Giugno 4th, 2020 Riccardo Fucile
“L’ITALIA SEMMAI DOVREBBE EVITARE DI APRIRE A TUTTI QUELLI IN ARRIVO DALL’ESTERO, RISCHIAMO DI IMPORTARE ALTRI CONTAGIATI, CI VOGLIONO CONTROLLI SERI”
Le polemiche Italia-Austria non accennano a placarsi dopo la decisione del governo austriaco di non aprire i confini ai turisti italiani per l’ancora elevato tasso di contagi da Coronavirus nel nostro Paese.
La politica nostrana ha polemizzato per questa scelta, ma c’è chi va controcorrente come il professor Andrea Crisanti.
Secondo il direttore Microbiologia e Virologia dell’Università di Padova, i nostri ‘vicini’ hanno preso una decisione legittima e corretta, proprio in base ai dati epidemiologici italiani.
«Io penso faccia bene, ci sono ancora molti casi in Italia. Ritengo che l’Austria abbia investito quanto noi per eliminare il coronavirus e non vedo perchè debba mettersi nelle condizioni di correre il rischio di importare nuovi casi senza implementare le misure di controllo — ha detto Andrea Crisanti questa mattina ad Agorà , su Rai 3 -. Si tratta di una questione molto seria e io credo che anche noi dovremmo aumentare e implementare le misure di controllo verso tutti quei Paesi in cui l’epidemia è ancora attiva».
Il riferimento è al continente americano, sia Nord che Sud.
“Fa bene l’Austria a non aprire all’Italia. Ma anche l’Italia dovrebbe stare attenta a far entrare persone provenienti da alcuni paesi come l’America”
Il professor Crisanti, dunque, va controcorrente sulle polemiche Italia-Austria che sono nate e deflagrate in questi giorni. Secondo lui, infatti, il coronavirus è ancora attivo in Italia, criticando la posizione ottimistica di Zangrillo che nei giorni scorsi aveva parlato di virus clinicamente sparito. E poi dà suggerimenti al governo in riferimento agli arrivi dall’estero: «Anche per quel che riguarda i Paesi europei bisognerebbe fare delle differenze, perchè non tutti sono uguali (dal punto di vista dell’epidemia, ndr). Io stabilirei alcuni criteri: se entri in Italia ti controlliamo la temperatura, anche se abbiamo visto che serve a ben poco, ti facciamo il tampone e verifichiamo che tu sia rintracciabile. Se sei positivo ti mettiamo in isolamento, non è che si può riaprire tutto così».
(da agenzie)
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Giugno 4th, 2020 Riccardo Fucile
“IL VIRUS SI DIFFONDE FINCHE’ RAGGIUNGE UNA MASSA CRITICA DI PERSONE E A QUEL PUNTO ESPLODE CON TUTTA LA SUA VIOLENZA”
Le ultime indagini a Vò Euganeo consentono di “datare l’entrata del virus nella prima-seconda
settimana di gennaio”. Così Andrea Crisanti, direttore Microbiologia e Virologia – A.O. Università di Padova, in collegamento con Agorà su Rai3, illustra i risultati di tre nuovi studi sulla popolazione.
“Abbiamo di nuovo fatto il tampone a tutta la popolazione di Vò Euganeo poi abbiamo fatto il test sierologico e stiamo completando l’analisi genetica di tutta la popolazione. Per quanto riguarda il tampone non ci sono nuovi casi positivi”, spiega
“Il test sierologico ha rivelato sorprese interessanti, abbiamo visto che c’è un numero importante di persone che al primo campionamento, del 24-25 febbraio, era negativo al tampone e stava bene e queste persone hanno anticorpi, è emerso che circa il 5 per cento della popolazione di Vò Euganeo ha anticorpi contro il virus. Questo ci permette di datare l’entrata del virus a Vò Euganeo nella prima-seconda settimana di gennaio. Questo virus per ragioni che ancora non conosciamo si diffonde senza creare malattia finchè raggiunge una massa critica di persone che si infettano e a quel punto esplode con tutta la sua violenza, quindi questi casi che ci sono in Italia non vanno sottovalutati”, sottolinea.
(da agenzie)
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Giugno 4th, 2020 Riccardo Fucile
L’ATTORNEY GENERAL HA ANNUNCIATO LE IMPUTAZIONI PIU’ PESANTI… NOTTE DI CALMA NEGLI USA, LA PROTESTA STA RIENTRANDO: SE LI AVESSERO ARRESTATI SUBITO NON SAREBBE SUCCESSO NULLA
In ritardo ma la macchina della giustizia inizia a mettersi in moto: una grossa novità nel caso George Floyd, l’afroamericano 46enne morto durante un controllo di polizia a Minneapolis, il cui decesso ha scatenato le rivolte che stanno sconvolgendo gli Stati Uniti.
Sono stati incriminati tutti e quattro i poliziotti coinvolti nel fermo – e ripresi dai telefonini degli astanti e i tre ancora in libertà sono stati arrestati.
L’Attorney General del Minnesota Keith Ellison annunciato le imputazioni contro i poliziotti nella giornata di oggi
Derek Chauvin, l’agente che per dieci minuti ha premuto un ginocchio sul collo di Floyd e che potrebbe averne causato la morte, è stato incriminato per omicidio di secondo grado (volontario ma privo di premeditazione) e non più per omicidio di terzo grado (fattispecie meno grave esistente nel Minnesota e in pochi altri Stati Usa). I suoi tre colleghi presenti agli eventi sono stati pure incriminati.
Due autopsie sul corpo di Floyd hanno dichiarato che l’uomo è stato ucciso. I quattro agenti erano già stati licenziati.
La notte è passata tranquilla nella maggior parte delle città americane: in molte è in vigore il coprifuoco.
Secondo un calcolo dell’agenzia di stampa Ap, più di 10 mila persone sono state fermate in questi giorni di scontri: più di un quarto del totale a Los Angeles, seguita da New York, Dallas e Philadelphia.
(da agenzie)
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