SALVINI TORNA A MILANO MARITTIMA INSIEME A QUALCHE FEDELISSIMO E SI IMPROVVISA DEEJAY, COME AI VECCHI TEMPI DEL PAPEETE BEACH MA L’UMORE DEL LEADER LEGHISTA E’ NERO
LE SPERNACCHIATE CONTRO IL SEGRETARIO PARTONO DAI PIU’ GIOVANI: “SIAMO ALL’ULTIMO BALLO, IL MOJITO È FINITO E PER FORTUNA SI È RIMESSO ALMENO LA MAGLIETTA”… “QUANDO FINISCI OGNI GIORNO NEI MEME VUOL DIRE CHE A LIVELLO DI CREDIBILITÀ QUALCOSA SI È ROTTO”
“Non parlo, men che meno con Repubblica». Ore 15.15, lounge bar del MarePineta Hotel. In costume da bagno e sneaker, scortato dalla fidanzata Francesca Verdini e dal segretario della Lega Romagna Jacopo Morrone, l’umore di Matteo Salvini non sembra quello dei giorni migliori. Il segretario leghista, ministro e vicepremier è appena rientrato nella “sua” Milano Marittima dopo l’intervento a Rimini a ExpoAid, evento nazionale dedicato al mondo della disabilità.
Un pranzo veloce insieme ai collaboratori nel dehor dell’albergo che da venerdì ospita la festa dei Giovani della Lega; poi un po’ di spiaggia, ci sono anche il già vicesegretario Andrea Crippa e Anna Falchi. Chiediamo a Salvini che cosa pensa degli striscioni che un pezzo di base leghista sta appendendo in giro, dal Veneto al sacro pratone di Pontida, per contestarlo. «No, no, no…». Gira le spalle, scivola via.
C’era una volta l’agosto ruggente del Papeete Beach, un quarto d’ora a piedi da qui. Era l’estate 2019. Colto da furore agonistico, dopo i cocktail a petto nudo in consolle tra cubiste e inno di Mameli, il capo della Lega si produsse in uno dei più celebri e rovinosi harakiri politici: il tentativo di fare cadere il Conte 1 e di prendersi i “pieni poteri” si trasformò in un boomerang.
Via al Conte 2 e Lega all’opposizione. E adesso? Ancora qui? «Siamo all’ultimo ballo, il mojito è finito e per fortuna si è rimesso almeno la maglietta», punge uno dei 350 giovani che partecipano a questa kermesse chiamata “NexUS – la generazione che non si arrende”.
È come se il militante, e non è l’unico qui, fosse sulla sponda ad attendere. «Salvini è stato troppo memato, quando finisci ogni giorno nei meme vuol dire che a livello di credibilità qualcosa si è rotto», ragiona Mattia Valgimigli, 29 anni, ex consigliere comunale di Lugo di Romagna.
Gli impietosi sondaggi certificano il sorpasso del “traditore” Vannacci; poi c’è la variante Zaia, e la storia degli striscioni. «Provocazioni di pochi», dice Giuseppe Valditara invitato al panel “giovani e imprenditoria”. E la leadership di Salvini? «È solidissima». E Zaia?. «Non vuole fare il segretario».
Venerdì sera al Pineta il segretario, meno baldanzoso di un tempo, è tornato dietro la consolle. Un po’ di karaoke (gli 883), «abbracciatevi a prescindere, tanti si sono conosciuti qui e hanno fatto famiglie e bambini», dice. Nel video pubblicato da “The Journalai” dei ragazzi intonano «chi non salta è un comunista eh eh». Salvini gesticola come un ultras, va in scia: «E chi non la canta va alla festa de ‘Unità!».
«Osservo tutti con rispetto ma non sono preoccupato», dice Salvini a Rimini. «Mi hanno appena girato un sondaggio dove abbiamo un punto e mezzo su Vannacci. Il mio obbiettivo è la Lega in salute e a doppia cifra e la conferma della squadra di governo». Mostriamo il lancio di agenzia a un leghista della prima ora. Commento: «Cos’altro potrebbe dire?! La diga sta venendo giù, lo sa anche lui».
(da Repubblica)
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