SANTA LUCIA FARINETTI TRA LE MORTADELLE: CHE CI FA UNA STATUA DEL DUOMO A EATALY A NEW YORK?
LA MERCIFICAZIONE DEL NOSTRO PATRIMONIO CULTURALE
Un amico newyorchese mi manda questa fotografia, chiedendomi cosa sia successo all’Italia. Questo amico ama moltissimo Eataly, e ci va spesso «to buy some of their fantastic produce, mortadella and fresh mozzarella».
Ma certo non si aspettava di trovare, nel settore dedicato alla pasta, una statua del secondo Quattrocento proveniente dal Duomo di Milano, buttata nel mezzo della sala dentro una scatola di plexiglass.
In effetti questa fotografia illustra la mercificazione del patrimonio culturale italiano meglio di un intero volume dedicato all’argomento.
Perchè la preziosa opera d’arte di un museo italiano deve decorare il negozio di un privato?
Ed è opportuno che un’opera d’arte del passato (per giunta di soggetto sacro) venga estratta da un museo per essere straniantemente inscatolata in mezzo alla pasta e alla mortadella?
Domande retoriche, visto che la mostra Tesoro d’Italia (sempre di Farinetti, all’Expo) replica questo modello su vastissima scala, mescolando capolavori dei musei pubblici a opere private, e addirittura a opere in vendita.
Poco cambia se quella statua è in realtà una copia eseguita nel 1962 (l’originale del XV secolo è da allora nel Museo del Duomo), perchè oggi lo stesso negozio ospita quattro pezzi originali del Duomo di Milano: tre doccioni autentici del XV secolo e una guglia del Seicento, in un inestricabile miscuglio di feticci e riproduzioni.
Molti pensano che questo sia un modo per avvicinare «la gente» all’«arte».
Io credo che sia solo un modo per piegare il patrimonio artistico bene comune agli interessi commerciali dei nuovi padroni del vapore.
Padroni a cui quelle opere d’arte interessano solo come strumenti del proprio marketing: presentando questi incredibili prestiti, Oscar Farinetti parlò di una statua di Santa Lucia incinta, fraintendendo, fantozzescamente, la veste tardogotica allacciata sotto il seno, e ignorando evidentemente tutto della storia della vergine siracusana in generale, e di questa statua in particolare.
Naturalmente non è questo il punto: ma dovrebbe far riflettere il fatto che chi parla continuamente di bellezza non ha in realtà la minima idea di quella bellezza.
Lo sfruttamento dell’arte da parte dei potenti di turno è una storia antica, ma la Costituzione italiana aveva messo le premesse di un futuro diverso, indicando un uso dell’arte del passato che fosse indirizzato verso la conoscenza, l’uguaglianza, il pieno sviluppo della persona umana.
Ma era un’altra Italia.
Oggi, anche agli occhi di un newyorkese è evidente che Eataly si è mangiata Italy.
(da “la Repubblica“)
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