TRA FONDI PUBBLICI E LOBBISMO: CHIRICO E GIUBILEI, AFFARI D’ORO
IL MELONIANO HA COME SOCIO UN EX LOBBISTA E LA FINDAZIONE TATARELLA HA PRESO SOLDI DAL MIC PER FINANZIARE LIBRI DELLA SUA CASA EDITRICE… LA CONDUTTRICE E LA SUA SOCIETA’ CHE MACINA UTILI
Tra giornalismo, comunicazione e lobbying diventa a volte difficile comprendere quali siano le strade dei megafoni del governo. Le voci di destra che fanno da cassa di risonanza a Giorgia Meloni. È il caso di Francesco Giubilei e Annalisa Chirico, così diversi e così affini nella diffusione del sostegno al governo. Giubilei è uno dei volti mediatici meloniani più in vista. Ospitate tv, convegni ed eventi: la presenza della firma del Giornale è costante.
La ramificazione porta a sviluppare il suo network tra manager pubblici e lobbisti. Non senza rischi. Già una volta ha dovuto lasciare il ruolo di consulente dell’allora ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, per evitare conflitti di interessi. Ma ancora oggi il Mic finanzia dei libri della fondazione che presiede, pubblicati dalla casa editrice di cui è proprietario. In tre anni il totale è superiore a 8mila euro.
Fondazioni e casa editrice
Andiamo con ordine. Giubilei è presidente di due think tank di destra: Nazione futura, che è una sua diretta creatura. Ma soprattutto è alla guida, dal 2018, della Fondazione Giuseppe Tatarella, che raccoglie l’eredità dello storico rappresentante della destra post-missina. L’ente, nel 2025, ha beneficiato di finanziamenti del ministero della Cultura per 97mila euro. La quota più corposa, 78mila euro, è arrivata per il «contributo per l’anno 2026 quale ente ammesso per il bando pubblico degli Istituti culturali», previsto dalla legge. Ma ci sono altre voci che riportano dritti al nome di Giubilei.
Lo scorso anno, infatti, altri 2.337 euro sono arrivati alla fondazione per il libro «di rilevante interesse culturale» di Fabrizio Tatarella (vicepresidente della fondazione), La destra di governo da Pinuccio Tatarella a Giorgia Meloni. Il testo è stato dato alle stampe dalla editrice Historica Giubilei Regnani, di proprietà di Francesco Giubilei. E non è la prima volta. Nel 2024, la stessa cifra era stata destinata alla pubblicazione La destra italiana in Europa, mentre nel 2023 il titolo era La destra verso il futuro di Pinuccio Tatarella, beneficiario di un contributo di 3.500 euro.
Tutti i titoli sono della casa editrice di Giubilei. Contattato da Domani, l’editore ha risposto: «Non c’è nulla di particolare, anzi è del tutto logico che sia così visto che la casa editrice Historica-Giubilei Regnani è riferimento editoriale per i conservatori italiani ed edita ogni anno decine di libri, tra cui da vari anni quelli della Fondazione Tatarella. Il costo della pubblicazione dei libri è sostenuto dalla casa editrice e non dalla fondazione, dalla quale peraltro non ricevo nessun emolumento svolgendo la mia funzione a titolo totalmente gratuito». La fusione tra varie realtà è consuetudine: a giugno, al Tempio di Adriano, a Roma, si è tenuto l’evento sul «ricambio generazionale».
Sulla locandina campeggiava sia il logo di Nazione futura che di Historica. Tutto intorno a Giubilei. Oltre ai canali istituzionali, il volto mediatico della destra ha sviluppato un network. Lo scorso anno, infatti, è stata costituita la Inception media srl, con sede a Teramo, che da statuto si occupa di servizi di comunicazione e pubblicità. Intanto ha sviluppato il progetto editoriale Ribalta, un altro veicolo nella rete di propaganda a destra. La compagine societaria presenta al suo interno varie figure.
Giubilei detiene il 15 per cento. La stessa quota di Antonio Zennaro, ex deputato leghista, di recente confermato nel cda della Consap, società pubblica che gestisce i servizi assicurativi. Tra i soci compaiono nomi riconducibili al lobbismo: il 30 per cento fa capo alla Pino holding, di proprietà di Ernesto Di Giovanni, a lungo socio di Utopia, società di relazioni istituzionali che piace molto a destra, guidata da Giampiero Zurlo. Poi le strade si sono separate, Di Giovanni ora è anche socio del giovane editore. «La società si occupa di editare la pagina social Ribalta di cui curo la direzione editoriale», ha detto Giubilei.
Gli affari di Chirico
Annalisa Chirico è un altro profilo tra giornalismo e lobbismo. Conduttrice di Ping Pong su Radio 1, «direttore responsabile», senza declinazioni femminili, di Fortune Italia, fondatrice del sito web Lachirico.it, ospite di diverse trasmissioni televisive, come Giubilei megafono delle iniziative del governo. Dal 2020 Chirico, come già raccontato da Domani, è amministratrice unica di Ac Advocacy & Communication, la srl con sede a Roma che presta servizi di consulenza alle aziende.
Ac Advocacy & Communication nell’ultimo bilancio disponibile ha dichiarato oltre 1,1 milioni di euro di fatturato con un utile di oltre 500mila euro nel 2025: se il suo business va bene è anche grazie agli affidamenti che la società continua ad ottenere sia da enti privati sia da enti pubblici. Solo a giugno scorso la società della giornalista ha fatto affari, così come in passato, con Sace srv: dalla società in-house di Sace, gruppo assicurativo-finanziario che fa capo al Mef, nonché componente dell’associazione nazionale tra le imprese di informazioni commerciali, ha ottenuto 20mila euro. A gennaio la srl ha avuto 10mila euro da Aeroporto Friuli-Venezia Giulia spa, società partecipata dalla regione a guida leghista e che già negli anni precedenti aveva “premiato” l’Ac Advocacy con una serie di affidamenti.
Da un lato, dunque, voce del servizio pubblico e dall’altro manager al servizio delle aziende, Chirico organizza anche una scuola rivolta ai giovani che si chiama “The Young Hope”: l’evento, atteso a fine settembre, è arrivato all’ottava edizione ed è promosso dall’associazione Fino a prova contraria da lei presieduta. Negli anni la kermesse ha avuto sponsor d’eccezione: tra le altre, Sace e multinazionali private come Google e Philip Morris.
Tra i sostenitori dei progetti della giornalista c’è proprio la Rai, la stessa per cui oggi lavora: tra l’altro Ping Pong è tornato ieri con il presidente del Senato La Russa come ospite. L’azienda quattro anni fa – rivelò questo giornale – aveva preacquistato per 40mila euro un suo documentario. Contattata all’epoca, l’ex firma de Il Foglio aveva respinto l’ipotesi di conflitto di interessi, dichiarando di non fare «la lobbista». Autrice di diverse pubblicazioni, tra le ultime c’è il libro scritto col ministro Matteo Piantedosi Dalla parte delle divise. E, naturalmente, dalla parte del governo.
(da Editoriale Domani)
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