Febbraio 1st, 2020 Riccardo Fucile
“VIVE IN UNA CASA POPOLARE CON UNO STIPENDIO DI 3400 EURO AL MESE. MA PURTOPPO NON E’ TUNISINO”
Continua a sollevare sdegno la figura del vicesindaco di Ferrara Naomo Lodi, tronfio e maleducato
alle telecamere di Piazzapulita (è quello di ‘vi faccio un culo così’) e poi scomparso dopo la sconfitta della Lega in Emilia-Romagna.
I due attori Ficarra e Picone sono intervenuti con un tweet sulla vicenda, scrivendo: “Il vicesindaco leghista di Ferrara Naomo Lodi vive in una casa popolare nonostante un reddito netto di 3.400 euro al mese. Ha un contrassegno disabili tuttavia corre, va in bici e solleva pesi. Ma, purtroppo per noi, non è tunisino”.
Per quanto riguarda la casa popolare, questione che era già stata sollevata due mesi da Luigi Marattin di Italia Viva, Lodi si è difeso dicendo che può attendere più di un anno per traslocare, visto che le entrate del 2019 saranno dichiarate all’Isee nel 2021.
Riguardo invece al pass per disabili, il vicesindaco aveva mostrato ai cronisti un certificato medico in cui gli veniva confermata una disabilità del 46% collegata a uno schiacciamento delle vertebre dovuto a un incidente. Ma Fausto Bertoncelli, responsabile dell’Ufficio Benessere Ambientale del Comune di Ferrara ha dichiarato: “Quando la tua deambulazione torna normale lo devi restituire, invece ce l’ha ancora. Quel certificato non dà titolo ad avere il pass per disabili”.
(da Globalist)
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Febbraio 1st, 2020 Riccardo Fucile
“L’INCHIESTA RUOTA ATTORNO A CASI CIRCOSCRITTI TERRITORIALMENTE, SI SONO DETTE FALSITA'”
Dopo la ribellione della città , adesso anche le critiche della magistratura per quella che è stata una delle più vergognose strumentalizzazioni della politica che ha visto uniti M5s (mai con il partito di Bibbiano, Di Maio dixit) alla Lega di Salvini e Borgonzoni con il loro parlateci di Bibbiano.
L’inchiesta sugli affidamenti in Val d’Enza ruota attorno a casi “circoscritti territorialmente”, eppure si è diffusa “l’idea che esista un generalizzato ‘sistema Bibbiano’, complice un’informazione giornalistica non sempre misurata e a volte pressapochista. La polemica politica poi ci ha messo del suo, ma su questo è meglio tacere”.
Sono le parole del procuratore generale presso la Corte d’appello di Bologna, Ignazio De Francisci, che ha toccato il tema Bibbiano intervenendo alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario in Emilia-Romagna
L’inchiesta “ha imposto un doveroso controllo sui casi interessati dall’indagine, otto. Due di questi otto – riepiloga De Francisci – sono stati definiti con decreto del Tribunale, non impugnato dai genitori, in cinque casi si sono avuti collocamenti extra familiari. Si è operato da parte della Procura minorile un’attenta valutazione in merito agli effetti sulle decisioni giudiziarie delle ipotizzate azioni delittuose; ebbene l’esito di tali valutazioni autorizza a ritenere che l’esercizio dell’attività giudiziaria non ha subito compromissioni di rilievo derivanti dalle condotte oggetto di indagine penale, posto che gli interventi in corso a tutela dei minori coinvolti, emergenti da risultanze ulteriori rispetto alle relazioni dei servizi, sono risultati del tutto doverosi, seppur essi siano proseguiti con l’affidamento degli incarichi ad altri servizi e in alcuni casi con l’affidamento di consulenze tecniche”.
Si è “quindi trattato di casi circoscritti territorialmente- afferma il procuratore generale- peraltro tutti ancora al centro di un procedimento penale giunto alla fine delle indagini” e ora “pronto per la verifica dibattimentale”.
(da agenzie)
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Febbraio 1st, 2020 Riccardo Fucile
DIMESSI 13 PAZIENTI , SOTTO OSSERVAZIONE 20 PERSONE CHE HANNO AVUTO CONTATTI CON LA COPPIA, 13 ANCORA RICOVERATI PER ESAMI
“Sono in continuo monitoraggio” da parte del personale dell’Istituto nazionale di malattie infettive
Spallanzani di Roma le condizioni cliniche dei due cittadini di nazionalità cinese provenienti dalla città di Wuhan, risultati positivi al test per il nuovo coronavirus e attualmente ricoverati nella struttura romana.
“La donna di 65 anni, pur mantenendo condizioni cliniche discrete – si legge nel bollettino del 1 febbraio – ha presentato nella giornata odierna un episodio di nausea e vomito. L’uomo di 66 anni attualmente è in condizioni cliniche stazionarie, con un quadro di polmonite interstizio alveolare bilaterale. Presenta febbre associata a tosse e astenia. La coppia è sottoposta a continui controlli e monitoraggio da parte dei sanitari”, ribadisce l’Istituto.
Le 20 persone, che hanno avuto contatto con la coppia cinese positiva all’infezione da nuovo Coronavirus, continuano a essere sotto osservazione all’Istituto Spallanzani. “Sono tutte in buone condizioni generali e la loro salute non desta preoccupazioni”, si legge sul bollettino diffuso dall’ospedale.
“È in buone condizioni di salute ed è risultato negativo al test per il nuovo coronavirus” il paziente di nazionalità romena, un operaio di 42 anni, che avrebbe dichiarato all’ospedale di Tivoli, dove sarebbe andato ieri sera perchè aveva la febbre alta, di essere stato a contatto con la coppia nell’hotel Palatino. Il direttore dell’hotel, dove i turisti alloggiavano, ha tuttavia smentito categoricamente sia un dipendente della struttura o di un’azienda collegata.
Al momento all’Ospedale Spallanzani di Roma sono ricoverati “13 pazienti provenienti da zone della Cina interessate dall’epidemia e tutti loro sono stati sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus, tutt’ora in corso”. Altri 13 pazienti che erano in isolamento nella struttura sono stati dimessi dopo il risultato negativo dei test per la ricerca del virus.
(da agenzie)
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Febbraio 1st, 2020 Riccardo Fucile
SEQUESTRATI PER 19 GIORNI, DOVETTE INTERVENIRE LA PROCURA DI AGRIGENTO A ORDINARE LO SBARCO PER EMERGENZA SANITARIA DOPO CHE IL TAR AVEVA INTIMATO A SALVINI DI PORRE FINE AL SEQUESTRO
È arrivata in Senato la comunicazione di una nuova richiesta di autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini per sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio: la richiesta è relativa a un soccorso della Open Arms che Salvini ha bloccato per 19 giorni al largo di Lampedusa a cavallo di Ferragosto.
Salvini è stato indagato ad Agrigento per aver impedito lo sbarco di 164 migranti soccorsi in zona SAR libica. La vicenda fu sbloccata dal sequestro dell’imbarcazione disposto, per motivi di emergenza sanitaria, dal procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio. Patronaggio aprì di conseguenza una indagine per sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio.
Gli ultimi 83 migranti furono fatti sbarcare a Lampedusa il 21 agosto scorso dopo 19 giorni passati in navigazione. A sbloccare la situazione era stato il sequestro dell’imbarcazione, disposto dal procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, che aveva di conseguenza ordinato l’entrata in porto della Open Arms.
La decisione sullo sbarco venne presa all’epoca al termine di un vertice che si era svolto alla Capitaneria di Porto di Lampedusa tra il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, che nel pomeriggio aveva fatto una ispezione sulla nave con uno staff di medici, e i vertici della Capitaneria. All’epoca in molti si erano gettati in mare ed erano stati poi caricati a bordo della Guardia Costiera e portati a riva.
Il gip di Agrigento Stefano Zammuto nel provvedimento di convalida di sequestro della nave Open Arms aveva scrittoscritto: ”Sussiste il fumus del reato di sequestro di persona da parte dei pubblici ufficiali in corso di identificazione sulla base del fatto che il Tar aveva sospeso il divieto di ingresso in acque territoriali e i migranti sono, quindi, stati trattenuti indebitamente dal 14 agosto“.
Per il gip “è stato omesso il preciso obbligo di individuare un porto sicuro spettante all’Italia in quanto primo porto di approdo in base al trattato di Dublino”.
E il giudice aveva anche disposto la restituzione della nave alla Ong spagnola ravvisando che “non sussistono, dopo l’evacuazione e il soccorso dei migranti, esigenze probatorie anche in considerazione del fatto che non si ascrive all’organizzazione e all’equipaggio alcuna responsabilità ”, convalidando il sequestro. Il provvedimento era stato disposto il 20 agosto dal procuratore capo Luigi Patronaggio e dall’aggiunto Salvatore Vella nell’ambito del filone di inchiesta che ipotizzava, per il momento a carico di ignoti, il reato di rifiuto di atti di ufficio in relazione alla mancata evacuazione della nave della Ong spagnola che aveva salvato, in acque libiche, due gruppi di migranti.
(da agenzie)
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Febbraio 1st, 2020 Riccardo Fucile
CORONAVIRUS, I DATI SMENTISCONO LE BALLE DI SALVINI
Anche di fronte a un’emergenza globale — qual è diventata l’epidemia coronavirus — Matteo Salvini
non perde occasione per attaccare il governo. E lo fa parlando in conferenza stampa da via Bellerio, a Milano, dopo il consiglio federale della Lega.
«Come Lega contiamo che il governo verifichi ogni singolo ingresso in Italia via mare, via aereo e via terra, perchè con la salute dei cittadini non si scherza. E mentre altri paesi europei hanno fatto subito in fretta, in Italia siamo arrivati a giovedì sera alle 22.30 a sospendere i collegamenti aerei. Quindi al di là della polemica, quando c’è di mezzo la salute dell’intera popolazione, contiamo che tutti facciano quello che devono fare. Abbiamo l’impressione che qualcuno abbia perso tempo», ha detto Salvini
Eppure l’Italia non ha perso tempo sull’emergenza coronavirus. Tutt’altro.
Siamo stati, infatti, il primo Paese a interrompere i voli con la Cina, come ha detto due giorni fa il premier Giuseppe Conte durante una conferenza stampa.
Una decisione che non era stata richiesta dall’Organizzazione mondiale della sanità , dopo l’annuncio dell’emergenza sanitaria mondiale, ma che comunque è stata presa per tutelare la salute dei cittadini.
«Già quando l’Oms, il 22 gennaio, ha scelto di non fare quella dichiarazione su scala globale (la decisione di dichiarare lo stato di emergenza sanitaria per sei mesi, ndr), abbiamo deciso di adottare comunque misure di maggiore precauzione, per tutelare la salute dei cittadini. Giovedì, l’Oms ha rettificato la precedente determinazione, considerando la situazione più grave, e anche noi abbiamo ritenuto di alzare il livello di sorveglianza. Così sono arrivati il blocco dei voli e appunto lo stato di emergenza», ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza.
Ma Salvini forse questo non lo sa. O fa finta di non saperlo.
(da agenzie)
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Febbraio 1st, 2020 Riccardo Fucile
NEL PEGGIORE DEI CASI DOVREMO ASPETTARCI DA 39.000 A 190.000 CASI, MA I DANNI COLPIREBBERO SOPRATTUTTO LA CINA
Il nuovo cononavirus per ora è risultato mortale solo in Cina, prevalentemente si trattava di pazienti con altre patologie che ne avevano indebolito il sistema immunitario. The Lancet ha pubblicato recentemente uno studio epidemiologico, evidenziando che l’età media dei pazienti sarebbe di 55 anni.
In Cina sono tutti adulti, al momento non risultano bambini. Un particolare fatto notare in un recente post da Pier Luigi Lopalco, presidente di Patto trasversale per la scienza.
«Dove sono i bambini? -chiede lo Lopalco — Come mai tutte le infezioni respiratorie colpiscono prevalentemente i bambini mentre i casi riportati da coronavirus sono tutti negli adulti? Nella epidemia da novel-CoV in Cina la diffusione fra i bambini può essere stata rallentata dalla chiusura delle scuole.
Ancora una volta, aspettiamo dettagli maggiori sui casi che si presentano con pochi sintomi. È lì la chiave per capire se la pandemia può essere o no arrestata».
Intanto Nature, con un articolo firmato da Dyani Lewis, rende noti due scenari possibili dell’evoluzione dell’epidemia. Indispensabili da conoscere, per contenere la diffusione del novel-CoV nel mondo.
Il principale “campo di battaglia”: Wuhan in Cina
Intanto la Cina blocca le città dove sono stati individuati i focolai dell’epidemia, mentre ci si affanna a produrre nuovi studi a tempo di record, sulla base dei dati che man mano vengono messi a disposizione dei ricercatori. Come il primo studio epidemiologico sulla trasmissione uomo-uomo del virus, pubblicato da una delle più prestigiose riviste di settore: il New England Journal of Medicine.
Sulla base delle informazioni raccolte, riguardanti 425 pazienti, «ci sono prove che la trasmissione da uomo a uomo è avvenuta attraverso stretti contatti dalla metà di dicembre 2019 — scrivono i ricercatori nella conclusione -. Saranno necessari sforzi considerevoli per ridurre la trasmissione e controllare i focolai, se dinamiche simili si applicassero altrove».
Due scenari: uno peggiore e l’altro meno
Ecco quindi gli scenari presentati da Nature. Il peggiore: dal momento che oggi contiamo in tutto il mondo più di novemila casi, è possibile calcolare che l’epidemia, diffondendosi ulteriormente, possa produrre dai 39mila ai 190mila casi. C’è anche chi teme che la rapidità della diffusione del virus possa rendere quasi impossibile il suo contenimento nella regione di Wuhan.
Lo scenario leggermente migliore: se Pechino riuscirà ad adeguare al meglio le sue misure di controllo — che al momento non sembrano efficienti — il numero di infetti potrebbe essere più contenuto. Il problema è infatti principalmente sulle spalle della Cina. Nel resto del mondo non si contano, nel momento in cui scriviamo, più di 100 casi accertati.
A questo dobbiamo aggiungere altri due elementi: la possibilità del contagio da infetti asintomatici, confermata; e quella che il novel-CoV muti ulteriormente, divenendo più efficiente; al momento sono solo ipotesi, di cui però bisogna tener conto.
Dopo il passaggio della trasmissione da un animale a un’altra specie, è molto probabile infatti che il virus tenda a subire una pressione selettiva — che i nostri stessi sistemi immunitari gli forniranno -, riuscendo così a rinforzarsi.
(da Open)
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Febbraio 1st, 2020 Riccardo Fucile
BORRELLI STA DEFINENDO IL PIANO D’INTERVENTO, STANZIATI 5 MILIONI DI EURO
L’emergenza Coronavirus finisce nelle mani del capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. Sarà
lui, in qualità di Commissario straordinario a definire gli interventi, coordinare le varie amministrazioni coinvolte e gestire i 5 milioni di euro stanziati dal Consiglio dei ministri.
In analogia a quanto accadde nel 2003 con la Sars, quando fu Guido Bertolaso ad essere nominato commissario.
L’annuncio è stato dato dal premier Giuseppe Conte al termine della riunione del Comitato operativo della Protezione civile, cui ha partecipato anche il ministro della Salute, Roberto Speranza.
E Borrelli ha già cominciato ad abbozzare un piano d’intervento che prevede anche, tra le altre cose, la possibilità di requisire hotel o strutture ricettive per sistemare le centinaia di turisti cinesi presenti nel nostro paese e che devono essere rimpatriati visto il blocco dei voli.
Sono tanti i pezzi di Stato in campo nella partita per contrastare la diffusione del virus: ministeri, enti, Regioni, Asl.
Il Commissario dovrà tirare le fila, raccordare i soggetti coinvolti ed attuare le necessarie sinergie perchè tutto funzioni al meglio. “Il nostro paese ha messo in piedi un sistema di prevenzione che ci consente di gestire in modo assolutamente adeguato questa situazione, nessuna paura e nessun allarmismo” dice lui confermando che il compito della protezione civile “sarà quello di coordinare una macchina complessa per fare ogni attività necessaria di prevenzione ed evitare così la diffusione del virus”.
Borrelli potrà inoltre agire in deroga alle norme per realizzare celermente le misure che saranno decise.
Nelle prossime ore sarà firmata un’ordinanza contenente la sua nomina, l’indicazione della struttura commissariale che lo supporterà , lo stanziamento dei 5 milioni per la prima fase dell’emergenza e la definizione dei tempi di presentazione del Piano d’intervento che prevederà le misure specifiche da adottare. Un piano che interesserà diversi ambiti. Uno dei problemi emergenti, ad esempio, è il rimpatrio delle migliaia di cinesi che si trovano in Italia e non possono tornare a casa per lo stop dei voli.
L’ordinanza nominerà soggetto attuatore Enac e Farnesina, in modo che si potrà lavorare ad un programma di partenze per la Cina, quando sarà il momento.
Ed intanto gestire l’ospitalità dei cittadini cinesi: soltanto negli aeroporti romani ce ne sarebbero 500 bloccati. Per questo si sta ragionando sull’ipotesi di requisire gli alberghi. Dovranno poi essere decise le modalità con cui fare i controlli in porti, stazioni ed aeroporti e le aree nei terminal da dedicare agli screening sanitari; l’eventuale blocco di voli da altri Paesi, le regole da seguire quando arrivano passeggeri dalla Cina e anche per chi fa scali intermedi.
Il piano dovrebbe prevedere anche l’adozione di sistemi di protezione individuale per tutti gli operatori di sanità che hanno a che fare con l’emergenza e una più completa informazione da parte delle autorità sanitarie a tutti quelle istituzioni e aziende che erogano servizi e che sono a diretto contatto con il pubblico: dalle ferrovie alle poste e ai trasporti pubblici locali, dai vigili del fuoco alle forze di polizia. Per quanto riguarda Regioni e Asl, saranno chiamate ad individuare gli ospedali che diventeranno il presidio per le situazioni di emergenza, mentre lo Spallanzani resta il centro di riferimento. Come avvenuto nel 2003 per la Sars, i fondi stanziati serviranno anche ad attivare nuovi medici e personale infermieristico, nonchè ad adeguare e potenziare le strutture dedicate alle malattie infettive.
(da “Huffintonpost”)
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Febbraio 1st, 2020 Riccardo Fucile
“LA STAMPA” PUBBLICA LE CHAT DI UN RICERCATORE E DI ALTRI COLLEGHI… I SANITARI CHE AVEVANO DATO L’ALLARME DOPO TRE GIORNI RICEVONO LA VISITA DELLA POLIZIA CHE LI ACCUSA DI TURBARE L’ORDINE SOCIALE E DIFFONDERE FALSITA’
È il 30 Dicembre. Su un gruppo wechat chiamato “University of Whuan, clinic 2004” Li Wenliang manda questo messaggio: “Confermati 7 casi di Sars provenienti dal mercato di frutta e pesce”.
La chat continua e nell’ultimo messaggio si legge: “Confermato che si tratta di coronavirus, ora stiamo cercando di identificarlo, fate attenzione, proteggete le vostre famiglie”.
Quasi due settimane dopo, il 15 gennaio, una famiglia si presenta all’ospedale di Wuhan con nausea e forti dolori all’addome. Non vengono prese precauzioni eppure, stando alla chat pubblicata dalla Stampa, un segnale c’era stato. Sottovalutato. Anzi, censurato dalle autorità cinesi.
La Stampa ne ricostruisce i passaggi.
È il 30 Dicembre. Su un gruppo wechat chiamato “University of Whuan, clinic 2004” Li Wenliang manda questo messaggio: «Confermati 7 casi di Sars provenienti dal mercato di frutta e pesce». Quindi Wenliang mette in chat la diagnosi e le foto dei polmoni di alcuni pazienti. Altro messaggio di Li: «I pazienti sono ora isolati nella sala di emergenza». Un’ora dopo un nuovo messaggio, che però proviene da un altro dei partecipanti alla chat: «Stai attento, il nostro gruppo wechat potrebbe essere cancellato».
L’ultimo messaggio che si legge è di Li: «Confermato che si tratta di coronavirus, ora stiamo cercando di identificarlo, fate attenzione, proteggete le vostre famiglie». Li Wenliang non è una persona qualsiasi ma un medico, e il gruppo wechat è composto dai laureati nel 2004 all’Università di Whuan.
Il 3 gennaio, la polizia bussa alla porta di Wenliang e gli sottomette un foglio, una cosiddetta “nota di ammonizione”.
Il testo è lungo ma il contenuto è chiaro: «Stai diffondendo parole non veritiere in rete. Il tuo comportamento ha gravemente disturbato l’ordine sociale. Hai violato il regolamento dell’amministrazione della pubblica sicurezza»
Nonostante i tentativi del governo di mettere a tacere la scoperta di Wenliang, la notizia si è già diffusa tanto che il 24 gennaio Lancet rinferisce che dal 1 all’11 gennaio i medici contagiati sono già 7 su 248 totali. Ma è solo il 20 gennaio che il comitato di salute cinese confermerà che il virus può diffondersi da persona a persona.
Il 22 gennaio il virus si è già diffuso nelle principali province della Cina – con l’unica eccezione del Tibet — ci sono oltre 570 casi confermati e le morti salgono a 17.
A questo punto l’amministrazione locale non può più ignorare la gravità della situazione.
Alle due del mattino del 23 gennaio parte un avviso per i residenti della città : trasporti pubblici, autobus, treni, voli e servizi di traghetto verranno sospesi. Lo shutdown totale viene dato alle 2 ma non viene implementato sino alle 10.
(da “Huffingtonpost”)
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