Ottobre 24th, 2008 Riccardo Fucile
GLI STUDENTI HANNO DIRITTO A MANIFESTARE … IL DISSENSO FA PARTE DELLE REGOLE DEMOCRATICHE, BISOGNA AVERE L’UMILTA’ DI SENTIRE LE RAGIONI DEGLI ALTRI… ANCHE NOI DI DESTRA ORGANIZZAVAMO SCIOPERI …NON ANDAVAMO NELLE SCUOLE PRIVATE E NON TRASCORREVAMO LE VACANZE NELLE VILLE IN SARDEGNA
Silvio Berlusconi ha tante qualità imprenditoriali e politiche, che piaccia o no. Ma quando sbaglia, qualcuno deve avere il coraggio di farglielo presente, prima che sia troppo tardi. E dato che con l’età i difetti peggiorano in generale, è opportuno fargli presente che, nel ruolo così delicato che gli Italiani gli hanno dato mandato di rivestire, la presunzione non paga.
In politica non è come in azienda dove puoi decidere da solo o molti tacciono per convenienza. Non sei tu che decidi e gli altri si uniformano alle tue decisioni, qua devi solo farti interprete delle indicazioni e realizzarle.
Non serve definirsi “un genio”, è solo controproducente e ridicolo, non servono gli utili idioti che si genuflettono, ma persone con le palle che moderino certe manifestazioni narcisiste che andranno bene per abbordare le signore suonando nelle orchestrine delle navi da crociera, molto meno a Palazzo Chigi.
In Italia c’e’ un’opposizione inesistente, rappresentata ormai più da Di Pietro che dalle sinistre varie, quindi non vedo il motivo di lanciare invettive contro la manifestazione promossa dal Pd. Hanno diritto a farla, giusto che dissentano, per una volta. Continua »
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Ottobre 24th, 2008 Riccardo Fucile
LA PROPOSTA DEL MAESTRO UNICO HA SOLO UNA MOTIVAZIONE: RIDURRE I COSTI… 87.000 INSEGNANTI E 47.000 AMMINISTRATIVI IN MENO CON UN RISPARMIO NEL 2013 DI 1.441 MILIONI…SOLO UNA PICCOLA PARTE DESTINATA AGLI STIPENDI DI UNA PICCOLA PARTE DI DOCENTI E PURE TRA 4 ANNI, QUANDO SARA’ CAMBIATO IL GOVERNO… E QUESTA SAREBBE UNA COSA SERIA? …NON ERA BERLUSCONI CHE AVEVA ANNUNCIATO, AI TEMPI DELLA MORATTI, LA NECESSITA’ DI INVESTIRE 10 MILIARDI NELLA SCUOLA?
Proprio perchè è un argomento che sta diventando pericoloso per il
Centrodestra, non possiamo sottrarci ad una analisi approfondita delle tante verità che circolano, in completa antitesi, da destra a sinistra, sul tema “riforma Gelmini”. Ovviamente esaminiamo i fatti senza paraocchi come sempre. Partiamo dalle origini: la Gelmini, appena insediata, una cosa giusta l’aveva detta: è una vergogna che i docenti in Italia guadagnino la metà di quelli degli altri paesi europei.
Va da Tremonti e bussa a quattrini, risposta “se vuoi qualche euro, trovalo nel tuo bilancio, qua non ne abbiamo, anzi tagliamo anche i tuoi”.
A quel punto la Gelmini comincia a dire a ogni telecamera che inquadrano il suo sguardo sofferente “Non è possibile che il 96% del bilancio del mio ministero vada in stipendi”, come se per migliaia di Enti locali non fosse la stessa cosa. E parte l’idea boomerang.
Basta ridurre gli insegnanti e gli applicati e qualcosa si rimedia: se avanza qualche briciola, tra 4 anni ( tanto non ci saremo più, quindi promettere è facile) diciamo che daremo 5.000 euro una tantum a un terzo dei docenti.
Poi promettiamo qualche lavagna elettronica che fa chic (necessarie solo a chi le vende?) e ripristiniamo il 5 in condotta e l’uso del grembiule che distrae l’opinione pubblica. Continua »
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Ottobre 23rd, 2008 Riccardo Fucile
LETTERA DI 37 EUROPARLAMENTARI AL PRESIDENTE DELL’ASSEMBLEA: “I NOSTRI COLLEGHI VANNO IN HOTEL CON LE PROSTITUTE DI LUSSO, INVECE CHE LAVORARE”… A STRASBURGO LA COSA PARE RISAPUTA E NON SANNO CHE PESCI PRENDERE… LA CASTA SI FA RICONOSCERE OVUNQUE
Un europarlamentare italiano percepisce, nel corso di un anno di sedute a Bruxelles e a Strasburgo, la cifra di 144.084 euro, neanche a dirlo più di tanti altri suoi colleghi europei (un austriaco 106 mila, un olandese 86mila, ad es.). Spesso le sedute sono raccolte in diversi giorni di seguito, per consentire negli altri giorni la permanenza nei Paesi di origine.
Un trattamento di favore insomma, sia per la location che per gli stipendi. Ma pensate che la classe politica perda occasione per far parlare di sè anche al Parlamento europeo? Avete ragione, la risposta è no.
La notizia è stata pubblicata dall’autorevole quotidiano tedesco Die Welt, con una tale dovizia di particolari che fa intendere che il documento di cui vi parleremo lo abbia sicuramente avuto in copia.
Si tratta di una lettera riservata presentata per iscritto al presidente dell’Europarlamento, il democristiano tedesco Hans-Gert Pottering, da ben 37 eurodeputati di entrambi i sessi.
L’iniziativa è troppo scottante per figurare nei verbali dell’assemblea, per cui è stata formalizzata dai suoi promotori in una lettera riservata che da 30 giorni è congelata sottochiave in una scrivania dell’ufficio presidenziale, all’undicesimo piano dell’europalazzo. Continua »
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Ottobre 23rd, 2008 Riccardo Fucile
ALLA FINE, PER EVITARE L’ACCOMPAGNAMENTO COATTIVO, WALTER SI PRESENTA A TESTIMONIARE AL PROCESSO PER MAFIA… NEGA DI CONOSCERE UN SUO CONSULENTE E DI FREQUENTARE PERSINO SUO FRATELLO
Il mese scorso non ha voluto neanche presentarsi, tanto da essere diffidato e rischiare
l’accompagnamento coattivo dei carabinieri. La scorsa settimana, per testimoniare a Palermo, è arrivato ancor prima del pubblico ministero e degli avvocati.
Walter Veltroni sale in scena al Palazzo di Giustizia per un’audizione in qualità di testimone che dura una decina di minuti.
Ricordiamo i fatti su cui doveva testimoniare e di cui avevamo trattato in un precedente articolo.
Si tratta del processo sugli interessi delle cosche mafiose per la realizzazione di un ipermercato a Villabate. Veltroni è stato tirato in ballo da Francesco Campanella, un pentito ritenuto più che attendibile dagli inquirenti, ex presidente del consiglio comunale di Villabate, fedelissimo del boss Mandalà .
Fu Campanella, per capirci, a procurare la carta d’identità falsa al capo di Cosa Nostra, l’allora latitante Bernardo Provenzano.
Orbene, secondo Campanella, dato che per realizzare l’ipermercato era necessaria una variante al piano regolatore, si cercò di agganciare Walter per cercare di ammorbidire la posizione di un consigliere comunale Ds che si opponeva al progetto. Continua »
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Ottobre 22nd, 2008 Riccardo Fucile
IL REATO DI IMMIGRAZIONE CLANDESTINA NON SARA’ PIU’ REATO PENALE, MA SEMPLICE SANZIONE AMMINISTRATIVA… L’EUROPA, COME AMPIAMENTE PREVISTO, SMENTISCE MARONI… IL QUALE ORA SOSTIENE CHE E’ MEGLIO COSI’, SARA’ PIU’ FACILE L’ESPULSIONE… MA SE FOSSE COSI’, ALLORA PERCHE’ NON CI HA PENSATO PRIMA? ORA VUOLE ARRUOLARE PURE I MEDICI INVECE CHE PAGARE GLI STRAORDINARI AGLI AGENTI
Leggo un commento di un giornalista vicino alla Lega che sostiene che “la linea dura sull’immigrazione sta pagando in termini di consenso e anche di sicurezza percepita”. Non posso dargli torto, se evitiamo di guardare i fatti concreti, ovvio.
La sicurezza “percepita” non è quella reale: è quella sensazione che hai, ascoltando in Tv ogni sera l’apologia della “linea dura” del Governo, i petti gonfi di taluni che annunciano misure draconiane contro la criminalità , le “promesse” di misure severe contro i clandestini, nel vedere i parà della Folgore in tuta mimetica che pattugliano le città .
C’è chi si accontenta di sognare non solo la notte, ma anche a occhi aperti e l’uso dei media concilia le aspirazioni dei “creduloni”.
Poi c’è la realtà , per la quale sarebbe sufficiente ascoltare sempre gli stessi Tg e le relative notizie di cronaca per far comprendere che nulla è cambiato.
Abbiamo fatto, ad es., un accordo vergognoso con la Libia, calandoci le braghe, e qual’è il risultato? Nel 2008 il numero degli stranieri in Italia è aumentato di 493.739 unità , pari al 16,8% rispetto al 2007 e dalla Libia arrivano più clandestini di prima. Continua »
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Ottobre 22nd, 2008 Riccardo Fucile
ALLA VENDITA DI APPARTAMENTI CARTOLARIZZATI EX INAIL NON POTEVANO PARTECIPARE PER LEGGE AMMINISTRATORI PUBBLICI … UN PRESTANOME, LEGATO ALLA TESORIERA DELL’IDV, OFFRE 204.085 EURO, MA VIENE SCARTATO PER IRREGOLARITA’ FORMALE… PRESENTA RECLAMO AL CONSIGLIO DI STATO… ALL’UDIENZA STRANAMENTE NON SI PRESENTANO NEANCHE L’ASSEGNATARIO E L’AVVOCATURA DI STATO: IL PRESTANOME HA VIA LIBERA… AL MOMENTO DELL’ACQUISTO IL PRESTANOME SPARISCE E COMPARE DI PIETRO CON 5 ASSEGNI… IL NOTAIO FA FINTA DI NULLA
Corre il mese di luglio del 2004, quando uno dei co-fondatori dell’Italia dei Valori
(immobiliari) diffida legalmente Antonio Di Pietro e Silvana Mura (tesoriera dell’Idv) dal continuare a usare fondi del partito “per fini diversi dalla comunione di scopo associativo”.
Passa solo un mese, siamo ad agosto 2004, e Di Pietro decide di servirsi di un prestanome per concorrere, senza apparire, all’acquisto dell’appartamento bergamasco in via Locatelli, 29 ( 9 vani, 178 mq) che rientra tra quelli “cartolarizzati” dalla società Scip-Inail.
La legge è chiara: a questa vendita “di favore” non possono partecipare gli amministratori pubblici, qual era, ai tempi dell’acquisto, Antonio Di Pietro, già europarlamentare, divenuto poi nel 2006 anche deputato e ministro.
L’11 aprile, giorno in cui Di Pietro era deputato da un giorno, il perfezionamento dell’atto di acquisto non aveva ancora terminato il suo iter, mancando ancora la trascrizione presso i pubblici registri immobiliari.
Se il notaio incaricato dall’Inail avesse controllato i requisiti di “legittimazione delle parti” avrebbe scoperto che Di Pietro non avrebbe potuto concorrere all’acquisto dell’immobile, in quanto pubblico amministratore. Continua »
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Ottobre 22nd, 2008 Riccardo Fucile
DA CURNO A BRUXELLES, DA BERGAMO A ROMA, DA MILANO A MONTENERO DI BISACCIA, … LE TANTE PROPRIETA’ IMMOBILIARI DI ANTONIO DI PIETRO, VALUTATE INTORNO AI 4 MILIONI DI EURO
Non si può dire che Antonio Di Pietro non ami gli appartamenti: sono passati i tempi in cui si aggirava per il Tribunale di Milano con abiti non propriamente “firmati”.
Oggi il suo patrimonio in mattoni spazia da Curno a Bruxelles, transitando per Bergamo, Montenero di Bisaccia e Roma ed è valutato intorno ai 4 milioni di euro.
Oltre all’immobile comprato a un prezzo scontato dall’Inail, di cui parliamo a parte, l’ex pm a Bergamo ha trovato casa per i suoi figli Anna e Toto: 190 mq in via dei Partigiani, più un immobile e un altro piccolo appartamento di 48mq ( entrambi comprati formalmente dalla moglie) in via Pradello.
A Milano, in via Felice Casati, Di Pietro possiede un appartamento di 190 mq, acquistato nel 2004 per 620mila euro dalla società An.to.cri, di cui è amministratore.
Sempre nel capoluogo lombardo l’ex pm ha comprato la scorsa primavera un appartamento di 60mq alla figlia in piazza Dergano.
Destino diverso per l’abitazione di 300mq a Busto Arsizio, girata al partito.
Anche a Bruxelles, durante il suo mandato di europarlamentare, Di Pietro ha pensato di fare un altro affare, acquistando un bilocale per una cifra non nota. Continua »
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Ottobre 21st, 2008 Riccardo Fucile
ERA PROPRIO NECESSARIO AFFIDARE IL DELICATO MINISTERO DELL’AMBIENTE A CHI DETIENE QUOTE AZIONARIE PERSONALI E FAMILIARI IN AZIENDE CHE OPERANO NEL SETTORE PLASTICO, METALMECCANICO E PETROLCHIMICO?… L’ACCORDO DI PROGRAMMA SUL SITO DI PRIOLO, VICINO A SIRACUSA, ANCORA DISATTESO
Se esiste un ministero che, dopo la fallimentare gestione di Pecoraro Scanio, doveva
essere affidato a un politico esperto e “al di sopra di ogni sospetto” era quello dell’Ambiente.
Anche per i riflessi futuri che la “questione ambientale” rivestirà nei prossimi anni in Europa e nel mondo e di cui vediamo in questi giorni i contrasti e gli interessi tra esigenze reali e lobbie economiche di pressione che si stanno esercitando.
Un ministero spartiacque tra crescita e controllo, tra esigenze di riconversione e tutela dell’occupazione: un ruolo chiave che avrebbe bisogno di una guida ferma e sicura, attenta alla tutela dell’ambiente e della salute.
In Europa il centrodestra ha vinto addirittura delle elezioni ( in Norvegia) su temi ambientalisti, vi sono leader come Sarkozy e la Merkel che sono estremamente attenti a una seria politica di riduzione dell’inquinamento, e su questi temi conquistano consensi.
Il centrodestra avrebbe dovuto individuare in Italia un ministro “innovatore” che sapesse combattere le lobbie degli inquinatori e fosse estraneo a pressioni degli ambienti industriali.
Delle posizioni della Prestigiacomo poco o nulla è emerso nei primi mesi di governo, un lavoro sottotraccia di routine, fino alla polemica che l’ha costretta a presentarsi in Lussemburgo ieri per “chiedere rinvii e rinegoziazione del protocollo di Kyoto”, a fianco dei paesi dell’Est e isolata dalle grandi potenze economiche europee. Continua »
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Ottobre 21st, 2008 Riccardo Fucile
A DIFFERENZA DI ALTRI LEADER EUROPEI DI CENTRODESTRA CHE HANNO FATTO PROPRIA LA BATTAGLIA PER LA DIFESA DELL’AMBIENTE, BERLUSCONI COMMETTE L’ERRORE DI VOLER RAPPRESENTARE SOLO GLI INTERESSI INDUSTRIALI… AVERE A FIANCO SOLO I PAESI DELL’EST CON LE LORO INDUSTRIE INQUINANTI E RINEGOZIARE IL PROTOCOLLO DI KYOTO NON E’ QUANTO SI ATTENDE IL NOSTRO ELETTORATO… BRUNETTA E LA PRESTIGIACOMO SCATTANO SULL’ATTENTI
Il Governo italiano, sul pacchetto di misure a sostegno del clima, sembra un bastimento di fronte al mare in tempesta, un po’ ripiega le vele, un po’ bordeggia, un po’ spera nel mutamento ( non a caso) del vento. Richiamato dalle parole del presidente Napolitano che lo invita a “difendere l’ambiente”, il premier cambia posizione diverse volte di fronte alle onde alte che arrivano dalla Commissione europea.
Inizialmente si parla ” di rinvio, di una moratoria di un anno prima di applicare le misure previste dai protocolli europei”, poi “di una clausola che consenta, a fine 2009, di valutare costi e benefici”, quindi si afferma ” che l’Italia non è isolata nella richiesta di una pausa nell’approvazione delle norme in difesa dell’ambiente. Con noi ci sono almeno altre nove Paesi”, per poi chiudere con “al vertice del Lussemburgo la linea italiana sarà quella di chiedere di rinviare, ma anche di rinegoziare il protocollo di Kyoto”.
Alla fine il giudizio più equilibrato lo esprime il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, che almeno afferma un prudente “L’Italia è d’accordo sul pacchetto 20-20-20 ( ovvero 20% di tagli alle spese energetiche, 20% di energie rinnovabili, 20% di riduzione delle emissioni di Co2), chiede solo maggiore flessibilità , basta sostenere che siamo contro il pacchetto per il clima”. Continua »
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