Destra di Popolo.net

L’ALBANIA SI OPPONE AL TENTATIVO DELLA MELONI DI TRASFORMARE GJADER E SHENGJIN IN CENTRI DI RIMPATRIO: “I PATTI NON ERA QUESTI, NON VOGLIAMO ALCUNA MODIFICA”

Febbraio 11th, 2025 Riccardo Fucile

INTANTO I COSTI CRESCONO PER LA RISTRUTTURAZIONE DEI CPR MENTRE LA LEGISLAZIONE EUROPEA POTREBBE FAR FALLIRE TUTTO

Come Guantanamo. Il governo Meloni vuole trasformare Gjader e Shengjin in centri di rimpatrio per gli immigrati già espulsi. Replicando così dal punto di vista legislativo in Albania i centri di permanenza e rimpatrio già presenti in Italia.
Ma c’è una serie di problemi che spingono in là nel tempo l’attuazione del piano. E quindi il decreto Albania Bis.
Il primo, e il più importante, è che per farlo bisognerebbe cambiare l’intesa firmata da Giorgia Meloni ed Edi Rama. Anche nel punto che riguarda la giurisdizione e la polizia albanese. Poi c’è il problema della legislazione europea. Infine ci sono i costi delle ristrutturazioni dei due centri. Che dovrebbero essere adattati per rispondere ai criteri dei Cpr. Mentre così decadrebbe anche il (fantomatico, finora) effetto deterrente dei centri sugli sbarchi.
Come Guantanamo
L’idea di Meloni, che sembra ricalcare quella di Donald Trump su Guantanamo, la spiega oggi il Corriere della Sera: il governo è intenzionato a trasformare per decreto la destinazione d’uso dei centri dopo le bocciature dei trattenimenti. E in attesa della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. La prossima udienza è in programma per la fine di febbraio, mentre per arrivare a una decisione si potrebbe dover attendere almeno fino ad aprile. E questo significherebbe lasciare le navi ferme e i centri vuoi per altri tre mesi. Una situazione che per Meloni è insostenibile prima di tutto politicamente. I migranti che si trovano già in Italia e che sono destinatari di un decreto di espulsione finirebbero quindi nei due centri. In previsione del loro rimpatrio. Intanto però c’è un problema piuttosto difficile da gestire. Come ricorda Repubblica, in Albania si vota l’11 maggio.
Il protocollo
E gli oppositori di Rama hanno già usato il protocollo tra Tirana e Roma per fare campagna elettorale. Spingendosi fino ad annunciare di volerlo stracciare. Tecnicamente la disdetta può essere unilaterale e il preavviso è di sei mesi. Per questo Rama non ha intenzione di toccare il protocollo. Anzi, dal suo staff fanno sapere al quotidiano che nessuna modifica al piano è alle viste. Gli uffici legislativi di Palazzo Chigi e del Viminale, che segue la gestazione del decreto, si sono riuniti ieri per analizzare i possibili problemi. In teoria il testo prevede che i centri possano essere utilizzati per le procedure di frontiera accelerate, come avviene oggi, cioè ospitando a tempo i migranti salvati dalla Marina in mare, «o per i rimpatri».
I problemi
Ma cambiando natura al progetto, potrebbero essere necessarie modifiche pratiche, da far rivotare in Parlamento, sia a Roma che a Tirana. Per esempio: senza cambiare il testo, i migranti sarebbero trasportati dall’Italia all’Albania, ma da lì non potrebbero essere rimpatriati. Dovrebbero tornare di nuovo in Italia. In più oggi nei Cpr non è previsto il trattenimento generalizzato. Mentre il protocollo prevede che chi si trova nei due centri non possa uscire.
Il giurista Gianfranco Schiavone aggiunge che l’attuale direttiva Ue non prevede che «le procedure possano espletarsi fuori dal territorio europeo e i centri in Albania non lo sono, lì vige solo la giurisdizione italiana. Se il governo tentasse un azzardo dovrebbe dimostrare di garantire tutte le procedure previste nei Cpr italiani, a cominciare dalla prima che vieta il trattenimento generalizzato».
I costi
Infine, dice La Stampa, ci sono i costi. Per le ristrutturazioni dei centri servirebbero altri milioni. E quello italiano si configurerebbe come il primo centro per il rimpatrio realizzato fuori dai confini europei. Ma prima di realizzare un’ipotesi del genere bisognerebbe puntare a una revisione della direttiva europea sui rimpatri.
(da Open)

argomento: Politica | Commenta »

SOLO PANE E OLIO PER I BAMBINI CHE NON PAGANO LA MENSA DELLA SCUOLA

Febbraio 11th, 2025 Riccardo Fucile

MONTEVARCHI PUNISCE DI NUOVO I PICCOLI MOROSI

Rieccoci. Torna ad esplodere a Montevarchi, il centro maggiore del Valdarno aretino, a distanza di 7 anni, il caso bruschetta (altresì nota in Toscana come “fettunta”): ovvero il pane abbrustolito, condito con l’olio che viene servito nelle mense delle scuole materne ed elementari, agli alunni le cui famiglie sono morose nel pagamento al Comune del servizio.
La denuncia parte dal Pd locale, con un comunicato stampa, ma la conferma arriva anche dall’assessore municipale interessato, Sandra Nocentini: «Sì, è così, è un provvedimento scattato la scorsa settimana».
Inutile dire della polemica che si è subito scatenata, alimentata dallo stesso partito democratico ma anche da singoli cittadini: non è giusto che i bambini paghino per le eventuali colpe dei genitori, non si può servire a dei ragazzini, come pasto sostitutivo, un piatto fatto solo di pane condito con l’olio.
Già, perchè la bruschetta o fettunta è sicuramente uno dei pezzi forti, e più gustosi, della cucina toscana, ma può essere l’alternativa, per dei bambini, di un pranzo studiato dai dietisti per dare ai protagonisti la giusta qualità di alimenti? E, aggiungono in molti, come si sentono quei piccoli scolari che si vedono discriminati rispetto ai compagni: agli altri un pasto completo, a loro soltanto pane e olio?
É una contesa che torna a riaccendersi dopo un lungo periodo. Era il 2017 quando la giunta di centrodestra al primo mandato, eletta nel 2016 e guidata dalla volitiva sindaca Silvia Chiassai Martini, civica senza una precisa collocazione di partito, introdusse, fra i primi atti del suo programma, un regolamento delle mense scolastiche che prevedeva appunto il piatto sostitutivo per i piccoli alunni provenienti da famiglie che non avevano pagato per il servizio. Anche allora fu una storia che fece clamore, un caso che dilagò a livello nazionale, un atto che non è mai stato abrogato. «Una destra cattivista che non ha pietà nemmeno dei bambini», dissero allora e ripetono oggi i consiglieri del Pd che hanno preparato il comunicato.
L’assessore Nocentini preferisce non rispondere alla domanda se consideri giusta la misura, rimandando ogni commento alla sindaca.
Chiassai Martini che pure lei conferma tutto – sono sette anni che è in vigore il regolamento delle mense. Qualcuno forse l’ha scoperto ora? Prima, ai tempi del centrosinistra, era anche peggio, perché era prevista la sospensione dei pasti per i bimbi delle famiglie morose, ora almeno gli diamo la fettunta».
mpostazioni sulla privac
Ma non è un sistema per così dire discriminatorio nei confronti degli alunni?, ci si chiede. «Se qualcuno sa darmi un’alternativa credibile, io sono qui pronto a recepirla. Intanto, abbiamo aspettato per applicare il pasto sostitutivo a pane e olio da settembre a ora, invece del mese previsto. E poi so che con questo sistema, che sarà pure sbrigativo, abbiamo recuperato quasi tutta la morosità scesa da 85 mila a 6 mila euro».
E sulle famiglie che non ce la fanno a pagare: «Guardate che la morosità viene quasi tutta dai furbetti, quelli che sono convinti che a non pagare nessuno poi ti dica niente. I veri bisognosi sono i primi che pagano regolarmente. E chi rientra nei limiti della povertà ha il servizio gratuito».
Non si sa al momento attuale quanti siano i bimbi cui è stata servita la bruschetta, ma anche si contassero sulle dita di una sola mano il caso sarebbe lo stesso rovente. Il consigliere del Pd Samuele Cuzzoni, uno dei firmatari della nota, spiega di non avere informazioni in merito annunciando la presentazione di un’interrogazione consiliare alla prima riunione utile, il 25 febbraio. L’assessore Nocentini i numeri preferisce non darli.
Lo scontro allora si sposta su Facebook, dove a dar fuoco alle polveri è lo stesso Cuzzoni: «Scelta vergognosa che umilia i più piccoli, facendo pagare ai bambini colpe non loro nel luogo più sacro della scuola, la mensa». Secca la replica di un consigliere di centrodestra, Giacomo Brandi, che rinfaccia il vecchio “rosso” di mezzo milione che sarebbe stato lasciato dal centrosinistra (Cuzzoni contesta). Interviene anche l’assessore Nocentini: «Leoncino da tastiera», l’epiteto scagliato contro il consigliere Pd.
Anche il Pd toscano si unisce alla protesta di quello montevarchino, postando su Instagram il pezzo pubblicato on line dal nostro giornale. «Un gesto che lascia il segno – è il commento – che mette un bambino o una bambina nella condizione di sentirsi diversi. Umiliare i più piccoli è sbagliato e ingiusto nel profondo. Questa è la politica della destra, umiliare i più fragili invece di trovare soluzioni. Continueremo a lottare perchè ogni bimbo possa sedersi a tavola senza vergognarsi»
Sul caso è infine intervenuta anche l’assessora all’istruzione della Regione Toscana, Alessandra Nardini: «È inaccettabile far pagare alle bambine e ai bambini, umiliandoli e discriminandoli, responsabilità che non sono loro», ha affermato. «È tanto più inaccettabile che questo accada a scuola, ossia nel luogo che più di tutti dovrebbe essere uno spazio di uguaglianza e pari opportunità per tutte le bambine e tutti i bambini, a prescindere dalle condizioni economiche delle loro famiglie o dalle loro scelte. Il ministro Valditara aveva parlato di umiliazione come fattore di crescita, evidentemente la sindaca Chiassai lo ha preso proprio alla lettera e dunque mi rivolgo a lei chiedendole che torni indietro rispetto a questa scelta vergognosa»
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

IL SILENZIO DI SANTANCHE’ E LE BATTUTE DEI FRATELLI D’ITALIA ALLA BUVETTE: “CHE C’ENTRA CON NOI?”

Febbraio 11th, 2025 Riccardo Fucile

LEGA E FORZA ITALIA ASSENTI IN AULA, DI FDI SOLO 12 PRESENTI

Nelle redazioni dei giornali scattano spesso automatismi antichi, forse c’è anche un po’ di pigrizia, forse è solo l’abitudine a certe liturgie, però è chiaro che hanno sbagliato a mandare quassù, nella tribunetta stampa di Montecitorio, la solita brigata di cronisti, tutta gente di mestiere, intendiamoci, e pure giovani di bel talento. Stavolta, per raccontare l’ennesimo show della Santa, sarebbero serviti dei medium
Esseri capaci di interpretare i pensieri segreti che la ministra Daniela Santanché custodisce nella sua mente con una forza prodigiosa.
Appollaiati sui mitici e scomodi sedili di pelle e di velluto liso, davanti a scrittoi di legno antico su cui tenere cellulare e Moleskine, puntiamo gli sguardi come laser verso l’emiciclo e i banchi del governo e scorgiamo cose, facce e situazioni (anche interessanti): ma nessuno di noi è in grado di trovare risposte a quei roventi interrogativi che, da settimane, rimbalzano nei salotti del potere e nei talk televisivi, nei siti dei giornali, sui social.
Inermi, ma non rassegnati, si assiste alla discussione della mozione che vorrebbe sfiduciare questa donna di 63 anni (sembra ieri che scendeva da Palazzo Grazioli, la guardia scelta berlusconiana in fila indiana, avanti lei e dietro Verdini e Brunetta, con Capezzone rincorso da Dudù, barboncino di corte), una donna forte e coraggiosa, spavalda e spregiudicata, adesso inseguita dai magistrati, già rinviata a giudizio per falso in bilancio, a rischio processo per una truffa all’Inps, e a suo tempo diventata ministra del Turismo pur essendo proprietaria (insieme a Flavione Briatore) del più lussuoso stabilimento balneare italiano (il Twiga di Marina di Pietrasanta, oh yeah).
Dopo un’ora, restano solo dettagli estetici. E cominciamo proprio da lei. Che, finito un frugale pranzo al ristorante della Camera, è arrivata baldanzosa, con il tradizionale passo da guerriera su tacco 16 e Birkin d’ordinanza. Indossa uno chicchissimo tailleur color panna, su una camicia bianca: e anche il suo volto sembra bianco e liscio come una preziosa porcellana di Capodimonte. Gli occhi, però, si muovono. E sembrano dire: guardatemi, non tremo, non vi temo, sono venuta anche oggi, e anche oggi — come dieci giorni fa alla direzione di Fratelli d’Italia — vi sfido. Tutti. Non faccio distinzioni tra gente del mio partito e alleati e quelli dell’opposizione. A Milano, poche ore fa, ho persino ballato una taranta con un Pulcinella. Perché io ballo e continuo a ballare, capito?
§Gira voce che Giorgia Meloni non veda la Santa dallo scorso 17 gennaio. La evita. Cambia strada, programmi. Lascia filtrare fastidio profondo. E fior di retroscenisti si esercitano in ipotesi. Tante. Tutte possibili, e probabili. Che si sommano al frullato di chiacchiere e pettegolezzi, con il gossip che diventa trama noir, e il sospetto che si fa, talvolta, certezza.
Breve riassunto. Giorgia aspetta che sia lei, la Santa, a dimettersi. Fosse per Giorgia l’avrebbe già cacciata, ma la Santa è protetta da Ignazio La Russa. Con La Russa sono amici e hanno interessi in comune. Non è vero che La Russa l’ha mollata. Non del tutto, almeno. Perché non vuole. E, forse, nemmeno può. L’ha solo invitata a riflettere. Del resto, l’intero partito le è ostile.
Plasticamente. I Fratelli eletti deputati sono 117, ma adesso, qui, se ne contano solo 13 (che poi, dopo un po’, ce n’è uno che si scoccia, ed esce). Un’occhiata sui banchi della Lega: deserto. E Forza Italia? Zero. Noi moderati, già pochini di loro, non pervenuti.
Intorno e accanto alla Santa (che resta muta): la viceministra leghista Vannia Gava, il Fratello sottosegretario Marcello Gemmato, e due Fratelli ministri, Nello Musumeci e Luca Ciriani
Quando tutto finisce, giù, alla buvette, i due ministri vengono avvicinati come fossero appena venuti via dal martirio. Si tratta di due politici con un passato a destra lungo e netto, rivendicato con orgoglio. Sono entrambi pieni di garbo, e pazienti.
Ministro Musumeci, è stata la premier a chiederle di venire? «No, sono venuto di mia spontanea volontà». Sentiva di dover essere accanto alla sua collega Santanché? «Si discuteva una mozione di sfiducia, m’è parso naturale esserci». Le sembra opportuno che la ministra resti, imperterrita, al suo posto? «Beh, ma così entriamo nel campo delle valutazioni, delle sensibilità, no?»
Intanto, alla buvette, un altro paio di Fratelli divorano crostatine nervosamente. Masticano amarezza. Mentre loro attaccavano manifesti e rischiavano botte, la politica intesa come passione, come militanza, la Santa era in barca con Flavione. E ancora non si capacitano: «Perché una così è finita dentro la nostra comunità?». Di colpo, si scatena un piccolo parapiglia. Qualcuno ha visto la Santa? Che ha detto? Si dimette? No, davvero? E quando?
Falso allarme. La calma torna rapidamente. Ci sarebbe solo il tempo per un caffè, prima di andare a scrivere. Ma il caffè qui è la solita ciofeca imbevibile.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

SANTANCHE’ LASCIATA SOLA IN AULA RIMPIANGE IL GARANTISMO AI TEMPI DEL CAV

Febbraio 11th, 2025 Riccardo Fucile

LA PITONESSA NON SI VUOLE DIMETTERE E MELONI HA PENSIERI PIU’ IMPORTANTI, DAL CAOS ALBANIA ALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE

Vive la mozione di sfiducia come una seduta dal dentista. Un’oretta e passa la paura. Solo che invece di aprire la bocca, Daniela Santanchè la tiene bella cucita. Nonostante Pd, M5s e Avs gliene dicano di tutti i colori. “Fascista”. “Barabba”. “Bugiarda”. “Vergogna” . Addirittura c’è chi le ricorda il suicidio dell’imprenditore che aveva salvato la sua azienda. La ministra del Turismo balla da sola. Non solo alla fiera di Milano del Bit con Pulcinella, da cui proviene e per la quale ripartirà finita l’incombenza. In Aula ci sono una decina di deputati di Fratelli d’Italia e nessun altro della maggioranza.
Lunedì uggioso alla Camera, il convento passa la “Santa” e tutti i giornali in grandi forze accorrono: retroscenisti, coloristi, notisti. “E’ vestita di color panna o d’avorio?”, è la prima domanda dei cronisti quando la ministra appare a Montecitorio in compagnia del deputato di FdI Andrea Mascaretti, uno dei martiri meloniani costretto a star seduto sugli scranni mentre le opposizioni – presenti i leader Giuseppe Conte ed Elly Schlein – si divertono con il tiro al piccione. Nessuno in Aula la difende. Sui banchi del governo parlotta con Musumeci, accanto al quale c’è Luca Ciriani, ministro per i rapporti con il Parlamento. Davanti la viceministra Vannia Gava (Lega) e il sottosegretario, di FdI, Marcello Gemmato. Santanchè prima di questa seduta, di togliersi questo dente, si è lamentata per il garantismo che non percepisce nell’aria: “Io vengo da Forza Italia, ne ho passate tante ai tempi di Berlusconi, io resto garantista. E gli altri?”.
Musumeci, che la conosce dai tempi della Destra di Storace, ribadisce che la Pitonessa è una tipa tosta. Non dice che farebbe bene a dimettersi, “ci mancherebbe non do giudizi”. Ma aggiunge: “Spero che tutto questo finisca presto”. Dentro Fratelli d’Italia i più smaliziati, specie i romani, vivono la pratica senza entusiasmo, consapevoli che “è una questione di giorni: deve lasciare, c’è da capire solo quando”. Intanto in settimana, quando il calendario delle mozioni avrà preso un verso si arriverà al voto. “E allora in quel momento saremo in Aula”, ride il leghista Stefano Candiani, che si è tenuto lontano dall’emiciclo. Poi quando arriverà il rinvio a giudizio per truffa ai danni dello stato probabilmente Palazzo Chigi staccherà la spina. Forse. La mozione, presentata dal M5S, alla fine cade addosso alla premier Meloni. Il Pd – con i deputati Toni Ricciardi e Federico Gianassi – ma anche i pentastellati – con Vittoria Baldino – suonano lo stesso citofono: “La premier è ricattata dalla ministra? Perché non la fa dimettere?”. Anche Filiberto Zaratti di Avs insiste su questo argomento. Elly Schlein in divanetto della galleria fumatori dice: “Non c’è nulla da fare: Santanchè tiene testa a Meloni perché la ministra è la scatola nera del partito”. Giuseppe Conte in Transatlantico aggiunge: “Oggi la maggioranza non c’è in Aula, ma presto dovrà difenderla quando ci sarà da votare la mozione, poi se la ministra lascerà che figura faranno?”.
Notizie di Meloni? Si sa che da tempo non parla con la sua ministra, che le comunicazioni dirette sono ridotte all’osso. Che ha un diavolo per capello. In pieno scontro con la Corte penale internazionale ha Matteo Salvini che vola in Israele e si fa fotografare con il primo Ministro Benjamin Netanyahu, nel mirino dell’Aja, creando scompiglio nella maggioranza. Perché nel frattempo Palazzo Chigi prova a mandare segnali distensivi dopo il caso Almasri, almeno di facciata. Tenendo il punto nel merito del “pasticcio” ma cercando una sponda. Non a caso mentre Salvini è da Bibi esce una nota che chiede “all’Aja di avviare consultazioni funzionali a una comune riflessione sulle criticità che hanno connotato il caso Almasri al fine di scongiurare il ripetersi di situazioni analoghe”. Il trambusto è figlio dell’indagine che la Cpi ha aperto sul governo italiano (già al centro di un’inchiesta in cui sono coinvolti la premier, i ministri Piantedosi e Nordio e il sottosegretario Mantovano) e ora allo studio della camera preliminare dell’Aja. In questo scenario Meloni non vuole mollare su un’altra ciambella che non è uscita con il buco: quella dei migranti in Albania. Per questo la giornata a Palazzo Chigi è attraversata dagli incontri tecnici fra il dipartimento legislativo del governo e quello del Viminale per trovare una via di uscita. La soluzione in cottura è la trasformazione dei centri in Cpr purissimi, senza più centri di riconoscimento veloce, osteggiati finora dai giudici. Servirà però un decreto che il governo potrebbe licenziare in settimana senza toccare il protocollo d’intesa con Tirana. In questo modo i centri di espulsione congestionati in Italia invierebbero migranti in Albania. Non proprio la certificazione di un successo. Ecco perché Santanchè riparte per Milano pensando che anche questa è passata e che la priorità al momento non sono certo le sue dimissioni.
(da ilfoglio.it)

argomento: Politica | Commenta »

NON C’È ALTERNATIVA ALLA MAGGIORANZA URSULA, SE SI VOTASSE OGGI, IL PPE RESTEREBBE AMPIAMENTE IL PRIMO PARTITO DELL’UE CON 184 SEGGI, SEGUITO DAI SOCIALISTI (141) E, A NOTEVOLE DISTANZA, DAL GRUPPO DEI “PATRIOTI” (91) E DAI CONSERVATORI DI GIORGIA MELONI (84)

Febbraio 11th, 2025 Riccardo Fucile

LA COALIZIONE ATTUALE CHE SOSTIENE LA VON DER LEYEN (PPE, SOCIALISTI E RENEW) OTTERREBBE 399 SEGGI

La nostra stima dei seggi al Parlamento europeo mostra che il Partito Popolare Europeo mantiene il suo vantaggio sull’Alleanza Progressista di centro-sinistra di Socialisti e Democratici, anche se con un piccolo calo.
Il gruppo di estrema destra Patriots for Europe (Patrioti per l’Europa) rimane il terzo gruppo più numeroso, mentre la destra radicale di Conservatori e Riformisti Europei e il gruppo liberale Renew Europe si collocano rispettivamente al quarto e al quinto posto.
La nostra esclusiva analisi combina le tendenze dei sondaggi di tutti i 27 Paesi dell’UE, assegna i nuovi partiti non affiliati al gruppo del Parlamento europeo più vicino a loro e tiene conto dei cambiamenti di affiliazione.
Il risultato è la seguente proiezione dei seggi:
PPE (Partito Popolare europeo) – 184 seggi
Socialisti e Democratici (S&D) – 141 seggi
Patrioti per l’Europa (PfE) – 91 seggi
Conservatori e riformisti (Ecr) – 84 seggi
Renew Europe (RE) – 74 seggi
The Left (Left) – 47 seggi
Verdi/European Free Alliance – 44 seggi
Europa delle nazioni sovrane (ESN) – 32 seggi
Non iscritti – 23 seggi
L’analisi dello scenario suggerisce una chiara maggioranza per la “grande coalizione plus”, composta da PPE, S&D e RE.
Un’alleanza di centro-destra che includa PPE, RE e ECR non raggiungerebbe comunque la soglia di maggioranza.
Cosa è successo nei trend dei sondaggi dopo le elezioni?
Guardando alle proiezioni dei seggi dopo il rapporto di gennaio, il principale partito di centro-destra, Partito Popolare Europeo (PPE) e l’Alleanza Progressista di centro-sinistra di Socialisti e Democratici (S&D) hanno mantenuto il loro dominio. Il PPE è ancora significativamente in vantaggio sull’S&D, ma con un leggero calo rispetto al mese scorso.
Il gruppo dei Patrioti per l’Europa (PfE) si colloca ancora al terzo posto e ristagna, mentre la destra radicale dei Conservatori e Riformisti europei segue a notevolmente distanza, con un piccolo guadagno rispetto al mese scorso.
Dopo ogni elezione per il Parlamento europeo, un gran numero di europarlamentari entra nel Parlamento attraverso partiti di nuova costituzione o che non sono ancora ufficialmente affiliati a un gruppo partitico europeo. A questa incertezza si aggiunge il fatto che non si sa ancora in quali costellazioni i partiti dei diversi Paesi si presenteranno
alle prossime elezioni. Correranno da soli, si uniranno in alleanze elettorali o decideranno di non candidarsi affatto?
SCENARIO. Assegnazione di nuovi seggi non affiliati a gruppi partitici esistenti.
In questa esclusiva analisi di scenario, le tendenze dei sondaggi vengono arricchite con informazioni sui potenziali riallineamenti dei gruppi partitici europei, prestando particolare attenzione ai nuovi eurodeputati non affiliati e ai gruppi a cui potrebbero aderire una volta entrati nel Parlamento europeo alle prossime elezioni.
La nostra analisi di scenario rivela che in un Parlamento europeo eletto oggi, il PPE rimarrebbe il gruppo parlamentare più numeroso con un margine considerevole, con 184 seggi, ovvero oltre il 25% dei seggi, con un calo di oltre mezzo punto percentuale rispetto alla quota attuale.
Il gruppo S&D otterrebbe 141 seggi, una quota di seggi di poco inferiore al 20 per cento e più di mezzo punto percentuale in più rispetto alla quota attuale.
Il gruppo di estrema destra del PfE otterrebbe 91 seggi o più del 12% dei seggi. secondo la nostra analisi di scenario, che è più di mezzo punto percentuale in più rispetto alla sua attuale quota di seggi. L
a destra radicale ECR otterrebbe 84 seggi [con un aumento di oltre mezzo punto percentuale rispetto alla rappresentanza attuale. Allo stesso tempo, il gruppo liberale RE sarebbe rappresentato da 74 parlamentari, e guadagnerebbe oltre il 10% dei seggi.
Nella nostra analisi delle coalizioni, consideriamo le alleanze parlamentari che sono politicamente e valutiamo se esse otterrebbero i 361 europarlamentari necessari per maggioranza.
Se le elezioni si tenessero nel febbraio 2025, la storica “grande coalizione plus” potrebbe mantenere una chiara maggioranza, con i gruppi PPE, S&D e RE che otterrebbero un totale di 399 seggi.
Al contrario, l’alleanza di centro-destra con il PPE, l’ECR e RE continuerebbe a non raggiungere la maggioranza, che ora si prevede di 342 seggi. Allo stesso modo, una maggioranza di centro-estrema sinistra che includa S&D, RE, Verdi e i gruppi di sinistra non raggiunge i seggi necessari per la maggioranza.
Le elezioni del Parlamento europeo del 2024 hanno visto un’affluenza media di poco superiore al 50%. Dal 1979, la partecipazione è calata fino al 2014, quando l’affluenza ha ricominciato a crescere. Il voto obbligatorio è una delle opzioni per aumentare la partecipazione, il che lo rende un metodo interessante.
Il voto è obbligatorio in quattro Paesi membri, Belgio, Bulgaria, Lussemburgo e Grecia,
Il Belgio e il Lussemburgo registrano la più alta affluenza alle urne, poiché la mancata partecipazione al voto comporta sanzioni, come ad esempio multe. In Belgio, chi non si presenta ai seggo almeno quattro volte in 15 anni rischia di perdere il diritto di voto.
La Bulgaria ha introdotto il voto obbligatorio nel 2019 […] e ha registrato un tasso simile, pari al 32,64%, in leggero calo rispetto al 35,84% del 2014 e al 38,99% del 2009.
Ivo Bantel, Rodrigo Gutierrez, e Nisa Khan
per “Politico Pro”

argomento: Politica | Commenta »

MA QUALE “TOGA ROSSA”: FRANCESCO LO VOI DA GIOVANE ERA UN MILITANTE DEL FRONTE DELLA GIOVENTÙ: IL PROCURATORE DI ROMA, NEL 1975, DISTRIBUIVA VOLANTINI CON IL SIMBOLO DELL’ASSOCIAZIONE GIOVANILE DEL MOVIMENTO SOCIALE

Febbraio 10th, 2025 Riccardo Fucile

UN SUO VECCHIO AMICO “CAMERATA” RICORDA: “È SEMPRE STATO DI DESTRA”… E OGGI VIENE ACCUSATO DA SOVRANISTI COMPLICI DI CRIMINALI CHE SAREBBERO STATI CACCIATI DALLE SEDI MISSINE A CALCI IN CULO

Nel 1975 a Palermo c’era un ragazzo con la Vespa rossa che distribuiva volantini del Fronte della Gioventù, quelli con la fiaccola stilizzata nel pugno virile. Si chiamava Francesco Lo Voi.
Cinquanta anni dopo, lo raccontano come il nemico pubblico di Giorgia Meloni, classe 1977, la prima premier di destra, che ha iniziato sotto la stessa fiaccola la scalata al partito, nel 2004, da segretario di Azione Giovani, l’erede del Fronte (in tempi molto piu’ tranquilli)
Per capire “il paradosso Lo Voi”, come lo chiama lui, bisogna ascoltare un suo vecchio amico ‘camerata’.
Sotto anonimato racconta: “Franco è sempre stato di destra. Frequentavamo entrambi il liceo Garibaldi e la sede del Fronte della Gioventù di piazza Politeama. Una sera mentre attaccavamo un manifesto del Fronte in via Pirandello fummo inseguiti dai rossi e io caddi dalla Vespa per via della sella piccola ma mi salvai correndo”. Erano gli anni in cui per attaccare i manifesti del Fronte morivano Paolo Di Nella a Roma e Sergio Ramelli a Milano.
Lo Voi conferma il vespino rosso, la sella corta, la frequentazione del Fronte e qualche volantinaggio. Fino a 15 anni. . Comunque la militanza romantica di un 15enne non intaccherebbe la quarantennale storia professionale di serietà, competenza e terzietà riconosciuta da tutti.
Questa piccola storia è invece utile a comprendere il grande “paradosso Lo Voi”.
Entrato giovanissimo in magistratura, a 30 anni già lavorava con Giovanni Falcone, di idee opposte come noto. Il giudice ucciso dalla mafia amava passare le serate a giocare a ping pong con il giovane Lo Voi e Pietro Grasso nella sua villa affittata a Mondello.
Tutta la storia di Lo Voi cozza con la propaganda meloniana. Pm impegnato in importanti indagini antimafia ha raggiunto incarichi prestigiosi per i suoi meriti ma è stato certamente sostenuto dalla destra nei tornanti della sua carriera.
Eletto consigliere al CSM dal 2002 al 2006, in quota MI, nel 2009 va a Eurojust scelto dal Governo Berlusconi, di cui Giorgia Meloni era ministro. Procuratore di Palermo appoggiato sempre da MI, contro il pm del processo Andreotti, Guido Lo Forte, diventa procuratore di Roma dopo essere stato criticato per la foto con il ministro dell’Interno Matteo Salvini a un evento organizzato nel 2019 da Annalisa Chirico.
Il paradosso trova la sua sublimazione nell’inchiesta sul Domani che gli è costata l’esposto del Dis a Perugia. Lo Voi è narrato come un pm che lascia copiare le carte dei servizi segreti ai giornalisti con troppa disinvoltura. In realtà è il procuratore che ha condotto due indagini per scoprire le fonti del Domani a seguito delle denunce del ministro della Difesa Crosetto e del capo di gabinetto di Meloni, Gaetano Caputi.
Nel primo caso la Procura di Roma ha individuato la fonte a tempo record e poi la sostituta procuratrice dell’inchiesta è andata a lavorare al Ministero della giustizia con Nordio.
Nel secondo caso la Procura di Lo Voi ha iscritto a tempo record quattro giornalisti del Domani su denuncia di Caputi per il reato contestato dal capo di gabinetto: accesso abusivo a banca dati. Peccato che con l’accesso i giornalisti non c’entravano.
Quando si è reso conto che l’accusa non reggeva, ha notificato la chiusura indagine 415 bis per rivelazione di segreto ai nostri colleghi in concorso con un pubblico ufficiale ignoto. Una scelta insolita.
E allora qual é la morale del “paradosso Lo Voi”?
La destra di oggi non fa prigionieri. Non c’è militanza giovanile, adesione a MI, amicizia con Falcone e storia professionale che tengano. Se serve alla narrativa di Meloni un atto dovuto diventa un atto ostile. E l’ex ragazzo del Fronte gradito alla destra diventa una toga nemica da far indagare e cacciare.
(da Il Fatto Quotidiano)

argomento: Politica | Commenta »

“MEGA” SCAZZO NEL CENTRODESTRA: LE SPARATE ANTI-UE DI SALVINI DA MADRID HANNO FATTO STRABUZZARE GLI OCCHI A FORZA ITALIA, GIÀ SUL PIEDE DI GUERRA DOPO LA PROPOSTA DI USCIRE DALL’OMS

Febbraio 10th, 2025 Riccardo Fucile

IL PPE, DI CUI ANTONIO TAJANI È VICEPRESIDENTE (SI RICANDIDERÀ), PRESENTA UN ATTO A STRASBURGO CONTRO LE INGERENZE DI ELON MUSK

L’attacco diretto, frontale, di Matteo Salvini a Madrid per il raduno sovranista al Partito popolare europeo e al suo “malgoverno” nella Ue è il nuovo capitolo della saga del centrodestra italiano, dove ognuno tenta di aumentare i consensi — e adesso cavalcare l’onda americana — a discapito altrui.
L’altro vicepremier Antonio Tajani, leader di Forza Italia, si ricandiderà alla vicepresidenza del Ppe al congresso di Valencia ad aprile e domani la segreteria nazionale degli azzurri avrà tra gli argomenti sul tavolo proprio gli equilibri internazionali. Ma pure le ripercussioni interne, perché le bordate del Capitano leghista al Ppe hanno turbato e non poco i forzisti, considerate un altro sgarbo tra alleati.
«Se lo slogan “make Europe great again” ci porta verso le insidie di una retorica populista e divisiva e strizza l’occhio a chi l’Europa tenta di dividerla — ragiona l’europarlamentare Letizia Moratti, un peso massimo di FI — in quel caso la nostra idea è completamente diversa. Lavoriamo per la valorizzazione di un’Europa riformata, non frammentata. Vale infatti la pena ricordare che Forza Italia ha sempre sostenuto un’Europa di Stati sovrani, ma uniti nel mercato comune, dove la riforma e il miglioramento delle istituzioni sono valore aggiunto rispetto a una disgregazione del progetto europeo».
Lo smantellamento dell’Organizzazione mondiale della sanità — ma anche la completa delegittimazione della Corte penale internazionale — sono questioni che già adesso fanno fibrillare il centrodestra e lo si è visto anche nel Consiglio regionale della Lombardia la scorsa settimana, con una mozione leghista che voleva impegnare la Regione contro l’Oms, mozione poi mitigata dopo le proteste degli azzurri («siamo un po’ stanchi delle sparate della Lega», si era sfogato il coordinatore regionale Alessandro Sorte).
Giorni fa invece al Parlamento europeo esponenti del Ppe, assieme a socialisti, Greens e rossoverdi di The Left, si sono appellati alla Commissione chiedendo: le prese di posizione pubbliche di Elon Musk per l’estrema destra tedesca e contro i giudici rappresentano un «rischio sistemico » per il pluralismo e i processi elettorali? E poi, che strumenti si stanno utilizzando per valutare l’algoritmo di X e i suoi sistemi di raccomandazione?
Tutto questo nel mentre, invece, Lega e Fratelli d’Italia competono per accreditarsi con il mondo trumpiano e dello stesso Musk.
Mentre in Spagna il gruppo dei Patrioti faceva il suo evento Mega […], esponenti di Ecr — il raggruppamento della fiamma tricolore — e della tedesca Afd discutevano online su X sempre sul Mega con un uomo molto vicino a Musk: il trentenne australiano Mario Nawfal, fondatore di un’azienda di consulenza internazionale sulla blockchain. Profilo da quasi due milioni di follower che dialoga amabilmente con Musk quasi quotidianamente, è un altro propagatore del pensiero tecnocratico e sovranista.
Ecco, l’interlocutore per l ’Italia era Francesco Giubilei, che è direttore scientifico della fondazione An, direttamente riconducibile quindi a FdI. Il quale da tempo coltiva relazioni col mondo repubblicano Usa. […] Il grande disegno è insomma un super gruppo che varrebbe 187 deputati, uno in meno del Ppe. Oggi sembra fantapolitica, ma domani chissà.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

IL LIBRO “FRATELLI DI CHAT” RIVELA GLI ATTACCHI A SAVIANO, ECCOLI I “MODERATI” DI FDI

Febbraio 10th, 2025 Riccardo Fucile

NEL GIUGNO 2021 GUIDO CROSETTO SCRIVE: “SAVIANO VA PUNITO. FA SCHIFO.” E GIORGIA MELONI RILANCIA: “IO DOMANI ESCO CON UNA PALATA DI LETAME CONTRO SAVIANO” … VIOLENZA VERBALE, SETE DI VENDETTA E PAURA DI CHI SMASCHERA LA LORO INCAPACITÀ DI GOVERNARE

“Saviano va punito.” “Saviano fa schifo.” (Guido Crosetto). “Io domani esco con una palata di letame contro Saviano.” (Giorgia Meloni). E poi il solito Delmastro, quello della rivelazione di segreti d’ufficio e del Capodanno con le pistole, che ancora non ha capito di non essere più un picchiatore, ma un sottosegretario… e alla Giustizia, per giunta.
Nel libro “Fratelli di chat”, il giornalista del Fatto Quotidiano Giacomo Salvini svela ciò che Fratelli d’Italia non avrebbe mai voluto far emergere: odio, violenza verbale (il mio “bastardi” era da dilettanti), paura degli avversari non solo politici, ma soprattutto esponenti della società civile.
Cosa emerge dalle chat (ricostruite graficamente) di Meloni&co (i testi sono esattamente come loro li hanno scritti)? Violenza verbale, sete di vendetta e soprattutto paura. Paura di chi smaschera la loro incapacità di governare.
“Sciacallo, diffamatore, smettila di fare la vittima” sono le accuse che rivolgono a me, mentre il governo implode, divorato dall’incompetenza e dal sospetto reciproco. Si spiano tra loro (caso Caputi), negano l’uso di spyware israeliani contro giornalisti e attivisti, non sanno nemmeno perché hanno rimpatriato Almasri (Nordio e Piantedosi non si sono accordati sul dare versioni coerenti) e i centri in Albania sono di fatto definitivamente naufragati.
Troppi errori, troppi scandali, troppe menzogne. Il governo è terrorizzato e fa bene a esserlo perché gli italiani stanno iniziando a capire il bluff.
Oltre ai nemici a destra, ovviamente, ci sono anche quelli a sinistra. E nello specifico gli intellettuali che si permettono di attaccare Meloni e il suo partito soprattutto sulla vicinanza ad ambienti di estrema destra e sulla nostalgia del fascismo di alcuni dirigenti di Fratelli d’Italia. Nelle chat dei parlamentari ci sono due «infami» che vengono messi ripetutamente nel mirino: lo scrittore Roberto Saviano e il giornalista de «la Repubblica», Paolo Berizzi.
Il primo è l’autore di Gomorra, conosciuto al grande pubblico per la sua denuncia nei confronti della camorra passando la sua vita sotto scorta per le minacce della criminalità organizzata.
Il secondo è un cronista e scrittore che ha spesso dedicato articoli e analisi sul fenomeno del neofascismo in Italia e sui legami tra l’ estrema destra e i partiti di governo. Due figure, quindi, molto critiche nei confronti di Meloni e che vengono viste come nemiche da parte dei vertici di Fratelli d’Italia.
Nelle chat dei parlamentari il nome di Saviano viene citato trentadue volte, per lo più con offese, insulti e critiche politiche. Si va dall’esultanza perché il consiglio comunale di. Verona gli ha revocato la cittadinanza onoraria (Ciro Maschio, attuale presidente della commissione Giustizia) alla critica al «Corriere della Sera» da parte di Salvatore Deidda per aver assunto Saviano come firma del giornale («Quello che una volta era il più importante quotidiano d’Italia», commenta a gennaio 2021) fino a Guido Crosetto che, commentando un post di Saviano che accusava di «razzismo» Meloni, scrive: «Saviano va punito», «Saviano fa schifo», «Incita alla violenza» (5 giugno 2021).
In quei giorni, le cronache raccontano la storia di Seid Visin, calciatore di vent’anni di origine etiope che si è suicidato per insulti razzisti. Saviano commenta il fatto accusando Meloni e Salvini di razzismo e l’accusa non viene presa bene nelle chat di Fratelli d’Italia. Oltre a Crosetto, anche la leader di Fratelli d’Italia ci va giù pesante: «Io domani esco con una palata di letame pesante contro Saviano e co. Se ci sono controindicazioni da parte dei genitori fatemelo sapere», scrive l’attuale premier il 5 giugno 2021. Il giorno dopo firmerà proprio una nota contro la cosiddetta «intellighenzia di sinistra» che lega il suicidio del calciatore a episodi di razzismo quando «il padre ha detto che non è così».
L’accusa di essere un «infame» però arriva come commento al caso più noto di litigio con la presidente del Consiglio. Nel 2020 il giornalista aveva usato il termine «bastardi» durante un’intervista a Piazza Pulita per definire lei e Salvini, di fronte alle immagini del dolore della madre del piccolo Yusuf, un neonato morto tra le onde del Mediterraneo.
Meloni aveva deciso di querelare lo scrittore per diffamazione e il 16 novembre 2022, cioè un mese dopo la formazione del governo, lo scrittore era stato rinviato a giudizio perché nel frattempo la leader di Fratelli d’Italia, anche se diventata premier, non aveva ritirato la querela. Nonostante le richieste da parte delle opposizioni e delle associazioni della Stampa di ritirare la querela visto il suo ruolo istituzionale, Meloni non ha fatto alcun passo indietro e il 12 ottobre 2023 Saviano è stato condannato in primo grado a pagare una multa da mille euro oltre alle spese processuali.
Una notizia che quel giorno viene accolta con gioia nelle chat di Fratelli d’Italia: a pubblicare il lancio di agenzia con la sentenza è Deidda che aggiunge un entusiastico: «Evviva, paga infame». A quel punto si apre un dibattito tra esponenti di governo, tra cui il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e quella all’Interno Wanda Ferro, che avrebbero voluto una condanna molto più pesante di una semplice multa da mille euro, anche se per un reato di opinione nei confronti di uno scrittore.
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

MELONI, LI SENTI ‘STI FISCHIONI? ALL’ARTE FIERA DI BOLOGNA VA IN SCENA LA PROTESTA A SUON DI FISCHI DI GALLERISTI E ARTISTI CONTRO IL GOVERNO CHE NON HA ABBASSATO L’IVA SULLA COMPRAVENDITA DI OPERE D’ARTE DAL 22 AL 10%

Febbraio 10th, 2025 Riccardo Fucile

ITALICS, IL CONSORZIO CHE RIUNISCE 74 TRA LE PIÙ IMPORTANTI GALLERIE D’ARTE ITALIANE: “SENZA LA RIDUZIONE DELL’IVA L’ITALIA ESCE DAL MERCATO DELL’ARTE” – FRANCIA E GERMANIA HANNO ABBASSATO L’IVA SULLE OPERE AL 5 E AL 7%

Come in un corteo, come in un presidio davanti a una fabbrica, alle 17, nei padiglioni di Arte Fiera è andata in scena una protesta sonora: galleristi, quasi tutti quelli presenti, ma anche artisti e operatori tutti insieme hanno fischiato per qualche minuto dentro a fischietti colorati, con il suono che rimbombava per i padiglioni dell’Expo
Anche Simone Menegoi, direttore artistico della manifestazione, l’ha fatto. Non era una performance d’artista ma un’azione collettiva ideata per dare un segnale al Governo che giovedì, mettendo la fiducia al Decreto Cultura, non ha approvato l’abbassamento dell’Iva sulla compravendita di opere d’arte dal 22 al 10 per cento. I promotori dell’azione sono state le gallerie del gruppo Italics che nei giorni scorsi ha mandato una lettera di protesta al Governo.
“Abbiamo coinvolto i colleghi presenti in Fiera perché la protesta fosse trasversale – ha spiegato Francesca Pennone, una delle titolari di Pinksummer – Volevamo dare un segnale concreto proprio qui ad Arte Fiera, la prima fiera d’arte in Italia”
(da agenzie)

argomento: Politica | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.221)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.581)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.528)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.784)
    • governo (5.799)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.411)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (39.943)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.682)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (452)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Giugno 2026 (406)
    • Maggio 2026 (402)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (652)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (457)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (632)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (157)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Febbraio 2025
    L M M G V S D
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    2425262728  
    « Gen   Mar »
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • TELE-MELONI OSCURA VANNACCI: NESSUNA PRESENZA NEI TALK E TG
    • CONTE E SCHLEIN CON IL PROBLEMA DELLA FESTA USA A VILLA TAVERNA
    • CON LE TENSIONI TRA TRUMP E MELONI TREMA ANCHE IL COMPARTO VITIVINICOLO ITALIANO
    • L’EVOLUZIONE DELLA BESTIA
    • OLTRE AL CROLLO DEI CONSENSI, SALVINI HA UN ALTRO PROBLEMA: GLI SGHEI! SECONDO PAGELLA POLITICA, DA GENNAIO AD APRILE LA LEGA HA REGISTRATO UN NETTO CALO DELLE DONAZIONI RICEVUTE DALLE IMPRESE
    • “LE ISTITUZIONI CHE MI HANNO FORGIATO SONO L’EVERTON, IL PARTITO LABURISTA E LA CHIESA CATTOLICA. IN QUEST’ORDINE” – IL RITRATTO DELL’EREDE DI STARMER ANDY BURNHAM, SINDACO DI MANCHESTER, CATTOLICO E PREMIER LABURISTA IN PECTORE DELLA GRAN BRETAGNA
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA