IL PROGRAMMA DI VANNACCI NON E’ BEN VISTO NEANCHE DA QUELLI DI VANNACCI
DALL’ABORTO NEGATO ALLE CASE PER LE FAMIGLIE NUMEROSE, CRESCE IL MALUMORE PER UN PROGRAMMA CALATO DALL’ALTO
Il programma politico di Futuro Nazionale, la formazione guidata da Roberto Vannacci,
fadiscutere non solo gli avversari politici ma anche l’interno del movimento stesso. Secondo quanto riporta oggi Libero a fare da elemento di rottura sono diverse proposte fortemente conservatrici, come la tesi che l’aborto non sia un diritto.
La spaccatura interna e le critiche del Centro Studi
Le maggiori perplessità sono state espresse da Luca Sforzini, presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale (think tank storico del movimento). Sforzini ha evidenziato al quotidiano come la svolta ultra-conservatrice rischi di essere un boomerang elettorale e concettuale. Riservare aiuti e priorità per le case popolari ai concepiti rischia, dati demografici alla mano, per esempio, di avvantaggiare soprattutto le famiglie di immigrati, smentendo le premesse politiche della formazione. Sforzini denuncia di essere stato isolato e attribuisce questa svolta radicale a consiglieri vicini al leader che spingono per posizioni estreme, dimenticando che «i cattivi consiglieri sono assai più pericolosi dei buoni nemici».
Destra liberale o «polizia morale»?
L’analisi del Centro Studi si conclude con una riflessione strategica sul futuro della destra: «Una destra di governo deve persuadere uomini liberi, non educarli sotto tutela. Si può sostenere la natalità senza istituire polizie morali o ricorrere a prontuari dell’Ottocento». Il nodo centrale per Vannacci diventa quindi strategico: strutturare una forza di destra liberale, nazionale e di governo in grado di interloquire con l’intera coalizione di centrodestra, oppure isolarsi in una posizione massimalista e identitaria. Con il rischio, già concreto, di implodere.
(da agenzie)
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