Destra di Popolo.net

I FILOBUS DELLA RAGGI SONO GIA’ ROTTI: CHE COMICHE

Marzo 28th, 2017 Riccardo Fucile

QUATTRO DELLE QUINDICI VETTURE PRESENTATE IERI DOPO POCHE ORE HANNO GIA’ PROBLEMI: UN MEZZO SURRISCALDATO, DUE CON PROBLEMI ALLA CENTRALINA, IL QUARTO CON DISPERSIONE DI ENERGIA ELETTRICA

Virginia Raggi li ha presentati come i primi 15 dei 45 filobus acquistati da Roma Metropolitane per essere utilizzati sul corridoio Laurentino.
Ieri due di quei mezzi si sono fermati in strada, in tutto quattro sono stati costretti a rientrare al deposito.
Per guasti alla centralina e motori surriscaldati. E con tanti saluti all’ambiente da tutelare secondo la sindaca, perchè i filobus, che partono e rientrano a Tor Pagnotta, sono costretti a circolare come normali autobus a gasolio.
Cosa è successo? I problemi si sono verificati nelle zone di Porta Pia e via Nazionale, nella parte non coperta dalla linea elettrica: una vettura ha accusato problemi di surriscaldamento al motore, due hanno avuto noie alla centralina e al sistema di chiusura delle porte e infine in una vettura è scattato l’allarme di dispersione di corrente.
I filobus, che sono l’eredita della tangente Breda Menarini, costati 20 milioni di euro e anche l’arresto a Riccardo Mancini, hanno una serie di problemi tecnici già  denunciati dai sindacati.
Tutti dotati di trazione elettrica, i nuovi filobus possono essere alimentati sia tramite rete bifilare sia tramite motore diesel Euro 5.
Le vetture sono lunghe 18 metri e possono trasportare un totale di 135 passeggeri con 28 posti a sedere. Sono destinati alle linee express 60 e 90, con l’obiettivo di sviluppare il servizio elettrico offerto da Atac lungo la filovia che si sviluppa tra Porta Pia e Largo Labia, a servizio dei popolosi quartieri Nomentano, Montesacro e Tufello. Ma i problemi tecnici, peraltro già  previsti dai sindacati di categoria, non hanno tardato a manifestarsi. E la manutenzione di questi mezzi rischia di diventare un altro tormento per Atac.
Eppure nei giorni scorsi i dipendenti Atac erano stati chiari: le vetture non sono sicure e persino in fase di collaudo avevano presentato problemi di affidabilità , si legge in una lettera indirizzata alla dirigenza e al sindaco pubblicata da Repubblica Roma:
«C’è improvvisazione operativa – scrivono i lavoratori Atac – ci auguriamo di non assistere all’ennesimo flop»: il bilancio del primo giorno parla di 4 vetture già  in disuso, per gli altri giorni si vedrà . Ma oltre il danno, c’è la beffa: la manutenzione dei filobus è affidata alla Breda Menarini ma, secondo i sindacati, il servizio dovrebbe partire solo fra un mese. In sostanza le vetture che ieri si sono rotte rimarranno ferme in deposito a Tor Pagnotta e non è chiaro se l’azienda potrà  riutilizzarle, anche perchè non dispone di tecnici specializzati per la riparazione di filobus di ultima generazione.
E così è successo quello che doveva succedere: quattro bus sono in panne, gli altri potrebbero avere altri problemi successivamente.
E pensare che proprio la Raggi scriveva ieri: «Ma facciamo anche una cosa buona per la salute dei cittadini perchè aumentiamo il numero di mezzi a trazione elettrica che circolano a Roma. Vogliamo un trasporto pubblico più green, con vetture eco-sostenibili.
A chi ci accusa di non fare niente per Roma rispondiamo con i fatti: oggi abbiamo restituito ai cittadini romani quello che gli è stato tolto in precedenza».
E non finisce qui. Perchè a parte i guasti i nuovi filobus vengono definiti dalla FILT-CGIL «Insicuri e fonte di altri sprechi aziendali, a partire dagli straordinari per gli autisti». I sindacati puntano il dito sugli specchietti retrovisori con angoli “ciechi” sulla pedana centrale azionabile solo a mano da parte dell’autista, sullo stantuffo di apertura delle porte troppo sporgente.
La Cgil parla poi di privilegi e straordinari: per questo evento, «in via del tutto eccezionale e non ripetibile al fine di minimizzare il disagio derivante da un impiego presso una rimessa fuori dalla propria residenza convenzionale, l’azienda si impegna ad istituire riservate al personale (navette, ndr) per il trasferimento da Montesacro a Tor Pagnotta e ritorno in tutte le giornate lavorative» con una indennità  di tre ore di straordinario.
Spiega il Corriere Roma che il sindacato contesta la scelta di impiegare quei mezzi proprio su quelle due linee, 60 e 90, tradizionalmente elettriche e incapaci di sostenere più di venti mezzi:
Per questo i filobus viaggeranno a gasolio ma ad un costo esagerato, in media un litro di gasolio per appena tra chilometri. Tutti indizi che sostengono la tesi dell’accelerata politica più che un’operatività  aziendale. Perchè, come anticipato, oltre a questa assurdità  della navetta inclusa nell’orario lavorativo e pagata come straordinario, la Cgil ha cercato in ogni modo di richiamare l’attenzione anche sul fronte dell’efficienza, proponendo soluzioni e alternative.
«Trasferire le nuove vetture a Grottarossa ha scritto il sindacato all’azienda — avrebbe evitato di predisporre riservate al personale per i lavoratori di Montesacro, i quali saranno costretti a prendere servizio nel quadrante opposto; questo trasferimento avrebbe inoltre consentito ottimizzazione dei turni, riduzione dei chilometri percorsi a vuoto ed evitato uno straordinario strutturale che si ripercuoterà  sulle disastrate casse di Atac».
A rincarare la dose ci pensa la consigliera del PD capitolino Ilaria Piccolo: «Quei filobus sono fermi dal 2016 nel deposito di Tor Pagnotta in attesa del completamento dei lavori di adeguamento del corridoio Laurentino-Tor Pagnotta. Dopo essere stati acquistati nel 2009 da Roma Metropolitane per essere utilizzati appunto sul nuovo corridoio della mobilità  sono dal 2016 sono in attesa di prendere servizio. Purtroppo da circa tre mesi la garanzia dei filobus è scaduta. Ciò significa che per qualsiasi difetto si dovrà  provvedere in proprio con un aggravio di spese di manutenzione. Peraltro proprio in ragione dell’assistenza necessaria ai nuovi mezzi, nel deposito dove oggi la sindaca Raggi ha tenuto la conferenza stampa era stata allestita un’officina dedicata che è costata circa un milione di euro e non è mai stata utilizzata. Quindi ogni qualvolta si dovrà  intervenire sulle 15 vetture dirottate oggi sulla Nomentana le stesse dovranno essere rispedite con rilevanti costi di trasporto nelle officine di Tor Pagnotta. La giunta Raggi anzichè trovare soluzioni logiche e inaugurare il prima possibile il nuovo corridoio della mobilità  preferisce le farse e inaugura lo spostamento dei filobus».

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Grillo | Commenta »

“NO ALLA MORATORIA SUL GIOCO D’AZZARDO”: 500 PERSONE ASSEDIANO TOTI E LA SUA GIUNTA CHE FA MARCHETTE AI BISCAZZIERI

Marzo 28th, 2017 Riccardo Fucile

LA LEGGE PREVEDEVA CHE IL 2 MAGGIO SCATTASSERO CRITERI PIU’ RIGIDI PER I GESTORI DELLE SLOT, LA GIUNTA LEGHISTA CON RUOTA DI SCORTA TOTI, HA PROROGATO DI UN ANNO I GIOCHI D’AZZARDO CHE DISTRUGGONO LE FAMIGLIE GENOVESI

Il count-down verso il 2 maggio è entrato nel vivo. E’ quella la data in cui l’applicazione della legge regionale contro l’azzardo consentirebbe a Genova di limitare il numero di sale e slot machine.
Se la Regione non avesse annunciato di volerne prorogare l’applicazione. Per un anno.
Contro questa deroga sono scese in piazza 500 persone, facenti parte di diverse associazioni, partiti, sindacati e realtà  che da tempo si battono contro l’azzardo e le ludopatie. , nonchè la consulta comunale di Genova contro l’azzardo e il coordinamento regionale “Mettiamoci in gioco”.
Tutti uniti, al di là  dei simboli politici e delle divisioni a sfondo elettorale di questi ultimi giorni, per dire che “l’azzardo distrugge la salute delle persone, alimenta la malavita e degrada i quartieri”.
La Regione Liguria ha deciso di prorogare l’applicazione della legge che limita l’apertura di sale slot e l’installazione di macchinette in zone sensibili per salvaguardare gli eserizi che avrebbero dovuto — entro il 2 maggio — mettersi in regola e non l’hanno fatto.
Una decisione vergognosa, cosiderando che sono migliaia le famiglie genovesi vittime del gioco e centinaia i cittadini in cura per gli effetti della ludopatia.
La Lega a Roma tuona contro il proliferare delle slot, poi quando governa fa le marchette ai biscazzieri.

(da agenzie)

argomento: denuncia | Commenta »

LA CASSIMATIS PRESENTA IL RICORSO AL TAR, CHIEDE LA SOSPENSIONE E IL REINTEGRO A CANDIDATA SINDACO

Marzo 28th, 2017 Riccardo Fucile

LA ESILARANTE REPLICA DELLA SALVATORE: “SE GRILLO HA DETTO CHE LA CASSIMATIS NON PUO’ CORRERE, VUOL DIRE CHE NON PUO’ CORRERE”… OVVERO GLI ISCRITTI AL M5S NON CONTANO UNA MAZZA

Marika Cassimatis, ex vincitrice delle Comunarie del M5s e ex candidata sindaco di Genova ‘scomunicata’ da Beppe Grillo con un post sul suo blog il 17 marzo, ha annunciato di voler “ricorrere al tribunale amministrativo regionale per chiedere la sospensiva del voto on line nazionale e il reintegro della nostra lista”.
Cassimatis aveva già  depositato querela per diffamazione nei confronti di Beppe Grillo e Alessandro Di Battista, dopo che era stata esclusa a favore del secondo arrivato, Luca Pirondini
Sarà , dunque, già  oggi pomeriggio, un ricorso al Tar della Liguria per impugnare “la votazione fatta su scala nazionale contraria al regolamento interno per le amministrative” con cui Grillo ha chiesto agli attivisti di confermare la candidatura di Luca Pirondini dopo la scelta di escludere Cassimatis, e la decisione di togliere il simbolo del Movimento 5 Stelle alla lista.
“Chiediamo pubbliche scuse ma in 10 giorni non abbiamo ricevuto nessun contatto da Beppe Grillo nè dal suo staff”, ha detto la Cassimatis in conferenza stampa.
«Lo staff per due settimane prima del voto online ha controllato i profili dei candidati sindaco e consigliere. Uno dei candidati sindaco era stato escluso. Dopo il voto che ha ratificato la scelta di Marika Cassimatis sono state fatte mosse formali come una riunione con il sindaco di Livorno, Nogarin», ha ricordato questa mattina, aggiungendo che «io non sapevo quali fossero i candidati consigliere schierati con me. Poteva anche esserci un camorrista, ma lo staff l’avrebbe saputo».
L’attivista dell’M5S ha detto che avrebbe sottoscritto un impegno contro la possibilità  di cambiare casacca sul modello di quanto fatto a Roma da Virginia Raggi.
La Cassimatis ha poi riletto il post di Grillo che la escludeva dalle liste M5S, ritenendolo «oltraggioso» e motivo della querela per diffamazione a Grillo e Di Battista : «Ci siamo sentiti diffamati. Il “fidatevi di me” non è una prova neanche in una repubblica delle banane».
Con la Cassimatis al Ducale c’era buona parte dei candidati della sua lista: «Siamo stati minacciati da facinorosi online – hanno raccontato – In 10 giorni abbiamo chiesto informazioni anche in maniera formale e non sono arrivate. A oggi non conosciamo i nomi dei candidati nelle liste. Pirondini forse li conosceva prima?».
L’ attacco al candidato scelto da Grillo è frontale: «Lui è a favore delle grandi opere, una posizione che un tempo sarebbe stata tacciata di eresia».
Alle accuse della Cassimatis risponde Alice Salvatore, portavoce del Movimento 5 stelle e fedelissima di Beppe Grillo. “Non credo _ dice _   che Pirondini sarà  escluso dalle elezioni amministrative, comunque se Beppe Grillo ha detto che la lista di Cassimatis non può correre, vuol dire che non può correre”

(da agenzie)

argomento: Grillo | Commenta »

QUEGLI INCONTRI SEGRETI TRA ALMIRANTE E BERLINGUER: IL VENERDI’ SI VEDEVANO DI NASCOSTO ALLA CAMERA PER SCAMBIARSI INFORMAZIONI

Marzo 28th, 2017 Riccardo Fucile

NEL LIBRO “DESTRA SENZA VELI” DI BALDONI SCENE E RETROSCENE INEDITI DI 70 ANNI DI STORIA DAL MSI AD AN   … QUANDO ERANO I MISSINI AD OCCUPARE L’UNIVERSITA’

Sul finire degli anni Settanta, in gran segreto, Enrico Berlinguer e Giorgio Almirante — leader carismatici del Pci e dell’Msi – iniziarono ad incontrarsi: di solito il venerdì all’imbrunire, quando alla Camera dei deputati non circolava più nessuno, perchè se si fosse saputo che quei due usavano parlarsi, la notizia avrebbe fatto scandalo.
Militanti ed elettori del Pci e dell’Msi non avrebbero capito.
Erano anni nei quali i parlamentari comunisti e missini non prendevano un caffè insieme neanche per cortesia e invece, ad un certo punto, i due leader cominciarono a vedersi.
Siamo nel 1978-79 e personaggi così diversi si trovavano a condividere una comune preoccupazione: che il terrorismo brigatista e quello neofascista potessero infangare la credibilità  di due partiti, Pci e Msi.
Insidiando entrambe le denominazioni: le Br erano comuniste, i terroristi di estrema destra erano neo-fascisti.
I due leader decisero di scambiarsi idee e informazioni utili ad entrambi. Perchè negli anni Settanta, dopo aver tenuto per decenni nel proprio grembo spinte opposte, i due partiti si trovarono a fare i conti con la propria storia: per il Pci i brigatisti appartenevano all’ “album di famiglia”, come scrisse Rossana Rossanda; per l’Msi alcuni terroristi che sparavano per strada erano stati in “famiglia” sino a pochi mesi prima.
Tremila nomi  
Gli incontri Berlinguer-Almirante sono tra i tantissimi episodi editi, inediti o poco conosciuti, contenuti nel libro “Destra senza veli”, scritto da Adalberto Baldoni (giornalista e scrittore di destra atipico, da sempre fuori dagli schemi), sulla storia dell’Msi e poi di An, fino all’attuale diaspora.
Settecento pagine, un indice che comprende oltre tremila nomi (impresa da Guinness dei primati), il libro dà  soddisfazione a chiunque voglia ritrovare dettagli e senso di una storia politica, soprattutto per una caratteristica: della lunga e vivacissima storia missina Baldoni non nasconde nulla, contribuendo a restituire l’originalità  di una vicenda che ha coinvolto milioni di persone, ma è stata totalmente ignorata dalla stragrande maggioranza degli italiani, di più generazioni.
Al netto di tante teste calde, di tanti picchiatori violenti e di qualche avventuriero, il libro – come scrive Gennaro Malgieri in una vibrante introduzione — racconta ”la storia di una passione civile come poche altre se ne sono viste”, perchè ”la politica era davvero bella una volta”, “ci si incanagliva, affettuosamente e anche rancorosamente, girando attorno a tattiche e strategie”, tra militanti e dirigenti nostalgici di una storia autoritaria ma immersi in un contesto democratico che li induceva a ”confronti e scontri, lacerazioni, non di rado amori”, con le idee che ”illuminavano vite raminghe e soddisfatte ed accendevano giornali, libri, precarie case editrici”.
“Rosso e nero”  
E proprio alla vivacissima produzione di cultura politica che fermentò in quel mondo ostracizzato e ghettizzato, il libro di Baldoni (edito dalla editrice Fergen, dei fratelli Gennaccari) dedica alcune delle pagine più originali.
In quell’area politica fermentarono riviste, gruppi dai nomi bizzarri, il primo e irriverente “Bagaglino”, le vacanze militanti dei Centri Hobbit, il gruppo sportivo Fiamma, una miriade di radio, un giornale come il “Secolo d’Italia” fucina di bravi giornalisti ma anche di futuri politici, da Fini a Gasparri, da Urso a Storace. Appartengono a quel fermento anche iniziative originalissime e trasversali. Come il locale pop “Rosso e nero”, fondato nel 1966 dallo stesso Baldoni. Criticato dagli ambienti più conservatori dell’Msi, sull’onda di un grande successo, il locale (presto ribattezzato “Dioniso”) era frequentato anche da giovani di sinistra: sui muri l’immagine di Che Guevara si mischia a quella croce celtica, si esibiscono personaggi come Lucio Dalla, gruppi come l’Equipe 84, i Nomadi, i Pooh.
La foto simbolo del Sessantotto  
Quella breve stagione di mischiamento destra-sinistra nella comune contestazione del “sistema” culmina nel Sessantotto: le prime occupazioni universitarie vedono protagonisti giovani di entrambe le parti politiche.
Al punto che una delle foto-simbolo di quella stagione — quella che coglie un gruppo di ragazzi sulla scalinata di Valle Giulia a Roma — non ritrae, come comunemente si immagina, giovani di sinistra ma invece di destra, alcuni dei quali faranno parlare di loro, per diversi motivi: Stefano Delle Chiaie, Adriano Tilgher, Mario Michele Merlino, Guido Paglia.
Nel libro si ripercorrono tutti i passaggi della storia delle destra italiana con un’attenzione ai personaggi più incisivi: i leader (Romualdi, Michelini, Almirante, Rauti, Fini) ma anche personalità  che per le idealità  e l’esempio hanno lasciato un’impronta: Mirko e Marzio Tremaglia, Beppe Niccolai, Teodoro Buontempo, Pinuccio Tatarella, Tomaso Staiti di Cuddia.
Una storia, quella della destra italiana, finita nella diaspora. Una chiave per capire quella storia e una coesione persa forse per sempre, la offre Gennaro Malgieri: la destra si è dispersa perchè caduta in azzardi politicisti, che hanno finito per perderla come comunità , perchè, ”questa era la sua forza: una comunità  di destino”, nella quale ”i principii dell’autorità , della gerarchia, il culto della memoria storica e del primato della politica, della lealtà  e della fedeltà  valevano più di ogni altra considerazione”.

Fabio Martini
(da “La Stampa”)

argomento: destra | Commenta »

TRAVAGLIO ATTACCA IL M5S PER I SILENZI OMERTOSI SULLA REPRESSIONE DEI DISSIDENTI IN RUSSIA:”TUTTI ZITTI E MOSCA”

Marzo 28th, 2017 Riccardo Fucile

“LE MANIFESTAZIONI DI NAVALNY SOMIGLIANO AI V-DAY DEL 2077, PERCHE’ ORA TACETE?”… E LA DESTRA PATACCA REGGE IL MOCCOLO A UN REGIME CRIMINALE E CORROTTO

Marco Travaglio nel suo editoriale di oggi “Figli di Putin” racconta dei paesi, dalla Romania al Brasile alla Russia, in cui la gente scende in piazza addirittura contro la corruzione e financo in difesa dei magistrati anticorruzione.
In particolare su quella della Fondazione Anticorruzione del noto blogger Alexei Navalny, che intende candidarsi alle Presidenziali del 2018 contro Vladimir Putin.
E da mesi martella sui social la sua campagna contro i malaffari del presidente-dittatore e del fido premier Dmitrij Medvedev, entrambi ricchi sfondati con proprietà  in mezzo mondo.
Navalny è stato arrestato e condannato su due piedi per manifestazione non autorizzata. Un clamoroso autogol del Cremlino, che vieppiù lo legittima come candidato anti-Putin, in un Paese dove chiunque osi presentarsi alle elezioni contro di lui finisce regolarmente in galera.
Il fatto poi che in tutta la Russia,dalla Capitale a San Pietroburgo alle regioni più remote (Siberia, Urali, Estremo Oriente) decine di migliaia di cittadini (nella sola Mosca erano 7 mila) abbiano sfidato il niet del regime per manifestare pacificamente senza il permesso del Cremlino, come non avveniva dagli anni 80 prima del crollo del muro di Berlino, dimostra quanto farlocchi siano i risultati plebiscitari tanto delle elezioni quanto dei sondaggi a favore diPutin.

Travaglio fa notare che l’uscita di Salvini in difesa di Putin per gli arresti è spiegabilissima, visto il patto di collaborazione stilato tra la Lega e il partito di Putin. Meno spiegabile è il silenzo dei 5 Stelle:
Resta da capire perchè i 5 Stelle tacciano: le manifestazioni del movimento di Navalny somigliano molto — per l’uso del web, per il tema corruzione, per le decine di piazze collegate —ai V-Day che nel 2007-2008 tennero a battesimo i M5S.
Chi, se non i 5 Stelle dovrebbe difendere la democrazia dal basso contro la repressione dall’alto e pretendere dal governo e dal Parlamento italiani una reazione energica contro il regime putiniano che reprime il dissenso, processa gli oppositori, arresta i manifestanti, perseguita i gay, per non parlare dei giornalisti critici che raramente hanno il privilegio di morire per cause naturali. Invece tutti zitti e Mosca.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Grillo | Commenta »

IL BALBETTIO DEL M5S SUGLI ARRESTI DI MASSA DI PUTIN A MOSCA

Marzo 28th, 2017 Riccardo Fucile

FUGACI PAROLE, BARCAMENANDOSI… UN ATTEGGIAMENTO CHE IN ALTRI TEMPI NON SAREBBE STATO PERDONATO DALLA BASE

Il Movimento cinque stelle delle origini avrebbe sicuramente simpatizzato con Navalny, i blogger, una protesta oltretutto nata online (per necessità  e assenza di spazi democratici materiali) prima ancora che “là  fuori”.
Simpatizzava, un tempo, con le Pussy Riot, non con Putin. O almeno, così diceva.
La storia di questa forza politica è poi andata totalmente in un’altra direzione, portando infine il suo capo a definire Putin “uomo di stato forte” di cui “la politica internazionale ha bisogno” (di lui e di Trump) e i suoi “magnifici ragazzi” alla partecipazione al congresso di Russia Unita, il partito di Vladimir Putin, e agli incontri con Sergei Zeleznyak, il discusso uomo incaricato dei rapporti con i partiti europei (con uno spettro che va dal populismo, al populismo autoritario, fino all’estrema destra).
Così era del tutto vano aspettarsi, ieri e oggi, una reazione severa dei cinque stelle alla repressione di Putin contro gli oppositori, arrestati in massa con l’accusa di aver fatto una manifestazione non autorizzata, e processati e condannati a tempo di record, come Navalny.
Passate ormai più di ventiquattr’ore, possiamo fare un primo bilancio.
Il taccuino annota due misere cose.
Luigi Di Maio, l’aspirante premier, trovatosi a un forum dell’Agi ha prodotto una dichiarazione anodina sui fatti di Mosca: “Chi manifesta contro la corruzione ha sempre il mio sostegno. Noi chiediamo chiarezza su quanto successo. Il diritto di manifestare è sempre da difendere”. Poi ha aggiunto: “Noi non siamo innamorati della Russia come dicono alcuni, ma siamo contro le sanzioni alla Russia “.
Una frase cominciata parlando di corruzione è finita lanciando il messaggio di fondo della loro propaganda: basta con le sanzioni.
Manlio Di Stefano, che negli organigrammi circolanti in pezzi del quartier generale rivestirebbe il ruolo di futuro ministro degli esteri, a una domanda di Sky essenziale e centrata (“ma voi del Movimento state con Putin o con la Merkel?”) ha risposto: “Un leader nazionale deve avere buoni rapporti con tutti”.
Un istante prima aveva tentato quella che i cinque stelle definirebbero con una celebre espressione ricavata dal film “Amici miei”.
Aveva spiegato, cercando all’inizio di cavarsela con una battuta: “Noi auspichiamo che nasca un Movimento cinque stelle sia in Russia sia in Germania”. I reportage da Mosca, a partire da quello di Ezio Mauro, non raccontavano però in alcun modo uno scenario adatto a battute o a sorrisi. Pare di capire che lì un Vaffa day non sarebbe stato possibile.
Non che il Pd abbia fatto sentire con forza impressionante la sua voce, combattuto e diviso com’è tra condanna delle autocrazie senza se e senza ma, e necessità  di Realpolitik di governo (in una giornata in cui peraltro il ministro degli esteri Alfano era a Mosca, dove ha detto “non posso che riconoscermi nella posizione espressa ufficialmente dall’Unione europea e ribadire la nostra fede nei principi di libera manifestazione del pensiero”; non tantissimo, ma neanche nulla).
Però qualcosa si è sentito. Per esempio la capogruppo del partito in commissione esteri alla Camera, Lia Quartapelle: «E’ molto singolare che i 5 Stelle, che hanno fatto del grido “onestà  onestà ” il loro mantra politico, osservino un silenzio totale sulle novecento persone arrestate per aver usato lo stesso, identico slogan in Russia ».
In realtà , come si diceva su, non è stato un totale silenzio; che forse sarebbe stato scelta meno imbarazzante.
In altre stagioni, sui media, si è spessissimo rimproverato alla sinistra, o al centrosinistra (in tutte le sue varianti post-Pci) ogni sorta di silenzio e opportunismo di fronte a varie autocrazie, tirannie sparse nel mondo, o autentiche dittature.
Dal Pd, o da ciò che c’era alla sua sinistra, pretendevamo anzi giustamente – anche se con un riflesso quasi condizionato – che andassero in piazza contro le tirannidi.
E spesso, a dir la verità , non ci andavano.
Col Movimento cinque stelle abbiamo abdicato, e quasi nessuno chiede ormai più nulla.

(da “La Stampa”)

argomento: Grillo | Commenta »

MEDVEDEV, L’AMICO RUSSO E IL MIRACOLO DELLA TENUTA NEL CHIANTI

Marzo 28th, 2017 Riccardo Fucile

LA CANTINA TOSCANA CHE SAREBBE DI UN PRESTANOME DEL VICE DI PUTIN PERDE SOLDI MA HA RADDOPPIATO IL VALORE

Il buon vino fa miracoli.
Solo un miracolo può spiegare come si possa perdere soldi, vendere poco vino e raddoppiare di valore in appena cinque anni.
Chi è che beneficia del miracolo non si sa, ma è la parte più interessante di questa storia che parte da una storica tenuta nel cuore del Chianti e arriva fino ad agitare il potere moscovita.
Il miracolo è quello della Fattoria dell’Aiola, che perde soldi ma vale 22,5 milioni di euro, più del doppio di cinque anni fa.
Produce poche bottiglie, vende poco nei grandi mercati vino italiano come Usa, Giappone e Germania e molto in Bolivia, dove il vino italiano è praticamente assente. Di chi è non si sa.
Secondo il blogger russo anti-Putin Alexey Navalny è di Ilja Elissejev, un prestanome del premier Dmitri Medvedev.
Secondo Alessandro Varrenti, avvocato e presidente della Fattoria dell’Aiola srl, proprietaria della tenuta è la Dockell ltd di Cipro e basta.
Per Daria Ivleva, responsabile marketing della tenuta sentita da Repubblica.it, la proprietà  è della Dockell di Cipro, che a sua volta è proprio di Elissejev, ma che questo non c’entra nulla con Medvedev e lui, il premier russo, non si è mai visto da quelle parti.
Di certo sono russi, racconta un testimone. «Si vedono poco, una volta all’anno. Medvedev no, non si è mai visto», spiega.
Si vede più spesso l’amministratore delegato, russo anche lui. Si chiama Serghei Stupniski e almeno una volta la mesa passa dalla tenuta.
L’Aiola è una tenuta piccola, 36 ettari appena, dei quali solo una ventina a vigna. Che da qualche giorno, da quando cioè Navalny – arrestato domenica nel corso di una manifestazione – l’ha indicata come una delle proprietà  riconducibili a Medvedev, attira molta curiosità  indesiderata.
Siamo a pochi chilometri da Siena, tra Radda in Chianti e Castelnuovo Berardenga. La tenuta dell’Aiola è una tenuta con secoli di storia. Da ultimo era appartenuta a Giovanni Malagodi.
Nel 2012 gli eredi dell’uomo politico liberale vendono la proprietà  e a comprare sono dei russi.
In paese le chiacchiere si sprecano: «Allora si diceva che fosse proprio Putin», racconta un ex dipendente. Di certo c’erano molte speranze: arrivano i russi, arrivano i soldi, apriranno al Chianti dell’Aiola il ricco russo.
A comprare è in realtà  la Furcina ltd, anche lei di Cipro. Paga circa 10 milioni agli eredi Malagodi che ringraziano. Alla Furcina si affianca poi la Dockell, che prende prima il 51% e poi, nel dicembre scorso, il restante 49%. Paga 11,2 milioni di euro, valorizzando la tenuta appunto 22,5 milioni, più del doppio di quanto pagato appena cinque anni fa agli eredi Malagodi.
Perde soldi, vende poco ma raddoppia il suo valore in appena cinque anni.
Nel cda, accanto a Stupniski e a Varrenti, siede anche una signora russa di noma Natalia Meylunas. Ha una lunga esperienza internazionale alle spalle, con ruoli importanti nella Banca europea di ricostruzione e sviluppo come responsabile dei progetti di sviluppo per le piccole e medie imprese.
Chissà  se almeno lei saprà  spiegare il miracolo dell’Aiola.

Gianluca Paolucci
(da “La Stampa”)

argomento: denuncia | Commenta »

LA TESI COPIAINCOLLA DI MARIANNA MADIA

Marzo 28th, 2017 Riccardo Fucile

“IL FATTO”: IL TESTO CON CUI HA OTTENUTO IL DOTTORATO CONTIENE BEN 4.000 PAROLE RUBATE DA RICERCHE ALTRUI

Il Fatto Quotidiano oggi inguaia la ministra Marianna Madia con la sua tesi di dottorato: In 35 di 94 pagine del lavoro con cui ottenne il dottorato all’IMY di Lucca (al netto di bibliografia, figure e tabelle) — titolo: “Essays on the Effects of Flexibility on Labour Market Outcome” — ci sono passaggi pressochè identici a quelli presenti in altre pubblicazioni.
Laura Margottini parla di oltre 4mila parole senza chiara attribuzione della fonte:
Nell’analisi, il Fatto ha escluso dal conteggio tutte le frasi che ha riconosciuto di uso comune nell’ambito delle scienze economiche e anche i passaggi che appaiono identici in altre pubblicazioni, ma attribuite tra parentesi dalla Madia alla fonte originale, nel punto in cui sono riportate.
Tali passaggi sono stati esclusi dal conteggio anche quando ripresi parola per parola, ma senza virgolette (le regole accademiche impongono di virgolettare se le frasi sono riprese letteralmente). La tesi della Madia è sul sito dell’Imt.
Nel lavoro del ministro passaggi anche di centinaia di parole risultano identici ad altri già  apparsi in pubblicazioni scientifiche peer reviewed (cioè certificate dal controllo della comunità  scientifica), o in articoli che nel 2008 erano ancora in progress, in rapporti della Commissione europea, del Fondo monetario internazionale e di centri di ricerca (come l’Istituto Iza per l’Economia del Lavoro di Bonn,in Germania, o il National Bureau of Economic Research di Cambridge (Nber), Massachusetts, negli Usa).
“Anche articoli in progress, working paper, o i rapporti di istituzioni vanno assolutamente citati, ”spiega Gerhard Dannemann, direttore del Centro di Studi britannici a Berlino, membro del VroniPlag, il gruppo di accademici che ha analizzato le tesi di dottorato di decine di politici e professori tedeschi.
Per il confronto Il Fatto ha utilizzato due software antiplagio, PlagScan e iThenticate, che utilizzano algoritmi per creare una impronta digitale di ogni porzione del testo in esame e poi la comparano con le impronte dei passaggi di migliaia di documenti online.
Le fonti sono citate in bibliografia ma non nel testo:
In tre sottocapitoli della tesi del ministro, la quantità  di passaggi che risultano originariamente presenti in articoli di altri autori non citati dove appaiono nella tesi, è rispettivamente del 40%, del 56% e del 79%.
E in sette pagine su 95 si va dal 56% all’89% di testo identico a quello di altri autori, senza virgolette nè attribuzione della fonte.
In alcuni casi, si cita in parentesi il lavoro di un autore, ma si riprendono intere parti da un altro lavoro del medesimo autore, che però non è citato dove i passaggi sono riportati. Alcune pagine appaiono come collage di più articoli di diversi autori, senza fonte nè virgolette, inframezzate da frasi scritte dall’autrice della tesi.
La ministra ha risposto al Fatto con un sms: “Non sta a me giudicare la qualità  del mio prodotto, ma sono molto sicura della serietà  del metodo. Di certo ogni fonte utilizzata è stata correttamente citata in bibliografia”.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: denuncia | Commenta »

Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.144)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Marzo 2026 (231)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Marzo 2017
    L M M G V S D
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    2728293031  
    « Feb   Apr »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • RUBIO, METTICI UNA SOLETTA. IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO VIENE PRESO IN GIRO SUI SOCIAL PER LE SCARPE, TROPPO GRANDI, CHE HA DOVUTO INDOSSARE PERCHÉ…REGALATE DA TRUMP
    • LE OPPOSIZIONI CHIEDONO LE DIMISSIONI DEL GOVERNATORE LIGURE DI CENTRODESTRA, MARCO BUCCI, PER IL CASO DEL DOSSIERAGGIO DELL’UFFICIO STAMPA DELLE REGIONE NEI CONFRONTI DEI GIORNALISTI DEL “SECOLO XIX”
    • ESPLODE LO SCANDALO IN LIGURIA. PER MESI L’UFFICIO STAMPA DELLA REGIONE LIGURIA AVREBBE CONFEZIONATO DOSSIER NEI CONFRONTI DEI GIORNALISTI DEL “SECOLO XIX” E DEL SUO DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: SECONDO IL GOVERNATORE DI CENTRODESTRA, MARCO BUCCI, ERANO “COLPEVOLI” DI FAVORIRE IL CENTROSINISTRA E L’ASCESA DELLA SINDACA DI GENOVA, SILVIA SALIS
    • SE LA BENZINA COSTERÀ TRE EURO AL LITRO, RINGRAZIATE TRUMP, NETANYAHU E I LORO SUPPORTER ITALIANI
    • LA CORTE D’APPELLO DI ROMA SPIEGA LA RAGIONE DELLA MANCATA CONVALIDA DEL TRATTAMENTO DEI CPR IN ALBANIA DI CITTADINI MAROCCHINI CONDANNATI
    • TEHERAN STA MINANDO LO STRETTO DI HORMUZ: SONO GIÀ STATE COLPITE TRE NAVI, UNA DELLE QUALI DI PROPRIETÀ GRECA. SI TRATTA DELLA “STAR GWYNETH”, DI PROPRIETÀ DELLA COMPAGNIA DI NAVIGAZIONE “STAR BULK”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA