Ottobre 25th, 2018 Riccardo Fucile
I CENTO UOMINI DISPIEGATI DA SALVINI POTEVANO ESSERE IMPIEGATI A CERCARE MAFIOSI, INVECE CHE A DISTURBARE PERSONE PERBENE
Sono arrivati in cento, tra polizia, carabinieri, vigili urbani, guardia di finanza, Asl, ispettorato del lavoro e vigili del fuoco.
Un blitz alla pizzeria del Rifugiato di Vicofaro promosso e autorizzato, in accordo con il comitato dell’ordine pubblico, dal prefetto Emilia Zarilli che ora dice: “Le pizze erano ad offerta libera e dei 60 migranti presenti solo uno era in una posizione di irregolarità ”.
Un imponente stuolo di forze dell’ordine per un nulla di fatto.
Si sente perseguitato don Massimo Biancalani, il prete dell’accoglienza, che parla di “controlli spropositati” e aggiunge: “Evidentemente ho pensato che volessero intimidirci”.
Il filo rosso con Riace e con la vicenda di Mimmo Lucano si fa sempre più intenso: il parroco sabato andrà proprio nel paese della Calabria a incontrare il sindaco pro migranti.
Alla cronaca locale del Tirreno il prefetto Zarilli spiega di approvare “da cristiano le opere di carità , ma nel mio ruolo sono chiamata al rispetto delle regole”.
L’ex ministro Pd, Vannino Chiti, ha però polemizzato: “Si sta rivelando una prova di forza o di intimidazione”.
Intanto il prefetto ha telefonato al parroco di Vicofaro per rassicurarlo che da parte della prefettura non c’è alcun intento persecutorio nei suoi confronti.”
(da Globalist)
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Ottobre 25th, 2018 Riccardo Fucile
DANIELA ALBANO: “IL CONTRATTO CON LA LEGA LO STRACCEREI DOMANI”
Rabbia e malcontento della sezione torinese del Movimento cinque stelle, dove la goccia che ha
fatto traboccare il vaso è la legge sulla legittima difesa, proposta dalla Lega e avallata dagli alleati pentastellati, contro evidentemente i valori di Daniela Albano, consigliera comunale nel capoluogo piemontese, che su Facebook scrive: “Eh no! Pure la legge sulla legittima difesa no! Ora mi pare che stiate proprio esagerando”.
“Pare fosse nel sacro contratto”, ironizza il collega di gruppo Damiano Carretto, al quale Albano replica, “sai per me ‘sto contratto dove puo’ andare a finire?! Preferisco continuare a marciare per fermare il Tav in Val di Susa – aggiunge la consigliera – piuttosto che piegarmi al maschilismo omofobo, razzista e violento della Lega”.
Frase che trova l’appoggio di Carretto. “Pure per me – precisa – era solo per dire che non e’ una sorpresa. Mi piacerebbe sapere che ne pensa chi quel giorno ha votato si'”. E ribadendo che “il contratto lo straccerei domani”, la consigliera Albano aggiunge rispondendo ad alcuni commenti, “per fortuna io non sono in Parlamento. Sono stata votata per amministrare Torino e non sono io ad essere alleata con la Lega. Io non capisco – prosegue – cosa porti questa alleanza di governo, non solo si permette di portare avanti pessime proposte di legge ma si viene anche additati come complici. Per me il problema principale e’ che ho passato 10 anni della mia vita a convincere i ‘compagni’ che il M5S non era cosi’ – conclude – e ora mi schianto contro questo Governo…”.
(da Globalist)
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Ottobre 25th, 2018 Riccardo Fucile
MA NON ERA LUI A LAVORARE 25 ORE AL GIORNO?
Il Giornale in un articolo a firma di Pasquale Napoletano ci racconta che nel MoVimento 5 Stelle c’è maretta nei confronti del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, additato come “scansafatiche” perchè non risponde alle interrogazioni e alle segnalazioni che provengono dai parlamentari grillini:
L’atto di accusa nella narrazione pentastellata è più grave: Toninelli è un ministro pigro, non ha voglia di lavorare. Non risponde alle interrogazioni e non si occupa dei problemi che i parlamentari, da Nord a Sud, gli sottopongono. Malumori cresciuti nelle ultime settimane, fino a diventare un problema politico per il vicepremier Luigi Di Maio, impegnato a sedare gli animi dei dissidenti.
Del gruppo dei congiurati farebbero parte i parlamentari Gregorio De Falco, Fabio De Micco, Vincenzo Presutto, Franco Ortolani, Luigi Gallo, Paolo Nugnes.
Molti sono esponenti dell’ala ortodossa, vicina al presidente della Camera Roberto Fico, in conflitto permanente con i colleghi legati alla corrente di Di Maio.
A sostegno della propria battaglia la fronda ha stilato un elenco delle interrogazioni, mai prese in considerazione dal ministro: 19 settembre sul grande progetto per l’adeguamento ferroviario dell’area metropolitana nordbarese, 17 luglio sui lavori per il waterfront del porto di Napoli, 26 luglio gestione dei fondi per le autorità portuali.
Il ministro insomma è sempre più in bilico:
Un atto di accusa che diventa preludio a una sfiducia politica nei confronti del ministro. La crociata anti-Toninelli si incrocia con l’altra battaglia, che gli ortodossi stanno portando avanti contro il decreto sicurezza del ministro dell’Interno Matteo Salvini. I senatori Paola Nugnes e Gregorio De Falco sono i firmatari di alcuni emendamenti che costituirebbero una mina esplosiva per il decreto.
E per l’alleanza tra la Lega e il Movimento Cinquestelle. Di Maio pensa a un compromesso: la testa del ministro è la contropartita ad un percorso blindato, senza emendamenti, al decreto sicurezza.
Ma, come sappiamo, De Falco non sembra d’accordissimo con il ritiro degli emendamenti al decreto sicurezza.
(da “NextQuotidiano”)
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Ottobre 25th, 2018 Riccardo Fucile
CATERINA PIFANO: “QUANDO E’ TROPPO E’ TROPPO”
“Lo sapevo che non ci sono gruppi politici dove non esistono dissapori. Ma quando è troppo è
troppo”. Caterina Pifano, consigliera comunale grillina a Bolzano, ha deciso di uscire dal Movimento Cinque Stelle subito dopo il voto provinciale di domenica scorsa che ha visto trionfare la Lega.
Decide di seguire le orme dell’ex leader del M5S altoatesino Paul Koellensperger, uno dei vincitori delle provinciali che col suo partito nato solo quattro mesi fa ha ottenuto sei seggi in Consiglio.
“Io facevo parte di quel gruppo che nel Movimento Cinque stelle si sente di sinistra. E non posso restare quando si scende ogni giorno a compromessi con la Lega che predica e fa politiche di destra”, spiega adesso Pifano.
“Non so cosa farò, non so se seguirò Koellensperger – continua – qui, non so se lo sapete, ha vinto Salvini. Per me è stata una delusione troppo cocente. Il problema non è essere vicini o lontani a questo o a quello. Io mi sento vicina al Movimento delle origini. E allora il problema è capire chi ha tradito chi”, continua con una voce mesta.
“Sono molto affranta, non è stata una decisione facile, ma quando cominciano a dire che coltivi interessi personali è veramente troppo. Non è un momento facile perchè, come si dice, sono sottoposta alla famosa gogna mediatica. Ma lo sanno tutti che non si arricchisce in un Consiglio comunale”, spiega a mezza voce
Pifano, per il momento, non risponde neanche all’ultimatum lanciato dai suoi ex compagni di partito che la vogliono fuori da Consiglio comunale per fare posto ad un altro grillino. “Come previsto dal codice etico dai lei sottoscritto si dimetta anche dal Consiglio per consentire ad un altro esponente del M5S di sostituirla”, dicono.
Ma anche i grillini altoatesini confermano che alla base della rottura ci sono “la politica sociale ed economica del M5S a livello nazionale”.
“Noi qui eravamo – spiega Pifano – un bel gruppo con tante belle idee. Con un’idea di democrazia e di politiche economiche e sociali che non prevedeva la flat tax o cose di questo genere. Ma poi è arrivata questa svolta. E la coerenza impone di dire ‘fermatevi, non andate avanti’. Perchè questi continui compromessi non ci fanno bene”.
Romana, laureata a Pavia, trapiantata a Bolzano, Pifano ha un curriculum fitto fitto. Adesso dice però che “la politica non richiede più un certo tipo di competenze. È un problema generale, che riguarda tutti i partiti”.
Ma la cosa che la intristisce molto è questo distacco da una certa idea di sinistra del Movimento. Continua a ripetere che “non si possono fare compromessi con la Lega. C’è uno studio che dimostra come i nostri programmi e i loro sono diametralmente opposti. E me lo dicono tanti con cui parlo”.
Adesso esce dal Movimento, lamentando la gogna mediatica. E dice, lei che fra le tante cose ha fatto anche la giornalista, “di non condividere l’attacco ai contributi all’editoria, un attacco al pluralismo. Non puoi pensare che un giornalista è buono se condivide quello che dici e un giornalaio se avanza delle critiche”.
(da agenzie)
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