Aprile 17th, 2020 Riccardo Fucile
“HA INDICATO ALLE RSA DI NON TRASFERIRE IN OSPEDALE QUESTI PAZIENTI, DI FATTO ABBANDONANDOLI AL LORO DESTINO”
Il senatore ex MoVimento 5 Stelle Gregorio De Falco ieri sera su Facebook ha scritto che la Regione Lombardia ha deciso di rinunciare a curare i pazienti con più di 75 anni in “presenza di situazioni di precedente fragilità o di più comorbilità ”. De Falco scrive pure che la giunta lombarda aveva anche dato indicazione alle RSA di non trasferire in ospedale quei pazienti, determinando di fatto di abbandonarli al loro destino.
“La Lombardia ha rinunciato a curare i pazienti delle case di riposo con più di 75 anni in “presenza di situazioni di precedente fragilità o di più comorbilità ”, è quanto risulta immediatamente dalla delibera n° XI/3018 del 30 marzo 2020.
La giunta lombarda aveva anche dato indicazione alle RSA di non trasferire in ospedale quei pazienti, determinando di fatto di abbandonarli al loro destino.
I militari della Guardia di Finanza, coordinati dai PM Clerici e De Tommasi, stanno indagando sugli effetti di questa delibera e della precedente n° XI/2906 con cui la Regione in data 8 marzo aveva chiesto di trasferire alcuni malati di Coronavirus a bassa intensità nelle residenze per anziani.
La magistratura sta procedendo, ma già ora non si può nascondere lo sgomento che si prova a leggere questi documenti. In circa un quarto delle RSA lombarde il Coronavirus ha decimato i residenti delle case di riposo con livelli di mortalità impressionanti. Questi sono i fatti.
Nel chiedere la immediata rimozione o la sospensione dal servizio dei responsabili amministratori, tecnici e politici, esprimo profondo cordoglio per le vittime e per quanti hanno sofferto la scomparsa dei propri cari, purtroppo anche in conseguenza di decisioni che sembrano essere state causa di ulteriore sofferenza
La delibera citata da De Falco si trova sul sito della Regione Lombardia e dice questo:
“Età avanzata (>75 anni) e presenza di situazione di precedente fragilità nonchè presenza di più comorbilità , è opportuno che le cure vengano prestate presso la stessa struttura per evitare ulteriori rischi di peggioramento dovuti al trasporto e all’attesa in Pronto Soccorso. A tali ospiti occorre misurare la saturazione periferica di ossigeno
(da agenzie)
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Aprile 17th, 2020 Riccardo Fucile
NEL SUO PAESE NON C’E UNA FARMACIA, LUI VA A ROVATO IN BICI A RITIRARE I MEDICINALI PER POI CONSEGNARLI AI PAZIENTI: “IL LORO GRAZIE NON MI VA PIU’ VIA DALLA TESTA”
A Lodetto di Rovato non ci sono farmacie. Per questo motivo, Davide Martinelli — corridore
professionista dell’Astana Pro Team, classe 1993 — ha deciso di salire in sella alla sua bicicletta e di sprintare fino alla vicina Rovato per poter aiutare i suoi compaesani a superare questa emergenza coronavirus e dare loro una mano durante questo lockdown.
Si è fatto autorizzare e, grazie alla sua buona gamba che gli ha permesso di partecipare anche al Giro d’Italia 2017, non ci ha pensato su due volte nel rendersi protagonista di questa iniziativa encomiabile.
«Sono legatissimo al mio Lodetto, comunità di poco più di 1500 persone, dove sfortunatamente non c’è nè una farmacia nè alcun negozio di alimentari! — ha scritto su Facebook — Dentro di me penso: è la mia occasione per rendermi utile e ripagare le tante persone che mi hanno sempre sostenuto negli anni, e dare una mano a chi in questo momento ne ha bisogno.
Ho una bici, 2 gambe ormai non molto allenate e uno zaino, e niente.. oggi ho avuto l’onore di poter andare in farmacia a ritirare dei medicinali per una coppia di anziani, in totale 30 minuti e una decina di km, nulla di speciale per un atleta, ma quando glieli ho consegnati sull’uscio di casa, ovviamente con le dovute precauzioni (mascherina e guanti) ho sentito un grazie, che ancora ora mi rimbomba in testa».
In un momento in cui la stagione ciclistica si è fermata, in cui tutte le grandi corse sono state annullate o rinviate al prossimo autunno, Davide Martinelli ha deciso di mettersi a disposizione per tutta la sua comunità . Un gesto di cuore, che vale più di mille braccia alzate in volata o al termine di una cronometro — specialità di cui Martinelli è stato per due volte campione italiano Under 23.
Può essere senz’altro soddisfatto il padre Giuseppe Martinelli, uno dei direttori sportivi più vincenti della storia del ciclismo italiano, dai tempi della Mercatone Uno di Marco Pantani, passando per i successi più recenti di Vincenzo Nibali quando indossava la maglia della squadra kazaka. Del resto, se Davide ha questo amore sconfinato per la sua terra e le sue radici, il merito è anche un po’ suo. Ennesimo trofeo nel suo personalissimo palmarès. Forse il più bello.
(da agenzie)
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Aprile 17th, 2020 Riccardo Fucile
L’OSSERVATORIO SULLE RSA HA RACCOLTO I DATI
Sono stati fra 6.000 e 7.000 i decessi avvenuti nelle strutture di ricovero per anziani (Rsa) a partire dal primo febbraio. Sintomi sono stati individuati in oltre il 40% dei deceduti, ma ”è difficile distinguere fra influenza e Covid-19″, Lo indicano i primi dati dell’Osservatorio sulle Rsa promosso dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e presentati oggi da Graziano Onder, del Centro cardiovascolare e dell’invecchiamento dell’Iss, nella conferenza stampa organizzata dall’Istituto.
I decessi, ha proseguito Onder, corrispondono a circa il 7% del numero complessivo degli anziani residenti nelle Rsa, calcolato in oltre 80.000.
Di questi, la maggior parte si trova nel Nord Italia e solo un migliaio sono risultati positivi al nuovo coronavirus, la maggioranza dei quali in marzo.
Fra le criticità finora rilevate nelle Rsa, l’osservatorio dell’Iss indica soprattutto la carenza di dispositivi di protezione, la carenza nelle somministrazioni di tamponi e la carenza di personale.
Non c’è nessun picco nella curva dell’epidemia: “si è trattato di un picco artificioso”, generato dal lockdown, ha detto l’epidemiologo Giovanni Rezza, dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss), nella conferenza stampa organizzata dall’Istituto.
Nella fase 2, spiega Rezza, sarà importante rafforzare soprattutto il controllo del territorio con l’identificazione rapida dei focolai, test, rintraccio e isolamento dei contatti e azioni di contenimento ed eventuale creazione di zone rosse.
(da agenzie)
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Aprile 17th, 2020 Riccardo Fucile
L’HANNO TRASFERITA IN UN REPARTO CON 39 POSITIVI SU 40, UNA FOLLIA PER UNA NEGATIVA AL VIRUS
Il Fatto Quotidiano racconta oggi la storia di Maria Felicia Pinto, morta l’8 aprile all’Istituto Palazzolo
Don Gnocchi dopo essere stata ricoverata, nonostante non fosse malata di COVID-19, in un reparto con 39 pazienti su 40 affetti da Coronavirus:
Maria Felicia aveva anche la febbre. Aveva anche un “piccolo impegno ai polmoni”: così lo aveva definito il medico di turno dell’Istituto Palazzolo, lo stesso che alla figlia aveva detto, poche ore prima e senza tanti giri di parole: “Signora, parliamoci chiaro, in questo reparto su 40 pazienti 39 sono positivi al Covid, tranne sua madre. Se risultasse ancora negativa al tampone sarebbe meglio saperla a casa che qui dentro”.
Maria Felicia morirà la mattina dell’8 aprile, stroncata da una pancreatite necrotica emorragica ma forse anche dal virus contratto proprio al Palazzolo di Milano, una delle strutture —comprende una Rsa e una casa di cura —che fanno capo alla Fondazione Don Gnocchi: aveva 78 anni, nessuna patologia cronica.
Un dramma finito in un verbale della Questura, dove la figlia, Daniela Conte, ha presentato denuncia. “Ora sto valutando anche un esposto per ricostruire la catena degli errori —dice Daniela —. A partire dalla Regione Lombardia, per le sue delibere, per arrivare all’ospe dale Niguarda e al Palazzolo”.
La donna era ricoverata al Niguarda dal 29 gennaio, in gravi condizioni per quella pancreatite che l’aveva portata a subire tre interventi chirurgici, l’intubazione, la terapia intensiva. Solo che dopo era scoppiata l’emergenza Covid e per lei, lì, non c’era più posto. Per liberare posti letto era stata portata al Palazzolo: in fondo, un via libera c’era già , con la delibera della Regione che disponeva il trasferimento di pazienti nelle Rsa:
Maria Felicia era lucida, sempre attaccata allo smartphone per poter parlare con la figlia. “Non mi è stato restituito”, dice Daniela. “Nè il suo telefono, nè il cavo lungo che le avevo comprato per consentirle di averlo sempre in carica”. All’ospedale Niguarda è il 12 marzo quando la caposala le dice che sua madre deve essere dimessa, mentre la dottoressa la rassicura, le spiega che nelle sue condizioni, dopo un’altra tac, servono come minimo altre due o tre settimane di monitoraggio
Ma l’emergenza incombe e pochi giorni dopo, il 18 marzo, Maria Felicia viene trasferita al Palazzolo. A Daniela crolla il mondo addosso, si sente abbandonata. È al Palazzolo, dove la ricoverano nell’unità operativa di Medicina, che la donna viene sottoposta al primo tampone che risulta negativo. Il secondo non verrà mai eseguito. Difficile parlare con i medici.
(da “NextQuotidiano”)
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Aprile 17th, 2020 Riccardo Fucile
LA RELAZIONE E’ UN PESANTE ATTO DI ACCUSA
Repubblica racconta oggi in un articolo a firma di Giuliano Foschini e Gianluca Di Feo la relazione degli ispettori del Ministero della Sanità sulle case di riposo lombarde.
Le decisioni prese dai vertici della Regione Lombardia e gestite in gran parte dai dirigenti del Pio Albergo Trivulzio potrebbero avere avuto un effetto pesantissimo nell’aggravare il bilancio delle vittime e hanno violato le direttive impartite dal governo sin dai primi giorni dell’epidemia:
Davanti all’assalto del morbo, la Regione ha scelto di liberare gli ospedali dai casi meno gravi spostandoli nelle case di cura della terza età . Senza preoccuparsi neppure di verificare se i padiglioni dove venivano trasferiti i contagiati fossero veramente isolati dalle camere dei residenti. Senza nemmeno fornire protezioni adeguate a medici e infermieri o effettuare tamponi. Una negligenza nefasta, che ha ignorato ogni principio di precauzione proprio mentre il coronavirus dimostrava tutta la sua forza.
[…]Dall’8 marzo l’assessorato di Giulio Gallera ha avviato un’operazione in grande stile per svuotare le corsie degli ospedali travolti dall’epidemia. Bisognava trovare posti per le vittime del Covid 19 che avevano superato la fase critica ma dovevano ricevere ancora assistenza costante. O per altri ricoverati che non risultavano positivi, ma erano rimasti comunque a lungo esposti nei nosocomi investiti dal morbo. Nel sistema sanitario lombardo creato nei diciotto anni di potere di Roberto Formigoni però le capacità della sanità pubblica sono state drasticamente ridimensionate. E così ci si è rivolti ai privati: alle case di cura per anziani, che avevano personale medico e spazi disponibili. Ben 15 hanno cominciato a ricevere questi pazienti, in cambio di una retta giornaliera vicina ai 250 euro.
Secondo la relazione bastava un’autocertificazione senza controlli per entrare nello smistamento.
La regia degli spostamenti è stata affidata al Pio Albergo Trivulzio, incaricato di fare da centrale di smistamento e tra i primi ad accogliere i pazienti provenienti dagli ospedali. Uno degli elementi adesso al centro dell’indagine contro Giuseppe Calicchio e gli altri dirigenti dell’istituto per epidemia e omicidio colposi.
Secondo le prime risultanze dell’ispezione ministeriale, la Regione si sarebbe preoccupata di fornire indicazioni più rigorose soltanto con una seconda deliberazione settimane dopo, quando i trasferimenti erano già cominciati.
Sempre però senza procedere ad alcun accertamento. Saranno le inchieste a determinare quanto la carenza di controlli abbia incentivato la diffusione del male.
(da agenzie)
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Aprile 17th, 2020 Riccardo Fucile
“SONO STATI I TECNICI A SUGGERIRCI QUESTA SOLUZIONE”… MA NON DICE CHE SPETTAVA A LUI CONTROLLARE SE I MALATI ERANO SISTEMATI O MENO IN REPARTI SEPARATI
La legge di Jones insegna che chi sorride quando le cose vanno male ha già trovato qualcuno a cui dare la
colpa.
Non sappiamo se il governatore della Lombardia Attilio Fontana sorridesse stamattina a Mattino 5 — anche perchè porta sempre la mascherina — ma di sicuro la sua linea di difesa pubblica sugli anziani morti nelle RSA lombarde ha fatto un salto di qualità .
Ha trovato qualcuno a cui dare la colpa: “Aspetto con estrema serenità l’esito”, dell’inchiesta sulle morti nelle Rsa della Lombardia, ha detto.
E poi ha aggiunto: “Noi abbiamo fatto una delibera che è stata proposta dai nostri tecnici ed esperti che ci hanno detto che a determinate condizioni“, ovvero in presenza di “reparti completamente separati dal resto della struttura e addetti dedicati esclusivamente a malati Covid, la cosa si poteva fare“
Ora, il governatore della Lombardia magari non lo sa, ma funziona al contrario visto che sono le Agenzie di tutela della salute a dipendere dalla Regione Lombardia e non in contrario.
Magari, appunto, deve ancora scoprirlo visto che il suo assessore al Welfare Giulio Gallera ha soltanto di recente scoperto che anche le Regioni possono emettere ordinanze di tutela della salute creando eventuali zone rosse, come (NON) è accaduto a Bergamo.
In ogni caso gettare la colpa (eventuale) sui tecnici, o meglio dire che loro “si sono fidati” non cambia granchè nè dal punto di vista giuridico nè — soprattutto — da quello politico: perchè la relazione degli ispettori del ministero della Sanità dice proprio che quelle condizioni — ovvero quelle citate da Fontanan e imputate ai “tecnici” — non sono state rispettate. E chi doveva controllare su quel rispetto? Sempre qualcun altro?
(da “NextQuotidiano”)
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Aprile 17th, 2020 Riccardo Fucile
SONO CONTRO TUTTO PERCHE’ VOGLIONO SFASCIARE L’EUROPA… PRETENDONO SOLO , COME GLI ACCATTONI MOLESTI, CHE LA BCE GLI REGALI SOLDI, NON GLI VANNO BENE NEANCHE I PRESTITI
Se non moriremo di virus moriremo di questa politica debole con le idee confuse che continua a tenere le mani serrate sulla borsa del proprio consenso mentre l’Italia va in ordine sparso.
Ieri il Parlamento europeo ha bocciato un emendamento proposto dal gruppo dei Verdi che chiedeva l’introduzione dei Coronabond, la soluzione chiesta da più parti dagli strenui nemici del MES, quelli che proprio sui Coronabond hanno twittato compulsivamente in questi ultimi giorni.
Chi ha votato contro i Coronabond? Proprio loro: le delegazioni della Lega e di Forza Italia sono risultate decisive per la bocciatura. Detta semplice semplice: attaccano il governo chiedendogli di usare uno strumento che poi loro stessi bocciano a Bruxelles. E così il quadro si fa sempre più confuso.
Salvini ora rilancia (rilanciare senza fare è la sua attitudine più evidente) proponendo dei non meglio definiti Buoni del Tesoro di #OrgoglioItaliano (l’ha scritto proprio così, servito con l’hashtag pronto per pasturare i social), Berlusconi rilancia chiedendo a Conte di accedere ai 37 miliardi di euro da spendere in Sanità (e quindi l’opposizione si spacca) e intanto la compagine renziana di governo di Italia Viva si astiene.
Ognuno per conto suo, preoccupati più di prendersi uno spicchio di sole piuttosto che proporre e perseguire una reale strategia.
Nella stessa giornata il Movimento 5 Stelle ha votato contro i Recovery Bond garantiti dal bilancio UE ed ha votato a favore dei Coronabond con debito mutualizzato, la Lega ha votato contro i Coronabond e si è astenuta su Recovery Bond, Italia Viva si è astenuta sui Coronabond ma ha votato a favore dei Recovery Bond, Forza Italia contro i Coronabond ma a favore dei Recovery Bond.
L’Italia vista dall’Europa è un’accozzaglia che stropiccia l’economia in nome del posizionamento dei suoi partiti.
Ora, davvero, che credibilità può avere un Paese che si presenta in Europa senza nemmeno un chiaro disegno economico almeno da parte dei partiti di governo?
Come può l’opposizione risultare credibile votando contro se stessa?
Forse sarebbe il caso chiarire che la Fase 2 dovrebbe essere quella della responsabilità politica: la stessa responsabilità che i cittadini hanno dimostrato accettando le restrizioni mentre i partiti ancora giocano sul piano della propaganda a colpi di annunci smentiti nel giro di qualche ora. E intanto tutto intorno rimane il silenzio. Non è solo il silenzio delle strade vuote, no, è il silenzio di chi non ha idee e dovrebbe governare questa emergenza. E fa più paura della quarantena.
(da TPI)
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Aprile 17th, 2020 Riccardo Fucile
QUELLI CHE CONTE, D’INTESA CON MACRON, RICHIEDE ALL’EUROPA
Mentre la Lega vota contro i Coronabond proposti dai Verdi che intendevano mutualizzare il debito
dell’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19, il gruppo del MoVimento 5 Stelle in Europa ha votato contro la proposta francese — comunque approvata — sui recovery bond.
Il M5S ha votato contro il paragrafo della risoluzione sulla risposta dell’Ue alla crisi del Coronavirus che chiedeva la creazione di Recovery Bond all’interno del bilancio comunitario.
Il testo del paragrafo 17 della risoluzione, che è comunque stato approvato a larga maggioranza, chiede alla Commissione “un pacchetto massiccio per la ripresa e la ricostruzione di investimenti per sostenere l’economia europea dopo la crisi, al di là di ciò che il Mes, la Bei e la Bce stanno già facendo”.
Il pacchetto — secondo il testo — dovrebbe essere parte “di un nuovo quadro finanziario pluriennale (il bilancio 2021-2027, ndr)”. Gli investimenti dovrebbero essere “finanziati da fondi Ue e strumenti finanziari esistenti e da Recovery bonds garantiti dal bilancio Ue”. Il testo specifica anche che il pacchetto “non dovrebbe prevedere la mutualizzazione del debito esistente”.
Il testo nella sua interezza sarà votato oggi. “Per noi la via maestra per risolvere questa crisi resta l’istituzione di un Recovery Fund come garanzia per l’emissione di Recovery bond europei. Per questo motivo è fondamentale, a mio avviso, insistere vigorosamente per l’ottenimento di un accordo ambizioso: se non si dovesse riuscire a conseguire l’unanimità , cioè coinvolgendo tutti gli Stati dell’Eurozona, a questo punto si può verificare l’opzione di una cooperazione rafforzata”, ha detto, ai microfoni di Class Cnbc, il vicepresidente dell’Europarlamento Fabio Massimo Castaldo.
“Questo strumento potrebbe consentire di lasciare fuori l’Olanda, qualora insistesse nell’annacquare il compromesso, mentre resta fondamentale avere a bordo la Germania, al fine di garantire che l’emissione dei futuri titoli condivisi ottenga poi una tripla A come rating”, sottolinea Castaldo che conclude: “si metterebbero un po’ all’angolo tutti quei piccoli paesi che stanno dimostrando di essere ultranazionalisti, totalmente legati all’interesse del proprio orticello, per andare avanti con chi comprende l’urgenza e la drammaticità del momento. La Germania non potrà tirarsi indietro: si cominciano a intravedere aperture importanti, anche perchè Berlino capisce che è in gioco il futuro stesso dell’Unione europea”.
Intanto il premier Conte si aspetta segnali concreti dall’Europa, ovvero che arrivi un via libera alla proposta dei Recovery bond.
(da “NextQuotidiano”)
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Aprile 17th, 2020 Riccardo Fucile
LEGA E FORZA ITALIA VOTANO CONTRO UN EMENDAMENTO DEI VERDI CHE PROPONEVA DI MUTUALIZZARE IL DEBITO PER L’EMERGENZA… FRATELLI D’ITALIA HA VOTATO A FAVORE
La Lega e Forza Italia al Parlamento Europeo hanno votato contro un emendamento proposto dai Verdi che proponeva di mutualizzare il debito per l’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19 a livello UE.
L’emendamento è stato bocciato con 326 voti contrari, 282 a favore e 74 astenuti. Il testo dell’emendamento alla risoluzione sulla risposta Ue alla crisi prevedeva di condividere a livello Ue una quota consistente del debito che sarà emesso dagli Stati membri.
“Per preservare la coesione dell’Ue e l’integrità della sua unione monetaria, una quota sostanziale del debito che sarà emesso per combattere le conseguenze della crisi del Covid-19 dovrà essere mutualizzato a livello Ue”, diceva il testo.
Secondo Alessia Rotta del Partito Democratico “Il voto di Lega e FI è stato determinate per bocciare emendamento Verdi su Coronabond. Hanno votato contro la condivisione del debito futuro degli Stati membri. La verità è che la destra italiana è contro qualsiasi iniziativa per salvare Italia e UE dal fallimento. Tutto qui”.
Scrive il giornalista di Radio Radicale David Carretta che Italia Viva si è astenuta mentre M5S, PD e Fratelli d’Italia hanno votato a favore.
Il sottosegretario agli esteri Manlio Di Stefano è andato all’attacco del Carroccio su Facebook:
“Le delegazioni della Lega e di Forza Italia al Parlamento europeo hanno votato CONTRO un emendamento presentato dal gruppo dei Verdi a una risoluzione sulla risposta dell’Ue alla pandemia del Coronavirus che chiedeva la creazione dei Coronabond per condividere il debito futuro degli Stati membri. Le delegazioni del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico hanno votato a favore, mentre quella di Italia Viva si è astenuta. Il testo dell’emendamento dei Verdi prevedeva di condividere a livello Ue una quota consistente del debito che sarà emesso dagli Stati membri. Con il voto positivo di Lega e FI l’emendamento sui Coronabond sarebbe passato.
La plenaria del Parlamento Ue ha dato comunque un primo via libera alla proposta di istituire i Recovery bond garantiti dal bilancio Ue.
La prima parte del paragrafo 17 della risoluzione sull’azione coordinata a livello europeo per contrastare il Covid-19, che includeva la proposta sui Recovery bond, è passata in plenaria con 547 voti a favore, 92 contrari e 44 astensioni.
Il testo finale della risoluzione — presentata da Ppe, S&D e Verdi — sarà votato domani. Nel paragrafo, l’Europarlamento “invita la Commissione Ue a proporre un massiccio pacchetto d’investimenti per la ripresa e la ricostruzione a sostegno dell’economia europea dopo la crisi”.
Gli investimenti necessari “sarebbero finanziati attraverso un bilancio pluriennale ampliato, i fondi e gli strumenti finanziari dell’Ue esistenti e dei Recovery bond garantiti dal bilancio dell’Ue”. La seconda parte del paragrafo precisa: “il pacchetto non dovrebbe comportare la mutualizzazione del debito esistente e dovrebbe essere orientato a investimenti futuri”.
(da “NextQuotidiano”)
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