Destra di Popolo.net

“UN VOTO IN PIU’ ALLA LEGA, UN ALBANESE IN MENO A MILANO”: NON DIMENTICHIAMO LO SLOGAN RAZZISTA DELLA LEGA

Marzo 30th, 2020 Riccardo Fucile

SALVINI SCOPRE L’IMPROVVISO AMORE PER L’ALBANIA MA FINO A QUALCHE ANNO FA NON VOLEVA CHE ENTRASSE IN EUROPA

“Un voto in più alla Lega, un albanese in meno a Milano”: questo era lo slogan della Lega ai tempi in cui non nascondeva il suo razzismo e non può che tornare in mente oggi che Matteo Salvini scopre il suo improvviso affetto nei confronti di Tirana e dintorni.
Tutto per colpa di un video, quello del premier albanese Edi Rama che annuncia gli aiuti all’Italia, che è diventato subito molto popolare per le belle parole riservate al popolo italiano. L’accoglienza è stata talmente affettuosa che anche Salvini ha sentito la necessità  di accodarsi e di far sapere di aver telefonato a Rama per ringraziarlo.
E chissà  se questo Matteo Salvini è lo stesso Matteo Salvini che, come si segnala su Twitter, fino a qualche tempo fa non sembrava esattamente adorare l’Albania, tanto da denunciare e protestare contro l’Unione Europea che le inviava soldi o la accettava al suo interno “alla faccia di storia ed economia”.
All’epoca Salvini diceva anche che voleva mollare l’Europa e l’euro e lasciarlo agli albanesi: “Usciamo noi”, twittava deciso. Oggi invece è diventato europeista e propone Draghi premier. Fino alla prossima svolta, ovviamente.

(da agenzie)

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IL PREMIER ALBANESE: “I GIOVANI MEDICI PARTITI PER L’ITALIA SENZA DIRLO AI GENITORI”

Marzo 30th, 2020 Riccardo Fucile

“QUANDO HO ACCENNATO ALL’INIZIATIVA TUTTO IL POPOLO ALBANESE HA APPLAUDITO CON ENTUSIASMO, NESSUNO HA DETTO “SIAMO NEI CASINI ANCHE NOI”… “QUANDO ALLE 6 ABBIAMO AVUTO IL TERREMOTO, NEL POMERIGGIO ERA GIA’ ARRIVATA LA VOSTRA PROTEZIONE CIVILE, NOI NON DIMENTICHIAMO”

È diventato virale il video del primo ministro albanese Edi Rama che annunciava l’invio di medici del suo Paese per aiutare l’Italia nell’emergenza Coronavirus.
«Laggiù è casa nostra» ha detto Rama: «Noi non abbandoniamo l’amico in difficoltà ». Intervistato da la Repubblica Rama spiega che non manda i sanitari soltanto per gli aiuti ricevuti durante il terremoto: «Il nostro legame con l’Italia è fortissimo».
E parla dei contatti con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio che gli ha confermato il bisogno d’aiuto.
Rama ricorda che il suo Paese è stato il primo in Europa ad aver chiuso scuole ed università  e ad aver fatto il lockdown totale. Il paziente zero è arrivato dall’Italia.
Alla domanda perchè aiutare proprio il nostro Paese, il primo ministro albanese risponde: «La nostra amicizia non è episodica, esiste da quando siamo usciti dal comunismo reale. Quando ho accennato alla nostra iniziativa, tutto il popolo albanese ha applaudito con entusiasmo. Nessuno ha detto siamo nei casini anche noi, abbiamo bisogno di medici e infermieri, se collassa un sistema sanitario come quello lombardo come facciamo a mandare le nostre riserve? No, gli albanesi sono fieri di aiutarvi».
Poi ricorda l’aiuto italiano dopo il terremoto: «C’è stato alle 6 di mattina, ho scritto messaggi a tutti e il premier Conte è stato tra i primissimi a rispondermi. In giornata è arrivata la Protezione Civile e ha iniziato a salvare vite».
I sanitari albanesi inviati in Italia sono «dieci medici e venti infermieri: a inizio epidemia — spiega Rama — avevamo fatto appello al personale sanitario per iscriversi volontariamente in un elenco nel caso che la pandemia fosse andata oltre le capacità  di rianimatori, infermieri già  operativi nei nostri ospedali. Da quell’elenco abbiamo fatto una chiamata…sottovoce. Non sapevamo come avrebbero reagito, era loro diritto dire di no, avere magari paura; ma è stato incredibile, la ministra della Sanità  ha fatto un giro di telefonate e ha trovato tutti pronti a partire».
Il primo ministro racconta: «In aeroporto c’erano giovani medici e infermieri che non lo avevano detto neanche ai genitori, temevano che dicessero di no. È una vera guerra. Mi hanno detto: li avvertiremo solo all’arrivo. Almeno due di loro hanno studiato Medicina in Italia».
Sulla loro formazione Rama è sicuro: «Sono completamente pronti: ho voluto che la missione fosse completamene a nostre spese. Abbiamo messo a loro disposizione un salario, italiano, e pagato tutto il materiale. Faranno un’esperienza in prima linea in guerra, e la riporteranno in Albania dove abbiamo già  la nostra guerra e i nostri caduti».

(da agenzie)

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CON LO SCONCIO SPETTACOLO DI SALVINI E D’URSO CHE PREGANO INSIEME IN TV ABBIAMO VISTO TUTTO, CHIEDIAMO SCUSA AI MORTI

Marzo 30th, 2020 Riccardo Fucile

RIVOLTA SUI SOCIAL: “ORA HANNO PASSATO OGNI LIMITE DI DECENZA”

Ieri sera in tv un momento di grandissima televisione è andato in onda a Live — Non è la D’Urso: Matteo Salvini e la conduttrice Barbara D’Urso hanno “pregato” insieme recitando un velocissimo Eterno Riposo in diretta su Canale 5.
La D’Urso ci ha tenuto a far sapere che per lei questa non è una novità , visto che lei recita il rosario tutte le sere e Salvini ha risposto che anche lui lo fa.
In diretta ci sono anche Gianluigi Nuzzi e Alda D’Eusanio. “Siamo in due, Barbara”, risponde Salvini quando la conduttrice dice di recitarlo tutte le sere e poi ripete la preghiera: “Risplenda ad essi la luce perpetua, riposino in pace amen”.
Stamattina l’hashtag #D’Urso è in vetta alle tendenze Twitter e i commenti sono migliaia.
“E con questi due che recitano insieme l’Eterno riposo in tv, abbiamo visto tutto. Chiedo scusa ai morti”, scrive Selvaggia Lucarelli.
E sotto, Claudio Carrara di Brescia commenta: “Mio padre è morto in ospedale a Bg il 10/3… da solo, come ahimè tutti i positivi #Covid_19. questo squallido teatrino è un insulto alla sua memoria! Con che coraggio! Barbara D’Urso e Matteo Salvini dovreste vergognarvi! Non ci sono parole allo schifo!”
“Sono basito e scandalizzato. Spero che non corrisponda a realtà  ma sembrerebbe che #Salvini e la D’Urso abbiano pregato assieme in diretta su Canale 5. Io credo che questa assurda deriva populista vada fermata, non è possibile sopportare ulteriormente questo indecoroso spettacolo”, twitta lo scrittore Eugenio Cardi.
Non mancano le battute, come quella dell’account satirico ‘Il rutto sovranista’: “Dopo la preghiera in diretta con Barbara D’Urso, Salvini domenica prossima si cimenterà  in due miracoli: trasformare l’acqua in vino e le cazzate in voti”.
Il direttore di ‘Wired’ Federico Ferrazza, cinguetta preoccupato: “Barbara D’Urso e Matteo Salvini hanno recitato in diretta tv l’Eterno Riposo, la preghiera per i defunti dei cattolici. Che qualunque dio ci protegga”.
Anche diversi cattolici intervengono con commenti quantomeno critici: “Adesso con la religione hanno passato il limite, io sono cattolica e sono furiosa per l’uso strumentale che ne viene fatto da costoro, ma aspetto ‘I mulini del Signore macinano lentamente, ma macinano molto fine’ diceva mia nonna…”, scrive Milady.

(da agenzie)

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LA CARD PERSONALIZZATA CON DI MAIO CON CUI IL M5S PROMUOVE IL BONUS SPESA A POMIGLIANO

Marzo 30th, 2020 Riccardo Fucile

UNA SCELTA INFELICE DI SQUALLIDA PROPAGANDA POLITICA

Una card per social network con Luigi Di Maio sorridente, mentre stringe la mano al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
Poi, l’annuncio: «Emergenza coronavirus: 322.831 euro ai cittadini in difficoltà  di Pomigliano per il bonus spesa».
Quindi l’idea che questo post su Facebook (sulla pagina Facebook del Movimento 5 Stelle di Pomigliano d’Arco) veicola: il politico del collegio, quel Luigi Di Maio che è originario proprio di Pomigliano d’Arco, ha fatto di tutto per permettere alla sua città  di ottenere un contributo significativo per i meno abbienti che possa consentire loro di superare il momento più difficile dell’emergenza coronavirus.

(da agenzie)

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QUEI SOVRANISTI CHE SUI MEDIA TIFANO PER LA RIVOLTA

Marzo 30th, 2020 Riccardo Fucile

GIORNALI DI CENTODESTRA SOFFIANO SUL FUOCO

La Polizia ha segnalato ieri che sta circolando sui social network un audio in cui si incita a provocare azioni di violenza e assalti ai supermercati con mazze e contro gli agenti in tenuta anti-sommossa. La voce, con accento siciliano, si rivolge a un certo “Massimo” e dice che “tutti quelli che saremo domani” saranno difficili da fermare. L’audio è stato trasmesso anche da In Mezz’Ora di Lucia Annunziata su Raitre.
Non è strano che in una situazione del genere ci sia chi organizza gli assalti a Palermo e che sia concreto il rischio di proteste sociali.
Quello che è incredibile è che ci sia qualcuno che soffia sulla rivolta, come nota oggi Tommaso Rodano sul Fatto:
Su Libero la frase che colpisce è l’occhiello rosso sopra il titolo d’apertura: “Assalto ai supermercati”. Perchè “Il cibo c’è, mancano i soldi per comprarlo”. Sembra strano, ma sono gli stessi che tre giorni prima, nell’editoriale di Vittori Feltri, rassicuravano: “Chi vi dice che il Coronavirus è una guerra sta delirando”.
A proposito di guerra, Il Giornale di casa Berlusconi, diretto da Alessandro Sallusti, preferisce la suggestione bellica. Il titolone sparato in prima è questo: “Tessera annonaria (come in tempo di guerra)”. Sottotitolo: “Superati i 10 mila morti, ora Conte ha paura: soldi per il cibo”.
La Verità  di Maurizio Belpietro invece fa un lavoro più sofisticato. Il primo richiamo non è direttamente alla violenza sociale, maalla condizione delle forze armate: “La rabbia di esercito e polizia: ‘Allo sbaraglio senza difese’”.
Sfogliando il giornale, si capisce presto dove si vuole andare a parare. A pagina 3 c’è appunto l’arti colo sulle forze dell’ordine: “Chi ci protegge è lasciato senza protezioni”.
A pagina 5 il suo naturale complemento: “Meridione affamato: tira aria di rivolta”. Ad aumentare il senso di anarchia imminente, anche l’articolo di taglio basso: “Milano, brucia il tribunale. La giustizia resterà  paralizzata per dei mesi”.
Infine Il Tempo di Franco Bechis: “Non c’è pane? Mangino briciole”. La parafrasi di Maria Antonietta serve a presentare —come scrive il direttore — “un Paese (quasi) alla fame”.
Insomma, nei titoli e ne gli editoriali della stampa sovranista ci sono tutti gli elementi del caos: riferimenti alla guerra,alla giustizia paralizzata, a fame e mancanza di cibo, alla paura, alle difficoltà  di chi deve mantenere l’ordine pubblico.
Ma senza drammatizzare, anzi: si legge in filigrana quasi un certo compiacimento.
E poi ci sono Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Il primo il 25 marzo, prima di altri, ha rilasciato un’intervista alla Stampa con questo titolo: “Spendiamo tutto, anche 100 miliardi o sarà  la rivolta”.
Salvini ha liquidato i 400 milioni stanziati dal governo per i Comuni con un calcolo disarmante: “Sono 7 euro a testa”. Come se quei soldi andassero divisi e consegnati individualmente a 60 milioni di italiani. Una sciocchezza che pare concepita apposta per soffiare sulla collera di chi è in difficoltà .
E la Meloni? A differenza del collega, Giorgia Meloni non ha mai parlato di violenze o disordini. Si limita a smontare sistematicamente qualsiasi proposta arrivi da Palazzo Chigi. A volte in modo comico.
Ieri, su Twitter, ha cambiato giudizio nel giro di 40 minuti. Prima ha lodato il “suo”governatore: “La Regione Sicilia stanzia 100 milioni per l’assistenza alimentare dei meno abbienti. Complimenti a Nello Musumeci”. Mezz’ora più tardi ha criticato la stessa misura, però adottata dal governo: “Presidente Conte, a che serve l’umiliazione dei buoni e delle derrate alimentari?”.
Accortasi del pasticcio, ha cancellato entrambi i tweet. Troppo tardi.

(da “NextQuotidiano“)

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COME LA REGIONE LOMBARDIA HA “DIMENTICATO” LA ZONA ROSSA A BERGAMO

Marzo 30th, 2020 Riccardo Fucile

NON HA CHIUSO LA ZONA DI ALZANO E NEMBRO A TEMPO DEBITO PER NON SCONTENTARE 376 AZIENDE E UN FATTURATO DI 680 MILIONI, ALTRO CHE LE PALLE CHE CI RACCONTANO

Il Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Gianni Barbacetto va oggi all’attacco della Regione Lombardia per la mancata dichiarazione di zona rossa a Bergamo.
L’assessore regionale Giulio Gallera, che si presenta ogni giorno in tv come il valoroso comandante in capo dell’esercito in guerra con il virus, ha spiegato a Peter Gomez, a Sono le venti: “Abbiamo condiviso con il presidente dell’Istituto superiore di sanità , Silvio Brusaferro, la necessità  di una zona rossa nell’area di Alzano. Era il mercoledì della seconda settimana. Poi abbiamo atteso, giovedì, venerdì, ma il governo questa decisione non l’ha assunta. Dopodichè, sabato o domenica ha preso una decisione molto forte, di chiudere l’intera regione. Sul perchè non l’abbia assunta dovete chiederlo a Conte, non a noi”.
Il “mercoledì della seconda settimana”di cui parla Gallera è il 4 marzo, poi l’8 marzo il governo “chiude ”l’intera Lombardia. Ma che cosa succede prima di quel 4 marzo?
La crisi inizia domenica 23 febbraio. All’ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano Lombardo, Val Seriana, 6 chilometri da Bergamo,sono accertati due casi positivi di Covid-19. Nei giorni precedenti era scoppiato il primo focolaio a Codogno, in provincia di Lodi, che era però stato subito chiuso dal governo, d’intesa con la Regione, in una “zona rossa”. Ad Alzano non si chiude niente. L’ospedale viene fermato solo per poche ore. Nessuna sanificazione, nessun percorso differenziato per chi ha i sintomi del virus. Nessun tampone. Il contagio si diffonde.
Perchè la Regione non è intervenuta?
I pazienti dimessi dall’ospedale, i loro famigliari, i medici, gli infermieri, i cittadini di Alzano sono lasciati andare in giro a diffondere il virus. Le fabbriche restano aperte. Aperti gli impianti sciistici della vicina Valbondione. L’ospedale diventa una bomba a orologeria. Si ammalano il primario e giù giù medici, infermieri, portantini. Si ammalano i pazienti dimessi e tornati a casa, si ammala chi entra ricoverato per una frattura ed esce infetto. Niente mappatura, niente tamponi, niente separazione dei contagiati. I malati crescono soprattutto nel paese vicino di Nembro. Il presidente Attilio Fontana e l’assessore Gallera temporeggiano.
Il 2 marzo l’Istituto superiore di sanità  (Iss) stila una nota —scoperta e raccontata dalla giornalista Francesca Nava sul sito Tpi.it —in cui propone la creazione di una “zona rossa ”per isolare il “cluster ” infettivo di Alzano e Nembro. La Regione,che potrebbe decretarla subito, aspetta le decisioni del governo. Il governo decide solo sei giorni dopo, l’8 marzo, con il decreto che dichiara tutta la Lombardia “zona arancione”e blocca 11 milioni di persone. Troppo tardi.
Bastava chiudere —ma molto prima —un’area di soli 25 mila abitanti. Non è stato fatto: per non fermare le fabbriche e le attività  produttive della zona, ipotizza Francesca Nava, per non bloccare quasi 4 mila lavoratori, 376 aziende, un fatturato di 680 milioni.

(da “NextQuotidiano”)

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TRAVAGLIO CONTRO IL CAZZARO VERDE E L’ALTRO MATTEO

Marzo 30th, 2020 Riccardo Fucile

IL GRAFFIANTE EDITORIALE CHE METTE A NUDO LA DEMAGOGIA CHE HANNO IN COMUNE

Oggi Marco Travaglio rispolvera l’azzeccatissimo soprannome di Cazzaro Verde per Matteo Salvini, già  oggetto di querela da parte del Capitano (archiviata, peraltro), per segnalare le fregnacce del segretario della Lega sui 7 euro a testa per gli italiani derivati dal DPCM Soccorso Alimentare con i buoni pasto del governo Conte:
Caro Cazzaro Verde, capisco che tu sia in lutto perchè Conte ti ha strappato di mano, anzi di bocca pure la bandiera della polemica contro quest’Europa di bottegai. Dunque continua pure a martellarlo su tutto lo scibile umano. Ma evita, se puoi, di impartirgli lezioni di matematica, tu che non riesci neppure a calcolare il Pil (sbagli di tre zeri), i metri quadri di casa tua (“un bilocale in periferia”: sì, buonanotte) e temo pure la tabellina del 2.
Prendi nota: se il governo aggiunge per l’emergenza, cioè per questi giorni, 400 milioni al fondo semestrale di solidarietà  di 4 miliardi per i Comuni (anche a quelli governati dalla Lega) affinchè aiutino i poveri a fare la spesa, non puoi dividerli per 60 milioni e ricavarne una mancia di “7 euro a testa”. Perchè i poveri non sono 60 milioni (altrimenti ci saresti pure tu), e neppure 5 milioni (grazie al Rdc votato anche da te e subito rinnegato come le altre poche cose buone fatte a tua insaputa). Sono molti meno: i 400 milioni aiutano le famiglie bisognose per 3 settimane con buoni pasto di 3-400 euro.]
Ma oggi Travaglio riserva qualche battuta anche a eo :
Caro (si fa per dire) Innominabile, continua pure a trafficare per buttar giù il governo che hai contribuito a creare. Ma, siccome fino all’altroieri volevi “Tutta l’Italia zona rossa”, piantala di chiedere di riaprire tutto dopo il 3 aprile (prima scadenza del “lockdown”). Non per coerenza, che per te è un vizio capitale insieme alla lealtà  e alla correttezza, ma per motivi di ordine pubblico. I gruppi Facebook che minacciano rivolte, jacquerie, grand guignol, assalti ai forni e ai supermercati fissano tutti il D-Day al 3 aprile. Quindi evita, per il tuo e nostro bene, di alimentare quest’attesa messianica del 3 aprile. Si dice che chi gioca col fuoco fa la fine del pollo arrosto. Tu pollo già  lo sei: vuoi pure finire arrosto?

(da agenzie)

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