REGINA COELI, 1.100 DETENUTI PER 560 POSTI: NORDIO, UN PO’ DI VERGoGNA MAI?
CINQUE DETENUTI PER CELLA, TASSO DEL 200% DI AFFOLLAMENTO, LETTI A TRE PIANI E CALDO ASFISSIANTE
Oltre il doppio dei detenuti rispetto alla capienza, fino a cinque persone per cella e
temperature soffocanti. È la situazione denunciata fuori da Regina Coeli da due delegazioni in visita proprio all’interno della struttura, situata nel centro della Capitale, e nella sezione femminile di Rebibbia. Un’iniziativa promossa da Alleanza per l’articolo 27, che ha aperto le porte di 36 carceri italiane sparse in 31 città, a 350 delegati. L’intento, quello di riportare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle condizioni delle carceri italiane. Tante le figure coinvolte, dalla senatrice Ilaria Cucchi, a personaggi del mondo dello spettacolo come l’attore Pietro Sermonti, ma anche rappresentanti di istituzioni locali, associazioni e della politica.
La delegazione di Alleanza per l’articolo 27 in visita al carcere di Regina Coeli a RomaLa delegazione di Alleanza per l’articolo 27 in visita al carcere di Regina Coeli a Roma (© Roberta Brodini)
L’iniziativa delle carceri aperte in tutta Italia
L’idea di dedicare una giornata in cui in tutta Italia fosse possibile per diverse delegazioni entrare e poter vedere in prima persona le condizioni delle carceri italiane è partita da Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione, che si ispira soprattutto al ruolo rieducativo della detenzione. Un’associazione, come racconta Hassan Bassi, responsabile dell’ufficio nazionale di CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti), risultato di un percorso avviato nel 2025 contro il decreto sicurezza, che ha escluso l’automatismo per cui le donne incinte e i bambini potessero vivere fuori dal carcere. «Da allora oltre con oltre 400 organizzazioni in tutta Italia abbiamo avviato un percorso che vede società civile, organizzazioni, associazioni di volontariato e sindacati insieme per accendere i riflettori sulle condizioni disastrose degli istituti penali in Italia», dichiara Bassi.
A Regina Coeli, 1100 persone in 560 posti
«A Regina Coeli 1100 persone che si devono dividere 560 posti»: questo il numero shock all’interno del carcere di romano, condiviso una volta uscito dall’edificio da Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. Strutture che, in estate, come dichiara Gonnella, si trasformano in «carceri dei morti e dei suicidi», con un tasso di affollamento del 200 per cento. Tanta «indignazione», non solo per limiti strutturali dei vecchi edifici, ma anche per la convinzione che, tutto sommato, ci si sia abituati all’idea che in carcere si finisca per morire. Assurda anche l’assenza di frigoriferi e ventilatori in ogni cella, che i detenuti debbano passare 20 ore rinchiusi a causa delle disposizioni ministeriali in vigore, ma anche che non possano telefonare quotidianamente ai famigliari: «10 minuti al giorno come ormai succede ovunque in Europa».
(da agenzie)
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