Marzo 21st, 2020 Riccardo Fucile
A WUHAN LA LETALITA’ MEDIA E’ STATA DEL 2%, IN VENETO DEL 2,6%, MENTRE IN LOMBARDIA SIAMO AL 10%
Mentre l’aumento dei contagi a Milano si fa sempre più terrorizzante e a Bergamo i dottori
continuano a lanciare grida d’allarme, gli esperti si interrogano sul perchè si muore di più di Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19 in Lombardia.
Se Barbara Palombelli dice che forse è perchè lì sono più ligi al lavoro rispetto al Sud, ieri abbiamo visto anche la sovrapposizione tra mappa dei contagi e aziende aperte in zona.
Giampaolo Visetti oggi su Repubblica spiega che gli scienziati stanno accendendo un riflettore su Bergamo e su contagi, malati gravi e morti che fa raggiungere percentuali sconosciute a Wuhan: in Cina la letalità media è stata del 2%, meno della metà in Corea del Sud, in Lombardia muore il 10% dei malati contro il 2,6% del Veneto mentre a Bergamo il 64% dei positivi ha bisogno di essere ricoverato in ospedale: una percentuale doppia rispetto ancora al Veneto.
Richard Peboy, capo squadra in Europa per le emergenze infettive dell’OMS, dice che ci può essere la risultanza di un insieme di fattori.
Nel mirino anche lo smog e le sostanze tossiche, di cui ha parlato qualche giorno fa Mario Tozzi sulla Stampa mettendo in correlazione inquinamento e deforestazione con la diffusione del virus.
Tra Lodi, Milano, Bergamo e Brescia c’è una delle più alte concentrazioni di industrie ma la correlazione tra COVID-19 e inquinamento non ha ancora evidenze scientifiche
C’è anche chi punta il dito tra virus e patologie favorite dallo smog come l’ipertensione, le difficoltà respiratorie e il diabete, che sono quasi sempre presenti nei decessi.
Di qui la distinzione tra vittime “per” e vittime “con” il Coronavirus fatta anche ieri dalla Protezione Civile che però sembra più il frutto di un esercizio comunicativo con il fine di non allarmare la popolazione, visto che nessuno può avere la certezza che chi combatteva con altre patologie non sarebbe sopravvissuto senza COVID-19.
Ilaria Capua osserva anche che Bergamo, Brescia, Cremona e Codogno in comune hanno che l’epidemia è partita dagli ospedali.
La stessa cosa era successa con SARS 1, che aveva cominciato a circolare nel sistema di condizionamento di un hotel di Hong Kong, osserva ancora Capua, che aggiunge che magari il Coronavirus può essere entrato negli impianti di areazione vecchi che hanno accelerato e moltiplicato la sua circolazione.
Poi c’è la questione sollevata dall’assessore al Welfare Giulio Gallera, ovvero la gran fetta di popolazione non mappata: anche le diagnosi non tempestive possono aver aiutato il contagio.
(da “NextQuotidiano”)
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Marzo 21st, 2020 Riccardo Fucile
IL PRIMARIO DI INFETTOLOGIA: “I DATI UFFICIALI SONO SOLO LA PUNTA DELL’ICEBERG”
Giovanna Trinchella sul Fatto Quotidiano oggi parla con Marco Rizzi, primario del reparto di Infettivologia dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo in cui lavora del 1987.
Il dottore spiega che in città e in tutta la Lombardia “chi non è malato e non è morto, è contagiato: i dati ufficiali sono solo la punta dell’iceberg”.
Cosa intende professore?
Che la maggior parte delle persone nella nostra zona è contagiata: il serbatoio di persone infettabili è finito. Non abbiamo screening di casi sommersi, ma sappiamo che molti muoiono in casa e nelle Residenze sanitarie assistenziali. Poi ci sono gli altri morti: le emergenze e le urgenze prima venivano gestite in pochi minuti, adesso i tempi sono molto più lunghi. Ci capita tutti i giorni di avere persone che dicono di aver atteso tanto e ci capita dicano che hanno qualcuno in casa che sta male e poi ci ritelefonano per dire: è morto. La tempestività non è la stessa di due mesi fa. Gli ospedali sono correlati al Covid, la disponibilità e l’attenzione alle cure a tutti gli altri si cerca di assicurarla, ma non è tutto come un mese fa. Questo è inutile nasconderlo. Ci saranno due tipologie di morti: quelli per coronavirus e quelli per altre patologie perchè non sono stati curati con la tempestività e qualità che in tempi normali si assicurano.
Quindi i morti per Covid sono molti di più di quello che sappiamo…
Molte persone non ricevono la diagnosi, non fanno l’esame virologico. Il tampone si fa alle persone che arrivano in ospedale con una condizione clinica di gravità tale da meritare il ricovero. Ma la persona che sta a casa con la febbre, con qualche sintomo respiratorio, gli si consiglia di non uscire e fare terapia sintomatica e sentendo il medico di base. Tutta quella parte lì di pazienti non la troviamo nei numeri che circolano.
Come si è arrivati a tutto questo?
Il virus è circolato nelle settimane scorse, prima delle misure più restrittive. Abbiamo avuto un problema all’ospedale di Alzano: pazienti e operatori contagiati e poi la comunità di Nembro. Ci sono stati giorni, forse settimane in cui gli infetti sono stati a contatto con altri pazienti e personale sanitario. Va detto che succedeva in giorni in cui il sospetto coronavirus era associato, secondo le linee guida, alla Cina. Ad Alzano quel dato non c’era ancora per cui chi ha avuto in cura quei pazienti solo dopo ha pensato al coronavirus. Quando si è chiarito era tardi, certo c’era il campanello d’allarme di Codogno, ma tutti col senno di poi potremmo dire che bisognava fare la zona rossa. Misure più precoci non ci avrebbero fatto arrivare a questo punto.
(da agenzie)
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Marzo 21st, 2020 Riccardo Fucile
I MEDICI IN PRIMA LINEA
Il Fatto Quotidiano racconta oggi in un articolo a firma di Natascia Ronchetti che un ortopedico
lombardo spostato nei reparti COVID-19 per combattere il Coronavirus è costretto a proteggersi con i sacchi dei rifiuti:
Ora tutti i medici in prima linea sono furiosi. Lo è l’ortopedico (chiede l’anonimato, per timore di azioni disciplinari) che lavora in un ospedale lombardo, nel mantovano. Tutto è stato scardinato. Specialisti come lui o chirurghi maxillo-facciali sono stati precettati nei reparti Covid. Anche se hanno le competenze diverse da quelle richieste in questo caso. Intanto si alzano muri in cartongesso, si svuotano altre aree. “È come uno tsunami —si sfoga l’ortopedico —. Nel mio ospedale, che supporta quello principale, va anche di lusso. Ma non credete a ciò che vedete in televisione: ci si protegge con i sacchi della spazzatura”.
La fotografia in pagina arriva proprio dall’ospedale di questo ortopedico. Tutti puntano l’indice contro l’articolo 7 del decreto del 9 marzo del premier Giuseppe Conte: impone al personale sanitario asintomatico di non interrompere il lavoro anche se è entrato in contatto con un soggetto a rischio o positivo, anche senza tampone. “Ma a fronte di una incubazione che può durare fino a due settimane, i soggetti più pericolosi —spiega il giovane ortopedico — sono proprio gli asintomatici. È così che medici e infermieri si infettano tra loro, che contagiano pazienti e viceversa. E i reparti più pericolosi oggi sono quelli non Covid, dove i dispositivi di cui disponiamo hanno una minore protezione. Qui si sta dimenticando l’abc della medicina. Anche uno studio cinese, pubblicato dalla rivista Lancet, conferma che gli asintomatici sono i più rischiosi. L’articolo 7 deve essere cambiato”.
Ogni giorno, da settimane, la Federazione nazionale dei medici aggiorna il bollettino. Che è come un bollettino di guerra. Fa il punto su quanti se ne vanno dopo aver combattuto senza armi, senza quei dispositivi di protezione individuale necessari per evitare il contagio. Quando non scarseggiano mancano. Dappertutto: negli ospedali e negli ambulatori. Tanto che i numeri sui personale sanitario infettato — medici ma anche infermieri e operatori sociosanitari — continuano a galoppare: ieri gli infettati erano saliti a 3.654; 95 in più rispetto al giorno precedente, quasi il 9 per cento dei contagiati totali e di questi 1.882 nella sola Lombardia.
(da “Giornalettismo“)
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Marzo 21st, 2020 Riccardo Fucile
TRA GLI ALTRI DONATORI FAMOSI LA COPPIA FERRAGNI-FEDEZ CHE HA RACCOLTO 4 MILIONI DI EURO, ARMANI CON OLTRE UN MILIONE DI EURO, DOLCE E GABBANA E ALTRE NOTE AZIENDE
L’attaccante dell’Inter Romelu Lukaku ha donato 100mila euro all’ospedale San Raffaele di Milano per aiutare il personale medico durante l’emergenza sanitaria da coronavirus. Lo ha annunciato lo stesso giocatore in un video postato sul profilo Twitter dell’Inter. «In questo momento delicato dobbiamo restare uniti e restare a casa. L’Italia è un Paese incredibile che ha fatto molte cose buone per me e la mia famiglia — ha detto l’attaccante — per questo io voglio aiutare questo Paese e fare una donazione. Anche voi se potete aiutate gli ospedali: sarebbe una buona cosa. Stiamo uniti e forza a tutti».
Negli scorsi giorni, altre personalità dello star system hanno adottato forme di sostegno per far fronte all’emergenza sanitaria. A partire dai Ferragnez — la coppia formata da Chiara Ferragni e Fedez — che ha lanciato una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Gofundme per la terapia intensiva del San Raffaele di Milano. Dopo la loro iniziale donazione di 100mila euro, l’iniziativa Coronavirus, rafforziamo la terapia intensiva ha raccolto oltre 4 milioni di euro.
La stessa cosa hanno fatto gli stilisti Giorgio Armani, con una donazione di un milione e 250 mila euro; poi Bulgari, Dolce e Gabbana, la stilista Manila Grace e i gruppi Carpisa e Yamamay. «Per noi è un dovere morale supportare la ricerca scientifica», hanno dichiarato.
(da agenzie)
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Marzo 21st, 2020 Riccardo Fucile
LA PRESIDENTE UE: “STIAMO FACENDO TUTTO IL POSSIBILE PER AIUTARE L’ITALIA: 11 MILIARDI PER LE IMPRESE, 8 MILIARDI PER I GARANTIRE I PRESTITI DELLE BANCHE, MASSIMA FLESSIBILITA’ SUGLI AIUTI DI STATO”
“Siete un esempio meraviglioso per il resto d’Europa”: con queste parole la presidente della
Commissione europea, Ursula von der Leyen, elogia la risposta degli italiani all’emergenza coronavirus in un’intervista al Corriere della Sera.
“Ci sentiamo vicini agli amici italiani”, assicura, “faremo tutto quanto è possibile per aiutare l’Italia, lo stiamo davvero facendo”. “Siamo davvero colpiti per come state affrontando questa crisi”, “lo ripeto: siamo tutti italiani”.
Con la sospensione del Patto di stabilità l’Europa ha messo a disposizione dell’Italia “un pacchetto fortissimo che si completa con la nuova potenza di fuoco annunciata dalla Bce”, sottolinea la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “La Commissione, e questo è importante per l’Italia, concederà la massima flessibilità sugli aiuti di Stato e sul Patto di stabilità così il governo italiano potrà aiutare le imprese e il mercato del lavoro, e investire nel settore della sanità ”, osserva
“Le regole del Patto di stabilità , solitamente rigide, sono state molto allentate. Per la prima volta nella Storia ho attivato la clausola di sospensione del Patto di stabilità . Significa che il governo italiano potrà mettere nell’economia tanto denaro quanto serve. Le normali regole di bilancio, quelle sul debito ad esempio, non saranno applicate in questa fase”,assicura von der Leyen.
“Poi abbiamo un’iniziativa per gli investimenti. Soldi che vengono dai fondi strutturali inutilizzati, che l’Italia non potrebbe più usare e che invece noi le lasciamo. I fondi potranno essere usati in tutti i settori considerati prioritari: sono 11 miliardi. L’Italia potrà investirli nelle piccole e medie imprese, o per la disoccupazione di breve termine o altro. In più attraverso la Banca europea per gli investimenti forniremo 8 miliardi di garanzie a livello europeo per i prestiti che le Pmi possono usare”.
“Stiamo valutando l’opzione dei coronavirus bond e altre”, aggiunge la numero uno della Commissione europea che esclude il pericolo di un’Europa divisa: “Non lo permetterò mai, capisco che i governi debbano rallentare la diffusione del virus, ma dobbiamo tenere il mercato unico il più possibile operativo e fluido. Alcuni Stati membri hanno chiuso i confini interni: noi abbiamo immediatamente messo sul tavolo delle linee guida per introdurre corsie preferenziali, corridoi dedicati al trasporto delle merci essenziali e del materiale sanitario, e per permettere all’economia di andare avanti. All’inizio la situazione era critica, ora è migliorata”.
(da agenzie)
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Marzo 21st, 2020 Riccardo Fucile
A MILANO FILA DI PERSONE… IN VENETO I NEGOZI DI GENERI ALIMENTARI CHIUSI NEL FINE SETTIMANA
Anche oggi a Milano, così come ieri nel resto d’Italia, si registrano le prime code fuori dai supermercati sin dalle prime ore del mattino.
Fuori dall’Esselunga in via Fuchè nel capoluogo lombardo, riporta l’Ansa, la fila di persone si snoda per quasi tutto l’isolato, mente continua ad arrivare gente.
Da ieri, 20 marzo, la catena di supermercati ha comunicato una leggera riduzione degli orari di apertura, con inizio alle 7.30 e chiusura alle 20. A medici e infermieri è garantita la priorità all’ingresso.
Sempre ieri, a Bari, il sindaco Antonio Decaro è dovuto intervenire personalmente per far sospendere una promozione straordinaria lanciata dall’ipermercato Ipercoop di Santa Caterina, iniziativa che aveva attirato centinaia di persone.
Da questo weekend, i negozi di generi alimentari in Veneto resteranno chiusi, per effetto della nuova ordinanza per limitare i contagi di coronavirus del presidente Luca Zaia. Sul tema gli esperti si dividono, con il prof. Massimo Galli del Sacco di Milano che invita ad allungare gli orari di apertura proprio per evitare eccessivi assembramenti.
(da agenzie)
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Marzo 20th, 2020 Riccardo Fucile
L’EMERGENZA CORONAVIRUS NEL MONDO
Tutto il mondo continua a fronteggiare l’emergenza coronavirus, e in particolare Europa e Stati
Uniti fanno i conti con una curva di contagi e vittime che prosegue verso l’alto.
Il presidente Donald Trump esclude il ‘lockdown’ totale del Paese ma intanto i 19 milioni di abitanti dello Stato di New York si fermano.
In Gran Bretagna, dove i contagi sfiorano i 4mila, il premier Boris Johnson ha annunciato che da stanotte chiuderanno pub, ristoranti (che potranno comunque continuare con il cibo da asporto) cinema, teatri, palestre e club.
Restano aperti i negozi, come è stato precisato in seguito, nonostante fossero stati citati da Johnson in conferenza stampa.
Il cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, ha promesso che il governo garantirà il pagamento dell’80% dello stipendio fino a 2500 sterline al mese a tutti i dipendenti britannici costretti a casa dal coronavirus.
Secondo una stima aggiornata della France Press, sono ormai 250mila i casi di coronavirus nel mondo.
In Spagna i morti sono più di mille: ieri erano 767.
In Germania sono 13.957 i casi, 2958 in più di ieri e le vittime 31, 11 più di ieri.
La Baviera è il primo land a decidere il lockdown, misura che nel fine settimana potrebbe anche essere estesa a tutto il Paese.
In Svizzera quasi mille casi in più in 24 ore mentre l’Austria definisce il trend dei casi “incoraggiante”.
Il Portogallo supera la soglia dei mille contagi, con un aumento del 30% in un giorno. Nel Regno Unito, dove i morti sono 144, il governo non pensa a misure coercitive — scuole a parte, che sono chiuse — e le autorità hanno deciso di richiamare oltre 65mila tra medici e infermieri in pensione.
La Turchia ha deciso che rimpatrierà su base volontaria i suoi cittadini che si trovino per motivi di studio in Italia, Regno Unito, Irlanda, Svizzera, Polonia, Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti e desiderino lasciare questi Paesi: bisogna farne richiesta entro domani pomeriggio alle missioni diplomatiche di Ankara nei rispettivi Paesi.
Spagna
I contagiati sono 19.980, e il numero dei deceduti è 1.002, ha reso noto il direttore del Centro di coordinamento per la crisi, Fernando Simon. Ed “è molto probabile che questi dati fotografino per difetto” la situazione reale, ha precisato. Si sono ammalate nelle ultime 24 ore 2.833 persone in più. I decessi in un giorno, ieri, sono stati 235. I medici spagnoli, secondo quanto prevede un piano elaborato da intensivisti e internisti per far fronte alla carenza di posti letto, vogliono scegliere chi ricoverare in terapia intensiva in base all’aspettativa di vita. “Ammettere un ingresso può significare negarne un altro a un’altra persona che può beneficiarne di più, quindi è necessario evitare il criterio del primo arrivato”, si legge nel documento di raccomandazioni ottenuto da El Mundo, redatto dalla Società Spagnola di Medicina Intensiva e concordato con la Società Spagnola di Medicina Interna. Con le limitate risorse bisogna “massimizzare il beneficio comune”, tra le altre cose “valutando attentamente l’ammissione dei pazienti con un’aspettativa di vita inferiore a due anni”. Allo stesso tempo, chiariscono i medici, il sistema sanitario non può lasciare i pazienti non prioritari non protetti, ma deve “offrire alternative sanitarie di qualità che coprano i bisogni fondamentali delle persone e delle loro famiglie“.
Francia
Sono saliti a 12.612 i casi di coronavirus in Francia, 1.617 in più di ieri. Lo ha annunciato nel punto stampa serale il direttore generale della Sanità , Jerome Salomon. Il ministro dell’Economia, Bruno Le Maire, ha lanciato un appello alle aziende francesi affinchè versino un bonus esentasse ai loro dipendenti, in particolare, coloro che “hanno il coraggio di recarsi sul posto di lavoro”. Intervistato da LCI, Le Maire ha evocato, in particolare, “settori vitali come l’agroalimentare o la grande distribuzione”, con l’auspicio di un bonus di “1.000 euro totalmente esentasse ai loro dipendenti”. Intanto Macron ha riunito il consiglio di Difesa: allo studio la proroga del termine delle misure fino al 31 marzo.
Germania
Lockdown in Baviera, il Land più grande del Paese. Il presidente del Consiglio dei ministri locale, Markus Sà¶der (CSU) ha spiegato che ci sono ancora troppe persone che viaggiano in gruppo e che questo è pericoloso. “Uscire solo in casi eccezionali”, ha tuonato il primo ministro. Le nuove misure saranno monitorate e controllate dalla polizia e dai servizi di ordine pubblico. “Coloro che li violano saranno soggetti a pesanti multe”, ha detto Sà¶der. Secondo il provvedimento sarà possibile uscire di casa solo per fare acquisti indispensabili, andare in farmacia o dal medico, aiutare persone bisognose, visitare il proprio partner o per fare sport. Le attività fisiche saranno consentite però solo da soli o al massimo in coppia. Domenica la cancelliera Angela Merkel ed i governatori dei Land si consulteranno per decidere un’eventuale estensione di queste misure a tutto il Paese.
Regno Unito
Raggiunge quasi quota 4mila, per l’esattezza 3.983, il totale dei contagi da coronavirus diagnosticati nel Regno Unito, con un record di oltre 700 più di ieri secondo i dati aggiornati ad oggi del servizio sanitario nazionale. Mentre il numero dei morti è confermato a 177 e quello dei test eseguiti nel Paese sale a oltre 66.000. Arriva la prima stretta del premier Johnson: chiudono pub, ristoranti e locali, oltre a palestre, cinema e teatri. Lo ha annunciato oggi, forse in previsione di un’ulteriore restrizione generale nel weekend. Il premier ha confermato l’obiettivo di “invertire la tendenza” dei contagi “in 3 mesi” in tutto il Regno Unito, ma ridimensionandolo a “un’ambizione” attraverso “nuovi test, nuovi farmaci, nuove tecnologie”, oltre “all’enorme sforzo e sacrificio” sul distanziamento sociale. Secondo quanto riporta la Bbc il Servizio sanitario nazionale (NHS) sta richiamando medici e infermieri in pensione in Inghilterra e nel Galles. Intanto Johnson allarga ancora i cordoni della borsa dopo i 350 miliardi di sterline fra crediti e contributi extra annunciati nei giorni scorsi per l’emergenza coronavirus. Il cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, ha annunciato che “per la prima volta nella nostra storia” lo Stato interverrà per contribuire a redditi e salari, annunciando anche un congelamento dell’Iva fino al 30 giugno (30 miliardi), aiuti alle imprese e incrementi allo schema del credito universale. L’annuncio ha fatto rimbalzare la Borsa di Londra e la sterlina, crollata nei giorni scorsi al minimo storico sul dollaro da 35 anni.
Usa
Gli Stati Uniti in 24 ore hanno visto raddoppiare i casi: sono arrivati già a 13.133, 193 le vittime. Trump ha annunciato di aver concordato con Usa e Messico la chiusura delle frontiere per viaggi non essenziali ma ha escluso un lockdown a livello nazionale. I governatori della California — 40 milioni di persone — e di New York hanno ordinato a tutti di stare a casa: Andrew Cuomo ha ordinato ai lavoratori di rimanere a casa, tranne alimentari e farmacie: “Se il numero dei casi non rallenta, dobbiamo stringere la valvola. Se ancora non rallentano, la stringiamo ancora”.
I casi nello Stato di New York sono 7.102, di cui 4.408 nella città . Trentacinque i morti. “Abbiamo aumentato il numero dei test e di conseguenza il numero dei casi aumenta”, ha detto Andrew Cuomo. Per questo “Lo stato di New York si mette in pausa”: solo i negozi ed i servizi essenziali rimarranno funzionanti. “Abbiamo bisogno che tutti siano al sicuro altrimenti nessuno lo è”, ha aggiunto. “Questa è l’azione più drastica che possiamo prendere”.
Connecticut, New Jersey e Pennsylvania chiudono dalle 20 di sabato barbieri, centri estetici e per tatuaggi, e l Connecticut si unisce alla lista degli stati che hannoideciso di rinviare le primarie, dal 28 aprile al 2 giugno. Finora hanno preso la stessa decisione i governatori di Georgia, Louisiana, Kentucky, Maryland, ed Ohio.
Olanda
106 morti e 2.994 persone positive. I nuovi dati segnalati dalle autorità locali tengono conto dell’aggiornamento delle ultime 24 ore: 30 gli ultimi pazienti morti, mentre sono 534 i nuovi casi di infezione dalla giornata di ieri. Del totale delle persone contagiate 725 lavorano in ambito sanitario, mentre i pazienti ricoverati sono 489. La maggior parte delle persone risultate positive al coronavirus si è registrata nel Brabante settentrionale (1.012).
Svizzera
I casi sono saliti a 4840. Nelle ultime 24 ore sono stati segnalati 952 nuovi contagi, secondo l’ultimo bilancio dell’Ufficio federale della sanità pubblica. I casi confermati sono 4176 e altri 664 sono in corso di valutazione dopo un primo risultato positivo. Ieri i casi confermati erano 3888. I decessi legati al covid-19 sono 43, 10 in più di ieri, secondo i dati dell’ufficio federale. Tutti i cantoni e il Liechtenstein sono interessati dalla malattia. I più colpiti sono il Ticino, con un’incidenza di 230, seguito da Vaud (145,3) e Basilea Città (145,3)
Austria
Salgono a 2.203 i casi, 360 in più rispetto al giorno prima. Le vittime sono 6. Le autorità hanno deciso di prorogare le restrizioni fino al 13 aprile (lunedì di Pasqua): i negozi di alimentari e le drogherie possono essere aperti solo fino alle 19 mentre possono restare aperti i parchi e campi da gioco. L’andamento dei contagi da coronavirus in Austria è “incoraggiante”, ha detto il cancelliere Sebastian Kurz. “Teniamoci forte”, ha detto rivolgendosi agli austriaci in una conferenza stampa. “Non dobbiamo rallentare. Dobbiamo attenerci alle misure che abbiamo adottato”.
Portogallo
Superata la soglia dei mille contagi, con un aumento del 30% nelle ultime 24 ore. Lo riferiscono le autorità sanitarie, citate dai media locali. I casi confermati ad oggi sono 1.020. Oltre 120 sono ricoverati in ospedale, una ventina in terapia intensiva. E sono stati effettuati test di cui si attende l’esito su altre 850 persone. Diverse migliaia i casi sospetti. In Portogallo, dove finora sono morte 6 persone, le autorità nei giorni scorsi hanno dichiarato lo stato d’emergenza per ridurre gli spostamenti e i contatti della popolazione.
Polonia
Nonostante l’emergenza sanitaria in corso, è stato confermato il primo turno delle elezioni presidenziali come previsto il 10 maggio. Il governo ha lanciato un’app per smartphone per sorvegliare le persone messe in quarantena: in diversi momenti della giornata chiede un selfie, che “controlla” attraverso sistemi di geolocalizzazione e di riconoscimento facciale. Trascorsi venti minuti, se la foto non arriva l’app allerta automaticamente le forze dell’ordine.
Corea del Sud
I nuovi casi sono ritornati a scendere sotto quota 100, a 87, all’indomani dell’impennata inattesa a 152: il Korea Centers for Disease Control and Prevention ha aggiornato i contagi a 8.652, in base ai dati della fine di giovedì. Sono 3 i nuovi decessi, per 94 totali, in gran parte registrati della popolazione più anziata già affetta da altre gravi patologie, come il cancro. Il tasso di mortalità per gli uomini è dell’1,53%, contro lo 0,81% delle donne: quello complessivo resta poco sopra l’l%.
Iran
Sono stati per lo più ignorati gli appelli del governo e delle autorità religiose e militari iraniane a restare a casa durante il Nowruz, il Capodanno persiano. Lo rende noto la polizia iraniana, che parla di oltre 1,2 milioni di persone per le strade. Le città settentrionali sul Mar Caspio hanno inoltre registrato l’arrivo di decine di migliaia di auto dirette nelle principali destinazioni vacanziere, nonostante si siano ripetuti gli avvertimenti a non uscire di casa per contenere la diffusione del coronavirus. Stime ufficiali diffuse oggi in Iran parlano di 19.644 contagi e 1.433 morti.
Israele
Con un balzo di oltre 100 casi è salito a 705 il numero in Israele dei positivi all’infezione da coronavirus. Lo ha fatto sapere il ministero della Sanità locale spiegando che la crescita (+23%) è dovuta in parte all’incremento dei test in tutto il Paese che negli ultimi giorni è passato dai 500-700 quotidiani a circa 2.200. Degli oltre 700, sono 10 i casi gravi mentre la maggior parte ha sintomi lievi.
Giordania
Coprifuoco a partire da domani mattina alle 07.00 (ora locale) e fino a nuovo ordine. Imposta anche la chiusura di tutti i negozi.
America Latina
Crescono i timori del contagio e il presidente argentino Alberto Fernandez ha annunciato una quarantena a livello nazionale che comincia alle 4 italiane e finirò il 31 marzo alle 24.
Il presidente del Brasile Jair Bolsonaro si sottoporrà di nuovo a un test — per la terza volta — dopo che è risultato positivo un suo consigliere per gli Esteri, un altro membro della comitiva che lo ha accompagnato nel suo recente viaggio negli Usa: è il 22esimo contagiato. Bolsonaro ha poi criticato i governatori locali per le chiusure, sostenendo che “la gente non può restarsene a casa, deve uscire per guadagnarsi la vita”. “Ci sono autorità statali che stanno annunciando certe misure — ha detto durante il suo consueto Live settimanale su Facebook — ma a volte quando la medicina è troppo forte finisce che fa male al malato”. Il presidente ha poi detto di “sperare” che nel giro di 3 mesi si raggiunga il picco, e che in 6 si torni alla normalità .
Anche il presidente colombiano Ivà¡n Duque dovrà effettuare il tampone dopo che un sindaco con cui si è incontrato alcuni giorni fa è risultato positivo.
In Argentina, ha annunciato il presidente Fernandez, il rispetto della quarantena sarà sorvegliato dalla polizia nazionale e locale e dalle forze armate. La misura si aggiunge ad altri provvedimenti già adottati in passato, come la sospensione delle lezioni fino al 31 marzo, e l’obbligo per tutti coloro che entrano in Argentina dall’estero di mettersi in quarantena per 14 giorni.
Il ministro della Salute del Cile, Jaime Manalich, ha riferito che 92 nuovi casi di Covid-19 sono stati confermati in 24 ore, portando il numero di infetti nel Paese a 434, la maggioranza nella regione metropolitana di Santiago. Il ministro ha poi annunciato la chiusura, da oggi e in tutto il Cile, di cinema, teatri, ristoranti, pub, discoteche ed eventi sportivi indipendenti con pubblico.
(da “Il Fatto Quotidiano”)
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Marzo 20th, 2020 Riccardo Fucile
“PAZIENTI CINESI AVEVANO UNA MEDIA DI ETA DI 46 ANNI, IN ITALIA E’ DI 63″… “IL PICCO TRA FINE MARZO E INIZIO APRILE”
Aumenta il bilancio di vittime dell’epidemia di Coronavirus in Italia che è diventata ufficialmente il Paese al mondo con il maggior numero di vittime a causa del Covid-19, superando addirittura la Cina
Ma per Walter Ricciardi, rappresentante dell’Italia nell’Executive Board dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e consulente speciale del ministero della Salute sull’epidemia, paragonare l’Italia alla Cina nel bilancio delle vittime, può essere fuorviante.
Il medico, ex presidente dell’Istituto Superiore di Sanità , ha spiegato a TPI che ragionare in questi termini non è del tutto corretto. “Non dobbiamo paragonare l’Italia alla Cina, ma l’Italia all’Hubei e la Lombardia a Wuhan, perchè se paragoniamo l’Italia alla Cina siamo fuori scala. In Cina l’epidemia ha coinvolto un territorio di 60 milioni di abitanti, significa che il cuore del focolaio epidemico è grande come la Lombardia e che il denominatore è più o meno lo stesso, e la dinamica è più o meno la stessa, con il rallentamento che stiamo osservando anche in Italia”, dichiara a TPI.
Eppure in Italia non solo ora ci sono più morti, ma il tasso di letalità è molto più alto rispetto alla provincia dell’Hubei. Perchè?
La letalità , ovvero il numero di morti rispetto ai contagiati, è più alta, e per questo ci sono due spiegazioni. La prima è l’età della nostra popolazione: l’età media dei pazienti ricoverati a Wuhan era di 46 anni, la nostra è superiore ai 63 anni, e quando hai in ospedale pazienti più anziani hai conseguenze più pericolose dal punto di vista della prognosi. La seconda spiegazione la si può dare non tanto guardando alla Cina, ma agli altri Paesi europei: la codifica delle morti, che si effettua su base regionale ed è molto generosa nell’attribuire al virus la causa diretta di mortalità . Ma come dimostrano le procedure di verifica dell’Istituto Superiore di Sanità , solo per una minoranza di casi il virus è stata la causa diretta della morte, anche se ha certamente infettato e ha scatenato un peggioramento di condizioni. Queste sono le considerazioni che vanno fatte.
Tutti aspettano il “picco” dell’epidemia in Italia perchè, da quel momento, i numeri dovrebbero iniziare a calare. Ma non lo abbiamo ancora raggiunto: quando arriverà e quante altre persone saranno contagiate fino a quel momento?
Il picco è funzionale a quanto noi osserviamo le misure, se non le osserviamo lo raggiungeremo tra tantissimo tempo, se invece siamo conformi alle regole potremmo vederlo arrivare a breve. L’esperienza cinese ci dice che loro lo hanno ottenuto dopo circa 2 mesi dall’insorgenza. Ma se non osserviamo le regole e usciamo di casa favorendo gli assembramenti i casi continueranno ad aumentare, se sostanzialmente siamo bravi aumenteranno molto meno. Ma possiamo aspettarci che arriverà a fine marzo o inizio aprile.
Dunque se la curva del contagio è ancora in aumento è responsabilità di chi esce a fare jogging o va a fare la spesa?
Non chi va a correre e fare la spesa, ma chi partecipa ad assembramenti in maniera incontrollata tra più di due persone: già 3, 4, 5 persone insieme sono tante, anche i mezzi pubblici sono troppo affollati, non bisogna prenderli se non per andare a lavoro. I dati (approssimativi) sulla mobilità ci dicono che il 40 per cento di persone usa ancora i mezzi pubblici, questa è una percentuale ancora troppo alta.
Per questo è favorevole a una stretta sulle misure e sui controlli da parte del governo?
Si. Noi siamo diversi rispetto a cinesi, ai coreani o ai giapponesi: lì le regole venivano rispettate. In Corea e in Giappone attraverso il controllo sociale, perchè chi usciva veniva stigmatizzato; in Cina con l’esercito. Da noi questo non succede. Ma se si continua a stare fuori bisogna fare in modo che ci sia un rinforzo delle misure e dei controlli.
Cosa pensa dell’invito di Fontana a eseguire tamponi a tappeto? Perchè l’Oms dal primo momento ha scoraggiato i test sugli asintomatici?
Sono sostenitore del modello coreano, che ha previsto test solo per i soggetti sintomatici nel momento di insorgenza, li ha testati e attaccati attraverso le proprie tecnologie. Dunque bisogna fare test nel modo giusto a tutti i sintomatici, a tutti però. Questa è la strada tracciata delle migliori menti del mondo, consigliata dall’Oms e implementata nei Paesi che hanno preso decisioni sagge e dimostrato con i fatti di saper controllare l’infezione.
Perchè Bergamo è diventata il cimitero dell’epidemia in Italia secondo lei?
Bergamo è una provincia che ha una serie di caratteristiche: popolazione particolarmente anziana distribuita in tutta la provincia, molto movimento dal punto di vista di spostamenti e un alto tasso di produzione. La combinazione di questi due elementi ha determinato da una parte l’insorgenza molto rapida e dall’altro un tasso di mortalità molto alto, proprio per i motivi legati all’età di cui parlavamo prima.
Il Coronavirus è diventato un problema globale, come si stanno muovendo i Paesi europei? È già troppo tardi?
L’Europa si sta muovendo con ritardo, ma si sta muovendo, i Paesi in un primo momento restii stanno cercando di recuperare: non è troppo tardi, questa epidemia durerà ancora per i prossimi mesi, non andrà via presto, quindi non è assolutamente troppo tardi.
(da TPI)
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Marzo 20th, 2020 Riccardo Fucile
NORME CHE NON CAMBIANO NULLA, IL BUON SENSO AVREBBE DOVUTO GIA’ RENDERLE SCONTATE… SUPERMERCATI RESTANO APERTI ANCHE LA DOMENICA
Il governo ha adottato questa sera un’ordinanza con nuove misure restrittive per contenere il
contagio da Coronavirus.
Le nuove misure, che si sommano alle esistenti, sono valide dal 21 marzo al 25 marzo, quando scade il dpcm che aveva imposto la stretta a tutti gli spostamenti e la chiusura di bar e negozi. Vengono inasprite le restrizioni sulle attività all’aperto, chiusi gli esercizi alimentari nelle stazioni ferroviarie, vietati gli spostamenti nel fine settimana nelle seconde case.
Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sono adottate, sull’intero territorio nazionale, le ulteriori seguenti misure
E’ vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici; non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; resta consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purchè comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona.
Sono chiusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonchè nelle aree di servizio e rifornimento carburante, con esclusione di quelli situati lungo le autostrade, che possono vendere solo prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali; restano aperti quelli siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.
Nei giorni festivi e prefestivi, nonchè in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni, è vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza.
(da agenzie)
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