ALEMANNO MANDA IN TILT LA “FECCIA” VANNACCIANA .LA FIGURA INGOMBRANTE DELL’EX SINDACO DI ROMA SUSCITA MALUMORI ALL’INTERNO DI FUTURO NAZIONALE. I TIMORI SONO LEGATI ALLE POSIZIONI DI ALE-DANNO SUL CARCERE E AL SUO PASSATO
VANNACCI, TRONFIO PER I SONDAGGI IN CRESCITA, LIQUIDA LE POLEMICHE E NEGA CHE ALEMANNO POSSA AVERE QUALCHE INCARICO POLITICO … L’EX SINDACO DI ROMA NON È L’UNICO VANNACCIANO A PORTARSI DIETRO CONDANNE
«Gianni Alemanno è iscritto all’associazione “Nessuno tocchi Caino”. Io, invece, sto con Abele e penso che Caino debba marcire in carcere». Roberto Vannacci liquida così le polemiche, che imperversano soprattutto nel mondo social (mentre i sondaggi sono sempre più positivi), sul rapporto con l’ex sindaco di Roma uscito dal carcere tre giorni fa.
A chi fa osservare che Alemanno, anche in virtù dei mesi trascorsi in cella, usa parole meno contundenti nei confronti della detenzione il leader di Futuro nazionale risponde secco: «No, no, non c’è nessuna differenza. Alemanno sottolinea giustamente che il carcere deve avere una funzione rieducativa e non deve essere un luogo di tortura. Ma è d’accordo con me che chi sbaglia deve pagare».
Quanto ai malumori e ai brontolii verso Alemanno e la sua storia, per qualcuno troppo legata al passato (ma all’assemblea nazionale di Roma è stato detto chiaramente che Futuro nazionale è la «destra autentica»), Vannacci replica sottolineando anzitutto che non c’è stata alcuna alleanza con il movimento Indipendenza perché questo è «interamente confluito nel nostro partito».
E ciò significa che chi è «entrato ne accetta tutti i principi, al netto di sensibilità su qualche tema che possono essere diverse».
Insomma, per il generale non ci sarebbe alcun rischio di vedersi tirato per la giacca dall’ex missino. E, ancora per non lasciare nulla in sospeso, ricorda che «Alemanno ha precisato che non chiede alcuna carica elettiva e non l’avrà».
Sul tavolo c’è poi anche il tema di chi entra in Futuro nazionale portandosi dietro vecchie condanne o vicende giudiziarie non del tutto chiarite. Succede quando un soggetto politico nasce dal nulla e cresce in maniera veloce, accogliendo inevitabilmente un po’ di tutto: da Alemanno (anch’egli con una condanna, ora scontata) a Joe Formaggio, ex consigliere regionale veneto condannato nel 2018 per istigazione all’odio razziale (pena scontata), fino a Salvatore Onda, nipote di un sicario della famiglia camorrista Gionta. Vannacci sbotta: «Nessuno venga a farmi la morale. C’è forse un partito in cui non ci sono condannati o indagati?”.
(da agenzie)
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