Destra di Popolo.net

ISTAT: IN ITALIA UN MILIONE DI FAMIGLIE SENZA LAVORO

Marzo 21st, 2017 Riccardo Fucile

E IN 970.000 LE DONNE SONO UNICA FONTE DI REDDITO… MAGGIORI DIFFICOLTA’ PER CHI HA PIU’ FIGLI E I MONO-GENITORI

In Italia è rimasta stabilmente sopra il milione la conta delle famiglie senza lavoro e quindi senza stipendio.
Sono, per la precisione, 1.085.000 i nuclei che secondo la statistica dell’Istat sono composti da persone abili al lavoro, ma in cerca di occupazione.
Una piaga che colpisce particolarmente il Sud, dove si situano 587mila casi: più della metà .
Rispetto allo scorso anno non cambia pressochè nulla: si passa da 1 milione 92 mila a 1 milione 85 mila (-0,7%). Si tratta di “case” dove tutti i componenti attivi, che partecipano al mercato del lavoro, sono disoccupati.
Non è detto che siano in assoluto senza un reddito, ma se quest’ultimo cìè arriva da altre fonti (come possono essere rendite o pensioni) e non dall’impiego.
I dati sono stati ricavati dalle tabelle pubblicate dall’Istituto di statistica, come media dei risultati che l’Istat raccoglie trimestralmente nell’indagine sulle forze di lavoro: si riferiscono all’intero 2016.
Le famiglie che non possono contare su alcun reddito sono il 6,6% di quelle presenti sul mercato del lavoro, ovvero 16,5 milioni. Il contraltare a quel milione di famiglie “a zero occupazione” sono i 13,9 milioni in cui tutte le forze lavoro sono impiegate.
Come sono fatte queste famiglie senza redditi da lavoro?
Sono in 448 mila casi coppie con figli, e 290 mila sono famiglie con un solo componente, single, più spesso uomo che donna (178 mila contro 113 mila).
Seguono 222 mila nuclei mono-genitore (e stavolta sono più donne, 192 mila) e 80 mila coppie senza figli.
Analizzando il tasso di disoccupazione delle persone tra i 25 e i 64 anni e incastrando i dati con il loro ruolo in famiglia, si nota come i valori più alti si registrino per i mono-genitori (12%), stanno invece decisamente meglio i single (8,4%).
Accendendo un faro su chi fa parte di coppie con figli, si sottolinea come all’aumentare della prole salga anche il tasso di disoccupazione (7,3% se c’è solo un figlio, 7,7% se due e 10% per tre o più). I coniugi o conviventi senza bambini si fermano al 7,6%.
Emerge poi la difficile situazione delle donne, che in molti casi sono la fonte di reddito principale. In 970mila famiglie, con e senza figli (e coniugi o conviventi tra i 25 e i 64 anni), la donna risulta infatti occupata a tempo pieno o part time, mentre l’uomo è in cerca di occupazione o inattivo (pensionato o comunque fuori dal mercato del lavoro).
Ci sono poi 192 mila famiglie monogenitore, dove c’è solo la mamma ed è disoccupata: quindi secondo i criteri statistici è in cerca di lavoro. La cifra è in aumento rispetto all’anno precedente (+5%).

(da “La Repubblica”)

argomento: Lavoro | Commenta »

CASAPOUND DIFFIDA SALVINI: PER LA SERIE “C’ERAVAMO TANTO AMATI”

Marzo 21st, 2017 Riccardo Fucile

“PRIMA GLI ITALIANI E’ UN MARCHIO REGISTRATO DA NOI, NESSUNO PUO’ USARLO”…   CASAPOUND VUOLE PORTARE IN TRIBUNALE SALVINI, MELONI, ALEMANNO E STORACE… IN MANCANZA DEI VOTI, ORA I SOVRANISTI LITIGANO SUL SIMBOLO

C’era un tempo in cui Casapound e Matteo Salvini andavano d’amore e d’accordo nella creazione del fascioleghismo del Terzo Millennio.
Poi qualcosa si ruppe, o meglio: Matteo Salvini è andato in Israele e nell’occasione li ha scaricati, sostenendo di non avere più rapporti con loro da due anni.
Oggi Casapound Italia si vendica con questo comunicato:
‘Prima gli italiani’ diventa un marchio, e un simbolo, registrato e ad usarlo potrà  essere solo CasaPound Italia. Lo abbiamo fatto per evitare che gli elettori vengano ancora una volta truffati da chi parla di preferenza nazionale e poi porta i voti a un centrodestra che è schiavo del Partito Popolare Europeo di Angela Merkel. Ci riferiamo in primo luogo a Matteo Salvini, che ha proposto di costituire, in vista delle elezioni politiche, una ‘federazione’ con Fi e Fdi dal nome ‘Prima gli italiani’: un’operazione con la quale il leader della Lega e la sua degna compare Giorgia Meloni ancora una volta si inchinano a Silvio Berlusconi, già  pronto al governo di coalizione Nazareno Bis come nel 2013, e svendono la Nazione per un seggio in parlamento.
Siamo pronti a portare in tribunale chiunque presenti un simbolo/marchio con scritto dentro ‘Prima gli italiani’: Esiste un simbolo registrato (di nostra proprietà ) che si chiama ‘Sovranità /Prima gli italiani’. Un simbolo che è già  stato presentato alle elezioni in passato e che anche questa volta useremo per impedire di utilizzare la parola ‘Sovranità ‘ nel simbolo a qualunque formazione, compreso il movimento degli ineffabili Alemanno e Storace.
I voti sovranisti non andranno al Ppe: CasaPound è impegnata in prima linea per impedire qualunque tentativo in questo senso operato dagli zombie di un centrodestra ormai fantasma.

(da “NextQuotidiano”)

argomento: Costume | Commenta »

VENTIMILA IN PIAZZA A LOCRI CONTRO LE MAFIE: “SIAMO TUTTI SBIRRI”

Marzo 21st, 2017 Riccardo Fucile

IMPONENTE CORTEO PER LA GIORNATA DELLA MEMORIA E IN RICORDO DELLE VITTIME INNOCENTI DELLE MAFIE… LA RISPOSTA DELL’ITALIA MIGLIORE ALLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

È partito il corteo con il quale Libera celebra a Locri la XXII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.
“Oggi a Locri siamo tutti sbirri. Ricorderemo tanti nomi di esponenti delle forze dell’ordine che hanno perso la vita e nessuno li può etichettare e insultare”.
Lo ha affermato don Luigi Ciotti, prima dell’inizio della cerimonia in piazza a Locri.
In testa al corteo ci sono i familiari delle vittime che reggono due striscioni di Libera con lo slogan della Giornata di quest’anno: “Luoghi di speranza, testimoni di bellezza”.
Dietro di loro una grande bandiera della pace portata da ragazzi migranti minorenni giunti in Calabria a bordo di barconi nei mesi scorsi.
A seguire i gonfaloni, le autorità  e migliaia di persone giunte da tutta Italia.
Una giornata che coinvolge centinaia di scuole, enti ed associazioni.
Il corteo, la cui partenza è slittata di circa mezz’ora proprio per il grande afflusso di persone, andrà  dalla zona nord del lungomare della cittadina per raggiungere la piazza centrale. Dopo l’iniziativa di domenica scorsa con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e le scritte ingiuriose comparse ieri su alcuni muri di Locri, quella di oggi e’ la giornata della memoria che apre le porte all’impegno.
In testa al corteo ci saranno don Luigi Ciotti, il fondatore di Libera, in prima linea nei progetti per la legalità ; il presidente del Senato, Pietro Grasso, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando.
Dopo l’arrivo nella piazza del paese è prevista la lettura dei nomi delle 950 vittime innocenti della mafia, con il presidente di Avviso pubblico, Roberto Montà , don Luigi Ciotti e un familiare delle vittime di mafia.
Nel pomeriggio spazio ai seminari e agli approfondimenti e poi un’assemblea degli studenti contro le mafie.

(da agenzie)

argomento: mafia | Commenta »

RAZZI COLPISCE ANCORA: DOPO IL SELFIE DELL’ORRORE, L’ORRORE ORTOGRAFICO

Marzo 21st, 2017 Riccardo Fucile

NON BASTAVA LA FOTO CON UN CRIMINALE, RAZZI REPLICA MA INCIAMPA IN UN ERRORE ORTOGRAFICO

Antonio Razzi colleziona contatti pericolosi.
Da anni considera il dittatore nordcoreano Kim Jong-un un amico personale, ora si fa un selfie con Bashar al-Assad, il leader siriano che mezzo mondo considera un genocida.
Il senatore di Forza Italia, componente della commissione Esteri di Palazzo Madama celebre per l’imitazione di Maurizio Crozza e per le sue esternazioni spesso accompagnate da errori grammaticali, viene subissato di critiche per quei sorrisi con l’uomo forte di Damasco. E replica da par suo.
“Il talk fesso offende solo le menti”, replica Razzi su Twitter a chi si dice indignato per quei sorrisi “con il genocida”.
Poi il senatore offre una lettura geopolitica della missione, ma inciampa sull’italiano: “L’incontro con Assad può servire ha costruire un ponte di pace”.

(da agenzie)

argomento: Parlamento | Commenta »

PRIMO DIBATTITO TV, PREVALE MACRON CON IL 29%, SEGUE MELANCHON (SINISTRA) CON IL 20%, APPENA IL 19% PER FILLON E MARINE LE PEN, CHIUDE IL SOCIALISTA HAMON CON L’11%

Marzo 21st, 2017 Riccardo Fucile

ALLA PRIMA ESPERIENZA IN UN DIBATTITO TV, IL CANDIDATO “OLTRE LA DESTRA E LA SINISTRA” STUPISCE TUTTI E TIENE TESTA ALLA LE PEN A MUSO DURO

Oltre tre ore di confronto dall’istruzione al terrorismo, si va persino ai tempi supplementari per parlare di istruzione, pensioni, laicità , terrorismo, immigrazione. Finalmente la campagna per le presidenziali entra nel vivo, a un mese dal voto, con un dialogo aperto e diretto tra i cinque principali candidati.
Dopo gli scandali giudiziari e le tante polemiche, i protagonisti della corsa all’Eliseo sono costretti a snocciolare le loro proposte.
Il format televisivo andato in onda ieri sull’emittente privata Tf1 è una novità , finora i dibattiti tra candidati si svolgevano solo prima del ballottaggio.
Ma in questa campagna elettorale i cui i due principali partiti di governo rischiano di non essere presenti al secondo turno anche i media si devono adattare.
Quello che aveva più da perdere era il nuovo favorito Emmanuel Macron, che secondo un sondaggio qualche ora prima del dibattito starebbe addirittura superando Marine Le Pen nei sondaggi (25,5 contro 25% al primo turno).
Il leader centrista, che non ha mai fatto una campagna elettorale, ha tenuto testa alla rivale annunciata Marine Le Pen, veterana di questi dibattiti rispetto a un “debuttante” come lui.
“Non voglio essere vice Cancelliera di Merkel” ha esordito lei, con una battuta sulla recente visita di Macron a Berlino. “Se non sbaglio, monsieur Macron, è favorevole al burkini?” ha attaccato la presidente del Front National dopo un’inizio un po’ ingessato. “Non mi faccia dire cose che non ho mai detto, non ho bisogno di un ventriloquo” risponde l’ex ministro che poi aggiunge: “Il burkini è un problema di ordine pubblico, non di religione. Smetta di voler dividere i francesi”.
Molto attaccata anche Le Pen, che è sembra impacciata sui temi economici, denunciando gli avversari “ultraliberali”, con Benoit Hamon e Jean-Luc Mèlenchon che si sono guardati perplessi.
Per giustificare la proposta di Brexit la leader del Front National ha mostrato un grafico sul calo della produzione industriale di Francia, Italia e Spagna, dopo l’ingresso nell’euro.
L’ex premier Fillon l’accusa: “Lei vuole distruggere il potere d’acquisto dei francesi con il ritorno al franco”. Lei risponde vantando i meriti del Brexit e allora Macron ribatte: “Come mai i promotori del referendum britannico sono poi andati a nascondersi lasciando tutto da fare ai conservatori?”.
Il fondatore del movimento En Marche ha giocato in pieno il suo ruolo da moderato, davanti a un Fillon sempre più a destra, che vuole abbassare a sedici anni la maggiore età  per i reati penali.
“Non parliamo di guerra civile” ha detto Macron che, a sorpresa, si è schierato con il gauchiste Mèlenchon sulle cause sociali della delinquenza.
Anche Hamon cerca di placare Le Pen sul boom della criminalità : “Lei è una drogata della cronaca nera, con una visione falsata” commenta il candidato socialista. “Ho gli occhi aperti” risponde lei.
Stesso scontro sull’immigrazione con Macron, Hamon e Mèlenchon quasi sulla stessa linea, ovvero l’inutilità  della chiusura totale delle frontiere e l’esagerazione dei dati sulla presunta “invasione” di rifiugiati.
“Su 100 persone che fuggono dalle guerre solo 4 vengono in Europa” precisa Macron. Mèlenchon sottolinea che bisogna combattere alla radici le cause delle migrazioni, un “esilio forzato” provocato da guerre militari e commerciali.
Ma la parentesi che mette la sinistra accanto a Macron dura poco.
Hamon – forse una delle sorprese della serata – si mostra molto aggressivo sul tema del finanziamento del movimento En Marche, alludendo alle lobby che sarebbero dietro al giovane candidato centrista.
“Garantisco che sarò un Presidente indipendente senza conflitti di interesse” risponde Macron, incalzato dal socialista che chiede di divulgare i nomi dei suoi grandi finanziatori. Anche Le Pen insinua di nuovo sul passato da banchiere del rivale.
“Se lei ha qualcosa di concreto da rimproverarmi si rivolga alla giustizia” risponde Macron che, come previsto, si è trovato al centro non solo politicamente ma anche nel tiro incrociato degli attacchi.

(da “La Repubblica”)

argomento: elezioni | Commenta »

LA MELONI INCIAMPA SU GOFFREDO MAMELI: LA NOMENKLATURA LOCALE LE FA DEPORRE LA CORONA D’ALLORO NEL POSTO SBAGLIATO

Marzo 20th, 2017 Riccardo Fucile

INVECE CHE NEL LUOGO DOVE L’AUTORE DI FRATELLI D’ITALIA E’ NATO, LA PORTANO IN QUELLO DOVE E’ VISSUTO PER QUALCHE TEMPO… E LEI ABBOCCA: “QUELLA DOVE E’ NATO E’ OCCUPATA DAI CENTRI SOCIALI, UNA COSA FOLLE”… MA NON E’ VERO, PERSINO LA POLIZIA SMENTISCE

La vicenda che andiamo a raccontare brevemente ha dei risvolti grotteschi per non dire umoristici, perfettamente in linea con i personaggi interpreti della piece teatrale.
Giorgia Meloni fa visita a Genova, anche per discutere con Toti su chi designare come candidato del centrodestra alle prossime comunali.
La nomeklatura locale composta principalmente da ex di qualcosa (da An a Forza Italia, passando per La Destra) che già  sentono profumo di poltrone con un partito quotato intorno al 4-5% a livello nazionale, mette a punto il programma della visita.
E una brevissima passeggiata da Piazza De Ferrari a Piazza San Lorenzo (100 metri) permette alla processione votiva di mettersi in posa uso foto-ricordo per la stampa locale.
La meta è largo Sanguineti dove si conclude il rito, attraverso la colocazione di una corona in ricordo di Goffredo Mameli, autore dell’inno nazionale Fratelli d’Italia.
E qui cominciano i problemi: solitamente si omaggia la casa natale del celebrando, nello specifico Goffredo non è nato nel luogo dove è stata condotta la Meloni, ma in via San Bernardo al civico 30 (vedi foto).
Solo successivamente la famiglia si trasferì per un periodo in quella che allora si chiamava piazza san Genesio, corrispondente all’attuale largo Sanguineti.
Peraltro la Meloni era informata perchè ai giornalisti ha dichiarato: «Oggi siamo stati sotto la casa nella quale visse Goffredo Mameli perchè mi dicono che quella nella quale nacque è occupata dai centri sociali, una cosa francamente folle».
E qui siamo alle comiche finali, perchè nessun centro sociale occupa i locali di via San Bernardo 30 e la segretaria di Fdi viene pure smentita dalla Questura.
In altre parole, nessuno le avrebbe impedito di deporre la corona nel luogo più consono, ovvero la vera casa natale di Goffredo Mameli.
Quale il motivo del depistaggio da parte della nomeklatura locale?
Forse via San Bernardo, essendo più stretta, non avrebbe permesso a tutti i dirigenti di rimanere immortalati nella foto ricordo?
L’Italia s’è desta, ma tanti fratelli sono ancora in sonno.

argomento: Fratelli d'Italia | Commenta »

CENTRODESTRA, VECCHIO COPIONE, LE REGIONALI IN LOMBARDIA IL COLLANTE: “L’ OPERAZIONE LEPENISTA E’ FALLITA”

Marzo 20th, 2017 Riccardo Fucile

SALVINI CAMBIA IDEA SULL’EUROPA, SULLE PRIMARIE, SUI VOUCHER ALTRIMENTI MARONI LO FA FUORI: “DIAMO UN’ULTIMA CHANCE ALL’EUROPA”… IN TANTE SEZIONI DEL NORD SALVINI NON PUO’ METTERE PIEDE

Il centrodestra c’è, ed è uno e trino: “federazione”, “coalizione”, “listone unico”. Detta così, sembra politicismo puro. Dietro le formule, però, si nasconde una trama reale, dopo settimane di gelo, in cui era data per scontata una rottura tra Berlusconi e Salvini, col primo proiettato nel ruolo di stampella (proporzionale) al Pd e il secondo avviato a una battaglia di testimonianza sovranista.
Il motivo, che costringe al dialogo, si chiama Lombardia, dove si voterà  il prossimo anno, presumibilmente l’anno delle politiche: “Se non riconferma Maroni — dice un colonnello leghista — Salvini lo vanno a prendere a casa, e per confermare Maroni serve l’alleanza con Forza Italia”.
Un elemento non irrilevante perchè — evidentemente — è complicato andare uniti in Lombardia e attaccarsi sul piano nazionale.
Il clima, dunque, è cambiato ora che sembra definitivamente accantonata l’ipotesi di elezioni anticipate e l’orologio della politica nazionale è sintonizzato sul 2018.
La pressione a tenere un rapporto col Cavaliere arriva innanzitutto dai suoi. Più che da Bossi, il cui controllo di aree del partito è residuale, da Maroni e dal grosso degli amministratori del Nord, gente pratica che vuole governo e territorio più che chiacchiere lepeniste.
Si spiega così il cambio complessivo dei toni degli ultimi giorni. Dal “non parlo con Sb da mesi” agli abboccamenti per un incontro.
Scomparse, nel senso che non si faranno, le primarie che Salvini aveva annunciato per una domenica di aprile, con la scusa che non c’è la legge elettorale (che non c’era neanche quando le ha convocate).
Cambiati i toni anche sull’euro e sull’Europa: dal no euro, al “voglio dare un’ultima chance all’Europa”.
Cambiati anche sul lavoro, dove Salvini ha dismesso la felpa alla Landini per attestarsi sul no al referendum sui voucher (prima che il governo ci mettesse mano) per non scontentare la constituency elettorale dei padroncini del nord.
Ecco. In attesa che, dopo le primarie del Pd, si apra il grande ballo sulla legge elettorale da cui si capiranno confini e prospettive dei poli, la notizia è che ciò che è stato dato per morto (il centrodestra), morto non è.
Ciò detto, è un magma informe. Uno e trino. I più spinti sull’idea di un “listone unico” sono il governatore della Liguria Giovanni Toti mentre in casa leghista l’ideologo è Giancarlo Giorgetti.
Sono gli “acceleratori”, il listone “con chi ci sta”, rompendo con Berlusconi prendendosi un pezzo di Forza Italia, prospettiva su cui convergerebbe anche Giorgia Meloni se ci stessero tutti.
Il loro ragionamento è: “Acceleriamo che il quadro è chiaro. Berlusconi non farà  che se stesso, ha in testa il solito schema. O questa generazione si intesta un ricambio politico e generazionale, oppure in politica il vuoto non esiste, arriva l’Urbano Cairo o il Paolo Deldebbio di turno e ci colonizza come un novello Berlusconi”.
Uno schema, questo, che Salvini vedeva bene fino a poco tempo fa, ma su cui ora ha frenato, per paura della fronda lombarda.
E della rivolta della base: “La verità  — prosegue la fonte — è che Salvini non può mettere piede in parecchie sezioni, dove i nostri gli rimproverano l’abbandono dei temi del Nord, le tasse, quelli tradizionali per andare a cercare voti che non arrivano al Sud. L’operazione lepenista è sostanzialmente fallita”.
Una frenata, con la proposta della “federazione” arrivata in diretta tv e che sostanzialmente non crea sconquassi al Nord. E va bene al partito dei governatori, intesi come Maroni e Zaia. Il quale, vera risorsa della Lega e da molti considerato un leader naturale, non ha alcuna intenzione di esporsi e lavora sul 2023, perchè pensa che il 2018 sia l’ultima tappa di un ciclo e l’inizio di qualcosa.
Ultima tappa che, per Berlusconi, ha la stessa forma della prima, ventitrè anni fa: la “coalizione”, con Salvini al posto di Bossi, la Meloni al posto di Fini e se stesso, con 80 primavere sulle spalle, al posto che aveva quando ne aveva 58.
Come allora ha ricominciato a seguire tutto personalmente: seleziona candidati, commissiona sondaggi, ha finanche ripreso a cantare con Apicella e a raccontare barzellette, segno che l’umore è davvero buono.
Prima ancora di Strasburgo, della eventuale riabilitazione a cui nemmeno i suoi avvocati credono, sente che le debolezze altrui (Renzi) abbiano riaperto la partita. E sente che l’occasione sia irripetibile, in quest’epoca di “pericolo populista”, in cui si è compiuto il miracolo — fino a pochi anni fa nessuno ci avrebbe creduto — che proprio il Cavaliere, populista novecentesco, può contare sulla benevola attenzione dell’establishment che lo vede, se non come una riserva della Repubblica, come un “populista buono” da contrapporre ai barbari veri.
Assisteremo, nelle prossime settimane, a un gioco tattico fatto anche di polemiche tra i due leader e di attacchi, in attesa di trovare un assetto, ma l’aria è cambiata radicalmente e i due sembrano condannati a trovare un accordo che — tolta di mezzo l’opzione “listone unico” — sembra più vicino.
E la palude proporzionale potrebbe risolvere il problema a tutti: ognuno corre per conto suo.
“Se poi non vince — dice un azzurro di rango — Berlusconi fa sempre a in tempo ad aprire alle larghe intese, ma solo come ipotesi B. Si gioca per vincere”.

(da “Huffingtonpost”)

argomento: Berlusconi | Commenta »

ORDINE DI ARRESTO PER TULLIANI, IL GIP: “FINI NON POTEVA NON SAPERE”

Marzo 20th, 2017 Riccardo Fucile

E L’EX SEGRETARIO DI AN QUERELA PER CALUNNIA LABOCCETTA CHE HA DICHIARATO DI AVERLO FATTO INCONTRARE CON IL RE DELLE SLOT

Ordinanza di custodia cautelare in carcere per Giancarlo Tulliani.
Al cognato dell’ex presidente della Camera Gianfranco Fini viene contestato il reato di riciclaggio nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti (ritenuti illeciti) della famiglia, con il “re delle slot” Francesco Corallo.
Il provvedimento, firmato dal gip Simonetta D’Alessandro e sollecitato dal pm Barbara Sargenti e dall’aggiunto Michele Prestipino, non è stato eseguito perchè Tulliani è residente da tempo a Dubai.
Per la magistratura italiana Giancarlo Tulliani è dunque irreperibile e, come scrive il gip D’Alessandro, da alcune intercettazioni telefoniche sarebbe emerso il suo auspicio di non tornare in Italia “per evitare guai giudiziari”. Volontà  di Tulliani di restare all’estero evidenziata anche dalle relazioni avviate negli Emirati Arabi.
Anche Fini è indagato per lo stesso reato e la sua posizione, si evince dall”ordinanza di arresto per Tulliani, si complica sulla base di nuove dichiarazioni rese da Amedeo Laboccetta, ex parlamentare che ai magistrati disse di aver fatto conoscere Fini e Corallo.
Con una nota, Fini fa sapere di aver dato mandato ai suoi legali di querelare Laboccetta per calunnia, dopo aver chiesto nei giorni scorsi “di essere interrogato dai magistrati”.
Il gip motiva la richiesta di arresto per Giancarlo Tulliani con la “strategia criminale reiterata” da Tulliani e favorita da contatti politici e dall’abilità  a muoversi a livello internazionale.
Tulliani, scrive il gip, tra il 2008 e il 2015 si è reso responsabile di “numerosi episodi di riciclaggio” che hanno coinvolto anche la sorella Elisabetta e lo stesso Fini, reati che “potrebbe reiterare”. Emblematico, per il magistrato, il tentativo fallito dell’indagato di trasferire 520 mila euro da un suo conto in Mps a un altro aperto presso gli Emirati Arabi.
L’ordine di arresto di Giancarlo Tulliani nasce da un approfondimento investigativo dell’indagine che aveva condotto il 13 dicembre scorso, all’arresto di Francesco Corallo, Rudolf Theodoor Anna Baetsen, Alessandro La Monica, Arturo Vespignani e Amedeo Labocetta, ritenuti capi e membri di un’associazione a delinquere a carattere transnazionale, che riciclava tra Italia, Olanda, Antille Olandesi, Principato di Monaco e Santa Lucia i proventi del mancato pagamento delle imposte sul gioco online e sulle video-lottery (Vlt), compiendo così reati di peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
Il profitto illecito una volta depurato, secondo chi indaga, sarebbe stato impiegato da Francesco Corallo in attività  economiche e finanziarie, in acquisizioni immobiliari e destinato anche ai membri della famiglia Tulliani.
Fini non poteva non sapere.
Lo fanno capire la Procura di Roma e il gip Simonetta D’Alessandro quando considerano “singolare che in un partito come An, dall’accentuata connotazione gerarchica, il Segretario (Fini, ndr) ignorasse l’esistenza della vicende di un gruppo industriale che si preparava all’accesso a livello nazionale e all’esito di una gara bandita anni prima (e vinta da Corallo, ndr) da un governo di cui Fini stesso era parte, per il lucrosissimo settore del gioco legale”.
A confermare i dubbi degli investigatori è stato ancora una volta l’ex parlamentare Amedeo Laboccetta che pochi giorni fa, correggendo buona parte delle dichiarazioni rese lo scorso dicembre durante un interrogatorio di garanzia, ha retrodatato al 2002 (anno in cui fu approvata la legge 289 in materia di giochi) la preparazione della società  di gioco legale ad opera di avvocati “intranei” ad Alleanza Nazionale e a uomini vicinissimi a Fini.
I rapporti tra Corallo e Giancarlo Tulliani, con la sua famiglia, sarebbero sorti solo successivamente, quando l’imprenditore – secondo la ricostruzione degli inquirenti – costituì delle società  off shore per loro per la realizzazione di una serie di significativi affari immobiliari, nella speranza che il rapporto con Fini gli tornasse sempre utile soprattutto per superare una serie di difficoltà  con strutture istituzionali maturate dopo l’esito della gara.
E per diversi anni, a partire dal 2007-2008, i Tulliani, a parere di chi indaga, diventano di fatto centrali ai fini della ricezione di ingentissime somme di denaro e varie utilità  provenienti da Corallo.
La vendita della famigerata casa di Montecarlo è solo uno degli episodi che dimostrano come Corallo si sia attivato senza risparmio di risorse per diventare di fatto un socio dei Tulliani.
E quando Corallo dopo qualche anno esce di scena, ecco che i Tulliani hanno in mano tanti di quei soldi da poter svolgere operazioni che lasciano tracce evidenti, come bonifici o vendita di appartamenti e relativa ripartizione dei proventi.
Il parere della Procura e del gip è che “questa vicenda nel suo complesso” contempla una serie di gravi reati che avrebbero segnato “un’intera fase politica, toccando in profondità  l’ordinamento economico dello Stato”.
La riprova “sta nella natura della posta in gioco, delle qualifiche soggettive e dei ruoli istituzionali dei soggetti coinvolti”. In primis proprio Fini, dapprima nella veste di vicepresidente del Consiglio dei ministri e poi presidente della Camera dei Deputati. C’è poi Amedeo Laboccetta, già  parlamentare e poi componente della Commissione Antimafia e della Commissione Finanze.
Infine Corallo, assistente parlamentare di Laboccetta e successivamente “re dello slot”. Titolare di imprese che hanno operato in regime concessorio all’interno dello Stato, “qualificabili in realtà , secondo gli accertamenti investigativi, come strutture di sistematica violazione degli obblighi fiscali, con gravissime interferenze su un Ufficio di controllo strategico quale era quello dei Monopoli di Stato”.

(da “La Repubblica”)

argomento: Fini | Commenta »

IL M5S PERDE ANCHE IL CAPOGRUPPO A SARZANA: “SOLO NEI REGIMI TOTALITARI ACCADE CHE SI ANNULLINO ELEZIONI DEMOCRATICHE PERCHE’ NON HA VINTO L’UNTO DEL SIGNORE”

Marzo 20th, 2017 Riccardo Fucile

L’ATTO DI ACCUSA DI VALTER CHIAPPINI: “IL SOGNO SI E’ TRAMUTATO IN INCUBO”

Il Movimento 5 Stelle a Sarzana si sgretola e perde il capogruppo Valter Chiappini. Rimasto l’unico grillino attivo in consiglio comunale con 95 accessi agli atti, 40 ordini del giorno, 255 interrogazioni (surclassati totalmente tutti gli altri consiglieri), 600 apparizioni sulla stampa e tre esposti (due alla Corte dei Conti e uno alla Procura), perchè l’ex candidato sindaco Johnny Giannini da due anni vive a Londra e lo scorso mese di dicembre la procedura per la sua decadenza scattata automaticamente dopo la settima assenza non giustificata consecutiva è stata cancellata clamorosamente dalla maggioranza.
Chiappini abbandona dopo una burrascosa riunione degli attivisti di venerdì sera scorso e lo fa con una lettera aperta che pubblichiamo integralmente.
Ecco la lettera:
«Esco da un sogno trasformato in incubo. – scrive Chiappini – Non è facile per me, che faccio della parola data e degli impegni presi inderogabili vincoli di vita, trovare le parole del perchè mi autosospendo dal Movimento 5 stelle. Vorrei poter spiegare e parlare faccia a faccia con tutti i 172 che hanno scritto il mio nome sulla scheda elettorale nel 2013 e con tutti i 1400 che hanno votato a quella tornata elettorale per il Movimento a Sarzana. Non essendo possibile spero che siano in tanti quelli che leggeranno questa nota».
«Ho tenuto con le unghie, camuffando il pesante malessere che derivava dal cercare di negare a me stesso, e a chi ha creduto ed ancora crede, quanto sia cambiato il Movimento rispetto a quanto prometteva quando ho accettato la candidatura. I principi portati avanti per una vita, trovati in quelli professati dal Movimento fino dal 2007, quando sui tavoli del giardino del Barontini facevamo riunioni in “4 gatti”, sono oggi, dentro al Movimento, un cumulo di macerie, demoliti da questa pazzesca deriva che lo sta ammorbando», continua.
«Ho tenuto con le unghie, cercando di contrastarla, facendo finta che non esistesse nonostante le “liste di proscrizione” dell’ex candidato sindaco Giannini, “unto dal signore” già  nel 2013, perchè nelle grazie delle “sentinelle” allora presenti sul territorio. – scrive ancora Chiappini – Ho tenuto con le unghie nonostante gli “inviti” a dimettermi da parte delle “sentinelle”, che presidiano il territorio e che escono ad ogni tornata elettorale per demolire costruende liste non gradite o attaccare consiglieri democraticamente eletti ma sgraditi. Nonostante da queste arrivassero insulti e sottili minacce tanto da far tornare alla mente i “Bravi” dei promessi sposi, se ci illudiamo ancora di avere a che fare con servi in qualche modo prezzolati, o qualcosa di peggio come io penso che sia».
«Ho tenuto con le unghie quando è stata demolita la volontà  della base, incredibilmente per una volta unita dopo altri tentativi fatti fallire, che votò, quasi all’unanimità  con 70 voti favorevoli e 4 astenuti su 74 aventi diritto, un unico candidato Sindaco a La Spezia che faceva veramente paura al sistema, ma che è stato bocciato, con un post senza firma in calce ad un articolo sul blog del Movimento, per un peccato originale di 25 anni prima. – continua le lettera di Chiappini – Avevo chiesto, ferito e demoralizzato da questo fatto, ai gruppi del territorio, che mi convincessero a continuare. E l’hanno fatto e li ringrazio ancora ora per l’enorme stima dimostratami, ma quell’incontro, registrato dalle “sentinelle” è finito, montato ad arte, nel dossier della mia proscrizione assieme ad un altro consigliere locale proscritto».
«Ho tenuto con le unghie pur condividendo con disperazione le difficoltà  dell’amico Consigliere regionale Francesco Battistini, reo di “lesa maestà ” nei confronti della capobastone regionale e deferito ai probiviri, nominati senza consultazioni, con l’imputazione, alla fine, di “libertà  di pensiero” esternata ad un giornalista ed appeso ad un capestro la cui botola sarebbe stata sicuramente aperta dopo le amministrative di Genova per non “compromettere” la campagna elettorale.
Il tutto sottacendo che, da tempo, le stesse “sentinelle” che presidiano il territorio montavano ad arte dossier su di lui e su di me, accusandomi di “complicità  per avere organizzato riunioni segrete e sediziose per mettere insieme cordate al fine di manipolare il voto a favore di Battistini”, quando neppure sapevamo chi votava Movimento», continua Chiappini.
«Ho tenuto con le unghie nonostante palesi dimostrazioni che uno non valeva uno, che la base non contava, che le scelte le faceva qualcuno senza discussione, giustificate con votazioni farlocche che proponevano scelte obbligate: dalla votazione on line sull’ipotesi di aggregazione col gruppo europeo di ALDE, all’ultima per confermare il “prescelto” dalla capobastone a Genova sconfitto nell’elezione del candidato Sindaco. – spiega –
Ma non riesco a passare sopra l’ultima e chiara dimostrazione di come il Movimento non sia più ciò che mi aveva fatto sognare.
Non riesco a passare sopra quello che succede solo nei paesi con regimi totalitari: l’annullamento di democratiche elezioni, pur a condizioni già  capestro, perchè la vincitrice, a sorpresa, ha battuto il “prescelto unto dal Signore”.
A tutto c’è un limite.
Ed il limite è stato passato quando Venerdì sera, ad una riunione del gruppo sarzanese si è presentata “a sorpresa” la capobastone regionale, con tanto delle succitate “sentinelle”, col solo intento di provocare e filmare col cellulare le reazioni, ed oggi mi ritrovo pure sotto accusa dopo quella serata infausta».
«So bene, quindi, che il sottoscritto non sarà  mai certificato alle prossime amministrative sarzanesi, reo di essere inviso dalle “Sentinelle” del territorio e dai capibastone e “condannato” per avere solidarizzato col reietto Francesco Battistini, (come lui fu solidale con chi, a Genova, portò per anni alto il nome del Movimento lavorando per esso, per il territorio ed i suoi cittadini, ma colpevole di non chinare la testa di fronte alla deriva totalitaria che stava avanzando) ed oggi accusato anche di avere programmato la “rissa” all’incontro di venerdì sera quando tutto dimostra il contrario: qualcuno ha voluto portare la storia ad un punto di rottura».
«Oggi il mio sogno di aver trovato nel Movimento la casa dei miei principi: onestà  morale ed intellettuale (prima che pratica), trasparenza, partecipazione, potere al popolo, si è trasformato in un incubo da cui voglio uscire nel rispetto della parola data ai miei concittadini.
Mi autosospendo, quindi, dal Movimento 5 stelle, ma continuerò ad onorare l’impegno in consiglio comunale fondando il gruppo “Sarzana in Movimento” con lo stesso programma e gli stessi principi che, sulla carta, sono quelli fondanti e che io non ho mai cambiato.
Nei confronti dei miei amici, del gruppo, che mi ha supportato e dato la forza di tenere duro in questi anni di sacrifico ed impegno, e dei miei concittadini che hanno i miei stessi principi, non cambia nulla: io ci sono e mi aspetto che anche loro ci siano. Indipendentemente dalla casacca che vorranno indossare, perchè non è la giacca che fa l’uomo, ma quello che ha dentro», conclude Chiappini.

(da “il Secolo XIX”)

argomento: Grillo | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.586)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.531)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.803)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (38.666)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Aprile 2026 (115)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (653)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Marzo 2017
    L M M G V S D
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    2728293031  
    « Feb   Apr »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • LA CLASSE DIRIGENTE DI “FUTURO NAZIONALE”: UN PO’ “ZANZARA” E UN PO’ BAR DI STAR WARS: JOE FORMAGGIO ENTRA NEL PARTITO DI ROBERTO VANNACCI
    • DA DOMANI INIZIA UNA NUOVA VIA CRUCIS PER L’ARMATA BRANCA-MELONI: LO SCANDALO PIANTEDOSI-CONTE È COMUNQUE UNA MINA PIAZZATA SOTTO PALAZZO CHIGI. L’UNICO CHE GODE È MATTEO SALVINI, CHE DA TEMPO SOGNA DI PRE-PENSIONARE IL SUO EX CAPO DI GABINETTO PIANTEDOSI PER TORNARE AL VIMINALE
    • CINGOLANI OUT: COSÌ PARLÒ FAZZOLARI. L’OFFENSIVA DI FRATELLI D’ITALIA CONTRO L’AD DI LEONARDO: “A DIVIDERE LE FETTE PIÙ GHIOTTE DELLA TORTA È SEMPRE LUI: GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IL PRINCIPE DELLE TENEBRE CHE DALLE SEGRETE STANZE DISTRIBUISCE POSTI E PREBENDE PER CONTO DELLA ‘CAPA’. MA PERCHÉ DOVREMMO FIDARCI DI UNO COSÌ?
    • SONDAGGIO GHISLERI: IL CENTROSINISTRA GUADAGA TERRENO, AUMENTA LA PARTECIPAZIONE E IL QUADRO POLITICO TORNA INCERTO”
    • CINQUE PERSONE STAVANO CAMMINANDO SUL LAGO DI BRAIES GHIACCIATO, QUANDO LA SUPERFICIE HA CEDUTO: SONO STATI SALVATI MENTRE RISCHIAVANO DI ANNEGARE
    • IL PREZZO DELLA BENZINA CONTINUA A CRESCERE: LA VERDE IN MODALITÀ SELF VIENE VENDUTA A 1,78 EURO AL LITRO, IL GASOLIO SI ASSESTA A 2,140 EURO, SI MOLTIPLICANO I DISTRIBUTORI CON I CARTELLI “CARBURANTE ESAURITO”
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA