anni». […]
Cosa significa la vittoria di Magyar per l’Ungheria e per l’Ue?
«Gli ungheresi hanno deciso sul futuro del loro Paese. Il leader di riferimento dell’estrema destra e delle forze populiste in Europa, Viktor Orbán, è stato pesantemente sconfitto da Péter Magyar con una maggioranza dei due terzi».
Cosa significa per il Ppe?
«Magyar è membro del gruppo del Ppe: è la prova che siamo il partito che può battere i populisti di destra, come ha fatto Tusk in Polonia e ora Magyar in Ungheria».
Qual è il segnale per le elezioni del 2027 in Francia, Spagna, Polonia, Italia?
«La mia strategia come presidente del Ppe è anche orientata alle elezioni europee del 2029: la grande battaglia sarà tra il Ppe e le forze populiste di estrema destra. Dopo le elezioni ungheresi, queste forze sono rimaste in silenzio. AfD, Le Pen, Vox: per loro è una sconfitta pesante.
Nei Paesi Bassi, dopo un breve periodo al governo, Wilders ha perso le elezioni. A livello europeo la sinistra non offre più soluzioni reali. In Ungheria non ci sono più socialisti, verdi o liberali in Parlamento. In molti Paesi stanno perdendo terreno.
Questo aumenta la responsabilità del Ppe. Sono comunque molto ottimista: avremo presto 14 leader, più della metà degli Stati membri dell’Ue sarà governata dal Ppe. Il nostro approccio funziona: contenuti, ottimismo e visione del futuro».
Magyar è nel gruppo al Parlamento Ue ma non nel partito. Lo farete entrare? Magyar resta distante su Ucraina, migrazione, energia…
«La politica continua e Magyar sarà primo ministro dell’Ungheria. Dovrà difendere gli interessi del suo Paese, ma lo farà con uno spirito di amicizia. Il suo primo viaggio sarà in Polonia da Tusk. Le persone in tutta Europa — in Italia, Germania e Francia — erano stanche di Orbán, che continuava a porre veti bloccando l’intera Ue, guidato più da un approccio ideologico ed egoistico, influenzato da altri interessi, piuttosto che dall’interesse europeo».
Lo farete entrare?
«Peter Magyar è uno di noi. Tre anni fa, quando stava iniziando il suo movimento, gli dissi che doveva unirsi al Ppe dopo le Europee. Accoglierli e integrarli non è stato privo di controversie, anche all’interno del Ppe. Ma la mia strategia era giusta:
l’unico modo per battere Orbán era offrire un’alternativa di centrodestra. Con questo approccio possiamo vincere anche le prossime elezioni in Polonia e Francia, e poi le europee».
La sconfitta di Orbán è anche una sconfitta per Trump?
«Le elezioni ungheresi sono state decise in Ungheria, non a Washington. I sostegni internazionali a Orbán non sono stati utili, anzi. Allo stesso tempo come Ppe restiamo forti alleati degli Stati Uniti».
Trump ha attaccato Meloni, che si è sempre considerata un ponte tra Ue e Usa. Adesso chi ha questo ruolo in Ue?
«Giorgia Meloni ha ragione nel difendere il Papa che è un’autorità morale importante, simbolo di pace. Per questo sostengo il messaggio del Papa. Siamo amici degli Stati Uniti e della loro amministrazione. Questo però non significa che siamo d’accordo su tutto. Convivono due elementi: l’amicizia e la nostra sovranità».
Von der Leyen non ha reagito ai commenti di Trump sul Papa.
«A nome del Ppe, del partito cristiano-democratico d’Europa, sto prendendo una posizione chiara: sostengo il Papa su questo tema. La posizione dell’Europa non lascia spazio a dubbi e Meloni l’ha espressa in modo molto chiaro».
L’Italia è stata criticata dagli Usa anche per non avere fornito la base di Sigonella.
«Sull’Iran, Trump non può aspettarsi che siamo partner se non ci consulta prima di agire. Dall’altra parte, in questo momento il tema centrale dei negoziati riguarda il programma nucleare dell’Iran, che è anche per noi europei motivo di preoccupazione. L’opzione nucleare per l’Iran è inaccettabile».
Il Ppe guarda a Meloni come a un possibile nuovo membro?
«Non c’è alcuna discussione su questo. Ho un partner molto forte e orgoglioso in Italia: il leader di Forza Italia, Antonio Tajani».
La prossima settimana lei sarà a Roma per la celebrazione organizzata da Forza Italia per i 50 anni del Ppe. Quale segnale politico invierà?
«Il Ppe ha guidato l’integrazione e lo sviluppo europeo negli ultimi 50 anni, con una leadership forte. Ora siamo il più grande partito europeo.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

SONDAGGIO TERMOMETRO POLITICO: FRATELLI D’ITALIA CROLLA AL 28,6% E PORTA GIU’ IL CENTRODESTRA

Aprile 18th, 2026 Riccardo Fucile

IL CAMPO LARGO E’ AVANTI

Fin dall’inizio della legislatura, Fratelli d’Italia è stato il partito che ha retto in piedi la coalizione di centrodestra. Non solo perché è quello che ha preso nettamente più voti alle elezioni ed esprime la presidente del Consiglio, ma anche perché nei sondaggi politici è la forza di maggioranza che è cresciuta di più dal 2022 a oggi. Mentre i forzisti sono rimasti sostanzialmente stabili e i leghisti sono calati, i meloniani hanno guadagnato consensi. Ora però la tendenza sembra essersi invertita. Nella nuova rilevazione di Termometro politico, Fratelli d’Italia ha registrato il calo più forte degli ultimi anni. Così, il centrodestra è stato superato dal cosiddetto campo largo.
Fratelli d’Italia è al 28,6% e perde ben sei decimi in una sola settimana. Che sia il risultato della sconfitta al referendum e delle successive difficoltà di governo (i casi Delmastro, Bartolozzi, Santanchè, Piantedosi…), oppure della complessa situazione internazionale con la conseguente crisi energetica, fatto sta che oggi il partito di Giorgia Meloni è in discesa. Si parla ancora di numeri alti – resta la prima forza politica con distacco nel Paese – ma il calo è evidente e misurabile. E potrebbe mettere in difficoltà una coalizione che già affronta diversi problemi.
Forza Italia è all’8,1% dei consensi, in crescita di due decimi. Nonostante il periodo turbolento di Antonio Tajani, spinto al ‘rinnovamento’ del partito dalle pressioni della famiglia Berlusconi, i consensi si mantengono. E resta piuttosto stabile anche la Lega al 7,2%, con un +0,1%. Il Carroccio di Matteo Salvini oggi sembra ufficialmente diventata la terza forza della coalizione, dopo mesi di testa a testa con FI. A contribuire al calo è stato anche l’addio di Roberto Vannacci, che ha fondato il suo partito, oggi al di fuori della maggioranza: Futuro nazionale, che è al 3,7% e registra addirittura un +0,3%.
Nella coalizione di centrodestra c’è invece Noi moderati, stabile all’1%. Nel complesso, così, il centrodestra raccoglie il 44,9% dei voti. Non una percentuale bassa, ma neanche una che può assicurare la vittoria. Tanto più che il trend, in questo momento, è in discesa. Lo stesso vale per la fiducia in Giorgia Meloni: dic
di averne solo il 38,1% degli italiani, contro il 52,3% che non ne ha “per nulla” e il 9% che ne ha “poca”.
Nell’opposizione, il Partito democratico è al 22%, stabile. Chi guadagna voti è invece il Movimento 5 stelle al 12,5%, che cresce dello 0,2%. È un passo avanti di entità limitata, ma conferma che in questo momento secondo le rilevazioni di Termometro politico i pentastellati stanno guadagnando terreno.
Alleanza Verdi-Sinistra è al 6,4%, in calo di un decimo, poco influente dal punto di vista statistico. La coalizione è completata da Italia viva di Matteo Renzi al 2,4% e +Europa all’1,8%. Al di fuori dei due schieramenti si posizione Azione di Carlo Calenda, con il 2,9%.
Ad oggi, i partiti del campo largo sommati raggiungerebbero il 45,1%. Si tratta di appena due decimi in più rispetto al centrodestra, e tenendo conto del margine di errore statistico si può parlare in sostanza di un pareggio. Ma sulla carta resta il ‘sorpasso’, in questo momento, a dimostrare che uno schieramento è in crescita e l’altro in calo. Certo, resta da vedere se il campo largo sarà in grado di diventare una vera coalizione, e se in quel caso manterrà tutti i suoi voti attuali.
(da Fanpage)

argomento: Politica | Commenta »

BIBI FILES, COSA C’E’ NEL DOCUMENTARIO PROIBITO: NETANYAHU CORROTTO TRA SIGARI, GOIELLI E CHAMPAGNE PER LA MOGLIE SARA

Aprile 18th, 2026 Riccardo Fucile

IL DOCUMENTARIO NON ACCESSIBILE IN ITALIA… TRA REGALI A CENTINAIA DI MIGLIAIA DI DOLLARI E FAVORI

Il documentario “The Bibi files”, la cui visione è bloccata in diversi paesi tra cui l’Italia, da Benjamin Netanyahu, contiene i filmati degli interrogatori legati al processo per corruzione che vede imputato il primo ministro israeliano, accusato di un giro di favori e tangenti con ricchissimi imprenditori. Fanpage.it ha potuto vedere il documentario diretto da Alexis Bloom e quello che emerge è un quadro sconcertante. Un uomo al comando che si considera un Re, che richiede regali preziosi a uomini ricchissimi che si rivolgono a lui per favori da milioni di dollari, come le leggi sull’esenzione fiscale, oppure prestiti bancari.
Ma tutta quell’opulenza gli si è riversata contro, con uno stuolo di ex collaboratori pronti a testimoniare contro di lui, e i ricchi magnati che gli avevano chiesto favori, che sono crollati durante gli interrogatori della polizia. L’inchiesta giudiziaria aveva suscitato grandi proteste in Israele contro il primo ministro, che nel 2023, aveva proposto addirittura una riforma della giustizia per permettere alla politica di controllare i giudici. Ma poi, con il 7 ottobre e l’avvio della guerra a Gaza, tutto si è cristallizzato. La guerra permanente, che vede ancora oggi Israele attaccare il Libano e l’Iran, sembra costruita come una condizione necessaria per non affrontare i processi. Per determinare questo scenario, “Bibi” ha portato al governo la destra
più estrema che Israele abbia mai conosciuto, con Ben Gvir e Smotrich diventati gli azionisti di maggioranza dell’esecutivo.
Sigari, regali e i ricchi ai suoi piedi: la vita da Re di Bibi Netanyahu
I video degli interrogatori raccolgono le accuse contro Bibi dalla stessa bocca dei protagonisti. Ci sono gli imprenditori in cerca di favori, che hanno pagato con regali costosissimi, e ci sono i suoi ex collaboratori pronti a testimoniare. I fatti contestati seguono un arco temporale di poco meno di 10 anni, in una inchiesta iniziata nel 2016 e che ha visto centinaia di interrogatori dal 2021 al 2024. I regali più frequenti che Netanyahu e sua moglie Sara avrebbero ricevuto in cambio di favori, sarebbero sigari, champagne e gioielli. Queste ultime due tipologie sarebbero state indirizzate direttamente a Sara Netanyahu la cui figura, grazie a questa inchiesta, emerge come vera stratega del marito.
Una delle testimoni chiave del processo è Hadas Klein, ex assistente di alcuni miliardari, tra cui Aron Milchan, anche lui coinvolto nello scandalo per favori richiesti in cambio di regali al primo ministro israeliano. Klein, in “Bibi Files”, ammette che sapeva benissimo che prima o poi la polizia sarebbe venuta a bussare alla sua porta. Una volta interrogata ha raccontato tutto nei dettagli, facendo emergere anche delle dinamiche di potere interne alla famiglia Netanyahu che non erano mai state rese evidenti. “Nessuno poteva presentarsi a Netanyahu a mani vuote, e quello che portavi non era certamente qualcosa che porteresti a un amico” dice Klein. “Tutto quello che ho comprato, l’ho comprato per una sola persona, per Bibi – spiega la Klein – ho comprato una quantità di sigari enorme, davvero spropositata”.
Si parla di casse da 11 mila dollari l’una di sigari Cohiba di cui Netayahu andava matto e che avrebbe richiesto a più riprese in cambio della sua disponibilità ad ascoltare le richieste dei vari magnati che bussavano alla sua porta. “Netanyahu chiedeva che i sigari venissero messi in dei sacchetti e consegnati a lui personalmente, in modo che nessuno avrebbe potuto vedere” racconta Klein. Nei dialoghi con gli intermediari Benjamin e Sara Netanyahu avrebbero usato dei nomi in codice per indicare le loro volontà. “Sembra strano – dice Klein – ma amavano il linguaggio in codice. Per i sigari dicevano “foglie verdi”, mentre per lo champagne,
dicevano “pinks”. Negli interrogatori Netanyahu risulta impassibile. Nel 95% delle risposte alle domande che gli vengono poste risponde: “Non ricordo”.
Una percentuale imbarazzante, come gli stessi agenti di polizia gli fanno notare. Il resto delle sue risposte tendono a minimizzare i regali, di cui però non ricorda mai, affidandosi a una serie infinita di “forse si o forse no”, “è possibile”, “non me ne occupavo io”. Il primo ministro israeliano sapeva di essere ripreso durante gli interrogatori, e la sua postura sembra proprio quella di uno che sa di essere davanti a una telecamera e si comporta di conseguenza. Spavaldo e sicuro, offende spesso i poliziotti israeliani che lo interrogano con frasi come: “Ci sono centinaia di terroristi in giro e voi perdete tempo con queste cose?”. La moglie Sara invece fa molto peggio.
Il ruolo di Sara: la regina dello champagne e dei gioielli
Dalle interviste e dagli interrogatori quello che emerge è il ruolo assolutamente centrale di Sara Netanyahu nella coppia. È lei che consiglia il marito, dà indicazioni, cura in prima persona l’immagine pubblica del marito, si occupa di richiedere per sé i regali che le persone che chiedono favori a Bibi devono fare per ottenere quello che vogliono. Tutte le testimonianze su Sara coincidono, è una bevitrice accanita di champagne, tanto che il suo stato umorale è continuamente alterato, passando da urla isteriche di rabbia ad atteggiamenti gentili. “Tutte le persone normali sorseggiano caffè, Sara invece beve champagne, sempre, ovunque, Sara è sempre con un bicchiere di champagne in mano” rivela Hadas Klein. “Quando l’autista va a prenderla per spostarsi, dopo che lei sale in macchina, lui carica le casse di champagne nel bagagliaio”.
Una testimonianza simile è quella di Meni Naftali, ex maggiordomo di casa Netanyahu: “Vivono nel lusso. Io sono stato tre giorni con loro alla Casa Bianca, ma lo Stato non avrebbe coperto il mio onorario, quindi hanno falsificato le fatture. Lei beve molto e il suo stato d’animo passa dalle urla alla gentilezza, continuamente come un ciclo infinito. Io non capisco benissimo il rapporto tra lei e suo marito, ma credo proprio che lui abbia paura di lei”, dice l’ex maggiordomo. “Lei controlla tutto, sa sempre dove si trova il marito, e se non lo trova, chiama quattro o cinque generali dell’esercito che glie lo trovano subito”.
Sara negli interrogatori con la polizia, come mostrato dai video, ha un atteggiamento estremamente aggressivo, nega qualsiasi addebito. I regali in champagne, i regali in gioielli, nega tutto, anche quando le cose sono evidenti. “Sara mi ha chiesto un regalo e io le ho portato una collana e un anello. Poi mi ha chiesto di ricevere un regalo per il suo anniversario di matrimonio, e io le ho comprato un braccialetto da 42 mila dollari” ammette Hadas Klein, che al tempo lavorava per il produttore di Hollywood Aron Michal.
“Bibi le disse che era un braccialetto troppo vistoso, con tutti quei diamanti le persone si sarebbero chieste da dove fosse spuntato fuori. Così Sara mi chiese di cambiarlo, ma le spiegai che era impossibile, era completamente tempestato di diamanti, non si sarebbe potuto cambiare. Loro erano così, erano dei Re e noi dovevamo obbedire, e credo che Bibi abbia paura di Sara”.
Anche la miliardaria americana Miriam Adelson ricevette una richiesta simile da Sara Netanyahu. “Sara mi ha mostrato una collana e mi ha detto che Aron Milchan l’aveva presa per lei da Tiffany. E mi ha fatto intendere che sarebbe stata felice se ne avessi presa una anche io. Le ho detto che io ho la licenza per i casinò in Israele, e non posso fare nulla perché è illegale, non sembrava una cosa buona”. Adelson è stata tra le principali finanziatrici della campagna elettorale di Donald Trump con oltre 100 milioni di dollari, ha investito nelle colonie illegali in Cisgiordania, fondando una università, ed è amica personale di Sara Netanyahu come lei stessa ha ammesso da molto tempo.
Miriam Adelson era presente alla Knesset quando Donald Trump presentò al parlamento israeliano il cosiddetto piano di pace per Gaza, venendo citata direttamente dal presidente americano come una persona a lui cara. Secondo molti commentatori statunitensi, Miriam Adelson è uno degli anelli di congiunzione tra l’amministrazione Trump e quella di Netanyahu. Sara negli interrogatori ha risposto rabbiosamente respingendo ogni accusa, ma non entrando mai nel merito. Le sue risposte erano tutte in chiave politica come ad esempio: “Ci sono attacchi terroristici e voi dove siete? Cosa fate? Questo è uno stato di polizia e dei media? Non ha alcun senso quello che state facendo. Fate questi interrogatori per abbatter
il primo ministro, siete tutti complici”. Oppure: “Mio marito è la persona più onesta del mondo, lui difende questo paese, se ne prende cura. È un leader ammirato in tutto il mondo, siamo stati 3 giorni alla Casa Bianca è stato accolto come un Re, i leader e i generali di tutto il mondo lo ammirano, quando cammina nelle strade di New York o in Australia, la gente si ferma ad applaudirlo”. E infine: “Non accetterò nessuna domanda e non darò nessuna risposta, le vostre evidenze sono solo merda. Arrivederci”. Nessuna risposta invece sui gioielli e sulle casse di champagne.
La campagna d’odio contro la testimone chiave
Il ruolo centrale di Sara Netanyahu, negli affari di famiglia e in quelli di Stato, viene confermato anche da Nir Hafez, ex capo della comunicazione della famiglia Netanyahu e di Bibi. “La signora Sara è molto importante nelle relazioni politiche e con i media. Sta anche assumendo lei il personale dell’ufficio. Io ero la persona più vicina a Sara Netanyahu, tra i più vicini a Bibi, ed ero il portavoce di tutta la famiglia. Dopo le elezioni del 2015, lui ha iniziato a credere di essere un mago. Ha iniziato a credere quello che la moglie gli ha sempre detto, ovvero che lui è nato in Israele, ma se fosse nato in Michigan sarebbe il presidente degli Stati Uniti di sicuro” sottolinea Hafez.
La first lady durante il processo non è stata con le mani in mano, oltre a rispondere con aggressività agli interrogatori della polizia, avrebbe orchestrato una campagna d’odio nei confronti di Hadas Klein, una delle testimoni chiave al processo. A dicembre del 2024, la Procura di Stato ha avviato una indagine contro Sara Netanyahu, con l’accusa di aver organizzato con Hanni Bleiweiss, la defunta assistente del marito, proteste e campagne d’odio online contro Hadas Klein, allo scopo di condizionarne le dichiarazioni davanti ai magistrati. La vicenda venne portata alla Knesset dalla deputata di sinistra Naama Lazimi, che ricordò anche le condanne definitive già ripotate da Sara. La first lady è stata condannata nel 2019, a seguito di un patteggiamento, per aver utilizzato impropriamente fondi statali per un importo di circa 50.000 dollari per pasti forniti da un servizio di catering, mentre presso la residenza del Primo Ministro era presente uno chef a tempo pieno. Il ruolo chiave di Sara viene confermato anche dalla presenza costante ai vertici internazionali e agli incontri di Stato. È al tavolo con Donald Trump e il marito,
nell’incontro bilaterale alla Casa Bianca. È all’assemblea dell’ONU a New York, quando il primo ministro israeliano interviene. E chiaramente appare in tutte le manifestazioni pubbliche.
I processi a carico di Benjamin Netanyahu sono tre, denominati “caso 1000”, “caso 2000” e “caso 4000” e si stanno svolgendo presso il Tribunale distrettuale di Gerusalemme. C’era anche un “caso 3000”, un’inchiesta condotta dal giudice Benny Sagi, morto in un misterioso incidente stradale a gennaio del 2026, che riguardava dei casi di corruzione nell’acquisto di sottomarini e navi militari dall’azienda tedesca ThyssenKrupp. Nel caso “3000” il primo ministro israeliano non è stato rinviato a processo. I processi però vivono di continui rinvii dovuti agli impegni istituzionali del primo ministro e al rischio per la sua sicurezza. Il continuo stato di guerra che vive Israele metterebbe a rischio la partecipazione di Netanyahu alle udienze del processo poiché, secondo i servizi segreti, diventerebbe un obiettivo per i nemici di turno. Per molti mesi sono stati quelli di Hamas, che potenzialmente avrebbero potuto colpire il primo ministro, le ultime “giustificazioni” invece parlano di un rischio attentato da parte degli iraniani. Lo scorso 14 aprile, il Tribunale di Gerusalemme ha richiesto allo Shin Bet, il servizio segreto militare israeliano, di poter visionare i documenti secondo i quali la partecipazione di Netanyahu alle udienze del processo lo metterebbe in pericolo. Bibi è accusato di corruzione, frode e abuso d’ufficio nei processi a suo carico, e ha presentato una richiesta di grazia al presidente israeliano Isaac Herzog. Richiesta fortemente caldeggiata da Donald Trump, che proprio in occasione del suo discorso alla Knesset, chiese a Herzog di concedere la grazia a Netanyahu. Anche se ci fosse la volontà politica, la grazia resterebbe assai improbabile. Innanzitutto perché potrebbe arrivare solo dopo la condanna, e in secondo luogo perché secondo la legge israeliana, come ricordato da uno dei leader dell’opposizione e testimone al processo contro Netanyahu, Yair Lapid, la grazia può essere concessa solo dopo l’ammissione di colpevolezza e il rimborso di quanto sottratto.
(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: Politica | Commenta »

L’EREDITA’ CHE L’EX MINISTRA DANIELA SANTANCHÉ HA LASCIATO AL TURISMO È IVANA JELINIC, NOMINATA DALLA PITONESSA A CAPO DELL’ENIT, SOCIETÀ PUBBLICA CON 50 MILIONI DI DOTE PER LA PROMOZIONE DELL’ITALIA ALL’ESTERO

Aprile 18th, 2026 Riccardo Fucile

LE SENTENZE DELLA JELINIC: IL NUOVO MINISTRO DEL TURISMO MAZZI? “POVERO CRISTIANO, DEVE STUDIARE”. LA CAPO DI GABINETTO ERIKA GUERRI FA “PARACULATE” PER TENERSI LA POLTRONA – IL FATTO: “GUADAGNA 120MILA EURO L’ANNO SENZA AVERE UNA LAUREA E SENZA SAPERE UNA PAROLA D’INGLESE (‘MA CON DUE BICCHIERI MI LANCIO’)”

Il ministro del Turismo Mazzi? “Povero cristiano, deve studiare”. La capo di gabinetto Erika Guerri fa “paraculate” per tenersi la poltrona, mentre la direttrice generale, Elena Nembrini, è lì perché “voi italiani apprezzate le mogli e i mariti”, alludendo al consorte, Roberto Papetti, direttore del Gazzettino in area Zaia.
La fotonica Ivana Jelinic è l’eredità materiale che Daniela Santanchè lascia al Turismo, al vertice della società pubblica Enit con 50 milioni di dote per la promozione dell’Italia all’estero: 120mila euro l’anno senza avere una laurea e senza sapere una parola d’inglese (“Ma con due bicchieri mi lancio”).
Si porta il compagno deputato Luca Squeri in “missione privata” a New York (“si mette lì accanto, non parla e non fa niente”). Prima di appendere ricorda al giornalista che fa campagne su tutti i giornali, “vi voglio bene a tutti, non faccio selezione”. Poi aggiunge: “Se scrive però scriva bene, mi tratti con garbo”
Vi annoia questo grigio panorama istituzionale? Chiamate Ivana. Un’ora al telefono, un fuoco d’artificio che, di petardo in petardo, illumina a giorno la gestione di una società di Stato che ha tante grane quante basterebbero a ribattezzarla la “Visibilia del Turismo”.
Retroscena. Il 25 marzo Santanchè si dimette. Un’ora dopo il suo “obbedisco”, la capo di Gabinetto Erika Guerri manda una comunicazione di fuoco, in copia al segretario generale e Mef, che richiama la “gentile Ad” al rispetto delle norme di spesa.
Jelinic: “A me è parsa una gran paraculata. Non ho modi principeschi, sono umbra. La banalità di una che improvvisamente si è trovata con la sedia che traballa”. E la sua? “Non mi sento in bilico. Delle poltrone non mi interessa, per non dire me ne fotto proprio”.
Se si imbarazza un poco è per una foto. Consolato di New York, 17 marzo, missione ufficiale Enit. In sala c’è anche il deputato Squeri. “Assiste seduto, non interviene, non fa nulla. È in forma privata, fine”. Chi paga? “Si è fatto il suo biglietto. Punto. Stop”. In ferie, missione, chissà. Nega trasferte goliardiche e sprechi, ammette conti asiatici tragici.
L’inciampo più fantozziano della storia: per pagare un allestitore in Indonesia, la tesoreria confonde le valute e invece di 6.000 euro spedisce in banca l’equivalente di 1,1 milioni. Diecimila euro evaporano nel cambio. “Mi sono imbufalita, roba da mettere le mani addosso a chi ha sbagliato”.
La tesoreria “se l’è fatta sotto”. “Io ho una crisi isterica: che c***o avete fatto?”. I responsabili? “Purtroppo stanno tutti bene, perché poi mi sono ricordata che era reato ucciderli”.
La politica le ha affiancato la commercialista Elena Nembrini come dg e “badante” dei conti, pagata 50mila più di lei. Ivana incassa benissimo: “Ho capito che voi italiani apprezzate le mogli e i mariti…”.
Il 21 gennaio 2025 esce un bando rivolto a tutti gli interni per due posti dirigenziali a tempo indeterminato. Dopo 24 ore, segnalazione a GdF, Anac e Corte dei Conti: profili “cuciti su misura” per nomi già scelti, tra cui Alessandro Petroli, esponente FdI e genero del defunto senatore Andrea Augello.
Sei mesi dopo vincono i due segnalati. Putiferio, denunce per falso in atto pubblico. Jelinic: “A chi ha scritto la lettera avrei chiesto cinque numeri al lotto”. Poi, in corner: “Mi piace valorizzare risorse interne”.
L’Anticorruzione che la tallona su 34 milioni di affidamenti senza gare senza contestarle nulla, lavora “per spot”: funzionari che giustificano lo stipendio con controlli a campione.
In chiusura resta in tema con quello spazio pubblicitario offerto al giornale meno incline di tutti. “Voglio bene a voi, tutti. Quando faccio le campagne le faccio con tutti, non seleziono. Ho una faccia sola”. Una “Visibilia in miniatura” che il ministro “povero cristiano” da oggi guarderà forse diversamente. Occhio al tornado Ivana. Può portare tempesta.
(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: Politica | Commenta »

SONDAGGIO PIEPOLI: “IL CENTROSINISTRA RECUPERA VOTI GRAZIE ALL’EFFETTO SIVIA SALIS”

Aprile 18th, 2026 Riccardo Fucile

UN EVENTUALE LISTA SALIS NEL CAMPO LARGO SAREBBE GIA’ AL 6,5%

Un’eventuale lista dei riformisti di centrosinistra guidata da Silvia Salis farebbe crescere i consensi del campo largo al 45,5%. Un’entrata in gioco della sindaca di Genova potrebbe cambiare le cose. Da sola, una sua lista, varrebbe già il 6,5%
Vediamo nel dettaglio che cosa è emerso dall’ultimo sondaggio di Noto per Porta a Porta.
Iniziamo con i consensi dei singoli partiti. Il quadro per Fratelli d’Italia resta positivo: è stabile al 29% e la distanza con il Pd è ancora ampia. Il partito guidato da Elly Schlein però, sta recuperando voti. Nell’ultima settimana ha guadagnato lo 0,5%, portandosi al 22,5%. Il Movimento 5 Stelle invece, mantiene il suo posto al 13%. Stesso discorso per Forza Italia, ferma all’8,5%.
I due cali più consistenti si registrano nella Lega, che scende al 7,5% (-0,5%), uno dei livelli più bassi degli ultimi quattro anni, e in Alleanza Verdi-Sinistra, che retrocede al 5,5% (-0,5%). La discesa del Carroccio sembra essere compensato da un incremento, dello stesso valore percentuale, di Futuro Nazionale, il nuovo partito fondato da Roberto Vannacci dopo la rottura con Salvini. Il suo movimento si attesta al 3,5%, oltre la soglia di sbarramento.
Poi troviamo i partiti di centro. Italia Viva-Casa Riformista, che sale al 3% (+1%), Azione, in calo al 2,5% (-0,5%), Noi Moderati, con l’1,5%, seguiti da +Europa e Udc (Unione di centro), rispettivamente all’1% e 0,3%.
L’affluenza per le politiche è stimata al 60%.
Il quadro delle coalizioni
Passiamo alle coalizioni. Il centrodestra perde voti, principalmente a causa della discesa della Lega, che porta la coalizione al 46,8%. Il campo largo invece, ne guadagna. Attualmente conquista il 45% (+1%). In uno scenario del genere quindi, se si votasse oggi, l’attuale maggioranza di governo sarebbe riconfermata.
Il sondaggio però considera anche un’altra possibilità, ovvero l’entrata in gioco della sindaca di Genova Silvia Salis, come possibile leader del campo largo. Se Salis scegliesse di correre alla guida della lista riformista, porterebbe il 6,5% di voti (un buon 3,5% in più rispetto ai voti che Casa Riformista sarebbe in grado di prendere da sola). Complessivamente il campo largo salirebbe al 45,5% a ridosso del centrodestra.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

IL VALZER DEL RIMPASTINO: TRA FAIDE E DIMISSIONI, SLITTANO I SOTTOSEGRETARI

Aprile 18th, 2026 Riccardo Fucile

LITE PREVENTIVA NELLA LEGA PER IL MEF, TAJANI VUOLE POSTI PER I SUOI

È l’atteso rimpastino di primavera, l’assegnazione di poltrone di sottogoverno che sta agitando – per usare un eufemismo – i partiti della maggioranza. Un tutti contro tutti che fotografa bene la situazione a destra.
Fratelli d’Italia è ai ferri corti al ministero della Cultura, Forza Italia deve smaltire le scorie delle bordate della famiglia Berlusconi contro la leadership di Antonio Tajani. Si profila una convivenza difficile al ministero dei Rapporti con il Parlamento tra l’entrante Paolo Barelli e la “veterana” Matilde Siracusano. E nella Lega solo l’ipotesi di nuovi posti, al Mef, irrigidisce le anime del partito.
Le nomine erano attese entro la settimana. Ma, giorno dopo giorno, sono slittate. Nel segno di faide interne e scontri tra alleati. «Non c’è alcuna scadenza», è la linea rassicurante di Palazzo Chigi. Giorgia Meloni, però, avrebbe voluto chiudere la partita prima possibile per scongiurare lo stillicidio. Di sicuro vuole archiviare la pratica con una nomina in blocco: tutti i sottosegretari in unico giuramento per tirare dritto fino alla fine della legislatura.
Guerra preventiva
La chiave di volta dovrebbe essere il prossimo Consiglio dei ministri. È atteso lo sblocco della nomina di Federico Freni, ora sottosegretario al ministero dell’Economia, alla presidenza della Consob. A quel punto sarà inevitabile riorganizzare tutto. La Lega dà per scontato di dover riempire la casella. Il candidato numero uno è Claudio Durigon, attualmente al Lavoro, che però ha cercato di abbassare l’attenzione. «Non ne sono nulla», ha detto, aggiungendo: «Se cambia qualcosa, chiaro che tocca a noi».
Per molti una smentita di rito per non aumentare il livello di tensione con il vertice del ministero, che fa capo a Giancarlo Giorgetti, compagno di partito di Durigon. Ma che preferirebbe Massimo Garavaglia, da sempre legato a doppio filo con il
ministro. In vista della prossima legge di Bilancio, l’ultima della legislatura, vorrebbe aver un profilo gradito a seguire il dossier.
Il leader leghista Matteo Salvini, però, vorrebbe mettere uno dei suoi al Mef per avere più possibilità di incidere nella “finanziaria elettorale”. Durigon, da potente braccio del segretario, conta molti nemici interni ed esterni. Che lavorano per evitare l’approdo a via XX Settembre. La casella di sottosegretario non è ancora libera ed è già iniziata una guerra preventiva.
A cascata si consuma la faida dentro Forza Italia. Al posto di Durigon, al Lavoro, Tajani punta a piazzare la deputata Chiara Tenerini, sua fedelissima, facendo imbufalire gli altri azzurri. Anche perché il cursus honorum della parlamentare di FI non è proprio dei più esperti nel settore. È alla prima legislatura e il suo nome non è stato di certo molto in auge.
Per Tajani, però, è una prova di forza dopo il siluramento dei capigruppo di Camera e Senato, Paolo Barelli e Maurizio Gasparri. E proprio questo punto apre la parentesi di un altro scontro tra i forzisti. A Barelli è destinato un premio di consolazione: sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento. In quella postazione c’è già Siracusano, che è moglie e quindi sostenitrice della linea di Roberto Occhiuto. Fazioni diverse in conflitto tra loro.
Colleghi di partito che però potrebbero aumentare il nervosismo negli uffici. Un punto sembra chiaro: l’ex capogruppo di FI sarebbe un’aggiunta non il sostituto di Siracusano. Il ministro Luca Ciriani stima molto la sottosegretaria e non vuole privarsene. «Il lavoro non manca», ha sintetizzato il meloniano interpellato sul possibile potenziamento dell’organico.
Poche, insomma, le certezze. Oltre alla leghista Mara Bizzotto al ministero delle Imprese, in sostituzione di Massimo Bitonci, passato nella giunta della regione Veneto, sta per andare a dama un’altra pedina: Maria Chiara Fazio come sottosegretaria agli Esteri. La vicepresidente di Noi Moderati, figlia dell’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, è la soluzione individuata dal leader del partito, Maurizio Lupi, per (ri)avere il posto lasciato vuoto da Giorgio Silli.
Cultura e dimissioni
L’epicentro degli scontri resta sempre il ministero della Cultura. I nomi vanno sulle montagne russe. L’accordo non si trova. FdI deve decidere chi promuovere sottosegretario dopo il trasloco di Gianmarco Mazzi al ministero del Turismo: Emanuele Merlino, in quota Giovanbattista Fazzolari, o Francesca Caruso, quota Ignazio La Russa (e Mazzi stesso). Il terzo incomodo è il preferito del ministro Alessandro Giuli, il deputato Alessandro Amorese.
La cosa certa è che si punta a indebolire la posizione dell’unica sottosegretaria in carica, Lucia Borgonzoni, con una redistribuzione delle deleghe, sottraendone alcune alla leghista. Addirittura si ipotizza un ulteriore sottosegretario per Forza Italia. Ma a quel punto sarebbe necessario un decreto per aumentare il numero di posti al governo, passaggio che Meloni non sarebbe intenzionata ad affrontare.
Al ministero della Cultura, intanto, continuano a volare gli stracci. Si è dimesso Pier Luigi Manieri, componente della Commissione per i contributi selettivi al cinema (coinvolta nella vicenda del documentario su Regeni). È stato Giuli a dimissionarlo. Il critico è in realtà considerato vicino a Federico Mollicone, presidente della commissione Cultura alla Camera, e antagonista dentro FdI del ministro. Il comunicato ufficiale non nasconde il livello di tensione.
Manieri ha fatto il passo indietro «alla luce di un confronto aperto e franco col ministro Alessandro Giuli, circa gli esiti delle procedure di finanziamento relative alle richieste di fondi selettivi». Chiunque arrivi al Mic non trova certo un clima sereno.
(da editorialedomani.it)

argomento: Politica | Commenta »

SE SEI RASOTERRA NON PUOI CADERE

Aprile 18th, 2026 Riccardo Fucile

UN BULLO DA BASSIFONDI

È molto divertente che il Salvini, commentando gli ultimi sbraiti di Trump contro ilPapa, parli di “caduta di stile”. Se ne desume che Trump abbia (addirittura) uno stile, circostanza che non risulta agli atti. Lo stile, santo cielo, è come il coraggio di don Abbondio, se uno non ce l’ha non se lo può dare. Un cafone pieno di quattrini può comperare molto e molti: non lo stile, che è una qualità interiore, una “grafia” che si conquista vivendo, e non è in vendita. E non ha classificazione sociale: ci sono operai e contadini cento volte più signorili del miliardario della Casa Bianca.
Trump parla lo stesso identico linguaggio rudimentale e aggressivo che rende immediatamente riconoscibile, in tutto il mondo, la destra populista, sebbene in versione peggiorata; nonché enormemente più repulsiva e scandalosa, perché a parlare così, come un bullo da bassifondi dei social, è il presidente degli Stati Uniti. Le linee guida sono: elogio sperticato e puerile di te stesso e dei tuoi amici. Vantarsi sempre. Dubitare mai. Ragionare criticamente è roba da feccia “liberal”. Spregio, irrisione e minacce per chiunque non si inchini, o ti “baci il culo” nella incredibile versione di Trump.
Se vi ricordate la Bestia (la comunicazione social del Salvini, poi dismessa per incidenti di percorso), era una versione casareccia, però a suo modo anticipatrice, della comunicazione di Trump. Anche lì, parlare di stile sarebbe stato paradossale: nessuno ci avrebbe mai pensato. Si procedeva rasoterra, al livello minimo del rispetto e della conoscenza. Una caduta, in mancanza di altezza, è impossibile.
(da Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

GIORGIA, C’HAI LA FACCIA COME IL…CAMALEONTE: SCARICATA DA TRUMP, GIORGIA MELONI S’ACCUCCIA AI PIEDI DI MACRON

Aprile 18th, 2026 Riccardo Fucile

VA A PARIGI AL VERTICE SULLA GUERRA IN IRAN ED E’ TUTTO UN BACI, ABBRACCI E SORRISI …NON SOLO: LA STATISTA DELLA SGARBATELLA HA DECISO, UDITE! UDITE!, DI ADERIRE A UNA MISSIONE IDEATA DA MACRON, QUASI CERTAMENTE CON NAVI CACCIAMINE E CON TUTTO L’APPORTO LOGISTICO-MILITARE CHE POTRÀ FORNIRE L’ITALIA

Prendete due fotografie scattate nello stesso luogo, con gli stessi protagonisti. Nella prima, di un anno fa, Giorgia Meloni appare adombrata in volto, al tavolo dei leader e nelle foto di rito, poco convinta del senso del vertice organizzato all’Eliseo da Emmanuel Macron e Keir Starmer, in quel caso per discutere delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina contro la minaccia russa.
La seconda foto, ieri: la premier scende dall’Alfa Romeo rossa dell’ambasciata italiana, e sulle scale del palazzo presidenziale francese regala a Macron sorrisi e abbracci che sembrano far dimenticare tre anni di tensioni, liti e difficili ricuciture.
L’espressione di Meloni è una buona sintesi politica delle sue riflessioni. Non maschera la svolta compiuta negli ultimi complicati giorni dello strappo con Donald Trump, la scelta di restare agganciata agli europei, di partecipare in presenza qui a Parigi e di aderire a una missione ideata da Macron, quasi certamente con navi cacciamine e con tutto l’apporto logistico-militare che potrà fornire l’Italia.
Un’iniziativa che definisce «estremamente importante». Emerge immediato anche un altro aspetto: quanto per Kiev la premier considerava un elemento imprescindibile, la partecipazione americana a qualsiasi architettura di sicurezza europea ai confini con la Russia, sfuma invece in ipotesi per la tutela della navigazione nello Stretto di Hormuz.
Il coinvolgimento degli Stati Uniti alla spedizione internazionale per garantire la libera circolazione in Medio Oriente e riossigenare le economie stritolate dalla crisi energetica, non appare più come una condizione necessaria.
Stesso discorso per l’Onu. Durante le dichiarazioni a quattro, con Macron, Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, la premier non cita le Nazioni Unite, nonostante il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani avesse certificato in un’intervista a Il Giornale l’importanza «dell’ombrello Onu»
Prima e dopo il vertice di Parigi, allargato in videocollegamento a 49 Paesi, compresi Cina e India, i quattro leader si parlano per pochi minuti. La notizia di una telefonata prevista con Trump e poi non avvenuta, non trova conferme.
L’unità è totale sugli obiettivi, ma non lo è su come bisogna raggiungerli. Macron e Starmer hanno escluso dal summit i Paesi belligeranti, dunque anche gli Stati Uniti, assieme a Israele e Iran
È implicito che la forza militare Usa sarà presente nel Golfo a prescindere, e non ha bisogno di lasciapassare per fare il suo ingresso in un club internazionale
Merz è comunque per tenere gli americani dentro il più possibile, ed è lui, il cancelliere, l’unico a ringraziare Washington, e a citare una telefonata con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Meloni, invece, sveste il ruolo dell’ultratrumpiana e lascia cadere, senza replicare, pure l’ultima accusa del tycoon che le rinfaccia di non aver messo a disposizione la base di Sigonella, minacciando di non aiutare più l’Italia. La presidente del Consiglio preferisce concentrarsi sui paletti e sulle modalità della partecipazione italiana.
Il passaggio in Parlamento servirà a Meloni e alla maggioranza anche per coinvolgere le opposizioni in una decisione che a Palazzo Chigi danno per scontata, perché a favore della ripresa dei commerci e destinata a calmierare il costo impazzito dei carburanti. Sarà anche l’occasione per rispondere pubblicamente a
chi, come il M5S, chiede chiarimenti sulle regole d’ingaggio e si è immediatamente domandato, in una nota, se l’assenza dell’Onu nel discorso della premier sia «un primo tentativo di tornare nelle grazie del presidente Trump».
Già al tavolo dei leader, prima di ribadirlo anche pubblicamente, Meloni chiarisce che l’Italia farà parte della flotta se sarà rispettata «la natura difensiva della missione» e solo «dopo il cessate il fuoco». La preoccupazione della premier è se la tregua in Libano e l’accordo di riapertura di Hormuz […] saranno «durevoli». Chiede che lo Stretto «venga riaperto e senza pedaggi».
Come Macron e come Starmer, Meloni non rivolge i suoi appelli solo all’Iran. Perché quelle tariffe, imposte alle navi occidentali, non le avevano immaginate solo gli ayattolah per ritorsione, ma anche l’ex immobiliarista fissato con i dazi, Donald Trump.
(da La Stampa)

argomento: Politica | Commenta »

C’ERAVAMO TANTO ODIATI: L’ENNESIMA GIRAVOLTA DI GIORGIA MELONI: SCARICATA DA TRUMP, È COSTRETTA A BACIARE E ABBRACCIARE IL “NEMICO” MACRON PER FARSI ACCETTARE NEL GRUPPO DEI “VOLENTEROSI”, CHE FINORA AVEVA SCHIFATO NEL TENTATIVO DI DIMOSTRARE LA SUA FEDELTÀ AL GANGSTER DELLA CASA BIANCA

Aprile 18th, 2026 Riccardo Fucile

MARCELLO SORGI: “NONOSTANTE GLI ABBRACCI, TRA ITALIA E ALLEATI RESTA QUALCHE DISSENSO DI FONDO. PER MACRON VA TENUTA DISTINTA LA POSIZIONE DELL’EUROPA DA CIÒ CHE FARANNO GLI AMERICANI DOPO L’ATTACCO A TEHERAN. PER MELONI NO, ANZI VA INTEGRATA CON L’INTERVENTO ‘DIFENSIVO’ IN MARE CHE SEGUIRÀ DA PARTE DEGLI USA”

L’abbraccio con Macron, i saluti con gli altri partner chiamandosi per nome, che dovevano consacrare l’ingresso senza riserve, per la prima volta, dopo la lite con Trump, di Meloni nel gruppo dei “Volenterosi”, non hanno impedito che tra Italia e alleati restasse qualche dissenso di fondo
Il primo riguarda la posizione dell’Europa e del gruppo di Paesi che da tempo stanno cercando di dare un senso alla loro iniziativa comune, mentre Trump li accusa di averlo lasciato solo nella guerra contro l’Iran e nella difesa del diritto alla navigazione nello stretto di Hormuz
Per Macron e per il gruppo dei fondatori dei “Volenterosi” va tenuta distinta da ciò che faranno gli americani dopo l’attacco a Teheran. Per Meloni no, anzi va integrata con l’intervento “difensivo” in mare che seguirà (soprattutto da parte degli Usa) alla fine delle ostilità.
Poi, per il cancelliere Merz dovrà essere l’Onu a dare la benedizione. E anche su questo Meloni è d’accordo. L’essenziale è stabilire fin d’ora che in nessun modo ci si dovrà trovare coinvolti in combattimenti.
In conclusione, se guardiamo ai risultati concreti del vertice, i “Volenterosi” hanno fatto qualche passo avanti, se non altro c’è una più esplicita disponibilità a una missione di pace e all’organizzazione di una forza di interposizione che dovrebbe seguire la conclusione della guerr
La fragilità della tregua, però rimane evidente: Netanyahu ha dichiarato che “il lavoro in Libano non è concluso”
Ma era stata proprio questa la premessa per la schiarita in Iran: il che fa capire che una vera, solida pace è ancora lontana.
Marcello Sorgi
per “La Stampa”

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.583)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.530)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.786)
    • governo (5.801)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.120)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.684)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (571)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Aprile 2026
    L M M G V S D
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    27282930  
    « Mar    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • “L’ADOZIONE DEL BAMBINO DI NICOLE MINETTI È ALTAMENTE IRREGOLARE”: I MEDIA URUGUAIANI SI SVEGLIANO E RIVELANO I LEGAMI OPACHI TRA L’EX IGIENISTA DENTALE E IL SUO COMPAGNO, GIUSEPPE CIPRIANI, CON L’ISTITUTO INAU DI MALDONADO: I BAMBINI DELL’ORGANIZZAZIONE AVREBBERO VISITATO PIÙ VOLTE IL RANCH DELLA COPPIA A MALDONADO
    • PER I LAVORATORI LA FREGATURA È SEMPRE DIETRO L’ANGOL:PUR DI NON INTRODURRE IL SALARIO MINIMO CHIESTO DALLE OPPOSIZIONI, NEL DECRETO “PRIMO MAGGIO”, IL GOVERNO INTRODUCE IL CONCETTO DI “SALARIO GIUSTO”, OVVERO QUELLO FISSATO DAI CONTRATTI DI CATEGORIA STIPULATI DA SINDACATI PRINCIPALI
    • “SUL CASO VENEZI LA DESTRA È VITTIMA DELLA SUA STESSA PROPAGANDA”. IL CORTOCIRCUITO DI “ALCUNI COMMENTATORI DELLA DESTRA PRÊT-À-PENSER
    • “SENZA CONSENSO È STUPRO”: L’EUROPARLAMENTO CHIEDE UNA LEGGE UE SULLA VIOLENZA SESSUALE BASATA SULL’ASSENZA DI CONSENSO
    • DOPO LA VENEZI, CONTINUA LA FAIDA IN LAGUNA: IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA INVIA GLI ISPETTORI A VENEZIA PER LE AUTORIZZAZIONI CONCESSE ALLA FEDERAZIONE RUSSA PER LA RIAPERTURA DEL LORO PADIGLIONE ALLA BIENNALE
    • CONTI PUBBLICI ED ECONOMIA SONO IL VERO FALLIMENTO DEL GOVERNO MELONI
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA