Marzo 21st, 2020 Riccardo Fucile
I MEDICI IN PRIMA LINEA
Il Fatto Quotidiano racconta oggi in un articolo a firma di Natascia Ronchetti che un ortopedico
lombardo spostato nei reparti COVID-19 per combattere il Coronavirus è costretto a proteggersi con i sacchi dei rifiuti:
Ora tutti i medici in prima linea sono furiosi. Lo è l’ortopedico (chiede l’anonimato, per timore di azioni disciplinari) che lavora in un ospedale lombardo, nel mantovano. Tutto è stato scardinato. Specialisti come lui o chirurghi maxillo-facciali sono stati precettati nei reparti Covid. Anche se hanno le competenze diverse da quelle richieste in questo caso. Intanto si alzano muri in cartongesso, si svuotano altre aree. “È come uno tsunami —si sfoga l’ortopedico —. Nel mio ospedale, che supporta quello principale, va anche di lusso. Ma non credete a ciò che vedete in televisione: ci si protegge con i sacchi della spazzatura”.
La fotografia in pagina arriva proprio dall’ospedale di questo ortopedico. Tutti puntano l’indice contro l’articolo 7 del decreto del 9 marzo del premier Giuseppe Conte: impone al personale sanitario asintomatico di non interrompere il lavoro anche se è entrato in contatto con un soggetto a rischio o positivo, anche senza tampone. “Ma a fronte di una incubazione che può durare fino a due settimane, i soggetti più pericolosi —spiega il giovane ortopedico — sono proprio gli asintomatici. È così che medici e infermieri si infettano tra loro, che contagiano pazienti e viceversa. E i reparti più pericolosi oggi sono quelli non Covid, dove i dispositivi di cui disponiamo hanno una minore protezione. Qui si sta dimenticando l’abc della medicina. Anche uno studio cinese, pubblicato dalla rivista Lancet, conferma che gli asintomatici sono i più rischiosi. L’articolo 7 deve essere cambiato”.
Ogni giorno, da settimane, la Federazione nazionale dei medici aggiorna il bollettino. Che è come un bollettino di guerra. Fa il punto su quanti se ne vanno dopo aver combattuto senza armi, senza quei dispositivi di protezione individuale necessari per evitare il contagio. Quando non scarseggiano mancano. Dappertutto: negli ospedali e negli ambulatori. Tanto che i numeri sui personale sanitario infettato — medici ma anche infermieri e operatori sociosanitari — continuano a galoppare: ieri gli infettati erano saliti a 3.654; 95 in più rispetto al giorno precedente, quasi il 9 per cento dei contagiati totali e di questi 1.882 nella sola Lombardia.
(da “Giornalettismo“)
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Marzo 21st, 2020 Riccardo Fucile
TRA GLI ALTRI DONATORI FAMOSI LA COPPIA FERRAGNI-FEDEZ CHE HA RACCOLTO 4 MILIONI DI EURO, ARMANI CON OLTRE UN MILIONE DI EURO, DOLCE E GABBANA E ALTRE NOTE AZIENDE
L’attaccante dell’Inter Romelu Lukaku ha donato 100mila euro all’ospedale San Raffaele di Milano per aiutare il personale medico durante l’emergenza sanitaria da coronavirus. Lo ha annunciato lo stesso giocatore in un video postato sul profilo Twitter dell’Inter. «In questo momento delicato dobbiamo restare uniti e restare a casa. L’Italia è un Paese incredibile che ha fatto molte cose buone per me e la mia famiglia — ha detto l’attaccante — per questo io voglio aiutare questo Paese e fare una donazione. Anche voi se potete aiutate gli ospedali: sarebbe una buona cosa. Stiamo uniti e forza a tutti».
Negli scorsi giorni, altre personalità dello star system hanno adottato forme di sostegno per far fronte all’emergenza sanitaria. A partire dai Ferragnez — la coppia formata da Chiara Ferragni e Fedez — che ha lanciato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Gofundme per la terapia intensiva del San Raffaele di Milano. Dopo la loro iniziale donazione di 100mila euro, l’iniziativa Coronavirus, rafforziamo la terapia intensiva ha raccolto oltre 4 milioni di euro.
La stessa cosa hanno fatto gli stilisti Giorgio Armani, con una donazione di un milione e 250 mila euro; poi Bulgari, Dolce e Gabbana, la stilista Manila Grace e i gruppi Carpisa e Yamamay. «Per noi è un dovere morale supportare la ricerca scientifica», hanno dichiarato.
(da agenzie)
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Marzo 21st, 2020 Riccardo Fucile
LA PRESIDENTE UE: “STIAMO FACENDO TUTTO IL POSSIBILE PER AIUTARE L’ITALIA: 11 MILIARDI PER LE IMPRESE, 8 MILIARDI PER I GARANTIRE I PRESTITI DELLE BANCHE, MASSIMA FLESSIBILITA’ SUGLI AIUTI DI STATO”
“Siete un esempio meraviglioso per il resto d’Europa”: con queste parole la presidente della
Commissione europea, Ursula von der Leyen, elogia la risposta degli italiani all’emergenza coronavirus in un’intervista al Corriere della Sera.
“Ci sentiamo vicini agli amici italiani”, assicura, “faremo tutto quanto è possibile per aiutare l’Italia, lo stiamo davvero facendo”. “Siamo davvero colpiti per come state affrontando questa crisi”, “lo ripeto: siamo tutti italiani”.
Con la sospensione del Patto di stabilità l’Europa ha messo a disposizione dell’Italia “un pacchetto fortissimo che si completa con la nuova potenza di fuoco annunciata dalla Bce”, sottolinea la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “La Commissione, e questo è importante per l’Italia, concederà la massima flessibilità sugli aiuti di Stato e sul Patto di stabilità così il governo italiano potrà aiutare le imprese e il mercato del lavoro, e investire nel settore della sanità ”, osserva
“Le regole del Patto di stabilità , solitamente rigide, sono state molto allentate. Per la prima volta nella Storia ho attivato la clausola di sospensione del Patto di stabilità . Significa che il governo italiano potrà mettere nell’economia tanto denaro quanto serve. Le normali regole di bilancio, quelle sul debito ad esempio, non saranno applicate in questa fase”,assicura von der Leyen.
“Poi abbiamo un’iniziativa per gli investimenti. Soldi che vengono dai fondi strutturali inutilizzati, che l’Italia non potrebbe più usare e che invece noi le lasciamo. I fondi potranno essere usati in tutti i settori considerati prioritari: sono 11 miliardi. L’Italia potrà investirli nelle piccole e medie imprese, o per la disoccupazione di breve termine o altro. In più attraverso la Banca europea per gli investimenti forniremo 8 miliardi di garanzie a livello europeo per i prestiti che le Pmi possono usare”.
“Stiamo valutando l’opzione dei coronavirus bond e altre”, aggiunge la numero uno della Commissione europea che esclude il pericolo di un’Europa divisa: “Non lo permetterò mai, capisco che i governi debbano rallentare la diffusione del virus, ma dobbiamo tenere il mercato unico il più possibile operativo e fluido. Alcuni Stati membri hanno chiuso i confini interni: noi abbiamo immediatamente messo sul tavolo delle linee guida per introdurre corsie preferenziali, corridoi dedicati al trasporto delle merci essenziali e del materiale sanitario, e per permettere all’economia di andare avanti. All’inizio la situazione era critica, ora è migliorata”.
(da agenzie)
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Marzo 21st, 2020 Riccardo Fucile
A MILANO FILA DI PERSONE… IN VENETO I NEGOZI DI GENERI ALIMENTARI CHIUSI NEL FINE SETTIMANA
Anche oggi a Milano, così come ieri nel resto d’Italia, si registrano le prime code fuori dai supermercati sin dalle prime ore del mattino.
Fuori dall’Esselunga in via Fuchè nel capoluogo lombardo, riporta l’Ansa, la fila di persone si snoda per quasi tutto l’isolato, mente continua ad arrivare gente.
Da ieri, 20 marzo, la catena di supermercati ha comunicato una leggera riduzione degli orari di apertura, con inizio alle 7.30 e chiusura alle 20. A medici e infermieri è garantita la priorità all’ingresso.
Sempre ieri, a Bari, il sindaco Antonio Decaro è dovuto intervenire personalmente per far sospendere una promozione straordinaria lanciata dall’ipermercato Ipercoop di Santa Caterina, iniziativa che aveva attirato centinaia di persone.
Da questo weekend, i negozi di generi alimentari in Veneto resteranno chiusi, per effetto della nuova ordinanza per limitare i contagi di coronavirus del presidente Luca Zaia. Sul tema gli esperti si dividono, con il prof. Massimo Galli del Sacco di Milano che invita ad allungare gli orari di apertura proprio per evitare eccessivi assembramenti.
(da agenzie)
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