Febbraio 15th, 2020 Riccardo Fucile
ARRIVA LA DEMENZIALE SCOMUNICA DELLA LEGA E IL SINDACO DI RAPALLO CHIOSA: “CHE I LEGHISTI SI METTANO D’ACCORDO, DA PARTE MIA MASSIMA STIMA PER LA CONSIGLIERA”
Laura Mastrangelo è consigliera comunale alla Pubblica Istruzione in quel di Rapallo. La
commissione mensa, presieduta da lei ma formata anche dai rappresentanti dei genitori e degli insegnanti, dai dottori dell’Asl4 Chiavarese, da esperti esterni e da rappresentanti della ditta (l’altoatesina Markas) che ha in gestione la refezione scolastica, aveva deciso di servire piatti internazionali nelle mense scolastiche.
Ma dopo poco è arrivata la scomunica della Lega.
Racconta oggi Il Secolo XIX che Alessandro Puggioni, rapallese, leghista della primissima ora, consigliere regionale uscente e in rampa di lancio per la ricandidatura, ci è andato giù durissimo: «La linea del partito a livello nazionale, regionale, comunale è chiara: noi ci battiamo per la difesa dei prodotti regionali e a chilometro zero. La decisione va ritirata, questa è l’unica linea ufficiale. Pesto, pescato del nostro mare, torta pasqualina: questo chiediamo nelle mense delle scuole dei nostri ragazzi. E se vogliamo variare, c’è l’imbarazzo della scelta nei piatti tipici delle regioni italiane».
E il conto delle pietanze esotiche, alla fine, potrebbe essere parecchio salato per Mastrangelo: rumors rapallesi (e un’indiscrezione via WhatsApp) davano pure il leader del Carroccio Matteo Salvini indispettito assai, su questa vicenda.
«Non so se Salvini si sia arrabbiato, può anche essere perchè la linea del partito è la difesa del made in Italy, del chilometro zero. Certo che la proposta, uscita sul Secolo XIX, ha creato clamore e reazioni anche dure — risponde Puggioni — se Salvini deciderà per l’espulsione di Mastrangelo agiremo di conseguenza. Io credo che lei, alla fine, si sia mossa in buona fede. Ha fatto uno sbaglio, può succedere, è alla prima esperienza in politica».
«È la prima volta che accade una cosa del genere, che i leghisti si mettano d’accordo — risponde il sindaco di Rapallo Carlo Bagnasco, coordinatore regionale di Forza Italia — da parte mia c’è massima stima, che confermo, alla consigliera incaricata Mastrangelo. In questi mesi nel suo ruolo ha ben lavorato mettendo come priorità , sempre, i bambini».
(da “NextQuotidiano”)
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Febbraio 15th, 2020 Riccardo Fucile
INDIVIDUATI DAGLI STEWARD, PUGNO DURO DELLA SOCIETA’: “CAGLIARI E LA SARDEGNA IN TERMINI DI ACCOGLIENZA E RISPETTO NON PRENDONO LEZIONI DA NESSUNO, ABBIAMO DEI VALORI DI RIFERIMENTO, CHI NON LI RISPETTA NON E’ DEGNO DI NOI”
Si tratta del primo, vero calcio al razzismo. Arriva direttamente dal Cagliari, la società di proprietà del presidente Tommaso Giulini.
Il Cagliari ha riconosciuto e identificato tre suoi tifosi reponsabili di insulti e di offese a sfondo razziale nei confronti di calciatori avversari.
In seguito a questa identificazione, il Cagliari ha deciso di espellere per sempre dalla Sardegna Arena questi tre tifosi che, da questo momento in poi, non potrnno più seguire le partite casalinghe dei rossoblù.
La cosa che balza immediatamente all’occhio è che — in base a quanto si legge nel comunicato stampa — non si tratta di esponenti del tifo organizzato, dal momento che non avevano mai seguito le partite in curva, nel settore solitamente riservato agli ultrà . Erano, invece, tifosi che seguivano occasionalmente le partite nei settori Tribuna e Distinti.
La società lo ha comunicato attraverso una nota stampa:
L’individuazione dei soggetti coinvolti, titolari di biglietto occasionale nei settori Distinti e Tribuna, è stata possibile grazie all’azione coordinata di steward e del personale preposto alla sicurezza interna del club. In ottemperanza al codice regolamentare in vigore, ma soprattutto a tutela dei tifosi del Cagliari, della città di Cagliari e di tutta la Sardegna, che in termini di accoglienza e rispetto non hanno certo bisogno di prendere lezioni, sono state irrogate sospensioni del gradimento perpetuo, che impediranno a chi si è macchiato di queste azioni deprecabili di entrare alla Sardegna Arena, per qualsiasi manifestazione, per sempre.
Il Cagliari, viene sottolineato al termine della nota, crede in determinati valori e tutte le persone che non li rispettano non possono far parte delle sue attività . Ecco spiegato il durissimo provvedimento nei confronti dei tre tifosi.
Si è parlato spesso delle misure contro il razzismo negli stadi italiani: sono state organizzate manifestazioni per sensibilizzare i tifosi sul tema, sono state lanciate iniziative promozionali che hanno utilizzato volti noti del mondo dello sport. Nessuna delle iniziative, tuttavia, ha ottenuto i risultati attesi. Il pugno duro contro l’intolleranza può essere l’unico deterrente per eliminare il razzismo dagli stadi italiani.
(da agenzie)
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