Novembre 24th, 2025 Riccardo Fucile
L’ATTIVITA’ DI “GUARITRICE SPIRITUALE” CON I BAMBINI DAVANTI ALLA WEBCAM
Catherine Louise Birmingham, la mamma dei tre bambini nel bosco, gestisce un canale
YouTube e un sito. Lì promuove il suo libro e le attività di «guaritrice spirituale», con i bambini davanti alla webcam. A raccontarlo è Il Giornale, che spiega come nei video Catherine sostiene di essere stata «costretta a fuggire dalla nostra proprietà». Si parla dell’intossicazione da funghi velenosi del settembre 2024. Nell’occasione i servizi sociali hanno cominciato a interessarsi alla famiglia. La reazione è stata quella di «scappare al nord», facendo perdere le tracce.
L’allontanamento dei bambini
L’allontanamento dei bambini risale al 13 novembre scorso. Ed arriva dopo un anno di liti con i genitori. I servizi sociali parlano chiaro: «preoccupante negligenza genitoriale», «mancata frequentazione di istituti scolastici», «isolamento». Il tribunale chiedeva «una relazione tecnica sulla sicurezza» e «accertamenti sulla condizione dei minori». Ma c’è di più. Quando gli viene chiesto un certificato medico indispensabile per visite neuropsichiatriche e analisi del sangue per i bambini, i genitori rifiutano il controllo obbligatorio. Poi impongono una condizione: «Consentiremo gli accertamenti solo se ci verranno corrisposti 50 mila euro per ciascun minore».
Una richiesta di soldi piuttosto strana, soprattutto alla luce della volontà di vivere senza «lo stress delle bollette, i soldi creano sempre caos». Negli anni i coniugi hanno attivato due raccolte fondi online: una da 10mila euro, con soli 2.500 raccolti; l’altra da 25mila dollari, con 17.700 effettivi. Sulla scuola, i genitori non hanno mai esibito la dichiarazione annuale necessaria per praticare l’unschooling. Hanno prodotto solo un certificato di
una scuola privata di Brescia agli assistenti sociali, ma mai depositato ufficialmente. Quanto all’abitazione, il tribunale segnala: «assenza di agibilità, impianto elettrico, idrico e termico e condizioni di sicurezza, igiene e salubrità», con rischio di patologie polmonari.
(da Open)
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Novembre 24th, 2025 Riccardo Fucile
IL PIANO TRUMP “PROMETTE PROFITTI AGLI AMERICANI E SODDISFA QUASI TUTTE LE RICHIESTE DI PUTIN”
Una nuova bozza per la pace tra Ucraina e Russia. Che riflette gli «interessi internazionali» di Kiev. In vista di un accordo che «deve rispettare pienamente la sovranità dell’Ucraina e garantire
una pace sostenibile e giusta». La dichiarazione congiunta di Washington e Kiev dopo i colloqui a Ginevra apre un nuovo round dopo i 28 punti del piano americano contestati dall’Europa e da Zelensky. Ma ora dovrà parlare la Russia. Intanto l’Unione Europea propone 24 emendamenti al piano di Donald Trump. E il cancelliere tedesco Merz dice che la linea rossa sono i territori. Mentre Oleksiy Melnyk, condirettore del think tank ucraino Razmukov Centre, dice che l’Ucraina «può resistere, sì, ma non so per quanto tempo e con quanta efficacia».
Gli emendamenti Ue al piano Usa per la pace in Ucraina
La controproposta europea è stata formulata da Francia, Germania, Regno Unito e Commissione Ue. Punta sulla sovranità ucraina. Ovvero i territori da consegnare o non consegnare alla Russia. Repubblica fa sapere che il documento composto di 28 punti – anche se quattro sono la cancellazione in toto di alcune proposte avanzate da Trump – corregge la linea americana. A partire dalle concessioni territoriali e dalle garanzie di sicurezza. E sull’esercito alzano il limite del numero dei soldati da 600 mila a 800 mila con una postilla: «In tempo di pace». Il negoziato sui territori inizierà «dalla Linea di Contatto» e non dal riconoscimento di fatto di alcune aree come russe. Mentre gli Usa dovranno garantire con l’Ue la sicurezza di Kiev. Secondo una sorta di articolo 5 della Nato che era la vera novità della bozza americana.§
La sovranità ucrain
Nel primo articolo della bozza si segnala: «La sovranità ucraina da riconfermare». Al punto 9 si legge che «I caccia Nato saranno stanziati in Polonia», mentre la formulazione trumpiana parlava di «caccia europei». Mentre al punto 13 si sottolinea che il ritiro delle sanzioni alla Russia «sarà discusso e concordato in fase e caso per caso». Il rispetto dell’accordo sarà garantito da Usa, Ucraina, Russia e Ue. E quindi non solo dagli Stati Uniti. Al punto 27 si offre a Trump un ruolo prioritario: «Questo accordo sarà legalmente vincolante. La sua attuazione sarà monitorata e garantita da un Consiglio di Pace, presieduto dal Presidente Donald J. Trump».
La possibilità di sostenere l’Ucraina senza gli Usa
Intanto gli europei si preparano anche al piano B. Ovvero alla possibilità di sostenere l’Ucraina senza gli Usa. Il primo punto è l’intelligence. Lo spionaggio dallo spazio, dal cielo, dalle antenne che captano le comunicazioni serve agli ucraini per anticipare gli attacchi dei russi e per programmare i raid sul territorio di Vladimir Putin. Per questo le risorse ci sono, ma vanno messe in rete. Tra queste costellazioni di satelliti che offrono riprese con una risoluzione leggermente inferiore a quelli militari ma coprono l’intero pianeta. Poi ci sono le armi. Lo scudo di Kiev contro i bombardamenti da giugno riceve pochissimi missili terra-aria: le donazioni americane sono finite e il programma Purl – vendite dagli Usa pagate dai Paesi Ue – si sta dimostrando lentissimo.
Le riserve Ue
L’Ue può aiutare l’Ucraina soltanto dando fondo alle sue riserve. Repubblica spiega che Berlino, Atene, l’Aia, Stoccolma, Bucarest, Madrid hanno centinaia Patriot, ritenuti indispensabili per la sicurezza nazionale. Lo stesso vale per gli Aster 30 di Londra, Parigi, Roma che servono per le batterie Samp-T, due delle quali presenti in Ucraina ma rimaste senza proiettili. Mentre nel 2026 in Germania dovrebbe entrare in funzione una fabbrica di Patriot. Anche se c’è da considerare il versante di Mosca. Dove anche Putin ha bisogno di chiudere in fretta il conflitto.
La Russia ha dovuto fronteggiare il crollo del prezzo del petrolio e quindi delle sue entrate. È stata obbligata a introdurre tasse impopolari. Mentre la macchina del reclutamento soffre degli storici problemi. Diplomatici e generali dell’Ue vedono questa prospettiva come l’opportunità per trattare oggi una pace in condizioni accettabili per Kiev. Mentre i 28 punti di Trump vengono letti come una replica dell’accordo siglato dallo stesso presidente in Afghanistan, senza coinvolgere gli alleati.
Il cancelliere Merz e la linea rossa
Intanto il cancelliere Merz spiega che «le condizioni non negoziabili sono senza dubbio l’integrità territoriale dell’Ucraina e il diritto del Paese a esistere. Su questo non si può trattare e quindi noi, e io personalmente, sosteniamo la posizione negoziale del governo ucraino». Poi elogia gli Usa: «Sono grato che gli americani abbiano nuovamente manifestato la loro disponibilità a partecipare alla fornitura di garanzie di sicurezza, il ruo
lo degli Stati Uniti è indispensabile. Ecco perché ne stiamdiscutendo con gli americani, ma ora non è il momento giusto per speculare sui dettagli». Infine, sulle truppe tedesche in Ucraina: «Sono tutte speculazioni prive di attinenza con la situazione attuale. Adesso stiamo cercando di porre fine a questa guerra, o almeno di raggiungere un cessate il fuoco. E se ci riusciremo, avremo già fatto molto. Dopodiché inizierà il vero lavoro».
Quanto può resistere l’Ucrain
Oleksiy Melnyk, condirettore del think tank ucraino Razmukov Centre, spiega infine che «senza le armi e l’intelligence americane l’Ucraina può resistere, sì, ma non so per quanto tempo e con quanta efficacia». Perché, per esempio, «senza l’allerta Usa sui droni Shahed e i missili balistici avremo più vittime civili e più distruzioni. È anche vero che gli europei hanno aumentato la produzione di munizioni e droni, oggi possono dare più di prima». Sul Donbass «l’Ucraina è in inferiorità numerica e di fuoco. I successi russi, però, sono sopravvalutati: Mosca occupa circa il 20 per cento del nostro territorio, Crimea inclusa, e in due anni di offensiva ha conquistato meno dell’1 per cento in più al prezzo di perdite enormi. Con questi ritmi le servirebbero almeno altri due anni per arrivare ai confini amministrativi del Donbass».
Il piano Trump
§Melnyk dice che quando ha letto il piano di Trump ha pensato «a un falso. Sembrava scritto a Mosca e tradotto in inglese. In tal
senso, sono arrivate anche delle conferme. Così com’è, è un piano di capitolazione: promette profitti agli americani e soddisfa quasi tutte le richieste di Putin». Infine, Zelensky: «Non deve scegliere Trump o l’Europa, servono Trump e l’Europa. Bisogna coordinarsi con Ue e Regno Unito, con cui abbiamo comuni interessi di sicurezza, e presentare a Washington una posizione unitaria sulle linee rosse da non attraversare. Uno stop agli aiuti colpirebbe anche gli Usa: la loro industria oggi guadagna sulle vendite finanziate dagli europei». Il piano prevede un tetto alle forze armate ucraine di 600 mila soldati. Per gli europei si può arrivare a 800 mila. «Non è una questione di numeri, ma di principio. Nessuno dall’esterno, soprattutto lo Stato aggressore, può dire a un Paese sovrano quanti soldati deve avere. Altrimenti la sovranità viene limitata».
(da Open)
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Novembre 24th, 2025 Riccardo Fucile
USA APERTI A MODIFICHE
Uso degli asset russi congelati per compensare l’Ucraina, garanzie a Kiev sulla scorta di
un’intesa che ricordi l’articolo 5 del Trattato Nato, mantenimento delle difese ucraine, negoziati territoriali che partano dall’attuale linea del fronte.
Sono questi alcuni dei punti che, secondo le indiscrezioni circolate sui media internazionali, fanno parte della controproposta con cui i leader europei hanno ribattuto al piano di Donald Trump per porre fine alla guerra russa in Ucraina. Ecco i dettagli
La controproposta dell’Europa
Reuters ha visionato il testo della controproposta europea al piano di pace in 28 punti degli Stati Uniti per l’Ucraina. La controproposta è stata redatta da Regno Unito, Francia
Germania ed esamina punto per punto il piano Usa, suggerendo modifiche e cancellazioni.
Sovranità e integrità territoriale
Vediamo i nodi principali. Nel testo, l’Europa respinge le richieste della Russia sulla cessione del territorio non occupato a est: “La sovranità dell’Ucraina è rispettata e riconfermata”. Le questioni territoriali saranno discusse e risolte solo dopo un cessate il fuoco “completo e incondizionato”. I negoziati territoriali partiranno dall’attuale linea di controllo. Una volta definite le questioni territoriali, Russia e Ucraina si impegneranno a non modificarle con la forza. L’Ucraina riprenderà il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia e della diga di Kakhovka e godrà di passaggi senza ostacoli sul fiume Dnipro.
Sicurezza e difesa
L’Ucraina non sarà costretta a rimanere neutrale e dovrà avere “solide garanzie di sicurezza giuridicamente vincolanti”, con un accordo simile all’articolo 5 della Nato, per prevenire future aggressioni. Le dimensioni della sua industria militare non saranno limitate. Per Reuters, il piano europeo prevede che in tempo di pace le forze ucraine possano arrivare a 800mila unità (gli Usa chiedevano 600mila). Inoltre per gli europei l’adesione dell’Ucraina alla Nato – negata dal piano Trump – dipenderà dal consenso all’interno dell’Alleanza. L’Ucraina diventerà membro Ue
Asset e sanzioni
L’Ucraina sarà ricostruita e risarcita finanziariamente, “anche attraverso i beni sovrani russi che rimarranno congelati fino a quando la Russia non risarcirà i danni”. Le sanzioni imposte alla Russia potrebbero essere soggette a un graduale allentamento una volta raggiunta la pace, ma potrebbero essere ripristinate in caso di violazione dell’accordo di pace.
Il monitoraggio
Verrà introdotto un monitoraggio internazionale sul cessate il fuoco, guidato dagli Stati Uniti, da parte dei partner dell’Ucraina. Sarà fatto prevalentemente da remoto, utilizzando satelliti, droni e altri strumenti tecnologici.
Il fronte umanitario
La Russia rimpatrierà tutti i bambini ucraini deportati illegalmente e le parti in conflitto concorderanno per uno scambio di tutti i prigionieri di guerra, secondo il principio del “tutti per tutti”. La Russia si impegnerà a rilasciare i detenuti civili.
I punti della controproposta europea§
Ecco i punti della controproposta europea al piano di pace Usa per l’Ucraina, secondo l’agenzia di stampa Reuters.
1) La sovranità dell’Ucraina deve essere riconfermata.
2) Sarà raggiunto un accordo totale e completo di non aggressione tra Russia, Ucraina e Nato. Tutte le ambiguità degli ultimi trent’anni saranno risolte.
3) Il punto 3 del piano Usa è stato cancellato. La Reuters spiega che in una bozza del piano statunitense c’era scritto: “Ci sarà
l’aspettativa che la Russia non invada i suoi vicini e che la Nato non si espanda ancora”.
4) Dopo che un accordo di pace sarà firmato, verrà avviato un dialogo tra Russia e Nato per affrontare tutte le questioni di sicurezza e creare un ambiente di de-escalation che garantisca la sicurezza globale e favorisca opportunità di connettività e di sviluppo economico futuro.
5) L’Ucraina riceverà solide garanzie di sicurezza.
6) In tempo di pace, l’esercito ucraino sarà limitato a 800mila effettivi.
7) L’adesione dell’Ucraina alla Nato dipenderà dal consenso dei membri della nato, che al momento non c’è.
8) La Nato accetta di non dislocare in modo permanente truppe sotto il suo comando in Ucraina in tempo di pace.
§9) I caccia della Nato saranno di stanza in Polonia.§10) Garanzia statunitense che rispecchi l’Articolo 5: Gli Stati Uniti riceveranno un risarcimento per la garanzia
– Se l’Ucraina invade la Russia, perde la garanzia
– Se la Russia invadesse l’Ucraina, oltre a una robusta risposta militare coordinata, tutte le sanzioni globali verrebbero ripristinate e qualsiasi riconoscimento dei nuovi territori o tutti gli altri benefici derivanti da questo accordo verrebbero ritirati.
L’Ucraina ha i requisiti per l’adesione all’Ue e otterrà un accesso preferenziale al mercato europeo a breve termine, mentre questa adesione viene valutata
Un solido pacchetto globale di ricostruzione per l’Ucraina, che
include, a titolo esemplificativo ma non esaustivo:
a. Creazione di un fondo per lo sviluppo dell’Ucraina per investire in settori ad alta crescita, tra cui tecnologia, data center e progetti legati all’intelligenza artificiale.
b. Gli Stati Uniti collaboreranno con l’Ucraina per ripristinare, ampliare, modernizzare e gestire congiuntamente le infrastrutture ucraine del gas, inclusi oleodotti e impianti di stoccaggio.
§c. Uno sforzo congiunto per riqualificare le aree colpite dalla guerra, ricostruendo, riqualificando e modernizzando città e aree residenziali.
d. Sviluppo delle infrastrutture.
e. Estrazione di minerali e risorse naturali.§f. La Banca Mondiale svilupperà uno speciale pacchetto di finanziamenti per accelerare questi interventi.
La Russia sarà progressivamente reintegrata nell’economia globale:
§a. L’alleggerimento delle sanzioni sarà discusso e concordato in fasi e caso per caso
b. Gli Stati Uniti stipuleranno un accordo di cooperazione economica a lungo termine per perseguire lo sviluppo reciproco nei settori dell’energia, delle risorse naturali, delle infrastrutture, dell’intelligenza artificiale, dei data center, delle terre rare, dei progetti congiunti nell’Artico, nonché di varie altre opportunità aziendali reciprocamente vantaggiose.
c. La Russia sarà invitata a tornare nel G8.
L’Ucraina sarà completamente ricostruita e risarcita economicamente, anche attraverso i beni sovrani russi che rimarranno congelati finché Mosca non compenserà i danni causati all’Ucraina
Sarà istituita una task force congiunta per la sicurezza con la partecipazione di Stati Uniti, Ucraina, Russia ed Europa per promuovere e far rispettare tutte le disposizioni dell’accordo.La Russia sancirà per legge una politica di non aggressione nei confronti dell’Europa e dell’Ucraina.
Gli Stati Uniti e la Russia concordano di estendere i trattati sulla non proliferazione e il controllo nucleare, incluso il trattato Fair Start.
L’Ucraina accetta di rimanere uno Stato non nucleare ai sensi del Tnp.
La centrale nucleare di Zaporizhia verrà riavviata sotto la supervisione dell’Aiea e l’energia prodotta sarà equamente ripartita al 50% tra Russia e Ucraina.
L’Ucraina adotterà le norme dell’Ue sulla tolleranza religiosa e sulla tutela delle minoranze linguistiche.
Riguardo ai territori, l’Ucraina si impegna a non recuperare il proprio territorio occupato con mezzi militari. I negoziati sugli scambi territoriali inizieranno dalla Linea di Contatto.
Una volta concordati i futuri accordi territoriali, sia la Federazione Russa sia l’Ucraina si impegnano a non modificarli con la forza. Eventuali garanzie di sicurezza non saranno applicate in caso di violazione di tale obbligo.
§
La Russia non ostacolerà l’uso del fiume Dnipro da parte dell’Ucraina per scopi commerciali e saranno raggiunti accordi affinché le spedizioni di grano possano circolare liberamente attraverso il Mar Nero.
Sarà istituito un comitato umanitario per risolvere le questioni aperte:
Tutti i prigionieri e i corpi saranno scambiati secondo il principio del “tutti per tutti”.
Tutti i detenuti civili e gli ostaggi saranno liberati, compresi i bambini
Sarà avviato un programma di ricongiungimento familiare
Saranno adottate misure per affrontare le sofferenze delle vittime del conflitto.
*L’Ucraina terrà le elezioni il prima possibile dopo la firma dell’accordo di pace.
Saranno adottate misure per far fronte alle sofferenze delle vittime del conflitto
Questo accordo sarà giuridicamente vincolante. La sua attuazione sarà monitorata e garantita da un Consiglio per la Pace, presieduto dal presidente Donald J. Trump. Saranno previste sanzioni in caso di violazione.
Dopo che tutte le parti avranno accettato questo memorandum, il cessate il fuoco entrerà immediatamente in vigore non appena entrambe le parti si saranno ritirate dalle posizioni concordate per l’inizio dell’attuazione dell’accordo. Le modalità del cessate il fuoco, incluso il monitoraggio, saranno concordate da entrambe
le parti sotto la supervisione degli Stati Uniti.
(da agenzie)
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Novembre 24th, 2025 Riccardo Fucile
CHI LO STAVA “ESAMINANDO” AVEVA ROTTO LE SCATOLE DI BIRRA E NASCOSTO DENTRO DEI TRUCCHI: “NOI SIAMO CASSIERI, NON RESPONSABILI DELL’ANTITACCHEGGIO”….LE PERSONE COLPITE SONO VICINE ALLA PENSIONE E MAGARI HANNO STIPENDI PIÙ ALTI PER GLI SCATTI DI ANZIANITÀ
Il mondo gli è crollato senza che lui avesse il tempo di accorgersene. Licenziato in tronco da Pam per aver fallito il “test del carrello” nel punto vendita di Porta Siena. Con l’azienda che per altro non intende tornare indietro sul suo allontanamento, così come su quelli degli altri lavoratori coinvolti nella stessa pratica tra Livorno e Roma.
Beffa nella beffa per Fabio Giomi, 62enne di Poggibonsi, costretto a convivere con le paure del momento e con un clamore mediatico inaspettato.
Da quando tempo lavorava in azienda?
«Dal 2012. Prima era interinale come addetto agli scaffali. Poi poco dopo sono stato assunto e spostato alle casse».
I sindacati raccontano di un ambiente di lavoro difficile, con frequenti richiami e sanzioni. È sempre stato così?
«Le cose sono peggiorate da circa un anno. Specialmente nei confronti dei cassieri. I controlli si sono inaspriti e le contestazioni erano all’ordine del giorno».
Lei ha fatto riferimento ai cassieri, ma è emerso che anche merce esposta male o fuori posto poteva generare provvedimenti.
«Si, è il clima generale che è cambiato. Il benessere e la salute dei lavoratori non ne guadagnano».
Per le sigle sindacali però le “punizioni” non sono causali, ma riguardano figure bene precise. È così?
«Ci può stare, considerando che le persone colpite sono vicine alla pensione e magari hanno stipendi più alti per gli scatti di anzianità. L’azienda non si è esposta in merito, quindi si può pensare tutto».
Tra i lavoratori il clima interno come è?
«C’è un discreto affiatamento».
Ha ricevuto solidarietà da parte dei suoi ex colleghi?
«Da qualcuno sì, mentre altri non mi hanno cercato».
La causa del suo licenziamento viene ravvisata nel “test del carrello” fallito. Siete addestrati per queste prove?
«No, io non ho mai avuto contezza che si potessero fare questi test. Anzi, non ne ha avevo mai sentito parlare».
Eppure uno lo aveva superato.
«Si, era accaduto qualche mese prima. Però non era complicato come quello che mi hanno fatto, con gli articoli nascosti dentro le casse della birra».
Gli hanno contestato subito l’errore?
«Si, hanno rotto le scatole di birra e dentro erano nascosti rossetti, matite per gli occhi, per le labbra, lacci pe capelli. Tutte cose molto piccole».
Poi cosa è successo?
«Il 13 ottobre è arrivata la contestazione e il 28 la lettera di licenziamento».
Dei test non ne era a conoscenza, ma vi hanno mai chiesto di svolgere controlli come forze dell’ordine?
«Ci hanno fatto vedere un video a scopo formativo. Noi siamo cassieri, non responsabili dell’antitaccheggio. Davanti al supermercato per altro c’è un servizio di vigilanza».
Come sta vivendo le sue giornate?
«È un periodo difficile. In un primo momento è stato drammatico e l’ho accusato. Non mi sembrava vero quello che mi era successo. Poi ho dovuto parlarne con la mia famiglia. Ora c’è ansia e preoccupazione per il futuro, per le spese. Però ho cercato di non lasciarmi andare».
Quanto le manca alla pensione?
«Le regole cambiano di continuo ma dovrebbero essere cinque anni».
(da Corriere della Sera)
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Novembre 23rd, 2025 Riccardo Fucile
E ROMPE IL SILENZIO SUL GAROFANI-GATE: “HO PARLATO DIRETTAMENTE CON IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, HO CHIARITO TUTTA LA QUESTIONE”. E ALLORA PERCHÉ, USCITA DAL COLLE MERCOLEDÌ, HA VOLUTO RIBADIRE IL “RAMMARICO PER LE PAROLE INOPPORTUNE DI GAROFANI” RISCHIANDO UN INCIDENTE DIPLOMATICO RIMEDIATO QUALCHE ORA DOPO COSTRINGENDO I CAPIGRUPPO DI FDI A UNA NOTA PACIFICATRICE?
“Ho trovato disponibilità da parte del presidente degli Stati Uniti Trump. Abbiamo
avuto una telefonata abbastanza lunga anche con il presidente della Finlandia Stubb. Il lavoro dei nostri sherpa a Ginevra segue questo intendimento”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa a Johannesburg alla fine del G20.
“Il tema non è lavorare su una totale controproposta, ci sono molti punti condivisibili, ha senso lavorare sulla proposta che c’è”. “Ci sono nel piano americano alcuni punti che devono essere oggetto di discussione, come quelli sui territori, sul finanziamento della ricostruzione o sull’esercito ucraino. Ci sono punti molto positivi, come le garanzie di sicurezza con il coinvolgimento degli Stati Uniti
“Penso che sarebbe una buona cosa, e ne abbiamo parlato nella telefonata con il presidente Trump, capire se si riesce a ottenere almeno cessate il fuoco temporaneo sulle infrastrutture strategiche e civili che russi continuano a bombardare
Anche i russi devono dare un segnale concreto di voler arrivare alla pace”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa a Johannesburg alla fine del G20.
“Ho parlato direttamente con il presidente della Repubblica, ho chiarito tutta la questione. Approfitto per ribadire l’ottimo rapporto che da sempre ho con il presidente Mattarella. Non penso sia il caso di tornare su questa vicenda”.”Sul Purl non abbiamo una deadline, lavoriamo per priorità. Adesso stiamo lavorando per un nuovo pacchetto di aiuti. Ad ora non stiamo aderendo, poi vedremo ma non ci siamo dati una deadline”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in conferenza stampa a Johannesburg alla fine del G20, rispondendo a una domanda sul meccanismo di acquisto di armamenti americani da girare a Kiev. .
(da agenzie)
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Novembre 23rd, 2025 Riccardo Fucile
PER L’EVENTO NELLA GRANDE MELA LA REGIONE HA SPESO 35MILA EURO (3.900 A TESTA PER OGNUNO DEI 9 PARTECIPANTI, PER DUE GIORNI). PER IL GALÀ DI WASHINGTON DEL 18 OTTOBRE, INVECE, SONO STATI SCUCITI QUASI 50MILA EURO SOLO DI AEREI E ALBERGHI PER GLI SCROCCONI A RIMORCHIO. GLI ATTI PUBBLICI NON SPIEGANO DA QUANTE PERSONE FOSSE FORMATA LA DELEGAZIONE
Il titolo di “Regione d’Onore” per il 2025 della Niaf, la National Italian American Foundation, è costato almeno 170mila euro ai contribuenti del Lazio. È quanto ha ricostruito Domani sulla base delle delibere della giunta guidata da Francesco Rocca e dei dati sui contratti pubblici.
Niaf è la più importante associazione degli italoamericani negli Usa. Nel suo cda siedono esponenti importanti dell’economia e della società americana e di quella italiana come il produttore cinematografico Aurelio De Laurentiis, Giuseppina Di Foggia (ad di Terna), Stefano Lucchini (capo delle relazioni esterne di Intesa Sanpaolo), Maria Bartiromo (anchor di Fox News che ha intervistato in passato Giorgia Meloni)
Nel 2025 il Lazio è stato nominato regione d’onore dalla Niaf, e la giunta guidata da Rocca ha deciso di puntare soprattutto su due eventi: il business forum di New York, svoltosi ad aprile, e il galà per il cinquantesimo anniversario di Niaf del 18 ottobre scorso a Washington.
Per festeggiare il compleanno del Niaf sono arrivati 2.500 ospiti. C’erano imprenditori come John Elkann, amministratore
delegato di Exor e presidente di Ferrari e Stellantis, e manager di aziende a controllo pubblico tra cui Flavio Cattaneo (Enel), Roberto Cingolani (Leonardo) e Stefano Antonio Donnarumma (Ferrovie dello Stato). E poi i politici.
Tutti di centro-destra: Giorgio Mulè (Forza Italia), vice presidente dalla Camera; il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani (Fratelli d’Italia); la viceministra dell’Ambiente, Vannia Gava (Lega), la ministra del Turismo, Daniela Santanchè (Fratelli d’Italia).
L’anniversario della Niaf è stata anche l’occasione in cui la premier Meloni, con un videomessaggio, ha puntato il dito contro “la cultura woke” che critica il Columbus Day (perché considerata una celebrazione irrispettosa nei confronti dei nativi americani). Ma, politica a parte, quanto è costato tutto questo ai cittadini del Lazio?
Analizzando i documenti pubblici è possibile mettere in fila alcuni fatti. Il business forum si è svolto a New York dall’8 al 10 aprile. Per questo viaggio di Rocca e della sua delegazione, la Regione ha speso 35.359 euro. Soldi necessari per acquistare 9 biglietti aerei Roma-New York, andata il 6 e ritorno il 13 aprile, e pagare il pernottamento. Sono circa 3.900 euro a testa.
L’affidamento diretto è andato alla Frisbee, agenzia viaggi di Cinzia Renzi, presidente di Assoviaggi Roma Confesercenti, già candidata nel 2018 alle regionali nel Lazio in una lista di centro destra, poi nel 2023 con la Lega in sostegno di Rocca.
Ma restiamo sul viaggio a New York. Al seguito di Rocca e della sua delegazione c’era anche un gruppo di una ventina di imprese italiane. Per il viaggio di queste ultime, pagato con denaro pubblico, sono stati spesi 54mila euro tra voli aerei e costi dell’hotel. «Sono soldi elargiti da Lazio Innova, società controllata dalla Regione, e provenienti da fondi Ue per l’internazionalizzazione», specifica l’ufficio stampa della Regione.
L’appalto, sempre in affidamento diretto, è andato alla Competition Travel, agenzia viaggi di Roma che dal 2023, anno in cui la giunta Rocca è entrata in carica, ha visto aumentare le commesse arrivate dalla pubblica amministrazione, quasi sempre enti pubblici del Lazio. Alle domande di Domani, Competition Travel non ha risposto.
Lazio Innova ha pagato, sempre grazie ai fondi Ue, anche 35mila euro alla I³NYC per l’organizzazione di una serie di incontri nell’ambito dell’evento di aprile. I³NYC è una non profit americana patrocinata dal consolato italiano a New York.
L’ultima spesa deliberata dalla Regione racconta che per andare a Washington a presenziare al galà del 50° anniversario della Niaf, il 18 ottobre scorso, Rocca e la sua delegazione hanno speso 48.897 euro. Di questi, 34mila euro sono serviti per i biglietti aerei e gli altri 14mila euro per le prenotazioni d’albergo. L’atto pubblico non spiega da quante persone fosse formata la delegazione, né fornisce altre indicazioni come la durata del viaggio
Secondo l’ufficio stampa della Regione Lazio, si è trattato di 10
persone, Rocca incluso. Il presidente ha volato in business, mentre gli altri componenti del gruppo si sono dovuti accontentare della economy, e i più fortunati della premium. Durata del viaggio: da mercoledì 15 a domenica 19 ottobre.
(da Domani)
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Novembre 23rd, 2025 Riccardo Fucile
UNA FIGURACCIA DOPPIA SE SI PENSA CHE, PROPRIO DOPO LA TRAGEDIA IN IRPINIA, NACQUE LA MODERNA PROTEZIONE CIVILE – IL MINISTRO È STATO BOMBARDATO DI MESSAGGI IRONICI E ALLA FINE LA COLPA SE L’È PRESA L’AGENZIA DI COMUNICAZIONE DEL MINISTRO
Gaffe di Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile, nel giorno del ricordo del
terremoto dell’Irpinia. Sui social nel suo post commemorativo rivolto al 23 novembre 1980, invece di utilizzare un’immagine del sisma che devastò Campania e Basilicata, ha pubblicato una foto del terremoto di Amatrice (Rieti) del 2016. «A 45 anni da quella tragedia», ha scritto, «le recenti scosse nell’area di Avellino ci ricordano quanto la prevenzione strutturale sia fondamentale». Solo che le rovine nell’immagine, appunto, non corrispondono
Fu proprio da quella tragedia che nacque la moderna Protezione
civile. La stessa Protezione civile poi naturalmente intervenuta anche dopo il terremoto di Amatrice.
Uno dei primi ad accorgersi dell’errore è stato, su X, il senatore Pd Filippo Sensi: «No, ministro, Amatrice non è in Irpinia. No, ministro, ricordare significa rispettare i morti, i luoghi, le storie, le famiglie. No, ministro, rappresentare gli italiani comporta attenzione, cura, fatica».
Più tardi arriva la nota dell’agenzia di comunicazione del Ministro Musumeci. «Oggi abbiamo pubblicato un post commemorativo sul terremoto in Irpinia in cui abbiamo erroneamente postato una foto del sisma di Amatrice. Ci assumiamo pienamente la responsabilità dell’accaduto”
(da agenzie)
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Novembre 23rd, 2025 Riccardo Fucile
PASOLINI FU PIÙ VOLTE AGGREDITO DAI NEOFASCISTI, I GIORNALI D’AREA GLI DAVANO DEL PEDERASTA. “IL BORGHESE” SCRISSE CHE AVEVA “SESSUALITÀ CAPOVOLTA”… “IL FOGLIO” STRONCA L’INIZIATIVA: “UN’OPERAZIONE FIGLIA DELLA SUDDITANZA CULTURALE E DI UN PROVINCIALISMO IMBARAZZANTE”
Il barone Tommaso Staiti di Cuddia, missino, gli tirò addosso quattro chili di finocchi. Pierpaolo Pasolini era a Pavia, per una conferenza. Il barone capeggiava una ventina di ragazzi di destra. Pasolini lo avvicinò: «Ma perché non vieni a discutere con noi?». Chi ha visto la mostra su PPP a palazzo dell’Esposizione, anni fa, sa che i giornali d’area del Msi gli davano del pederasta, uno con una «sessualità capovolta», come scrisse Il Borghese. Venne più volte aggredito dai neofascisti, l’ultima volta — ha rivelato il manifesto lo scorso 1 novembre —
in piazza di Spagna a poche settimane dall’omicidio.
E quindi fa discutere il convegno che la Fondazione di An dedica a Pasolini martedì, alla Biblioteca di Palazzo Madama, dal titolo «Pasolini conservatore». A chiudere i lavori: il presidente del Senato, Ignazio La Russa.
Pasolini nel Pantheon di Fratelli d’Italia? A dare così un abito ideale ai meloniani in cerca di padri nobili, ora che si dicono conservatori? Pasolini era conservatore? «Io lo avrei definito reazionario o tradizionalista, era un nostalgico in alcune sfaccettature», dice la giornalista Annalisa Terranova, ormai volto tv dalla Gruber, che modererà l’incontro. «Ma non vogliamo appropriarcene, è fuori strada», ci tiene a dire.
Pure l’organizzatore, Francesco Giubilei, il direttore scientifico della Fondazione An, giura: «Non vogliamo portarlo a destra». Ma poi concede: «È chiaro che quel titolo è fatto per discutere. Però ci sono relatori bipartisan, come il critico letterario Andrea Di Consoli, o il professor Paolo Armellini della Sapienza, altri, come Alessandro Gnocchi del Giornale o lo scrittore Camillo Langone hanno dedicato studi a Pasolini».
«Ma che c’entra La Russa?», si è chiesto lo scrittore Fulvio Abbate nel suo Teledurruti su Instagram. «Non ha alcun titolo culturale». Per il resto Abbate, autore di Quando c’era Pasolini, non è sdegnato. «Non è un furto. Pasolini è problematico». Eppure Il Foglio ha definito l’operazione figlia della «sudditanza culturale» e «di un provincialismo imbarazzante».
È vero che, come scriveva negli Scritti corsari, «il vero fascismo è la società dei consumi», ma in quelle stesse pagine ci teneva a dire che era comunista. E va detto che a partire dalla fine degli anni Ottanta per la nuova generazione della destra Pasolini non era più un finocchio, ma uno invece con cui fare i conti, e non solo per la poesia di Valle Giulia, ma per la critica all’omologazione culturale.
Ci fu un convegno a Colle Oppio, nel 1989, organizzato da Lodovico Pace, responsabile culturale dalla federazione del Msi, guidato da Teodoro Buontempo, Er Pecora, sulla destra e Pasolini. «E se fosse un reazionario?», si chiese allora Umberto Croppi. Fatto sta che i giovani leoni, da Gianni Alemanno a Fabio Rampelli, cominciarono a coltivarne il mito. Rampelli affisse dei manifesti con le facce di Pasolini, Che Guevara, D’Annunzio e Marinetti. Paolo Desogus, che collabora con il Centro Studi Pasolini di Casarsa, sul manifesto del 18 novembre ha definito l’operazione «rozza e superficiale».
La sinistra l’ha però un po’ abbandonato Pasolini. L’ultimo a coltivarlo è stato Veltroni. E la destra, a caccia di un blasone, prova a metterlo nel suo album, con Prezzolini, Scruton, Montanelli: anche ad Atreju, la loro festa, sarà celebrato.
(da agenzie)
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Novembre 23rd, 2025 Riccardo Fucile
“RESTO PER L’ONORE DEL RUOLO, BISOGNA RESISTERE ALLE PRESSIONI DELLA POLITICA” … E, IN PERFETTO STILE MELONIANO, EVOCA IL COMPLOTTO: “ABBIAMO TOCCATO INTERESSI ENORMI. COSA C’È DIETRO QUESTO ACCANIMENTO?”
Ci penso ogni notte. Tutti i giorni. Ogni notte: ma perché resti qui? Perché non ti
dimetti? Perché continui a restare nel collegio del Garante della privacy, così da far interrompere tutti questi attacchi?». Agostino Ghiglia, membro di quel collegio in quota FdI, è stato l’origine di questo scandalo.
Perché, appunto? La risposta?
«La cosa che più mi fa star male, impazzire, è passare per uno attaccato alla poltrona».
Lei non è attaccato alla poltrona?
«Sa qual è la ragione per la quale, quando penso alle dimissioni, poi mi convinco che no, non posso farlo?».
La notte.
«Sì, la notte. Poi mi convinco che no, non posso farlo: è l’onore. Non il mio, ma quello del ruolo. Ho il privilegio di lavorare per un’autorità di garanzia così importante e non posso permettere a nessuno di calpestarne l’onore. Sono pronto anche a far pensare che io sia attaccato alla poltrona, che — ripeto — è una cosa che mi offende profondamente. Ma so di dover restare non per me,
perché, mi permetta, non ne ho proprio bisogno visto il lavoro degli anni passati»
Si sente vittima di un complotto?
«Credo che abbiamo toccato interessi enormi».
Si dice sempre così.
«Perché questo accanimento? Cosa c’è dietro?».
Volevate prendere le mail di tutti i dipendenti. Cosa deve succedere di più?
«Noi non lo sapevamo».
Quell’inchiesta l’avevate chiesta voi.
«Non certo in quel modo».
Ha letto il professor Ugo De Siervo su Repubblica? Come fate a non dimettervi? Ve lo chiede anche la politica.
«Dobbiamo metterci d’accordo: siamo indipendenti o dipendenti dalla politica? Potrei rispondere dicendo: siamo stati eletti dal vecchio Parlamento, non da questo».
E cosa dice?
«Che per il bene dell’ente a queste pressioni della politica bisogna resistere».
Resistere, resistere, resistere.
«Non si molla».
(da La Repubblica)
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