Ottobre 27th, 2016 Riccardo Fucile
DOPO LA CONDANNA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA LA SECONDA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO…LA SOLITA FIGURA BARBINA DI MARONI, ALLORA MINISTRO DEGLI INTERNI
È l’Italia che ha violato le norme europee sul permesso di soggiorno, ed è un giudice italiano a dare torto al governo Renzi.
La super tassa che il ministero dell’interno continua a chiedere ai migranti per ottenere il permesso di soggiorno va contro il diritto europeo.
Così ha deciso il Consiglio di stato, respingendo gli argomenti dell’Avvocatura contro la sentenza del Tar che già a maggio aveva dato torto al governo e ragione alla Cgil e al patronato Inca, autori del primo ricorso.
Eppure le questure d’Italia, come da precisa indicazione del ministro Alfano, hanno continuato a pretendere dai migranti un contributo minimo di 80 euro e massimo di 200 a secondo della durata del permesso di soggiorno che si intende chiedere o rinnovare.
Sette volte la somma a carico di un cittadino italiano per la Carta d’identità , hanno calcolato i giudici, ricordando anche altri 73 euro di costi fissi ugualmente a carico dei migranti
Ieri la terza sezione del Consiglio di stato (presidente Maruotti, estensore Noccelli) ha stabilito che quella tassa andrà notevolmente abbassata, e anche che il governo dovrà trovare il modo di rimborsare i migranti che l’hanno pagata — recentemente il tribunale di Milano ha ordinato i primi 5 rimborsi proprio sulla base della sentenza del Tar (per una cifra variabile dai 50 ai 170 euro a testa, potenzialmente centinaia di milioni di euro nel complesso)
La super tassa era stata introdotta nel 2011 come uno degli ultimi atti dell’esecutivo Berlusconi, per destinare i ricavi ai rimpatri degli «irregolari».
I giudici amministrativi si erano rivolti alla Corte di giustizia europea che nel 2015 aveva definito la super tassa «un ostacolo all’esercizio dei diritti» dei migranti.
(da agenzie)
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Ottobre 27th, 2016 Riccardo Fucile
SUL WEB L’ENNESIMA BUFALA DI SALVINI FA SCOMPISCIARE DALLE RISATE
Il 25 ottobre, alle ora 9,37, Matteo Salvini scrive su Fb
“Essere in aeroporto a Bruxelles, vedersi avvicinare un signore sui quaranta che ti guarda e ti dice, in un buon italiano: “Lei è Salvini, vero? Non voglio disturbarla, voglio solo farle i complimenti. Io vivo da 20 anni in Danimarca, ogni tanto vengo in Italia perchè si sta benissimo ma non tornerei a viverci, troppo casino, poco lavoro, troppi immigrati. Avete ragione voi della Lega, magari oggi la gente ha un po’ di paura a riconoscerlo, dipende anche dal Vaticano, ma non mollate, avete ragione voi. Ah, mi è arrivata a casa la scheda del referendum, Renzi non mi piace, io voterò No, buona giornata”
Buona giornata a te, Amico, e grazie.”
Insomma Salvini era a Bruxelles il 25 ottobre per i suoi impegni al parlamento europeo, o perlomeno questo fa intendere.
Peccato che quella settimana il Parlamento si riunisse a Strasburgo, che ci facesse il leghista a Bruxelles non si sa, avrà sbagliato aereo?
O si sarà inventato la solita balla con un raccontino di fantasia?
La seconda ipotesi prende il sopravvento quando irrompe il commento del signor Friederich Von Masen che in Danimarca ci sta davvero e lo gela: “Come avrà fatto il suo amico a ricevere la scheda del referendum se le manderanno a novembre e qui in Danimarca non le ha ricevute nessuno? Ah cazzaro!”
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Ottobre 27th, 2016 Riccardo Fucile
PARLA L’IMPRENDITORE CALABRESE GALLO CHE “RISULTA AVERE CONTATTI CON LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA”
“Cemento che sembra colla“, “calcestruzzo che non ha una barriera fisica e defluisce un po’ a cazzo come gli pare a lui”. È vario il frasario utilizzato dai protagonisti dell’inchiesta “Amalgama“ per descrivere la scadente qualità dei materiali utilizzati nei cantieri finiti sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Roma.
Qualità così scadente che, in un caso, le betoniere pronte a gettare cemento che vengono rimandante indietro “essendo il materiale assolutamente inutilizzabile”.
Il problema del calcestruzzo fornito dalla Breakout (secondo gli inquirenti di Roma riferibili agli arrestati Giampiero De Michelis e Domenico Gallo) appare davvero inquietante: all’inizio la fornitura era “acqua” mentre la seconda “non scendeva nemmeno dalla canalina e si intasa pure la pompa”. Miscele, quindi, che “non erano assolutamente idonee”. In un altro caso il “cemento” era “diverso da quello prescritto”
Il cemento che sembra colla
Il primo a svelare questo particolare è stato il procuratore aggiunto Paolo Ielo nella conferenza stampa durante la quale il magistrato ha citato un’intercettazione del 27 novembre 2015 in cui Paolo Brogani, responsabile della Divisione Coordinamento Infrastrutture e Viabilità di Cociv — Consorzio Collegamenti Integrati Veloci, general contractor a cui è affidata la progettazione e la realizzazione della linea Alta Velocità Milano-Genova — riceve lamentazioni a causa del “cemento che sembra colla”. Anche perchè a dire di un intercettato l’imprenditore Domenico Gallo “ha sempre avuto il vizio di mettere nel cemento troppo additivo”.
La scarsa qualità dei materiali è evidente, in primo luogo a chi dovrebbe vigilare sulla regolarità dei lavori. Il 24 luglio 2015 Jennifer De Michelis, indagata, responsabile Qualità e Sicurezza per società Grandi Opere Italiane e figlia di quel Giampiero ritenuto dai pm cardine dell’intero sistema corruttivo, parla al telefono con il suo fidanzato Enrico Conventi, indagato, ispettore di cantiere nella costruzione dell’Alta Velocità Milano-Genova, della scarsa qualità del calcestruzzo utilizzato e cerca di convincerlo, scrive il Gip, a “falsificare gli atti del controllo per garantire mediante soluzione condivisa la tenuta del patto criminale“.
L’intercettazione: “Poi vediamo chi se la cava peggio”
Illuminanti i virgolettati: “C’è il calcestruzzo della fondazione che che non ha una barriera fisica… ma defluisce un po’ a cazzo come gli pare a lui — protesta l’ispettore con la De Michelis — allora lì è un problema ancora una volta! Se mettiamo “non conforme” il problema è che non essendo conforme va aperta una non conformità per quello. Però io ho autorizzato il getto. Quindi sono nella merda anch’io. Quindi che cazzo dobbiamo fare?”.
Conventi è terrorizzato perchè “la firma è mia” e la responsabile Qualità e Sicurezza gli fornisce — scrive il gip — la “soluzione documentale al fine di occultare le irregolarità commesse e certificare la regolarità della gittata”: il suggerimento è quello di metterci “una bella X sopra (…) visto che sul progetto c’è scritto ‘gettato controterra’ (…) O cresciamo tutti e ognuno si assume le proprie responsabilità e tutti quanti troviamo una soluzione condivisa o sennò ognuno pensa al culo suo. Poi vediamo chi se la cava peggio”.
Il gip: “Violate sistematicamente le procedure di sicurezza”
È il gip a fotografare in maniera inequivocabile la situazione: “Gli indagati (…) violano sistematicamente le procedure di sicurezza e di qualità delle opere realizzate grazie alla compiacenza della direzione dei lavori”. “I risultati — scrive ancora Sturzo — di solito sono noti per altre esperienze accertate nel campo delle indagini degli uffici giudiziari; cosi poi emergeranno i cementi depotenziati, gli inerti di scarsa qualità , il ferro e gli acciai non conformi, gli asfalti diversi per qualità e quantità a quelli dei capitolati”.
Cause, scrive ancora il magistrato, alla base dei crolli e dei malfunzionamenti di cui sono protagonisti le opere pubbliche: “Questi artifici truffaldini saranno la matrice dei crolli spontanei o indotti dai terremoti e dall’uso, di migliaia di opere pubbliche consegnate come gioielli della tecnica ma, alla luce di ciò che solitamente si accerta, in molti casi frutto di gravissime truffe ai soggetti pubblici”.
La Salerno Reggio Calabria “opera non collaudabile”
Dalle intercettazioni si comprende che questo tipo di problemi potrebbe riguardare i lavori sulla autostrada Salerno Reggio Calabria.
A parlare è l’imprenditore calabrese Domenico Gallo, che il gip di Genova nella complementare indagine ligure descrive come personaggio che “risulta avere contatti con soggetti legati alla criminalità organizzata“.
“Dici ma io posso pensare pure perchè eh m’avete fatto revocare pure l’incarico mi avete spinto pure voi perchè non firmo quello che volevate … e io … Allora io le so tutte e tenete conto di un’altra cosa allora che qua caschiamo e tutta la Salerno Reggio Calabria, dell’opera non collaudabile, dell’arbitrato… Ed io le relazioni gli dici… che le troviamo… di quando dovevate chiudere a 40 milioni (inc) è stato trasferito apposta e cosa ora qua o fate le persone per bene completiamo il ciclo e poi mi mandate a fanculo però io 10 adesso devo completare perchè cosi vi siete messi d accordo tutti per mettermi in mezzo ad una strada? Io mi difendo”.
Ad ascoltare c’è l’ingegnere Giampiero De Michelis, direttore dei lavori del Cociv, che con Gallo, secondo gli inquirenti, avevano innescato un ricatto nei confronti di Giandomenico Monorchio.
(da “il Fatto Quotidiano“)
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Ottobre 27th, 2016 Riccardo Fucile
DATI ISTAT: GLI IMMIGRATI SONO L’8,3% DELLA POPOLAZIONE, CONTRIBUISCONO AL SISTEMA PENSIONISTICO CON 10 MILIARDI DI CONTRIBUTI E SONO DETERMINANTI IN MOLTI SETTORI.. HANNO CREATO OLTRE 500.000 IMPRESE
Nel 2015, per la prima volta dopo molti anni, il numero di cittadini italiani residenti all’estero ha
superato quello dei cittadini stranieri residenti in Italia.
E’ quanto emerge dal Dossier Statistico Immigrazione 2016, realizzato dal Centro studi Idos e della rivista Confronti, in collaborazione con l’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni) e presentato oggi a Roma.
Secondo i dati Istat citati nel dossier, sono infatti 5 milioni e 26 mila gli stranieri residenti nel nostro Paese nel 2015 contro i 5 milioni e 200mila italiani che, in base ai dati delle anagrafi consolari, risiedono fuori dalla madrepatria.
Nel 2014, gli italiani all’estero e gli stranieri in Italia si equivalevano.
Il Dossier statistico Idos, però, aggiunge la stima sulle presenze effettive, che contemplano anche coloro che pur avendo un permesso di soggiorno non hanno preso la residenza: con questo criterio, gli immigrati regolari nel nostro Paese sfiorano i 5 milioni e mezzo, ai quali vanno aggiunti 1.150.000 che hanno già acquisito la cittadinanza italiana.
Cinque milioni e mezzo di “nuovi italiani”
Nel dettaglio, il rapporto stima che gli stranieri regolarmente in Italia siano 5 milioni e 498 mila (ai quali si aggiungono 1.150.000 di cittadini di origine straniera che hanno acquisito negli anni la cittadinanza italiana).
Provengono in maggioranza da Romania (22,9%), Albania (9,3%), Marocco (8,7%), Cina (5,4%), Ucraina (4,6%). Il loro apporto, secondo il dossier, è “funzionale dal punto di vista demografico”. Da anni infatti la popolazione in Italia è in diminuzione. “Questa tendenza peggiorerà , trovando tuttavia un parziale temperamento nei flussi degli immigrati – si legge nel Dossier – ; l’Istat ha ipotizzato, a partire dal 2011, una media di ingressi netti dall’estero superiore alle 300mila unità annue (livello rispetto al quale in questi anni si è rimasti al di sotto), per discendere sotto le 250mila unità dopo il 2020, fino a un livello di 175mila unità nel 2065”.
Il record in Emilia
Nel 2015 l’Emilia-Romagna si conferma la regione d’Italia con la maggiore incidenza di cittadini immigrati: i residenti sono 533.479, il 12% della popolazione. Gli stranieri residenti registrano un calo nell’ultimo anno di 3.268 unità (-0,6%), ma il saldo negativo è determinato dal fatto che molti hanno acquisito la cittadinanza italiana.
Nel 2015 sono nati nella regione 8.812 bambini con entrambi i genitori di origine straniera.
La popolazione straniera si distribuisce in tutte le province con incidenze percentuali sempre superiori alla media nazionale dell’8,3%: si va dall’8,5% di Ferrara al 14,2% di Piacenza. La provincia con il maggior numero di stranieri rimane Bologna, con 117.122 residenti, seguita da Modena (91.867) e Reggio Emilia (67.703). Quasi un quinto degli immigrati che vive in Italia, invece, abita in Lombardia: 1.149.011 residenti, ovvero il 22,9% dei 5.026.153 presenti nel nostro Paese. L’incidenza sul totale della popolazione lombarda è dell’11,5%.
Le pensioni degli immigrati.
La presenza degli immigrati, specialmente per quanto riguarda le pensioni per invalidità , vecchiaia e superstiti (Ivs), fornisce un corposo gettito contributivo (10,9 miliardi di euro nel 2015).
I non comunitari titolari di pensione per Ivs gravano solo per lo 0,3% sul totale delle pensioni (39.340 su 14.299.048). “Benchè sia consistente l’aumento annuale dei nuovi beneficiari, il differenziale rispetto agli italiani sarà elevato ancora per molti anni e andrà a beneficio delle casse previdenziali”. E ancora: il bilancio costi-benefici dell’immigrazione per le cassi statali sarebbe pari a 2,2 miliardi di euro.
Un fiume di denaro inviato a casa.
Il sostegno degli immigrati ai Paesi di origine è evidenziato dalle rimesse. In Italia si è registrato il picco delle rimesse nel 2011, con 7,4 miliardi di euro, scesi a 5,3 miliardi nel 2015.
“Gli invii sono gestiti solo in un decimo dei casi dalle banche, preferite per le grandi transazioni, mentre negli altri casi prevalgono gli operatori di money transfer”. Clamorosa la diminuzione del flusso monetario verso la Cina: da 2,6 miliardi di euro nel 2011 a 0,6 miliardi nel 2015.
I salari degli stranieri.
Nel 2015 gli stranieri presenti nell’Ue sono stati il 7,3% degli occupati e il 12,5% dei disoccupati, mentre in Italia l’incidenza è stata del 10,5% tra gli occupati e del 15% tra i disoccupati.
Nel periodo 2008-2015 per gli immigrati il tasso di disoccupazione è aumentato di 7,7 punti (per gli italiani di 4,8). Solo il 6,8% degli stranieri lavora nelle professioni qualificate, mentre il 35,9% svolge professioni non qualificate e un altro 30% lavora come operaio. In media la retribuzione netta mensile per gli stranieri è inferiore del 28,1% (979 euro contro i 1.362 degli italiani).
E ancora: “In questa lunga fase di crisi, non tutte le collettività hanno tenuto come quella cinese, anche perchè caratterizzata da una quota di lavoratori indipendenti pari al 47,5% contro una media del 12,5% tra tutti gli immigrati. I saldi occupazionali rilevati dall’archivio Inail sono stati positivi solo per le collettività maggiormente coinvolte in attività autonome, specie nel commercio (Cina, Egitto, Bangladesh, Pakistan). Ben diversa la situazione dei marocchini, il cui tasso di disoccupazione è del 25,4% e quello di occupazione del 44,1%”.
Nuovi assunti e imprenditori.
Gli immigrati nel 2015 hanno comunque inciso per il 28,9% sui nuovi assunti, “valori che sottolineano la loro funzionalità al mercato occupazionale in numerosi comparti e, in particolare, in quello del lavoro presso le famiglie e in agricoltura”. Ha continuato a essere positivo anche l’andamento delle imprese a gestione immigrata, aumentate di 26mila unità e arrivate al numero di circa 550mila.
Il lavoro domestico.
Nel lavoro domestico è occupata la metà delle donne immigrate, che in diverse collettività costituiscono la maggioranza (sono 8 su 10 in quella ucraina, mentre appena 2 ogni 10 tra i senegalesi e i bangladesi). Nel 2015, secondo l’Osservatorio sul lavoro domestico dell’Inps, le badanti e le colf sono 886.125, di cui 672.194 con cittadinanza straniera. Ma, secondo stime, le persone che lavorano in nero uguagliano quelle assicurate. Non solo. In questa fase di crisi anche le donne italiane si sono inserite maggiormente nel comparto e tra il 2007 e il 2015 sono passate da 140mila a 213.931.
(da “La Repubblica”)
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Ottobre 27th, 2016 Riccardo Fucile
IL PD ANZALDI ATTACCA… TUTTA COLPA DI UNO ZAINETTO
Dov’è la Rai? Il deputato del Pd Michele Anzaldi, segretario della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, attacca di nuovo il servizio pubblico dal suo profilo twitter: «Terremoto: che succede in RAI? Su Sky da oltre 40 minuti immagini in diretta da località colpite ed in RAI solo cartine fisse dei luoghi!».
E l’inviata di Rai News24 Angela Caponnetto conferma le difficoltà in diretta: «Stiamo lavorando da ore senza tregua e senza soddisfazioni: sistema elefantiaco».
La lentezza dell’apparato-Rai sarebbe dovuta al mancato utilizzo di un semplice zainetto, in dotazione ai colleghi di Sky.
Scrive la Caponnetto: «Sky ha un cameraman con uno zainetto senza giornalista. Noi un esercito senza telecamere».
Intanto, in quei 40 minuti i telespettatori della all-news del servizio pubblico osservavano le cartine del Centro Italia.
La discussione sotto il post di Anzaldi prosegue, con David che di mestiere fa l’operatore: «La Rai può, ma ancora per poco, seguire solo il codazzo politico programmato, ovviamente in appalto, Io faccio l’operatore ma la Rai ha paura che faccia causa da giornalista quindi di cosa si parla».
Mentre Radio Torino si chiede: «Quello zainetto costa 3mila euro: Dall’Orto non li ha?».
Il giornalista del Tg1 Luigi Monfredi è più aziendalista: «Quanti lamenti per la programmazione Rai, tutti ad applaudire Sky e nessuno a muovere il ditino sul Canale 48», che poi sarebbe il canale di Rai News 24.
Ma nel mirino del pubblico su twitter non c’è solo il canale all news, ma anche le tre reti generaliste accusate di «Di non fare nessuno speciale sul Terremoto», e c’è chi rincara la dose: «Persino la D’Amico ne parla su SkySport. Il canone vi deve andare di traverso, mappine».
Ad annunciare un’interrogazione parlamentare urgente sul caso è lo stesso Michele Anzaldi. E non è la prima volta che l’informazione pubblica viene criticata per i ritardi nella copertura di fatti di cronaca.
Sempre Anzaldi, nel luglio scorso, aveva attaccato duramente i tg della Rai all’indomani del tragico scontro tra i due treni in Puglia, tra Andria e Corato, che è costato la vita a 23 persone.
Il deputato del Pd aveva parlato di due ore di ritardo nel mandare in onda le immagini da parte della Rai, a fronte della velocità di Sky, twittando Vergogna Rai.
Domenico Di Sanzo
(da “La Stampa”)
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Ottobre 27th, 2016 Riccardo Fucile
INDIGNAZIONE SUI SOCIAL PER IL TWEET DI PESSIMO GUSTO DEL SENATORE M5S CIOFFI E LUI LO CANCELLA
Un tweet di pessimo gusto. 
Mentre l’Italia è sconvolta dalle due scosse di terremoto che hanno interessato il centro Italia, il senatore del Movimento 5 Stelle Andrea Cioffi pubblica su twitter un cinguettio: “A Roma due forti scosse di terremoto in due ore. Il Senato ha retto benissimo. Reggerà anche alla deforma di Renzi. Io voto No”.
Il suo post non è passato inosservato e ha subito suscitato una marea di critiche sui social network.
Tant’è che il senatore si è visto costretto a cancellare il tweet. E ora sul suo profilo ne appare uno di solidarietà “alle popolazioni colpite colpite ancora dal #Terremoto. Priorità assoluta agli interventi di ripristino scuole e ospedali”.
Ma lo screenshoot continua ancora a girare sui social, accompagnato dalle accuse di sciacallaggio rivolte al parlamentare grillino.
(da “Huffingtonpost”)
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Ottobre 27th, 2016 Riccardo Fucile
DA TOZZI A BOSCHI: SUPERFICIE DI FRATTURA DIVERSA DA QUELLA DEL 24 AGOSTO
Il terremoto che ha colpito il Centro Italia, con tre forti scosse e una scia di almeno 60 episodi sismici, ha avuto origine da una nuova faglia rispetto a quella da cui è scaturito il sisma che ha colpito Amatrice e dintorni lo scorso 24 agosto.
Lo mettono in evidenza numerosi esperti, come il sismologo Enzo Boschi
Scrive Boschi sul Messaggero
“Le scosse di magnitudo 5.4 e 5.9 di ieri, infatti, sono sicuramente da considerare una continuazione dinamica di quanto è avvenuto il 24 agosto. La zona sismogenetica è sempre la stessa. Diversa è la superficie di frattura che costituisce il meccanismo del terremoto. Quindi è una nuova faglia che si è attivata sollecitata dalla ridistribuzione della deformazione conseguente al terremoto di Amatrice”.
Di una nuova faglia “finora dormiente” parla anche il geologo Mario Tozzi su La Stampa
“La scossa che è arrivata in serata sembra togliere ogni dubbio: probabilmente si tratta di una nuova struttura, cioè l’attivazione di una faglia finora dormiente. Nel caso dell’attivazione di un’altra faglia la situazione può comportare anche ulteriori eventi di magnitudo paragonabile a quel 5,4 Richter calcolato per la prima scossa. O anche di maggiore entità ”
Anche Paolo Messina, direttore dell’Istituto di geologia ambientale e bioingegneria del Cnr, parla a La Stampa di un “nuovo terremoto”.
“La prima impressione è che ci troviamo di fronte a un nuovo terremoto che si è articolato con una coppia sismica cioè una scossa forte e una successiva, ancora più forte, nella stessa zona o zona contigua: è un meccanismo tipico dei terremoti dell’Appennino. Mi sembra che ci troviamo di fronte alla stessa faglia che si sviluppa lungo un’altra direttrice rispetto al terremoto di agosto”.
(da “Huffingtnopost”)
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Ottobre 27th, 2016 Riccardo Fucile
LA PROTEZIONE CIVILE STIMA CIRCA 3.000 PERSONE COINVOLTE, DANNI INGENTI, NESSUNA VITTIMA
Notte di pioggia e di paura in Umbria e Marche, piombate nuovamente nell’incubo del terremoto con
due scosse forti, una terza di poco più debole e decine di sommovimenti di assestamento più lievi che non hanno dato tregua.
Una notte lunghissima per le migliaia di sfollati che si sono messi al riparo nelle strutture di accoglienza, in tenda, nei prefabbricati del sisma del ’97, in alloggi di fortuna o a bordo delle automobili. Ieri, dopo la prima scossa di magnitudo 5.4 delle 19.10, in pochi sono rimasti a casa, quasi tutti si sono spinti in strada, e questo forse ha salvato alcune vittime dalla seconda forte scossa del 5.9, alle 21.18.
Stessa situazione alle 23.42, quando c’è stata una terza scossa, del 4.6. Sono state almeno 200 le repliche dopo la prima scossa.
“Abbiamo qualcosa come due o tremila sfollati, e temo molte più abitazioni inagibili di quelle censite dopo il sisma del 24 agosto” dice all’Ansa il dirigente della Protezione civile marchigiana Cesare Spuri.
“Fra il gran numero di persone che la notte scorsa ha dormito fuori casa penso ci siano più famiglie con la casa inagibile che sfollati per paura. Dobbiamo capire quali sono le soluzioni alternative per ospitarle, e non credo di possa far ricorso alle tendopoli con l’arrivo dell’inverno”.
Il capo della Protezione civile Fabrizio Curcio, il commissario per la ricostruzione Vasco Errani e il presidente delle Marche Luca Ceriscioli stanno effettuando i sopralluoghi nei centri più colpiti dal terremoto.
L’ obiettivo è fare un punto della situazione con i sindaci e i cittadini e individuare al più presto le soluzioni più idonee per l’assistenza alla popolazione: è impensabile, infatti, che si possa prevedere un lungo periodo nelle tende, visto che tutti i Comuni sono in zona di montagna, dove le temperature possono facilmente scendere sotto lo zero.
Le situazioni di maggiore difficoltà , mentre sono tuttora in corso i sopralluoghi, sono a Visso, Ussita, Castelsantangelo sul Nera, Muccia, Pieve Torina, San Ginesio, Camerino, Caldarola, in pratica tutti i comuni dell’area epicentrale, dove, rileva la Protezione Civile, si sono avuti nuovi crolli, di edifici che erano agibili prima delle potenti scosse di ieri.
“Il centro di Visso – esemplifica il capo della Protezione civile – non può accogliere più nessuno”.
Crolli vengono segnalati ovunque: a Caldarola è venuto giù il portale di una chiesa, ma anche ad Amandola, nel Fermano, è crollato il timpano della chiesa del Convento delle suore benedettine.
Desta poi preoccupazione la frana che isola la frezione di Peracchia, ad Acquasanta Terme. I vigili del fuoco stanno cercando di raggiungere le persone rimaste isolate, fra cui il vice sindaco di Acquasanta Gigi Capriotti. Quanto alla Salaria, sarà riaperta domani.
CAMERINO.
“E’ una situazione drammatica, fortunatamente non abbiamo vittime ma il centro storico è stato dichiarato zona rossa, gli sfollati sono molte centinaia” riferisce il sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui.
Nella notte è stato evacuato anche il carcere e una quarantina di detenuti sono stati trasferiti nel penitenziario romani di Rebibbia.
Il sindaco fa un primo bilancio dei danni, che sono ingenti: “Il centro storico è distrutto, non è raso al suolo ma ci sono stati alcuni crolli. Tutti gli edifici hanno lesioni importantissime.
Siamo in grande difficoltà – conclude Pasqui – stiamo cercando di organizzare le prossime ore”. C’è sollievo per le tante vite messe in salvo, ma resta lo sconforto per la perdita di numerosi edifici storici e luoghi di culto restaurati dopo il sisma del 1997. Molti sono rimasti lesionati gravemente, se non crollati, come il campanile del Santuario di Santa Maria in Via, risparmiato dal terremoto dello scorso 24 agosto, che pure qui si era sentito forte. Stavolta la scossa tremenda delle 21.18 lo ha sbriciolato, facendolo venire giù come un biscotto.
Cadendo, la torre campanaria del Santuario ha spaccato in due la palazzina di fronte, fortunatamente vuota, esplodendo in una gragnola di granito e mattoni. Secoli di storia ridotti in polvere in un attimo.
VISSO.
La sola Visso conta tra i 600 e gli 800 sfollati per le scosse di ieri, secondo un primo bilancio fatto dal sindaco, Giuliano Passaglini.
“Due terzi del patrimonio immobiliare è inagibile” aggiunge. La notte è passata in auto o nei prefabbricati costruiti per il sisma del 1997. Anziani, donne e bambini sono stati ospitati per la notte nel centro della Croce Rossa, che riutilizza i prefabbricati costruiti come scuole dopo il terremoto del 1997.
Oltre alle brande per dormire, è stata allestita una cucina da campo che ha dato bevande calde e cibo per tutta la notte. Davanti al centro di soccorso è stato utilizzato come dormitorio anche un altro capannone di legno, ma sono stati in molti quelli che non hanno dormito per la paura.
CASTELSANTANGELO
“Aspettiamo che dio si calmi”, dice all’Ansa il sindaco di Castelsantangelo sul Nera Mauro Falcucci. “Ho visto crolli, il centro storico è immerso in una nuvola di polvere e ci sono danni anche nelle frazioni”.
La notte, prosegue il primo cittadino, “è passata nel silenzio più assordante”, molti degli sfollati in macchina, “è un continuo sciame sismico, sembra un temporale, è il classico ululato del terremoto che qui in montagna terrorizza”. Castelsantangelo “non è raggiungibile. Ci sono massi enormi ai lati della carreggiata, si viaggia con cautela. Purtroppo la montagna si è mossa, si è mossa tanto”.
USSITA
“E’ stato un terremoto fortissimo, apocalittico, la gente urlava per strada”, racconta il sindaco di Ussita Marco Rinaldi. “Il nostro paese è finito. Sono crollati tratti delle mura di cinta, abbiamo crolli diffusi in tutto il territorio e alcune frazioni isolate, che non riusciamo a raggiungere”.
A Ussita non ci sono vittime ma “penso che almeno l’80% degli edifici sia stato colpito, aspettiamo la luce per capire cosa è successo davvero” ha aggiunto al Giornale Radio Rai. Particolarmente difficile è avere notizia dalle frazioni, alcune delle quali lontane dal comune vero e proprio.
Ussita ha un’organizzazione urbanistica molto particolare, con case “spalmate su un territorio di montagna”, e questo rende difficile muoversi da una frazione all’altra. Nonostante questo, “nel giro di un’ora, ieri, è arrivata la protezione civile, l’organizzazione è encomiabile, di questo dobbiamo rendere atto”, ha concluso il primo cittadino.
PRECI
“Danni aggravati”, ma nessuna vittima. Il sindaco di Preci Pietro Bellini parla di “notte da incubo” e ringrazia la Protezione Civile per i soccorsi.
“Qui siamo in montagna, non è possibile pensare di usare le tende” prosegue il primo cittadino a Sky Tg24.
(da “Huffingtonpost”)
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Ottobre 26th, 2016 Riccardo Fucile
A REGGIO CALABRIA MASSIMO RIPEPI RAGGIUNTO DA UN VERBALE DI AMMONIMENTO DALLA QUESTURA… IL SINGOLARE CASO DI UN PASTORE CHE NON POTREBBE FARE IL CONSIGLIERE O DI UN CONSIGLIERE CHE NON POTREBBE FARE IL PASTORE… E LA MELONI NON DICE NULLA SULLO STALKING A UNA DONNA?
Chi predica bene a volte rischia di razzolare male. E’ probabilmente questo il caso del pastore-consigliere comunale reggino di Fratelli d’Italia Massimo Ripepi che, apprendiamo dagli organi di stampa, è stato raggiunto da un verbale di ammonimento da parte della Questura per il reato di stalking nei confronti di una donna della quale non sono state rese note le generalità “cagionandole un forte disagio psico-fisico ed un forte timore per la propria incolumità “.
Una circostanza assolutamente singolare soprattutto per un soggetto che non perde occasione per richiamarsi ai valori della cristianità , salvo poi dimostrare evidentemente il contrario nei suoi comportamenti quotidiani.
Fatto ancora più grave se consideriamo che proprio Ripepi, insieme agli altri consiglieri comunali, è sottoscrittore dell’ordine del giorno che impegna il Comune a valorizzare azioni di contrasto alla violenza sulle donne, favorendo una nuova cultura sul contrasto alla violenza e alla discriminazione.
Triste dunque che il pastore Ripepi assuma comportamenti lontani anni luce da ciò che afferma pubblicamente, e sottoscrive, in Consiglio comunale.
Una circostanza davvero poco edificante aggravata se possibile dalla risposta che Ripepi ha affidato al suo avvocato replicando a quanto pubblicato sulla stampa.
Dalla nota firmata dal suo avvocato scopriamo infatti che Ripepi, “nella sua qualità di Pastore – recita
testualmente la nota – è intervenuto a stigmatizzare alcuni comportamenti contrari all’etica ed ai principi cristiani […] limitandosi ad effettuare alcuni passaggi dottrinali cristiani nel corso delle proprie omelie tenute nella Chiesa Cristiana di Catona”.
Per quanto ne sappiamo la “qualità di Pastore” risulta assolutamente incompatibile con l’attività di consigliere comunale.
L’articolo 60 comma 1 del decreto legislativo 267 del 2000 cita espressamente tra i casi di ineleggibilità alla carica di consigliere comunale anche “gli ecclesiastici ed i ministri di culto – citiamo anche qui testualmente – che hanno giurisdizione di anime e coloro che ne fanno ordinariamente le veci”.
Circostanza giuridica per la quale, a quanto ci è dato sapere, il consigliere-pastore Ripepi è stato costretto a spogliarsi dei suoi abiti talari all’atto della candidatura al Consiglio comunale.
Salvo poi contraddirsi, per stessa ammissione del suo avvocato, che afferma che il Ripepi continua ad effettuare “passaggi dottrinali cristiani nel corso delle proprie omelie”.
Delle due l’una: Ripepi è pastore o Ripepi è consigliere comunale? Il pastore Ripepi mente ai suoi fedeli o il consigliere Ripepi mente ai suoi elettori?
Il suo partito, Fratelli d’Italia, che fa spesso del rispetto delle norme una sorta di mantra politico elettorale dovrebbe prendere atto di questa condizione ed agire di conseguenza.
(da “il Dispaccio” Reggio)
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