Destra di Popolo.net

ROBERTO D’AGOSTINO: “GIORGIA MELONI? A ROMA DICONO: ‘DATTE ‘NA CARMATA’

Ottobre 27th, 2023 Riccardo Fucile

“BERLUSCONI AVEVA NEL CASSETTO LE PROVE DELLE MARACHELLE GIAMBRUNESCHE A OTTOBRE, QUANDO DISSE ‘IL SUO UOMO LAVORA A MEDIASET’. LEI RISPOSE: ‘NON SONO RICATTABILE’, E SI VEDE OGGI. LEI NON ERA RICATTABILE, MA È RICATTABILE LUI. CI SONO ALTRI VIDEO, SICURAMENTE. POI NESSUNO SI CHIEDE SE UN GIORNO PARLA GIAMBRUNO”

La versione secondo la quale i Berlusconi sapevano di questi fuorionda, ma non sapevano il contenuto e che Ricci ha fatto tutto in autonomia.
“Ma stiamo scherzando? Berlusconi in quella famosa elezione di La Russa fu ripreso dalle telecamere con un bel foglietto scritto a caratteri cubitali in cui lui accusava la signora di tutto: “prepotente, arrogante, supponente, offensiva, con cui non si può andare d’accordo”. Lui esce da un faccia a faccia con lei: “Non c’è mai stata distanza con la signora Meloni, il suo uomo lavora a Mediaset”. Un messaggio velenoso che nasce dal fatto che già all’epoca Berlusconi aveva nel cassetto le prove delle marachelle Boccaccesche di Giambruno e lei disse, Io non sono ricattabile e si vede oggi come non era ricattabile, ma è ricattabile lui. Ci sono altri video, sicuramente, che sono anche ancora più pesanti anche per lei. Poi nessuno si chiede che se un giorno Gianbruno parla: cosa potrà succedere perché non si può trattare come un cane bastonato…Noi assistiamo a una crisi non di governo ma della maggioranza, cioè a una crisi politica. Questo rapporto con gli alleati si incancrenisce ogni giorno: il canone Rai da 90 finisce 70. E come vengono rimpiazzati i 400 milioni in meno? Allargando il tetto pubblicitario a scapito di chi? Di Mediaset. C’è il primo fuori onda. Poi in quelle 24 ore per far partire il secondo, succede di tutto, riunioni Letta Tajani per bloccare il secondo fuori onda. Piersilvio e Marina non ci stanno e lo fanno uscire.
Qual è la grande lezione che Giorgia Meloni deve ricavare da tutta questa storia?
Che il potere è come una patata. Sa delle radici lunghissime. Quelle radici, quei filamenti, sono quello che consolida il potere. Per mettere quei filamenti, Democrazia cristiana PCI ci hanno messo anni, anni e anni, infatti, anche se il Pd oggi perde, sotto ha il suo potere che resta, quando la patata, cioè il potere, non ha le radici, vedi Renzi, vedi Salvini, vedi Conte, basta un calcetto e quella buona mia. ei non media: “Qui comando io, andiamo avanti”. A Roma, dicono “Datte ‘na carmata”. O si dà una calmata, oppure come dicono altre persone che hanno studiato è unfit, è inadeguata al potere.
(da Dagospia))

argomento: Politica | Commenta »

MANOVRA A PEZZI E TAGLI DA 100 A 200 EURO PER 300.000 PENSIONI

Ottobre 27th, 2023 Riccardo Fucile

DIETROFRONT SULLE PENSIONI, RESTA IL TAGLIO: GOVERNO IN CONFUSIONE

Sotto l’azione insistita della Lega, il governo lavora per aggiustare il pacchetto pensioni contenuto in manovra. Dopo il pasticcio della prima bozza che, oltre a non mantenere la promessa elettorale di abbassare l’età pensionabile, aggravava addirittura la legge Fornero e inseriva una penalizzazione per Quota 104, il Tesoro sta riscrivendo le norme.
Ieri sono circolate bozze che inseriscono un alleggerimento dei requisiti per il pensionamento. I vertici del Carroccio, però, assicurano che la definitiva sarà ancora migliore. Tra le ipotesi ci sarebbe quella di mantenere quota 103 ma con un ricalcolo contributivo. Ricapitoliamo. Martedì, otto giorni dopo l’approvazione della legge di Bilancio in Consiglio dei ministri, i testi hanno iniziato a girare. La più grossa sorpresa riguardava la previdenza: venivano appesantiti infatti i criteri per andare in pensione a 64 anni con il calcolo contributivo.
Al netto del linguaggio tecnico, è il metodo introdotto dalla riforma approvata nel 2011 dal governo Monti e permette l’uscita a quell’età a patto di aver maturato una pensione pari almeno a 2,8 il minimo, circa 1.409 euro. La bozza della manovra 2024, invece, portava quel requisito a 3,3 volte il minimo, cioè 1.660 euro. In sostanza, rendeva ancora più severa la Fornero, creando un grave problema politico. La Lega di Matteo Salvini ha basato in questi anni la sua propaganda sull’impegno di abolire la legge e permettere la pensione a 41 anni di contributi, senza minimo di età. Sarebbe insostenibile firmare una manovra che fa l’esatto contrario, rimangiando la promessa e addirittura inasprendo il già odiato provvedimento del governo Monti.
Dopo la rivolta di Lega&C. è iniziato il maquillage che vede sconfitto il ministro dell’Economia Giorgetti. Ci dovrebbe essere un nuovo sistema di calcolo. Il criterio passava a tre volte il minimo, quindi un passo in avanti rispetto alla prima bozza, ma restava comunque peggiorativo rispetto alla Fornero.
Il requisito di 2,8 volte il minimo rimaneva solo per le donne con un figlio e diventava 2,6 volte il minimo per quelle con almeno due figli. In ogni caso, fonti del governo dicono che questo nuovo schema non va considerato perché il testo finale sarà ancora migliorativo.
Per esempio, è spuntata anche l’ipotesi di posticipare al 2027 l’adeguamento dell’età pensionabile alla speranza di vita. Meccanismo che oggi è congelato fino a fine 2026, ma che la bozza di manovra anticipava a fine 2024 (con l’effetto di innalzare l’età pensionabile). Non si placano intanto i sindacati: Cgil e Uil hanno concordato una serie di scioperi territoriali da 8 ore: si inizia il 17 novembre al Centro e si chiude il 1º dicembre con il Sud.
Intanto se il governo Meloni con una mano ridà, con l’altra continua a togliere, come nel caso del taglio alle pensioni di maestri, medici, infermieri, dipendenti comunali e ufficiali giudiziari che hanno iniziato a lavorare prima del 1996.
Si tratta di circa 300 mila lavoratori sul milione totale di iscritti alle relative casse che dal prossimo anno si vedranno ridimensionare le future pensioni fino a 7 mila euro, secondo la Confsal-Unsa, pari a un risparmio di 1 miliardo. A prevederlo è l’articolo 33 della nuova bozza della manovra. Ipotizzando uno stipendio di 1.800 euro, se si hanno 10 anni di lavoro prima del 1995 la pensione si abbasserebbe di circa 100 euro, mentre se gli anni sono solo 5 la pensione rischia di essere tagliata anche di 200 euro.
Ad esempio, per 10 anni di lavoro si scende dal 31% al 25%, mentre per 5 anni si passa dal 27% al 12%. Una mattanza che si sta per abbattere su chi è quasi vicino alla pensione (chi ha iniziato a lavorare dagli inizi degli anni 80) o a chi mancano meno di una decina di anni al buen retiro. Già lo scorso anno si era palesata la possibilità di introdurre il taglio, ma poi non se ne fece più nulla. Ora sembrerebbe che a spingere per la sua introduzione sia la Ragioneria generale dello Stato. Se la norma non cambierà nelle prossime bozze, si annunciano proteste. Ieri l’Anaao ha attaccato il governo: “Via le mani dalle tasche dei medici e dirigenti sanitari. Si stimano perdite tra il 5 e il 25% di tutto l’assegno pensionistico. Così si faranno scappare i pochi colleghi rimasti in corsia”. E pensare che per gli ex senatori si è ripristinato il vitalizio tagliato perché è un “diritto acquisito”. Mentre non ci sono ostacoli a tagliare le future pensioni degli altri.
(da Il Fatto Quotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

L’ITALIA DA RICUCIRE

Ottobre 27th, 2023 Riccardo Fucile

I SALARI LORDI FERMI AL 1990, DISEGUAGLIANZE IN TUTTI I SETTORI TRA NORD E SUD E CON L’EUROPA… UN PAESE IN DECLINO DOVE L’AUTONOMIA DIFFERENZIATA ACUIRA’ LE DISTANZE

Tutti i dati disponibili ci dicono da tempo che l’Italia è una nazione in lento e costante declino. Ogni giorno, una statistica in più ci ricorda quanti punti in meno vale la nostra economia in Europa e nel mondo. Sembra essersi esaurita, almeno dalla crisi del 2008, la spinta propulsiva della nostra creatività, la capacità di superare in avanti i momenti difficili, ripartendo dopo crisi strutturali o eventi drammatici. Come se tutti i fattori di debolezza, attenuati per un lungo tratto storico dalla lunga fase di espansione, improvvisamente si fossero trasformati in un ostacolo strutturale per una ripresa duratura.
Qual è la zavorra che appesantisce la nostra economia e ci trascina sempre più giù nelle statistiche del malessere? A mio parere l’Italia è malata essenzialmente di diseguaglianze (territoriali, sociali, di genere, di salute, di dotazioni di servizi essenziali) e questa sua malattia si rispecchia senza più attenuazioni sulla sua base produttiva. È dimostrato che in Europa i Paesi economicamente più forti sono quelli più coesi socialmente e le nazioni con minori differenze territoriali reagiscono meglio alle crisi. Le società e le economie più diseguali stanno dando dei risultati peggiori di quelle più paritarie. L’Italia è all’apice dei Paesi più diseguali.
Annoveriamo 4 territori fra i primi in Europa per reddito (provincia di Bolzano, Lombardia, provincia di Trento, Valle d’Aosta) ma anche 4 regioni tra le peggiori 50 d’Europa (Puglia, Campania, Sicilia e Calabria). Nel 2000, però (appena 23 anni fa) l’Italia contava ben 10 regioni classificate tra le prime 50, e nessuna regione italiana compariva nella classifica delle 50 peggiori. Nel giro di un ventennio, mentre accrescevano le disparità tra Nord e Sud cresceva anche la distanza tra regioni italiane e le altre regioni europee. Le diseguaglianze interne troppo marcate sono ormai un fattore di scarsa competitività del nostro sistema produttivo.
La lotta alle diseguaglianze non è solo un entusiasmante programma politico ma una grande strategia di crescita dell’economia. L’Italia è un Paese lungo geograficamente, corto economicamente e storto socialmente. Gli egoismi territoriali, l’esasperazione delle disparità sociali, di genere e di salute rappresentano un danno economico per il nostro Paese, perché gli squilibri oltre un certo limite diventano un handicap economico, rallentano il motore dello sviluppo, ne inficiano la potenza, e addirittura sono in grado di incepparlo.
Se il Pil rappresenta la ricchezza di una nazione, è ovvio che questa ricchezza non aumenta se non quando essa si propaga in tutte le sue parti. Se in un insieme una parte non cresce, è l’insieme a subirne le conseguenze, anche se una singola sua parte è cresciuta. Una nazione è come un corpo. Se si cammina su di un solo piede, sarà difficile mantenersi in piedi, ed è già un miracolo fare qualche passo. Il convincimento che l’Italia possa continuare a prosperare anche facendo a meno di una sua parte è, dati alla mano, destituita di ogni fondamento. Non regge alla lunga una nazione con una economia dimezzata. Lo hanno dimostrato Alberto Quadrio Curzio e Marco Fortis in uno studio di qualche anno fa per la Fondazione Edison. La loro tesi fondamentale è questa: se l’Italia scommettesse sullo sviluppo industriale del Sud, accompagnando alcune sue eccellenze produttive già presenti, in pochi anni la nostra nazione diventerebbe economicamente più forte di Francia e Germania. Con il Meridione sviluppato ai livelli di alcune aree del Nord, la nostra diventerebbe la prima economia in Europa.
Un altro esempio: in un recente libro di Ferruccio Pastore (Migramorfosi) si fa notare che il salario lordo annuo degli italiani, a parità di potere d’acquisto, è stato nel 2021 di 29.694 euro rispetto ai 29.341 del 1990. Nello stesso periodo gli spagnoli i francesi sono passati da 29.000 a 40.000 dollari e i tedeschi da 30.000 a 43.000. L’Italia è rimasta ferma al 1990! Anche in questo caso, i vantaggi sarebbero enormi se si riducesse la disparità delle retribuzioni con il resto d’Europa. Altro esempio: in Italia il divario di genere è impressionante. Se in Europa la differenza tra il tasso di occupazione femminile rispetto a quello degli uomini è di 10,7 punti, nel nostro Paese è di ben 20 punti. Ma questa pur notevole differenza non è uniforme: nel Sud appena il 35% delle madri con figli in età prescolare lavora rispetto al 64% delle mamme del Centro-Nord. Se si portasse il tasso di occupazione femminile meridionale ai livelli del Centro-Nord, ciò comporterebbe un vantaggio economico per l’Italia intera oltre che un passo in avanti notevole in materia di diritti civili.
Si vive, dunque, in due Italie nettamente distinte. Dove l’economia è meno sviluppata c’è meno ricchezza da distribuire, si muore prima, ci si cura peggio, si apprende di meno, si emigra in massa, si hanno minori possibilità di trovare lavoro, più probabilità di restare a casa se si è donna. Ecco perché l’Autonomia differenziata è un veleno per la nostra base produttiva perché impedisce di allargarla. La sua approvazione potrebbe avere gli stessi effetti che la Brexit ha avuto per l’economia inglese. Così come l’avversione per il salario minimo (e per ogni forma di riduzione delle differenze salariali) è un ulteriore freno per la migliore distribuzione della ricchezza nazionale. E aver tolto il reddito di cittadinanza porterà solo all’aumento della povertà e una riduzione dei consumi. Colmare le distanze, ridurre le disparità, ricucire le fratture vuol dire allargare i polmoni alla nostra economia.
(da La Repubblica)

argomento: Politica | Commenta »

SALERNO, L’ORRORE AL PRONTO SOCCORSO: “PAZIENTI LEGATI SENZA MANGIARE E BERE, MANCA PERSONALE, SIAMO STREMATI”

Ottobre 27th, 2023 Riccardo Fucile

LA DENUNCIA DI UN OPERATORE SANITARIO A PIAZZA PULITA

Sembra la scena di un ospedale di guerra ma è il pronto soccorso del Ruggi D’Aragona di Salerno quello dove si vedono pazienti legati ai letti, alcuni con pannolini sporchi da giorni e «senza che nessuno gli dia da bere e da mangiare».
Questa è la denuncia di un operatore sanitario che chiede di rimanere anonimo alla trasmissione di La7 Piazzapulita.
Nella video inchiesta sullo stato della sanità italiana si vedono numerosi anziani sui lettini negli spazi più angusti della struttura dove rimangono privi di assistenza, spiega ancora l’operatore, a causa del risicato personale in corsia.
Condizioni insostenibili, mostrate anche nelle immagini, tanto che «i pazienti in pronto soccorso scappano fuori senza pantaloni con il catetere vescicale inserito». «Bisogna assumere personale, bisogna che la smettano di fare straordinario su straordinario, gli infermieri sono stremati», aggiunge ancora l’operatore.
«Casi eccezionali»
Le immagini mostrano anche pazienti anziani, che in preda alle sofferenze chiedono antidolorifici che non arrivano. L’Oss parla di «120 persone, tutte buttate nei corridoi» che «sono in attesa di reparto» mentre «continuano a ridurre i posti letto».
Gli effetti della mancanza di personale si vedono anche quando, immortalato nel video, un signore chiede di andare in bagno, ma non riceve aiuto dalle sei. Si vede un paziente in codice rosso legato al lettino. Non lontano un paziente oncologico e un paziente Covid, che da una giornata ha lo stesso pannolone sporco. Stanno «legati in modo che non diano fastidio per ore, senza che nessuno gli dia da bere o da mangiare». Al riguardo l’azienda sanitaria ha spiegato, secondo una nota letta in studio, che si tratta di casi eccezionali finalizzati a tutelare l’incolumità del paziente.
(da Open)

argomento: Politica | Commenta »

L’EX PARLAMENTARE UCRAINO FILORUSSO CHE MOSCA VOLEVA INSEDIARE A KIEV AL POSTO DI ZELENSKY E’ STATO COLPITO A YALTA, E’ GRAVISSIMO

Ottobre 27th, 2023 Riccardo Fucile

IL TRADITORE AVREBBE DOVUTO GUIDARE IL GOVERNO FANTOCCIO

L’ex parlamentare ucraino Oleg Tsaryov, figura filo-russa che sarebbe stata designata da Mosca per guidare un’amministrazione fantoccio a Kiev dopo l’invasione russa, è in terapia intensiva dopo essere stato colpito da un proiettile a Yalta, ha dichiarato un funzionario russo.
Il funzionario, Vladimir Rogov, non ha precisato dove sia avvenuta la sparatoria.
«Le condizioni di Oleg sono molto gravi. È attualmente in terapia intensiva», ha dichiarato Rogov, un alto funzionario russo installato nell’Ucraina meridionale. “Oleg è stato colpito”, ha dichiarato su Telegram, chiedendo ai credenti cristiani ortodossi di pregare per Tsaryov.
L’anno scorso, alcune fonti hanno riferito alla Reuters che la Russia aveva schierato Tsaryov a capo di un governo fantoccio a Kiev dopo l’invasione delle forze di Mosca il 24 febbraio 2022. Tsaryov stesso ha respinto questa possibilità quando il Financial Times l’ha riportata, citando l’intelligence statunitense, prima dell’invasione.
All’epoca disse al FT che l’idea era “piuttosto divertente” perché lui gestiva solo un’attività di benessere in Crimea e non era “abbastanza importante”.
In precedenza Tsaryov era stato membro del parlamento ucraino e poi speaker del parlamento di “Novorossiya”, un’entità formatasi dopo che i separatisti sostenuti dalla Russia nell’Ucraina orientale si sono staccati nel 2014 e hanno iniziato a combattere le forze ucraine.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

SI METTE MALE PER TRUMP ORA CHE 4 DEI 18 COIMPUTATI NEL PROCESSO SUL TENTATIVO DI SOVVERTIRE LE ELEZIONI DEL 2020 SI SONO DICHIARATI COLPEVOLI E HANNO PATTEGGIATO PENE “LEGGERE”

Ottobre 27th, 2023 Riccardo Fucile

GLI EX FEDELISSIMI SONO PRONTI A TESTIMONIARE CONTRO IL TYCOON E A FAR CROLLARE LA SUA TESI DIFENSIVA… FA SCALPORE IL “PENTIMENTO” DI SIDNEY POWELL, L’AVVOCATO CHE SOSTENNE LE PIÙ INVEROSIMILI TESI COSPIRATIVE SUL “VOTO RUBATO DA BIDEN”

Con le ammissioni dell’ex avvocata di Donald Trump, Jenna Ellis, sono quattro (su 18) i coimputati nel processo sul tentativo dell’ex presidente di alterare il risultato delle elezioni del 2020 in Georgia che si sono dichiarati colpevoli e pronti a testimoniare contro il leader
Ha fatto, in particolare, scalpore il «pentimento» di Sidney Powell, l’avvocatessa che subito dopo il voto presidenziale sostenne le più inverosimili tesi cospirative sulle «elezioni rubate da Biden» (macchine elettorali della Dominion truccate per una congiura architettata dai servizi segreti del Venezuela) e che ora si è dichiarata colpevole di ben sei reati commessi nel tentativo di alterare i risultati del voto in una parte della Georgia, la contea Coffee.
Sbugiarda Trump in cambio di una pena relativamente mite: sei anni di libertà vigilata, varie sanzioni pecuniarie, servizi sociali e scrittura di una lettera di scuse al popolo della Georgia per i danni provocati dai suoi crimini.
Ieri, poi, la rete ABC ha sostenuto, senza essere fin qui smentita, che nelle tre testimonianze rese quest’anno da Mark Meadows davanti al procuratore federale Jack Smith e davanti a un grand jury, l’ex capo di gabinetto di Trump, un suo fedelissimo da lui definito «amico speciale» e «grande capo dello staff» della Casa Bianca, avrebbe capovolto la sua narrativa su quanto accaduto durante e dopo il voto del 3 novembre di tre anni fa dopo aver ricevuto dai giudici l’immunità per i crimini commessi e confessati: mai viste prove di frode negli scrutini, nessuna «elezione rubata».
Trump fronteggia con piglio spavaldo le quattro incriminazioni penali e i due processi civili ai quali è sottoposto. Trump, che continuando così rischia l’arresto, non se ne cura e liquida gli ex alleati che ora lo accusano come gente pronta a tutto per non finire in prigione.
Si definisce perseguitato politico e non teme di cadere nel ridicolo quando dice di essere pronto, per «salvare la nazione», ad andare in galera come Nelson Mandela (27 anni dietro le sbarre battendosi contro l’apartheid).
Seguito ciecamente da un gran numero di fan che lo hanno trasformato nel loro messia, The Donald non vuole essere credibile ma suggestivo, entusiasmante per il suo popolo.
Ma, anche se ha scelto di indossare i panni della vittima di accuse pretestuose, il crollo della diga di avvocati, un tempo stretti e fidati collaboratori, che passano dal ruolo di scudiero a quello di accusatore, non può non preoccuparlo: per le conseguenze giudiziarie, ma anche per l’impatto su quella tesi dell’elezione rubata da Biden che è l’architrave della costruzione politica dell’ex presidente.
Se a dichiarare infondata quella tesi sono il fido Meadows e legali che l’hanno sostenuta con ardore, la costruzione di Trump crolla. Confessioni estorte con la minaccia del carcere, si difende lui: ma gli sconti di pena per chi collabora con la Giustizia sono la regola negli Stati Uniti, e non solo.
(da il Corriere della Sera)

argomento: Politica | Commenta »

Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.297)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.222)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (120)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (343)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.587)
    • criminalità (1.403)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.532)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.332)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.079)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (823)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (511)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (543)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.787)
    • governo (5.804)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.413)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (37.110)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.685)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (454)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Gennaio 2026 (466)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (458)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (504)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (462)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (585)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (633)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (207)
    • Giugno 2011 (263)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (159)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Ottobre 2023
    L M M G V S D
     1
    2345678
    9101112131415
    16171819202122
    23242526272829
    3031  
    « Set   Nov »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • GLI ITALIANI BOCCIANO LA MELONI SULLA SICUREZZA! SONDAGGIO DI “IZI”: “IL 55% DEGLI ELETTORI DI OGNI SCHIERAMENTO POLITICO RITIENE CHE LA SITUAZIONE SIA PEGGIORATA, E SOLTANTO IL 12% SI SENTE PIÙ SICURO CON LA DESTRA AL GOVERNO”
    • FINE DI UN’ERA: VESPA IN TV, NESSUNO LO GUARDA PIU’. I QUOTIDIANI INTONANO IL DE PROFUNDIS PER “PORTA A PORTA” DOPO IL PESSIMO RISULTATO DELLA PUNTATA CELEBRATIVA DEI TRENT’ANNI: IN PRIMA SERATA SU RAI1 HA RACIMOLATO APPENA IL 7%
    • “TRUMP? SPERIAMO UN GIORNO DI DARGLI IL NOBEL” (E UNA FETTINA DI CULO, NO?). GIORGIA MELONI SI CONFERMA “CAMERIERA IN CHIEF” DELL’IDIOTA DELLA CASA BIANCA: “GLI HO CHIESTO DI RIVEDERE IL ”BOARD OF PEACE” PER GAZA”. MA LA “REGINA DI COATTONIA” NON HA ANCORA CAPITO CHE HA A CHE FARE CON UN “GANGSTER” IN PREDA A UN DELIRIO DI POTERE CHE SE NE FOTTE DI TUTTI?
    • DI QUESTI TEMPI, FACCETTA NERA VALE UNA PROMOZIONE: IL MINISTRO DELLA CULTURA ALESSANDRO GIULI HA NOMINATO NEL CDA DEI MUSEI STATALI D’ABRUZZO LAURA D’AMBROSIO, LA PRESIDE DELLA SCUOLA DI TERAMO DOVE NEL 2023 AGLI STUDENTI FU FATTA CANTARE “FACCETTA NERA”
    • DOPO CHE GLI AGENTI ANTI-IMMIGRATI LE HANNO SPARATO ALLA TESTA, RENEE GOOD POTEVA ESSERE SALVAT: IL CUORE DELLA 37ENNE AMERICANA HA CONTINUATO A BATTERE PER ALTRI OTTO MINUTI: IN QUEI MOMENTI, UN MEDICO CHE PASSAVA DI LÌ HA CHIESTO AGLI AGENTI DI POTER INTERVENIRE, PER PROVARE A SALVARE LA VITA ALLA DONNA, MA È STATO ALLONTANATO
    • IL MINISTERO DEGLI ESTERI DI PARIGI CREA L’ACCOUNT “X” “FRENCH RESPONSE”, CHE POSTA FRECCIATE ANTI-TRUMP E MEME CONTRO IL CREMLINO
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA