SILVIA SALIS SI PREPARA AL TOUR DI PRESENTAZIONE DEL SUO LIBRO-MANIFESTO E COMINCIA A FARE PAURA: SE UNA SINDACA CHE NON INTENDE PARTECIPARE ALLE PRIMARIE-FARSA E ANCORA POCO CONOSCIUTA A LIVELLO NAZIONALE, OTTIENE PIU’ FIDUCIA DEI SEGRETARI DI PARTITO DEL CAMPO LARGO, TRA QUALCHE MESE A CHE LIVELLO SALIRA’?
SE ALLE PRIMARIE CI SARA’ IL BALLOTTAGGIO TRA I PRIMI DUE, IN BASE AI SONDAGGI ATTUALI, SARA’ CONFRONTO TRA SALIS E CONTE… LA COSA PIU’ SENSATA SAREBBE CHE ELLY FACCIA PRIMA UN PASSO INDIETRO E APPOGGI L’UNICA CHE PUO’ BATTERE GIORGIA MELONI, AGGREGANDO NUOVI CONSENSI
Silvia Salis aspetta. Ufficialmente continua a negare di voler partecipare alle primarie del
centrosinistra e assicura di voler restare a fare la sindaca di Genova. Chi ci ha parlato, però, sostiene che la porta non sia chiusa definitivamente. Tanto che, nel dubbio, lei si prepara ad affrontare la ribalta nazionale.
A metà ottobre uscirà il suo libro “È già domani”, un po’ autobiografia, un po’ manifesto politico. Buono per lanciarsi in un intenso tour di presentazione autunnale, proprio mentre Elly Schlein, Giuseppe Conte e compagni saranno impegnati (si spera) nella stesura del programma di governo dell’alternativa progressista.
Via con una lunga serie di interviste e ospitate tv, alcune già concordate, come quella da Fabio Fazio per la prima puntata della nuova stagione di Che tempo che fa.
Per Salis sarà l’occasione di misurarsi con un palcoscenico più ampio, per i suoi spin doctors e comunicatori sarà un utile test per capire quanto la sindaca sia capace di allargare il suo bacino di consensi. Uno degli ultimi sondaggi sulle primarie di centrosinistra, a cura dell’Istituto Piepoli, l’ha piazzata al secondo posto con il 30% dei voti, dietro a Conte e davanti a Schlein.
Previsione interessante, soprattutto in caso venga previsto un doppio turno, con ballottaggio tra i due candidati più votati. Del resto, le regole che verranno stabilite per le primarie non sono una variabile secondaria nelle valutazioni di Salis, che spera di riuscire a rimandare il più a lungo possibile qualsiasi decisione su una sua partecipazione.
In tanti le hanno chiesto un supplemento di riflessione, dopo il suo primo, netto rifiuto di misurarsi nella sfida dei gazebo. Da Dario Franceschini a Matteo Renzi, passando per Alessandro Onorato. Mentre Elly Schlein, che riprenderà proprio da Genova (1 settembre) i suoi giri per le feste dell’Unità dopo la pausa estiva, deve augurarsi che Salis non ci ripensi, perché è quella che più ha da perdere in caso di discesa in campo della sindaca.
A Genova, quindi, aspettano di vedere gli sviluppi.
In pochi credono all’altra possibilità, cioè alla rinuncia alle primarie e alla chiamata collettiva da parte dei leader del campo progressista per chiedere a Salis di fare da “federatrice” e di guidare la coalizione alle elezioni.
(da La Stampa)
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