SAPETE QUALI SONO LE CATEGORIE DI CUI GLI ITALIANI SI FIDANO MENO? I POLITICI E GLI INFLUENCER (E IN ALCUNI CASI LE DUE ATTIVITA’ SONO SOVRAPPONIBILI)
SECONDO IL “GLOBAL TRUSTWORTHINESS INDEX 2026”, I PIU’ “AFFIDABILI” SONO SCIENZIATI, MEDICI E INSEGNANTI – NELLA CATEGORIA “AZZECCAGARBUGLI”, I SONDAGGISTI PIACCIONO PIU’ DEGLI AVVOCATI – I GIORNALISTI SONO CONSIDERATI PIU’ ATTENDIBILI DEI CONDUTTORI DEI TELEGIORNALI – META’ CLASSIFICA PER I SACERDOTI, GIUDICATI COMUNQUE MIGLIORI DEI BANCHIERl
Gli italiani non si fidano dei politici, non è certo una novità. Lo è però forse il fatto che questa sfiducia non rappresenti affatto un’anomalia nazionale. Siamo in buona compagnia: se in Italia il 65% considera «inaffidabili» i politici (e solo il 12% li ritiene «affidabili»), in Germania, Regno Unito e Stati Uniti siamo al 67%, in Francia si arriva al 72%, in Spagna al 75%. In Romania addirittura all’83%. La crisi della rappresentanza, insomma, non è un’esclusiva nazionale: i politici sono in assoluto la categoria meno affidabile per i cittadini in quasi tutto il mondo. Lo dice una ricerca globale di Ipsos sulla fiducia nelle categorie professionali, condotta in 31 paesi a giugno e pubblicata ieri.
Secondo il «Global trustworthiness index 2026», però, c’è una categoria che in alcuni paesi riesce a fare persino peggio: gli influencer. In Italia ne diffida il 66%, mentre solo il 13% li considera affidabili. Se la sfiducia verso la classe politica mina i meccanismi della rappresentanza, anche il mondo della comunicazione non gode quindi di grande salute.
In fondo alla classifica di affidabilità troviamo (oltre ai ministri con il 15%) i pubblicitari (15%) e la new entry di questa edizione dell’indagine Ipsos: i chatbot, gli assistenti virtuali basati sull’intelligenza artificiale come ChatGpt o Claude. Solo il 20% degli italiani li considera affidabili. Va un po’ meglio per i giornalisti: 23% (e 22% per i conduttori dei telegiornali), sullo stesso livello di imprenditori e funzionari governativi (22%), banchieri e sacerdoti (23%).
All’estremo opposto medici, scienziati e insegnanti: sono le tre categorie più affidabili ovunque. Nel nostro Paese si fida dei medici il 61% dei cittadini, degli scienziati il 64% (+8%). Rispettivamente 3 e 7 punti sopra la media globale, e in crescita rispettivamente di 2 e di 8 punti rispetto al dato italiano registrato nel 2024.
La fiducia nei medici è in realtà è inferiore di cinque punti rispetto al picco del 2021, raggiunto nel pieno della pandemia, ma si tratta di un ritorno alla normalità con il dato che si riallinea ai valori del 2018 e 2019. Superato il momentum legato al Covid, il capitale di credibilità della professione rimane quindi solido.
Riscuotono buoni livelli di fiducia tra gli italiani anche le forze armate e quelle di polizia: 40% nel primo(in linea con la media globale), 42% nel secondo (ben 6 punti in più rispetto alla media). Sembra quindi che gli italiani siano innanzitutto alla ricerca di certezze e di stabilità: ci si affida alle competenze scientifiche e alla tutela dell’ordine, mentre il mondo della politica e le nuove forme di comunicazione faticano a rendersi credibili.
oprattutto, però, gli italiani sembrano fidarsi poco gli uni degli altri. Si fida delle «persone comuni» soltanto il 29%, contro il 34% mondiale (e in calo di ben 6 punti rispetto al 2024). È forse questo il dato più profondo e allarmante: la diffidenza cresce e non riguarda soltanto le élite ma attraversa anche le relazioni interpersonali e la società nel suo insieme.
Una piccola eccezione confortante riguarda infine i sondaggisti: gode della loro fiducia il 30% degli italiani, quattro punti più della media globale, mentre solo il 27% li considera inaffidabili. In tempi di sfiducia generalizzata, per chi misura l’opinione pubblica non è affatto un cattivo risultato.
(da “Corriere della Sera”)
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